<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>salvini &#8211; Domenico Rossi</title>
	<atom:link href="https://domenicorossi.eu/tag/salvini/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://domenicorossi.eu</link>
	<description>Il futuro è nelle nostre mani</description>
	<lastBuildDate>Mon, 03 Sep 2018 13:55:35 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=7.0.6</generator>

<image>
	<url>https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2025/09/cropped-DR-icona-32x32.png</url>
	<title>salvini &#8211; Domenico Rossi</title>
	<link>https://domenicorossi.eu</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Anche sui rimpatri per ora solo propaganda. Sveglia!</title>
		<link>https://domenicorossi.eu/2018/09/03/anche-sui-rimpatri-per-ora-solo-propaganda-sveglia/</link>
					<comments>https://domenicorossi.eu/2018/09/03/anche-sui-rimpatri-per-ora-solo-propaganda-sveglia/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Sep 2018 13:55:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[lega]]></category>
		<category><![CDATA[migranti]]></category>
		<category><![CDATA[salvini]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://domenicorossi.eu/?p=3057</guid>

					<description><![CDATA[Il Vicepremier e Ministro dell’Interno, per alcuni “il capitano”, esulta commentando i dati del Viminale sui migranti sbarcati in Italia dal primo gennaio fino al 31 agosto 2018 in rapporto allo stesso perido dei due anni precedenti. La riduzione è assai significativa: -82,62% rispetto al 2016 e -79,82% se si condidara il 2017 (leggi il [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-3058" src="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2018/09/fake-news-300x226.jpg" alt="" width="300" height="226" srcset="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2018/09/fake-news-300x226.jpg 300w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2018/09/fake-news-768x578.jpg 768w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2018/09/fake-news-700x527.jpg 700w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2018/09/fake-news.jpg 965w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Il Vicepremier e Ministro dell’Interno, per alcuni “il capitano”, esulta commentando i dati del Viminale sui migranti sbarcati in Italia dal primo gennaio fino al 31 agosto 2018 in rapporto allo stesso perido dei due anni precedenti. La riduzione è assai significativa: -82,62% rispetto al 2016 e -79,82% se si condidara il 2017 (leggi il <a href="http://www.interno.gov.it/sites/default/files/cruscotto_statistico_giornaliero_31-08-2018.pdf">report</a>). Standing ovation?<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Anche no, perché da un lato si riducono gli sbarchi, almeno quelli registrati, ma dall’altro cresce il numero di irregolari… come è possibile?!<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Tutta “colpa” proprio delle politiche del Governo sui richiedenti asilo. Lo spiega bene il rapporto <a href="https://www.ispionline.it">Ispi</a> (Istituto per gli studi di politica internazionale), pubblicato nei giorni scorsi da <a href="https://rep.repubblica.it/pwa/generale/2018/09/02/news/asilo_negato_ai_migranti_in_tre_mesi_oltre_12mila_clandestini_in_piu_-205477286/?ref=RHPPLF-BH-I0-C8-P1-S1.8-T1">Repubblica  </a>e ripreso da numerose <a href="https://www.agi.it/cronaca/migranti_salvini_libia_rapporto_ispi-4337405/news/2018-09-03/">testate</a> on line, in cui si evidenzia che nei tre mesi di vita del Governo giallo-verde si contano 12.450 nuovi irregolari, in propiezione 60mila nel giro di due anni. Se, infatti, il solerte Ministro chiude i porti e rifiuta protezione e concessione di asilo, non è altrettanto efficiente sul fronte dei rimpatri: solo 1.350, in calo rispetto all’anno precedente (nel 2017 furono oltre 17mila in crescita del 15% rispetto al 2016 sempre secondo il Ministero), nonostante la promessa elettorale di effettuarne 500mila. Insomma, non è tutto oro quel che lucchica per la scintillante propaganda leghista. Rinunciare alla gestione del fenomeno non è la strada giusta, lo dicono i numeri: è giusto contenere gli sbarchi, come è giusto lavorare per accolgiere e integrare le persone che approdano sulle nostre coste. Relegare i rifugiati e gli immigrati in generale ad una condizione di cittadino di “serie b” o di “non cittadinanza” non fa altro che alimentare le derive più tragiche e preoccupenti del fenomeno quali sfruttamento, lavoro nero, criminalità.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://domenicorossi.eu/2018/09/03/anche-sui-rimpatri-per-ora-solo-propaganda-sveglia/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Sveglia! Ogni giorno ha il suo nemico…</title>
		<link>https://domenicorossi.eu/2018/08/28/sveglia-ogni-giorno-ha-il-suo-nemico/</link>
					<comments>https://domenicorossi.eu/2018/08/28/sveglia-ogni-giorno-ha-il-suo-nemico/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Domenico]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Aug 2018 13:51:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[europa]]></category>
		<category><![CDATA[legge]]></category>
		<category><![CDATA[nemico]]></category>
		<category><![CDATA[salvini]]></category>
		<category><![CDATA[stato di diritto]]></category>
		<category><![CDATA[sveglia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://domenicorossi.eu/?p=3043</guid>

					<description><![CDATA[Sembra incredibile quanto sta accadendo in Italia in queste settimane. Si comprende meglio, anche se non è una consolazione, quello che per anni abbiamo studiato nei libri di storia chiedendoci alla fine: ma come è stato possibile? Perché la gente ha creduto e permesso tutto questo? Eppure sta accadendo sotto i nostri occhi.  Si crea [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;"><img decoding="async" class="size-full wp-image-3044 alignleft" src="http://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2018/08/immagine-nemico-ombra.jpg" alt="" width="300" height="300" srcset="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2018/08/immagine-nemico-ombra.jpg 300w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2018/08/immagine-nemico-ombra-150x150.jpg 150w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2018/08/immagine-nemico-ombra-144x144.jpg 144w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Sembra incredibile quanto sta accadendo in Italia in queste settimane. Si comprende meglio, anche se non è una consolazione, quello che per anni abbiamo studiato nei libri di storia chiedendoci alla fine: ma come è stato possibile? Perché la gente ha creduto e permesso tutto questo?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Eppure sta accadendo sotto i nostri occhi.  Si crea un nemico che minaccia la nostra libertà, la nostra possibilità di crescita economica, il nostro presente e il nostro futuro. Si descrive questo paese come se fosse sotto attacco quotidiano da migranti, Europa, banche e poteri forti. Quando arriva una nave di migranti sono loro, il giorno dopo è l’Europa, e così via. L’importante è che tutti sentano ogni giorno la pressione del nemico, qualcuno di esterno, di altro su cui scaricare ogni paura ed emozione negativa. Poi si dipingono coloro che non accettano questa propaganda come nemici della patria che mettono in pericolo il paese, mondialisti complici dei poteri forti, degni di ricevere ogni tipo di offesa e nefandezza. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">E così, in pochi mesi, quasi senza accorgersene si passa da un paese ancorato alla parte benestante del mondo con i suoi problemi, ma anche con le sue opportunità a un paese che si sente assediato, all’interno del quale si lascia libero sfogo ai pensieri e alle pulsioni peggiori, guidate e orientate da chi, invece di provare a risolvere con difficoltà i problemi esistenti, invoca ogni giorno un nemico diverso su cui scaricare le responsabilità, ignorando sempre le proprie.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">(Andate a vedere che cosa è successo in Germania negli anni ‘30 del XX secolo o nell’ex-Jugoslavia pochi decenni fa. Guardate a quelle storie cercando di farvi raccontare qualcosa sull’oggi. Il popolo, tanto declamato, viene strumentalizzato)</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ogni vincolo che arriva dal bilanciamento dei poteri, base di ogni democrazia, è un ostacolo alla difesa del popolo. Il Parlamento diventa un luogo dove si ha tanto tempo per parlare (a partire dal suo presidente), mentre c’è chi governa che fa, si adopera per il popolo. I magistrati diventano immediatamente servi del sistema, asserviti alle logiche dei poteri forti o dei radical chic. Ma se c’è una cosa che la Storia ci ha insegnato è che il potere tende a debordare, ad abusare di se stesso. Le democrazie liberali si fondano sul tentativo di limitare questa tendenza e la nostra costituzione, che nasce dopo un periodo in cui il prezzo per quell’abuso è stato enorme, si fonda proprio su quel delicato equilibrio.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Non esistono </span><i><span style="font-weight: 400;">princeps legibus solutus</span></i><span style="font-weight: 400;">, oramai nemmeno più nelle monarchie esistenti. L’unica garanzia di uguaglianza e libertà è l’uguaglianza di fronte alla legge. Chi invoca una pretesa superiorità alle leggi in nome di un’investitura popolare consapevolmente mette in discussione le fondamenta democratiche del nostro vivere comune. Non c’è nessun mandato popolare che liberi il governo e i suoi rappresentanti dal rispetto della legge e dei principi costituzionali. Non è un caso che l’articolo 1 della nostra Costituzione ci dica che il potere appartiene al popolo </span><b>che lo esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione</b><span style="font-weight: 400;">. Insomma non esiste nessun potere legittimo fuori da quei limiti. Diventa poi ridicolo rivendicare una presunta volontà popolare a fronte di risultati elettorali che assegnano il 17% o anche il 30%&#8230; Questo è l’aspetto dirimente in democrazia. Ci ha provato Berlusconi negli anni ‘90 e ora ci prova la Lega, con l’appoggio del M5S che per non mettere in crisi l’esperienza di governo calpesta e rinnega i principi su cui ha fondato il suo consenso negli anni. Non credo sia un caso: sull’indagine che vede imputato Salvini anche molti dirigente di Forza Italia, a partire dal Silvio Berlusconi, si siano precipitati a parlare nuovamente di “giustizia ad orologeria” e abbiano comunicato solidarietà a Salvini. Ai molti che da sinistra guardano a un’alleanza ampia per contrapporsi ai sovranisti dico che su questo aspetto non esistono compromessi: in una democrazia liberale e costituzionale non esistono persone “sciolte dalle leggi”. All’hastag di questi giorni #iostoconsalvini occorre contrapporre </span><b>#iostoconlalegge</b><span style="font-weight: 400;">.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Correttamente molti dicono che i governi si giudicano dagli atti concreti. Bene, proviamo ad analizzare i fatti compiuti nei primi 100 giorni e magari a confrontarli con le promesse elettorali legate al tema del tanto caro agognato “cambiamento”: cosa è stato fatto? Nulla di nulla. La legge Fornero è ancora lì, così come le accise sulla benzina. Della flat tax non c’è nemmeno l’ombra così come del reddito di cittadinanza.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Intanto, però, abbiamo tanti “nemici” in più da cui difenderci e rischiamo di modificare anche la nostra posizione internazionale che, per anni, ci ha garantito prosperità e pace. Mentre uno dei vice-premier (Di Maio) dice che da adesso in poi (dal fallimento del vertice europeo dove avremmo dovuto spezzare le reni all’Europa e invece ci hanno rimandato indietro ancora più isolati) non esiste uno schema prestabilito e che, invece di interloquire con Bruxelles lo faremo con i singoli stati volta per volta, l’altro (Salvini) incontra Orban a Milano martedì prossimo. Orban che rappresenta il peggio dell’Europa di questi anni e che non aggiunge nulla alla tanto imperfetta Europa esistente: solo egoismo ad egoismo. Questo non potrà che portare a un’ulteriore disgregazione dell’Unione Europea se non a un fallimento del progetto, portato avanti faticosamente in questi anni. Se le elezioni europee dovessero andare come auspicano Di Maio e Salvini il rischio che non ci sia più nessuna Europa si concretizzerà pericolosamente. A quel punto non staremo meglio, perché sostituiremo un’unione imperfetta con una somma di singolarità fragili, autoritarie, chiuse su se stesse e incapaci di affrontare da soli le sfide che abbiamo di fronte. Pensate che saremo autosufficienti da un punto di vista militare? o da quello economico? Saremo solo più esposti alla dipendenze del potente di turno… altro che “prima gli italiani”.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Tutto questo è avvenuto senza una discussione in Parlamento o un confronto pubblico. Sono bastate piccole scelte e una propaganda continua.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Tutto questo è amplificato dalla diffusione massiva dell’uso dei social network che stanno sostituendo tutti i media tradizionali e gli storici luoghi di confronto vis-a-vis. Qui abbiamo due elementi che creano una miscela esplosiva: l’organizzazione di gruppi di persone che costruiscono notizie false o lanciano campagne di propaganda con l’obiettivo di mostrarle come vere e “spontanee” insieme alla diminuzione di empatia che scaturisce da una comunicazione mediata da uno schermo e una tastiera. Le bugie insieme all’assenza del corpo e del volto dell’altro che fanno da limite alla mia capacità/possibilità di ferire e infierire hanno creato dei luoghi dove le pulsioni negative e distruttive sono diventate l’unica grammatica possibile. Il tutto inserito in un contesto sociale dove milioni di persone vivono connesse per la maggior parte del tempo non riuscendo più a distinguere con chiarezza i confini tra offline ed online. Alla prova dei fatti il contesto più adatto alla propaganda mai esistito prima d’ora.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">So che molti rischiano di cedere alla tentazione del disimpegno di fronte alle tante cose che sembrano non andare. Ma </span><b>è nei momenti più difficili che dobbiamo richiamarci alle responsabilità che abbiamo di fronte alle generazioni future</b><span style="font-weight: 400;">. Oggi più che mai dobbiamo trovare la forza per rinnovare il nostro impegno per costruire un presente e un futuro di pace e benessere a partire dai bisogni dei più fragili. Servirà tanto coraggio per mettere in discussione le certezze culturali e politiche che ci hanno guidato fino ad ora e costruire la strada adatta al nuovo percorso che ci attende.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Resto convinto che ci siano degli ingredienti irrinunciabili: costruire e organizzare una resistenza consapevole e adeguata al mezzo sui social; costruire forze politiche trans-nazionali, ad esempio, perché i problemi che ci troviamo ad affrontare hanno quasi sempre una dimensione che supera di gran lunga i confini nazionali; trovare un modo per tornare a essere critici nei confronti del capitalismo e del sistema che genera ingiustizie. Solo così potremo spostare l’attenzione dagli effetti alle cause dei fenomeni che oggi ci spaventano, compresi i fenomeni migratori.</span></p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://domenicorossi.eu/2018/08/28/sveglia-ogni-giorno-ha-il-suo-nemico/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Genova: tra ponti crollati e politiche da ricostruire nell’era dei social</title>
		<link>https://domenicorossi.eu/2018/08/20/genova-tra-ponti-crollati-e-politiche-da-ricostruire-nellera-dei-social/</link>
					<comments>https://domenicorossi.eu/2018/08/20/genova-tra-ponti-crollati-e-politiche-da-ricostruire-nellera-dei-social/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Aug 2018 14:21:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[genova]]></category>
		<category><![CDATA[italia]]></category>
		<category><![CDATA[ponte]]></category>
		<category><![CDATA[salvini]]></category>
		<category><![CDATA[selfie]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://domenicorossi.eu/?p=3035</guid>

					<description><![CDATA[Del crollo del ponte di Genova ho saputo all’estero, appena sceso dall’aereo su cui stavo viaggiando il 14 mattina. La prima reazione è stata di incredulità: non è possibile, non è giustamente annoverato tra i rischi possibili il crollo di un ponte di quel tipo, in Italia nel 2018. Come tutti il pensiero è andato [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="size-medium wp-image-3037 alignleft" src="http://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2018/08/WhatsApp-Image-2018-08-20-at-13.30.01-300x289.jpeg" alt="" width="300" height="289" srcset="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2018/08/WhatsApp-Image-2018-08-20-at-13.30.01-300x289.jpeg 300w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2018/08/WhatsApp-Image-2018-08-20-at-13.30.01-768x740.jpeg 768w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2018/08/WhatsApp-Image-2018-08-20-at-13.30.01-700x675.jpeg 700w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2018/08/WhatsApp-Image-2018-08-20-at-13.30.01.jpeg 1600w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Del crollo del ponte di Genova ho saputo all’estero, appena sceso dall’aereo su cui stavo viaggiando il 14 mattina.<br />
La prima reazione è stata di incredulità: non è possibile, non è giustamente annoverato tra i rischi possibili il crollo di un ponte di quel tipo, in Italia nel 2018. Come tutti il pensiero è andato alle innumerevoli volte in cui l’ho attraversato, ed è quel pensiero che ci ha fatto sentire immediatamente solidali con le vittime, semplicemente perché lì avrebbe potuto esserci ognuno di noi.</p>
<p>Avrei preferito, con tanti Italiani, che la tragedia fosse affrontata con più silenzio e meno propaganda, così come ha fatto ancora una volta tutto il mondo della solidarietà e della protezione civile, ma forse dobbiamo rassegnarci all’idea che nella “società dello spettacolo” questo non sia più possibile. Nel passato, momenti come questo erano accompagnati dal cessare delle ostilità politiche al fine di far prevalere la vicinanza dello Stato, al di là delle diversità politiche. Al contrario la tragedia di Genova sembra dirci, ad eccezione del Presidente della Repubblica, che non esistono più momenti “immuni” dalla ricerca di consenso, di “like”. La dinamica social ha invaso la vita reale e la modella. D’altronde basti pensare che i ministri (non i capi politici) annunciano le loro volontà con dirette facebook e non con comunicazioni istituzionali né tantomeno con atti formali. Le priorità e le modalità sono dettate dall’online in una realtà che è un indistinto online/offline.<br />
Insieme a quella <i>social</i> Genova ci ha dimostrato come sia radicata anche quella <i>risentimento/capro espiatorio</i> che da anni il sociologo Sergio Manghi studia e racconta. Che cosa ne faccio della rabbia, dello sgomento e della paura delle persone? Semplice: cerco un capro espiatorio, il più facile e immediato possibile su cui scaricare tutto. Si tratta di una dinamica che dà una risposta immediata (ed effimera), che non mette in conto di affrontare la complessità del reale e che identifica un “luogo” in cui scaricare tutto, senza assumersi la responsabilità di nulla. Lega e Movimento 5 Stelle hanno dimostrato in questi anni di essere gli interpreti migliori delle due dinamiche, ma in questo caso, non hanno dovuto fare alcuno sforzo. Conoscete qualcuno che negli anni non ha imprecato contro Autostrade? Per i lavori infiniti e fatti nei momenti sbagliati dell’anno, per la condizione delle strade e per i rincari ingiustificati e continui&#8230; Lungi da me difendere Autostrade per l’Italia. Non è certo questo il punto. Come tutti gli altri concessionari, negli anni ha accumulato ricavi tali da potersi permettere avvocati migliori di me. Credo anche che sia corretto che un governo valuti l’ipotesi di una revoca della concessione di fronte a una tragedia come quella avvenuta.<br />
Quello che non ci sta, invece, è che nel giro di pochi minuti le massime cariche dello Stato si precipitino a dire, senza alcuna attenzione al peso delle parole che “al di là della giustizia penale”, “al di là dei contratti e di eventuali penali”, “al di là dell’accertamento delle cause del crollo”, esiste un responsabile: Autostrade per l’Italia. Le istituzioni hanno i loro strumenti per essere rigorose e per andare in profondità. Lo ha detto bene Davide Mattiello in una sua dichiarazione su quanto accaduto (bit.ly/2nQ073z). Ma questo “precipitarsi imprudente” da parte delle più alte cariche dello Stato non risponde all’esigenza di giustizia e di efficienza che i cittadini avvertono, ma alla dinamica risentimento/capro espiatorio. Basta confrontare le dichiarazioni del capo del Governo e dei suoi vice con il comunicato ufficiale della Presidenza del Consiglio per rendersi conto della differenza di parole, toni e tempi&#8230; Ma l’importante era fare un annuncio immediato in linea con le aspettative “misurate”. In più presentandosi ancora una volta come il nuovo “assoluto” che nulla ha a che vedere con il sistema responsabile di tutto il male possibile, che ha nel suo vertice chiaramente il PD, che ha “anche preso dei soldi da Autostrade”. Per poi scoprire, nelle ore successive che:<br />
1. è la Lega ad aver preso dei soldi da Autostrade per L’Italia<br />
2. Conte è stato legale di Aiscat, la società dei concessionari di autostrada<br />
3. il PD non ha mai preso denaro da Autostrade per l’Italia<br />
4. il M5S ha votato la legge che portava da 20 a 40 la percentuale dei lavori che il concessionario può attribuire senza gara<br />
5. Salvini, con la lega, nel 2008 votò a favore di un provvedimento molto vantaggioso per Autostrade per l’Italia.<br />
Per non dimenticare che Salvini è nella lega con compiti istituzionali dagli inizi degli anni ‘90, che Giulia Buongiorno è stata l’avvocato di Giulio Andreotti nel processo in cui si arrivò alla prescrizione per i reati di mafia dell’imputato e che Savona è un uomo che ha attraversato prima e seconda repubblica con incarichi di prestigio, tra i quali vale la pena ricordare quello di ministro per l’industria con il governo Ciampi (93-94), presidente di Impregilo e Responsabile per la strategia di Lisbona con il governo Berlusconi&#8230; Un nuovo, insomma, molto ben ancorato al passato, che però, non viene raccontato e quindi non esiste.<br />
Il guaio della dinamica risentimento/capro espiatorio è che funziona da un punto di vista comunicativo, ma sul medio e lungo periodo alimenta i problemi, per il semplice fatto che non li affronta.</p>
<p>E’ evidente come in questo periodo chi vuole capire, ragionare, approfondire risulti “sotto”. I pensieri e le parole risuonano vuoti. Un po’ perché sembriamo di meno, un po’ perché certamente siamo disorganizzati.<br />
Certo il risentimento si nutre delle angosce e dei sentimenti negativi dei tempi di crisi. Quando il futuro è incerto o spaventoso aumenta la tendenza a ripiegarsi.<br />
Per invertire la rotta servirà riaprire il futuro, rimettere avanti alle persone la possibilità di un domani migliore per se e per i propri figli. Questo è il compito primario della politica che deve utilizzare questo lungo periodo di crisi per ridisegnare nuovi mondi possibili che non possono essere lo scimmiottamento di quelli passati, a partire dalla considerazione che non si tratta di una crisi passeggera, ma della chiusura di un particolare tipo di capitalismo.<br />
Dal punto di vista socio-economico la differenza, su questo aspetto, la farà la condizione del ceto-medio. Come il suo impoverimento (non solo economico) ha portato alla situazione attuale connotata dalla paura verso l’altro che è qui per sottrarci quel poco che ci resta, così un intervento che rilanci la condizione salariale, sociale e culturale di chi sta tra l’estremamente ricco e l’estremamente povero ci consentirà di tenere in piedi l’assetto delle nostre società.<br />
La politica alternativa a ciò che sta dominando in questo momento ha almeno due livelli di intervento: il primo è quello di breve e medio periodo legato agli appuntamenti elettorali e/o congressuale, durante i quali occorre fare il meglio possibile con quello che si ha/si è senza arrendersi e senza buttare la spugna; il secondo è quello di lungo periodo che deve inevitabilmente porsi il tema della ricostruzione di quel tessuto relazionale e connettivo con i cittadini e con i diversi livelli di società e che ha a che fare di più con la pedagogia sociale, come ho già detto in altre occasioni. Occorre ricreare luoghi e contesti di confronto e dialogo autentico tra le persone, affinché le persone si riconoscano reciprocamente e tornino a fidarsi gli uni degli altri accomunati da un progetto comune. Per lo stato in cui siamo, per questo secondo livello, si parla di decenni. Ma questo non deve essere un freno, anzi, una leva su cui costruire nuove alleanze tra le generazioni.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://domenicorossi.eu/2018/08/20/genova-tra-ponti-crollati-e-politiche-da-ricostruire-nellera-dei-social/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>E se su quella nave ci fossimo noi con i nostri figli?</title>
		<link>https://domenicorossi.eu/2018/06/11/e-se-su-quella-nave-ci-fossimo-noi-con-i-nostri-figli/</link>
					<comments>https://domenicorossi.eu/2018/06/11/e-se-su-quella-nave-ci-fossimo-noi-con-i-nostri-figli/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Jun 2018 09:04:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Acquarius]]></category>
		<category><![CDATA[migranti]]></category>
		<category><![CDATA[salvini]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://domenicorossi.eu/?p=2964</guid>

					<description><![CDATA[Ci sono momenti nella vita e nella storia in cui le sfumature non sono permesse. Ci si trova davanti a un bivio e le scelte che siamo chiamati a fare rivelano chi siamo nel profondo e dove stiamo andando, al di là delle tante parole o delle intenzioni. La decisione che il governo ha deciso [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-2965" src="http://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2018/06/help-300x295.jpg" alt="" width="300" height="295" srcset="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2018/06/help-300x295.jpg 300w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2018/06/help-768x755.jpg 768w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2018/06/help-700x688.jpg 700w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2018/06/help.jpg 810w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" />Ci sono momenti nella vita e nella storia in cui le sfumature non sono permesse. Ci si trova davanti a un bivio e le scelte che siamo chiamati a fare rivelano chi siamo nel profondo e dove stiamo andando, al di là delle tante parole o delle intenzioni.<br />
La decisione che il governo ha deciso di prendere in queste ore è una di queste. Il governo tutto, in un asse Salvini-Toninelli (Lega-M5S).<br />
Ora facciamoci una domanda semplice, una domanda che è alla base del senso morale: che cosa vorremmo che accadesse alla barca se fossimo noi, con i nostri figli, su quella nave? Vorremmo che fosse lasciata attraccare oppure no? Vorremmo essere soccorsi oppure vorremmo essere lasciati a morire in mare? Si tratta di una domanda universale che nel tempo è stata definita, non a caso, <strong>regola aurea</strong>.<br />
Mentre rispondiamo a questa domanda chiediamoci: che cosa dice il diritto del mare? E il diritto internazionale?<br />
Siamo di fronte a una scelta che va contro ogni principio umano e giuridico e svela natura e direzione di questo governo.<br />
Il 2 giugno Beppe Grillo, nella piazza romana della bocca della verità, suonando una campanella ha dichiarato che un mondo se ne stava andando per far posto a quello nuovo&#8230; A noi sembra vecchio, di un vecchio che abbiamo già vissuto, patito, ma anche combattuto e scacciato via.</p>
<p>Con questa mossa l’Italia compie un grave atto di disumanità, va contro il diritto internazionale e si isola a livello europeo, in un momento in cui Trump “gioca” a spezzare l’unità europea. Noi ci lasciamo spingere verso est, ancora con i paesi di Visegràd. Orban ha dichiarato: “va bene aiuti all’Italia, ma no alla ripartizione delle quote europee di migranti”. Che tradotto significa: arrangiatevi, al massimo vi diamo più soldi. Tutto in linea con la scelta fatta anche dall’Italia pochi giorni fa di votare, insieme a quei paesi, il blocco delle modifiche del regolamento di Dublino, che invece viene evocato un giorno sì e l’altro pure.<br />
L’unico modo per aiutare l’Italia, invece, è quello di farsi carico di quote di accoglienza di chi sbarca nei nostri porti. Altre vie “umane”, non esistono. Il resto prevede solo la morte di chi cerca di arrivare qui da noi. Tutto il resto si chiama criminalizzazione della speranza.</p>
<p>L&#8217;Europa ha una strada difficile e lunga davanti a sé, ma su questo tema giocherà il suo futuro. Se l&#8217;Italia è parte dell&#8217;Europa, i suoi confini sono confini europei. L&#8217;accoglienza va gestita insieme e secondo il principio di solidarietà. Lo stesso principio che chiediamo venga adottato dai Comuni, nel piccolo, quando promuoviamo i progetti SPRAR. Solo facendoci carico tutti insieme del fenomeno saremo in grado di affrontarlo senza scaricarlo su chi è più esposto.</p>
<p>Vanno poi organizzati dei corridoi umanitari, così da &#8220;svuotare&#8221; il traffico gestito dalle organizzazioni criminali. Da sempre le mafie offrono servizi dove esiste una domanda a cui non sono in grado di rispondere le istituzioni. E qui è l&#8217;ONU che deve farsi carico di questo aspetto, e non la NATO come qualcuno propone.</p>
<p>In tutto questo solo la voce di Fico, all’interno delle forze di governo, si alza per dire che non è una soluzione. Mi auguro possa essere l’ancora per tutti coloro che, pur avendo votato M5S, non intendevano e non intendono perdere umanità e violare i diritti umani di base. Mi auguro che si possano far sentire in un momento drammatico come questo.</p>
<p>Restiamo umani!</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://domenicorossi.eu/2018/06/11/e-se-su-quella-nave-ci-fossimo-noi-con-i-nostri-figli/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il cortocircuito della flat tax</title>
		<link>https://domenicorossi.eu/2018/06/06/il-cortocircuito-della-flat-tax/</link>
					<comments>https://domenicorossi.eu/2018/06/06/il-cortocircuito-della-flat-tax/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Jun 2018 16:18:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Domenico Rossi]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[flat tax]]></category>
		<category><![CDATA[salvini]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://domenicorossi.eu/?p=2977</guid>

					<description><![CDATA[Il Ministro Matteo Salvini sul tema della flat tax sostiene che sia giusto che chi guadagna di più possa pagare di meno, così da rimettere in moto l&#8217;economia. Qualcuno riesce a scherzare o a fare satira su questo. Io no. E&#8217; uno degli argomenti che mi fa arrabbiare di più. Lo ritengo profondamente ingiusto. E&#8217; [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-2978" src="http://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2018/06/flattaxcomic-278x300.jpg" alt="" width="278" height="300" srcset="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2018/06/flattaxcomic-278x300.jpg 278w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2018/06/flattaxcomic-768x829.jpg 768w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2018/06/flattaxcomic-700x756.jpg 700w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2018/06/flattaxcomic.jpg 889w" sizes="auto, (max-width: 278px) 100vw, 278px" /><span style="font-weight: 400;">Il Ministro Matteo Salvini sul tema della flat tax sostiene che sia giusto che chi guadagna di più possa pagare di meno, così da rimettere in moto l&#8217;economia</span>. Qualcuno riesce a scherzare o a fare satira su questo. Io no. E&#8217; uno degli argomenti che mi fa arrabbiare di più. Lo ritengo profondamente ingiusto. E&#8217; contrario a tutti i miei valori di fondo: quelli del cristianesimo e quelli della tradizione socialista. La flat tax, ogni forma immaginata, è ingiusta ed immorale.</p>
<p>C&#8217;è poi un piccolo problema, che si chiama Costituzione. Ma il neo ministro degli Interni, anche se vi ha giurato sopra, pare ignorarla. All&#8217;articolo 53 recita: &#8220;Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività&#8221;. Un principio semplice, chiaro, che mai avrei pensato di dover giustificare pubblicamente, in Italia, nel 2018.</p>
<p>Salvini propina una visione dell&#8217;economia a dir poco ingenua, che farebbe sorridere se non sostenesse le idee e le azioni del governo: dal suo punto di vista basta lasciare più soldi ai ricchi per far sì che l&#8217;economia torni a girare e perché si assumano più persone. Non si è accorto, forse (ma potrebbe farselo spiegare), che in questi anni, anche quando l&#8217;economia è cresciuta la ricchezza si è redistribuita verso l&#8217;alto (pochi grandi ricchi) e il lavoro si è sempre più impoverito. E anche quando il lavoro è aumentato in termini quantitativi, la sua retribuzione non ha mai seguito l&#8217;andamento dell&#8217;aumento della ricchezza. Per non parlare della finanziarizzazione dei processi che fa sì che molti guadagnino semplicemente con altri soldi e non perché producono lavoro.</p>
<p>Infine sostiene che l&#8217;importante è che tutti abbiano in tasca qualche &#8220;lira&#8221; in più da spendere. Eh sì, per i servizi che inevitabilmente diventeranno a pagamento, a partire dalla sanità, perché mancheranno le risorse perché lo Stato le finanzi. Ma intanto avremo aumentato i soldi nelle tasche dei ricchi.</p>
<p>Se questo è il governo del cambiamento che da destra e sinistra ci doveva far passare alla contrapposizione tra popolo ed élite, ci troviamo di fronte all&#8217;incarnazione degli interessi delle élite. La vecchia lotta di classe, ma unilaterale e al contrario.</p>
<p>Mala tempora currunt!</p>
<p>Gli elettori della lega, forse (sicuramente non tutti), condividono queste posizioni, anche se la maggior parte, non essendo super-ricca, uscirà depauperata da questa situazione, ma che cosa pensano quelli del M5S? La condividono? Sono certo che buona parte non la condivide, perché arriva da posizioni che rimproveravano al PD di essere troppo a destra. Questa che cos&#8217;è?</p>
<p>Poi ci sono quelli che sostengono che destra e sinistra non esistono più e che occorre superare le categorie del &#8216;900. Questa è una sciocchezza sui cui tornerò un&#8217;altra volta. Qui mi limito a dire che concordo sul fatto che le categorie del &#8216;900 non siano più adatte, perché siamo tornati all&#8217;800 e bisognerà ripartire dalle basi.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://domenicorossi.eu/2018/06/06/il-cortocircuito-della-flat-tax/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Intervento in aula sulle dichiarazioni del Presidente Boeti e a difesa della Costituzione</title>
		<link>https://domenicorossi.eu/2018/06/05/intervento-in-aula-sulle-dichiarazioni-del-presidente-boeti-e-a-difesa-della-costituzione/</link>
					<comments>https://domenicorossi.eu/2018/06/05/intervento-in-aula-sulle-dichiarazioni-del-presidente-boeti-e-a-difesa-della-costituzione/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Jun 2018 14:11:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interventi in aula]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[boeti]]></category>
		<category><![CDATA[di maio]]></category>
		<category><![CDATA[Governo]]></category>
		<category><![CDATA[lega]]></category>
		<category><![CDATA[mattarella]]></category>
		<category><![CDATA[salvini]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://domenicorossi.eu/?p=2956</guid>

					<description><![CDATA[Di seguito il mio intervento in merito alle dichiarazioni a difesa del Presidente della Repubblica del Presidente Boeti ____________ Grazie, Presidente. Credo che non possiamo sottrarci dall’intervenire, visto che in Aula è stato portato un tema importantissimo e credo che il Paese davvero viva un momento drammatico. Ho ascoltato il suo discorso di ieri e, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Di seguito il mio intervento in merito alle dichiarazioni a difesa del Presidente della Repubblica del Presidente Boeti</p>
<p style="text-align: center;">
<iframe loading="lazy" src="https://www.youtube.com/embed/wppU9a_UWJU" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe><br />
____________</p>
<p>Grazie, Presidente.</p>
<p>Credo che non possiamo sottrarci dall’intervenire, visto che in Aula è stato portato un tema importantissimo e credo che il Paese davvero viva un momento drammatico. Ho ascoltato il suo discorso di ieri e, in realtà, non ho trovato nulla di offensivo, signor Presidente. Credo anche che l’unica garanzia che un ruolo come il suo debba tutelare è la garanzia del funzionamento istituzionale, che quando viene messo sotto attacco è giusto difendere, altrimenti fuori da quell’equilibrio non ci sono garanzie per nessuno.</p>
<p>Pochissimi minuti, perché non voglio sottrarre tempo al lavoro di quest’Aula, però le cose che sono state dette sono tante e su alcune vi è, da parte mia, la mancanza assoluta di condivisione.</p>
<p>Non riesco a tacere questa mattina, Presidente, per cui mi sento il dovere d’intervenire.</p>
<p>Sono state dette alcune inesattezze, che qualcuno sui giornali ha definito “bugie”, perché relativamente a ciò che il Presidente della Repubblica ha fatto o non ha fatto, sembra che questo processo di formazione del Governo sia cominciato nel giorno in cui il Presidente del Consiglio incaricato ha portato la lista. Invece, questo processo è cominciato prima; è cominciato prima e gli eventi si leggono in una successione, no? È chiaro che poi ognuno mette il punto d’inizio dove preferisce in base all’utilità che ne ha nel suo atteggiamento retorico.</p>
<p>Allora, dire che il Presidente alla Repubblica non ha favorito la formazione del Governo e addirittura l’ha ostacolato, è semplicemente una bugia. È una bugia altrimenti non avrebbe concesso più di 80 giorni di tempo affinché due forze politiche, che è vero che hanno raccolto la maggioranza dei voti, ma che hanno fatto una campagna elettorale da punti di vista differenti dicendo cose differenti sulla maggior parte dei temi, si venissero incontro. Ha dato tutto il tempo necessario affinché si superasse questa mancanza, quindi questo è un elemento che assolutamente non può che essere visto come un atteggiamento di chi voleva favorire questo Governo.</p>
<p>Ha accettato un nome sconosciuto ai più, sconosciuto anche al Presidente della Repubblica, e ha accettato che una persona sconosciuta ai più, alla politica e allo stesso Presidente fosse esecutore di un contratto scritto da altri, e anche questo credo che si possa mettere nell’elenco delle cose fatte per agevolare il Governo. Ha poi accettato tutta la lista dei Ministri, tutta, ad eccezione di un nome sul quale, da subito, aveva posto dei dubbi e sul quale leggiamo oggi sulla stampa che il capo politico del Movimento 5 Stelle aveva pure chiesto scusa al Presidente della Repubblica, dicendo: &#8220;Chiedo scusa, perché è Salvini che si è impuntato, fosse per noi lo cambieremmo&#8221;.</p>
<p>Nonostante questo, Lega e Movimento 5 Stelle mi devono ancora spiegare perché, di fronte a questa disponibilità del Presidente della Repubblica, di fronte a un’accettazione totale praticamente di tutto, non sono riusciti a cambiare un nome che avrebbe comunque potuto eseguire un contratto scritto da altri, quindi qualsiasi altro nome, tanto più una personalità come Giorgetti, era in grado di farlo.</p>
<p>Dunque mi chiedo: siamo sicuri che il Presidente della Repubblica non abbia voluto il Governo, oppure qui stiamo buttando sul Presidente della Repubblica, sulla massima istituzione di questo Stato, il fallimento politico di Movimento 5 Stelle e Lega, che questo Governo non sono stati in grado di costruirlo? Allora guardate all’interno di quello che è stato un vostro fallimento.</p>
<p>Ma arrivo alla questione del <em>vulnus</em>, che il collega Bertola ha sollevato chiedendo al Presidente Chiamparino dov’è il <em>vulnus</em>. Qui arriva la parte seria, collega, perché io su questa questione sono davvero profondamente preoccupato e so che di queste questioni possiamo discutere serenamente. Insomma, la questione qual è? Qui è proprio la questione della visione che abbiamo della democrazia. Allora la dico così: il termine chiave delle nostre democrazie e della nostra democrazia occidentale liberale è uno, ed è il limite; se noi prendiamo anche l’articolo 1 della Costituzione, che in questi giorni è stato più volte citato parzialmente &#8211; la sovranità appartiene al popolo, è vero, che la esercita nei limiti previsti dalla Costituzione &#8211; non esiste nessun potere, neanche quello del popolo, slegato in maniera assoluta da altri poteri. Ci sono i limiti per il potere esecutivo, per il potere legislativo, per il Presidente della Repubblica, per il Parlamento e anche per il voto del popolo sovrano. Abbiamo visto nella storia che, quando il potere del popolo viene portato avanti senza limiti, ciò ha determinato delle tragedie nella storia, poiché noi sappiamo che tutti i poteri &#8211; tutti &#8211; tendono debordare e vanno limitati. Tutti. Ecco perché la Costituzione è importante e su questo è in equilibrio, e ancora in questo caso lo ha dimostrato.</p>
<p>Allora, qual è la questione, dov’è il <em>vulnus</em>? Il <em>vulnus</em> sta nel fatto che, di fronte a una crisi di questo tipo, è certo legittimo dire che il Presidente della Repubblica ha ecceduto nel suo ruolo; ma andare in piazza a dire che la reazione a tutto questo deve essere occupare le piazze, descrivere il Presidente come servo delle potenze straniere &#8211; poi diamo a vedere la sovranità nazionale, se significa per qualcuno renderci servi di Putin o di Orban, ma questo è un altro discorso &#8211; descrivere il Presidente della Repubblica come servo dei poteri stranieri della finanza internazionale, come traditore della Patria e incitare le persone a occupare le piazze, quando &#8211; attenzione, lo sottolineo, è cosa non da poco &#8211; nei giorni precedenti qualcuno aveva già minacciato il Presidente della Repubblica dicendo &#8220;attenzione a come ti comporti, perché altrimenti qui abbiamo il popolo contro di te&#8221;, ebbene, questo secondo me è un <em>vulnus</em> per la democrazia, questo significa non vedere che si sta mettendo a rischio una tenuta fragile dell’intero ordinamento. Su queste questioni non si scherza, perché poi con il fuoco ci si brucia.</p>
<p>Chiudo, Presidente, solo spiegando perché è importante questa questione del limite e delle istituzioni. Perché fuori da questo quadro restano solo i rapporti di forza e, se restano solo i rapporti di forza, il rischio è la violenza, che è sempre dietro l&#8217;angolo, e noi questo lo dobbiamo scongiurare. E chi ha responsabilità politiche e ricopre ruoli istituzionali di rappresentanza ha questa responsabilità e non può avvalersi della propria posizione per utilizzare le paure e i disagi delle persone per usarle contro Istituzioni che sono l’unica garanzia e l&#8217;argine alla violenza.</p>
<p>Grazie.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://domenicorossi.eu/2018/06/05/intervento-in-aula-sulle-dichiarazioni-del-presidente-boeti-e-a-difesa-della-costituzione/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
