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	<title>Rifiuti &#8211; Domenico Rossi</title>
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	<description>Il futuro è nelle nostre mani</description>
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	<title>Rifiuti &#8211; Domenico Rossi</title>
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		<title>Discarica di Maggiora, Rossi (PD): “Bene i controlli di ARPA. Serve massima trasparenza sui superamenti di manganese nelle acque sotterranee”</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Jun 2026 14:08:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&#8220;Sul superamento dei limiti di manganese  nelle zone interessate dalla discarica di Maggiora occorre fare piena chiarezza. Le notizie riportate sugli organi di stampa e le preoccupazioni che arrivano dal territorio impongono verifiche puntuali e la massima trasparenza a tutela della salute dei cittadini e dell’ambiente&#8221;. Lo afferma il consigliere regionale del Partito Democratico Domenico [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr">&#8220;Sul superamento dei limiti di manganese  nelle zone interessate dalla discarica di Maggiora occorre fare piena chiarezza. Le notizie riportate sugli organi di stampa e le preoccupazioni che arrivano dal territorio impongono verifiche puntuali e la massima trasparenza a tutela della salute dei cittadini e dell’ambiente&#8221;. Lo afferma il consigliere regionale del Partito Democratico Domenico Rossi, che ha presentato un&#8217;interrogazione all&#8217;Assessore regionale all&#8217;Ambiente in merito alle criticità emerse riguardo alla discarica Savoini GMG di Maggiora.</p>
<p dir="ltr">“Le informazioni emerse sollevano interrogativi che meritano un approfondimento puntuale sulle cause dei superamenti rilevati nelle acque sotterranee, le tempistiche con cui tali dati sono stati comunicati agli enti e alla popolazione, le eventuali misure adottate per prevenire la diffusione della contaminazione e le garanzie sulla tutela della risorsa idrica. Un tema particolarmente delicato considerando che, a valle della discarica, nel territorio di Cureggio, è presente il pozzo Bergallo, utilizzato per l&#8217;approvvigionamento dell&#8217;acquedotto gestito da Acqua Novara VCO” spiega il consigliere Dem.</p>
<p><b> </b></p>
<p dir="ltr">Dalla Giunta la rassicurazione che allo stato attuale sono da escludere effetti sulla salute e sull’ambiente ma anche la notizia che il superamento delle concentrazioni di manganese sono state diverse nel corso degli ultimi due anni ma potrebbero essere dovute a fluttuazioni dovute alla diversa solubilità dei metalli ed al valore del pH. “Non vogliamo alimentare allarmismi &#8211; aggiunge Rossi &#8211; ma è necessario accertare rapidamente le cause delle anomalie riscontrate, verificare che siano state rispettate tutte le procedure previste dalla normativa e garantire ai cittadini informazioni chiare e tempestive”. In tal senso è una buona notizia l’annuncio di un campionamento di Arpa nel periodo agosto-settembre.</p>
<p><b> </b></p>
<p dir="ltr">“Anche in vista dei prossimi rilevamenti continueremo a vigilare e a chiedere la massima trasparenza per i cittadini e per il territorio” conclude Rossi.</p>
<p dir="ltr">
<p dir="ltr"><a href="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2026/06/ITRRI_2_Superamento-dei-limiti-di-manganese-nelle-acque-sotterranee-e-gestione-dei-conferimenti-presso-la-discarica-di-Maggiora-NO-¿¿¿-Azioni-di-verifica-e-tutela-della-salute-pubblica.pdf">IL TESTO DELL&#8217;INTERROGAZIONE</a></p>
<p dir="ltr"><a href="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2026/06/risposta-interrogazione-manganese-Maggiora.pdf">LA RISPOSTA ALL&#8217;INTERROGAZIONE</a></p>
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		<title>Impianti &#038; Rifiuti (prima parte)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Sep 2020 12:26:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
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					<description><![CDATA[Leggo, sull&#8217;edizione odierna de La Stampa di Novara, non senza stupore, che il sindaco di Borgomanero candida il nostro territorio ad ospitare un “termovalorizzatore”, perché meno inquinante delle discariche.  Lo fa parlando della discarica di Ghemme, che è vero che rappresenta una “bomba ecologica”, ma non accoglie più rifiuti urbani da anni. Al massimo il tema [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Leggo, sull&#8217;edizione odierna de La Stampa di Novara, non senza stupore, che il sindaco di Borgomanero<span class="Apple-converted-space"> </span>candida il nostro territorio ad ospitare un “termovalorizzatore”, perché meno inquinante delle discariche.<span class="Apple-converted-space">  </span>Lo fa parlando della discarica di Ghemme, che è vero che rappresenta una “bomba ecologica”, ma non accoglie più rifiuti urbani da anni. Al massimo il tema andrebbe collegato alla chiusura del sito di Barengo e alla domanda: dove vanno i nostri rifiuti ora?</p>
<p>Lo stupore, lo dico da subito, è legato al fatto che non si capisce come mai dovremmo costruire un nuovo impianto nella provincia più virtuosa della Regione.<span class="Apple-converted-space">  </span>Perché poi parlare subito di “termovalorizzatore”, quando nemmeno l’assessore Marnati lo ha fatto? Esistono diverse soluzioni impiantistiche e in ogni caso andrebbe fatta un’analisi dei fabbisogni e delle soluzioni. Ma ripeto Novara è la provincia più virtuosa in regione, infatti, differenzia il 76% dei rifiuti che produce (dati 2018) contro il 53% di Alessandria e il 57% di Torino. Con quale logica dopo aver chiesto ai cittadini di fare la raccolta differenziata, oggi, ai più virtuosi diciamo (in realtà dicono), “vi facciamo anche il termovalorizzatore”, mentre a chi in questi anni è stato pigro lasciamo le cose come stanno?</p>
<p>Sulla gerarchia “inquinante” ha ragione il primo cittadino di Borgomanero: meglio gli impianti di incenerimento che le discariche, ma questo ce lo dice l’UE da diversi anni. Considerato, però, che lo scenario delineato dall’assessore all’ambiente Marnati e la reazione del sindaco di Borgomanero riaprono la discussione su un tema importante e delicato è bene cominciare ad entrare nel merito.</p>
<p>Qual è la situazione dei rifiuti urbani in Piemonte? Gli ultimi dati “ufficiali” della Regione Piemonte risalgono al 2018 e ci dicono che abbiamo prodotto 2,170 milioni di tonnellate di rifiuti, con una percentuale di differenziata di 61,2% (pari a 1,328 milioni di tonnellate) per un totale di 842 mila tonnellate di rifiuti indifferenziati. Questo è il dato regionale, ma se entriamo nel dettaglio delle province risulta che si sono territori virtuosi e territori meno virtuosi come evidenzia la tabella seguente.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft wp-image-4396 size-full" src="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2020/09/WhatsApp-Image-2020-09-22-at-14.22.57.jpeg" alt="" width="1600" height="711" srcset="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2020/09/WhatsApp-Image-2020-09-22-at-14.22.57.jpeg 1600w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2020/09/WhatsApp-Image-2020-09-22-at-14.22.57-300x133.jpeg 300w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2020/09/WhatsApp-Image-2020-09-22-at-14.22.57-700x311.jpeg 700w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2020/09/WhatsApp-Image-2020-09-22-at-14.22.57-768x341.jpeg 768w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2020/09/WhatsApp-Image-2020-09-22-at-14.22.57-1536x683.jpeg 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></p>
<p>Facciamo un passo avanti. Qual è la situazione “impiantistica” in Piemonte? Sarebbe troppo lungo entrare nel merito. Basti sapere che ci sono diverse discariche (molte in esaurimento) e un solo un impianto di incenerimento, quello del Gerbido a Torino che ha una capacità di trattamento pari a 421.000 tonnellate di rifiuti all’anno.<br />
Domanda semplice: quale percentuale di raccolta differenziata dovremmo raggiungere per fare in modo che il Gerbido garantisca l’autosufficienza regionale? Se stiamo al dato del 2018 basterebbe raggiungere l’81%. Obiettivo irraggiungibile? Considerato che Novara raggiunge quota 76% possiamo realisticamente rispondere di no.</p>
<p>Una Regione seria, come prima cosa, spingerebbe per raggiungere questo risultato e solo in un secondo momento metterebbe in campo soluzioni alternative.</p>
<p>Nel 2016 Regione Piemonte, inoltre, approvò un <a href="https://domenicorossi.eu/2016/04/19/approvato-il-piano-regionale-rifiuti/">piano rifiuti regionale</a>, all’interno del quale venivano fissati alcuni obiettivi per il 2020. Trovate qui la <a href="http://www.regione.piemonte.it/pinforma/images/DOCUMENTI/TABELLA_OBIETTIVI_PIANORIFIUTI2015_2020.pdf">tabella</a> degli obiettivi. Per quanto riguarda la differenziata si definiva di raggiungere almeno quota 65%, ma si affrontavano anche i tempi della capacità di riutilizzo del rifiuto differenziato e della produzione pro-capite. Considerato che siamo nel 2020 sarebbe utile fare una verifica e riprogrammare per i prossimi anni. Una cosa è evidente: ci sono territori che in questi anni hanno raggiunto gli obiettivi e li hanno anche largamente superati, mentre ce ne sono altri che hanno ancora tanta strada da fare.</p>
<p>Qualora si dovesse arrivare alla necessità di un secondo impianto perché dovremmo realizzarlo nel territorio più virtuoso? Non sarebbe più “giusto” realizzarli dove in questi anni è stato fatto di meno e dove la produzione di rifiuti indifferenziati è più alta?</p>
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		<title>Raccolta differenziata: la doppia morale del Movimento 5 Stelle</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Apr 2018 14:51:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La città di Torino ha modificato il contratto con Amiat spa per potenziamento della raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani (leggi l’articolo per i dettagli). L’accordo per portare la raccolta differenziata al 65% entro il 2021 è una bella notizia per la città di Torino che, al momento, registra uno dei tassi più bassi del [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-2815" src="http://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2018/04/riciclox-300x286.png" alt="" width="300" height="286" srcset="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2018/04/riciclox-300x286.png 300w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2018/04/riciclox-768x732.png 768w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2018/04/riciclox-700x667.png 700w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2018/04/riciclox.png 1600w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />La città di Torino ha modificato il contratto con Amiat spa per potenziamento della raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani (leggi l’<a href="http://torino.corriere.it/cronaca/18_aprile_09/torino-raccolta-differenziata-porta-porta-tutta-citta-5-anni-2f542b16-3bf7-11e8-a8e3-a9cb77c284c0.shtml">articolo</a> per i dettagli).<br />
L’accordo per portare la raccolta differenziata al 65% entro il 2021 è una bella notizia per la città di Torino che, al momento, registra uno dei tassi più bassi del Piemonte.</p>
<p>Una scelta condivisibile quella della Sindaca Appendino, presentata con entusiasmo come un deciso cambio di rotta dai 5Stelle, gli stessi che hanno definito l’obiettivo di “almeno il 65% entro il 2020” contenuto nel <a href="http://domenicorossi.eu/2016/04/19/approvato-il-piano-regionale-rifiuti/">Piano regionale rifiuti</a> una “proposta indecente” (leggi il <a href="https://www.piemonte5stelle.it/2015/10/ambiente-gruppo-m5s-tavolo-informale-piano-rifiuti-proposte-inaccettabili-del-pd/">comunicato</a>). In Consiglio Regionale, in diversi occasioni sia in commissione sia in aula il M5Stelle ha sempre sostenuto che avremmo dovuto spostare l’asticella all’85%, che oramai era dimostrato che questi cambiamenti si possono portare avanti con tempi molto brevi e che la maggioranza mancava di coraggio (qui l&#8217;<a href="https://www.piemonte5stelle.it/2016/02/piano_rifiuti_recepite_importanti_proposte_del_m5s/">articolo</a>); ma a Palazzo Lascaris il Movimento siede nei banchi di opposizione… Altro discorso quando si è chiamati all’amministrazione di una città, di un territorio o del Paese.</p>
<p>Verrebbe da chiedersi, infatti, perché a Torino l’obiettivo per la differenziata non è l’85% come accade per alcune realtà italiane? Almeno il 70% , quota raggiunta in Piemonte nelle province di Novara e Vco, ad esempio? Manca la volontà politica oppure è un po’ più complicato di come per anni ce l’hanno raccontata?<br />
Una volta al governo, evidentemente, le posizioni cambiano e anche di parecchio. Ciò che prima era inaccettabile diventa un obiettivo importante, con tanti saluti alle velleità vendute ai cittadini.<br />
Mi auguro che il 65% sia solo il primo step di un percorso che porti al più presto Torino a porsi obiettivi più coraggiosi.</p>
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		<title>Massima attenzione a gestione e smaltimento dei rifiuti</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Oct 2017 13:19:01 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-2568" src="http://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2017/10/barengo-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" srcset="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2017/10/barengo-300x169.jpg 300w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2017/10/barengo.jpg 700w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />È fondamentale tenere dritta la barra sul tema della gestione e dello smaltimento dei rifiuti. I nostri territori sono molto virtuosi nella gestione della raccolta differenziata, ma occorre gestire con accuratezza questo delicato passaggio relativo all’impiantistica. Mi preoccupa sapere che <a href="http://www.lastampa.it/2017/10/27/edizioni/novara/gestione-rifiuti-gara-ancora-deserta-timori-a-barengo-limpianto-va-chiuso-heOY1e8TSWZXn74U7cH6oJ/pagina.html">il bando indetto dall’ATO provinciale sia andato deserto</a> per la seconda volta perché tutto ciò allunga inevitabilmente i tempi. Ogni soluzione che verrà adottata, però, dovrà necessariamente tenere presente due obiettivi prioritari e inscindibili: evitare lo stato di emergenza per il nostro territorio e chiudere la discarica di Barengo.</p>
<p>Siamo di fronte a una situazione certamente delicata e complessa su cui mantenere alta l’attenzione e valutare ogni percorso possibile previsto dalla legge anche in accordo con altri territori del quadrante orientale del Piemonte al fine di garantire maggiori volumi e aumentare la forza contrattuale sul mercato.</p>
<p>Personalmente mi sono già attivato nei confronti dell’assessorato per chiedere di rivedere gli accordi con la Regione Liguria che porta molto del suo rifiuto indifferenziato negli impianti piemontesi e per chiedere un’attenzione particolare alla situazione novarese, nelle more dell’approvazione della nuova <a href="http://domenicorossi.eu/2016/10/08/una-legge-condivisa-per-la-gestione-dei-rifiuti-il-piemonte/">legge regionale sui rifiuti </a>(licenziata <a href="http://domenicorossi.eu/2017/04/20/rifiuti-accolti-gli-emendamenti-del-partito-democratico/">in commissione</a> sta per approdare in aula) che sposterà la competenza sugli impianti dagli ATO provinciali ad un unico ATO regionale.  Nei prossimi giorni tornerò a promuovere una collaborazione istituzionale, anche tra diversi territori, al fine di individuare una soluzione efficace alla situazione attuale.</p>
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		<title>Rifiuti: presentati gli emendamenti della Giunta in commissione</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Apr 2017 12:32:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questa mattina, durante la V Commissione, è continuata la discussione sul DDL 217 della Giunta relativo al tema dei rifiuti. La giunta, come già anticipato nelle settimane scorse, ha presentato un documento dove vengono anticipati gli emendamenti condivisi con i Partito Democratico e la maggioranza sulla base di un confronto costruttivo con il territorio. Il [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-2447" src="http://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2017/04/rifiuti_1-300x150.jpg" alt="" width="300" height="150" srcset="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2017/04/rifiuti_1-300x150.jpg 300w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2017/04/rifiuti_1.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" />Questa mattina, durante la V Commissione, è continuata la discussione sul DDL 217 della Giunta relativo al tema dei rifiuti. La giunta, come già anticipato nelle settimane scorse, ha presentato un documento dove vengono anticipati gli emendamenti condivisi con i Partito Democratico e la maggioranza sulla base di un confronto costruttivo con il territorio. Il documento conferma che la competenza rispetto alla gestione dei rifiuti resta in capo ai Comuni che la esercitano in forma associata con consorzi calibrati su base provinciale, fatta eccezione per la città metropolitana che viene divisa tra Torino e resto della provincia. Viene confermata la conferenza d’ambito regionale per quanto riguarda l’impiantistica Nel corso del dibattito ho voluto evidenziare come dalle modifiche che usciranno dal passaggio in Commissione sarà fondamentale mettere chiaramente nero su bianco le modalità di voto in sede di conferenza d&#8217;ambito regionale: esse dovranno prevedere non solo una maggioranza che tenga conto dell’estensione territoriale rappresentata, ma anche una maggioranza in termini di “teste” per evitare che i territori più piccoli subiscano le scelte dei più grandi. Su un tema delicato come quello dell’impiantistica occorre immaginare dei meccanismi che favoriscano dei processi di condivisione delle decisioni.</p>
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		<title>Discarica di Ghemme: dico no al gioco del cerino</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Mar 2017 09:51:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ho seguito con attenzione le vicende legate alla chiusura della discarica di Ghemme fin dall’insediamento in Consiglio Regionale e anche precedentemente nell’attività che ho svolto nel mondo dell’associazionismo.  Siamo certamente di fronte ad un’emergenza che continua a crescere e che va affrontata con grande senso di responsabilità e con spirito di collaborazione inter-istituzionale evitando di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-1875" src="http://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2016/07/Ghemme_discarica-300x176.jpg" alt="" width="300" height="176" srcset="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2016/07/Ghemme_discarica-300x176.jpg 300w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2016/07/Ghemme_discarica.jpg 539w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" />Ho seguito con attenzione le vicende legate alla chiusura della discarica di Ghemme fin dall’insediamento in Consiglio Regionale e anche precedentemente nell’attività che ho svolto nel mondo dell’associazionismo.  Siamo certamente di fronte ad un’<a href="http://domenicorossi.eu/2016/10/25/discarica-ghemme-unemergenza-non-piu-rinviabile/">emergenza</a> che continua a crescere e che va affrontata con grande senso di responsabilità e con spirito di collaborazione inter-istituzionale evitando di fare “il gioco del cerino”.</p>
<p>Proprio in questo giorni alcuni Sindaci si sono appellati alla Provincia di Novara e alla Regione Piemonte affinché si facciano parte attiva per preservare l’area della discarica di Ghemme dal punto di vista ambientale e per assumere i provvedimenti necessari alla chiusura del sito. Dal loro punto di vista il groviglio delle inadempienze di Daneco e delle fideiussioni mancanti si risolve delegando a Provincia e Regione la soluzione dei problemi. Anche perché &#8211; aggiungono i Sindaci &#8211; i cittadini hanno già pagato sia i costi relativi alla chiusura della discarica sia quelli relativi alla gestione post mortem versando la quota all’interno della tariffa pagata a Daneco.</p>
<p>La richiesta, però, è perlomeno anomala. Pur comprendendo le preoccupazioni dei sindaci, la responsabilità della chiusura fa capo al Consorzio del Medio Novarese e non a Provincia e Regione. Di fatto stanno chiedendo di commissariare il Consorzio, perché non è in grado di affrontare la situazione? Eppure è l’assemblea dei sindaci che ha dato mandato di elaborare un progetto di chiusura alternativo ipotizzandone anche i costi.  Quand’anche fossero Provincia o Regione a farsi carico della situazione non si tratterebbe sempre di soldi dei cittadini? Con una forte controindicazione, però: quante sono le situazioni in Regione Piemonte che necessitano di azioni similari? La Regione può farsi carico di tutte? Con quali risorse?</p>
<p>C’è poi un’altra questione che va approfondita e che riguarda le competenze in ordine alla gestione dei rifiuti. L’assemblea dei sindaci del Consorzio del Medio Novarese ha votato un Ordine del Giorno contrario al Disegno di Legge 217 di Regione Piemonte che prevedeva, nella sua versione iniziale adottata dalla Giunta, che la gestione dei rifiuti passasse alle Province e l’impiantistica ad un ATO unico regionale. La posizione dei sindaci è che siano in Comuni ad occuparsi della gestione dei rifiuti in quanto la Provincia è un ente non adatto a tale scopo. Oggi, però, alcuni di loro chiedono di risolvere un problema che il consorzio non sarebbe, secondo loro, in grado di affrontare. Anche su questo credo occorra fare chiarezza: non si può chiedere di mantenere alcune funzioni per poi delegarle quando ci sono problemi.</p>
<p>Certo la situazione è critica, non c’è dubbio, e proprio per questo ritengo che la collaborazione tra tutti i livelli amministrativi sia fondamentale. Da parte mia mi adopererò affinché non manchi il supporto della Regione, ma nel rispetto dei tempi e dei ruoli. Tornando alle vicende di Ghemme credo che sia chiaro ed evidente che, al netto delle scelte del passato, la responsabilità principale degli attuali disservizi sia da <a href="http://domenicorossi.eu/2016/07/27/discarica-di-ghemme-gravi-inadempienze-del-gestore-privato-sosteniamo-la-provincia-e-il-consorzio/">attribuire a Daneco</a> e in questo momento occorre indirizzare tutti gli sforzi nella direzione di recuperare le risorse che l’azienda ha già incamerato. Intanto il Consorzio dovrebbe elaborare il nuovo progetto di chiusura completo di costi necessari. Ritengo prematura la richiesta di sostituzione che arriva dai sindaci. Prima si elabori il progetto e si tenti di recuperare le somme versate a Daneco. Solo quando questo dovesse rivelarsi impossibile allora sarà necessario sedersi attorno a un tavolo per mettere in campo azioni straordinarie quali il commissariamento del Consorzio.</p>
<p>In settimana, comunque, mi confronterò con l&#8217;Assessore competente e gli uffici per valutare la situazione.</p>
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		<title>Una legge condivisa per la gestione dei rifiuti il Piemonte</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Oct 2016 13:11:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicato stampa]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
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		<category><![CDATA[Rifiuti]]></category>
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					<description><![CDATA[Con il disegno di legge 217 doteremo il Piemonte di una nuova legge sui rifiuti, pochi mesi dopo l&#8217;approvazione, nei mesi scorsi, di un nuovo piano rifiuti, che sostituisce l&#8217;ultimo piano risalente al 1997. Abbiamo l&#8217;obiettivo di mettere ordine in questo settore in accordo con i territori, superando una carenza di governance che dura da [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Con il disegno di legge 217 doteremo il Piemonte di una nuova legge sui rifiuti, pochi mesi dopo l&#8217;approvazione, nei mesi scorsi, di un nuovo piano rifiuti, che sostituisce l&#8217;ultimo piano risalente al 1997. Abbiamo l&#8217;obiettivo di mettere ordine in questo settore in accordo con i territori, superando una carenza di governance che dura da vent&#8217;anni e che ha provocato una disomogeneità nei modelli e nelle prassi che non possiamo più permetterci a livello regionale&#8221;. Così l&#8217;Assessore Regionale  <wbr />all&#8217;Ambiente Alberto Valmaggia ha chiuso l&#8217;incontro promosso dal Consigliere Regionale Domenico Rossi e organizzato dal Gruppo del Partito Democratico a Palazzo Lascaris e dalla Segreteria Provinciale del PD e che ha visto anche la partecipazione dell&#8217;assessore regionale Augusto Ferrari.</p>
<blockquote><p><strong>&#8220;La gestione dei rifiuti non è solo una questione tecnica. Su questo tema ci giochiamo un pezzo importante del nostro futuro. Per questo ho voluto incontrare Sindaci, amministratori locali e addetti ai lavori per valutare insieme il disegno di legge: i contributi raccolti rappresentano un importante patrimonio di spunti e indicazioni che saranno valutati nella discussione in commissione della legge&#8221;. </strong></p></blockquote>
<p>La norma, accogliendo le linee guida dell&#8217;Unione Europea (riduzione del rifiuto, differenzia spinta e valorizzazione del residuo) rivede programmazione e governance, indica la tariffa puntuale come strumento privilegiato, pone vincoli e fissa obiettivi precisi. &#8220;Non è un testo definitivo e sulla base delle osservazioni potremo modificarlo e migliorarlo&#8221; commenta Rossi raccogliendo le sollecitazioni dalla platea a partire dall&#8217;attenzione alle tariffe e dal riconoscimento per i territori virtuosi di meccanismi dì premialitá da affiancare a un serio sistema sanzionatorio. &#8220;Proprio Novara e la sua provincia &#8211; conclude Rossi &#8211; rappresentano un punto di riferimento in questo settore e come tale vanno considerati.</p>
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		<title>Discarica di Ghemme, l&#8217;emergenza sia occasione di andare fino in fondo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[beppe]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Jul 2016 13:42:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicato stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Regione Piemonte]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-1875" src="http://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2016/07/Ghemme_discarica-300x176.jpg" alt="Ghemme_discarica" width="300" height="176" srcset="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2016/07/Ghemme_discarica-300x176.jpg 300w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2016/07/Ghemme_discarica.jpg 539w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>L&#8217;ordinanza del Comune di Ghemme che segue alla relazione di Arpa, ASL e Corpo Forestale relativa all&#8217;accertamento della fuoriuscita di percolato dalle vasche di contenimento della discarica di Ghemme riapre un&#8217;annosa vicenda che attende da troppo tempo una soluzione. «Questa ennesima crisi – spiega il consigliere Regionale Domenico Rossi – deve rappresentare l&#8217;occasione di andare fino in fondo ad una questione che da troppi anni mette a rischio la salute dei cittadini e provoca danni non più tollerabili a livello ambientale e rispetto alla vocazione agroalimentare dell&#8217;area». Le notizie riportate negli ultimi giorni dagli organi di informazione evidenziano anche lacune evidenti su cui è opportuno fare chiarezza.</p>
<p>«Prima di tutto – precisa Rossi – è necessario approfondire la notizia secondo cui la seconda fideiussione di Daneco per la gestione della discarica nel periodo che segue alla chiusura del sito non sia adeguatamente coperta. Sarebbe un fatto gravissimo che rischia di scaricare sulla collettività il costo dei danni ambientali». Un quesito, non il solo, che resta in sospeso. «Sulla chiusura del sito – aggiunge il consigliere Democratico &#8211; si sono susseguiti progetti e programmi, l&#8217;ultimo risale al maggio 2012 quando l&#8217;allora Presidente della Provincia e del Consorzio rifiuti medio novarese, Diego Sozzani, fissava in 28 mesi i temi di chiusura. Percorso che non ha avuto buon esito e ha portato nel 2014 ad una revisione del cronoprogramma da parte della Provincia: nulla da allora è cambiato, le procedure di capping restano un miraggio».</p>
<p>A fronte di una situazione complessa e in sostanziale stallo proprio la necessità di intervento emersa nelle ultime settimane può rappresentare un&#8217;opportunità. «Martedì presenterò un&#8217;interrogazione all&#8217;Assessore Valmaggia per capire quale ruolo la Regione potrà ricoprire nella gestione della messa in sicurezza del sito» dichiara Domenico Rossi. «Contestualmente – prosegue il consigliere &#8211; sto valutando con la presidente della Commissione regionale ambiente, Silvana Accossato, di procedere con un&#8217;audizione dei soggetti interessati dalle procedure di chiusura e bonifica. Dobbiamo mettere in campo tutti gli strumenti possibili e lavorare ad ogni livello istituzionale».</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Osservatorio Provinciale Rifiuti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[beppe]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Dec 2015 18:28:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Novara]]></category>
		<category><![CDATA[osservatorio]]></category>
		<category><![CDATA[pd]]></category>
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					<description><![CDATA[Ho partecipato oggi A Palazzo Natta all&#8217;Osservatorio provinciale rifiuti dove ho ascoltato la testimonianza dei referenti del consorzio Priula di Treviso che hanno presentato la propria esperienza riguardo la differenziata e la riduzione delle volumetrie di rifiuto. Una relazione che ha fornito l&#8217;ennesima conferma, analoghe aspettative e sensazioni sono emerse nel corso di una Commissione [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div><a href="http://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2015/12/mimmo2-2.jpeg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-1444" src="http://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2015/12/mimmo2-2-300x155.jpeg" alt="mimmo2" width="300" height="155" /></a>Ho partecipato oggi A Palazzo Natta all&#8217;Osservatorio provinciale rifiuti dove ho ascoltato la testimonianza dei referenti del consorzio Priula di Treviso che hanno presentato la propria esperienza riguardo la differenziata e la riduzione delle volumetrie di rifiuto. Una relazione che ha fornito l&#8217;ennesima conferma, analoghe aspettative e sensazioni sono emerse nel corso di una Commissione regionale dedicata: il tempo degli alibi è finito, sul tema della gestione dei rifiuti è il momento di compiere scelte coraggiose di sistema.</div>
<div>L&#8217;esempio di Treviso è emblematico: in meno di due anni la differenziata è passata da al 52 all&#8217;85%, considerando il rifiuto conferito prima del trattamento. Risultato analogo ad altre aree gestite dallo stesso Consorzio grazie al perseguimento di due obbiettivi sostanziali: la riduzione dei rifiuti prodotti e l&#8217;applicazione  della tariffa puntuale che incentiva il cittadino nel differenziare il rifiuto.</div>
<div>Un obiettivo ambizioso certamente, ma che il Piemonte e Novara ed il novarese in primis, come eccellenza riconosciuta a livello nazionale, possono porsi. Volontà politica, programmazione e avanguardia tecnologica sono gli elementi necessari per dar gambe al cambiamento, superando preconcetti e preclusioni, come abbiamo avuto modo di ribadire in un recente Forum Ambiente organizzato dalla Segreteria Provinciale del Partito Democratico.</div>
<div>È necessario un confronto aperto e propositivo a partire dal tema degli investimenti, fino ad ora riconosciuti come principale scoglio da superare. Ad una mia domanda diretta i referenti del consorzio Priula hanno chiarito che l&#8217;investimento per la trasformazione  del sistema di gestione è stato sostenuto senza incidere sulla tariffa grazie alla compensazione derivata dai risparmi. Un business plan che prevede un costo medio per una famiglia di 4 persone di circa 250 euro all&#8217;anno.</div>
<div>Un momento di approfondimento utile per raccogliere elementi e indicazioni da portare all&#8217;attenzione dell&#8217;assemblea regionale in vista della stesura del nuovo documento di programmazione.</div>
<div></div>
<div></div>
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		<title>Rifiuti: l&#8217;impiantistica si programma su un unico livello regionale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[beppe]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Nov 2015 09:36:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Regione Piemonte]]></category>
		<category><![CDATA[Barengo]]></category>
		<category><![CDATA[Domenico Rossi]]></category>
		<category><![CDATA[Novara]]></category>
		<category><![CDATA[Partito Democratic]]></category>
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					<description><![CDATA[Nelle ultime settimane ho appreso dagli organi di stampa dell&#8217;ipotesi, presentata in commissione ambiente del Comune di Novara dall&#8217;Ato di Novara, di realizzare un nuovo impianto per il trattamento dei rifiuti solidi urbani a Barengo. Non entro nel merito tecnico di un progetto che non conosco nei dettagli. Vorrei esprimere una considerazione, invece, sul quadro [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2015/10/raccolta-differenziata1-2.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-1315" src="http://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2015/10/raccolta-differenziata1-2-300x236.jpg" alt="_raccolta-differenziata" width="300" height="236" /></a>Nelle ultime settimane ho appreso dagli organi di stampa dell&#8217;ipotesi, presentata in commissione ambiente del Comune di Novara dall&#8217;Ato di Novara, di realizzare un nuovo impianto per il trattamento dei rifiuti solidi urbani a Barengo.</p>
<p>Non entro nel merito tecnico di un progetto che non conosco nei dettagli. Vorrei esprimere una considerazione, invece, sul quadro generale in cui tale proposta si inserisce. Credo sia opportuno aprire un confronto. Il rischio è che si mettano in campo scelte di lungo periodo non coerenti con il piano rifiuti regionale che sarà approvato nel giro di pochi mesi in un contesto di governance che cambierà entro un anno. Con l’approvazione della legge sul riordino delle funzioni delle province, infatti, la Regione si impegna entro un anno a regolare tramite nuova legge l’organizzazione e il servizio integrato dei rifiuti urbani. La funzione relativa alla realizzazione e alla gestione degli impianti, inoltre, sarà gestita in forma associata su un unico ambito regionale.</p>
<p>Non vedo l&#8217;utilità, da parte di un Consorzio che potrebbe non esistere più tra 6 mesi, di fare un&#8217;operazione dove si investono milioni di euro su un tema che entro un anno sarà gestito su scala regionale.</p>
<p>Anche il dibattito sulla chiusura della discarica di Barengo credo debba essere inserite all&#8217;interno del quadro designato dal piano regionale rifiuti e della nuova legge di riordino delle funzioni.</p>
<p>Proprio per lavorare ad una programmazione condivisa, che tenga conto dei nuovi assetti così come delle condizioni di tenuta dell&#8217;attuale sistema oltre che della salute dei cittadini e della tutela del territori, ho richiesto un incontro ai responsabili del Partito Democratico provinciale che si terrà nei prossimi giorni.</p>
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