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	<title>question time &#8211; Domenico Rossi</title>
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	<description>Il futuro è nelle nostre mani</description>
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	<title>question time &#8211; Domenico Rossi</title>
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		<title>Novara &#8211; Varallo: la Regione ha chiesto la riapertura a RFI</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Oct 2018 15:11:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicato stampa]]></category>
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					<description><![CDATA[L’Assessore ai trasporti di Regione Piemonte, Francesco Balocco, ha confermato oggi, martedì 16 ottobre, rispondendo all’interrogazione del Consigliere Regionale Domenico Rossi, che la Regione Piemonte ha richiesto ufficialmente ad RFI la riapertura della linea Novara &#8211; Varallo riferendo che, nonostante il transito dei treni storici, RFI ha evidenziato la necessità di ulteriori interventi di messa in sicurezza [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>L’Assessore ai trasporti di Regione Piemonte, Francesco Balocco, ha confermato oggi, martedì 16 ottobre, rispondendo all’interrogazione del Consigliere Regionale Domenico Rossi, che la Regione Piemonte ha richiesto ufficialmente ad RFI la riapertura della linea Novara &#8211; Varallo riferendo che, nonostante il transito dei treni storici, RFI ha evidenziato la necessità di ulteriori interventi di messa in sicurezza per ripristinare il servizio ordinario che al momento non sarebbero in agenda.<br />
“I sindaci e i numerosi pendolari che ogni giorno si affidavano alla linea ferroviaria, soppressa nel settembre 2014 e sostituita con un servizio autobus, attendono da tempo una risposta” commenta Domenico Rossi. “Con l’interrogazione &#8211; prosegue il consigliere Democratico &#8211; ho voluto riportare l’attenzione su questa criticità. Ad oggi mancano, infatti, riscontri positivi da parte di RFI, che dovrebbe mettere in campo gli investimenti necessari al ripristino della linea. Potrebbe essere utile, in tal senso, un interessamento del governo e mi auguro che anche i colleghi piemontesi del M5S faranno la loro parte per sensibilizzare il ministro Toninelli”.</p></blockquote>
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		<title>Trivellazioni a Carpignano Sesia: interrogazione all&#8217;assessore all&#8217;ambiente</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Feb 2017 15:35:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
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					<description><![CDATA[Continua il mio impegno sul tema del progetto del pozzo esplorativo di Eni a Carpignano Sesia. Venuto a conoscenza nel ritardo della nomina del rappresentante regionale nella Commissione tecnica di verifica dell’impatto ambientale del ministero dell’Ambiente, ho preparato un&#8217;interrogazione a risposta immediata rivolta all’assessore competente, Alberto Valmaggia, che si è svolta durante i lavori del Consiglio Regionale della giornata [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-1918" src="http://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2016/09/unnamed-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2016/09/unnamed-300x225.jpg 300w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2016/09/unnamed-768x576.jpg 768w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2016/09/unnamed-700x525.jpg 700w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2016/09/unnamed.jpg 976w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>Continua il mio impegno sul tema del progetto del pozzo esplorativo di Eni a Carpignano Sesia. Venuto a conoscenza nel ritardo della nomina del rappresentante regionale nella Commissione tecnica di verifica dell’impatto ambientale del ministero dell’Ambiente, ho preparato un&#8217;interrogazione a risposta immediata rivolta all’assessore competente, Alberto Valmaggia, che si è svolta durante i lavori del Consiglio Regionale della giornata odierna.<br />
L’assessore ha precisato che il ritardo nella nomina si è verificato a causa della prematura scomparsa, nell’aprile 2016 del direttore della Direzione regionale competente in materia ambientale che era anche stato scelto dall&#8217;ente per le precedenti designazioni, essendo stato, negli anni passati, Dirigente del Settore regionale competente in maniera di VIA. Il nuovo direttore, nominato nell’agosto 2016, ha messo in atto le azioni necessarie  all&#8217;individuazione del nuovo delegato. Dalla risposta dell&#8217;assessore si evince anche che, nonostante il grave ritardo, la posizione della Regione Piemonte in sede di istruttoria tecnica della Commissione ministeriale, infatti, è stata veicolata in primis dalla delibera di giunta in cui si esprime il parere contrario, ma anche dalla riunione preliminare di approfondimento in cui la Commissione di VIA ha convocato i rappresentanti dei Ministeri competenti, il proponente e la Regione.<br />
Tale riunione, che rientra nella normale prassi in tali procedure, si è tenuta il 15 settembre 2016 con la partecipazione dei rappresentanti della Direzione Ambiente, Governo e tutela del territorio, con competenze sulle valutazioni ambientali, e della Direzione Competitività del sistema regionale, più precisamente del Settore Polizia Mineraria, cave e miniere. In tale sede è stato possibile argomentare in modo esaustivo la contrarietà al progetto di Eni e supportare le ragioni alla base del parere negativo formalizzato con il <a href="http://www.regione.piemonte.it/governo/bollettino/abbonati/2016/03/attach/dgr_02728_1000_29122015.pdf">DGR 27-2728 del 2015</a>.</p>
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		<title>Ancora un&#8217;interrogazione sul tema delle cave</title>
		<link>https://domenicorossi.eu/2016/04/19/ancora-uninterrogazione-sul-tema-delle-cave/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[beppe]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Apr 2016 15:47:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Cave]]></category>
		<category><![CDATA[Regione Piemonte]]></category>
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		<category><![CDATA[interrogazione]]></category>
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					<description><![CDATA[Cave di prestito e cave ordinarie. Nella seduta odierna ho interrogato l&#8217;assessore De Santis in merito al caso della cava Satap Spa di Cerano e più in generale sulla posizione di Regione Piemonte in merito al passaggio da cave di prestito a cave ordinarie. (leggi il testo integrale dell&#8217;interrogazione) Nel caso in questione siamo di fronte ad [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Cave di prestito e cave ordinarie. Nella seduta odierna ho interrogato l&#8217;assessore De Santis in merito al caso della cava Satap Spa di Cerano e più in generale sulla posizione di Regione Piemonte in merito al passaggio da cave di prestito a cave ordinarie. <a href="http://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2016/04/Interrogazione.pdf" target="_blank">(<span style="color: #c5000b;"><b>leggi il testo integrale dell&#8217;interrogazione</b></span>)</a></p>
<p>Nel caso in questione siamo di fronte ad una cava di prestito autorizzata ai sensi della Legge Regionale 30 del 1999, il cui progetto prevedeva il ritombamento con terre e rocce da scavo provenienti dagli sbancamenti derivanti dai lavori autostradali. Nelle settimane scorse il gestore  ha richiesto un passaggio di regime a cava ordinaria al fine di reperire tali materiali sul mercato ordinario, oltre che il rinnovo dell&#8217;autorizzazione per portare a termine il ritombamento e il recupero ambientale del sito.</p>
<p>Con la mia interrogazione ho voluto sottolineare le differenze sia sostanziali sia formali tra i due istituti. Le domande di autorizzazione all’esercizio di una cava ordinaria devono essere istruite dalla conferenza dei servizi che fa capo alla Provincia, mentre quelle relative alle cave di prestito dalla Conferenza dei servizi che fa capo alla Regione, ma, soprattutto le cave ordinarie costituiscono risposta alle necessità del mercato del settore estrattivo, quelle di prestito, invece, sono strettamente funzionali al reperimento dei materiali occorrenti per la realizzazione di importanti opere pubbliche (nel caso specifico dei lavori di adeguamento dell&#8217;Autostrada A4 Torino-Milano).</p>
<p>Distinguo, richiamati anche da alcune sentenze del TAR, che un eventuale passaggio da regime straordinario a quello ordinario debba essere necessariamente assoggettato al procedimento previsto per le cave ordinarie, compresa l&#8217;analisi dei prerequisiti.</p>
<p>Si aggiunga che nel caso della Provincia di Novara, i passaggi da cava di prestito a cava ordinaria rischiano di alterare il quadro delineato dalla programmazione provinciale con il DPAE.</p>
<p>L&#8217;Assessore ha ribadito che tale scenario sarà confermato o meno in sede di conferenza dei servizi regionale dove saranno presenti tutti soggetti pubblici e le amministrazioni interessate dal sito estrattivo in questione.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Rete nefrologica: salvaguardiamo l&#8217;eccellenza piemontese</title>
		<link>https://domenicorossi.eu/2015/09/15/rete-nefrologica-salvaguardiamo-leccellenza-piemontese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[beppe]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Sep 2015 14:03:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Regione Piemonte]]></category>
		<category><![CDATA[Riforma sanità]]></category>
		<category><![CDATA[Domenico Rossi]]></category>
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					<description><![CDATA[“L’eccellenza della rete nefrologica piemontese va salvaguardata”. Questo il senso dell’interrogazione presentata dal consigliere Domenico Rossi e discussa oggi a Palazzo Lascaris. La rete nefrologica del Piemonte negli anni è riuscita a costruire un modello d&#8217;eccellenza per la fornitura di prestazioni dialitiche ma anche quelle di nefrologia in regime di ricovero, day hospital e ambulatoriale. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2015/09/saitta_1-2.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-1284" src="http://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2015/09/saitta_1-2-300x205.jpg" alt="_saitta_1" width="300" height="205" /></a>“L’eccellenza della rete nefrologica piemontese va salvaguardata”. Questo il senso dell’<a href="http://gruppopd.cr.piemonte.it/web/2015/09/15/organizzazione-della-rete-nefrologica-del-piemonte/" target="_blank">interrogazione</a> presentata dal consigliere Domenico Rossi e discussa oggi a Palazzo Lascaris. La rete nefrologica del Piemonte negli anni è riuscita a costruire un modello d&#8217;eccellenza per la fornitura di prestazioni dialitiche ma anche quelle di nefrologia in regime di ricovero, day hospital e ambulatoriale. Su sollecitazione del Consigliere Regionale e vice presidente della Commissione Sanità, Domenico Rossi l&#8217;assessore alla Sanità, Antonio Saitta, ha confermato, durante il question time odierno, l&#8217;attenzione sul tema da parte della Regione. «<em>A saldi invariati e considerati i volumi di attività</em> – ha chiarito Saitta &#8211; <em>si valuterà, sempre nella predisposizione degli atti aziendali ovvero in sede di programmazione, la possibilità di organizzare le strutture ospedaliere consentendo il ricovero da parte delle nefrologie nei centri spoke condividendo strutture e personale con altri reparti, come già oggi avviene</em>».</p>
<p>Una conferma, sollecitata dallo stesso consigliere, in coerenza con il Regolamento nazionale del Patto per la Salute dove si prevede che “per alcune specialità le Regioni potranno rimodulare i posti letti sulla base della domanda di salute, fermo restando il numero complessivo dei posti letto”.</p>
<p>«Ogni anno 700 casi di nefropatia giungono ad un grado di insufficienza renale che deve essere trattata con la dialisi di cui il 20% ha indicazione di trapianto» spiega Domenico Rossi. «Negli ultimi 5 anni – aggiunge &#8211; il modello piemontese di rete nefrologica ha consentito una stabilizzazione del numero dei pazienti in trattamento dialitico, in controtendenza rispetto al panorama nazionale, diventando un punto di riferimento nazionale per il trattamento delle malattie renali. Il paziente trapiantato, infatti, ha una migliore qualità della vita e costa al Sistema Sanitario Nazionale molto meno di un paziente in dialisi. Ecco perché occorre fare di tutto per far sì che il trend positivo piemontese non venga interrotto». Ragioni che stanno alla base delle richieste avanzate all&#8217;assessore Saitta. «Sono soddisfatto della risposta dell’assessore poiché condivide premessa e obiettivi dell’interrogazione e apre a una soluzione in sede di definizione degli atti aziendale anche per quanto riguarda il centro trapianti dell&#8217;Ospedale Le Molinette di Torino, primo centro trapianti in Italia».</p>
<p>&nbsp;</p>
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