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	<title>pozzi &#8211; Domenico Rossi</title>
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		<title>Trivellazioni a Carpignano Sesia: interrogazione all&#8217;assessore all&#8217;ambiente</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Feb 2017 15:35:28 +0000</pubDate>
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<p>Continua il mio impegno sul tema del progetto del pozzo esplorativo di Eni a Carpignano Sesia. Venuto a conoscenza nel ritardo della nomina del rappresentante regionale nella Commissione tecnica di verifica dell’impatto ambientale del ministero dell’Ambiente, ho preparato un&#8217;interrogazione a risposta immediata rivolta all’assessore competente, Alberto Valmaggia, che si è svolta durante i lavori del Consiglio Regionale della giornata odierna.<br />
L’assessore ha precisato che il ritardo nella nomina si è verificato a causa della prematura scomparsa, nell’aprile 2016 del direttore della Direzione regionale competente in materia ambientale che era anche stato scelto dall&#8217;ente per le precedenti designazioni, essendo stato, negli anni passati, Dirigente del Settore regionale competente in maniera di VIA. Il nuovo direttore, nominato nell’agosto 2016, ha messo in atto le azioni necessarie  all&#8217;individuazione del nuovo delegato. Dalla risposta dell&#8217;assessore si evince anche che, nonostante il grave ritardo, la posizione della Regione Piemonte in sede di istruttoria tecnica della Commissione ministeriale, infatti, è stata veicolata in primis dalla delibera di giunta in cui si esprime il parere contrario, ma anche dalla riunione preliminare di approfondimento in cui la Commissione di VIA ha convocato i rappresentanti dei Ministeri competenti, il proponente e la Regione.<br />
Tale riunione, che rientra nella normale prassi in tali procedure, si è tenuta il 15 settembre 2016 con la partecipazione dei rappresentanti della Direzione Ambiente, Governo e tutela del territorio, con competenze sulle valutazioni ambientali, e della Direzione Competitività del sistema regionale, più precisamente del Settore Polizia Mineraria, cave e miniere. In tale sede è stato possibile argomentare in modo esaustivo la contrarietà al progetto di Eni e supportare le ragioni alla base del parere negativo formalizzato con il <a href="http://www.regione.piemonte.it/governo/bollettino/abbonati/2016/03/attach/dgr_02728_1000_29122015.pdf">DGR 27-2728 del 2015</a>.</p>
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		<title>La Regione dice sì alle Oil free zone</title>
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		<dc:creator><![CDATA[beppe]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Nov 2015 17:44:06 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.rossidomenico.it/wp-content/uploads/2015/04/pozzi3r.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-1032" src="http://www.rossidomenico.it/wp-content/uploads/2015/04/pozzi3r-300x266.jpg" alt="pozzi3r" width="300" height="266" /></a>Il Consiglio Regionale del Piemonte impegna la Giunta al fine di contenere l&#8217;eccessivo sfruttamento delle risorse naturali ed in particolare nel favorire la creazione di oil free zone che rappresentano allo stato attuale la più interessante opzione di programmazione volta a favorire uno sviluppo economico in chiave di sostenibilità del territorio in alternativa ad un modello basato sui combustibili fossili. «L&#8217;approvazione dell&#8217;ordine del giorno odierno a Palazzo Lascaris – spiega il consigliere regionale Domenico Rossi &#8211; conferma la posizione di Regione Piemonte rispetto all&#8217;estrazioni di idrocarburi sul territorio regionale. Una linea che intende preservare e valorizzare il paesaggio oltre che puntare su risorse energetiche ecocompatibili e rinnovabili». Un documento, <a href="http://www.consiglioregionale.piemonte.it/mzodgint/jsp/AttoSelezionato.jsp?ATTO=100264" target="_blank">presentato come primo firmatario</a> proprio dal Consigliere Rossi nel marzo 2015, che interessa in particolare la <a href="http://www.rossidomenico.it/pozzi-a-carpignano-eni-al-confronto-con-la-regione/" target="_blank">vicenda di Carpignano Sesia</a> e il progetto di sondaggi esplorativi da parte di Eni. «La promozione della filiera agroalimentare e del turismo, connessi alla cultura e alla natura della zona deve diventare la priorità politica quando si guarda a un territorio con le caratteristiche di quello a cavallo tra le province di Novara, Vercelli e Biella» dichiara Rossi. «In quest&#8217;area &#8211; precisa il Consigliere novarese &#8211; vengono prodotte alcune delle eccellenze maggiori del territorio novarese e piemontese, penso ai vini DOCG e DOC delle colline novaresi e vercellesi, ma anche alla coltivazione del riso, alla produzione del miele oltre che alla presenza di Parchi e Riserve naturali. Chi governa ha il dovere di costruire una visione sulle potenzialità e sulle vocazioni dei diversi territori». Considerazioni che, in concomitanza dell&#8217;approvazione dell&#8217;odg, segnano una chiara indicazione anche rispetto al pronunciamento della Giunta regionale che proprio in questi giorni dovrà valutare la relazione della conferenza dei servizi relativa al progetto presentato da Eni per Carpignano. «La scelta di favorire lo sviluppo di oil free zone implica, certamente, l&#8217;applicazione di un modello di sviluppo diverso: una vision non nuova in Piemonte considerate le tante realtà, siano essere pubbliche o private, impegnate sul fronte della ricerca, delle energie alternative e più in generale nella green economy» commenta Rossi. «Non solo, a livello nazionale &#8211; conclude il consigliere Democratico &#8211; è da poco stato approvato in Senato il Collegato Ambiente che all&#8217;articolo 71 prevede proprio l’istituzione delle Oil Free Zone per incentivare l’autosufficienza energetica senza uso di fonti fossili. Altra indicazione, che attende solo la rettifica in seconda lettura alla Camera, di quale modello di crescita abbia scelto il Paese».</p>
<p><a href="http://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2015/11/testo-depositato-2.pdf" target="_blank">Scarica qui il testo votato in aula.</a></p>
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		<title>Pozzi a Carpignano: ENI e territori ascoltati in Consiglio Regionale</title>
		<link>https://domenicorossi.eu/2015/04/09/pozzi-a-carpignano-eni-al-confronto-con-la-regione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[beppe]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Apr 2015 16:46:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Regione Piemonte]]></category>
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					<description><![CDATA[Siamo quasi alla fine di un percorso che da sempre mi vede in prima linea per la difesa del territorio. Proprio nella riunione congiunta delle Commissioni Ambiente ed Attività produttive della Regione Piemonte, tenutasi oggi giovedì 9 aprile, i rappresentanti di Eni hanno dichiarato che se Regione Piemonte dovesse esprimere parere negativo recederanno rispetto al [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1033" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.rossidomenico.it/wp-content/uploads/2015/04/pozzi_0.jpg"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-1033" class="wp-image-1033 size-medium" src="http://www.rossidomenico.it/wp-content/uploads/2015/04/pozzi_0-300x155.jpg" alt="pozzi_0" width="300" height="155" /></a><p id="caption-attachment-1033" class="wp-caption-text">Nella foto un momento dell&#8217;incontro in Provincia di Novara</p></div>
<p>Siamo quasi alla fine di un percorso che da sempre mi vede in prima linea per la difesa del territorio. Proprio nella riunione congiunta delle Commissioni Ambiente ed Attività produttive della Regione Piemonte, tenutasi oggi giovedì 9 aprile, <strong>i rappresentanti di Eni hanno dichiarato che se Regione Piemonte dovesse esprimere parere negativo recederanno rispetto al progetto di trivellazione sul territorio di Carpignano</strong>.</p>
<p>Un punto fermo a chiusura di una due giorni dedicata all&#8217;approfondimento e all&#8217;ascolto, ma anche all&#8217;analisi del progetto di Eni per le trivellazioni sul territorio del Comune di Carpignano. Ieri, martedì 8 aprile, ho partecipato all’incontro organizzato nella sala consiliare di Palazzo Natta dove ho ascoltato con attenzione istanze, domande e valutazioni di cittadini, associazioni di categoria, agricoltori, imprenditori e amministratori locali. Un momento importante di confronto che ha visto la partecipazione della Regione Pimonte con gli assessori Valmaggia, De Santis e Ferrari, ma anche l&#8217;<strong>ingiustificabile presenza del soggetto proponente del progetto: ENI</strong>. Da tutti coloro che si sono riuniti in Provincia di Novara è emersa <strong>un&#8217;ampia convergenza su una posizione contraria alle perforazioni figlia di una una visione di sviluppo che punta sulle eccellenze, sui prodotti agricoli di qualità, sulla tutela del territorio e delle biodiversità</strong> che va oltre all&#8217;analisi di questo singolo progetto.</p>
<p>Una prospettiva che ho potuto riportare oggi alle commissioni congiunte III e V dove sono stati ascoltati i rappresentanti istituzionali, ENI e le associazioni. Sono tra coloro che ritengono che l’era dell’energia fondata su carbone, petrolio, gas naturale e uranio sta tramontando e che <strong>il nostro Paese dovrebbe accelerare il passaggio a un modello fondato sulle energie rinnovabili rispettoso del clima e dell’ambiente</strong>. Nel caso di Carpignano, però, non parliamo solo di questo. Non si tratta di dire si o no alle trivelle. Il problema è anche un altro e riguarda la politica. <strong>Chi governa ha il dovere costruire una visione sulle potenzialità e sulle vocazioni dei diversi territori.</strong></p>
<p>Per questo ho voluto chiedere anche delucidazioni e rassicurazioni sul <strong>futuro dell&#8217;Istituto Donegani</strong>. Il dottor Tannoia, responsabile Europa e Italia delle attività estrattive per ENI, alla presenza del dottor Salmasio, capo distretto centro-settentrionale, ha assicurato che l&#8217;Istituto di ricerca &#8220;Donegani&#8221; <strong>resterà a Novara</strong>, al di là dell&#8217;esito del progetto relativo a Carpignano Sesia. Non solo, lo storico centro di ricerca continuerà a lavorare nell&#8217;ambito della chimica verde. A tal proposito ho sollecitato i dirigenti di Eni rispetto ad una possibile riconversione del <strong>Centro Oli di Trecate</strong>, come già avvenuto a Gela, Porto Torres e Marghera. Un percorso non praticabile, ha spiegato Eni, per la natura dell&#8217;impianto, un centro oli e non una raffineria, pur lasciando aperta la <strong>prospettiva della geotermia</strong> su cui l&#8217;azienda si è resa disponibile un incontro di approfondimento proprio al Donegani. Un indirizzo volto non solo a tutelare il territorio, ma anche l&#8217;occupazione nell&#8217;impianto trecatese su cui peraltro ho chiesto dettagli specifici sul numero di impiegati diretti e nell&#8217;indotto, risposte che Eni ha rinviato a comunicazioni scritte successive così come per altre domande rivolte dai membri delle commissioni e dagli amministratori locali.</p>
<p><a href="http://www.rossidomenico.it/wp-content/uploads/2015/04/pozzi.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-1034" src="http://www.rossidomenico.it/wp-content/uploads/2015/04/pozzi-300x139.jpg" alt="pozzi" width="300" height="139" /></a>Il tema centrale, la domanda fondamentale, a mio avviso, resta comunque “<strong>qual è la vocazione del Piemonte?</strong> E, scendendo nel particolare dei territori novaresi, quella delle colline a est del fiume Sesia interessate dal progetto di trivellazione dell’ENI?”. Si tratta di uno dei rari casi in cui la risposta è chiara e condivisa: l’area presa in considerazione da ENI per il pozzo esplorativo è collinare e contraddistinta da una forte vocazione agricola e, nonostante le rassicurazioni dei dirigenti dell&#8217;azienda rispetto ai livelli di sicurezza ambientale e sanitaria degli impianti, la presenza di pozzi penalizzerebbe fortemente il brand del territorio. <strong>In questo territorio, infatti, vengono prodotte alcune delle eccellenze maggiori del territorio novarese e piemontese</strong>, tra cui il vino Ghemme DOCG, il Gattinara DOCG, il Fara DOC ed il vino Sizzano DOC. La zona, inoltre, è circondata da ampie coltivazioni di riso, prodotto di eccellenza della nostra regione ed è zona di produzione di miele di eccellente qualità. Non ultimo, a pochi chilometri di distanza dal potenziale sito estrattivo sono ubicati diversi Parchi e Riserve naturali, in particolare il Parco Naturale del Ticino, la Riserva Naturale delle Baragge e il Parco delle Lame del Sesia. <strong>La promozione della filiera agroalimentare e del turismo, connessi alla cultura e alla natura della zona circostante deve diventare la priorità politica</strong> quando si guarda a un territorio come quello sopra descritto. Un tassello di un progetto più ampio che tenda a far diventare il Piemonte una regione sempre più attrattiva dal punto di vista turistico.</p>
<p>Le decisioni politiche strategiche e di programmazione devono essere assunte non solamente sulla base di elementi tecnici, ma anche di considerazioni di natura politica che tengano conto debitamente del futuro di un determinato territorio e delle comunità in esso insediate. Proprio per questo <strong>non è possibile prescindere dal coinvolgimento reale delle Istituzioni locali ed il consenso dei cittadini direttamente coinvolti</strong>, così come previsto anche dall’art. 4 dello Statuto della Regione Piemonte. Statuto che richiama in maniera netta alla necessità di uno sviluppo sostenibile, rispettoso dell’ambiente e dei territori.</p>
<p>Ecco perché oltre a dire di no al progetto di trivellazione dell’ENI, <strong>la Regione dovrà trovare le modalità per investire nella direzione che valorizzi la filiera agroalimentare connessa a quella del turismo</strong>. Una strada possibile è quella indicata dal documento votato all’unanimità dall’assemblea provinciale del PD novarese che, richiamando l&#8217;articolo 54 del Disegno di legge n. 1676 “Disposizioni in materia ambientale per promuovere misure di green economy e per il contenimento dell&#8217;uso eccessivo di risorse naturali” – noto come Collegato Ambientale – approvato alla Camera il 13 novembre 2014 ed ora in corso di esame presso la 13° commissione del Senato che introduce il concetto di <em><strong>green economy</strong></em> nella legislazione italiana, ritiene che le <em><strong>oil free zones</strong></em> rappresentino allo stato attuale la più interessante opzione di programmazione volta a favorire uno sviluppo economico in chiave di sostenibilità del territorio in alternativa ad un modello basato sui combustibili fossili.</p>
<p>Proprio in linea con questa nuova visione di sviluppo ho voluto presentare un <strong>Ordine del giorno</strong>, come primo firmatario, che impegna la Giunta in questo senso.</p>
<p>Leggi <a href="http://www.consiglioregionale.piemonte.it/mzodgint/jsp/AttoSelezionato.jsp?ATTO=100264" target="_blank">il testo completo dell&#8217;Odg</a></p>
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		<title>Il PD novarese dice no ai pozzi di Carpignano</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Jan 2015 21:20:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[«Non posso che esprimere piena soddisfazione rispetto al documento approvato in queste ore dal Coordinamento provinciale del Partito Democratico». Proprio su stimolo ed iniziativa del Consigliere Regionale, Domenico Rossi, infatti, l&#8217;assemblea ha approvato all&#8217;unanimità questa sera un documento di indirizzo in opposizione al progetto presentato da Eni per la realizzazione del pozzo esplorativo per la [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.rossidomenico.it/wp-content/uploads/2015/01/PartitoDemocratico.png"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-878" src="http://www.rossidomenico.it/wp-content/uploads/2015/01/PartitoDemocratico-300x240.png" alt="_PartitoDemocratico" width="300" height="240" /></a>«Non posso che esprimere piena soddisfazione rispetto al documento approvato in queste ore dal Coordinamento provinciale del Partito Democratico». Proprio su stimolo ed iniziativa del Consigliere Regionale, Domenico Rossi, infatti, l&#8217;assemblea ha approvato all&#8217;unanimità questa sera un documento di indirizzo in opposizione al progetto presentato da Eni per la realizzazione del pozzo esplorativo per la ricerca di idrocarburi a Carpignano Sesia, che approderà anche in assemblea regionale del Pd. «Un atto politico ufficiale – spiega Rossi &#8211; in linea con le posizioni fino ad ora tenute dal Partito Democratico utile a rafforzare qualsivoglia futura azione politica ed amministrativa». L&#8217;Ordine del Giorno, redatto da un gruppo di lavoro composto oltre che dal consigliere Rossi anche da Giuseppe Cremona, Fabrizio Barini, Cesare Villa, Teresia Volpi Spagnolini, Giancarlo Tornaco, Arisride Prudenza e Grazia Bernasconi, si inserisce in un percorso in cui i Democratici novaresi si sono fatti portatori di interessi del territorio dialogando con Governo e Parlamento, così come con l&#8217;Anci. «Già dal mese di ottobre – aggiunge Rossi &#8211; con una delegazione di amministratori locali e cittadini, il sottosegretario Franca Biondelli, la Senatrice Elena Ferrara e il coordinatore degli Ecodem novarese, Fabrizio Barini, abbiamo incontrato a Roma, l&#8217;Onorevole Chiara Braga, relatrice dello Sblocca Italia». Un&#8217;attività che proseguirà nelle prossime settimane. «Il documento approvato dal coordinamento del Pd novarese – prosegue il consigliere democratico &#8211; troverà riscontro in un documento che sottoporrò all&#8217;assemblea di Palazzo Lascaris».<br />
«Preso atto del progetto e del contesto in cui dovrebbe essere realizzato così come della vocazione agroalimentare e turistica dell&#8217;area – conclude Rossi – risulta evidente come il progetto di perforazione, oltre ad incontrare l’opposizione delle amministrazioni locali e della gran parte dei cittadini metta a rischio le attività presenti e le eccellenze prodotte. In alternativa si indica la prospettiva delle oil free zone, così come prevista nel Collegato ambientale in discussione in Parlamento, come più coerente e ricca di opportunità per l’area presa in considerazione da Eni. Al di là delle valutazioni di natura tecnica il PD novarese ha voluto dare un indirizzo politico chiaro. Resta ora da sciogliere il nodo interpretativo sulla qualità del parere della Regione Piemonte, se di natura consultiva o se vincolante rispetto all&#8217;autorizzazione che è in capo al Ministero».</p>
<p>Leggi l&#8217;<a href="http://www.rossidomenico.it/wp-content/uploads/2015/01/Odg-pozzo-Carpignano.pdf">Odg approvato</a></p>
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