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	<title>Piemonte &#8211; Domenico Rossi</title>
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	<description>Il futuro è nelle nostre mani</description>
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	<title>Piemonte &#8211; Domenico Rossi</title>
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		<title>Domenico Rossi (Pd): “Dal presidente Cirio annunci e proposte vuote. Il Piemonte sta sempre peggio”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Domenico]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Aug 2026 09:44:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Intervista di Andrea Gatta pubblicata su Repubblica (ed. Torino) il 06 Agosto 2026 Se da un lato il presidente Alberto Cirio è «una persona che confeziona pacchetti belli a dei regali scadenti», l’opposizione dovrà «essere pronta al voto per le regionali, che sia 2028 o 2029: c’è una piattaforma comune e ci stiamo già lavorando». [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-7802" src="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2026/08/IMG_0867-213x300.jpg" alt="IntervistaRepubblicaAg2026" width="213" height="300" srcset="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2026/08/IMG_0867-213x300.jpg 213w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2026/08/IMG_0867-498x700.jpg 498w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2026/08/IMG_0867-768x1080.jpg 768w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2026/08/IMG_0867-1093x1536.jpg 1093w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2026/08/IMG_0867.jpg 1304w" sizes="(max-width: 213px) 100vw, 213px" />Intervista di Andrea Gatta pubblicata su Repubblica (ed. Torino) il 06 Agosto 2026</em></p>
<p>Se da un lato il presidente Alberto Cirio è «una persona che confeziona pacchetti belli a dei regali scadenti», l’opposizione dovrà «essere pronta al voto per le regionali, che sia 2028 o 2029: c’è una piattaforma comune e ci stiamo già lavorando». Così il segretario regionale Pd Domenico Rossi risponde a distanza al governatore, dopo l’<a href="https://torino.repubblica.it/cronaca/2026/08/05/news/alberto_cirio_intervista_piemonte_energia_investimenti_candidatura-425512433/">intervista a <em>Repubblica</em></a>, e prova a guardare oltre la legislatura.</p>
<p><strong>Cirio ieri ha parlato di conti in ordine, di una legge sull’energia, di investimenti per le case Atc.</strong></p>
<p>«L’immagine che ho di Cirio è di chi sa confezionare bei pacchetti a regali scadenti: l’involucro è bello ma dentro non c’è nulla di valore. La realtà è che dopo sette anni di governo della Regione i piemontesi stanno peggio di prima: la sanità è peggiorata, l’economia è ferma, il trasporto locale non ne parliamo».</p>
<p><strong>Sulla sanità però il governatore rivendica il lavoro fatto.</strong></p>
<p>«Lui gioca con le parole per non ammettere che la sanità è sottofinanziata dal governo Meloni. Se sale il costo delle bollette o del personale o quello per i farmaci, l’unica soluzione è aumentare il fondo nazionale. Noi continuiamo a dire che va commisurato in percentuale rispetto al Pil».</p>
<p><strong>È la vostra proposta?</strong></p>
<p>«Certo. Oggi in Italia il finanziamento del fondo vale il 6,2-6,3% del Pil. La media Ocse è del 7,1%, vuol dire che mancano 15 miliardi a livello nazionale, più o meno uno in Piemonte. Leggo che i bilanci preventivi dei direttori delle Asl vengono definiti <em>desiderata</em>. Ma la verità è che i direttori calcolano un fabbisogno che tiene conto delle necessità reali. Poi quello che avviene di fatto è un taglio, che nasce dagli stanziamenti insufficienti del governo».</p>
<p><strong>Cosa pensa del piano su idroelettrico ed energia low cost?</strong></p>
<p>«Penso che, come è stato finora, siano solo annunci. Sul campo le province vengono lasciate sole nella contrattazione dei canoni di concessione con i grandi player, il cui valore è inferiore a quello di altre regioni. Noi abbiamo già chiesto che la giunta le affianchi».</p>
<p><strong>E dei 30 milioni per ristrutturare le case Atc?</strong></p>
<p>«Va tutto bene, il problema è che sono passati sette anni ma ogni volta Cirio si comporta come se si fosse insediato l’altro ieri. C’è poi un passaggio che mi ha davvero deluso, su Vannacci. Dice che “in questo momento” le sue posizioni non sembrano compatibili con il centrodestra. Ma non è una preclusione. Non credo però che un liberale antifascista come lui possa accettare un giorno di stare in coalizione con Futuro Nazionale».</p>
<p><strong>Fin qui le critiche. Ma il centrosinistra che propone?</strong></p>
<p>«Solo per rimanere nell’ultimo bilancio, abbiamo chiesto per le cave e per i produttori di acqua minerale un adeguamento dei canoni a quello delle altre regioni del Nord: serve un contributo più equo da parte di chi guadagna sfruttando beni comuni. Poi abbiamo chiesto di intensificare il recupero dell’evasione e con quei soldi finanziare le borse di studio per i medici che si specializzano in medicina generale. Tutto respinto».</p>
<p><strong>Come procede il campo largo in Regione?</strong></p>
<p>«Al netto di alcune fibrillazioni legate alle politiche del 2027 che influenzeranno anche il livello locale, sulle questioni fondamentali ci siamo, da Italia Viva ai 5 Stelle: trasporti, sanità, rinnovabili, casa, azzardo, diritti. Abbiamo una piattaforma su cui stiamo lavorando e lavoreremo insieme».</p>
<p><strong>Quali sono i prossimi passi?</strong></p>
<p>«Molto dipenderà da quando si terranno le politiche, da cosa farà Cirio, se per la Regione si voterà nel 2028 o nel 2029. Ma in ogni caso dobbiamo essere coesi e pronti a presentare un’alternativa credibile».</p>
<p><strong>Si dice che potrebbe candidarsi a sindaco nella sua Novara</strong>, <strong>nel 2027.</strong></p>
<p>«Sono a disposizione della mia comunità politica. A Novara ci sono tante persone autorevoli e capaci. Decideremo con il partito e con la coalizione cercando di fare la scelta migliore per la città».</p>
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		<title>Report IRES 2026, Rossi (PD): «Il Piemonte scivola sul piano inclinato della destra. Crescita ferma, lavoro povero e il 56% delle famiglie escluse dai voucher scolastici. Pronti alla battaglia in Consiglio»</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jul 2026 14:56:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[Regione Piemonte]]></category>
		<category><![CDATA[automotive]]></category>
		<category><![CDATA[cassa integrazione]]></category>
		<category><![CDATA[diritto allo studio]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
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					<description><![CDATA[&#8220;I dati non mentono, ed evidenziano una realtà ben diversa da quella raccontata quotidianamente dai rappresentanti della Giunta regionale. In linea con l&#8217;ultimo report di Banca di Italia, anche il Report Annuale IRES Piemonte 2026, intitolato significativamente &#8216;Il tempo della trasformazione&#8217;, ci restituisce l&#8217;immagine di una regione strutturalmente bloccata, che rischia di scivolare definitivamente rispetto [&#8230;]]]></description>
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<p data-path-to-node="17">&#8220;I dati non mentono, ed evidenziano una realtà ben diversa da quella raccontata quotidianamente dai rappresentanti della Giunta regionale. In linea con l&#8217;ultimo report di Banca di Italia, anche il Report Annuale IRES Piemonte 2026, intitolato significativamente &#8216;Il tempo della trasformazione&#8217;, ci restituisce l&#8217;immagine di una regione strutturalmente bloccata, che rischia di scivolare definitivamente rispetto alle altre grandi locomotive del Nord&#8221;. A dichiararlo è il segretario regionale e consigliere del Partito Democratico, <b data-path-to-node="17" data-index-in-node="484">Rossi</b>, commentando gli esiti della relazione socioeconomica territoriale.</p>
<h3 data-path-to-node="18">L’economia arranca, il lavoro si impoverisce</h3>
<p data-path-to-node="19">I numeri macroeconomici certificano una brusca frenata: nel 2025 e nel 2026 il PIL piemontese si attesta su un anemico +0,4%, ben lontano dai trend degli anni passati. Ma il dato più preoccupante riguarda la qualità del nostro sistema produttivo. &#8220;Siamo di fronte a una progressiva polarizzazione verso la &#8216;via bassa&#8217; dello sviluppo – spiega Rossi –. L&#8217;80% della crescita dell&#8217;occupazione si concentra nei servizi a bassa produttività, nella ristorazione e nel commercio precario, mentre la manifattura soffre drammaticamente, con un aumento del 95% delle ore di Cassa Integrazione e l’automotive ai minimi storici. Questo si traduce in lavoratori più poveri: a causa dell&#8217;inflazione, i salari reali dei piemontesi hanno perso l&#8217;8,5% del loro valore dal 2019 ad oggi. Non è questa l&#8217;idea di futuro che vogliamo per i nostri giovani&#8221;.</p>
<h3 data-path-to-node="20">Lo scandalo del Diritto allo Studio: negato il supporto al 56% delle famiglie</h3>
<p data-path-to-node="21">Per il Partito Democratico una delle ferite più profonde inferta dalle attuali politiche regionali riguarda le nuove generazioni e il welfare scolastico. Dal report IRES emerge infatti che oltre la metà degli studenti piemontesi (il 56%) risultati idonei per motivi di reddito al Voucher di tipo B (destinato all&#8217;acquisto di libri di testo, materiale didattico e trasporti) non ha ricevuto il contributo per mancanza di copertura finanziaria da parte della Regione. &#8220;Questo è uno scandalo politico e sociale – attacca il Segretario dem –. Mentre si finanziano interventi spot, si lasciano migliaia di famiglie della classe media e popolare senza un aiuto fondamentale per garantire il diritto allo studio. E questo spiega come mai hanno voluto cambiare i criteri per la distribuzione dei voucher, abbassando l&#8217;ISEE e le somme erogate, così da poter dire, &#8216;abbiamo erogato più borse&#8217;, ma distribuendo solo briciole. E la situazione rischia di precipitare anche nelle Università: nel 2026 si esauriranno i fondi straordinari del PNRR per le borse di studio e gli alloggi universitari. Se la Regione non interverrà immediatamente con risorse proprie, tornerà la vergognosa figura dell&#8217;studente &#8216;idoneo non beneficiario&#8217; &#8220;.</p>
<h3 data-path-to-node="22">La trappola demografica dei piccoli comuni</h3>
<p data-path-to-node="23">L&#8217;analisi investe anche l&#8217;assetto territoriale: ben 2 comuni piemontesi su 3 (il 61%) si trovano in un declino demografico strutturale, una percentuale doppia rispetto a realtà vicine come la Lombardia e il Veneto. I piccoli enti locali sono stretti in una morsa finanziaria che l&#8217;IRES definisce &#8216;trappola allocativa&#8217;: con entrate fiscali ridotte al lumicino dal crollo del valore immobiliare, le amministrazioni comunali devono spendere l&#8217;intero bilancio disponibile per l&#8217;assistenza alla popolazione anziana, trovandosi nell&#8217;impossibilità di investire in asili nido, trasporti o infrastrutture capaci di attrarre nuove famiglie.</p>
</div>
<h3 data-path-to-node="23"><span data-path-to-node="10,5,0,0"><b data-path-to-node="10,5,0,0" data-index-in-node="0">Persistenza dei divari di genere</b></span></h3>
<p data-path-to-node="23"><span data-path-to-node="10,5,0,0">&#8220;Il report di IRES certifica anche il fallimento delle politiche sul tema dell&#8217;uguaglianza di genere&#8221;. A un anno dalla laurea, le donne guadagnano in media 210 euro netti in meno al mese rispetto agli uomini e hanno l&#8217;11% in meno di contratti stabili (tempo indeterminato al 36% contro il 47% degli uomini)</span><span data-path-to-node="10,5,0,2">.</span></p>
<h3 data-path-to-node="23"><span data-path-to-node="10,5,0,0"><b data-path-to-node="10,5,0,0" data-index-in-node="0">Il commento &#8220;incredibile&#8221; del Presidente Cirio</b></span></h3>
<p id="p-rc_ebd83304ded2f1e9-186" data-path-to-node="14"><span data-path-to-node="14,0">La reazione del Presidente Cirio ai dati di IRES 2026 è politicamente surreale e svela tutta la fragilità della propaganda della destra. Affermare, a commento del report, che <i data-path-to-node="14,0" data-index-in-node="206">&#8216;Senza automotive il Piemonte cresce più della Lombardia&#8217;</i> significa non conoscere la struttura economica della regione che si governa o, peggio, pensare che i piemontesi siano dei creduloni&#8221; dichiara Rossi</span></p>
<p data-path-to-node="15">&#8220;Verrebbe da rispondere: ma grazie, Presidente! Il problema centrale del Piemonte è esattamente questo. <span data-path-to-node="16,0,0,0"><b data-path-to-node="16,0,0,0" data-index-in-node="0">In Piemonte l&#8217;automotive c&#8217;è, ed è in crisi profonda.</b>  E voi, di fronte a questa crisi siete immobili. </span>Sono anni che come Partito Democratico, insieme alle parti sociali, chiediamo a gran voce un piano nazionale e regionale straordinario per il rilancio e la transizione del settore dell&#8217;auto. Dalla Regione sono arrivate solo passerelle, slogan e zero investimenti concreti per proteggere la catena del valore e favorire il turnover tecnologico.<span data-path-to-node="16,2,0,0"><b data-path-to-node="16,2,0,0" data-index-in-node="0">Senza una strategia, il Piemonte resterà strutturalmente indietro.</b> Se non si trova un modo per rilanciare la filiera manifatturiera o per trasformarla in un comparto economico altrettanto impattante in positivo, la nostra regione continuerà ad accumulare ritardi. Altro che Lombardia!&#8221; aggiunge il segretario dem.</span></p>
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<h3 data-path-to-node="24">Le proposte del Partito Democratico in Consiglio Regionale</h3>
<p data-path-to-node="25">&#8220;Di fronte a questa fotografia, il Partito Democratico eserciterà un&#8217;opposizione rigorosa, di merito e radicalmente alternativa nei contenuti – conclude Rossi –. Trasformeremo i punti di debolezza emersi dal report in battaglie sia in Aula sia sui territori.&#8221;</p>
</div>
<p data-path-to-node="25"><a href="https://www.ires.piemonte.it/relazione2026/RelazioneAnnuale2026.pdf">Scarica qui il Rapporto di IRES</a></p>
</div>
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		<title>Piemonte al palo, il report di Banca d’Italia certifica il fallimento delle destre</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Jun 2026 16:09:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Regione Piemonte]]></category>
		<category><![CDATA[Segreteria Regionale]]></category>
		<category><![CDATA[banca d'Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
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					<description><![CDATA[TORINO, 17 giugno 2026 – “Il Piemonte non è più la locomotiva del Nord, ma un vagone di coda che fatica a tenere il passo. I dati presentati ieri nel rapporto annuale della Banca d’Italia sull’economia piemontese spazzano via, in un colpo solo, anni di narrazione propagandistica della destra. Nessun ‘modello Piemonte’, la realtà che [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="alignleft wp-image-7766 size-medium" src="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2026/06/bankitalia-piemonte-240x300.jpeg" alt="" width="240" height="300" srcset="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2026/06/bankitalia-piemonte-240x300.jpeg 240w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2026/06/bankitalia-piemonte-560x700.jpeg 560w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2026/06/bankitalia-piemonte-768x960.jpeg 768w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2026/06/bankitalia-piemonte-1229x1536.jpeg 1229w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2026/06/bankitalia-piemonte.jpeg 1638w" sizes="(max-width: 240px) 100vw, 240px" />TORINO, 17 giugno 2026 – “Il Piemonte non è più la locomotiva del Nord, ma un vagone di coda che fatica a tenere il passo. I dati presentati ieri nel rapporto annuale della Banca d’Italia sull’economia piemontese spazzano via, in un colpo solo, anni di narrazione propagandistica della destra. Nessun ‘modello Piemonte’, la realtà che emerge è quella di una regione ferma, bloccata in una stagnazione strutturale che penalizza lavoratori, famiglie e imprese”. Lo afferma il Segretario Regionale del Partito Democratico del Piemonte, Domenico Rossi, commentando i dati macroeconomici regionali diffusi da Via Nazionale.<br />
“Con una crescita del PIL ferma a un misero +0,4% &#8211; osserva Rossi &#8211; facciamo peggio della media nazionale e del resto del Settentrione. Abbiamo le retribuzioni nominali diminuite del 5,1%, ma il dato più drammatico, il vero termometro della sofferenza del nostro sistema produttivo, è il balzo del 20% della Cassa Integrazione. Centinaia di famiglie piemontesi oggi vivono nell’incertezza perché il governo Meloni a Roma e la giunta Cirio a Torino hanno deciso di assistere passivamente al declino industriale del nostro territorio.”<br />
“Siamo di fronte &#8211; prosegue il segretario Dem &#8211; a una crisi profonda dell’automotive e del suo indotto che morde il cuore di Torino e delle nostre province. Le passerelle elettorali e i tavoli di facciata non creano sviluppo. Comparti emergenti come l’aerospazio sono importanti, ma a oggi non hanno la massa critica per compensare l’emorragia di valore e di posti di lavoro. Manca totalmente una politica industriale degna di questo nome”.<br />
Un quadro destinato a peggiorare avverte Rossi. “Fino a oggi, gli investimenti legati al PNRR, che FDI non voleva, hanno fatto da paracadute, alimentando l’economia locale. Con la fine imminente di quei fondi, senza riforme strutturali, politiche industriali e senza una visione a lungo termine, il Piemonte rischia di finire nella stagnazione. La destra al governo del Paese e della Regione non è stata in grado di mettere in campo politiche industriali serie e misure capaci di attrarre capitali e favorire investimenti, come invece sta accadendo in altre parti d’Europa, a partire dalla Spagna”<br />
“Serve un cambio di passo radicale. Il Partito Democratico continuerà a battersi per rimettere al centro l&#8217;innovazione, il sostegno reale ai salari erosi dall&#8217;inflazione, la transizione ecologica e misure concrete per il lavoro stabile e la capacità di attrarre investimenti. È tempo di costruire un’alternativa seria e visionaria per restituire al Piemonte il ruolo che merita”, conclude il Segretario dem.</p>
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		<title>La salute non aspetta. Al via la campagna del Partito Democratico Piemonte</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Feb 2025 08:09:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Regione Piemonte]]></category>
		<category><![CDATA[Sanità]]></category>
		<category><![CDATA[Segreteria Regionale]]></category>
		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[Piemonte]]></category>
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		<category><![CDATA[sanità]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;accesso alle cure è un diritto fondamentale: il PD Informa e accompagna i cittadini sul percorso di tutela che consente di ridurre i tempi di attesa e ricevere la prestazione anche in intramoenia o nel privato accreditato senza ulteriori spese rispetto al ticket eventualmente previsto per il cittadino La salute non aspetta. Non rinunciare a [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><em> L&#8217;accesso alle cure è un diritto fondamentale: il PD Informa e accompagna i cittadini sul percorso di tutela che consente di ridurre i tempi di attesa e ricevere la prestazione anche in intramoenia o nel privato accreditato senza ulteriori spese rispetto al ticket eventualmente previsto per il cittadino</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>La salute non aspetta</em></strong>. <strong><em>Non rinunciare a curarti.</em></strong> È lo slogan con cui il Partito Democratico del Piemonte rilancia la propria campagna per la riduzione delle liste di attesa che rappresenta sempre di più un&#8217;emergenza. In Piemonte, infatti, troppo spesso i cittadini non trovano disponibilità per visite ed esami oppure sono costretti o ad attendere tempi lunghissimi o ancora a spostarsi a centinaia di chilometri da casa. Chi non può attendere &#8211; si parla di almeno sei mesi anche per le prestazioni&nbsp; più basilari &#8211;&nbsp; si rivolge al privato, mentre in troppi, purtroppo, rinunciano alle cure. In Italia il numero è di circa 4,5 milioni di persone, mentre in Piemonte l&#8217;8,8% dei piemontesi ha rinunciato alle cure nell&#8217;ultimo anno. Un dato più alto della media nazionale che è al 7,6% e che è l&#8217;immagine di una situazione ingiusta e inaccettabile, perché la salute è un diritto fondamentale.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://www.stoplisteattesa.it/wp-content/uploads/2025/02/GRAFICA-PC-LISTE-ATTESA.png" alt=""/></figure>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Quando parliamo di liste d&#8217;attesa in sanità siamo di fronte a un&#8217;emergenza che continua a crescere e colpisce i piemontesi in uno degli aspetti più delicati della vita. La campagna Stop alle Liste d&#8217;Attesa sottoscritta da circa 20 mila piemontesi è stato il primo atto dell&#8217;attuale segreteria regionale, ma la situazione è peggiorata. Gli innumerevoli annunci e le promesse di Cirio non hanno portato nessun miglioramento. Anzi assistiamo a un disegno di smantellamento del Sistema Sanitario Nazionale, come dimostra il record in negativo di investimenti in sanità con l&#8217;ultima finanziaria del governo Meloni che ci fa scivolare sotto la soglia del 6%. La dimostrazione che non hanno imparato nulla dalla pandemia. Il PD chiede con forza maggiori risorse a livello nazionale, stipendi più alti per il personale, un piano straordinario di assunzioni e il potenziamento della medicina territoriale. Tutti interventi a medio e lungo raggio, ma fin da subito si può e si deve fare di più. La legge già prevede l&#8217;attivazione del percorso di tutela che consente di ridurre i tempi di attesa e ricevere la prestazione in intramoenia o nel privato accreditato senza ulteriori spese rispetto al ticket eventualmente previsto per il cittadino. Peccato che qui in Regione Piemonte il CUP non lo dice e la Regione complica il percorso così che in pochi possano accedere. Chiediamo una campagna pubblica che informi i cittadini e di uniformare e semplificare le procedure&#8221; spiega il segretario regionale del partito <strong>Domenico Rossi</strong> presentando l&#8217;iniziativa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Partito Democratico prende atto della situazione e con la campagna rilancia una procedura introdotta con il decreto legislativo n.124 del 29/04/1998, riaffermata con l&#8217;articolo 3 del Decreto Legge n. 73 del 7 giugno 2024 (Convertito nella legge 107/2024) e regolamentato dalla Regione Piemonte con due circolari del 2024. Sulla base della normativa vigente, ogni cittadino in possesso di una prescrizione di visita e/o esame specialistico in primo accesso in classe di priorità B (entro 10 giorni) – D (visite 30 giorni / esami 60 giorni) – P (120 giorni) che non sia riuscito a prenotare la prestazione sanitaria tramite il CUP nei tempi indicati&nbsp; dalla ricetta del medico, potrà presentare formale istanza per accedere al percorso di tutela ed essere avviato alla prestazione specialistica attraverso l&#8217;utilizzo dell&#8217;attività libero-professionale intramuraria, delle prestazioni del sistema privato accreditato, ma senza costi aggiuntivi rispetto al ticket poiché a carico della regione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;La campagna &#8211; conclude Rossi &#8211; prevede<strong> tre fasi</strong>: una prima in cui informeremo i cittadini di questa possibilità attraverso i canali social del partito e banchetti nelle piazze. La seconda durante la quale sperimenteremo un servizio di accompagnamento alla richiesta di attivazione del percorso di tutela. La terza in cui renderemo stabile questo servizio grazie al lavoro dei nostri circoli per dare una mano a chi è solo e fatica ad attivare le richieste&#8221;.</p>
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		<title>Interrompere l’isolamento nei confronti del testimone di giustizia Pino Masciari. Va garantita piena sicurezza a lui e alla sua famiglia</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Nov 2024 09:23:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[“Se un testimone di giustizia del valore di Pino Masciari arriva a descrivere la sua condizione e quella della sua famiglia con parole che parlano di svilimento, isolamento e paura siamo di fronte a un fallimento delle istituzioni a cui porre rimedio con urgenza. Chi denuncia coraggiosamente e si affida allo Stato ha diritto alla [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">“Se un testimone di giustizia del valore di Pino Masciari arriva a descrivere la sua condizione e quella della sua famiglia con parole che parlano di svilimento, isolamento e paura siamo di fronte a un fallimento delle istituzioni a cui porre rimedio con urgenza. Chi denuncia coraggiosamente e si affida allo Stato ha diritto alla piena sicurezza in percorsi caratterizzati dalla massima cura e umanizzazione. I testimoni di giustizia sono costruttori di democrazia e testimonianza esemplare per la lotta alle mafie”. Lo afferma Domenico Rossi, Presidente della Commissione permanente per la promozione della cultura della legalità e contrasto ai fenomeni mafiosi del Consiglio Regionale del Piemonte, dopo l’audizione odierna dedicata al testimone di giustizia Pino Masciari.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Pino ha avuto la forza e il coraggio di denunciare le maggiori famiglie di ‘ndrangheta. Dalle sue denunce sono scaturite condanne importanti per i vertici dell’organizzazione e di persone colluse all’interno delle istituzioni. Una scelta che risale a trent’anni fa ma si ripercuote ancora oggi sulla sua vita e quella dei suoi cari” spiega Rossi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Durante l’audizione è emerso che ci sono condizioni di pericolo attuali per Pino Masciari e la sua famiglia. Lo testimoniano le parole del collaboratore di giustizia Andrea Mantella, quanto emerso dalla recente inchiesta Factotum e la costituzione come parte civile di Pino Masciari in diversi processi nei confronti della ‘Ndrangheta” sottolinea il Presidente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Abbiamo ascoltato con preoccupazione la denuncia di Pino Masciari sul silenzio delle istituzioni da cui non riceve risposte e sulle modifiche subite dal suo sistema di tutela. La risposta dello Stato a Pino Masciari non riguarda solo il singolo caso, ma rappresenta un messaggio per tutti coloro che si trovano nella condizione di poter denunciare e troppo spesso non lo fanno. Anche per questo e al fine di interrompere l’isolamento e garantire la piena sicurezza, presenteremo un Ordine del Giorno a sostegno di Pino Masciari e di tutti i testimoni di giustizia. Chiederemo ai presidenti Nicco e Cirio di dare voce alle preoccupazioni della commissione in tutte le sedi preposte” conclude Rossi.</p>
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		<title>Al via i lavori della Commissione Legalità: lavoreremo per un Piemonte in prima fila nella lotta alle mafie.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Sep 2024 08:16:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Antimafia]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicato stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Legalità]]></category>
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					<description><![CDATA[Il primo atto un sopralluogo al Castello di Miasino Esprimo soddisfazione per la discussione che si è svolta questa mattina all’interno della prima seduta della Commissione Legalità del Consiglio Regionale. Prendo atto di una disponibilità a lavorare seriamente su diversi fronti: all’interno delle prerogative assegnate alla commissione faremo la nostra parte, in sinergia con tutte [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>Il primo atto un sopralluogo al Castello di Miasino</em></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Esprimo soddisfazione per la discussione che si è svolta questa mattina all’interno della prima seduta della <strong>Commissione Legalità del Consiglio Regionale</strong>. Prendo atto di una disponibilità a lavorare seriamente su diversi fronti: all’interno delle prerogative assegnate alla commissione faremo la nostra parte, in sinergia con tutte le istituzioni e le organizzazioni che promuovono la legalità democratica, per costruire <strong>un Piemonte libero dalle mafie</strong>, ben consapevoli della gravità della situazione come rimarcato sia dal Procuratore Generale Lucia Musti sia dal Procuratore Capo Giovanni Bombardieri.  E’ vero che la nostra regione è caratterizzata da un forte radicamento della ‘Ndrangheta, ma è anche vero che ha un’importante storia di antimafia. Penso a figure come Carlo Alberto Dalla Chiesa, Mauro Rostagno, Bruno Caccia, Giancarlo Caselli, don Luigi Ciotti, all’esperienza di Libera e all’impulso dell’Università. Occorre<strong> fare sistema e rafforzare gli anticorpi</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Serve maggiore consapevolezza su quanto accaduto in questi decenni in Piemonte, ma anche creare contesti in cui questa consapevolezza si diffonda. Lavoreremo su diversi ambiti: storia e dinamica del radicamento mafioso in Piemonte, caporalato, ciclo del contratto pubblico, usura e sovraindebitamento. Sono, inoltre, soddisfatto perché è già emersa la disponibilità di maggioranza e opposizione a lavorare su una legge di <strong>regolamentazione di rapporto con le lobby</strong>. Su questo tema ho presentato una proposta di legge già nella scorsa legislatura, già richiamata in quella attuale. Mi auguro possa contribuire alla discussione e al raggiungimento dell’obiettivo. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Sul tema dei <strong>beni confiscati </strong>intendiamo lanciare un segnale forte organizzando, come primo atto, un sopralluogo al <strong>Castello di Miasino</strong>: un bene acquisito dalla Regione che da troppo tempo attende di essere restituito alla collettività.</p>
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		<title>Autonomia differenziata: il mio intervento in aula</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Sep 2024 06:30:03 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[Gentile Presidente, oggi discutiamo di un tema fondamentale per i piemontesi e tutti gli italiani. Come gruppo PD abbiamo presentato una richiesta di indizione di referendum popolare per deliberare, ai sensi dell’articolo 75 della Costituzione, l’abrogazione della legge 86/2024 recante “Disposizioni per l’attuazione dell’autonomia differenziata…”. Lo facciamo dopo che i consigli regionali di Campania, Emilia [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Gentile Presidente,</p>



<p class="wp-block-paragraph">oggi discutiamo di un tema fondamentale per i piemontesi e tutti gli italiani. Come gruppo PD abbiamo presentato una richiesta di indizione di referendum popolare per deliberare, ai sensi dell’articolo 75 della Costituzione, l’abrogazione della legge 86/2024 recante “Disposizioni per l’attuazione dell’autonomia differenziata…”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo facciamo dopo che i consigli regionali di Campania, Emilia Romagna, Toscana, Sardegna e Puglia hanno già approvato tale richiesta e contestualmente a quella di centinaia di migliaia di cittadine e cittadini che, in tutta Italia, stanno raccogliendo le firme per chiedere la stessa cosa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Prendiamo atto, purtroppo, che il presidente Cirio non è presente in aula. Ha sempre qualcosa di più importante da fare che confrontarsi con il Consiglio Regionale. Ma anche questo, come dirò dopo, ha a che vedere con il tema che discutiamo oggi. Perché vogliamo che questa legge, di recente approvazione, venga abrogata? Per una serie di ragioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La prima è una ragione che definirei <strong>sostanziale</strong>. Questa legge stravolge il tema dell’autonomia, così come concepito con la riforma del titolo V, sottraendolo allo spirito della Costituzione. Nell’impostazione della Lega l’autonomia non è facoltà di consentire puntuali e circoscritte funzioni particolari, ma strumento per attribuire ad alcune regioni competenze generali su materie strategiche, che finirebbero per scardinare la necessaria unitarietà delle politiche pubbliche del Paese. Con l’obiettivo, nemmeno tanto nascosto, di trattenere nei territori economicamente più forti, la maggior parte delle risorse finanziarie, senza preoccuparsi in nessun modo di garantire il corretto funzionamento dello Stato nelle aree più svantaggiate. In poche parole stiamo parlando di una <strong>legge che promuove la crescita di diseguaglianze e rompe il filo di solidarietà tra territori. Chi sta bene starà meglio e gli altri si arrangino. Un ragionamento tipico della destra in Italia che mentre professa la triade cara ai fascisti Dio, Patria, Famiglia, attacca la CEI e smantella l’assegno unico e vorrebbe spaccare il paese. , secondo un mood che è caro alla destra.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Ora mentre comprendiamo le ragioni politiche della Lega, che cerca di recuperare un po’ di elettorato al Nord riesumando vecchie battaglie politiche, ci sembra strano che chi ha fatto dell’unità della Patria uno dei propri cavalli di battaglia politici oggi si presti a sostenere un provvedimento di questo tipo che rompe l’unità della nazione. Ma questo mi permette di introdurre la <strong>seconda ragione</strong> della nostra contrarietà.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa legge non nasce con il fine di migliorare le condizioni di vita dei cittadini italiani o di mettere le regioni nelle condizioni di lavorare meglio. Nasce come uno scambio tutto interno alla maggioranza di governo: l’autonomia alla Lega, il premierato a FDI e la riforma della giustizia a Forza Italia. <strong>Ciascuno parla al suo elettorato in assenza di un vero progetto comune sul paese</strong>. Non c’è volontà di riformare il paese cercando di renderlo più competitivo nell’attuale contesto socio-economico, ma solo di consolidare ciascuno i propri elettorati, di aumentare il proprio consenso in una costante campagna elettorale che nulla ha a che vedere con il buon Governo del Paese. Ma così si rischia di indebolire tutto il sistema. Non ci basta l’insegnamento che ci arriva dalla sanità pubblica? Davvero pensate che il sistema Italia, la Nazione!, diventerà più competitiva con 20 sistemi regionali sanitari, 15 sistemi di gestione dell’energia autonomi, 20 sistemi di previdenza complementare? Sarà solo un grande caos antistorico e a pagarne le conseguenze saranno i cittadini.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La terza ragione, Presidente, è legata alle modalità con cui è stata approvata la legge. Si è voluto fare in fretta, con forzature, e senza ascolto. Non solo delle forze politiche di opposizione, ma anche delle voci di dissenso in conferenza Stato-Regioni, incluse le richieste da parte di Presidenti di Regione di centro-destra che hanno più volte chiesto di migliorare il provvedimento in discussione in aula, nell’assoluta mancanza di ascolto da parte del centro-destra nazionale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E’ una legge, Presidente, che sottrae sovranità al Parlamento e agli organi legislativi, conferendo ai soli esecutivi statale e regionali la definizione delle funzioni sottratte alla titolarità statale. Lo chiedo a voi colleghe e colleghi: a voi va bene essere esautorati da un compito tanto delicato e strategico per i piemontesi? Davvero ritenete che questo Consiglio non sia il luogo in cui discutere e assumere le decisioni fondamentali per il Piemonte? Dobbiamo, al contrario, ridare centralità al Parlamento e alle assemblee legislative.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Introduce una arbitraria e ingiustificata distinzione tra materie LEP e materie “non LEP” creando un coacervo giuridico impossibile da gestire. Da un lato materie su cui applicare la spesa storica e dall’altro materie a cui provvedere con le risorse disponibili nella legge di bilancio. Ma stiamo scherzando? Significa sancire l’impossibilità del finanziamento delle funzioni. <strong>Dal nostro punto di vista la definizione e il finanziamento dei LEP sono preliminari a qualsiasi devoluzione.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Anticipo un’obiezione che sono certo arriverà, perché il presidente Cirio, ma non solo, l’hanno già tirata fuori, non sempre in maniera elegante. Caro Presidente Cirio, mi spiace lei non sia presente, ma qui non si tratta di cambiare idea &#8211; cito &#8211;&nbsp; “a seconda di dove si poggia il sedere”. Principio in realtà nemmeno deprecabile, anche se lei l’ha usato in tal senso, ma che sancisce una cosa ovvia: la realtà si interpreta e cambia a seconda del punto di vista dell’osservatore. Ma non è questo il caso. Tirare fuori l’obiezione secondo cui è stato il centro-sinistra a volere modificare la Costituzione è privo di significato per delle ragioni semplicissime. Le prime di natura storica. Quella riforma è figlia di un dibattito che si è sviluppato negli anni ’90, in risposta alle istanze di maggiore autonomia soprattutto delle Regioni del Nord, in un momento in cuini cui nasceva e cresceva la Lega Nord di Umberto Bossi e si parlava di federalismo, quando non si secessione. La rielaborazione in sede politica e istituzionale di quelle istanze portò a una modifica della Costituzione. All’epoca aveva un senso. All’epoca… Arrivare a una legge ordinaria 23 anni dopo, facendo finta che in mezzo non sia successo nulla è folle da un punto di vista politico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Giusto per citare alcuni esempi: nel 2001 non esistevano facebook, IG, Twitter, Whatsapp, eravamo nel pieno della “fine della Storia” con un&#8217;unica grande superpotenza e l’esplosione della globalizzazione. In Russia da due anni c’era già Putin (è al potere solo da 25 anni).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nell’anno in cui approviamo la riforma del titolo V comincia a cambiare il mondo: con l’attentato alle torri Gemelle. Poi arriverà la crisi del 2008, poi il covid, la rivoluzione digitale, l’intelligenza artificiale, le guerre. La crisi del capitalismo e delle democrazie liberali. Possiamo dire senza paura di essere smentiti che parliamo di una riforma di un’altra epoca storica e che ora viviamo in un mondo completamente trasformato, nel quale è cambiato il ruolo dell’Italia, dell’Europa e in cui anche i territori devono giocare un ruolo differente. Pensare di affrontare le sfide odierne con un impianto costituzionale partorito negli anni ’90 è antistorico e non serve all’Italia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ora al di là del fatto che questa legge della Lega snatura il regionalismo cooperativo e solidale che aveva in mente il centro-sinistra, la verità è che non solo non sarebbe un problema mettere in discussione la riforma del titolo V, ma forse oggi sarebbe doveroso farlo, perché per garantire il rispetto dei diritti civili e sociali dei nostri cittadini dobbiamo prima di tutto capire che lo schema di gioco è cambiato. Che la competizione non è tra regioni italiane, ma con regioni europee, ma soprattutto che se vogliamo dare un futuro alla democrazia liberale, per come l’abbiamo conosciuta, occorre non dividere, ma unirsi, costruire la Repubblica d’Europa e provare a essere competitivi nei confronti di altri sistemi economici e politici che mettono in crisi e in discussione i valori più profondi delle nostre democrazie. Il campo di gioco è cambiato, si è ampliato molto, e divisi non saremo nelle condizioni nemmeno di partecipare alla partita.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Concludo, presidente: siamo di fronte a una legge antistorica, che produce diseguaglianza e non aiuta l’Italia a essere competitiva nel nuovo assetto internazionale. Per questo chiediamo che venga abrogata: lo facciamo qui e lo faremo nel paese, insieme alle cittadine e ai cittadini che vogliono un’Italia unita, competitiva, capace di guardare avanti e non indietro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Grazie.</p>
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		<title>Rossi: «Un nuovo corso per la Commissione Legalità»</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Sep 2024 17:07:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[«Le parole del nuovo procuratore generale Lucia Musti, così come quelle del suo predecessore, Francesco Saluzzo sono un monito per ciascuno di noi. La lotta alle mafie non deve essere delegata a magistratura e forze dell’ordine. Si tratta di un insegnamento che dovrebbe essere oramai acquisito, ma che ancora non trova piena applicazione nella realtà» [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">«Le parole del nuovo procuratore generale Lucia Musti, così come quelle del suo predecessore, Francesco Saluzzo sono un monito per ciascuno di noi. La lotta alle mafie non deve essere delegata a magistratura e forze dell’ordine. Si tratta di un insegnamento che dovrebbe essere oramai acquisito, ma che ancora non trova piena applicazione nella realtà» la dichiarazione del nuovo <strong>Presidente della Commissione Legalità del Consiglio Regionale Domenico Rossi (PD) </strong>che aggiunge «tutti i settori della società, e in primis le istituzioni, devono farsi carico della soluzione al problema della mafie, che passa non solo dalla repressione, ma dalla costruzione di una società guidata dallo spirito della Costituzione: i diritti al posto dei favori, la giustizia al posto della prepotenza. Tutti devono fare la propria parte prima di tutto per evitare che il problema venga sottovalutato o delegato e poi per far crescere cultura e pratiche di legalità democratica in tutti i settori».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Rossi ricorda come «in Piemonte, come emerso anche ieri, c’è mafia, ma anche una forte tradizione antimafia: penso a figure come Carlo Alberto Dalla Chiesa, Mauro Rostagno, Bruno Caccia, Giancarlo Caselli, don Luigi Ciotti, all’esperienza di Libera e all’impulso dell’Università. Occorre fare sistema e rafforzare gli anticorpi» e rilancia «la Regione può aumentare il suo impegno e cercherò, come presidente della Commissione Legalità, di aiutare l’istituzione in questo senso. Serve maggiore consapevolezza su quanto accaduto in questi decenni in Piemonte, ma anche creare contesti in cui questa consapevolezza si diffonda. Penso alla collaborazione tra Regione Piemonte e Avviso Pubblico, ad esempio, che potrebbe generare momenti di formazione per gli amministratori e dipendenti della pubblica amministrazione. Così come credo la commissione potrà essere di aiuto per affrontare temi complessi come quelli del caporalato o della situazione delle carceri. Credo sia importante che dal nostro lavoro emergano indirizzi e proposte per la Giunta per rendere la nostra azione il più incisiva possibile. Ascolto, analisi e proposte: questo sarà il nostro metodo di lavoro.<br>Sono certo che non mancherà la collaborazione del Presidente Cirio e di tutte le forze politiche per un lavoro necessario e utile per i nostri cittadini».</p>
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		<title>Aggiornamento bandi &#8211; Agosto 2024</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 31 Aug 2024 13:23:43 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Domenico Rossi]]></category>
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					<description><![CDATA[È online l&#8217;aggiornamento bandi&#160;di&#160;agosto 2024. Tantissime opportunità per ricevere sostegno alle attività di Comuni, enti del terzo settore e realtà imprenditoriali. Contributo 2024 per le biblioteche di Ente locale per l’incremento del patrimonio bibliografico Chi può fare domanda: Enti pubblici &#124; Scadenza: 10/09/2024 Partecipazione dei giovani alla vita sociale e politica dei territori – III [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">È online l&#8217;<strong>aggiornamento bandi&nbsp;</strong>di&nbsp;<strong>agosto 2024</strong>. Tantissime opportunità per ricevere sostegno alle attività di Comuni, enti del terzo settore e realtà imprenditoriali.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><a href="https://bandi.regione.piemonte.it/contributi-finanziamenti/contributo-2024-biblioteche-ente-locale-lincremento-patrimonio-bibliografico">Contributo 2024 per le biblioteche di Ente locale per l’incremento del patrimonio bibliografico</a></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Chi può fare domanda: Enti pubblici</strong> | <strong>Scadenza: 10/09/2024</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><a href="https://bandi.regione.piemonte.it/contributi-finanziamenti/partecipazione-dei-giovani-alla-vita-sociale-politica-dei-territori-iii-edizione">Partecipazione dei giovani alla vita sociale e politica dei territori – III Edizione</a></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Chi può fare domanda: giovani 1-29 anni e giovani amministratori under 35&nbsp;| </strong><strong>Scadenza: 18/09/2024</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><a href="https://bandi.regione.piemonte.it/contributi-finanziamenti/csr-2023-2027-investimenti-reti-primarie-sottoservizi-srd07-az3">Investimenti in reti primarie e sottoservizi</a></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Chi può fare domanda: Enti pubblici | </strong><strong>Scadenza: 02/10/2024</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><a href="https://bandi.regione.piemonte.it/contributi-finanziamenti/bando-lefficientamento-energetico-rinnovabili-nelle-strutture-pubbliche-sanitarie-regione-piemonte">Bando per l’efficientamento energetico e le rinnovabili nelle strutture pubbliche sanitarie della Regione Piemonte</a></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Chi può fare domanda: Enti pubblici | </strong><strong>Scadenza: 30/06/2025</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><a href="https://bandi.regione.piemonte.it/contributi-finanziamenti/csr-2023-2027-investimenti-prevenzione-danni-tipo-biotico-srd06-az-11">Investimenti per la prevenzione di danni di tipo biotico</a></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Chi può fare domanda: Enti pubblici, imprese agricole</strong> | <strong>Scadenza: 30/09/2024</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><a href="https://infobandi.csvnet.it/economia-circolare-e-qualita-della-vita-bando-2024-per-progetti-dazione-standard/">Economia circolare e qualità della vita: bando 2024 per progetti d’azione standard</a></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Chi può fare domanda: Enti pubblici, Enti privati non profit, Terzo settore | </strong><strong>Scadenza: 19/09/2024&nbsp;</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><a href="https://infobandi.csvnet.it/mfmc-progetti-di-advocacy-sulla-mitigazione-del-cambiamento-climatico-2/">Progetti di advocacy sulla mitigazione del cambiamento climatico</a></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Chi può fare domanda: Enti pubblici e privati | </strong><strong>Scadenza: senza scadenza</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><a href="https://infobandi.csvnet.it/promuovere-la-consapevolezza-lo-sviluppo-di-capacita-e-lattuazione-della-carta-dei-diritti-fondamentali-ue/">Promuovere la consapevolezza, lo sviluppo di capacità e l’attuazione della Carta dei diritti fondamentali UE</a></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Chi può fare domanda: Il proponente (o coordinatore) di progetto deve essere un ente privato, senza scopo di lucro stabilito in uno dei paesi ammissibili | </strong><strong>Scadenza: 18/09/2024</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><a href="https://bandi.regione.piemonte.it/contributi-finanziamenti/fondo-unico-artigianato-sostegno-agli-investimenti-sviluppo-imprese-lammodernamento-innovazione-dei">Fondo Unico Artigianato &#8211; Sostegno agli investimenti per lo sviluppo delle imprese e per l’ammodernamento e innovazione dei processi produttivi</a></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Chi può fare domanda: imprese e liberi professionisti | </strong><strong>Scadenza: Bando a sportello</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><a href="https://infobandi.csvnet.it/beinclusive-eu-sport-awards-premi-per-progetti-che-promuovono-linclusione-attraverso-lo-sport/">#BeInclusive EU Sport Awards – Premi per progetti che promuovono l’inclusione attraverso lo sport</a></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Chi può fare domanda: organizzazioni sportive</strong> | <strong>Scadenza: 25/09/2024</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Da anni denuncio in regione l’emergenza medici di base e avanzo proposte</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Aug 2024 16:07:20 +0000</pubDate>
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<p class="wp-block-paragraph">La reazione del sindaco Gusmeroli a un semplice post sui social tradisce un certo imbarazzo da parte sua. Sul resto il copione, molto caro alla destra, è sempre lo stesso: da un lato prova a scaricare le responsabilità delle situazioni negative sugli avversari politici e dall’altro si intesta le ipotetiche soluzioni dimenticandosi di dire come mai non ci ha pensato prima.<br>La situazione della sanità pubblica è sotto gli occhi di tutti da anni e lui non può comportarsi come una persona che si affaccia da poco all’attività istituzionale, dimenticando che è stato un protagonista della vita politica degli ultimi decenni sul territorio (amministra Arona dal 2010) oltre a essere in parlamento dal 2018. Le sue proposte di soluzioni sarebbero “accettabili” se fosse al suo primo mandato, ma considerata la sua storia politica è un po’ poco. Dov’era in questi anni? Non si è accorto che la sanità pubblica veniva smantellata anno dopo anno? Lui che cosa ha fatto da sindaco e da parlamentare mentre tutto questo avveniva? Ora a pagare le conseguenze di queste scelte sono i cittadini aronesi, ma prima di loro molti altri in Piemonte. Il sindaco di Arona non può recitare la parte di chi è appena arrivato o è all’opposizione. Governare significa assumersi anche parte delle responsabilità.<br>Per quanto riguarda le proposte noi in questi anni ne abbiamo fatte tante, nel silenzio assordante della destra che ha preferito ignorarle, mentre Giorgetti, che Gusmeroli conosce bene, addirittura profetizzava il superamento della figura del medico di base.<br>La proposta principale, madre di tutte le altre riguarda il finanziamento del sistema sanitario nazionale. Il PD propone di fissarlo almeno al 7,5% del PIL. La destra prima ha bloccato l’iter della nostra proposta di legge in parlamento, anche se poi lo stesso ministro Schillaci, nei giorni scorsi, ha parlato di arrivare almeno al 7%. Il parlamentare Gusmeroli ascolterà le richieste del sindaco di Arona? In Parlamento sosterrà le nostre proposte? O continuerà a parlare di flat tax costruendo così scenari in cui mancheranno le risorse per i servizi pubblici?<br>Passiamo alle altre proposte. In questi anni, mentre Gusmeroli evidentemente guardava altrove, abbiamo più volte denunciato la situazione che si stava verificando e abbiamo proposto alla Regione di intervenire con un piano straordinario come si fa con le emergenze, ma la risposta della Lega al governo della regione è stata sempre la stessa: il nulla. Abbiamo, in ogni sede di discussione di bilancio regionale, proposto emendamenti per aumentare le borse di studio regionali, ma la risposta è stata sempre negativa. Sarà diverso la prossima volta? Vedremo il comportamento della Lega in regione. Intanto ricordiamo all’onorevole Gusmeroli che se nei prossimi anni arriverà una risposta al problema dell’imbuto formativo (troppe poche borse di studio rispetto ai fabbisogni) è grazie alle scelte del ministro Speranza che decise di aumentare le borse di studio, incluse quelle per la medicina generale.<br>In attesa di una proposta di riforma del sistema attuale, la cui responsabilità è in capo al Governo, occorre fare di tutto per rendere attrattivi i nostri territori per i professionisti. Che cosa stanno facendo Regione e comune di Arona in tal senso?<br>Concordo sulla necessità di investire sulla figura dell’infermiere di comunità. Lo abbiamo chiesto con forza in questi 5 anni. Bisogna, però, mettere le ASL nella condizione di fare i concorsi e assumere tutto il personale necessario all’interno di una riforma della medicina territoriale che tenga conto di quanto previsto dal PNRR e al DM 71.<br>Portare a 1800 pazienti non solo abbassa la qualità del servizio offerto, ma non risolve il problema di 3000 cittadini aronesi. Per i medici volontari in pensione, invece, serve un intervento legislativo, che Gusmeroli da parlamentare di maggioranza potrebbe intestarsi: sono anni che ce ne occupiamo anche a partire dall’encomiabile esperienza dell’AUSER a Borgomanero. Senza tale intervento non è possibile per loro sostituirsi alle funzioni dei medici di medicina generale. Ma questi sono “dettagli” che una persona che fa il sindaco dal 2010 e il parlamentare da 6 anni dovrebbe già sapere.</p>
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