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	<title>Piano Rifiuti &#8211; Domenico Rossi</title>
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	<description>Il futuro è nelle nostre mani</description>
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	<title>Piano Rifiuti &#8211; Domenico Rossi</title>
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		<title>Raccolta differenziata: la doppia morale del Movimento 5 Stelle</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Apr 2018 14:51:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La città di Torino ha modificato il contratto con Amiat spa per potenziamento della raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani (leggi l’articolo per i dettagli). L’accordo per portare la raccolta differenziata al 65% entro il 2021 è una bella notizia per la città di Torino che, al momento, registra uno dei tassi più bassi del [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-2815" src="http://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2018/04/riciclox-300x286.png" alt="" width="300" height="286" srcset="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2018/04/riciclox-300x286.png 300w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2018/04/riciclox-768x732.png 768w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2018/04/riciclox-700x667.png 700w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2018/04/riciclox.png 1600w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />La città di Torino ha modificato il contratto con Amiat spa per potenziamento della raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani (leggi l’<a href="http://torino.corriere.it/cronaca/18_aprile_09/torino-raccolta-differenziata-porta-porta-tutta-citta-5-anni-2f542b16-3bf7-11e8-a8e3-a9cb77c284c0.shtml">articolo</a> per i dettagli).<br />
L’accordo per portare la raccolta differenziata al 65% entro il 2021 è una bella notizia per la città di Torino che, al momento, registra uno dei tassi più bassi del Piemonte.</p>
<p>Una scelta condivisibile quella della Sindaca Appendino, presentata con entusiasmo come un deciso cambio di rotta dai 5Stelle, gli stessi che hanno definito l’obiettivo di “almeno il 65% entro il 2020” contenuto nel <a href="http://domenicorossi.eu/2016/04/19/approvato-il-piano-regionale-rifiuti/">Piano regionale rifiuti</a> una “proposta indecente” (leggi il <a href="https://www.piemonte5stelle.it/2015/10/ambiente-gruppo-m5s-tavolo-informale-piano-rifiuti-proposte-inaccettabili-del-pd/">comunicato</a>). In Consiglio Regionale, in diversi occasioni sia in commissione sia in aula il M5Stelle ha sempre sostenuto che avremmo dovuto spostare l’asticella all’85%, che oramai era dimostrato che questi cambiamenti si possono portare avanti con tempi molto brevi e che la maggioranza mancava di coraggio (qui l&#8217;<a href="https://www.piemonte5stelle.it/2016/02/piano_rifiuti_recepite_importanti_proposte_del_m5s/">articolo</a>); ma a Palazzo Lascaris il Movimento siede nei banchi di opposizione… Altro discorso quando si è chiamati all’amministrazione di una città, di un territorio o del Paese.</p>
<p>Verrebbe da chiedersi, infatti, perché a Torino l’obiettivo per la differenziata non è l’85% come accade per alcune realtà italiane? Almeno il 70% , quota raggiunta in Piemonte nelle province di Novara e Vco, ad esempio? Manca la volontà politica oppure è un po’ più complicato di come per anni ce l’hanno raccontata?<br />
Una volta al governo, evidentemente, le posizioni cambiano e anche di parecchio. Ciò che prima era inaccettabile diventa un obiettivo importante, con tanti saluti alle velleità vendute ai cittadini.<br />
Mi auguro che il 65% sia solo il primo step di un percorso che porti al più presto Torino a porsi obiettivi più coraggiosi.</p>
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		<title>Discarica di Ghemme: dico no al gioco del cerino</title>
		<link>https://domenicorossi.eu/2017/03/10/discarica-ghemme-dico-no-al-gioco-del-cerino/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Mar 2017 09:51:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzio bacino medio novarese]]></category>
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					<description><![CDATA[Ho seguito con attenzione le vicende legate alla chiusura della discarica di Ghemme fin dall’insediamento in Consiglio Regionale e anche precedentemente nell’attività che ho svolto nel mondo dell’associazionismo.  Siamo certamente di fronte ad un’emergenza che continua a crescere e che va affrontata con grande senso di responsabilità e con spirito di collaborazione inter-istituzionale evitando di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-1875" src="http://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2016/07/Ghemme_discarica-300x176.jpg" alt="" width="300" height="176" srcset="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2016/07/Ghemme_discarica-300x176.jpg 300w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2016/07/Ghemme_discarica.jpg 539w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Ho seguito con attenzione le vicende legate alla chiusura della discarica di Ghemme fin dall’insediamento in Consiglio Regionale e anche precedentemente nell’attività che ho svolto nel mondo dell’associazionismo.  Siamo certamente di fronte ad un’<a href="http://domenicorossi.eu/2016/10/25/discarica-ghemme-unemergenza-non-piu-rinviabile/">emergenza</a> che continua a crescere e che va affrontata con grande senso di responsabilità e con spirito di collaborazione inter-istituzionale evitando di fare “il gioco del cerino”.</p>
<p>Proprio in questo giorni alcuni Sindaci si sono appellati alla Provincia di Novara e alla Regione Piemonte affinché si facciano parte attiva per preservare l’area della discarica di Ghemme dal punto di vista ambientale e per assumere i provvedimenti necessari alla chiusura del sito. Dal loro punto di vista il groviglio delle inadempienze di Daneco e delle fideiussioni mancanti si risolve delegando a Provincia e Regione la soluzione dei problemi. Anche perché &#8211; aggiungono i Sindaci &#8211; i cittadini hanno già pagato sia i costi relativi alla chiusura della discarica sia quelli relativi alla gestione post mortem versando la quota all’interno della tariffa pagata a Daneco.</p>
<p>La richiesta, però, è perlomeno anomala. Pur comprendendo le preoccupazioni dei sindaci, la responsabilità della chiusura fa capo al Consorzio del Medio Novarese e non a Provincia e Regione. Di fatto stanno chiedendo di commissariare il Consorzio, perché non è in grado di affrontare la situazione? Eppure è l’assemblea dei sindaci che ha dato mandato di elaborare un progetto di chiusura alternativo ipotizzandone anche i costi.  Quand’anche fossero Provincia o Regione a farsi carico della situazione non si tratterebbe sempre di soldi dei cittadini? Con una forte controindicazione, però: quante sono le situazioni in Regione Piemonte che necessitano di azioni similari? La Regione può farsi carico di tutte? Con quali risorse?</p>
<p>C’è poi un’altra questione che va approfondita e che riguarda le competenze in ordine alla gestione dei rifiuti. L’assemblea dei sindaci del Consorzio del Medio Novarese ha votato un Ordine del Giorno contrario al Disegno di Legge 217 di Regione Piemonte che prevedeva, nella sua versione iniziale adottata dalla Giunta, che la gestione dei rifiuti passasse alle Province e l’impiantistica ad un ATO unico regionale. La posizione dei sindaci è che siano in Comuni ad occuparsi della gestione dei rifiuti in quanto la Provincia è un ente non adatto a tale scopo. Oggi, però, alcuni di loro chiedono di risolvere un problema che il consorzio non sarebbe, secondo loro, in grado di affrontare. Anche su questo credo occorra fare chiarezza: non si può chiedere di mantenere alcune funzioni per poi delegarle quando ci sono problemi.</p>
<p>Certo la situazione è critica, non c’è dubbio, e proprio per questo ritengo che la collaborazione tra tutti i livelli amministrativi sia fondamentale. Da parte mia mi adopererò affinché non manchi il supporto della Regione, ma nel rispetto dei tempi e dei ruoli. Tornando alle vicende di Ghemme credo che sia chiaro ed evidente che, al netto delle scelte del passato, la responsabilità principale degli attuali disservizi sia da <a href="http://domenicorossi.eu/2016/07/27/discarica-di-ghemme-gravi-inadempienze-del-gestore-privato-sosteniamo-la-provincia-e-il-consorzio/">attribuire a Daneco</a> e in questo momento occorre indirizzare tutti gli sforzi nella direzione di recuperare le risorse che l’azienda ha già incamerato. Intanto il Consorzio dovrebbe elaborare il nuovo progetto di chiusura completo di costi necessari. Ritengo prematura la richiesta di sostituzione che arriva dai sindaci. Prima si elabori il progetto e si tenti di recuperare le somme versate a Daneco. Solo quando questo dovesse rivelarsi impossibile allora sarà necessario sedersi attorno a un tavolo per mettere in campo azioni straordinarie quali il commissariamento del Consorzio.</p>
<p>In settimana, comunque, mi confronterò con l&#8217;Assessore competente e gli uffici per valutare la situazione.</p>
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		<title>Approvato il piano regionale rifiuti</title>
		<link>https://domenicorossi.eu/2016/04/19/approvato-il-piano-regionale-rifiuti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[beppe]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Apr 2016 17:38:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Piano Rifiuti]]></category>
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					<description><![CDATA[Dopo vent&#8217;anni Regione Piemonte ha un nuovo Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti Urbani. «Un importante obiettivo raggiunto» commenta il consigliere Regionale Domenico Rossi componente del gruppo che in Commissione ambiente ha lavorato per diversi mesi alla modifica del testo presentato dall&#8217;Assessore Alberto Valmaggia. «I territori – prosegue il Consigliere Democratico &#8211; attendevano da tempo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo vent&#8217;anni Regione Piemonte ha un nuovo Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti Urbani. «Un importante obiettivo raggiunto» commenta il consigliere Regionale Domenico Rossi componente del gruppo che in Commissione ambiente ha lavorato per diversi mesi alla modifica del testo presentato dall&#8217;Assessore Alberto Valmaggia. «I territori – prosegue il Consigliere Democratico &#8211; attendevano da tempo uno strumento di programmazione che consentisse di uscire dalla disomogeneità territoriale e dall’incertezza sul futuro». Uno strumento necessario che dovrà portare il Piemonte a risultati migliori di quelli attuali, che sono al di sotto delle soglie indicate dall&#8217;Unione Europea, nonostante i risultati ottimali di alcuni territori, tra cui spiccano quelli della provincia e della città di Novara. Sulla base del testo prodotto dall&#8217;assessorato proprio il gruppo di lavoro ha sottoposto il piano ad un&#8217;attenta analisi. «Il risultato del lavoro – chiarisce Rossi – ha consentito di arrivare ad un testo che, tenendo conto delle osservazioni e recependo le direttive europee, introduce il tema dell&#8217;economia circolare e fissa degli obiettivi più ambiziosi rispetto alla riduzione e al riciclo dei rifiuti».<br />
Ogni ambito territoriale vasto dovrà raggiungere l’obiettivo di almeno il 65% di raccolta differenziata con una produzione procapite annuo di rifiuto non superiore ai 159 kg. Molto importante è anche l’obiettivo sul tasso di riciclo dei rifiuti che dovrà raggiungere almeno il 55%.<br />
Molto importante, da un punto di vista politico, l&#8217;ordine del giorno collegato al Piano rifiuti approvato. «Un documento – precisa Rossi &#8211; in cui si impegna la Regione a mettere in campo tutte le azioni necessarie a dare gambe al piano stesso: la revisione del sistema di governance per la raccolta dei rifiuti e per la gestione dell&#8217;impiantistica, la promozione della tariffa puntuale e del sistema di sanzioni e incentivi». Passaggi normativi fondamentali per mettere al più presto i territori nelle condizioni di pianificare le proprie scelte.</p>
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		<title>Gestione rifiuti: attenzione al caso Momo</title>
		<link>https://domenicorossi.eu/2016/03/21/gestione-rifiuti-attenzione-al-caso-momo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[beppe]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Mar 2016 15:24:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-1708" src="http://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2016/03/foto_mimmo-300x225.jpg" alt="foto_mimmo" width="300" height="225" srcset="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2016/03/foto_mimmo-300x225.jpg 300w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2016/03/foto_mimmo.jpg 640w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Lo scorso venerdì 18 marzo ho risposto alla sollecitazione degli abitanti di Momo e dei Comuni circostanti, che questa sera 21 alle si riuniranno proprio presso il municipio di Momo, per affrontare il tema del progetto per la realizzazione di un impianto per il recupero di rifiuti non pericolosi. Nel corso dell&#8217;incontro ho raccolto e condiviso le istanze e le preoccupazioni dei cittadini in merito ad una struttura che secondo il progetto dovrebbe essere collocata nelle immediate vicinanze del centro abitato e che, considerati i conferimenti di materiali previsti (circa 60.000 tonnellate all&#8217;anno), provocherebbe un&#8217;ulteriore pressione su una viabilità che già manifesta forti criticità rispetto al noto problema dei passaggi a livello. Al di là della legittima richiesta da parte della ditta varesina credo fortemente che la programmazione e la gestione dei rifiuti sul territorio debbano essere prerogativa del pubblico e non lasciati alla libera iniziativa del mercato così come previsto anche dalla recente legge regionale 23/2015 che prevede la costituzione di un ATO unico a livello regionale per la programmazione e la gestione dell&#8217;impiantistica relativa ai rifiuti. In questa direzione, inoltre, va anche il nuovo piano rifiuti regionale che sarà approvato dall&#8217;assemblea di Palazzo Lascaris nei prossimi giorni. Dopo circa 20 anni la Regione avrà un nuovo piano rifiuti che permetterà, quindi, insieme a quanto già previsto dalla legge 23/2015, agli organi preposti la valutazione degli impianti necessari alla gestione dei rifiuti in Piemonte e nel nostro territorio.</p>
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		<title>Piano rifiuti: l&#8217;obiettivo deve essere aumentare il riciclo</title>
		<link>https://domenicorossi.eu/2015/10/15/piano-rifiuti-lobiettivo-deve-essere-aumentare-il-riciclo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[beppe]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Oct 2015 14:57:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Regione Piemonte]]></category>
		<category><![CDATA[Barengo]]></category>
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					<description><![CDATA[Nella giornata odierna, in V commissione è continuata la discussione generale sul piano rifiuti adottato dalla Giunta Regionale a maggio di quest’anno. L’iter normativo prevede che esso venga discusso in commissione e poi votato in Consiglio regionale. Sono intervenuto per ribadire alcuni elementi che ritengo fondamentali. Prima di tutto occorre sottolineare l’importanza, dopo 20 anni, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2015/10/raccolta-differenziata-2.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-1314" src="http://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2015/10/raccolta-differenziata-2-300x236.jpg" alt="_raccolta-differenziata" width="300" height="236" /></a>Nella giornata odierna, in V commissione è continuata la discussione generale sul piano rifiuti adottato dalla Giunta Regionale a maggio di quest’anno. L’iter normativo prevede che esso venga discusso in commissione e poi votato in Consiglio regionale.</p>
<p>Sono intervenuto per ribadire alcuni elementi che ritengo fondamentali.</p>
<p>Prima di tutto occorre sottolineare l’importanza, dopo 20 anni, di arrivare finalmente ad avere un piano rifiuti. I territori ne hanno bisogno, perché solamente attraverso la programmazione e un attento monitoraggio della stessa possiamo uscire dalla disomogeneità territoriale e dall’incertezza sul futuro.</p>
<p>Nel merito di quanto contenuto nel piano risulta imprescindibile, a mio avviso, tenere conto della realtà di partenza, ma anche della necessità di superare l’attuale stato delle cose. Occorre aumentare l’obiettivo della percentuale di rifiuti riciclati, ma anche aumentare la qualità del riciclo. Questo sarà possibile se insieme agli obiettivi di riciclo il piano prevederà un sistema di incentivi e sanzioni sul tema della raccolta porta a porta e della tariffazione puntuale. Rispetto agli obiettivi, ho chiesto all’assessore che la percentuale del 65%, attualmente espressa solo sul livello regionale, venga aumentata e declinata nei singoli territori così che tutti debbano produrre un miglioramento. Se il 65%, infatti, potrebbe essere un obiettivo accettabile (anche se appena sufficiente) per il torinese e il cuneese che oggi riciclano circa il 50%, non può certamente esserlo per i territori più virtuosi come il novarese e il verbano-cusio-ossola. Gli obiettivi, inoltre, dovranno essere fissati come minimi, prevedendo “premi” per chi raggiunge risultati ancora migliori. Nel resto di Italia abbiamo esempi di realtà virtuose che ci dimostrano che è possibile raggiungere livelli altissimi di materiale riciclato, e, nella nostra stessa Regione, ci sono territori, come il novarese, a partire dalla città di Novara, che sono un modello virtuoso e devono fare da traino per i territori che, invece, sono a percentuali inaccettabili che si attestano sul 50%.</p>
<p><a href="http://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2015/10/riciclo-2.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-1316" src="http://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2015/10/riciclo-2-300x225.jpg" alt="_riciclo" width="300" height="225" /></a>Gli obiettivi minimi che il piano dovrà avere devono essere tali da rendere il Piemonte autosufficiente escludendo in maniera categorica il ricorso a discariche e a impianti di co-incenerimento. Così si metterà la parola fine alle discariche aperte sul nostro territorio, a partire da quella di Barengo, e al dibattito su nuovi impianti di incenerimento. Su questo punto l’assessore ha rassicurato la commissione chiarendo che in Piemonte non ci saranno nuovi impianti di incenerimento. Un inciso su Barengo: abbiamo letto sui giornali che già si paventano ipotesi di sopraelevazione o addirittura di ampliamento: mi sembra una fuga in avanti. Si esiga il trattamento dei rifiuti che finiscono in discarica e si spinga la differenziata  a livelli più alti.</p>
<p>Dovremo come regione mettere in campo occasioni formative che tolgano alibi sulla possibilità di poter fare o meno alcune cose, ma poi dovremo trovare il modo di sanzionare chi non fa bene il proprio lavoro.</p>
<p>C&#8217;è poi un&#8217;ultima cosa che mi preme sottolineare e che ritengo di primaria importanza e che afferisce alla governance. Non possiamo licenziare un piano rifiuti regionali senza una chiarificazione su chi fa che cosa nella gestione dei rifiuti urbani. Sappiamo tutti che la legge 7/2012 è ferma sulla carta e che attendeva gli sviluppi dei nuovi assetti territoriali per procedere. oggi, non appena sarà approvata la legge sul riordino delle province, appena approdata in consiglio, noi dovremo sciogliere questo nodo. Un piano rifiuti senza una chiara governance è inutile, rischierebbe di rimanere sulla carta.</p>
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		<title>Al via la discussione sul Piano Rifiuti della Regione: dobbiamo fare meglio!</title>
		<link>https://domenicorossi.eu/2015/08/04/al-via-la-discussione-sul-piano-rifiuti-della-regione-dobbiamo-fare-meglio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[beppe]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Aug 2015 14:07:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Regione Piemonte]]></category>
		<category><![CDATA[Domenico Rossi]]></category>
		<category><![CDATA[Piano Rifiuti]]></category>
		<category><![CDATA[Rifiuti]]></category>
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					<description><![CDATA[Nelle scorse settimane è partita la discussione sulla bozza di Piano Rifiuti della Regione Piemonte che annunciammo già nell’incontro di Dicembre scorso presso l’albergo Italia. Un passo importante per una programmazione attesa in Regione da circa vent&#8217;anni, considerato che il piano preesistente risale al 1997. Un passo, però, ancora un po’ troppo “incerto”: la bozza [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.rossidomenico.it/wp-content/uploads/2015/08/Rifiuti.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-1230" src="http://www.rossidomenico.it/wp-content/uploads/2015/08/Rifiuti-300x129.jpg" alt="_Rifiuti" width="300" height="129" /></a>Nelle scorse settimane è partita la discussione sulla bozza di Piano Rifiuti della Regione Piemonte che annunciammo già nell’incontro di Dicembre scorso presso l’albergo Italia. Un passo importante per una programmazione attesa in Regione da circa vent&#8217;anni, considerato che il piano preesistente risale al 1997. Un passo, però, ancora un po’ troppo “incerto”: la bozza in discussione prevede di raggiungere gli obiettivi del 65% di raccolta differenziata, e del 50% di riciclaggio stabiliti nel Piano, limitando a non più di 670mila tonnellate i rifiuti urbani indifferenziati che a livello regionale dovranno essere gestiti nel 2020.</p>
<p>Numeri certamente in linea con i target individuati dalla normativa nazionale ed europea, ma che per il Piemonte sono stati ampiamente raggiunti e superati da alcune realtà di eccellenza come il Novarese che si assesta su percentuali medie di differenziata ben più alte con il capoluogo, Novara, stabilmente al 72%.</p>
<p>Ecco perché in sede di discussione del Piano intendo lavorare, sicuro della condivisione di altri colleghi consiglieri del Partito Democratico, affinché l&#8217;asticella si alzi e si arrivi a licenziare un piano coraggioso e in linea con le necessità ambientali odierne. Ritengo controproducente fissare dei traguardi che non rappresentino come minimo l&#8217;eccellenza regionale. Per questo ritengo che il punto di riferimento normativo debbano essere come minimo quelli che con continuità stanno conseguendo da molti anni le eccellenze del territorio, a partire dal novarese. Non solo, proprio da tali realtà, è possibile attingere modelli e procedure che consentano di ottimizzare le performance complessive raggiungibili con le tecnologie attuali, ancor prima di valutare con attenzione miglioramenti e innovazioni. Devono essere i territori più virtuosi a rappresentare l’obiettivo per chi in questi anni è rimasto troppo e (colpevolmente) indietro.</p>
<p>C’è poi, credo, tanto spazio di miglioramento anche per i più virtuosi. In questo senso la V commissione, su proposta del M5s e con l’appoggio di tutte le forze politiche presenti, ha richiesto l’audizione del consorzio Primula gestito da Contarina SPA che opera in provincia di Treviso e che ha inserito, come obiettivo l 2020 il 96% di raccolta differenziata. L’audizione si terrà a settembre: mi auguro emergeranno elementi utili a migliorare la bozza di piano rifiuti in discussione nella nostra Regione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>P.S.: leggo su la stampa di oggi che l’ing. Tomei del CARP rivendichi l’audizione del consorzio Primula, dichiarando “Fortunatamente siamo riusciti a fare accettare la proposta di un&#8217; audizione di Contarina &#8211; Priula per il prossimo 10 settembre in Regione a Torino. Speriamo bene per la salute e il portafoglio di tutti i piemontesi!”. O l’ing. Tomei fa parte del Movimento 5 stelle oppure ignora che al momento della sua proposta di audizione questa era già stata fissata grazie alla richiesta dei consiglieri stessi”.</em></p>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
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