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	<title>partito democratico &#8211; Domenico Rossi</title>
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	<description>Il futuro è nelle nostre mani</description>
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	<title>partito democratico &#8211; Domenico Rossi</title>
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		<title>Linea Arona-Santhià: Gabusi smentisce Gusmeroli. Nessuno studio pronto.</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Jul 2025 14:00:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicato stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Domenico Rossi]]></category>
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					<description><![CDATA[“Oggi abbiamo smascherato l’ennesima fake news della destra”. Lo dichiara Domenico Rossi riferendo della risposta all’interrogazione della consigliera Vittoria Nallo, che rispecchia un analogo quesito presentato dal consigliere Dem in data 13 giugno 2025, sulla riapertura della linea ferroviaria Arona-Santhià. “Pochi mesi fa, a Novembre del 2024, il deputato e sindaco di Arona Alberto Gusmeroli, [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">“Oggi abbiamo smascherato l’ennesima fake news della destra”. Lo dichiara Domenico Rossi riferendo della risposta all’interrogazione della consigliera Vittoria Nallo, che rispecchia un analogo quesito presentato dal consigliere Dem in data 13 giugno 2025, sulla riapertura della linea ferroviaria Arona-Santhià.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Pochi mesi fa, a Novembre del 2024, il deputato e sindaco di Arona Alberto Gusmeroli, annunciava uno studio di fattibilità per la riapertura della Arona Santiago da realizzarsi entro giugno 2025. Ma oggi l’assessore regionale Gabusi ha messo nero su bianco,&nbsp; che RFI starebbe ancora elaborando un documento con delle alternative progettuali (il cosiddetto DOCFAP) che dovrebbe &#8211; in condizionale è d’obbligo &#8211; arrivare entro fine anno” precisa il consigliere novarese.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Assistiamo al solito annuncio vuoto, mentre la linea è ancora dismessa con buona pace dei pendolari e del nostro territorio” incalza Rossi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Non solo, Gabusi ha precisato che il DOCFAP terrà conto di tutte le variabili al fine di consentire ulteriori valutazioni in termini economici e temporali per valutare l’opportunità o meno di procedere alla riapertura” sottolinea Rossi richiamando la risposta dell’assessore. “Insomma, non c’è ancora alcuna certezza e la strada è ancora lunga. Sarebbe necessario un atteggiamento responsabile e costruttivo da parte delle forze politiche di governo nel tentativo di raggiungere un risultato certamente importante per il territorio” aggiunge il consigliere Dem.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Ricollegare Santhià e Arona, infatti, avrebbe una significativa ricaduta sulla qualità della vita dei pendolari e permetterebbe non solo treni diretti da Torino a Domodossola, ma anche collegamenti ferroviari tra Torino e la Svizzera senza necessità di cambio a Milano favorendo notevolmente il turismo in regione” spiega Rossi.&nbsp;</p>
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		<title>Interrompere l’isolamento nei confronti del testimone di giustizia Pino Masciari. Va garantita piena sicurezza a lui e alla sua famiglia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Nov 2024 09:23:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Antimafia]]></category>
		<category><![CDATA[Domenico Rossi]]></category>
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					<description><![CDATA[“Se un testimone di giustizia del valore di Pino Masciari arriva a descrivere la sua condizione e quella della sua famiglia con parole che parlano di svilimento, isolamento e paura siamo di fronte a un fallimento delle istituzioni a cui porre rimedio con urgenza. Chi denuncia coraggiosamente e si affida allo Stato ha diritto alla [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">“Se un testimone di giustizia del valore di Pino Masciari arriva a descrivere la sua condizione e quella della sua famiglia con parole che parlano di svilimento, isolamento e paura siamo di fronte a un fallimento delle istituzioni a cui porre rimedio con urgenza. Chi denuncia coraggiosamente e si affida allo Stato ha diritto alla piena sicurezza in percorsi caratterizzati dalla massima cura e umanizzazione. I testimoni di giustizia sono costruttori di democrazia e testimonianza esemplare per la lotta alle mafie”. Lo afferma Domenico Rossi, Presidente della Commissione permanente per la promozione della cultura della legalità e contrasto ai fenomeni mafiosi del Consiglio Regionale del Piemonte, dopo l’audizione odierna dedicata al testimone di giustizia Pino Masciari.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Pino ha avuto la forza e il coraggio di denunciare le maggiori famiglie di ‘ndrangheta. Dalle sue denunce sono scaturite condanne importanti per i vertici dell’organizzazione e di persone colluse all’interno delle istituzioni. Una scelta che risale a trent’anni fa ma si ripercuote ancora oggi sulla sua vita e quella dei suoi cari” spiega Rossi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Durante l’audizione è emerso che ci sono condizioni di pericolo attuali per Pino Masciari e la sua famiglia. Lo testimoniano le parole del collaboratore di giustizia Andrea Mantella, quanto emerso dalla recente inchiesta Factotum e la costituzione come parte civile di Pino Masciari in diversi processi nei confronti della ‘Ndrangheta” sottolinea il Presidente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Abbiamo ascoltato con preoccupazione la denuncia di Pino Masciari sul silenzio delle istituzioni da cui non riceve risposte e sulle modifiche subite dal suo sistema di tutela. La risposta dello Stato a Pino Masciari non riguarda solo il singolo caso, ma rappresenta un messaggio per tutti coloro che si trovano nella condizione di poter denunciare e troppo spesso non lo fanno. Anche per questo e al fine di interrompere l’isolamento e garantire la piena sicurezza, presenteremo un Ordine del Giorno a sostegno di Pino Masciari e di tutti i testimoni di giustizia. Chiederemo ai presidenti Nicco e Cirio di dare voce alle preoccupazioni della commissione in tutte le sedi preposte” conclude Rossi.</p>
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		<title>Rossi (Pd): Il Piemonte si doti di una nuova rete ospedaliera con un uso efficiente delle risorse pubbliche</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Sep 2024 09:31:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sanità]]></category>
		<category><![CDATA[Domenico Rossi]]></category>
		<category><![CDATA[Novara]]></category>
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					<description><![CDATA[&#8220;Nel mese di luglio avevo richiesto un’audizione del Direttore Generale dell’Ospedale di Novara in Commissione Salute per fare il punto sull’iter della Città della Salute dopo l’ennesimo spostamento della data di chiusura della gara in corso. Alla base della richiesta c’erano due preoccupazioni: quella per la buona riuscita di un’opera di cui il territorio ha [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Nel mese di luglio avevo richiesto un’audizione del Direttore Generale dell’Ospedale di Novara in Commissione Salute per fare il punto sull’iter della Città della Salute dopo l’ennesimo spostamento della data di chiusura della gara in corso. Alla base della richiesta c’erano due preoccupazioni: quella per la buona riuscita di un’opera di cui il territorio ha bisogno e su cui la Giunta Cirio ha inanellato un fallimento dopo l’altro, così come per le nuove strutture ospedaliere programmate negli altri territori, e quella relativa al buon uso delle risorse pubbliche. Come mai, nonostante le tante risorse spese in consulenze, ogni volta c’è la necessità di rivedere il bando?”</p>



<p class="wp-block-paragraph">“L’audizione è servita per mettere in chiaro alcuni elementi. Il primo: se anche questa gara dovesse andare deserta il processo si arresterebbe e si dovrebbe ripartire da capo con le regole del nuovo codice dei contratti. E’ stata l’occasione, inoltre, per fare chiarezza sul fatto che l’ultimo rinvio si è reso necessario dopo le richieste dell’associazione nazionale dei progettisti e di ANAC oltre a richiamare alcuni aspetti tecnici: dimensioni del progetto (179.000 metri quadrati), numero di posti letto e costi reali, che prevedono un canone fisso di 32 milioni di euro all’anno e uno di 8 milioni per servizi e manutenzione da corrispondere per 25 anni”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Proprio sulla spesa complessiva, molto distante dai 320 milioni iniziali, resta una preoccupazione, anche alla luce di quanto sta avvenendo in altri territori. Come mai, ad esempio, se gli advisor hanno ritenuto insostenibile il PPP per il nuovo ospedale di Cuneo, quello di Novara, anche se più costoso, non avrebbe lo stesso problema?” “Tutti vogliamo che il Piemonte si doti di una nuova rete ospedaliera e che la destra riesca a costruire almeno un ospedale nell’arco di due legislature &#8211; speriamo sia Novara! &#8211; ma questo non può prescindere da un uso efficiente delle risorse pubbliche. Credo che la Giunta debba mettere in campo una revisione seria di tutti i costi dei tanti progetti, per ora sulla carta, e, sulla base di un modello condiviso, effettuare le doverose comparazioni e verifiche. Inutile, invece, buttare la palla di nuovo nella tribuna dell’INAIL. Non può essere la panacea di tutti i problemi: è un film che abbiamo già visto 5 anni fa. Ma in questi anni di ospedali costruiti con le risorse INAIL non se ne sono visti”.</p>
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		<title>Al via i lavori della Commissione Legalità: lavoreremo per un Piemonte in prima fila nella lotta alle mafie.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Sep 2024 08:16:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il primo atto un sopralluogo al Castello di Miasino Esprimo soddisfazione per la discussione che si è svolta questa mattina all’interno della prima seduta della Commissione Legalità del Consiglio Regionale. Prendo atto di una disponibilità a lavorare seriamente su diversi fronti: all’interno delle prerogative assegnate alla commissione faremo la nostra parte, in sinergia con tutte [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>Il primo atto un sopralluogo al Castello di Miasino</em></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Esprimo soddisfazione per la discussione che si è svolta questa mattina all’interno della prima seduta della <strong>Commissione Legalità del Consiglio Regionale</strong>. Prendo atto di una disponibilità a lavorare seriamente su diversi fronti: all’interno delle prerogative assegnate alla commissione faremo la nostra parte, in sinergia con tutte le istituzioni e le organizzazioni che promuovono la legalità democratica, per costruire <strong>un Piemonte libero dalle mafie</strong>, ben consapevoli della gravità della situazione come rimarcato sia dal Procuratore Generale Lucia Musti sia dal Procuratore Capo Giovanni Bombardieri.  E’ vero che la nostra regione è caratterizzata da un forte radicamento della ‘Ndrangheta, ma è anche vero che ha un’importante storia di antimafia. Penso a figure come Carlo Alberto Dalla Chiesa, Mauro Rostagno, Bruno Caccia, Giancarlo Caselli, don Luigi Ciotti, all’esperienza di Libera e all’impulso dell’Università. Occorre<strong> fare sistema e rafforzare gli anticorpi</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Serve maggiore consapevolezza su quanto accaduto in questi decenni in Piemonte, ma anche creare contesti in cui questa consapevolezza si diffonda. Lavoreremo su diversi ambiti: storia e dinamica del radicamento mafioso in Piemonte, caporalato, ciclo del contratto pubblico, usura e sovraindebitamento. Sono, inoltre, soddisfatto perché è già emersa la disponibilità di maggioranza e opposizione a lavorare su una legge di <strong>regolamentazione di rapporto con le lobby</strong>. Su questo tema ho presentato una proposta di legge già nella scorsa legislatura, già richiamata in quella attuale. Mi auguro possa contribuire alla discussione e al raggiungimento dell’obiettivo. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Sul tema dei <strong>beni confiscati </strong>intendiamo lanciare un segnale forte organizzando, come primo atto, un sopralluogo al <strong>Castello di Miasino</strong>: un bene acquisito dalla Regione che da troppo tempo attende di essere restituito alla collettività.</p>
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		<title>Autonomia differenziata: il mio intervento in aula</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Sep 2024 06:30:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interventi in aula]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[Gentile Presidente, oggi discutiamo di un tema fondamentale per i piemontesi e tutti gli italiani. Come gruppo PD abbiamo presentato una richiesta di indizione di referendum popolare per deliberare, ai sensi dell’articolo 75 della Costituzione, l’abrogazione della legge 86/2024 recante “Disposizioni per l’attuazione dell’autonomia differenziata…”. Lo facciamo dopo che i consigli regionali di Campania, Emilia [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Gentile Presidente,</p>



<p class="wp-block-paragraph">oggi discutiamo di un tema fondamentale per i piemontesi e tutti gli italiani. Come gruppo PD abbiamo presentato una richiesta di indizione di referendum popolare per deliberare, ai sensi dell’articolo 75 della Costituzione, l’abrogazione della legge 86/2024 recante “Disposizioni per l’attuazione dell’autonomia differenziata…”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo facciamo dopo che i consigli regionali di Campania, Emilia Romagna, Toscana, Sardegna e Puglia hanno già approvato tale richiesta e contestualmente a quella di centinaia di migliaia di cittadine e cittadini che, in tutta Italia, stanno raccogliendo le firme per chiedere la stessa cosa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Prendiamo atto, purtroppo, che il presidente Cirio non è presente in aula. Ha sempre qualcosa di più importante da fare che confrontarsi con il Consiglio Regionale. Ma anche questo, come dirò dopo, ha a che vedere con il tema che discutiamo oggi. Perché vogliamo che questa legge, di recente approvazione, venga abrogata? Per una serie di ragioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La prima è una ragione che definirei <strong>sostanziale</strong>. Questa legge stravolge il tema dell’autonomia, così come concepito con la riforma del titolo V, sottraendolo allo spirito della Costituzione. Nell’impostazione della Lega l’autonomia non è facoltà di consentire puntuali e circoscritte funzioni particolari, ma strumento per attribuire ad alcune regioni competenze generali su materie strategiche, che finirebbero per scardinare la necessaria unitarietà delle politiche pubbliche del Paese. Con l’obiettivo, nemmeno tanto nascosto, di trattenere nei territori economicamente più forti, la maggior parte delle risorse finanziarie, senza preoccuparsi in nessun modo di garantire il corretto funzionamento dello Stato nelle aree più svantaggiate. In poche parole stiamo parlando di una <strong>legge che promuove la crescita di diseguaglianze e rompe il filo di solidarietà tra territori. Chi sta bene starà meglio e gli altri si arrangino. Un ragionamento tipico della destra in Italia che mentre professa la triade cara ai fascisti Dio, Patria, Famiglia, attacca la CEI e smantella l’assegno unico e vorrebbe spaccare il paese. , secondo un mood che è caro alla destra.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Ora mentre comprendiamo le ragioni politiche della Lega, che cerca di recuperare un po’ di elettorato al Nord riesumando vecchie battaglie politiche, ci sembra strano che chi ha fatto dell’unità della Patria uno dei propri cavalli di battaglia politici oggi si presti a sostenere un provvedimento di questo tipo che rompe l’unità della nazione. Ma questo mi permette di introdurre la <strong>seconda ragione</strong> della nostra contrarietà.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa legge non nasce con il fine di migliorare le condizioni di vita dei cittadini italiani o di mettere le regioni nelle condizioni di lavorare meglio. Nasce come uno scambio tutto interno alla maggioranza di governo: l’autonomia alla Lega, il premierato a FDI e la riforma della giustizia a Forza Italia. <strong>Ciascuno parla al suo elettorato in assenza di un vero progetto comune sul paese</strong>. Non c’è volontà di riformare il paese cercando di renderlo più competitivo nell’attuale contesto socio-economico, ma solo di consolidare ciascuno i propri elettorati, di aumentare il proprio consenso in una costante campagna elettorale che nulla ha a che vedere con il buon Governo del Paese. Ma così si rischia di indebolire tutto il sistema. Non ci basta l’insegnamento che ci arriva dalla sanità pubblica? Davvero pensate che il sistema Italia, la Nazione!, diventerà più competitiva con 20 sistemi regionali sanitari, 15 sistemi di gestione dell’energia autonomi, 20 sistemi di previdenza complementare? Sarà solo un grande caos antistorico e a pagarne le conseguenze saranno i cittadini.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La terza ragione, Presidente, è legata alle modalità con cui è stata approvata la legge. Si è voluto fare in fretta, con forzature, e senza ascolto. Non solo delle forze politiche di opposizione, ma anche delle voci di dissenso in conferenza Stato-Regioni, incluse le richieste da parte di Presidenti di Regione di centro-destra che hanno più volte chiesto di migliorare il provvedimento in discussione in aula, nell’assoluta mancanza di ascolto da parte del centro-destra nazionale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E’ una legge, Presidente, che sottrae sovranità al Parlamento e agli organi legislativi, conferendo ai soli esecutivi statale e regionali la definizione delle funzioni sottratte alla titolarità statale. Lo chiedo a voi colleghe e colleghi: a voi va bene essere esautorati da un compito tanto delicato e strategico per i piemontesi? Davvero ritenete che questo Consiglio non sia il luogo in cui discutere e assumere le decisioni fondamentali per il Piemonte? Dobbiamo, al contrario, ridare centralità al Parlamento e alle assemblee legislative.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Introduce una arbitraria e ingiustificata distinzione tra materie LEP e materie “non LEP” creando un coacervo giuridico impossibile da gestire. Da un lato materie su cui applicare la spesa storica e dall’altro materie a cui provvedere con le risorse disponibili nella legge di bilancio. Ma stiamo scherzando? Significa sancire l’impossibilità del finanziamento delle funzioni. <strong>Dal nostro punto di vista la definizione e il finanziamento dei LEP sono preliminari a qualsiasi devoluzione.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Anticipo un’obiezione che sono certo arriverà, perché il presidente Cirio, ma non solo, l’hanno già tirata fuori, non sempre in maniera elegante. Caro Presidente Cirio, mi spiace lei non sia presente, ma qui non si tratta di cambiare idea &#8211; cito &#8211;&nbsp; “a seconda di dove si poggia il sedere”. Principio in realtà nemmeno deprecabile, anche se lei l’ha usato in tal senso, ma che sancisce una cosa ovvia: la realtà si interpreta e cambia a seconda del punto di vista dell’osservatore. Ma non è questo il caso. Tirare fuori l’obiezione secondo cui è stato il centro-sinistra a volere modificare la Costituzione è privo di significato per delle ragioni semplicissime. Le prime di natura storica. Quella riforma è figlia di un dibattito che si è sviluppato negli anni ’90, in risposta alle istanze di maggiore autonomia soprattutto delle Regioni del Nord, in un momento in cuini cui nasceva e cresceva la Lega Nord di Umberto Bossi e si parlava di federalismo, quando non si secessione. La rielaborazione in sede politica e istituzionale di quelle istanze portò a una modifica della Costituzione. All’epoca aveva un senso. All’epoca… Arrivare a una legge ordinaria 23 anni dopo, facendo finta che in mezzo non sia successo nulla è folle da un punto di vista politico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Giusto per citare alcuni esempi: nel 2001 non esistevano facebook, IG, Twitter, Whatsapp, eravamo nel pieno della “fine della Storia” con un&#8217;unica grande superpotenza e l’esplosione della globalizzazione. In Russia da due anni c’era già Putin (è al potere solo da 25 anni).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nell’anno in cui approviamo la riforma del titolo V comincia a cambiare il mondo: con l’attentato alle torri Gemelle. Poi arriverà la crisi del 2008, poi il covid, la rivoluzione digitale, l’intelligenza artificiale, le guerre. La crisi del capitalismo e delle democrazie liberali. Possiamo dire senza paura di essere smentiti che parliamo di una riforma di un’altra epoca storica e che ora viviamo in un mondo completamente trasformato, nel quale è cambiato il ruolo dell’Italia, dell’Europa e in cui anche i territori devono giocare un ruolo differente. Pensare di affrontare le sfide odierne con un impianto costituzionale partorito negli anni ’90 è antistorico e non serve all’Italia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ora al di là del fatto che questa legge della Lega snatura il regionalismo cooperativo e solidale che aveva in mente il centro-sinistra, la verità è che non solo non sarebbe un problema mettere in discussione la riforma del titolo V, ma forse oggi sarebbe doveroso farlo, perché per garantire il rispetto dei diritti civili e sociali dei nostri cittadini dobbiamo prima di tutto capire che lo schema di gioco è cambiato. Che la competizione non è tra regioni italiane, ma con regioni europee, ma soprattutto che se vogliamo dare un futuro alla democrazia liberale, per come l’abbiamo conosciuta, occorre non dividere, ma unirsi, costruire la Repubblica d’Europa e provare a essere competitivi nei confronti di altri sistemi economici e politici che mettono in crisi e in discussione i valori più profondi delle nostre democrazie. Il campo di gioco è cambiato, si è ampliato molto, e divisi non saremo nelle condizioni nemmeno di partecipare alla partita.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Concludo, presidente: siamo di fronte a una legge antistorica, che produce diseguaglianza e non aiuta l’Italia a essere competitiva nel nuovo assetto internazionale. Per questo chiediamo che venga abrogata: lo facciamo qui e lo faremo nel paese, insieme alle cittadine e ai cittadini che vogliono un’Italia unita, competitiva, capace di guardare avanti e non indietro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Grazie.</p>
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		<title>Rossi: «Un nuovo corso per la Commissione Legalità»</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Sep 2024 17:07:21 +0000</pubDate>
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<p class="wp-block-paragraph">«Le parole del nuovo procuratore generale Lucia Musti, così come quelle del suo predecessore, Francesco Saluzzo sono un monito per ciascuno di noi. La lotta alle mafie non deve essere delegata a magistratura e forze dell’ordine. Si tratta di un insegnamento che dovrebbe essere oramai acquisito, ma che ancora non trova piena applicazione nella realtà» la dichiarazione del nuovo <strong>Presidente della Commissione Legalità del Consiglio Regionale Domenico Rossi (PD) </strong>che aggiunge «tutti i settori della società, e in primis le istituzioni, devono farsi carico della soluzione al problema della mafie, che passa non solo dalla repressione, ma dalla costruzione di una società guidata dallo spirito della Costituzione: i diritti al posto dei favori, la giustizia al posto della prepotenza. Tutti devono fare la propria parte prima di tutto per evitare che il problema venga sottovalutato o delegato e poi per far crescere cultura e pratiche di legalità democratica in tutti i settori».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Rossi ricorda come «in Piemonte, come emerso anche ieri, c’è mafia, ma anche una forte tradizione antimafia: penso a figure come Carlo Alberto Dalla Chiesa, Mauro Rostagno, Bruno Caccia, Giancarlo Caselli, don Luigi Ciotti, all’esperienza di Libera e all’impulso dell’Università. Occorre fare sistema e rafforzare gli anticorpi» e rilancia «la Regione può aumentare il suo impegno e cercherò, come presidente della Commissione Legalità, di aiutare l’istituzione in questo senso. Serve maggiore consapevolezza su quanto accaduto in questi decenni in Piemonte, ma anche creare contesti in cui questa consapevolezza si diffonda. Penso alla collaborazione tra Regione Piemonte e Avviso Pubblico, ad esempio, che potrebbe generare momenti di formazione per gli amministratori e dipendenti della pubblica amministrazione. Così come credo la commissione potrà essere di aiuto per affrontare temi complessi come quelli del caporalato o della situazione delle carceri. Credo sia importante che dal nostro lavoro emergano indirizzi e proposte per la Giunta per rendere la nostra azione il più incisiva possibile. Ascolto, analisi e proposte: questo sarà il nostro metodo di lavoro.<br>Sono certo che non mancherà la collaborazione del Presidente Cirio e di tutte le forze politiche per un lavoro necessario e utile per i nostri cittadini».</p>
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		<title>Da anni denuncio in regione l’emergenza medici di base e avanzo proposte</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Aug 2024 16:07:20 +0000</pubDate>
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<p class="wp-block-paragraph">La reazione del sindaco Gusmeroli a un semplice post sui social tradisce un certo imbarazzo da parte sua. Sul resto il copione, molto caro alla destra, è sempre lo stesso: da un lato prova a scaricare le responsabilità delle situazioni negative sugli avversari politici e dall’altro si intesta le ipotetiche soluzioni dimenticandosi di dire come mai non ci ha pensato prima.<br>La situazione della sanità pubblica è sotto gli occhi di tutti da anni e lui non può comportarsi come una persona che si affaccia da poco all’attività istituzionale, dimenticando che è stato un protagonista della vita politica degli ultimi decenni sul territorio (amministra Arona dal 2010) oltre a essere in parlamento dal 2018. Le sue proposte di soluzioni sarebbero “accettabili” se fosse al suo primo mandato, ma considerata la sua storia politica è un po’ poco. Dov’era in questi anni? Non si è accorto che la sanità pubblica veniva smantellata anno dopo anno? Lui che cosa ha fatto da sindaco e da parlamentare mentre tutto questo avveniva? Ora a pagare le conseguenze di queste scelte sono i cittadini aronesi, ma prima di loro molti altri in Piemonte. Il sindaco di Arona non può recitare la parte di chi è appena arrivato o è all’opposizione. Governare significa assumersi anche parte delle responsabilità.<br>Per quanto riguarda le proposte noi in questi anni ne abbiamo fatte tante, nel silenzio assordante della destra che ha preferito ignorarle, mentre Giorgetti, che Gusmeroli conosce bene, addirittura profetizzava il superamento della figura del medico di base.<br>La proposta principale, madre di tutte le altre riguarda il finanziamento del sistema sanitario nazionale. Il PD propone di fissarlo almeno al 7,5% del PIL. La destra prima ha bloccato l’iter della nostra proposta di legge in parlamento, anche se poi lo stesso ministro Schillaci, nei giorni scorsi, ha parlato di arrivare almeno al 7%. Il parlamentare Gusmeroli ascolterà le richieste del sindaco di Arona? In Parlamento sosterrà le nostre proposte? O continuerà a parlare di flat tax costruendo così scenari in cui mancheranno le risorse per i servizi pubblici?<br>Passiamo alle altre proposte. In questi anni, mentre Gusmeroli evidentemente guardava altrove, abbiamo più volte denunciato la situazione che si stava verificando e abbiamo proposto alla Regione di intervenire con un piano straordinario come si fa con le emergenze, ma la risposta della Lega al governo della regione è stata sempre la stessa: il nulla. Abbiamo, in ogni sede di discussione di bilancio regionale, proposto emendamenti per aumentare le borse di studio regionali, ma la risposta è stata sempre negativa. Sarà diverso la prossima volta? Vedremo il comportamento della Lega in regione. Intanto ricordiamo all’onorevole Gusmeroli che se nei prossimi anni arriverà una risposta al problema dell’imbuto formativo (troppe poche borse di studio rispetto ai fabbisogni) è grazie alle scelte del ministro Speranza che decise di aumentare le borse di studio, incluse quelle per la medicina generale.<br>In attesa di una proposta di riforma del sistema attuale, la cui responsabilità è in capo al Governo, occorre fare di tutto per rendere attrattivi i nostri territori per i professionisti. Che cosa stanno facendo Regione e comune di Arona in tal senso?<br>Concordo sulla necessità di investire sulla figura dell’infermiere di comunità. Lo abbiamo chiesto con forza in questi 5 anni. Bisogna, però, mettere le ASL nella condizione di fare i concorsi e assumere tutto il personale necessario all’interno di una riforma della medicina territoriale che tenga conto di quanto previsto dal PNRR e al DM 71.<br>Portare a 1800 pazienti non solo abbassa la qualità del servizio offerto, ma non risolve il problema di 3000 cittadini aronesi. Per i medici volontari in pensione, invece, serve un intervento legislativo, che Gusmeroli da parlamentare di maggioranza potrebbe intestarsi: sono anni che ce ne occupiamo anche a partire dall’encomiabile esperienza dell’AUSER a Borgomanero. Senza tale intervento non è possibile per loro sostituirsi alle funzioni dei medici di medicina generale. Ma questi sono “dettagli” che una persona che fa il sindaco dal 2010 e il parlamentare da 6 anni dovrebbe già sapere.</p>
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		<title>Gioco d&#8217;Azzardo Patologico: l&#8217;impegno del PD in Piemonte</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Feb 2024 14:35:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Antimafia]]></category>
		<category><![CDATA[Sanità]]></category>
		<category><![CDATA[Segreteria Regionale]]></category>
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		<category><![CDATA[gap]]></category>
		<category><![CDATA[gioco azzardo patologico]]></category>
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					<description><![CDATA[La battaglia a difesa della legge regionale 9/2016 ‘Norme per la prevenzione e il contrasto alla diffusione del gioco d’azzardo patologico’ è stata una delle più dure di questa Legislatura. Una norma che ha prodotto effetti molto positivi per i cittadini come confermano tutti gli indicatori raccolti nei report diffusi dall’entrata in vigore nel 2016. [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">La battaglia a difesa della legge regionale 9/2016 ‘<em>Norme per la prevenzione e il contrasto alla diffusione del gioco d’azzardo patologico</em>’ è stata una delle più dure di questa Legislatura. Una norma che ha prodotto effetti molto positivi per i cittadini come confermano tutti gli indicatori raccolti nei report diffusi dall’entrata in vigore nel 2016. Ciononostante <strong>il centrodestra ha sostituito la norma senza alcuna mediazione e con una posizione completamente appiattita sulle richieste delle lobby dell’azzardo</strong>. È emersa una differenza sostanziale: da una parte chi crede che il profitto venga prima di ogni altra cosa e dall’altra chi, come il PD, ha cercato di tutelare la salute dei cittadini e l’interesse pubblico. Il <strong>Partito Democratico del Piemonte continuerà ad impegnarsi</strong> perché ci siano norme che regolino il fenomeno e mettano un argine al fenomeno. Il Gioco d’Azzardo Patologico <strong>è prima di tutto un problema di salute</strong> (inserito nei LEA), ma <strong>crea problemi di natura sociale ed economica soprattutto tra le fasce più fragili</strong> della popolazione.</p>

<p class="wp-block-paragraph">Leggi qui il <a href="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2024/02/Reportcompleto_finale_compressed.pdf" target="_blank" rel="noopener"><strong>report completo</strong></a></p>
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		<title>Posizioni inaccettabili della destra sulla violenza di genere</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Nov 2023 20:43:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interventi in aula]]></category>
		<category><![CDATA[Domenico Rossi]]></category>
		<category><![CDATA[partito democratico]]></category>
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<p class="wp-block-paragraph">Negare che esistano forme di patriarcato fortemente radicate anche nella nostra cultura e nella nostra società è parte del problema che dobbiamo affrontare: è alla radice di quel problema.<br>La discussione che oggi pomeriggio c’è stata in Consiglio regionale sul tema del contrasto alla violenza di genere è stata davvero rivelatrice, ma in negativo, purtroppo. Nei prossimi giorni cercherò di decodificare meglio i contenuti emersi e gli stati d’animo che mi hanno generato, ma una cosa è certa: al netto delle buone intenzioni dei colleghi e delle colleghe di maggioranza, le parole usate per discutere dell’argomento non solo sono inadeguate, ma svelano anche una parte del problema.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ci tornerò, ma intanto gli interventi sono pubblici, così come i documenti che abbiamo presentato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Qui i documenti:<br>&#8211;ODG Preioni <a href="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2023/11/ODG-1720-preioni.pdf">https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2023/11/ODG-1720-preioni.pdf</a><br>&#8211;ODG Rossi <a href="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2023/11/ODG-1728-rossi.pdf">https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2023/11/ODG-1728-rossi.pdf</a><br><br>Qui gli interventi (dal minuto 7:43:27): <a href="https://www.youtube.com/watch?v=xgtFbHYc5Z0&amp;t=27806s">https://www.youtube.com/watch?v=xgtFbHYc5Z0&amp;t=27806s</a></p>
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		<title>Ancora un rinvio per la Città della Salute di Novara: ora basta minimizzare. Cirio e Icardi spieghino l’ennesimo fallimento</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Nov 2023 10:31:06 +0000</pubDate>
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<p class="wp-block-paragraph">Ancora un rinvio. Lo spostamento dei termini del bando per la realizzazione della Città della salute di Novara è un fatto grave che palesa una situazione critica mettendo a rischio un’opera fondamentale per tutto il quadrante nord orientale del Piemonte. A maggior ragione considerando che, di fatto, la deroga è a data da destinarsi: si prevede, infatti, un periodo di confronto con i gruppi interessati fino al 31 dicembre, e poi? Quanto tempo avranno i soggetti interessati per presentare le loro offerte? Perché non è possibile determinare una scadenza definitiva?</p>



<p class="wp-block-paragraph">I tentativi dei mesi scorsi di minimizzare i tanti problemi che hanno caratterizzato l’iter burocratico unito alla sottovalutazione degli stessi ci ha portati a questo punto. Ora non bastano più le generiche rassicurazioni dell’assessore o rimandi a tecnicismi giuridici. E’ il momento di dare spiegazioni chiare e puntuali sui quali siano i problemi legati al bando: sono di natura economica? Il progetto non è appetibile? Perché persistono difficoltà nonostante un nuovo piano finanziario che ha previsto un aumento di risorse pari a 100 milioni di euro? Sulla base di quali elementi questa può essere considerata l’ultima rinvio? I cittadini novaresi hanno il diritto di sapere se ci sono stati errori nella predisposizione del nuovo piano economico-finanziario o se ci sono questioni di altra natura.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sono domande a cui il Presidente Cirio, l’assessore Icardi e la stazione appaltante devono dare delle risposte puntuali e immediate. Per questo chiederò la convocazione di una Commissione Sanità urgente su questo tema… di tempo ne abbiamo già perso troppo grazie alla gestione inconcludente di questa giunta regionale.&nbsp;</p>
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