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	<title>ospedali &#8211; Domenico Rossi</title>
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	<description>Il futuro è nelle nostre mani</description>
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	<title>ospedali &#8211; Domenico Rossi</title>
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		<title>Nuovi ospedali e piano INAIL: importi sottostimati e grandi assenti, i conti non tornano</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Dec 2021 12:06:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicato stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Riforma sanità]]></category>
		<category><![CDATA[Città della salute di Novara]]></category>
		<category><![CDATA[Domenico Rossi]]></category>
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					<description><![CDATA[Oggi abbiamo discusso un provvedimento importante per il Piemonte, l’aggiornamento del piano di edilizia sanitaria che implementa quello del 2018. Si tratta di un passaggio necessario affinché l’Assessorato possa continuare l’interlocuzione con INAIL per la realizzazione delle nuove strutture ospedaliere. Ci sono, però, alcune criticità che abbiamo voluto mettere in evidenza. La prima è relativa [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">Oggi abbiamo discusso un provvedimento importante per il Piemonte, l’aggiornamento del piano di edilizia sanitaria che implementa quello del 2018. Si tratta di un passaggio necessario affinché l’Assessorato possa continuare l’interlocuzione con INAIL per la realizzazione delle nuove strutture ospedaliere.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ci sono, però, alcune criticità che abbiamo voluto mettere in evidenza. La prima è relativa agli importi proposti. Se è vero, come ha detto l’Assessore, che sono “indicativi”, sembrano sottostimati, soprattutto se paragonati ai nuovi fondi per la Città della Salute e della Scienza di Novara dopo che la gara è andata deserta. A Novara la nuova base di gara è di 395 milioni di euro per 711 posti letto. Per i 650 posti di Alessandria servirebbero 360 milioni contro i 300 proposti nella delibera dell’Assessore. O è troppo alto l’importo per Novara o è troppo basso quello di Alessandria. Approviamo un piano che poi dovremo rivedere?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Abbiamo chiesto di approfondire, ma la maggioranza ha deciso di dedicare meno di un’ora per un piano superiore a un miliardo di euro. Abbiamo chiesto di utilizzare parte della seduta pomeridiana, ma la maggioranza ha preferito discutere del DDL “Allontanamento Zero” per tre ore e mezza invece di approfondire il tema dei nuovi ospedali.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Se questo è l’approccio alla discussione in materia di investimenti così strategici vengono confermate le nostre preoccupazioni sul PNRR e chiediamo nuovamente, con forza, un luogo di discussione vera guidato dalle opposizioni</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Bene la Cabina di regia con Torino che è complementare al lavoro fatto dal Consiglio regionale su tutto il Piemonte.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Restano in sospeso, inoltre, i progetti relativi all’ASL TO5 e al VCO. La decisione di bloccare i due progetti precedentemente approvati e la mancata decisione sulle nuove destinazioni esclude, di fatto, le due ASL dalla possibilità formale di presentare richiesta all’INAIL. Si dovrà aspettare la conclusione dei lavori delle due commissioni che sono ancora al lavoro per poi tornare in commissione e in aula per cambiare la programmazione regionale. Solo dopo questi passaggi si potrà procedere.</span></p>
<p><b>Domenico Rossi, Vicepresidente Commissione Sanità</b></p>
<p><b>Raffaele Gallo, Presidente Gruppo Pd del Consiglio regionale</b></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Chiusura scuole medie: Cirio si sottrae al confronto.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Dec 2020 17:13:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[Covid19]]></category>
		<category><![CDATA[emergenza sanitaria]]></category>
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		<category><![CDATA[sanità]]></category>
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					<description><![CDATA[Ancora una volta il Presidente Cirio ha disertato, sottraendosi al confronto, le comunicazioni in Consiglio Regionale nonostante l’accordo preso nel corso della conferenza dei capi-gruppo.  Avrebbe dovuto riferire sul passaggio del Piemonte in zona arancione, magari spiegando meglio la scelta sulle scuole medie.  Niente informativa in commissione ieri (mentre Icardi e Carosso facevano una conferenza [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">Ancora una volta il Presidente Cirio ha disertato, sottraendosi al confronto, le comunicazioni in Consiglio Regionale nonostante l’accordo preso nel corso della conferenza dei capi-gruppo.  Avrebbe dovuto riferire sul passaggio del Piemonte in zona arancione, magari spiegando meglio la scelta sulle scuole medie.  Niente informativa in commissione ieri (mentre Icardi e Carosso facevano una conferenza stampa di partito) e niente oggi in aula nonostante l’impegno preso nella capi-gruppo. Solo dopo le proteste dell’opposizione, a margine del Consiglio siamo riusciti a ottenere finalmente un’informativa del Presidente supportata anche da una veloce relazione del dott. Di Pietrantonj, che collabora con il gruppo di epidemiologi della Regione. Non c’è stato modo di approfondire, ma almeno è emerso che esiste una relazione di non conformità epidemiologica alla riapertura delle scuole mentre pare ci sia stato un parere positivo alla riapertura dei negozi. Ora cercheremo di recuperare queste relazioni per cercare di capire in base a che cosa questo venga sostenuto e soprattutto sarebbe importante capire cosa rende il Piemonte “diverso” dalle altre regioni che, invece, hanno consentito la riapertura. Sono tante le domande che aspettano una risposta. Certamente non ci arrendiamo e cercheremo tutte queste risposte ancora nei prossimi giorni.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Sono tra coloro che hanno sostenuto pubblicamente la scelta del Presidente di chiudere le scuole lo scorso 30 ottobre. Non penso che i problemi della scuola si risolvano tornando in presenza né che la DAD sia un problema in sé. Dobbiamo trovare un equilibrio, difficile in pandemia, tra diritto alla salute e diritto all’istruzione, e cercare di tirare fuori il meglio da ogni situazione, anche la più difficile.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ma questa volta è diverso. La scelta del Presidente è stata fatta frettolosamente, in un contesto caratterizzato da poca trasparenza sui dati, assenza di confronto e assenza di soluzioni che pure potevano essere messe in campo prima.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">1) Il criterio della “prudenza” è corretto, ma non si capisce perché debba valere solo per le scuole. Se dobbiamo essere prudenti a causa della situazione sanitaria piemontese al fine di consentire la discesa della curva dei contagi, allora occorre esserlo in tutti gli ambiti e non solo quando si parla di scuola. Al di là di ogni giustificazione  adottata, con le modalità messe in campo dalla Giunta passa un solo messaggio: la scuola in presenza è sacrificabile mentre il commercio no. La cultura sì e lo scì no. E quello che sto dicendo è confermato da quanto accaduto domenica pomeriggio nelle vie dello shopping di tante città. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">2) I dati in base ai quali prende le decisioni il Presidente continuano a non essere resi disponibili. Li chiedo da tempo, insieme ai colleghi di minoranza, anche con atti formali. Se esistono dati, relazioni… si rendano pubbliche, disponibili. Ieri pomeriggio è emerso con chiarezza che questi dati ci sono: la Regione ha a disposizione i numeri per fascia di età e province, ma non li mette a disposizione. La trasparenza genera fiducia, la reticenza sospetto; </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">3) la condizione critica dell’occupazione dei posti letto in Piemonte è causa degli errori e delle mancanze della Giunta e della maggioranza che la sostiene. Ancora ieri, nel Gruppo di indagine sul Covid19 abbiamo ascoltato come quest’estate non sia stata fatta formazione, come non si sia applicato pienamente il Decreto Calabria che consente di assumere gli specializzandi, come ancora negli ospedali non ci siano percorsi separati. I Covid Hotel in alcune zone partono solo questa settimana. Chi governa il Piemonte continua a dire che ha ereditato una sanità vittima di tagli degli ultimi decenni. Mai l’ammissione di una criticità: è sempre responsabilità di qualcun altro. E questo rende poco credibile chi governa: si ammettano piuttosto gli errori. Invece si continua a dire che i problemi dipendono da un passato che si dipinge tutto uguale. Ma non è così. La sanità presa in mano da Chiamparino nel 2014 era molto diversa da quella che, pur con tanti problemi, ha ereditato Cirio nel 2019. Ora tocca a lui risolvere i problemi, far progredire il Piemonte. Questo fa un Presidente; </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">4) Un esempio? il piano per entrate scaglionate e potenziamento del trasporto pubblico annunciato in questi giorni andava  fatto prima: noi lo chiediamo da giugno. Perché non è stato fatto questa estate? Perché nel periodo di chiusura delle scuole di queste ultime settimane non è stata predisposta una pianificazione, forse oggi le scuole potrebbero riaprire. A questo il Presidente non ha ancora risposto.</span></p>
<p>Qui puoi leggere la relazione fornita dal <strong><span style="font-weight: 400;">dott. Di Pietrantonj, che collabora con il gruppo di epidemiologi della Regione: <a href="https://bit.ly/2I3Audm">https://bit.ly/2I3Audm</a> .</span></strong></p>
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		<title>Via libera in Consiglio Regionale al Piano Cronicità</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Jul 2018 16:09:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Regione Piemonte]]></category>
		<category><![CDATA[Sanità]]></category>
		<category><![CDATA[cura]]></category>
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					<description><![CDATA[Nella giornata di oggi il Consiglio regionale ha approvato la proposta di deliberazione n. 286 &#8220;Piano nazionale cronicità. Recepimento Accordo Stato-Regioni 15.09.2016 e approvazione delle Linee di indirizzo regionali per le annualità 2018-2019&#8221; che, grazie all’integrazione tra le diverse professionalità, mette al centro la persona e il suo progetto di cura, ma soprattutto la presa [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nella giornata di oggi il Consiglio regionale ha approvato la proposta di deliberazione n. 286 &#8220;Piano nazionale cronicità. Recepimento Accordo Stato-Regioni 15.09.2016 e approvazione delle Linee di indirizzo regionali per le annualità 2018-2019&#8221; che, grazie all’integrazione tra le diverse professionalità, mette al centro la persona e il suo progetto di cura, ma soprattutto la presa in carico dei pazienti anziani, cronici, più fragili.</p>
<p>La cronicità rappresenta una delle sfide più importanti per il presente e il futuro della sanità e va affrontata consapevoli del fatto che è in gioco la sostenibilità del sistema stesso. Siamo di fronte a una tendenza demografica che porterà ad avere 152 milioni di ultrasessantacinquenni nel 2060 in Europa a fronte degli 88 milioni attuali. I nostri sistemi sanitari devono trasformarsi per essere in grado di dare risposte ai nuovi bisogni di salute, che vedono aumentare il numero di persone anziane con una o più patologie croniche.</p>
<p>La trasformazione deve passare da una nuova cultura, da un modello integrato ospedale/territorio, dalla necessità di una valutazione multidimensionale, dalla valorizzazione della domiciliarità e dalla necessaria umanizzazione e personalizzazione delle cure.</p>
<p>La sfida non è solo di natura sanitaria, ma comprende le grandi trasformazioni globali da un lato e i modelli di vita sociale che stiamo costruendo nelle nostre comunità, dove la solitudine è uno dei problemi maggiori e dove sono i poveri a pagare il prezzo più alto là dove il sistema non riesce a fornire le risposte adeguate.</p>
<p>In Piemonte partirà una sperimentazione in 4 ASL pilota, a partire dalla quale, se gli esiti saranno quelli attesi, il modello sarà esteso a tutta la Regione</p>
<p>Leggi il <a href="http://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2018/07/del306PDCR286.pdf">piano conicità</a> e i suoi allegati (<a href="http://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2018/07/Allegato-A.pdf">A</a> e <a href="http://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2018/07/Allegato-B-.pdf">B</a>)</p>
<p>________________________________</p>
<p>&#8220;<em>Arriva oggi a compimento un percorso estremamente importante, attraverso il quale la Regione Piemonte dà il via a un nuovo modello di assistenza e di presa in carico dei pazienti più fragili. L&#8217;attuazione di questo piano è un passaggio fondamentale non solo per rispondere alle nuove esigenze di salute dei piemontesi, ma anche per la futura sostenibilità del sistema sanitario regionale</em>&#8221;</p>
<p>Lo sottolinea l&#8217;assessore regionale alla Sanità Antonio Saitta commentando l&#8217;approvazione delle linee di indirizzo del Piano regionale della cronicità da parte del Consiglio regionale.</p>
<p>Obiettivo del Piano è affrontare e dare risposte appropriate all&#8217;aumento delle malattie croniche, un fenomeno che si sta verificando a livello nazionale ed europeo ed è strettamente correlato all&#8217;invecchiamento della popolazione. Si stima, ad esempio, che almeno il 40% dei piemontesi con più di 65 anni soffra di una malattia cronica grave e che a livello mondiale circa il 70-80% delle risorse sanitarie sia impiegato per la gestione delle malattie croniche.</p>
<p>&#8220;<em>Si tratta a tutti gli effetti di un modo diverso di strutturare la presa in carico dei malati cronici</em> &#8211; continua l&#8217;assessore Saitta -, <em>privilegiando il territorio e la domiciliarità e affidando invece agli ospedali la competenza sulle urgenze e sull&#8217;alta specializzazione. Si punterà in questo senso sull&#8217;interazione fra le diverse professionalità, sul ruolo centrale dei medici di famiglia, sui piani di cura personalizzati per i pazienti, su progetti già sperimentati come l&#8217;infermiere di comunità e la telemedicina</em>&#8220;.</p>
<p>Il Piano sarà attuato attraverso gli altri provvedimenti a cui ha lavorato e sta lavorando la Giunta regionale, come la rete delle Case della Salute, il piano per le liste d&#8217;attesa, le linee per la Sanità digitale a partire dal Fascicolo sanitario elettronico e il rafforzamento delle reti assistenziali.</p>
<p class="ox-9fd0b58e2f-normal">La fase sperimentale, che si concluderà nel 2019, è già partita dai primi mesi del 2018. In quattro aziende sanitarie piemontesi, Asl Città di Torino, Asl To3, Asl Cn1 e Asl Vco, sono state istituite altrettante comunità di pratica composte da esperti e specialisti, per elaborare e mettere a punto i modelli di cura che verranno poi utilizzati su tutto il territorio regionale.</p>
<p class="ox-9fd0b58e2f-normal">“<em>Si tratta di un atto importante, a cui da adesso dobbiamo dare piena attuazione con il coinvolgimento attivo di tutti gli attori territoriali. Le discussioni in commissione e in aula consiliare hanno permesso, con il contributo delle forze politiche, di migliorare e chiarire alcuni aspetti delicati e sensibili. In particolare il tema dell&#8217;integrazione socio-sanitaria, cruciale per delineare un efficace piano della cronicità, rappresenta uno dei punti-chiave per costruire concretamente una filiera  della cura, che metta davvero al centro la persona, i suoi bisogni e il suo ambiente di vita. Adesso abbiamo in mano uno strumento di programmazione, che traccia una visione e avvia un processo positivo. È una sfida culturale e politica, di cui dobbiamo farci carico fino in fondo.</em>”- ha affermato l’assessore alle Politiche sociali, Augusto Ferrari.</p>
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		<title>Miglioriamo insieme la riforma del sistema sanitario Regionale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[beppe]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Dec 2014 18:56:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Regione Piemonte]]></category>
		<category><![CDATA[Riforma sanità]]></category>
		<category><![CDATA[Domenico Rossi]]></category>
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					<description><![CDATA[«Stiamo lavorando per un sistema che assicuri più salute e migliori i servizi». L&#8217;assessore alla Sanità della Regione Piemonte, Antonio Saitta, indica così la direzione che l&#8217;Amministrazione intende seguire nel percorso di riforma del Sistema Sanitario Regionale. Un confronto aperto e autentico quello organizzato nella giornata di oggi all&#8217;Auditorium dell&#8217;Istituto Magistrale Bellini dal Consigliere Regionale [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>«Stiamo lavorando per un sistema che assicuri più salute e migliori i servizi». L&#8217;assessore alla Sanità della Regione Piemonte, Antonio Saitta, indica così la direzione che l&#8217;Amministrazione intende seguire nel percorso di riforma del Sistema Sanitario Regionale. Un confronto aperto e autentico quello organizzato nella giornata di oggi all&#8217;Auditorium dell&#8217;Istituto Magistrale Bellini dal Consigliere Regionale Domenico Rossi, che ha visto protagonisti amministratori ed addetti ai lavori. Una platea altamente qualificata cui l&#8217;assessore ha delineato con chiarezza il progetto di riordino. «Momenti come questo – spiega Domenico Rossi – sono determinanti per giungere ad una soluzione condivisa e per questo rinnovo il mio impegno di mediazione e mi metto a disposizione. La riforma deve tenere conto dell&#8217;equilibrio del sistema, ma anche delle peculiarità del territorio». Proprio su queste ultime si è concentrata l&#8217;attenzione dei presenti in sala: il tema della Città della Salute di Novara, il ruolo dell&#8217;Università, la riduzione dei posti letto All&#8217;Ospedale Santissima Trinità di Borgomanero, il destino dell&#8217;ospedale di Galliate, il blocco delle assunzioni. Questioni specifiche legate indissolubilmente a elementi di sistema come lo sviluppo dell&#8217;assistenza territoriale assicurata dai medici di base e quella socio assistenziale, come ha evidenziato l&#8217;assessore alle politiche Sociali, Augusto Ferrari. «Welfare e Sanità camminano insieme per natura – sostiene l&#8217;assessore Novarese – per questo entrambi devono pensare a servizi sempre più capaci di rispondere alle nuove domande che vengono dai cittadini».</p>
<p>Un nuovo volto per la sanità piemontese. Questa in sintesi, dunque, la proposta della Giunta Chiamparino. «Dobbiamo liberarci dalla morsa del commissariamento per rilanciare il sistema. Ma, sia chiaro – sottolinea Saitta &#8211; l&#8217;approccio non è economico: lavoriamo per migliorate la nostra sanità, i servizi, l&#8217;accessibilità, la competitività sul mercato». Non un intervento quantitativo, ma qualitativo che valorizzi ancor di più le eccellenze del territorio, come hanno sollecitato anche il Sindaco di Novara e presidente dell&#8217;Anci Piemonte, Andrea Ballarè, il Presidente della Provincia di Novara, Matteo Besozzi, e la Presidente del Forum Regionale della Sanità del PD, Giuliana Manica.</p>
<p>«Un momento di confronto molto propositivo – commenta Domenico Rossi &#8211; in cui ho raccolto molte indicazioni che, in veste di vicepresidente della Commissione Sanità potrò portare all&#8217;attenzione del Consiglio Regionale». Gli interventi del presidente dell&#8217;Ordine dei medici, Federico D&#8217;Andrea, del Preside della Scuola di Medicina dell&#8217;Università del Piemonte Orientale, Giorgio Bellomo, Stefano Cusinato e Aurelio Prino, per gli ospedali di Borgomanero e Galliate, Luigi Binelli, in rappresentanza del collegio Ipavsi, Domenico Careddu, per il sindacato pediatri libera scelta, Savio Fornara, per quello dei medici di base, e Giuseppe Mantovan, in rappresentanza di Cgil, Cisl e Uil.</p>
<p>Tanti appunti anche per l&#8217;assessore Saitta che ha indicato in tre anni il tempo di realizzazione della riforma e che dal prossimo gennaio dedicherà quattro mesi di tempo ad un dettagliato lavoro di analisi di tutte le situazioni che sono state sottoposte nell&#8217;intenso tour dei territori in cui si è impegnato nelle ultime settimane. «Nessun piano nasce perfetto – aggiunge l&#8217;assessore – perciò non sussiste alcuna preclusione: vogliamo migliorarlo grazie all&#8217;aiuto di tutti. Ciò non toglie che non cederemo alle mediazioni politiche: i numeri parlano chiaro, troppi sono gli sprechi e serve ottimizzare il servizio». Il caso di Borgomanero è emblematico: i Sindaci dei distretti di Borgomanero e Arona, rappresentati con l&#8217;intervento di Anna Tinivella, chiedono di salvaguardare circa 250 posti letto, considerata la qualità del servizio e la necessità di presidiare un territorio popolato da più di 150mila abitanti dopo la chiusura dell&#8217;ospedale di Arona. «Il parametro dei posti letto – sottolinea Saitta &#8211; non è determinante: i nuovi sistemi di cura lo rendono superato. I grandi ospedali non sono più garanzie di grandi servizi, ma ragioneremo seriamente su questa opzione a livello di quadrante vista la specificità del caso». Il “quadrante” il termine chiave anche per il destino della Città della salute di Novara. «Non realizzarla – precisa Rossi – significherebbe di fatto vanificare il senso della riforma poiché la struttura novarese non potrebbe assolvere al proprio ruolo di riferimento per le province di Novara, Vercelli, Biella e Verbania. Anche per questo è necessario fin da subito pensare a come riutilizzare l&#8217;attuale sede». Una logica stringente per la pianificazione dell&#8217;assessore: «Dobbiamo dire basta alla polverizzazione della sanità – spiega – per questo partiamo dall&#8217;individuazione degli hub per rimodellare il sistema. Non dimentichiamo però gli errori del passato: se le scelte che prenderemo faranno mancare dei servizi ai territori dovrà essere pronta nell&#8217;immediato una soluzione alternative funzionale e accessibile».</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Sulla riorganizzazione della rete ospedaliera in Piemonte / parte seconda</title>
		<link>https://domenicorossi.eu/2014/12/17/sulla-riorganizzazione-della-rete-ospedaliera-in-piemonte-parte-seconda/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[beppe]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Dec 2014 14:49:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Regione Piemonte]]></category>
		<category><![CDATA[Riforma sanità]]></category>
		<category><![CDATA[Domenico Rossi]]></category>
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		<category><![CDATA[sanità]]></category>
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					<description><![CDATA[Questa mattina si è riunita la IV Commissione con all’ordine del giorno l’«Approfondimento da parte dell&#8217;Assessore alla sanità in ordine alla riorganizzazione della rete ospedaliera regionale di cui alla D.G.R. n. 1-600 del 19 novembre 2014». Ho colto l’occasione per porre all’assessore Saitta e al direttore generale dott. Moirano &#8211; entrambi presenti &#8211; alcune questioni [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.rossidomenico.it/wp-content/uploads/2014/12/ospedale.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-824" src="http://www.rossidomenico.it/wp-content/uploads/2014/12/ospedale-300x300.jpg" alt="ospedale" width="300" height="300" srcset="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2014/12/ospedale-300x300.jpg 300w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2014/12/ospedale-150x150.jpg 150w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2014/12/ospedale-768x768.jpg 768w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2014/12/ospedale-700x700.jpg 700w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2014/12/ospedale.jpg 900w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Questa mattina si è riunita la IV Commissione con all’ordine del giorno l’«Approfondimento da parte dell&#8217;Assessore alla sanità in ordine alla riorganizzazione della rete ospedaliera regionale di cui alla D.G.R. n. 1-600 del 19 novembre 2014».</p>
<p>Ho colto l’occasione per porre all’assessore Saitta e al direttore generale dott. Moirano &#8211; entrambi presenti &#8211; alcune questioni di carattere generale emerse dal dialogo instaurato da me sul territorio nelle settimane successive alla delibera di Giunta. Ho cercato di porre all&#8217;attenzione della commissione gli argomenti di carattere più generale evitando curvature campanilistiche. Le riporto molto schematicamente con anche, in corsivo, la sintesi della risposta dell&#8217;assessore o del direttore, sperando che siano di facile comprensione:</p>
<p>1.     Considerato che l’assessore ha dichiarato in più occasioni che la delibera 1-600 sulla &#8220;riorganizzazione della rete ospedaliera regionale&#8221; è l’inizio di un percorso che prevede anche un dialogo con i territori e gli operatori del settore: quali sono le modalità, i tempi e i luoghi per discutere di alcune scelte fatte con la delibera?</p>
<p><em> A. Compatibilmente con l’accettazione dell’impianto indicato in delibera da parte del Governo, il mese di Aprile potrebbe essere un primo momento in cui dare un feedback alle richieste pervenute perchè in quell’occasione saranno nominati i nuovi Direttori Generali, ai quali verranno assegnati gli obbiettivi aziendali e di quadrante. </em><em>Per quanto riguarda i luoghi, invece, convocherò delle conferenze dei sindaci a livello di quadrante. In quell&#8217;occasione come assessorato raccoglieremo le richieste dei territori che saranno valutate se compatibili con il quadro generale definito dalla delibera.</em></p>
<p>2.     Qual è la natura delle discipline indicate nell’allegato B della delibera? Si tratta di strutture complesse? La chiusura di una di esse significa soppressione di un primariato oppure chiusura del servizio?</p>
<p><em>D. Le discipline indicate nell’allegato B sono strutture complesse. Ove esse non saranno previste non sarà previsto neanche il reparto di degenza. Un discorso diverso, invece, è da fare per i servizi. </em><em>Non si esclude però, nella collaborazione tra i diversi ospedali, che i servizi di riferimento possano essere garantiti tramite accordi inter-aziendali.</em></p>
<p>3.     Come mai, in delibera, la nefrologia è indicata con il codice 54 e non 29, situazione che porta a togliere i posti letto collegati a questa disciplina in tutto il Piemonte? Che cosa ne sarà di tutti i ricoveri che oggi effettuano i reparti di Nefrologia?</p>
<p><em>D. I posti letto della nefrologia sono previsti solo negli hub e non negli ospedali di primo livello. Lo prevede il regolamento e non è possibile fare diversamente. In Delibera è stato riportato quanto previsto dal Regolamento nazionale.</em></p>
<p>4.     La delibera prevede la presenza di Neuropsichiatria Infantile solamente in tre strutture regionali: OIRM, ASO di Alessandria, ASO di Cuneo.  Questo significa che negli altri ospedali, dove oggi è presente, significa che sarà eliminato il servizio?</p>
<p><em>D. Anche questa è un’imposizione del regolamento; i servizi però dovranno venire garantiti dagli accordi tra gli ospedali e il territorio.</em></p>
<p>Per approfondire ulteriormente quanto emerso durante la seduta e per poter affrontare le numerose questioni collegate alla riforma della rete ospedaliera è stato chiesto, da parte di tutti i presenti, al Presidente di convocare al più presto una nuova riunione in accordo con la conferenza dei capi-gruppo.</p>
<p>Durante il mio intervento ho chiesto di dare risposta affermativa alla richiesta del coordinamento dei direttori di Neuropsichiatria infantile di essere audito dalla Commissione. Ritengo che anche la questione della rete nefrologica piemontese vada approfondita, essendo un elemento di eccellenza in Piemonte.</p>
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