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	<title>novamont &#8211; Domenico Rossi</title>
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	<description>Il futuro è nelle nostre mani</description>
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		<title>Il futuro in un sacchetto</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Jan 2018 15:21:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
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					<description><![CDATA[Non ho voluto entrare nella sterile polemica che, in questi giorni, è scoppiata a seguito dell&#8217;introduzione della legge che regola l’uso ed il costo sui sacchetti ultraleggeri per l’ortofrutta. In un paese civile, trovato l&#8217;accordo sui fini &#8211; in questo caso diminuire il rifiuto a monte per non lasciare tutto il processo a valle &#8211; [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-2670" src="http://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2018/01/circolare1-300x184.jpeg" alt="" width="300" height="184" srcset="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2018/01/circolare1-300x184.jpeg 300w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2018/01/circolare1.jpeg 615w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Non ho voluto entrare nella sterile polemica che, in questi giorni, è scoppiata a seguito dell&#8217;introduzione della legge che regola l’uso ed il costo sui sacchetti ultraleggeri per l’ortofrutta.</p>
<p>In un paese civile, trovato l&#8217;accordo sui fini &#8211; in questo caso diminuire il rifiuto a monte per non lasciare tutto il processo a valle &#8211; si dovrebbe sempre poter discutere dei mezzi &#8211; in questo caso la legge &#8211; perché tutto è sempre migliorabile. Non così, però, non con i toni e le modalità di questi giorni, dove abbiamo visto all&#8217;opera un giornalismo approssimativo combinato con la parte peggiore dei social network.</p>
<p>Sento la necessità di commentare quanto accaduto, perché da un lato le <i>fake news</i> riguardano un&#8217;eccellenza del nostro territorio e dall&#8217;altro corriamo il rischio di soffermarci a guardare il dito perdendo di vista la luna.</p>
<p>Non lo farò entrando nel merito della questione dei sacchetti, su cui già tanti commentatori autorevoli hanno spiegato come stanno le cose, ma coglierò l&#8217;occasione per dire qualcosa sull&#8217;informazione, su Novamont e su ciò che essa rappresenta.</p>
<p>Viviamo in un’epoca dove le persone hanno a disposizione molte più informazioni di qualsiasi altro periodo storico, ma sono spesso prive degli strumenti per interpretarle, delle cornici di riferimento. Questa situazione combinata con rabbia e frustrazione crea una miscela esplosiva che si incanala facilmente nella rete, priva di qualsiasi filtro. Così quella che potrebbe essere un’opportunità si trasforma in un “non-luogo”, dove non si comunica nulla, non ci si informa, ma ci si presta solamente a fare da cassa di risonanza a qualche stupidaggine, di solito molto superficiale, quando non dannosa. Educarci ad un uso corretto e responsabile dei social network rappresenta certamente una delle sfide più grandi che abbiamo di fronte. Il cattivo giornalismo, invece, è un male antico.</p>
<p>L’aspetto positivo, però, è che si stanno moltiplicando gli articoli e le posizioni, anche autorevoli, di chi, oltre a spiegare come stanno le cose davvero, coglie l’occasione per spiegare che cos’è Novamont e chi è Catia Bastioli.</p>
<p><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-2669" src="http://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2018/01/circolare-300x134.jpg" alt="" width="300" height="134" srcset="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2018/01/circolare-300x134.jpg 300w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2018/01/circolare.jpg 604w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Finalmente da qualche anno si parla un po&#8217; di più e con maggiore consapevolezza di economia circolare e di bioeconomia. Dopo decenni in cui l&#8217;alternativa sembrava essere tra uno “sviluppismo” cieco e una decrescita più o meno felice, è emerso un terzo modello che per comodità potremmo sintetizzare con la massima di Gunther Pauli, inventore della Blue Economy: &#8220;Non pretendiamo di più dalla Terra. Facciamo di più con ciò che la Terra ci offre&#8221;.</p>
<p>Ci lamentiamo se paghiamo la tassa sui rifiuti, ci opponiamo se propongono di costruire un inceneritore o una discarica, ci indigniamo quando ci fanno vedere le immagini degli oceani pieni di plastiche o la nascita di vere e proprie isole di rifiuti. E poi? Tutta la discussione si esaurisce nel costo del sacchetto… Solo rabbia e nessun accenno al  modello di economia, scenari futuri, costi/benefici complessivi.</p>
<p>Chi volesse approfondire la questione capirebbe molto in fretta che se oggi possiamo discutere di quanto sia corretta o meno questa legge, se sia corretto far pagare il sacchetto biodegradabile al consumatore oppure no, è solo grazie al risultato che Novamont ha reso possibile con una visione profetica diversi anni fa, quando di queste cose non parlava nessuno e lì si lavorava per ideare il Mater-bi. Oggi per noi è normale vedere posate biodegradabili, diminuire l’impatto ambientale di grandi eventi come le Olimpiadi di Londra, ma tutto questo non sarebbe stato possibile senza la visione, la ricerca e la capacità imprenditoriale di Catia Bastioli e dei suoi collaboratori. Personalmente sono convinto che Novamont rappresenti in Italia il modello di impresa di cui abbiamo bisogno; un modello in cui l’interesse privato convive insieme all’interesse generale, si producono ricchezza e lavoro e non speculazione finanziaria, si realizza rigenerazione territoriale e ambientale evitando di consumare nuove risorse, si usa la scienza per migliorare il mondo e non per sfruttarlo, ci sono ottime relazioni sindacali, si testimoniano le potenzialità della bioeconomia e si realizza l’economia circolare. Se oggi, perlopiù, assistiamo, per usare le parole di Papa Francesco, a “un’economia che uccide”, questo modello di impresa racconta un’altra economia possibile e aumenta le responsabilità di chi decide di non adottarlo.</p>
<p>Personalmente sono contento e un po’ orgoglioso che tutto questo abbia il suo cuore a Novara e in Italia, anche se sono convinto che continuerà a diffondersi nel mondo.</p>
<p>Il fango presto finirà. Resterà in piedi, invece, la sfida di Novamont che dimostra che è possibile usare ancora la conoscenza e l’intelligenza per dare un futuro al pianeta e non solo per sfruttarlo.</p>
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