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	<title>musica &#8211; Domenico Rossi</title>
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	<description>Il futuro è nelle nostre mani</description>
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		<title>&#8220;La formazione musicale di base tra progetti e utopia&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Nov 2016 21:02:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&#8220;La formazione musicale di base tra progetti e utopia&#8221;&#8230; questo il titolo della tavola rotonda a cui ho partecipato sabato mattina presso il Conservatorio di Alessandria. Mi ha provocato molto il titolo: mette insieme parole che non sempre stanno insieme. Nell’immaginario collettivo, nel nostro paese, nonostante tutta l’importanza che la cultura e la musica hanno [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-medium wp-image-2164 alignleft" src="http://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2016/11/IMG_6613-300x225.jpg" alt="img_6613" width="300" height="225" srcset="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2016/11/IMG_6613-300x225.jpg 300w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2016/11/IMG_6613-768x576.jpg 768w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2016/11/IMG_6613-700x525.jpg 700w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2016/11/IMG_6613.jpg 1600w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />&#8220;La formazione musicale di base tra progetti e utopia&#8221;&#8230; questo il titolo della tavola rotonda a cui ho partecipato sabato mattina presso il Conservatorio di Alessandria.</p>
<div>Mi ha provocato molto il titolo: mette insieme parole che non sempre stanno insieme.</div>
<div>Nell’immaginario collettivo, nel nostro paese, nonostante tutta l’importanza che la cultura e la musica hanno avuto nella costruzione della nostra identità storica e collettiva, la musica resta comunque un percorso individuale di una persona che lo fa per arricchimento personale. poi, però, nella vita bisogna occuparsi di altro, di cose serie.</div>
<div>Abbiamo messo da parte le potenzialità della musica, dell’arte, della bellezza sulla crescita individuale, ma soprattutto su quella collettiva.</div>
<div>E&#8217; per questo che l&#8217;esperienza de &#8220;Il sistema&#8221; nata in Venezuela con José Antonio Abreu ci sembra eccezionale. Eppure dimostra non solo che &#8220;si può fare&#8221;, ma che le orchestre e i cori giovanili sono uno strumento pedagogico e sociale fortissimo, anche nei contesti più complicati e con i ragazzi più difficili.</div>
<div>Spesso nelle assemblee con gli studenti citiamo questa frase di Peppino Impastato sulla bellezza:</div>
<div>
<blockquote><p>&#8220;Se si insegnasse la bellezza alla gente, la si fornirebbe di un’arma contro la rassegnazione, la paura e l’omertà. All’esistenza di orrendi palazzi sorti all’improvviso, con tutto il loro squallore, da operazioni speculative, ci si abitua con pronta facilità, si mettono le tendine alle finestre, le piante sul davanzale, e presto ci si dimentica di come erano quei luoghi prima, ed ogni cosa, per il solo fatto che è così, pare dover essere così da sempre e per sempre. È per questo che bisognerebbe educare la gente alla bellezza: perché in uomini e donne non si insinui più l’abitudine e la rassegnazione ma rimangano sempre vivi la curiosità e lo stupore&#8221;</p></blockquote>
<p><img decoding="async" class="size-medium wp-image-2165 alignleft" src="http://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2016/11/IMG_6617-300x225.jpg" alt="img_6617" width="300" height="225" srcset="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2016/11/IMG_6617-300x225.jpg 300w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2016/11/IMG_6617-768x576.jpg 768w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2016/11/IMG_6617-700x525.jpg 700w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2016/11/IMG_6617.jpg 1600w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />L&#8217;esperienza venezuelana ci interroga in questa direzione e credo che anche nel nostro Paese dovremmo ripartire da qui. Non è un caso credo che questo stimolo ci arrivi forte dall’America Latina. Non è la prima volta e non vale solo per l’ambito musicale.</div>
<div>Penso all’ambito teologico, ad esempio: è lì che nasce e cresce la teologia della liberazione che ha tentato di incarnare il più possibile la spiritualità, di connetterla alle cose terrene.</div>
<div></div>
<div>Penso ad Augusto Boal (brasiliano, 1931-2009), regista e attore che fondò una forma nuova di teatro: il teatro dell’oppresso: il teatro veniva usato con i ceti popolari per prendere coscienza delle contraddizioni e per capire insieme come procedere, il &#8220;che-fare&#8221;. Celebre è la sua massima: “tutti possono fare teatro, anche gli attori”. Si scardina così l’idea per cui il teatro è qualcosa che fanno altri, gli attori, in un teatro e gli spettatori guardano.</div>
<div></div>
<div>E&#8217; stato davvero interessante confrontarsi, in un Conservatorio, su questi aspetti insieme a tanti amici e colleghi: come me c&#8217;erano Elena Ferrara, Davide Mattiello, Gianna Pentenero, Gabriele Molinari (presidente della scuola Dedalo di Novara) e il direttore nazionale delle scuole di musica che in Italia portano avanti l&#8217;esperienza de &#8220;Il Sistema&#8221;.</div>
<div></div>
<div>Anche nel nostro Paese è maturo il tempo per veri e propri progetti che ci permettano di avvicinarci un po’ di più all’utopia di un mondo più giusto e più eguale. Ho proposto all&#8217;assessora Pentenero di immaginare sperimentazioni a partire dal mondo della formazione professionale.</div>
<div></div>
<div>Come spesso accade è la società civile che arriva prima, che intercetta. Ora tocca alla politica provare a mettere a sistema.</div>
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