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	<title>migranti &#8211; Domenico Rossi</title>
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	<description>Il futuro è nelle nostre mani</description>
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	<title>migranti &#8211; Domenico Rossi</title>
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		<title>Il testacoda di Cirio sui migranti: via libera al CPR in Piemonte. Dica dove vuole farlo.</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Sep 2023 12:54:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicato stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Regione Piemonte]]></category>
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					<description><![CDATA[“Meloni chiama e Cirio scatta sull’attenti…cosa non si fa per la riconferma di una candidatura a Presidente” commenta il segretario regionale del Partito Democratico, Domenico Rossi, rispetto al via libera del Presidente Cirio alla realizzazione di un centro di permanenza e rimpatrio per i migranti irregolari in Piemonte. “Mentre Zaia e Fontana, dimostrando autonomia, si [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">“Meloni chiama e Cirio scatta sull’attenti…cosa non si fa per la riconferma di una candidatura a Presidente” commenta il segretario regionale del Partito Democratico, Domenico Rossi, rispetto al via libera del Presidente Cirio alla realizzazione di un centro di permanenza e rimpatrio per i migranti irregolari in Piemonte.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“Mentre Zaia e Fontana, dimostrando autonomia, si dicono contrari o dubbiosi e pretendono di essere coinvolti nel piano del Governo, Cirio si dice d’accordo dimenticando che 4 anni fa, con un Governo di diverso colore, era contrario e scordando di dire, per non scontentare nessuno, dove costruirebbe questo nuovo hub di accoglienza” afferma il segretario regionale del Piemonte. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“Il fenomeno migratorio è complesso e la trovata degli hub è un provvedimento tampone sbagliato che non fa altro che scaricare il problema sulle Regioni e a cascata sui Comuni. Rappresenta la resa del Governo sulla gestione del problema e manifesta la competizione interna tra Lega e Fdi in chiave elettorale: un duello le cui vittime sono le nostre comunità e i migranti” sottolinea Rossi. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“E’ facile fare politica a colpi di annunci ma, ogni qualvolta la destra si trova a governare, peggiora la situazione. Il PD nazionale ha messo in campo proposte serie e concrete, che mettono al centro l’Europa perché il peggior nemico di una buona gestione dei migranti è il sovranismo. Serve, infatti, l’Europa politica per giocare un ruolo da protagonisti in Africa e non subirne solamente le crisi” denuncia il segretario Dem.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“Occorre, perciò, riformare il regolamento di Dublino, per non lasciare soli i Paesi di primo approdo  &#8211; prosegue Rossi &#8211; e imporre l’obbligo alla redistribuzione interna nell’Ue che per primi i sovranisti non vogliono. Si predisponga una missione </span><i><span style="font-weight: 400;">Mare nostrum</span></i><span style="font-weight: 400;"> europea per salvare vite ed evitare che Lampedusa divenga un hub naturale. Si investa, con il coinvolgimento delle Nazioni Unite, su progetti e politiche nei Paesi di provenienza che consentano di fornire un’alternativa vera alle migrazioni. Così come è fondamentale investire sui canali d’accesso legali che sono l’unico metodo di contrasto al traffico di esseri umani e che possono dare una mano anche ai settori produttivi del Paese sempre più in difficoltà per la manodopera. Si superi la legge Bossi-Fini con una nuova legge quadro sull’immigrazione. Più di tutto si lavori ad un serio piano costruito insieme a regioni e amministratori per un’accoglienza diffusa”. </span></p>
<p>Leggi le proposte del Partito Democratico leggendo <a href="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2023/09/Documento-Immigrazione.pdf">qui</a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Piemonte in ritardo sui vaccini ai migranti: non si metta a rischio la campagna vaccinale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Jun 2021 15:11:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicato stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Covid]]></category>
		<category><![CDATA[Domenico Rossi]]></category>
		<category><![CDATA[migranti]]></category>
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					<description><![CDATA[“Trascurare la vaccinazione delle migliaia di immigrati irregolari sarebbe un errore grave, una mancanza che potrebbe mettere a rischio la buona riuscita della campagna vaccinale stessa: il virus non distingue chi ha i documenti da chi non li ha”. Lo afferma il vicepresidente della Commissione Sanità Domenico Rossi che ha interrogato nella giornata odierna l’assessore [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">“Trascurare la vaccinazione delle migliaia di immigrati irregolari sarebbe un errore grave, una mancanza che potrebbe mettere a rischio la buona riuscita della campagna vaccinale stessa: il virus non distingue chi ha i documenti da chi non li ha”. Lo afferma il vicepresidente della Commissione Sanità Domenico Rossi che ha interrogato nella giornata odierna l’assessore competente </span><span style="font-weight: 400;">con quali tempi e modalità il Piemonte intenda procedere alla vaccinazione dei migranti senza un regolare permesso di soggiorno (leggi il testo integrale dell&#8217;interrogazione <a href="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2021/06/Vaccino-per-migranti-privi-di-permesso-di-soggiorno.pdf" target="_blank" rel="noopener">qui</a>).</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“E’ una questione di giustizia garantire a tutti gli esseri umani il diritto di ricevere stessi servizi sanitari in un determinato territorio senza alcuna distinzione, come peraltro sancisce l’articolo 32 della nostra Costituzione. In questo caso, inoltre, le ragioni di giustizia sociale incontrano quelle della scienza poiché sul piano epidemiologico la campagna di vaccinazione avrà maggiore efficacia se riusciremo a raggiungere la più alta percentuale di popolazione presente sul territorio nazionale” aggiunge il consigliere Dem. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Non è un caso che lo scorso sabato 18 giugno il Ministero abbia emesso una circolare in cui invita le Regioni ad includere gli stranieri irregolari nel piano vaccinale suggerendo l&#8217;utilizzo del vaccino Johnson&amp;Johnson ed evidenziando come proprio gli stranieri ed in particolare i lavoratori stagionali possano essere particolarmente esposti alla variante Delta. “Come intende rispondere il Piemonte alla sollecitazione del Ministero?” domanda il vicepresidente della Commissione Sanità. L’assessore alla sanità Luigi Icardi ha spiegato che proprio in questi giorni si stanno tenendo gli incontri tra ordine dei medici e associazioni di volontariato che intercettano i migranti per stabilire i protocolli di vaccinazione. “Siamo ancora una volta in ritardo, non abbiamo ancora definito le prassi… forse perché non abbiamo considerato il problema finché il Ministero non ha suonato l’allarme. Mi auguro che l’interrogazione sia utile ad accelerare su questo fronte e allineare il Piemonte alle Regioni più virtuose” commenta Rossi evidenziando che “in Emilia Romagna già da inizio Giugno hanno superato il problema consentendo l’iscrizione sul proprio portale attraverso l’inserimento dei codici STP (Stranieri Temporaneamente Presenti) ed ENI (Europei Non Iscritti). Campania e Puglia si sono adeguate includendo gli SPT e gli ENI tra le categorie che possono sottoscrivere la manifestazione di interesse per la vaccinazione Covid19 necessaria per l’inserimento nelle liste vaccinali. A breve si allineeranno anche Veneto, Friuli, Toscana e Lazio”. </span></p>
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		<title>Anche sui rimpatri per ora solo propaganda. Sveglia!</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Sep 2018 13:55:35 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-3058" src="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2018/09/fake-news-300x226.jpg" alt="" width="300" height="226" srcset="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2018/09/fake-news-300x226.jpg 300w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2018/09/fake-news-768x578.jpg 768w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2018/09/fake-news-700x527.jpg 700w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2018/09/fake-news.jpg 965w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Il Vicepremier e Ministro dell’Interno, per alcuni “il capitano”, esulta commentando i dati del Viminale sui migranti sbarcati in Italia dal primo gennaio fino al 31 agosto 2018 in rapporto allo stesso perido dei due anni precedenti. La riduzione è assai significativa: -82,62% rispetto al 2016 e -79,82% se si condidara il 2017 (leggi il <a href="http://www.interno.gov.it/sites/default/files/cruscotto_statistico_giornaliero_31-08-2018.pdf">report</a>). Standing ovation?<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Anche no, perché da un lato si riducono gli sbarchi, almeno quelli registrati, ma dall’altro cresce il numero di irregolari… come è possibile?!<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Tutta “colpa” proprio delle politiche del Governo sui richiedenti asilo. Lo spiega bene il rapporto <a href="https://www.ispionline.it">Ispi</a> (Istituto per gli studi di politica internazionale), pubblicato nei giorni scorsi da <a href="https://rep.repubblica.it/pwa/generale/2018/09/02/news/asilo_negato_ai_migranti_in_tre_mesi_oltre_12mila_clandestini_in_piu_-205477286/?ref=RHPPLF-BH-I0-C8-P1-S1.8-T1">Repubblica  </a>e ripreso da numerose <a href="https://www.agi.it/cronaca/migranti_salvini_libia_rapporto_ispi-4337405/news/2018-09-03/">testate</a> on line, in cui si evidenzia che nei tre mesi di vita del Governo giallo-verde si contano 12.450 nuovi irregolari, in propiezione 60mila nel giro di due anni. Se, infatti, il solerte Ministro chiude i porti e rifiuta protezione e concessione di asilo, non è altrettanto efficiente sul fronte dei rimpatri: solo 1.350, in calo rispetto all’anno precedente (nel 2017 furono oltre 17mila in crescita del 15% rispetto al 2016 sempre secondo il Ministero), nonostante la promessa elettorale di effettuarne 500mila. Insomma, non è tutto oro quel che lucchica per la scintillante propaganda leghista. Rinunciare alla gestione del fenomeno non è la strada giusta, lo dicono i numeri: è giusto contenere gli sbarchi, come è giusto lavorare per accolgiere e integrare le persone che approdano sulle nostre coste. Relegare i rifugiati e gli immigrati in generale ad una condizione di cittadino di “serie b” o di “non cittadinanza” non fa altro che alimentare le derive più tragiche e preoccupenti del fenomeno quali sfruttamento, lavoro nero, criminalità.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
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		<title>E se su quella nave ci fossimo noi con i nostri figli?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Jun 2018 09:04:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Acquarius]]></category>
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					<description><![CDATA[Ci sono momenti nella vita e nella storia in cui le sfumature non sono permesse. Ci si trova davanti a un bivio e le scelte che siamo chiamati a fare rivelano chi siamo nel profondo e dove stiamo andando, al di là delle tante parole o delle intenzioni. La decisione che il governo ha deciso [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-2965" src="http://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2018/06/help-300x295.jpg" alt="" width="300" height="295" srcset="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2018/06/help-300x295.jpg 300w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2018/06/help-768x755.jpg 768w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2018/06/help-700x688.jpg 700w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2018/06/help.jpg 810w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Ci sono momenti nella vita e nella storia in cui le sfumature non sono permesse. Ci si trova davanti a un bivio e le scelte che siamo chiamati a fare rivelano chi siamo nel profondo e dove stiamo andando, al di là delle tante parole o delle intenzioni.<br />
La decisione che il governo ha deciso di prendere in queste ore è una di queste. Il governo tutto, in un asse Salvini-Toninelli (Lega-M5S).<br />
Ora facciamoci una domanda semplice, una domanda che è alla base del senso morale: che cosa vorremmo che accadesse alla barca se fossimo noi, con i nostri figli, su quella nave? Vorremmo che fosse lasciata attraccare oppure no? Vorremmo essere soccorsi oppure vorremmo essere lasciati a morire in mare? Si tratta di una domanda universale che nel tempo è stata definita, non a caso, <strong>regola aurea</strong>.<br />
Mentre rispondiamo a questa domanda chiediamoci: che cosa dice il diritto del mare? E il diritto internazionale?<br />
Siamo di fronte a una scelta che va contro ogni principio umano e giuridico e svela natura e direzione di questo governo.<br />
Il 2 giugno Beppe Grillo, nella piazza romana della bocca della verità, suonando una campanella ha dichiarato che un mondo se ne stava andando per far posto a quello nuovo&#8230; A noi sembra vecchio, di un vecchio che abbiamo già vissuto, patito, ma anche combattuto e scacciato via.</p>
<p>Con questa mossa l’Italia compie un grave atto di disumanità, va contro il diritto internazionale e si isola a livello europeo, in un momento in cui Trump “gioca” a spezzare l’unità europea. Noi ci lasciamo spingere verso est, ancora con i paesi di Visegràd. Orban ha dichiarato: “va bene aiuti all’Italia, ma no alla ripartizione delle quote europee di migranti”. Che tradotto significa: arrangiatevi, al massimo vi diamo più soldi. Tutto in linea con la scelta fatta anche dall’Italia pochi giorni fa di votare, insieme a quei paesi, il blocco delle modifiche del regolamento di Dublino, che invece viene evocato un giorno sì e l’altro pure.<br />
L’unico modo per aiutare l’Italia, invece, è quello di farsi carico di quote di accoglienza di chi sbarca nei nostri porti. Altre vie “umane”, non esistono. Il resto prevede solo la morte di chi cerca di arrivare qui da noi. Tutto il resto si chiama criminalizzazione della speranza.</p>
<p>L&#8217;Europa ha una strada difficile e lunga davanti a sé, ma su questo tema giocherà il suo futuro. Se l&#8217;Italia è parte dell&#8217;Europa, i suoi confini sono confini europei. L&#8217;accoglienza va gestita insieme e secondo il principio di solidarietà. Lo stesso principio che chiediamo venga adottato dai Comuni, nel piccolo, quando promuoviamo i progetti SPRAR. Solo facendoci carico tutti insieme del fenomeno saremo in grado di affrontarlo senza scaricarlo su chi è più esposto.</p>
<p>Vanno poi organizzati dei corridoi umanitari, così da &#8220;svuotare&#8221; il traffico gestito dalle organizzazioni criminali. Da sempre le mafie offrono servizi dove esiste una domanda a cui non sono in grado di rispondere le istituzioni. E qui è l&#8217;ONU che deve farsi carico di questo aspetto, e non la NATO come qualcuno propone.</p>
<p>In tutto questo solo la voce di Fico, all’interno delle forze di governo, si alza per dire che non è una soluzione. Mi auguro possa essere l’ancora per tutti coloro che, pur avendo votato M5S, non intendevano e non intendono perdere umanità e violare i diritti umani di base. Mi auguro che si possano far sentire in un momento drammatico come questo.</p>
<p>Restiamo umani!</p>
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		<title>La paura dell&#8217;uomo nero</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Domenico]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Aug 2017 07:50:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[&#xAB;Che cosa rester&#xE0; dell&apos;estate italiana che stiamo vivendo, e che ha trasformato la crisi dei migranti nel suo problema principale, ben prima del lavoro che non c&apos;&#xE8;, della crescita che arranca, del precariato permanente di un&apos;intera generazione?&#xBB; si chiede Ezio Mauro in un editoriale pubblicato il 9 agosto 2017 su Repubblica? &#xAB;Ci&#xF2; che resta &#x2014; [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&#xAB;Che cosa rester&#xE0; dell&apos;estate italiana che stiamo vivendo, e che ha trasformato la crisi dei migranti nel suo problema principale, ben prima del lavoro che non c&apos;&#xE8;, della crescita che arranca, del precariato permanente di un&apos;intera generazione?&#xBB; si chiede Ezio Mauro in un editoriale pubblicato il 9 agosto 2017 su Repubblica? &#xAB;Ci&#xF2; che resta &#x2014; e che peser&#xE0; in futuro &#x2014; &#xE8; una svolta nel senso comune dominante, dove per la prima volta il sentimento umanitario &#xE8; finito in minoranza, affondato dal realismo politico, dal sovranismo militante, da una declinazione egoista dell&apos;interesse nazionale&#xBB;.</p>
<p>Mauro ha ragione e coglie una dinamica in atto pericolosa nella nostra societ&#xE0;.</p>
<p>Basta sfogliare la cronaca di queste settimane o farsi un giro tra i social network; parlare al parco con il nonno che accompagna suo nipote a giocare o al bar con gli avventori presenti. Non si assumono ragazzi di colore in sala o si rifiuta il lavoro a una ragazza solo perch&#xE9; convive con un africano. Ma il fenomeno pi&#xF9; indicativo, a mio avviso, &#xE8; che ovunque arrivino dei richiedenti asilo c&#x2019;&#xE8; qualcuno che si sente in diritto di dire che &#x201C;che non li vuole&#x201D;, in un contesto istituzionale preoccupante: la maggior parte dei sindaci italiani non aderisce ai programmi volontari di accoglienza, per poi lamentarsi quando nelle loro citt&#xE0; si attivano centri di accoglienza gestiti da privati. Sindaci che invece di lavorare sulla coesione sociale all&#x2019;interno delle proprie comunit&#xE0;, soffiano sul fuoco delle paure e dei pregiudizi, mettendosi a capo di chi &#x201C;non li vuole&#x201D; a priori. Su questo la lega nord e la destra sovranista stanno costruendo le presenti e future campagne elettorali. L&#x2019;arrivo di 22 richiedenti asilo in una citt&#xE0; di 20.000 abitanti &#xE8; vista come un dramma da denunciare, come un attacco alla convivenza civile&#x2026; il tutto in maniera aprioristica. Costituiranno un problema solo perch&#xE9; &#x201C;migranti&#x201D;. O forse solo perch&#xE9; &#x201C;diversi&#x201D;. Ci sarebbe da ridere se non fossimo di fronte a qualcosa di drammatico.</p>
<p>&#xC8; tornato l&#x2019;uomo nero su cui scaricare tutte le nostre paure, ansie, insicurezze e incapacit&#xE0;.</p>
<p>I migranti (di qualsiasi natura) stanno diventando il capro espiatorio di questo particolare momento storico. Per loro non vale nulla di tutto ci&#xF2; che pretendiamo valga per noi: nessun diritto, nessuna presunzione di innocenza, nessuna <em>pietas</em>. Se arrivano &#xE8; un problema e basta: per i 35 euro, perch&#xE9; non parlano l&#x2019;italiano, perch&#xE9; non faranno la differenziata (sic!), perch&#xE9; rubano il lavoro, perch&#xE9; rubano, perch&#xE9; stuprano, ecc&#x2026; Chiaramente questo vale solo se sono poveri. Non vale per i ricchi ai quali stendiamo i tappeti rossi. E basterebbe solo questo a spiegarci che cosa sta succedendo davvero.</p>
<p>Il fenomeno &#xE8; preoccupante perch&#xE9; si sta insinuando nel senso comune, &#xAB;<em>un giudizio senz&#x2019;alcuna riflessione</em>,<em> comunemente sentito da tutto un ordine</em>,<em> da tutto un popolo</em>,<em> da tutta una nazione o da tutto il genere umano&#xBB; </em>(G. Vico).</p>
<p>Non dobbiamo pensare che sia esagerato confrontare quanto sta accadendo oggi con quanto gi&#xE0; avvenuto nei secoli scorsi, e, in particolare, nel XX secolo.</p>
<p><img decoding="async" class="alignleft size-medium" src="http://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2017/08/cartello-marcinelle-300x198.jpg" alt="" width="300" height="198">A Marcinelle, poche decine di anni fa, appendevano i cartelli con su scritto &#x201C;Vietato l&#x2019;accesso ai cani e agli italiani&#x201D;, nell&#x2019;indifferenza del Belgio benpensante.</p>
<p>In Germania prima, e in Italia poi, gli ebrei a un certo punto divennero un problema &#x201C;a priori&#x201D;, in quanto ebrei. Tutto questo senza che la maggior parte delle persone si ribellasse. Le leggi razziali stavano ratificando ci&#xF2; che il senso comune aveva gi&#xE0; stabilito aiutato e creato da una propaganda mirata.</p>
<p>Gli esempi che io, e che ognuno di noi potrebbe fare, sono molteplici. La storia, purtroppo, ci ha mostrato le peggiori nefandezze da questo punto di vista.</p>
<p>Cosa stiamo diventando? Che cosa si sta diffondendo, nemmeno troppo lentamente, tra di noi?</p>
<p>Siamo di fronte al tramonto dell&#x2019;Occidente, della sua identit&#xE0; tanto sbandierata, della sua pretesa superiorit&#xE0;, delle sue radici cristiane, della sua filosofia dei diritti umani. Di fronte alla prova della storia esso si rinnega da s&#xE9;, negando ci&#xF2; che vorrebbe difendere dall&#x2019;&#xAB;invasione&#xBB;. Niente pi&#xF9; cristianesimo, niente pi&#xF9; liberalismo, niente pi&#xF9; socialismo. Solo il proprio diritto, diventato privilegio, a essere lasciati &#x201C;in pace&#x201D; con i nostri simili: italiani, occidentali, ricchi&#x2026; Niente pi&#xF9; uguaglianza e diritti, ma identit&#xE0; razziale (nazionale) che vale solo contro i poveri e mai nei confronti dei ricchi.</p>
<p>Ezio Mauro ha parlato di inversione morale. Forse, siamo di fronte, a una nuova forma, pi&#xF9; allargata, di familismo amorale esteso al nostro micro-mondo da difendere, che i sovranisti fanno coincidere con la nazione. Se c&#x2019;&#xE8; un&#x2019;idea che ha esaurito la sua funzione storica &#xE8; proprio lo Stato-Nazione. L&#x2019;economia globalizzata, le innovazioni tecnologiche lo hanno resto impotente. Come ci racconta Slavoj Zizek &#x201C;&#xE8; fallito&#x201D;. Sembra di essere di fronte all&#x2019;ultimo tentativo di chi, incapace di affrontare le sfide che questa epoca storica ci pone di fronte, prova a rinchiudersi nel passato con l&#x2019;obiettivo di difendersi ad oltranza.</p>
<p>Di fronte a tutto questo, che fare?</p>
<p>La prima cosa &#xE8; cercare di comprendere. Studiare, conoscere. Cominciare a prendere atto che la globalizzazione che ci fa viaggiare con i low cost in tutto il mondo e che ci permette di acquistare tramite Amazon merci prodotte in qualsiasi parte del mondo, porta con s&#xE9; anche un altro tipo di vicinanza, quella dei problemi e delle ingiustizie. Ci&#xF2; che succede in qualsiasi parte del mondo ci riguarda e he delle conseguenze dirette a casa nostra. Il gruppo di migranti che la cooperativa ospita nell&#x2019;appartamento di fianco al nostro &#xE8; solo la punta di un iceberg molto pi&#xF9; grande. Il mondo &#xE8; inter-connesso in tutti i suoi aspetti e non possiamo immaginare di tenere solo ci&#xF2; che ci conviene. Si tratta di un&#x2019;aspirazione normale nell&#x2019;epoca del consumo, ma non &#xE8; possibile.</p>
<p>Comprendere che i flussi non si arresteranno per delle ragioni semplici che vanno oltre le nostre proteste. Nel 2010 su circa 7 miliardi di persone nel mondo, 4,1 erano asiatiche, 1 miliardo africane, 733 milioni europee e il resto tra Americhe e Oceania. Nel 2030 gli europei scenderanno a 723 milioni mentre tutti gli altri cresceranno visto che saremo in 8,3 miliardi: 4, 9 in Asia e1,5 miliardi in Africa. Nel 2050, su un totale di circa 9 miliardi, gli europei saranno 691 milioni, gli asiatici 5,2, gli africani circa 2 miliardi. Di fronte a questa dinamica demografica, la ricchezza, al contrario continua a concentrarsi in pochi paesi.</p>
<p>La seconda cosa &#xE8; resistere. Non abituarsi a tutto questo e reagire casa per casa, scuola per scuola, bus per bus, post per post. La nostra identit&#xE0; che in tanti hanno detto di voler difendere si fonda su tutt&#x2019;altro.</p>
<p>Su basi cristiane, ad esempio, che non vanno usate come una clava contro l&#x2019;islam, ma che devono aiutarci a vedere &#xAB;L&#x2019;altro come &#x201C;un dono da accogliere con rispetto, perch&#xE9; in lui, specialmente se &#xE8; debole e fragile, mi viene incontro Cristo&#xBB; (@pontifex_it).</p>
<p>Su basi liberali che prevedono che ogni essere umano abbia dei diritti universali al di l&#xE0; delle differenze di sesso, credo, provenienza, ecc&#x2026;</p>
<p>Su basi socialiste che ci chiedono un impegno forte per il miglioramento di vita di chi sta peggio, di chi &#xE8; ai margini della societ&#xE0;.</p>
<p>Su tutto questo saremo chiamati ogni giorno che passa a fare delle scelte sempre pi&#xF9; radicali, perch&#xE9; le contraddizioni sono destinate a crescere.</p>
<p>Serve un cambio di paradigma. Siamo nell&#x2019;era planetaria, come ci insegna Edgar Morin: la Terra &#xE8; una ed &#xE8; la casa comune, la patria unica di tutti gli esseri umani. Essa va custodita, cos&#xEC; come ci ha indicato Papa Francesco in <em>Laudato sii! </em>Facendosi carico del grido della terra e degli uomini, che sale all&#x2019;unisono in un sistema che crea ingiustizie giorno dopo giorno.</p>
<p>Non esistono divisioni nazionali. Per quanto mi riguarda, le parole pi&#xF9; chiare e pi&#xF9; nette su questo punto le ha dette don Lorenzo Milani 60 anni fa:</p>
<p>&#xAB;Se voi avete il diritto di dividere il mondo in italiani e stranieri, allora io dir&#xF2; che, nel vostro senso, io non ho Patria e reclamo il diritto di dividere il mondo in diseredati e oppressi da un lato, privilegiati e oppressori dall&#x2019;altro. Gli uni son la mia Patria, gli altri i miei stranieri&#xBB;.</p>
<p>Sono parole che dovrebbero guidare un nuovo umanesimo di cui abbiamo ancora bisogno. La sinistra, ma direi ogni uomo di buona volont&#xE0;, dovrebbe ripartire da qui.</p>
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		<title>Sui migranti parole irresponsabili da parte del sindaco di Novara</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Domenico]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Nov 2016 09:56:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Canelli]]></category>
		<category><![CDATA[migranti]]></category>
		<category><![CDATA[Novara]]></category>
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					<description><![CDATA[http://video.sky.it/news/cronaca/il-sindaco-di-novara-dice-no-allarrivo-di-altri-migranti/v311562.vid?pagt=0 Ieri sera, su Sky TG24 è andato in onda un pessimo servizio, con una bruttissima intervista al sindaco di Novara Alessandro Canelli, che ha usato parole gravissime. Una cosa è dire che Novara ha &#8220;già fatto la sua parte&#8221; perché ospita un numero di migranti in linea con quanto previsto dall&#8217;ANCI, un&#8217;altra è evocare [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://video.sky.it/news/cronaca/il-sindaco-di-novara-dice-no-allarrivo-di-altri-migranti/v311562.vid?pagt=0">http://video.sky.it/news/cronaca/il-sindaco-di-novara-dice-no-allarrivo-di-altri-migranti/v311562.vid?pagt=0</a></p>
<p>Ieri sera, su Sky TG24 è andato in onda un pessimo servizio, con una bruttissima intervista al sindaco di Novara Alessandro Canelli, che ha usato parole gravissime. Una cosa è dire che Novara ha &#8220;già fatto la sua parte&#8221; perché ospita un numero di migranti in linea con quanto previsto dall&#8217;ANCI, un&#8217;altra è evocare le barricate: è da irresponsabili. Quanti cittadini, ascoltando le parole del sindaco, potrebbero sentirsi legittimati ad azioni di questo tipo? Mi dispiace, ma non<span class="text_exposed_show"> è questo il ruolo che deve esercitare un sindaco. Il problema dell&#8217;accoglienza è serio: nessuno lo vuole liquidare con facili buonismi, ma non si può pensare di affrontarlo alimentando paure e soffiando sugli istinti peggiori degli esseri umani: ne ricaverai un po&#8217; di visibilità nazionale (forse), ma avrai devastato una città nel suo senso più profondo di comunità umana. Comincino, piuttosto, i sindaci (di ogni appartenenza politica) a farsi carico di una quota di accoglienza: solo così si eviteranno i casi di sovraffollamento. Il sindaco di Castelletto Ticino lo ha fatto in questi giorni, ma all&#8217;appello ne mancano troppi, la maggior parte. Nei giorni in cui scopriamo che ad Aleppo è stato distrutto l&#8217;ultimo ospedale, che 6 milioni di bambini muoiono ogni anno nel mondo per malattie facilmente curabili&#8230; nella mia città si parla di barricate. E ancora più grave è che a farlo sia il sindaco. Un sindaco che appena eletto aveva dichiarato che sarebbe stato il sindaco di tutti. Migliaia di cittadini novaresi non condividono quelle parole e a coloro che le condividono andrebbe spiegato che con l&#8217;odio e l&#8217;indifferenza non costruiremo mai un mondo migliore né tantomeno più sicuro, ma solo piccoli fortini in cui avere sempre più paura dell&#8217;altro. </span></p>
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		<title>Il mio intervento alla sessione straordinaria del Consiglio Regionale dedicata ai sistema di accoglienza dei richiedenti asilo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[beppe]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Nov 2015 14:05:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interventi in aula]]></category>
		<category><![CDATA[aula]]></category>
		<category><![CDATA[consiglio regionale]]></category>
		<category><![CDATA[interventi]]></category>
		<category><![CDATA[migranti]]></category>
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					<description><![CDATA[Grazie presidente Il mio intervento avrà tre passaggi. Una premessa antropologico-culturale, che afferisce al pre-politico Un passaggio sui miti Che fare 1. Le persone si spostano a causa di gravi eventi traumatici come guerre o calamità naturali o perché intravedono la possibilità di migliorare la propria condizione di vita. Lo fanno come singoli, ma spesso [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie presidente</p>
<p>Il mio intervento avrà tre passaggi.</p>
<ol>
<li>Una premessa antropologico-culturale, che afferisce al pre-politico</li>
<li>Un passaggio sui miti</li>
<li>Che fare</li>
</ol>
<p>1. Le persone si spostano a causa di gravi eventi traumatici come guerre o calamità naturali o perché intravedono la possibilità di migliorare la propria condizione di vita. Lo fanno come singoli, ma spesso come gruppi e qualche volta come interi popoli. Anche la nostra epoca non sfugge a questo fenomeno. Lo abbiamo visto nel XX secolo e lo stiamo vedendo in questi giorni, mesi e anni. Sono tanti i passaggi e sono tali (scusate il gioco di parole) da costituire un “passaggio d’epoca” (come ci ha raccontato Alberto Melucci). Un passaggio d’epoca che nasce dalla crisi di alcune idee fondamentali che hanno caratterizzato gli ultimi 300 anni. Tra queste certamente l’organizzazione della convivenza tra i popoli attraverso lo Stato-Nazione. La globalizzazione <em>in primis</em> ci ha traghettato in quella che Edgar Morin ha definito l’era planetaria dove la Terra, il Pianeta è Patria per l’umanità, dove gli uomini e le donne, al di là delle differenze, sono accomunati da una “comunità di destino”.</p>
<p>La stessa idea che Papa Francesco esprime nell’enciclica <em>Laudato si</em>  quando ci parla della terra come di un’unica casa comune di cui siamo chiamati a prenderci cura.</p>
<p>&#8220;Dalla metà del secolo scorso, superando molte difficoltà, si è andata affermando la tendenza a concepire il pianeta come patria e l’umanità come popolo che abita una casa comune. Un mondo interdipendente non significa unicamente capire che le conseguenze dannose degli stili di vita, di produzione e di consumo colpiscono tutti, bensì, principalmente, fare in modo che le soluzioni siano proposte a partire da una prospettiva globale e non solo in difesa degli interessi di alcuni Paesi. L’interdipendenza ci obbliga a pensare a un solo mondo, ad un progetto comune.” (<em>Laudato si’</em>)</p>
<p>Una casa comune che è caratterizzata da squilibri forti di natura ecologica e sociale, dovuti, perlopiù,  a scelte fatte dal mondo occidentale. Scelte, squilibri che alimentano quella che Angus Deaton (nobel per l’economia nel 2015) ha definito la grande fuga.</p>
<p>&#8220;La fuga più grande nella storia dell’umanità è la fuga dalla povertà e dalla morte. Per migliaia di anni le persone che, favorite dalla sorte, erano sfuggite alla morte nell’infanzia hanno dovuto affrontare un’esistenza nella più sconcertante miseria. Grazie al pensiero illuminista, alla rivoluzione industriale e alla messa a punto della teoria microbica delle malattie, le condizioni di vista sono straordinariamente migliorate, il numero di anni da vivere è più che raddoppiato e l’esistenza è diventata più ricca e gradevole…. La grande fuga ha cambiato radicalmente le cose per quelli di noi che sono diventati più ricchi, sani, alti, robusti e colti dei propri nonni. Ma ha inciso profondamente anche in un senso diverso e meno positivo: perché buona parte della popolazione mondiale è stata lasciata indietro, perché il pianeta è immensamente più disuguale di quanto fosse trecento anni fa&#8221;. (<em>La grande fuga</em>, p. 45)</p>
<p>Ora quando chi  è rimasto indietro è costretto ad abbandonare casa sua o si accorge che in altri luoghi anche lui può migliorare la sua vita, allora prova anche lui a fuggire da povertà e morte. Aggiungo io, legittimamente.</p>
<p>Girava una vignetta nei mesi scorsi. Un adulto chiede a una bambina: ci sono stranierii nella tua scuola? No, da noi ci sono solo bambini</p>
<p>Ecco partirei da qui. Che cosa l’uomo oggi vede nell’altro uomo…?</p>
<p>La bambina, possiamo dire subito, vede un simile a sé… oppure vede nell’altro prima di tutto qualcuno simile a lei.</p>
<p>Se andiamo nel mondo degli adulti, invece, ai diversi livelli troviamo dell’altro.</p>
<p>Se ignorassimo questa domanda o se facessimo finta che non fosse importante inficeremmo tutti i discorsi successivi, perché essi dipendono inesorabilmente dalle premesse che poniamo alla discussione.</p>
<p>Una discussione caratterizzata dalla presenza di tanti miti e pregiudizi alimentati dalle paure.</p>
<ol>
<li>Arrivano tutti qui da noi</li>
<li>Non possiamo accoglierli tutti</li>
<li>Ci rubano il lavoro</li>
<li>&#8230;</li>
</ol>
<p>Basta fare una breve verifica con altri paesi, lontani e vicini per accorgersi che non è così:</p>
<ul>
<li>alla fine del 2014 quasi 60 milioni di persone erano costrette alla fuga. Di queste solo 137.000 sono arrivati via mare in Europa. La maggior parte delle persone in fuga è ospitata da Turchia, Pakistan, Libano, Iran.</li>
<li>il Libano, ad esempio, accoglie più di un milione di profughi su circa 4 milioni di abitanti.</li>
<li>che la maggior parte delle persone ospitate in Europa non è in Italia,</li>
<li>dal 2008 al 2015 sono arrivati circa 800.000 migranti e rifugiati. Se anche fossero rimasti tutti si tratterebbe dello 0,17 % su circa 500 milioni di abitanti in Europa.</li>
</ul>
<p>Siamo di fronte a una grande sfida a cui deve saper rispondere la politica.</p>
<p>Questa, però, dovrebbe muoversi partendo da visioni. se queste mancano gestisce l’esistente quando va bene. Quando va male insegue i voti. E se i voti chiedono sangue, difesa dei privilegi che si fa? Le visioni possono aiutare a tenere in equilibrio, diversamente si è in balia delle paure irrazionali o della ricerca di consenso. E questo è uno dei limiti più grandi delle democrazie, come ci insegnava già Platone.</p>
<p>Oggi, se guardiamo all’Europa, siamo alla somma degli egoismi.</p>
<p>Citando don Milani: &#8220;Il mio problema è uguale al tuo. Sortirne insieme è la politica, da soli è l&#8217;avarizia&#8221;.</p>
<p>Oggi siamo nel tempo dell’avarizia tra gli Stati e quindi delle non-soluzioni. Mancando visioni e progetti di largo respiro. Troppo spesso si parla e si insegue l’irrazionalità, la pancia. Ma sappiamo nella storia che cosa questo ha portato: solo tragedie.</p>
<p>Poi c’è anche il che fare qui ed ora. Come gestire e organizzare l’accoglienza.</p>
<p>L’Italia tratta come emergenza una situazione ormai strutturale da diverso tempo, con conseguenti grandi lacune sul piano della progettualità da affiancare all’efficenza logistica. Su questo siamo indietro.</p>
<p>I Comuni hanno invece la possibilità di ricorrere al sistema regolare, denominato SPRAR (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati), partecipando ad appositi bandi. Parteciparvi è una pura scelta politica e in Piemonte questa scelta l’hanno presa solo 25 Comuni per poi lamentarsi delle concentrazioni in pochi comuni che avvengono tramite le assegnazioni fatte dalla Prefettura. Basterebbe un sistema di comuni più solidale per diminuire il ricorso ai bandi della prefettura.</p>
<p>Credo che qui la Regione possa giocare un ruolo importante. Aiutare/accompagnare i comuni nell’aumento della consapevolezza di questo momento storico, nell’elaborazione di progetti solidali, di integrazione, incentivando solidarietà, integrazione, senso di responsabilità, dove si torni a sentirsi non più minacciati dall’altro, ma responsabili verso l’altro superando la globalizzazione dell’indifferenza.</p>
<p>Diversamente l’emergenza l’avremo creata noi per incapacità ad affrontare le nuove sfide. Queste non diminuiranno solo perché noi non ne siamo all’altezza.</p>
<p>Ma quando la politica fallisce in questo, nella capacità di interpretare i cambiamenti e nell’elaborazione di strade per una risposta solidale ai bisogni, allora essa abdica alla sua funzione principale lasciando spazio a conflitti e violenza.</p>
<p>&nbsp;</p>
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