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	<title>miasino &#8211; Domenico Rossi</title>
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	<description>Il futuro è nelle nostre mani</description>
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	<title>miasino &#8211; Domenico Rossi</title>
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		<title>Riutilizzo castello di Miasino: la Giunta non rispetta gli impegni e allunga i tempi</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Mar 2024 16:01:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[“Siamo preoccupati. La risposta a una semplice interrogazione sul Castello di Miasino ci mette in allarme sui tempi di riutilizzo di un bene chiuso da troppo tempo che deve essere restituito alla comunità. Una confisca a cui non segue il riutilizzo sociale, infatti, vanifica tutto il lavoro fatto da magistratura, forze dell’ordine e istituzioni”. Lo [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">“Siamo preoccupati. La risposta a una semplice interrogazione sul Castello di Miasino ci mette in allarme sui tempi di riutilizzo di un bene chiuso da troppo tempo che deve essere restituito alla comunità. Una confisca a cui non segue il riutilizzo sociale, infatti, vanifica tutto il lavoro fatto da magistratura, forze dell’ordine e istituzioni”. Lo afferma il consigliere regionale Domenico Rossi che nel corso del consiglio regionale di ieri, 27 febbraio, ha interrogato la Giunta per sapere a che punto è l’iter per il bando di assegnazione per il riutilizzo sociale del castello.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Lo scorso 17 ottobre la giunta si era impegnata, sulla base di una mozione a mia prima firma votata all’unanimità dal consiglio, ad assegnare il bando per l’assegnazione per il riutilizzo sociale del Castello di Miasino il più possibile in concomitanza con il termine dei lavori per la ristrutturazione del bene che gli uffici regionali allora prevedevano entro il prossimo mese di giugno” spiega il rappresentante Dem.<br>La risposta dell’assessore Tronzano sembra, però, indicare un percorso che non rispetta le scadenze decise a ottobre. “Si legge di un’indagine conoscitiva entro luglio 2024 per la raccolta di manifestazioni di interesse, a seguire un ulteriore fase di approfondimento per definire i criteri del bando e solo allora l’avvio della fase di affidamento… i tempi si allungano sensibilmente” sottolinea Rossi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Mi rivolgo al Presidente Cirio affinché intervenga direttamente, nel rispetto dell’impegno preso con la mozione del 17 ottobre, per non far passare un messaggio pericoloso, ovvero, che quando c’è la mafia le cose funzionano mentre quando arriva lo Stato tutto si ferma. E’ inaccettabile” conclude il consigliere novarese.&nbsp;</p>
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		<title>Riutilizzo del Castello di Miasino: il consiglio regionale impegna la Giunta ad accelerare i tempi del bando</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Oct 2023 09:13:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[“E’ fondamentale che il bando per l’assegnazione per il riutilizzo sociale del Castello di Miasino venga assegnato il più possibile in concomitanza con il termine dei lavori per la ristrutturazione del bene che gli uffici regionali prevedono entro il giugno 2024: il bando sarà quindi pubblicato a luglio secondo quanto disposto dal documento. L’impegno chiesto [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">“E’ fondamentale che il bando per l’assegnazione per il riutilizzo sociale del Castello di Miasino venga assegnato il più possibile in concomitanza con il termine dei lavori per la ristrutturazione del bene che gli uffici regionali prevedono entro il giugno 2024: il bando sarà quindi pubblicato a luglio secondo quanto disposto dal documento. L’impegno chiesto all&#8217;unanimità dal Consiglio Regionale alla Giunta è un passaggio chiave per chiudere un percorso cominciato con<a href="https://domenicorossi.eu/2016/02/23/il-castello-di-miasino-passa-alla-regione-piemonte-una-vittoria-della-legalita/"> la consegna del Castello</a> alla Regione Piemonte da parte dell’Agenzia Nazionale dei Beni Sequestrati e Confiscati nel febbraio 2016”. Lo dichiara il Consigliere Regionale del Partito Democratico, Domenico Rossi, che ha presentato la mozione approvata ieri dal consiglio regionale. “Sono molto soddisfatto della convergenza sul documento da parte di tutti i consiglieri &#8211; aggiunge il rappresentante Dem &#8211; molti dei quali hanno voluto anche sottoscrivere il documento. Un risultato ottenuto anche grazie al contributo del collega Federico Perugini che si è speso per arrivare ad una condivisione più ampia possibile”.  </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“Il castello è chiuso da troppo tempo e occorre restituirlo alla comunità. Una confisca a cui non segue il riutilizzo sociale, infatti, vanifica tutto il lavoro fatto da magistratura, forze dell’ordine e istituzioni. Perciò saremo di fronte a una democrazia che funziona solo quando il castello sarà tornato a generare economia “pulita”, quando sarà un luogo aperto alla comunità, quando potremo portarci le scolaresche, come già avviene in altri beni confiscati e riutilizzati, per dire ai ragazzi </span><i><span style="font-weight: 400;">qui lo Stato ha vinto</span></i><span style="font-weight: 400;">” spiega il consigliere novarese.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“Per questo su Miasino, dopo 8 anni di attesa, non possiamo più permetterci ritardi. Il rischio è che passi un messaggio pericoloso: quando c’è la mafia le cose funzionano mentre quando arriva lo Stato tutto si ferma. E’ inaccettabile” sottolinea Rossi evidenziando che “il messaggio deve essere diametralmente opposto ed è responsabilità di tutti creare le condizioni per farlo arrivare ai cittadini perché con i beni confiscati e riutilizzati lo Stato si riprende ciò che è stato sottratto ai cittadini e lo rimette a disposizione della comunità per generare economia pulita, cultura e bellezza”.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“Il mio primo atto in consiglio regionale fu una mozione per chiedere l’acquisizione del Castello. Era uno stimolo che arrivava dal mio percorso nella società civile, nell’associazione Libera. Ora i ruoli si invertono: sono le istituzioni che devono tornare a rivolgersi alla società civile con un bando e quest’ultima deve rispondere con le proprie migliori risorse, idee e progetti. Sono certo che insieme sapremo vincere questa sfida” conclude il consigliere novarese. </span></p>
<p><br style="font-weight: 400;" /><br style="font-weight: 400;" /></p>
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		<title>Castello di Miasino: la soprintendenza dia massima priorità</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Jul 2020 08:23:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Manca il parere della Soprintendenza Archeologica Belle Arti e Paesaggio per le province di Biella, Novara, Verbano-Cusio-Ossola e Vercelli per ultimare la progettazione esecutiva e quindi indire la gara d’appalto per i lavori di messa in sicurezza del Castello di Miasino. E’ quanto è emerso oggi dalla risposta dell’Assessore Marrone all’interrogazione presentata dal Consigliere Regionale [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">Manca il parere della Soprintendenza Archeologica Belle Arti e Paesaggio per le province di Biella, Novara, Verbano-Cusio-Ossola e Vercelli per ultimare la progettazione esecutiva e quindi indire la gara d’appalto per i lavori di messa in sicurezza del Castello di Miasino. E’ quanto è emerso oggi dalla risposta dell’Assessore Marrone all’interrogazione presentata dal Consigliere Regionale Domenico Rossi. “Faccio un appello alla Soprintendenza &#8211; dichiara il consigliere Dem &#8211; affinché dia massima priorità alle valutazioni relative al Castello: la posta in gioco è troppo alta e non possiamo permetterci ulteriori rallentamenti per il percorso di riutilizzo sociale di un bene che ha valenza nazionale”.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Al fine di non allungare ulteriormente i tempi la Regione ha, comunque, predisposto l’avvio della progettazione esecutiva, ma senza un’autorizzazione sulla metodica di consolidamento strutturale delle volte del castello non ci sarebbe certezza sulle scelte progettuali definitive e potrebbe variare sensibilmente il quadro economico degli interventi. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“Su Miasino non possiamo più permetterci ritardi. Il rischio è che passi un messaggio pericoloso: quando c&#8217;è la mafia le cose funzionano mentre quando arriva lo Stato tutto si ferma. E’ inaccettabile.Il messaggio deve essere diametralmente opposto ed è responsabilità di tutti creare le condizioni per farlo arrivare ai cittadini ” conclude Rossi sottolineando che “con i beni confiscati e riutilizzati lo Stato si riprende ciò che è stato sottratto ai cittadini e lo rimette a disposizione della comunità per generare economia pulita, cultura e bellezza”. </span></p>
<p>Leggio l&#8217;<a href="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2020/07/Interrogazione-Castello-Miasino.pdf">interrogazione</a> e la <a href="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2020/07/risposta-miasino.pdf">risposta </a> della Giunta.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Regione Piemonte per la legalità: nuovi investimenti per il riuso sociale dei beni confiscati</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Jul 2017 11:21:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Oggi in Commissione Regionale per la Legalità il Presidente Sergio Chiamparino ha riferito sui criteri di assegnazione del bando per il recupero dei beni confiscati che sarà pubblicato entro settembre. «Un ulteriore investimento di Regione Piemonte sul tema della legalità e dei beni confiscati in particolare» commenta Domenico Rossi, vicepresidente della Commissione legalità. «Finalmente &#8211; [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-2529" src="http://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2017/07/commissione-legalità_3-300x225.jpeg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2017/07/commissione-legalità_3-300x225.jpeg 300w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2017/07/commissione-legalità_3-768x576.jpeg 768w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2017/07/commissione-legalità_3-700x525.jpeg 700w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2017/07/commissione-legalità_3.jpeg 1600w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Oggi in Commissione Regionale per la Legalità il Presidente Sergio Chiamparino ha riferito sui criteri di assegnazione del bando per il recupero dei beni confiscati che sarà pubblicato entro settembre. «Un ulteriore investimento di Regione Piemonte sul tema della legalità e dei beni confiscati in particolare» commenta Domenico Rossi, vicepresidente della Commissione legalità. «Finalmente &#8211; prosegue il consigliere Dem &#8211; dopo molti anni si torna a rifinanziare la legge 14/2007 grazie all’intervento del gruppo consiliare del Partito Democratico in fase di assestamento di bilancio 2016».</p>
<p>Avranno accesso al bando i Comuni assegnatari di beni immobili confiscati alla criminalità organizzata alla data della pubblicazione del bando ed i fondi, 200mila euro complessivi, potranno essere impiegati per il recupero o l’adeguamento di beni e per i progetti di riutilizzo sociale.</p>
<p>«Grazie a tali fondi &#8211; conclude Rossi &#8211; la Regione, con un cofinanziamento al 50% per un massimo di 50mila euro, consentirà ai Comuni di avviare percorsi di riuso dei beni confiscati affinché diventino testimonianza concreta di “legalità percepibile”. Perché la lotta alle mafie si deve portare avanti non solo sul piano della repressione, ma anche sul piano culturale e sociale: i beni confiscati abbandonati, infatti, rappresentano la resa dello Stato, quelli riutilizzati, invece, sono il simbolo del riscatto civile delle nostre comunità».</p>
<p>A latere della riunione il Presidente Chiamparino ha dichiarato che nelle prossime settimane sarà pubblicato il bando per la progettazione dei lavori sul Castello di Miasino con l’obiettivo di assegnarli entro la fine del 2018. Contestualmente all’esecuzione dei lavori la Regione pubblicherà il bando per il riuso sociale del Castello in modo tale da procedere con l’assegnazione definitiva entro la fine del 2018.</p>
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		<title>Pubblicato il bando per la manifestazione di interesse per il riuso sociale del Castello di Miasino</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Jan 2017 13:55:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ancora un passo avanti, ancora un passo verso il traguardo: oggi, giovedì 12 gennaio 2017, è stato pubblicato sul sito di Regione Piemonte l&#8217;avviso pubblico per la raccolta di manifestazioni di interesse per la concessione in uso del Castello di Miasino. Allora non possiamo fermarci, l&#8217;ho detto durante la cerimonia di consegna del Castello alla [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><div id="attachment_1680" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-1680" class="size-medium wp-image-1680" src="http://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2016/02/io-parlo-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" srcset="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2016/02/io-parlo-300x300.jpg 300w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2016/02/io-parlo-150x150.jpg 150w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2016/02/io-parlo-768x768.jpg 768w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2016/02/io-parlo-700x700.jpg 700w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2016/02/io-parlo.jpg 973w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><p id="caption-attachment-1680" class="wp-caption-text">Un momento della cerimonia di riconsegna del castello</p></div></p>
<p>Ancora un passo avanti, ancora un passo verso il traguardo: oggi, giovedì 12 gennaio 2017, è stato pubblicato sul sito di Regione Piemonte l&#8217;avviso pubblico per la raccolta di manifestazioni di interesse per la concessione in uso del Castello di Miasino. Allora non possiamo fermarci, l&#8217;ho detto durante la <a href="http://domenicorossi.eu/2016/02/23/il-castello-di-miasino-passa-alla-regione-piemonte-una-vittoria-della-legalita/">cerimonia</a> di consegna del Castello alla Regione Piemonte da parte dell’Agenzia Nazionale dei Beni Sequestrati e Confiscati nel febbraio 2016, e lo ribadisco oggi: dopo che la società ha stimolato le istituzioni, ora la palla torna indietro, in un cerchio che deve chiudersi virtuosamente. Con un castello restituito alla collettività, riutilizzato socialmente. Perché l’ultimo pezzo di questo viaggio ha bisogno proprio della partecipazione collettiva e solidale del popolo, dei cittadini.</p>
<p>Ora tocca alla comunità accettare la sfida lanciata dalle istituzioni: servono le idee, il coraggio e l&#8217;organizzazione delle migliori forze del territorio per raccoglierla. E&#8217; tempo di lanciare la volata finale, che consiste nel progetto di riutilizzo sociale del bene che, solo così, si trasformerà da “luogo della resa” a “luogo del riscatto” civile e morale.</p>
<p>Ringrazio il Presidente <strong>Sergio Chiamparino</strong> e la Giunta. Quando, nei primi mesi del mio mandato, ho portato il “caso” Miasino all&#8217;attenzione dell&#8217;esecutivo la risposta è stata tempestiva e puntuale su un tema per troppo tempo trascurato. In particolare gli assessori <strong>Reschigna</strong>, <strong>Ferrari</strong> e <strong>Parigi</strong>, che con i loro uffici hanno individuato gli obiettivi del riuso e predisposto il bando.</p>
<p>Clicca <a href="http://www.regione.piemonte.it/bandipiemonte/cms/avvisi/avviso-pubblico-la-raccolta-di-manifestazioni-di-interesse-la-concessione-uso-del-castello-di">qui</a> per leggere il bando pubblicato sul sito di Regione Piemonte</p>
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		<title>Il castello di Miasino passa alla Regione Piemonte. Una vittoria della legalità.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[beppe]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Feb 2016 15:00:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Antimafia]]></category>
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		<category><![CDATA[Rosy Bindi]]></category>
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					<description><![CDATA[Venerdì scorso, durante a cerimonia di consegna del Castello di Miasino alla Regione Piemonte da parte dell&#8217;Agenzia Nazionale dei Beni Sequestrati e Confiscati, la comunità novarese ha vissuto un momento intenso, ricco di emozioni positive, di speranza e di buona politica. Ingredienti di cui abbiamo bisogno, come istituzioni, come cittadini, per poter guardare al futuro.  [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-1582" src="http://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2016/02/IMG_2419-1-2.jpg" alt="aumento irap" width="196" height="300" /></p>
<div><em>Venerdì scorso, durante a cerimonia di consegna del Castello di Miasino alla Regione Piemonte da parte dell&#8217;Agenzia Nazionale dei Beni Sequestrati e Confiscati, la comunità novarese ha vissuto un momento intenso, ricco di emozioni positive, di speranza e di buona politica. Ingredienti di cui abbiamo bisogno, come istituzioni, come cittadini, per poter guardare al futuro. </em></div>
<div><em>La presidente Bindi, a un certo punto del suo discorso, ha ricordato che il Castello di Miasino figurava tra gli esempi negativi nella relazione della Commissione parlamentare antimafia per il Parlamento: &#8220;Ora, però, dovremo cambiarla&#8221;, ha aggiunto. Nel bene e nel male, il Castello, per la sua storia, la sua bellezza, le sue potenzialità, assume un significato nazionale: diventa un simbolo importante. E i simboli, nella costruzione della cultura democratica, del substrato culturale che sta alla base delle nostre vite quotidiane, sono importanti. Gustavo Zagrebelsky, in Simboli al potere, scrive che «il simbolo è tale se induce a un percorso, cioè se mette in movimento energie spirituali. Il simbolo non promuove conoscenza descrittiva, dunque passiva, ma fervore elaborativo, dunque attivo. Il simbolo si radica in ciò di cui si fa esperienza, dunque nel passato, ma si rivolge al futuro».  Il Castello ci ha già fatto fare tanta strada e ci mette davanti ancora un bel pezzo di cammino. L&#8217;ho ricordato nel mio intervento: dobbiamo prepararci alla volata finale, che consiste nel progetto di riutilizzo sociale del bene che, solo così, si trasformerà da &#8220;luogo della resa&#8221; a &#8220;luogo del riscatto&#8221; civile e morale della nostra comunità.</em></div>
<div></div>
<div><em>Con piacere condivido </em><em style="line-height: 1.5;">il testo integrale del mio intervento, le </em><em><a href="http://www.ilvenerdiditribuna.it/cronaca/miasino-castello-confiscato-camorra-tornato-alla-collettivita/" target="_blank">immagini</a> della giornata, </em><em><a href="https://www.youtube.com/playlist?list=PLjTzsjNHUMeVQmPrjQHSVyYO0tjKh3UpD" target="_blank">i video</a> che raccontano quanto accaduto e <a href="http://www.rossidomenico.it/wp-content/uploads/2016/02/interventi_miasino.pdf" target="_blank">le testimonianze di una giornata</a> che aspettavamo da tanti anni!</em></div>
<div></div>
<p><iframe loading="lazy" src="https://www.youtube.com/embed/b-2GqbSktiM" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>Buongiorno a tutti.</p>
<p>Non vi nascondo l&#8217;emozione nell&#8217;essere qui oggi, finalmente &#8220;dentro&#8221; il castello di fronte alle massime istituzioni del nostro Paese. Non è stato facile arrivare a questo momento. Per me si tratta di una strada imboccata tanti anni fa. Almeno dal 2009, quando ricevetti una mail nella quale venivo sollecitato ad occuparmi del castello di Miasino, bene confiscato, ma ancora gestito dai parenti del boss. Sono passati sette anni. Sette anni di approfondimenti, articoli, incontri, denunce, proposte… di un appassionante e faticoso lavoro collettivo che, partito da pochi, ha contagiato “molti”, come spesso accade per le battaglie giuste portate avanti con passione. Sette anni durante i quali abbiamo trovato tanti ostacoli, che però non ci hanno mai fatto desistere, anzi, al contrario ci hanno spinto a <em>resistere</em>&#8230; Soprattutto alla tentazione più forte, che è quella di arrendersi. Di accettare “che non si può fare”.</p>
<p>Noi abbiamo avuto la capacità di perseverare: tanti cittadini e associazioni che molto spesso in questo paese sanno essere PUNGOLO per le istituzioni.</p>
<p>Oggi intervengo come consigliere regionale, vice-predicente della Commissione regionale sulla legalità. Quando cominciò questo percorso, nel 2009 facevo parte di un gruppo di cittadini responsabili, volontari che semplicemente non accettavano una situazione ingiusta. Non ero consigliere io, non era parlamentare l&#8217;on. Davide Mattiello, che da sempre condivide con il territorio novarese questa battaglia di civiltà in tutti i suoi passaggi. Ci siamo battuti in quegli anni quando eravamo rispettivamente referente di Libera a Novara e referente di Libera in Piemonte, e continuiamo a farlo oggi, nelle istituzioni che, temporaneamente, ci ospitano.</p>
<p>Potrei raccontare, oggi, perché c&#8217;è voluto tanto tempo; quali sono state le cose che non hanno funzionato. Ma non voglio usare i pochi minuti che ho per fare questo. In troppe occasioni lo abbiamo fatto. Vorrei, invece, provare a raccontare gli aspetti positivi della storia. Come si è arrivati alla &#8220;conversione&#8221;, al cambiamento di sguardo e di direzione. Come siamo passati da esempio di una filiera che non funziona, che ha sempre un motivo per incepparsi, a esempio e testimonianza di una filiera che è virtuosa, che finalmente riprende a funzionare nella giusta direzione. E poi vorrei provare a dire quello che ancora resta da fare.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-1635" src="http://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2016/02/IMG_2430-1-300x200.jpg" alt="IMG_2430" width="300" height="200" />Eviterò, quindi, di raccontare cosa è accaduto dagli inizi degli anni &#8217;90 (quando il castello fu sequestrato) al 2009 (anno della confisca in via definitiva). E anche quello che è avvento dal 2009 al 2012. Partirò da questa data, da quattro anni fa, dal 2012, quando l&#8217;agenzia nazionale dei beni confiscati e sequestrati (nata nel 2010) invia una lettera agli enti locali (comuni, provincia e Regione) per chiedere loro una manifestazione di interesse, di farsi carico del percorso di riutilizzo sociale. A questa richiesta, per diverse ragioni, <u>nessuno rispose positivamente</u> e questo bloccò ulteriormente il percorso. Tanto che l&#8217;Agenzia arrivò a definire la vendita del bene.</p>
<p>Personalmente, devo dire, che proprio la situazione del castello di Miasino, insieme ad altre, mi portò, nel 2014 ad accettare l’idea di candidarmi. Questa situazione che non si sbloccava mi ha spinse a cercare di portare dentro le istituzioni i valori e le sfide che avevano animato il mio impegno e quello di tanti altri negli anni precedenti. Cominciai a sognare, insieme ai tanti compagni di strada, che quella lettera dell&#8217;ANBSC fosse aperta da un altro interlocutore. Un interlocutore capace di una risposta diversa.</p>
<p>Durante la campagna elettorale del 2014 venimmo qui a Miasino (con me c&#8217;erano l’on. Davide Mattiello e alcuni ragazzi).</p>
<p><a href="https://youtu.be/dt99SitRq8o" target="_blank">Girammo un video, “fuori” da qui</a>. Lo sottolineo, perché ancora nel 2014 questo posto era inaccessibile ai cittadini. Nel video dichiarai: «sogno una Regione coraggiosa, capace di farsi carico del Castello di Miasino e di trasformare un bene confiscato alle mafie in un&#8217;opportunità di riscossa culturale e morale e di sviluppo economico».</p>
<p>Venni eletto. Il 30 giugno 2014 entrai per la prima volta in Consiglio. Tre mesi dopo, il 30 settembre 2014 il Consiglio Regionale votava all&#8217;unanimità una mozione che impegnava la Giunta a rispondere positivamente a quella lettera. Cinque mesi dopo, la giunta deliberava in tal senso.</p>
<p>Bene. Oggi, con orgoglio, lo possiamo dire. La Regione Piemonte sta facendo la sua parte&#8230; coraggiosamente. Lo fa in un momento di enorme difficoltà di bilancio, dove i motivi per &#8220;non fare&#8221; sarebbero tanti. Lo abbiamo visto molte volte in questi anni: per bloccare qualcosa ci sono sempre mille motivi. Il problema, al contrario, è trovare un motivo per farle le cose, per portarle avanti.</p>
<p><u><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-1680" src="http://www.rossidomenico.it/wp-content/uploads/2016/02/io-parlo-300x300.jpg" alt="io parlo" width="300" height="300" srcset="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2016/02/io-parlo-300x300.jpg 300w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2016/02/io-parlo-150x150.jpg 150w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2016/02/io-parlo-768x768.jpg 768w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2016/02/io-parlo-700x700.jpg 700w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2016/02/io-parlo.jpg 973w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" />Lo ripeto, questa Regione, questa Giunta, stimolata dal Consiglio, non si è tirata indietro</u>. E di questo devo dire grazie a tutti i miei colleghi consiglieri che hanno creduto con me all’opportunità di procedere in questa direzione, al presidente Chiamparino, al vice-presidente Reschigna e agli assessori Parigi e Ferrari (da cui dipendono anche i prossimi passi) e a tutti i dipendenti della Regione che, nei diversi ruoli, hanno reso possibile questa giornata e che lavoreranno ai prossimi passi.. Il ringraziamento non può non estendersi anche al prefetto di Novara Francesco Paolo Castaldo, al direttore Umberto Postiglione, ai sindaci di Miasino e Ameno, Giorgio Cadei e Roberto Neri, a Davide Mattiello. Tutti insieme, al livello istituzionale, siamo stati capaci di raccogliere una sfida che nessuno prima aveva saputo cogliere.</p>
<p>Oggi finalmente siamo qui. Usando una metafora ciclistica penso a questa giornata come a una volata intermedia. Una tappa fondamentale del percorso cominciato tanti anni fa. Siamo riusciti a sbloccare un meccanismo che sembrava inceppato e finalmente possiamo dire che le Istituzioni stanno funzionando. Stanno facendo il loro dovere.</p>
<p>Non dobbiamo ingannarci, però. Il percorso non è arrivato al fine-corsa. Il rischio è alto, perché se non arriviamo in fondo tutta la fatica fatta potrebbe essere stata inutile, vana.</p>
<p>Sappiamo quanto i beni confiscati siano un simbolo. Possono essere un simbolo negativo o positivo.</p>
<p>Ci dice Gustavo Zagrebelsky, in <em>Simboli al potere</em>, «il simbolo è tale se induce a un percorso, cioè se mette in movimento energie spirituali. Il simbolo non promuove conoscenza descrittiva, dunque passiva, ma fervore elaborativo, dunque attivo. Il simbolo si radica in ciò di cui si fa esperienza, dunque nel passato, ma si rivolge al futuro».</p>
<p>Certamente un bene confiscato e non riutilizzato è un simbolo negativo.</p>
<p>Sappiamo quanto una confisca che toglie sulla carta ma lascia <em>&#8220;nelle mani di&#8221;</em> sia una beffa per lo stato, sia l’immagine di un’istituzione debole perché alle sue decisioni non segue nulla;</p>
<p>quanto una confisca a cui non segue il riutilizzo vanifichi tutto il lavoro fatto da magistratura e forze dell’ordine sul lato patrimoniale;</p>
<p>Insomma la confisca da sola è un&#8217;azione zoppa… non può camminare perché le manca una gamba.</p>
<p>Non devo certo essere io, qui, oggi, a ricordare quanto sia stata rivoluzionaria l&#8217;intuizione di Pio La-Torre proprio su questi temi e le gambe che, a quella intuizione, diede il milione di firme raccolto da Libera negli anni &#8217;90.</p>
<p>Un bene confiscato e non riutilizzato è un monito alla nostra inadeguatezza; è la cifra di tutto ciò che non ci possiamo permettere. Fa male, come una ferita che non guarisce mai.</p>
<p>Al contrario un bene confiscato e riutilizzato socialmente è un simbolo positivo.</p>
<p>È la materializzazione di quell’insegnamento che tutti conosciamo e che raccontiamo ai ragazzi nelle scuole: che la lotta alle mafie non è solo attività repressiva, ma necessita di una <em>pars construens</em> fatta di scuola, cultura, lavoro… di quel &#8220;fresco profumo di libertà…&#8221;. Un insegnamento che ci arriva da tutti coloro che hanno messo l’intera esistenza al servizio della lotta alle mafie. Tra questi grandi maestri c&#8217;è certamente, Giancarlo Caselli, che ringrazio di essere qui con noi.</p>
<p>Pensate al valore pedagogico che assume! Quale carburante democratico diventa un bene riutilizzato! In una società dove la fiducia verso le istituzioni è al minimo storico dovremmo strategicamente lavorare su tutte quelle situazioni che possono invertire la tendenza. Questa certamente lo è. E nel bene e nel male tutte queste cose diventano simboli ancora più importanti quando riguardano posti belli e importanti come questo. Non a caso, oggi, siamo qui con il Procuratore Nazionale Antimafia e la Presidente della Commissione Parlamentare Antimafia. Perché la situazione e il destino del Castello di Miasino riguardano l’Italia intera. L’eco di quello che succede e succederà qui va oltre i confini della nostra provincia.</p>
<p>Allora non possiamo fermarci. Oggi il sogno muta, si evolve. Posso dire (questa volta &#8220;dentro&#8221; e non fuori) che sogno una comunità capace di accettare la sfida che le istituzioni le lanciano. Dopo che la società le ha stimolate, ora la palla, la sfida torna indietro, in un cerchio che deve chiudersi virtuosamente: con un castello restituito alla collettività, riutilizzato socialmente. Eh sì, perché aveva ragione Calamandrei, quando ci insegnava che lo Stato siamo noi. Perché l’ultimo pezzo di questo viaggio ha bisogno proprio della “partecipazione collettiva e solidale del popolo”, dei cittadini. Solo così &#8220;un popolo può tornare padrone di sé&#8221;.</p>
<p>Quando questo accadrà&#8230; solo quando questo accadrà, potremo tirare un sospiro di sollievo.</p>
<p>Solo quando questo posto sarà tornato a generare economia “pulita”, quando sarà un luogo aperto alla comunità, quando potremo portarci le scolaresche, come già avviene in altri beni confiscati e riutilizzati, a dire ai ragazzi “qui lo stato ha vinto” saremo di fronte a una piccola epifania della costituzione, a una democrazia che funziona. E tutti noi qui, presenti in questa sala, sappiamo quanto bisogno c’è di questo nel nostro Paese oggi.</p>
<p>Ma la sfida futura non si esaurisce con il progetto di riutilizzo sociale. È duplice e porta con sé un altro aspetto: quello relativo al substrato culturale, in cui tutto questo è avvenuto e avviene. Un substrato culturale che per troppi anni (erroneamente) è stato ritenuto peculiare solo di alcune regioni italiane. Non certo delle nostre. Oggi sappiamo, con evidenza, che non è così. Ce lo hanno dimostrato tutte le inchieste di questi ultimi anni. Per quanto riguarda la nostra storia, però, non posso nascondervi un dato, che per me è stato significativo. Quando il castello è stato sgomberato, a febbraio del 2015, la maggior parte dei messaggi che ho ricevuto non è stata di congratulazioni. Al contrario: mi hanno scritto coppie di sposi che si lamentavano perché non potevano più sposarsi qui… qualcuno ha scritto (anonimamente) che stavamo facendo tutto questo per degli interessi personali… alcune ditte che lavoravano con la società che gestiva il castello si sono lamentate perché hanno perso un partner di lavoro. Tutti consapevoli di chi gestiva il castello.</p>
<p>Poche parole (se non tra gli addetti ai lavori) di contentezza, di liberazione.</p>
<p>Non vi nascondo l’amarezza che questo provocò in me!</p>
<p>A cosa può abituarsi una comunità?</p>
<p>Questo non lo possiamo accettare. Non può esistere assuefazione alle mafie. E su questo terreno, sulla crescita della coscienza civile delle nostre comunità dobbiamo lavorare tanto. È stata questa la grande conquista scaturita dalle stragi degli anni &#8217;90: compiere finalmente quel salto culturale e sociale che ha spostato la lotta alle mafie da compito di pochi e isolati individui (eroi) a sfida collettiva di un intero paese. Non possiamo e non dobbiamo accettare passi indietro su questo. Quello che stiamo facendo qui è che cercheremo di fare nei prossimi mesi e anni non riguarda pochi &#8220;esaltati&#8221; o chi ha compiti istituzionali particolari. Riguarda tutti. Tutti i cittadini.</p>
<p>So che questo secondo aspetto della sfida è il più complesso ed è quello che richiederà più tempo. Molto, però, in questo secondo aspetto della sfida dipenderà da come chiuderemo il primo aspetto: quello del riutilizzo sociale.</p>
<p>Chiudo restando fedele alla metafora ciclistica. Non facciamo l’errore, oggi, di pensare di essere arrivati. Dobbiamo ancora fare la volata finale: essa consiste in tutti i passi necessari al riutilizzo sociale di questo bellissimo posto. Il giorno che lo inaugureremo (spero già quest’anno) per la sua nuova vita avremo compiuto non una cosa &#8220;anti&#8221;, ma una cosa “per&#8221; e “con&#8221;; avremo un segno tangibile di quella comunità che si organizza in maniera alternativa alle mafie secondo lo spirito costituzionale.</p>
<p>Allora, e solo allora, avremo trasformato questo castello da &#8220;luogo della resa&#8221; a &#8220;luogo del riscatto” civile e morale della nostra comunità.<br />
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		<title>Ci si libera insieme</title>
		<link>https://domenicorossi.eu/2015/02/17/ci-si-libera-insieme/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[beppe]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Feb 2015 17:41:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Beni confiscati]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Regione Piemonte]]></category>
		<category><![CDATA[Domenico Rossi]]></category>
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		<category><![CDATA[Mattiello]]></category>
		<category><![CDATA[miasino]]></category>
		<category><![CDATA[Piemonte]]></category>
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					<description><![CDATA[Oggi è stato fatto un passo avanti. Ne servono altri, forse i più complicati, ma intanto festeggiamo la capacità delle Istituzioni di non lasciare lettera morta i propri atti. Non a caso con Davide Mattiello oggi abbiamo dichiarato insieme: &#8220;Liberato il Castello di Miasino: se vince la legalità, vinciamo tutti&#8230; Il provvedimento di sgombero sana [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi è stato fatto un passo avanti. Ne servono altri, forse i più complicati, ma intanto festeggiamo la capacità delle Istituzioni di non lasciare lettera morta i propri atti. Non a caso con Davide <span class="il">Mattiello oggi abbiamo dichiarato insieme</span>: &#8220;Liberato il Castello di Miasino: se vince la legalità, vinciamo tutti&#8230; Il provvedimento di sgombero sana una situazione insostenibile, che avevamo ripetutamente denunciato. Ora il nostro impegno deve continuare: a livello regionale dove il Consiglio regionale ha recentemente approvato all&#8217;unanimità, su iniziativa del consigliere Domenico Rossi, una mozione che impegna la Giunta ad attivarsi per promuovere un progetto adeguato di riutilizzo sociale del bene e a livello nazionale dove entra nel vivo il percorso di riforma delle misure di prevenzione patrimoniale e quindi dell&#8217;Agenzia, riforma della quale alla Camera è relatore per la maggioranza Davide <span class="il">Mattiello</span>, che incontrerà oggi stesso il prefetto Postiglione sia per congratularsi per il risultato importante, sia per approfondire il confronto sul dettaglio normativo&#8221;. Non a caso perché si tratta di un impegno nato tanti anni fa, cominciato nel mondo dell&#8217;associazionismo, grazie a Libera, e portato avanti nelle Istituzioni, in una filiera virtuosa e feconda di democrazia. Un impegno che ha seminato bene e che oggi vede altre persone che si impegnano nella stessa direzione, come è emerso nell&#8217;ultimo seminario di Libera Novara &#8220;Un castello di idee&#8221;.</p>
<p><div id="attachment_622" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.rossidomenico.it/wp-content/uploads/2014/09/mattiello_rossi_miasino.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-622" class="wp-image-622 size-medium" src="http://www.rossidomenico.it/wp-content/uploads/2014/09/mattiello_rossi_miasino-300x193.jpg" alt="Una foto scattata in campagna elettorale" width="300" height="193" srcset="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2014/09/mattiello_rossi_miasino-300x193.jpg 300w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2014/09/mattiello_rossi_miasino-768x494.jpg 768w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2014/09/mattiello_rossi_miasino-700x451.jpg 700w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2014/09/mattiello_rossi_miasino.jpg 800w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><p id="caption-attachment-622" class="wp-caption-text">Foto scattata in campagna elettorale</p></div></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ora, appunto, occorre fare in fretta tutti i passi necessari perché nel più breve tempo possibile si attivi e si compia il percorso di riutilizzo sociale. Ancora di più, oggi, occorre avere la capacità di mettersi insieme. Bisogna riunire al più presto un tavolo di lavoro con tutti i soggetti istituzionali e della società civile interessati a trasformare il castello in un bene da restituire alla collettività.</p>
<p>Coglierei l&#8217;occasione per occuparci di tutti gli altri beni presenti sul territorio provinciale e regionale. Riprendiamoci ciò che ci è stato sottratto!</p>
<p>P.S.: non è vero che non cambia mai nulla, che non si può fare. Bisogna diventare capaci di costruire sogni e storie collettive. Ci si libera insieme!</p>
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		<title>Depositata la mozione sul Castello di Miasino</title>
		<link>https://domenicorossi.eu/2014/09/25/depositata-la-mozione-sul-castello-di-miasino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[beppe]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Sep 2014 13:35:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Regione Piemonte]]></category>
		<category><![CDATA[camorra]]></category>
		<category><![CDATA[chiamparino]]></category>
		<category><![CDATA[miasino]]></category>
		<category><![CDATA[Novara]]></category>
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					<description><![CDATA[Vi ricordate pochi mesi fa&#8230; &#160; [youtube http://www.youtube.com/watch?v=dt99SitRq8o] Oggi ho chiesto alla Giunta Regionale di farsi carico del progetto di riutilizzo sociale del Castello di Miasino, depositando una mozione e mantenendo così un impegno preciso. Ne parliamo martedì prossimo in Consiglio Regionale: state sintonizzati! &#160; CLICCATE QUI per leggere l&#8217;articolo.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Vi ricordate pochi mesi fa&#8230;</p>
<p>&nbsp;<br />
[youtube http://www.youtube.com/watch?v=dt99SitRq8o]</p>
<p>Oggi ho chiesto alla Giunta Regionale di farsi carico del progetto di riutilizzo sociale del Castello di Miasino, depositando una mozione e mantenendo così un impegno preciso.</p>
<p>Ne parliamo martedì prossimo in Consiglio Regionale: state sintonizzati!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center"><a href="http://www.rossidomenico.it/wp-content/uploads/2014/09/Cattura.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-617" src="http://www.rossidomenico.it/wp-content/uploads/2014/09/Cattura-300x144.jpg" alt="Cattura" width="300" height="144" srcset="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2014/09/Cattura-300x144.jpg 300w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2014/09/Cattura.jpg 663w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>
<p style="text-align: center">
<p style="text-align: left"><a href="http://torino.repubblica.it/cronaca/2014/09/25/news/il_castello_sequestrato_al_boss_ma_gestito_dalla_moglie-96627932/" target="_blank">CLICCATE QUI</a> per leggere l&#8217;articolo.</p>
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