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	<title>Mauro Salizzoni &#8211; Domenico Rossi</title>
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	<description>Il futuro è nelle nostre mani</description>
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	<title>Mauro Salizzoni &#8211; Domenico Rossi</title>
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		<title>Nessun futuro per la Sanità senza medici. Si finanzino più borse di studio con il Riparti Piemonte</title>
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		<pubDate>Sun, 10 May 2020 09:27:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Covid]]></category>
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					<description><![CDATA[“L’emergenza Coronavirus ci costringe a cambiare progetti o ad accelerare quelli che avevamo: in Piemonte è necessario finanziare da subito maggiori borse di studio regionali per specializzandi in medicina” lo affermano il vice presidente del Consiglio Regionale, Mauro Salizzoni, e il vice presidente della Commissione Sanità, Domenico Rossi. “Non possiamo neppure immaginare il superamento della [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>“L’emergenza Coronavirus ci costringe a cambiare progetti o ad accelerare quelli che avevamo: in Piemonte è necessario finanziare da subito maggiori borse di studio regionali per specializzandi in medicina” lo affermano il vice presidente del Consiglio Regionale, Mauro Salizzoni, e il vice presidente della Commissione Sanità, Domenico Rossi.</p>
<p>“Non possiamo neppure immaginare il superamento della fase emergenziale e un futuro per la sanità piemontese senza pensare un rafforzamento del personale sanitario. Non basta, infatti, aumentare il numero dei posti letto<span class="Apple-converted-space">  </span>o dire che si potenzierà la medicina del territorio, ma occorrono medici, infermieri e OSS che si occupino dei pazienti” precisano Rossi e Salizzoni.</p>
<p>“Già in occasione del Bilancio di Previsione &#8211; aggiungono i consiglieri Democratici &#8211; avevamo presentato un emendamento, con l’obiettivo di aumentare le borse di studio regionali per gli di specializzandi in medicina, ma la maggioranza decise di bocciarlo”.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Un appello giustificato spiegano Rossi e Salizzoni “tenuto conto che l’attuale carenza di medici è destinata ad accentuarsi nei prossimi anni per effetto, da una lato dei pensionamenti, considerata l’età media dei medici attualmente al lavoro nel Paese, dall’altro dell’imbuto formativo che blocca migliaia di laureati in medicina a cui viene negato l’accesso alla specializzazione. Il governo farà la sua parte con il decreto di maggio finanziando circa 5 mila borse in più, anche il Piemonte faccia la sua, come hanno fatto altre regioni”. Nel 2019, ad esempio, la Campania ne ha finanziate 120, la Toscana 132 e il Veneto 89.</p>
<p>“Se prima potevamo ipotizzare un aumento graduale delle borse di studio piemontesi &#8211; spiega Salizzoni &#8211; ora non possiamo più permettercelo. Regione Piemonte al momento per il 2020 ha previsto solo 15 borse di studio, che si sommano alle 511 pagate dallo Stato sul nostro territorio, e il tentativo della Giunta di rivolgersi alle Fondazioni per attivare ulteriori percorsi (35 quelli annunciati) non sembra aver dato i frutti sperati”.</p>
<p>“Occorre un ulteriore sforzo” ne sono convinti Rossi e Salizzoni che annunciano un emendamento al Disegno di Legge Riparti Piemonte.<span class="Apple-converted-space">  </span>“Dobbiamo almeno triplicare il numero delle borse regionali, dando priorità alle specialità di cui il nostro sistema è particolarmente carente e vincolando alla permanenza in Piemonte per almeno 5 anni” concludono Rossi e Salizzoni.</p>
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		<title>Emergenza Coronavirus: quattro cose che la regione può fare ora</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Mar 2020 18:07:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicato stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Sanità]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
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		<category><![CDATA[Regione Piemonte]]></category>
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					<description><![CDATA[Rigida separazione tra reparti COVID e non-COVID, strutturare la comunicazione tra ospedali e territorio, più posti letto nelle strutture private, linee guida per le RSA Alla luce dell’appello rivolto al Presidente Conte da parte dei Presidenti di tutti gli Ordini dei medici del Piemonte (leggi qui la lettera aperta), Mauro SALIZZONI e Domenico ROSSI (Pd) [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Rigida separazione tra reparti COVID e non-COVID, strutturare la comunicazione tra ospedali e territorio, più posti letto nelle strutture private, linee guida per le RSA</p>
<p>Alla luce dell’appello rivolto al Presidente Conte da parte dei Presidenti di tutti gli Ordini dei medici del Piemonte (leggi <a href="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2020/03/lettera_aperta_21-03-2020-3_9379.pdf">qui</a> la lettera aperta), Mauro SALIZZONI e Domenico ROSSI (Pd) hanno scritto al Presidente Alberto Cirio e all’assessore Luigi Icardi, indicando quattro priorità sulle quali adottare urgentemente linee guida di intervento regionali. “Ci sono alcune misure e azioni che dipendono anche da fattori esterni all’Unità di Crisi – scrivono Mauro SALIZZONI e Domanico ROSSI &#8211;  come l’approvvigionamento dei DPI o dei macchinari per allestire nuovi posti di terapia intensiva. Ci sono alcune scelte, però, che dipendono dalla nostra capacità organizzativa e che possiamo assumere in totale autonomia. Riteniamo che, qualora fossero messe in  campo, potrebbero contribuire a migliorare la situazione”.</p>
<p>1- Rigida separazione tra reparti COVID e non-COVID. “Abbiamo appreso che in diversi ospedali piemontesi, oramai da diversi giorni, i turni del personale sanitario sono organizzati non tenendo in considerazione questa separazione. Inutile sottolineare come questo elemento faciliti la diffusione del contagio”;</p>
<p>2- Strutturare la comunicazione tra ospedali e territorio. “Oggi ogni azienda sanitaria sta facendo per sé. Molti tra i ricoverati meno gravi nei nostri ospedali potrebbero essere curati a domicilio se adeguatamente seguiti da personale dotato dei necessari dispositivi di sicurezza. Attraverso la creazione delle unità speciali e il potenziamento dei servizi di territorio dovremmo incentivare, ove possibile, la cura a domicilio. Questo alleggerirebbe il carico di lavoro e la pressione su  ospedali oramai al limite della loro capacità di ospitalità e di cura. Ma in questo momento non esistono indicazioni e linee guida per la comunicazione e la cooperazione tra aziende ospedaliere e aziende sanitarie locali”;</p>
<p>3- Aumentare con assoluta determinazione il ricorso ai posti letti disponibili nelle strutture private, così come previsto dalle ultime normative emanate per l’emergenza coronavirus;</p>
<p>4- Affrontare la situazione delle RSA. “Per le caratteristiche degli ospiti siamo di fronte a situazioni di estrema fragilità. L’unità di crisi valuti linee guida di intervento specifiche anche per queste situazioni con un’attenzione agli ospiti e agli operatori socio-sanitari”.</p>
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		<title>Città della salute: ora si proceda rapidamente e si inserisca il patto di integrità nella gara d’appalto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Nov 2019 14:01:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sanità]]></category>
		<category><![CDATA[città della salute]]></category>
		<category><![CDATA[Domenico Ravetti]]></category>
		<category><![CDATA[Domenico Rossi]]></category>
		<category><![CDATA[Mauro Salizzoni]]></category>
		<category><![CDATA[nuovo ospedale novara]]></category>
		<category><![CDATA[Ospedale Maggiore Novara]]></category>
		<category><![CDATA[partito democratico]]></category>
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					<description><![CDATA[La questione della Città della Salute e della Scienza di Novara non riguarda solo i novaresi, ma l’intero Piemonte. Lo ha testimoniato la presenza oggi (venerdì 15 novembre) di Mauro Salizzoni, Vicepresidente del Consiglio Regionale, e Domenico Ravetti, Capogruppo PD a Palazzo Lascaris, a Novara per una visita all’Ospedale Maggiore della Carità di Novara. Un [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-3757" src="http://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2019/11/IMG_5541-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" srcset="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2019/11/IMG_5541-300x168.jpg 300w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2019/11/IMG_5541-768x431.jpg 768w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2019/11/IMG_5541-700x393.jpg 700w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />La questione della Città della Salute e della Scienza di Novara non riguarda solo i novaresi, ma l’intero Piemonte. Lo ha testimoniato la presenza oggi (venerdì 15 novembre) di </span><b>Mauro Salizzoni</b><span style="font-weight: 400;">, Vicepresidente del Consiglio Regionale, e </span><b>Domenico Ravetti</b><span style="font-weight: 400;">, Capogruppo PD a Palazzo Lascaris, a Novara per una visita all’Ospedale Maggiore della Carità di Novara.<br />
</span><span style="font-weight: 400;">Un momento importante perché nonostante siano passati più di due mesi dalla giunta aperta durante la quale Cirio ha annunciato proprio qui a Novara la legge regionale per la città della salute, a oggi la ancora non esiste.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Noi abbiamo aspettato fino a mercoledì, l’altro ieri, termine ultimo per gli emendamenti del bilancio di assestamento, e visto che nulla è stato depositato abbiamo presentato noi un testo. </span><b>Siamo contenti che questa nostra azione, insieme a tutte le altre fatte in questi mesi abbiano aiutato a risolvere il conflitto presente dentro la maggioranza di centro-destra</b><span style="font-weight: 400;">. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Non è vero che si aspettavano solo i riscontri tecnici. E’ evidente, però che su questa questione c’è stata divisione all’interno del centro-destra. L’assessore Icardi lo ha più volte dichiarato: il Partnernariato Pubblico Privato (PPP) non lo convince del tutto, secondo lui costa troppo e gli interessi sono troppo onerosi. Lo ha detto in commissione, lo ripete in consiglio e l’ha detto in un recente incontro sull’ospedale unico del Vco a Verbania, lo ha dichiarato sui giornali.<br />
</span><span style="font-weight: 400;">Nonostante il Sindaco leghista di Novara continuasse a sollecitare un intervento che sbloccasse la situazione con le rassicurazioni di Cirio. </span><b>Non ci interessa fare polemiche</b><span style="font-weight: 400;"> strumentali su un tema tanto importante, non solo per i cittadini di Novara, ma per l’intero quadrante, per il Piemonte, ma </span><b>diciamo che la sanità non si costruisce con gli annunci</b><span style="font-weight: 400;">.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ad esempio: Icardi ha annunciato 17 milioni per l’ospedale di Borgomanero. Noi chiaramente ne siamo felici e contenti. Ma ha detto dove li prende? Io glielo chiederò nei prossimi giorni con un’interrogazione. Ma torniamo a Novara.<br />
</span><span style="font-weight: 400;">Vorrei essere chiaro su alcuni aspetti:</span></p>
<p><b>Qui non ci sono tifosi del PPP</b><span style="font-weight: 400;">. Qualora avessimo avuto la possibilità di scegliere la strada dell’indebitamento diretto o il governo avesse deciso di finanziare interamente l’opera noi saremmo stati d’accordo. </span><b>Ma non c’è alternativa</b><span style="font-weight: 400;">.<br />
</span><span style="font-weight: 400;">La Regione Piemonte non può aprire nuovi mutui (perché troppo indebitata) e il Governo, pur aumentando le risorse dedicate all’edilizia ospedaliera, non ha intenzione di pagare per intero l’ospedale di Novara. Dunque il PPP era ed è una scelta obbligata se si vuole costruire la città della salute e della scienza di Novara. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"><em>Costa di più da un punto di vista finanziario?</em> </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Sì, perché il privato deve comprare il denaro, deve guadagnare e si fa carico dei rischi legati a un’opera di questo tipo, che sono all’ordine del giorno nel ciclo del contratto pubblico. Vogliamo fare solo due esempi?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’ospedale di Verduno, l’ospedale di Biella, il Palazzo della Regione. Chi paga? Il pubblico. Nel caso del PPP il pubblico non paga fino a quando l’opera non è consegnata.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Su questo aspetto, quindi, la questione è: </span><b>o si fa l’ospedale con il PPP o non si fa</b><span style="font-weight: 400;">. </span><b>Altre strade, ad oggi, non esistono, nonostante siano state ventilate come disponibili dall’assessore</b><span style="font-weight: 400;">.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Io, noi, siamo tra coloro che ritengono che sia </span><b>meglio farlo con questo strumento piuttosto che non farlo</b><span style="font-weight: 400;">. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Perché? L’ospedale attuale è obsoleto, energivoro ed eccessivamente costoso. Non riesce a rispondere bene agli attuali bisogni di salute e sta diventando sempre meno attrattivo verso le professionalità migliori. Abbiamo bisogno di una struttura nuova, capace di guardare al futuro, organizzata secondo standard moderni, capace di attrarre professionalità.</span></p>
<p><b>Lasciare decadere la struttura di Novara, mentre si uccidono le prospettive di  Verbania</b><span style="font-weight: 400;"> con una scelta scellerata rispetto all’ospedale unico in posizione baricentrica, </span><b>mentre a Rho portano avanti lo Human Tecnopole e costruiscono il nuovo Galeazzi significa decidere che tutto questo quadrante andrà a curarsi in Lombardia per aumentare la quota che paghiamo ai cugini lombardi che solo nel 2018 è stata pari a 211 milioni di euro</b><span style="font-weight: 400;"> (come mobilità passiva). </span></p>
<p><em><span style="font-weight: 400;">E’ questo che vuole la destra? Cirio, Icardi e Canelli?</span></em></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Sia chiaro: noi condividiamo ogni tentativo da parte dell’assessore di risparmiare. Lo condividiamo e lo sosteniamo. Se trova il modo di rivedere il Piano Economico Finanziario in maniera migliorativa noi siamo contenti. Ma questo non può essere un alibi per aspettare Godot.</span></p>
<ol>
<li><span style="font-weight: 400;">Primo perché il PPP è uno strumento previsto dalla legge in crescita in questi anni.</span></li>
<li><span style="font-weight: 400;">Anche l’ANAC ne regolamenta l’utilizzo</span></li>
<li><span style="font-weight: 400;">Perché intanto Torino procede, con tassi di interesse simili. Perché allora non si blocca Torino visto che il bando non è stato ancora fatto?</span></li>
<li><span style="font-weight: 400;">Più passa il tempo più i costi saliranno perché il progetto è del 2009 e quindi l’ipotesi sui costi di realizzazione diventa sempre più lontana dal progetto.</span></li>
</ol>
<p><span style="font-weight: 400;">perché il piano finanziario è stato approvato tre volte da un nucleo di valutazione indipendente del ministero.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La norma non è un problema. E’ pleonastica: dice qualcosa che è già nelle cose. La Regione, infatti, già paga i costi che sostengono le aziende ospedaliere. Anche i disavanzi.</span></p>
<p><b>E’ ora di assumersi la responsabilità scaturita dall’esito elettorale.</b><span style="font-weight: 400;"> </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Bisogna passare dagli annunci alle azioni. </span><b>Siamo contenti che finalmente &#8211; aspettiamo ancora qualche ora, però &#8211; almeno su questo aspetto la giunta si sia decisa.</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Le ultime due questioni:</span></p>
<p><b>la legge, che comunque va approvata, non chiude l’iter</b><span style="font-weight: 400;">. Sulla base della legge regionale la regione dovrà chiedere il decreto di finanziamento al ministero che dovrà erogarlo. A quel punto l’azienda potrà procedere con il bando. Chiediamo a Icardi: </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"><em>Quando porta il disegno di legge in commissione considerato che la maggioranza non l’ha inserita nella programmazione?</em> </span></p>
<p><em><span style="font-weight: 400;">Intende ritagliare uno spazio mentre discutiamo dell’assestamento oppure verrà inserita dopo l’approvazione dell’assestamento? </span></em></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In questo caso significherebbe aspettare almeno un mese. E’ importante che l’assessore dica quali tempi si immagina e che interloquisca quotidianamente con il governo perché arrivi il finanziamento, forte del suo ruolo di coordinatore nazionale sull sanità nella conferenza Stato-Regioni</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">una proposta. Inseriamo il patto di integrità nella gara di appalto.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Aggiungiamo una proposta che ci consentirà di essere ancora più tranquilli rispetto ai rischi legati a un’operazione di questo tipo. Si tratta dei “</span><b>patti di integrità</b><span style="font-weight: 400;">”.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Uno strumento previsto dalla legge, dall’ANAC e dalla Commissione europea che garantisce la </span><b>trasparenza</b><span style="font-weight: 400;"> e la </span><b>correttezza delle gare d’appalto</b><span style="font-weight: 400;">, contribuisce alla realizzazione di </span><b>progetti di successo</b><span style="font-weight: 400;"> e permette di </span><b>risparmiare</b><span style="font-weight: 400;"> denaro pubblico.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il Patto di Integrità è stato sviluppato da Transparency International negli anni ’90 con l’obiettivo di aiutare governi, economia e società civile nella lotta alla corruzione nel settore degli approvvigionamenti pubblici, dotando le amministrazioni locali di uno strumento aggiuntivo deterrente contro la corruzione, che compensi meccanismi legislativi a volte incompleti o funzioni di controllo e/o repressione spesso lente ed inefficaci.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Si tratta di contratti che vengono sottoscritti, dalla stazione appaltante, dagli operatori economici e da un organismo di controllo indipendente (organismo no profit qualificato ed indipendente), con lo specifico intento di prevenire condotte illecite. Con essi, stazione appaltante ed operatori economici si impegnano, infatti, ad astenersi da condotte corruttive mediante il rispetto dei principi di lealtà, trasparenza e correttezza, mentre, l’organismo di controllo assume il duplice onere di: monitorare le varie fasi della procedura, compresa l’esecuzione del contratto, segnalando alle parti eventuali irregolarità; e di elaborare delle relazioni periodiche di dominio pubblico.</p>
<p></span><span style="font-weight: 400;">Per saperne di più sui Patti di integrità consulta </span><a href="https://www.anticorruzione.it/portal/rest/jcr/repository/collaboration/Digital%20Assets/anacdocs/Attivita/Atti/Delibere/2019/del.494.2019.LineeGuida.n.15Linee%20guida.pdf"><span style="font-weight: 400;">qui</span></a><span style="font-weight: 400;"> la parte IV agli articoli 11 e 12 delle Linee Guida Dell’Autorità Nazionale Anticorruzione n. 15 recanti «Individuazione e gestione dei conflitti di interesse nelle procedure di affidamento di contratti pubblici»</span></p>
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