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	<title>mafie &#8211; Domenico Rossi</title>
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	<description>Il futuro è nelle nostre mani</description>
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		<title>Beni confiscati: nessun aumento di risorse come annunciato, ma solo un recupero dopo tre anni di stop</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Mar 2022 14:46:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[“Siamo felici che proprio oggi, Giornata in ricordo delle vittime delle Mafie, arrivi l’annuncio, da parte della Giunta regionale che dopo tre anni torna a finanziare il bando per il riutilizzo dei beni confiscati destinato ai Comuni”  affermano i consiglieri regionali Domenico Rossi e Diego Sarno rispondendo alle dichiarazioni dell&#8217;assessore regionale alla Legalità, Maurizio Marrone [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>“Siamo felici che proprio oggi, Giornata in ricordo delle vittime delle Mafie, arrivi l’annuncio, da parte della Giunta regionale che dopo tre anni torna a finanziare il bando per il riutilizzo dei beni confiscati destinato ai Comuni”  affermano i consiglieri regionali Domenico Rossi e Diego Sarno rispondendo alle dichiarazioni dell&#8217;assessore regionale alla Legalità, Maurizio Marrone che ha annunciato che il Piemonte triplica fondi per beni confiscati.</p>
<p>“Per tre anni consecutivi, a partire dal 2019, Regione Piemonte ha bloccato i finanziamenti destinati ai Comuni attraverso i bandi per il riutilizzo sociale dei beni confiscati nonostante le nostre continue sollecitazioni. Oggi Marrone parla di risorse triplicate… La Giunta sta semplicemente ponendo rimedio alle mancanze degli anni scorsi. Siamo contenti, ma è giusto ribadire che non si tratta di risorse aggiuntive, ma di un utilizzo posticipato” spiegano i rappresentanti Dem.</p>
<p>“Su un tema centrale come quello della legalità e la lotta alla criminalità organizzata non è il caso di fare propaganda, piuttosto occorre un lavoro serio e costante in consiglio regionale, nelle commissioni e da parte dell’assessore per potenziare gli anticorpi alle infiltrazioni sul territorio” proseguono Rossi e Sarno. “E’ un bene &#8211; concludono i consiglieri democratici &#8211; che con il finanziamento del bando i Comuni possano tornare a progettare nuove funzioni per i beni confiscati affermando la forza e la credibilità dello Stato. Chiederemo anche che si proceda con  l’annunciata adozione di un “Codice Etico” e con i corsi di formazione sui rischi di infiltrazioni criminali nella gestione del bene pubblico per i funzionari e gli amministratori regionali”.</p>
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		<title>La criminalità organizzata è il Covid delle istituzioni: aumentiamo gli anticorpi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Nov 2020 12:38:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Non dobbiamo permettere che il Covid infetti anche le istituzioni, per questo occorre aumentare gli anticorpi contro le infiltrazioni della criminalità organizzata.  L’impegno totalizzante per contenere la diffusione del virus non può e non deve farci perdere di vista ciò che succede intorno all’emergenza. Ce lo raccontano le pagine di cronaca, lo denunciano le prefetture: [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">Non dobbiamo permettere che il Covid infetti anche le istituzioni, per questo occorre aumentare gli anticorpi contro le infiltrazioni della criminalità organizzata. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’impegno totalizzante per contenere la diffusione del virus non può e non deve farci perdere di vista ciò che succede intorno all’emergenza. Ce lo raccontano le pagine di cronaca, lo denunciano le prefetture: le mafie si adattano rapidamente per cogliere le opportunità nelle situazioni di crisi economica e sociale, le istituzioni devono esserlo nel predisporre le giuste contromisure. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ci preoccupa in tal senso che il Presidente Cirio e la sua Giunta non abbiano ancora dato seguito ad alcuni impegni presi a partire dalla protezione delle procedure inerenti l’emergenza sanitaria previste con l’Ordine del Giorno 225  “Monitoraggio costante del ciclo dei contratti pubblici regionali legati all&#8217;emergenza Covid-19”. Regione Piemonte, inoltre,  non ha nominato i referenti per la Regione all’interno dell’associazione nazionale “Avviso Pubblico, enti locali e regioni per la formazione civile contro le mafie” di cui è socia, non ha avviato il corso di formazione sui rischi di infiltrazioni criminali nella gestione del bene pubblico per i funzionari e gli amministratori regionali, non ha dato seguito all’impegno di redazione di un “Codice Etico”. Quello contro le mafie appare come un fronte sempre più sguarnito, un punto debole pericolosissimo, come dimostrano la vicenda che ha coinvolto l’ex assessore Rosso e il possibile intreccio tra imprenditori e ‘ndrangheta che investono nelle farmacie e nella gestione delle RSA, anche in Piemonte (Cuneo e provincia di Torino) emerso nell’articolo su un quotidiano nazionale di qualche giorno fa.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Non solo, in questo scenario spicca, per l’anno in corso, l’assenza del bando per l’erogazione di contributi per interventi volti a consentire il riutilizzo e la funzione sociale dei beni confiscati previsto dalla Legge Regionale 14/2007. Una grave mancanza perché i beni sottratti alla mafia e restituiti alla comunità sono un simbolo di riscatto civile, il messaggio più forte che si può mandare alle mafie soprattutto se generano “economia pulita” sui territori, lavoro per i più giovani o sostegno agli ultimi e ai più fragili.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">E’ il peggior momento possibile per abbassare la guardia e per questo abbiamo presentato due interrogazioni chiedendo al Presidente Cirio di riferire al più presto su questi aspetti di fronte al consiglio regionale. </span></p>
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		<title>Infiltrazioni mafiose negli appalti pubblici, la Regione si doti di adeguate contromisure</title>
		<link>https://domenicorossi.eu/2020/06/04/infiltrazioni-mafiose-negli-appalti-pubblici-la-regione-si-doti-di-adeguate-contromisure/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Jun 2020 14:10:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Antimafia]]></category>
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					<description><![CDATA[I periodi d’emergenza rendono palesi la farraginosità e l’eccessiva burocratizzazione delle procedure ordinarie relative agli appalti e ai finanziamenti pubblici. Questo è un dato di fatto, per cui sono indispensabili procedure “snellite” e con carattere d’urgenza in periodi drammatici come quello che stiamo vivendo. “Attenzione però le organizzazioni criminali hanno dimostrato una grande attenzione alle [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>I periodi d’emergenza rendono palesi la farraginosità e l’eccessiva burocratizzazione delle procedure ordinarie relative agli appalti e ai finanziamenti pubblici. Questo è un dato di fatto, per cui sono indispensabili procedure “snellite” e con carattere d’urgenza in periodi drammatici come quello che stiamo vivendo.</p>
<p>“Attenzione però le organizzazioni criminali hanno dimostrato una grande attenzione alle procedure d’emergenza. Nella mancanza totale di controlli, i fondi destinati alle aziende e ai professionisti in crisi potrebbero venire distratti da attività illecite o da richiedenti senza i necessari requisiti” sottolineano i Consiglieri regionali del Partito Democratico Diego Sarno e Domenico Rossi, che hanno presentato un Ordine del Giorno specifico.</p>
<p>“L’approvazione all’unanimità del documento è un ottimo segnale che alza i muri e aumenta gli anticorpi contro le infiltrazioni mafiose” aggiungono i consiglieri Dem ricordando che l’ode richiede l’introduzione di un’autocertificazione per le imprese beneficiarie riguardo l’assenza di motivi ostativi, l’esclusione dalle gare pubbliche per le attività con sede fiscale nei cosiddetti “paradisi fiscali”, la tracciabilità dei fondi e, infine, l’estensione di tali procedure a tutti gli appalti con carattere d’urgenza.</p>
<p>“Veloci sì, ma senza abbassare la guardia &#8211; concludono Rossi e Sarno &#8211; perché sappiamo quanto rapidamente le mafie si adattino alle opportunità: che la Regione Piemonte sia altrettanto rapida nel predisporre le contromisure”.</p>
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		<title>Lettera ai sindaci: ricordare Borsellino oggi vuol dire dotarsi di forti anticorpi contro l&#8217;illegalità</title>
		<link>https://domenicorossi.eu/2014/07/19/per-ricordare-borsellino-dotiamoci-tutti-di-forti-anticorpi-contro-lillegalita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[beppe]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 19 Jul 2014 07:24:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Regione Piemonte]]></category>
		<category><![CDATA[Augusto Ferrari]]></category>
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					<description><![CDATA[In occasione dell&#8217;anniversario della strage di via d&#8217;Amelio, l&#8217;assessore regionale Augusto Ferrari e io abbiamo deciso di inviare una lettera ai sindaci dei comuni della Provincia di Novara.  Gentile sindaco, Oggi, 19 luglio, ricorre il doloroso anniversario della strade di via D&#8217;Amelio, costata la vita al giudice antimafia Paolo Borsellino e alla sua scorta. Un giorno [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.rossidomenico.it/wp-content/uploads/2014/07/cop-osservatorio.png"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft wp-image-510 size-medium" src="http://www.rossidomenico.it/wp-content/uploads/2014/07/cop-osservatorio-300x251.png" alt="cop osservatorio" width="300" height="251" srcset="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2014/07/cop-osservatorio-300x251.png 300w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2014/07/cop-osservatorio-768x643.png 768w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2014/07/cop-osservatorio-700x586.png 700w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2014/07/cop-osservatorio.png 1182w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>
<p><em>In occasione dell&#8217;anniversario della strage di via d&#8217;Amelio, l&#8217;assessore regionale Augusto Ferrari e io abbiamo deciso di inviare una lettera ai sindaci dei comuni della Provincia di Novara. </em></p>
<p>Gentile sindaco,</p>
<p>Oggi, 19 luglio, ricorre il doloroso anniversario della strade di via D&#8217;Amelio, costata la vita al giudice antimafia Paolo Borsellino e alla sua scorta. Un giorno di profondo dolore che cambiò la storia dell&#8217;Italia intera.</p>
<p>Sono passati 22 anni da allora, ma ancora oggi il tema delle mafie, purtroppo, merita il massimo della nostra attenzione, per evitare che il sacrificio di tanti coraggiosi servitori dello Stato, custodi della legalità, non sia reso vano.</p>
<p>Ecco perché oggi assume un&#8217;importanza fondamentale la pubblicazione del &#8220;Primo rapporto trimestrale sul fenomeno mafioso al Nord&#8221;, frutto di un lavoro di ricerca e di analisi condotto dall’Osservatorio sulla criminalità organizzata dell’Università degli Studi di Milano diretto dal prof. Nando Dalla Chiesa e redatto su incarico della Commissione parlamentare di inchiesta sulle mafie e sulle altre associazioni criminali.</p>
<p>Il fenomeno delle infiltrazioni mafiose sul nostro territorio, in base ai dati raccolti, risulta grave e preoccupante. Riteniamo che poter disporre di un’analisi attenta e approfondita rappresenta un primo e importante passo per comprenderlo, ma anche per contrastarlo, attraverso interventi che possono interessare il tessuto economico, sociale e politico nel quale le organizzazioni criminali si sono radicate.</p>
<p>L’obiettivo dello studio è, altresì, quello di offrire una chiave di lettura articolata e complessiva riguardante le dinamiche in corso e di suggerire probabili linee evolutive della presenza mafiosa sul territorio settentrionale.</p>
<p>Non uno studio fine a se stesso, ma uno strumento utile per gli amministratori e chiunque abbia incarichi di responsabilità nella pubblica amministrazione. Proprio per questo motivo assieme all&#8217;assessore regionale Augusto Ferrari abbiamo inviato a tutti i sindaci del Novarese una lettera di presentazione del rapporto. Perchè con la conoscenza e la consapevolezza si può difendere davvero la legalità.</p>
<p>Il rapporto lo si può scaricare, in formato PDF, dal sito regionale del Pd a questo indirizzo: <a href="http://www.pdpiemonte.it/wp/wp-content/uploads/2014/07/Rapporto-Mafie-al-Nord.pdf" target="_blank">http://www.pdpiemonte.it/wp/wp-content/uploads/2014/07/Rapporto-Mafie-al-Nord.pdf</a>.</p>
<p>Augusto Ferrari &#8211; Assessore Regionale PD</p>
<p>Domenico Rossi &#8211; Consigliere Regionale PD</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il mio intervento sulle linee programmatiche del Presidente Chiamparino</title>
		<link>https://domenicorossi.eu/2014/07/09/il-mio-intervento-sulle-linee-programmatiche-del-presidente-chiamparino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[beppe]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Jul 2014 12:14:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Regione Piemonte]]></category>
		<category><![CDATA[Consiglio Regionale del Piemonte]]></category>
		<category><![CDATA[Domenico Rossi]]></category>
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		<category><![CDATA[Sergio Chiamparino]]></category>
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					<description><![CDATA[Grazie sig. Presidente, Buongiorno Presidente Chiamparino, colleghe, colleghi e assessori. Non nascondo l’emozione di intervenire per la prima volta in quest’aula, consapevole della grande responsabilità che abbiamo e che alle nostre parole, alle nostre scelte, alla nostra capacità di mettere in campo le giuste politiche è legato il futuro di questa Regione e dei suoi [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><iframe src="//www.youtube.com/embed/44W-EJ5mTNc" width="420" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe><br />
Grazie sig. Presidente,</p>
<p>Buongiorno Presidente Chiamparino, colleghe, colleghi e assessori.</p>
<p>Non nascondo l’emozione di intervenire per la prima volta in quest’aula, consapevole della grande responsabilità che abbiamo e che alle nostre parole, alle nostre scelte, alla nostra capacità di mettere in campo le giuste politiche è legato il futuro di questa Regione e dei suoi cittadini.<br />
Ho ascoltato con attenzione e con soddisfazione l’esposizione del programma di governo del presidente Sergio Chiamparino. Sono convinto che la strada indicata sia quella giusta … così come di altissima qualità è la squadra messa in campo dal Presidente per la sua azione di governo.</p>
<p>Per questioni di tempo mi soffermerò solamente su alcuni punti programmatici che ci sono stati presentati oggi:<br />
condivido la <strong>centralità del lavoro</strong> come cifra di tutto il nostro operato. Il lavoro è la <strong>priorità dalla quale ripartire</strong>, perché come ha detto il Presidente della Repubblica domenica scorsa: «Se i giovani non trovano lavoro l&#8217;Italia è finita». Oggi diventa ancora più evidente come mai i padri Costituenti decisero di fondare tutto l’impianto democratico e la carta fondamentale sul lavoro. Senza di esso le persone perdono la capacità di essere autonome, di affrontare la vita con serenità e di contribuire al miglioramento della società. Occorre <strong>reagire alla grande crisi che ha colpito l’Italia e il Piemonte con coraggio e creatività</strong>. Bene ha detto il Presidente Chiamparino: il Piemonte deve tornare a investire in <strong>ricerca</strong> e <strong>innovazione</strong> e nella <strong>valorizzazione del proprio territorio</strong> e delle proprie <strong>bellezze</strong>. Sarà necessario dare priorità ai giovani e agli adulti espulsi dal mercato del lavoro, perché la nostra azione deve sempre partire dai più deboli, dai più fragili, da chi è rimasto indietro, soprattutto in un tempo di scarsità di risorse nel quale sono proprio i più fragili a pagare per primi e di più.</p>
<p>Con una difficoltà in più per noi. Non si tratta di rimettere semplicemente in moto un sistema. Sappiamo tutti che la difficoltà più grande che ci impone questo momento di crisi consiste nel doppio movimento che dobbiamo essere capaci di attivare: mentre risolviamo i problemi concreti in risposta alle legittime aspettative nei nostri confronti da parte dei cittadini (sanità, trasporti, formazione, scuola, lavoro)  dobbiamo essere in grado di<strong> immaginare un nuovo futuro produttivo</strong>, che avrà certamente dei punti in comune con il passato, ma che dovrà necessariamente aprire <strong>nuovi scenari</strong>. Per capire dove investire dovremo avere la capacità di rispondere alla domanda <strong>“qual è il futuro del Piemonte?” Qual è la sua vocazione?</strong></p>
<p>Bene ha fatto il presidente a indicare nell’innovazione, nel binomio <strong>“Natura e Cultura”</strong> e nella <strong>credibilità delle Istituzioni</strong> come le vie maestre da cui passare.<br />
Il nostro territorio con le proprie eccellenze naturali e artistiche deve essere motore di sviluppo e di attrazione.<br />
Sul tema della credibilità delle Istituzioni, sappiamo quanto oggi questo sia il punto più importante, senza il quale ogni nostra politica rischia di non essere compresa, accettata dai cittadini. Senza fiducia nelle istituzioni l’impalcatura crolla.</p>
<p>C’è una questione, però, che è fondativa, che tiene insieme tutto quello che ho appena richiamato e che sorregge il nostro vivere comune. Si tratta, per usare una parola fin troppo abusata, della <strong>LEGALITA’</strong>. Ringrazio il Presidente Chiamparino per averla inserita tra i temi prioritari da cui partire e ne ha già parlato il collega Grimaldi nel suo intervento. Sappiamo bene come <strong>in democrazia il rispetto delle regole sia garanzia di uguaglianza</strong>. Gli avvenimenti degli ultimi anni, e non solo delle ultime settimane, ci hanno consegnato l’urgenza del problema della legalità anche nella nostra Regione.<br />
Si pensi al perché siamo seduti oggi in questo Consiglio <strong>con un anno di anticipo</strong>, al fenomeno dell’<strong>evasione fiscale</strong>, alla piaga della <strong>corruzione</strong>.<br />
Si pensi a quanto abbiamo potuto apprendere, all’inizio sgomenti, increduli, dalle maggiori operazioni delle DDA di Torino e Milano, che ci hanno mostrato come le mafie e in particolare la ‘<strong>ndrangheta</strong>, siano <strong>radicate</strong> nella nostra regione. Una questione che negli ultimi giorni ha ancora occupato le pagine dei giornali locali a seguito dell’operazione della magistratura denominata “san Michele” e che ancora una volta ci ha ricordato come anche i nostri territori non siano immuni dalla presenza mafiosa. Non ce n’era bisogno perché lo sapevamo già grazie alle operazioni che dal 2011 a oggi hanno interessato i nostri territori:</p>
<p>si pensi alle operazioni Minotauro (191arresti nel luglio del 2011), Alba Chiara, Colpo di coda, Esilio, Tutto in famiglia, Il Crimine/Infinito (lombarda, ma che ha toccato seriamente Novara). Abbiamo imparato da tutto questo che in decenni di sottovalutazione e negazione del problema la ‘ndrangheta ha potuto tranquillamente <strong>radicarsi</strong> a casa nostra. Lo ha fatto da un punto di vista <strong>militare</strong>, lo ha fatto invadendo (a volte colonizzando) pezzi  della nostra <strong>economia</strong> (si pensi al movimento terra, al gioco d’azzardo, alla gestione dei rifiuti, al mondo della sanità). Lo ha fatto cercando (e a volte riuscendo) a interloquire con la <strong>politica</strong> e riuscendo anche, nei casi più gravi a condizionare le <strong>istituzioni</strong>: <strong>si pensi ai Comuni sciolti per condizionamento mafioso: Leinì (marzo 2012), Rivarolo Canavese (maggio 2012)</strong>. Il tutto in una situazione ambientale e culturale che sfata il mito di una pretesa diversità culturale dei nostri territori come si evince anche dall’ultima ricerca dell’Osservatorio sulla criminalità organizzata dell’Università Statale di Milano diretto da Nando Dalla Chiesa, presentato a Torino, in occasione della visita della Commissione Parlamentare antimafia nei giorni scorsi.<br />
Non si tratta di fenomeni isolati. Si tratta, piuttosto, di una <strong>metamorfosi della nostra società</strong> che dobbiamo avere la lucidità di leggere e di capire per poterla modificare. Di un fenomeno, quello mafioso, che trova spazio in una comunità dove l’illegalità non è prerogativa dei mafiosi, ma dove questi ultimi sono in compagnia di un’ampia zona grigia in un contesto troppo spesso accogliente.</p>
<p>Non mi appassiona il dibattito su <em>quanta</em> mafia c’è. E’ una domanda sbagliata. Parte dal presupposto che se nel nostro territorio c’è meno mafia, allora possiamo stare tranquilli. È come se ci dovessimo preoccupare solamente se la magistratura ci dicesse che ci sono tanti mafiosi che commettono molti delitti.</p>
<p>Oggi le domande che dobbiamo porci devono essere diverse:</p>
<ol>
<li>Non<em> quanto, </em>ma <em>Come</em> è presente la mafia? E soprattutto</li>
<li>Come fare a <em>chiudere le porte?</em></li>
</ol>
<p>Per capire il <em>come si radica la mafia</em> dobbiamo studiare gli atti giudiziari e i testi degli studiosi. Da qui devono scaturire politiche di prevenzione e contrasto specifiche all’interno di un progetto politico ampio: un’idea di società alternativa che richiede un impegno da parte di tutti.</p>
<p>Ci sono due avverbi, uno di tempo e l’altro di spazio che secondo me ci devono fare da guida in questa situazione: <strong>Prima</strong> e <strong>fuori</strong>.</p>
<p><strong>P r i m a</strong> . Quando lamagistratura ci dice che in undato territorio è presente, inmaniera organizzata, ungruppo mafioso è già troppotardi. È evidente che, a causa della sua natura, che è accertativa, essa arriva <strong>dopo.</strong>Quanto tempo, quantireati, quante prove raccoltesono necessari per arrivare aparlare di mafia per i giudici? Quando essihanno gli elementi per dirlogiudiziariamente per lasocietà è troppo tardi, il tessuto sociale è giàfortemente ammalato. Noi dobbiamo arrivare prima. Il secondo avverbio è <strong>F u o r i.</strong> Se “la forza delle mafiesta fuori dalla mafia”, nella sua capacità di stringere relazioni fuori dal sodalizio criminale, alloraanche l’antimafia deveconcentrarsi soprattutto sul“fuori”, sui rapporti consegmenti della politica, delmondo economico, delleistituzioni e rafforzare sestessa nella capacità dicostruire comunità alternativealle mafie. Certi legami vanno recisi con fermezza e decisione.Dobbiamo avere la capacità di lavorareseriamente e profondamentesul “<strong>capitale sociale</strong>” dellemafie, sui “<strong>fattori di contesto</strong>”che ne facilitano il trapianto,sui “<strong>luoghi della resa</strong>” che alimentano il cono d’ombra.</p>
<p>Signor Presidente, non si tratta solo di una questione morale o di natura giudiziaria e non risolveremo questa situazione con una due leggi in più o migliori di quelle esistenti. Si tratta di sopravvivenza, tanto più in un momento di crisi come quello che stiamo attraversando. L’economia malata blocca quella buona, blocca gli investimenti esteri, ci condanna a non uscire dalla crisi o a restarci più a lungo. La cultura mafiosa rischia di conquistare sempre più spazi.</p>
<p>Sarà necessaria una strategia complessiva. Se c’è un insegnamento che ci arriva dalla storia dell’antimafia è proprio la consapevolezza secondo la quale, per liberarci dalle mafie, non è sufficiente la sola repressione ma sono necessarie una politica credibile, delle buone leggi, una scuola funzionante, insieme a politiche attive del lavoro. Tutto questo non può essere un compito relegabile alle sole forze dell’ordine o alla magistratura, ma spetta agli insegnanti, alle agenzie educative, agli imprenditori, ai cittadini, ma prima di tutti alla politica. Si tratta, inoltre, di un compito che non si può portare avanti in isolamento: occorre “mettersi insieme”, unire le energie, perché le mafie sono organizzate, sono efficienti ed efficaci e se vogliamo avere qualche speranza di vincere dobbiamo esserlo anche noi.</p>
<p>Sarà necessario nei prossimi anni:</p>
<ul>
<li>incentivare la lotta all’evasione fiscale e alla corruzione</li>
<li>promuovere più controlli negli ambiti a rischio (come ad esempio appalti pubblici, cave e rifiuti)</li>
<li>rivedere le normative di ambiti “sensibili” quale certamente è quello delle cave. (lo abbiamo visto anche nelle ultime cronache: in val di susa la cava discarica)</li>
<li>promuovere la formazione permanente di amministratori e dipendenti della PA.</li>
<li>promuovere <strong>il riutilizzo sociale dei beni confiscati</strong>. Dobbiamo renderli simboli, bandiere della società che vogliamo costruire. Le riflessioni sui beni confiscati non dovranno essere solo di natura economica (mi conviene o non mi conviene, lo vendo o lo affitto). Si tratta di una finestra dalla quale guardare all’Italia e al Piemonte del futuro che dobbiamo ancora costruire, nella quale, speriamo, non ci sia spazio per le mafie.Un bene confiscato alle mafie e riutilizzato socialmente, che porta alla collettività “cose buone”, è un successo delle Istituzioni e della società civile migliori, ma soprattutto la prefigurazione del mondo che vorremmo. Permettetemi, in questa sede, un riferimento al mio territorio, dove a Miasino (NO), sul lago d’Orta è presente il Castello di Miasino, appunto, dimora da fiaba confiscata al boss Galasso anni fa e ancora in mano a una società riconducibile alla famiglia del boss al quale è stato sequestrato. Tutto questo non è accettabile. Quel bene deve portare lavoro ai giovani del nostro territorio.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dovremo valutare, colleghi, se riproporre la Commissione speciale con compiti di indagine conoscitivi per la promozione della cultura della legalità e per il contrasto di ogni forma di criminalità organizzata o se dotarci di altri strumenti con lo scopo di <strong>studiare</strong>il fenomeno e di<strong>proporre politiche di prevenzione e contrasto alle mafie.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Questo credo sia oggi un nostro dovere. Dobbiamo fare tutto quanto in nostro potere: per le Istituzioni, per i cittadini e per le generazioni future.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>L7 di Libera Piemonte: non vedo l&#8217;ora!</title>
		<link>https://domenicorossi.eu/2014/04/30/l7-di-libera-piemonte-non-vedo-lora/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[beppe]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Apr 2014 14:52:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[l7]]></category>
		<category><![CDATA[legalità]]></category>
		<category><![CDATA[libera]]></category>
		<category><![CDATA[mafie]]></category>
		<category><![CDATA[Piemonte]]></category>
		<category><![CDATA[rossi domenico]]></category>
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					<description><![CDATA[&#160; Ho aderito! Dopo &#8220;Riparte il futuro&#8221; sottoscrivo tutte le proposte di Libera Piemonte espresse nella piattaforma L7. Per anni ti impegni per chiedere alla politica di aderire a ciò che ritieni giusto, doveroso, necessario&#8230; Poi all&#8217;improvviso sei tu che devi farlo e ti rendi conto di quanta responsabilità hai sulle spalle e sulle gambe. L&#8217;ho [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.rossidomenico.it/wp-content/uploads/2014/04/L7.png"><img decoding="async" class="alignleft  wp-image-348" src="http://www.rossidomenico.it/wp-content/uploads/2014/04/L7.png" alt="L7" width="741" height="223" srcset="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2014/04/L7.png 578w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2014/04/L7-300x90.png 300w" sizes="(max-width: 741px) 100vw, 741px" /></a>Ho aderito!<br />
Dopo &#8220;<a href="http://www.rossidomenico.it/ho-firmato-per-far-ripartire-il-piemonte/" target="_blank">Riparte il futuro</a>&#8221; sottoscrivo tutte le proposte di Libera Piemonte espresse nella piattaforma <a href="http://l7.liberapiemonte.it" target="_blank">L7</a>.</p>
<p>Per anni ti impegni per chiedere alla politica di aderire a ciò che ritieni giusto, doveroso, necessario&#8230; Poi all&#8217;improvviso sei tu che devi farlo e ti rendi conto di quanta responsabilità hai sulle spalle e sulle gambe.<br />
L&#8217;ho già scritto: &#8220;C&#8217;è un tempo per il cambiamento preteso&#8230; c&#8217;è un tempo il cambiamento esercitato&#8230; La mia candidatura significa questo: continuare a praticare la grammatica del cambiamento su un altro campo di gioco, consapevole che non esiste lotta alle mafie, alla corruzione senza una buona politica, come non esiste, senza di essa, lo sradicamento delle povertà e la lotta alle ingiustizie&#8221;.</p>
<p>E allora &#8220;Evviva Libera!&#8221; e le sette proposte per il buon governo del territorio. Io le sottoscrivo tutte e mi impegno a portare avanti ciò che ho sempre sostenuto fino a oggi: impegno per i beni confiscati e la giornata della memoria, lotta all&#8217;usura, lotta al gioco d&#8217;azzardo, disciplina del settore cave, lotta alla corruzione e lotta alle povertà.</p>
<p>Non vedo l&#8217;ora!</p>
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