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	<title>mafie al nord &#8211; Domenico Rossi</title>
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		<title>Mafie al Nord: Su delibera del CSM condivido le preoccupazioni di Libera, non abbassiamo la guardia</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Jun 2026 16:11:57 +0000</pubDate>
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“Da anni istituzioni, associazioni, magistratura e forze di polizia lavorano per superare un pregiudizio di natura culturale che per anni ha relegato le mafie al Sud: decine di inchieste e diversi studi hanno dimostrato che le organizzazioni mafiose non conoscono più confini geografici e rappresentano un problema dell’intero Paese oltre che un fenomeno ormai internazionale. Proprio per questo occorre prestare attenzione a ogni scelta che possa essere interpretata come un ridimensionamento della presenza mafiosa nelle regioni del Nord” spiega Rossi.<br />
“Il Piemonte &#8211; prosegue il presidente della commissione legalità &#8211; conosce bene questa realtà. Numerose indagini e sentenze hanno certificato nel tempo il radicamento delle organizzazioni mafiose sul nostro territorio, dimostrando come le mafie abbiano saputo infiltrarsi nell’economia e nel tessuto sociale ben lontano dalle aree tradizionalmente considerate di origine.”<br />
Ma il tema non riguarda soltanto la percezione del fenomeno. “Se dovesse affermarsi, anche indirettamente, l’idea che al Nord le mafie siano marginali o poco incisive, il rischio è che nel tempo possano indebolirsi anche l’attenzione istituzionale, gli organici e gli strumenti destinati al contrasto, sia sul versante della magistratura sia su quello delle forze dell’ordine. Sarebbe un errore grave che il nostro Paese non può permettersi” conclude Rossi.</p>
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		<title>La mia mozione in consiglio regionale che chiede alla Regione Piemonte di aderire ad Avviso Pubblico</title>
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		<dc:creator><![CDATA[beppe]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Jul 2014 14:50:23 +0000</pubDate>
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<p>Un primo passo, importante e necessario, per due motivi. Primo, perché occorre creare una rete tra gli amministratori per condividere conoscenze e buone prassi contro l’illegalità. E secondo, perché, come ha ricordato ancora recentemente Raffaele Cantone, a capo dell’Autorità anticorruzione, la corruzione ha costi pesantissimi per la nostra economia: tenere fuori ogni infiltrazione serve a liberare, quindi, nuove risorse per l’economia, quella sana e onesta. Gli avvenimenti degli ultimi anni hanno messo in evidenza l’urgenza del problema della legalità anche nella nostra Regione. Le recenti operazioni compiute dalle Direzioni distrettuali antimafia di Torino e Milano hanno dimostrato che le mafie, e in particolare la ‘ndrangheta, sono radicate anche in Piemonte e sono in grado di invadere settori dell’economia e interloquire con segmenti della politica. Alcune istituzioni sono state gravemente condizionate al punto che le amministrazioni comunali di Leinì (nel marzo 2012) e Rivarolo Canavese (nel maggio 2012) sono state sciolte per condizionamento mafioso. Ma sono solo gli ultimi casi: nel 1995 Bardonecchia conquistò il primato di primo comune sciolto per mafia al Nord. E qualche anno prima capitò anche a Domodossola dove non si arrivò allo scioglimento solo perché arrivarono prima le dimissioni dei consiglieri comunali. La criminalità in Piemonte, dunque, c’è, esiste ed è molto radicata: non si può più far finta di niente. E le istituzioni, Regione in primis, sono chiamate a prendere una posizione netta a riquadro. Anche perché la Regione ha tra le sue finalità istituzionali proprio lo sviluppo dell&#8217;ordinata e civile convivenza della comunità regionale, della cultura della legalità e della cittadinanza responsabile attraverso interventi nei settori dell&#8217;educazione alla legalità, della prevenzione e della lotta contro la criminalità organizzata. Un impegno in piena sintonia con la lotta alla corruzione e alle mafie indicate come priorità dal presidente Sergio Chiamparino nel suo discorso di insediamento.</p>
<p>Credo che l’adesione della Regione ad Avviso Pubblico possa aiutare concretamente gli amministratori pubblici a non sentirsi abbandonati nel comprendere e contrastare queste infiltrazioni, creando una rete di condivisione, collaborazione e solidarietà tra gli amministratori impegnati sul territorio. Perché il contrasto alle organizzazioni mafiose non si realizza solo con le azioni di repressione, ma attraverso una buona politica e un’amministrazione trasparente e preparata. Ecco perchè investire sulla formazione di politici, amministratori e funzionari della pubblica amministrazione è fondamentale in quest’ottica di collaborazione e condivisione delle buone prassi.</p>
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