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	<title>legge &#8211; Domenico Rossi</title>
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	<description>Il futuro è nelle nostre mani</description>
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	<title>legge &#8211; Domenico Rossi</title>
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		<title>Approvata la Legge sull&#8217;invecchiamento attivo</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Mar 2019 15:44:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il Consiglio Regionale ha approvato all’unanimità nella giornata di oggi la proposta di legge per la promozione e la valorizzazione dell’invecchiamento attivo. Una norma che ha lo scopo di promuoverne la partecipazione alla vita sociale, civile, economica e culturale delle persone anziane, favorendo la costruzione di percorsi per l’autonomia e il benessere nell’ambito degli abituali [&#8230;]]]></description>
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<div>Il Consiglio Regionale ha approvato all’unanimità nella giornata di oggi la proposta di legge per la promozione e la valorizzazione dell’invecchiamento attivo. Una norma che ha lo scopo di promuoverne la partecipazione alla vita sociale, civile, economica e culturale delle persone anziane, favorendo la costruzione di percorsi per l’autonomia e il benessere nell’ambito degli abituali contesti di vita.“Un traguardo importante per il Piemonte raggiunto a fine legislatura, una delle regioni italiane con il più alto numero di over 65” commenta <strong>Domenico Rossi</strong>, primo firmatario della legge e presidente della commissione sanità. “E’ indispensabile &#8211; prosegue Rossi &#8211; che le istituzioni mettano in campo strumenti e politiche finalizzate a governare i temi della cronicità e invecchiamento attivo che rappresentano due sfide cruciali per il futuro. La legge ha l&#8217;obiettivo di superare una situazione di spontaneismo progettuale attraverso l&#8217;adozione di un programma regionale per l&#8217;invecchiamento attivo e il coordinamento dei diversi soggetti coinvolti: ASL, strutture sanitarie, comuni, scuole e associazioni”.Il testo di legge, che nella sua stesura definitiva accoglie le sollecitazioni emerse durante le audizioni, a partire dalla costituzione di una cabina di regia con i diversi soggetti che si occupano quotidianamente di politiche per l&#8217;invecchiamento attivo, si propone di favorire la partecipazione delle persone anziane alla vita della comunità attraverso l’impegno nel volontariato, una formazione permanente, il trasferimento di competenze ai lavoratori più giovani, il mantenimento del benessere psicofisico, il coinvolgimento in attività culturali e ricreative e in iniziative di turismo sociale, attività di giardinaggio e orticoltura, con la gestione gratuita di terreni comunali.&#8221;La legge approvata oggi in Consiglio &#8211; aggiunge l’assessore Regionale al welfare <strong>Augusto Ferrari </strong>&#8211; rappresenta un&#8217;importante opportunità per affrontare in termini programmatici il processo di cambiamento demografico, che nella nostra regione, in particolare, ha una dimensione rilevante. Bisogna mettere a punto tutti gli strumenti indispensabili per la piena valorizzazione di questo capitale umano e sociale, che rappresenta un tassello prezioso e insostituibile per la coesione sociale delle nostre comunità. Un ringraziamento va al collega Domenico Rossi, Presidente di Commissione e al gruppo Pd tutto ed al Consiglio regionale per averla portata all&#8217;approvazione entro fine legislatura&#8221;.</div>
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		<title>Gioco d&#8217;azzardo patologico: la mia lettera al Direttore de La Stampa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Nov 2018 23:00:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[Gentile Direttore, le scrivo in merito al titolo dell’articolo relativo alla legge regionale sul gioco d’azzardo patologico apparso oggi a pagina 45 del dorso torinese del giornale da Lei diretto. Riportare in un virgolettato che “La legge sulle slot è incostituzionale”, come si legge nel titolo, è fuorviante e non riporta una notizia corretta. Non [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="p2">Gentile Direttore,</p>
<p class="p2">le scrivo in merito al titolo dell’articolo relativo alla legge regionale sul gioco d’azzardo patologico apparso oggi a pagina 45 del dorso torinese del giornale da Lei diretto.</p>
<p class="p2">Riportare in un virgolettato che “La legge sulle slot è incostituzionale”, come si legge nel titolo, è fuorviante e non riporta una notizia corretta. Non c’è stato alcun pronunciamento di merito da parte del giudice sulla legge regionale, ma solamente l’emissione di un’ordinanza cautelare &#8211; di cui si racconta nell’articolo &#8211; che ha natura precauzionale, in attesa dell’udienza di merito che, nel caso dovesse confermare l’orientamento espresso, dovrà necessariamente rimandare alla Corte Costituzionale, unico organo deputato ad esprimersi sulla costituzionalità delle leggi.</p>
<p class="p2">Non solo, l’orientamento espresso dal Giudice nell’ordinanza cautelare, qualora confermato dalla Corte, sarebbe da intendersi riferito al solo articolo relativo alle distanze dai luoghi sensibili e non all’intera legge, come invece, si evince dal titolo dell’articolo. Qualora si decidesse per un rinvio alla Corte Costituzionale e quest’ultima dovesse esprimersi in tal senso, certamente il legislatore dovrà intervenire modificando il testo di legge secondo quanto disposto. Si tratterebbe, però, di emendare un unico articolo di una legge che affronta il tema da diversi punti di vista e che affianca ad azioni di natura regolamentare la promozione di azioni di prevenzione.</p>
<p class="p2">In seguito a queste considerazioni ritengo prematuro e fuorviante, ai fini dell’informazione verso i cittadini, parlare di incostituzionalità della legge, in quanto la Corte non si è espressa nel merito, e perché, qualora dovesse farlo sull’aspetto sollevato dal giudice con l’ordinanza, si tratterebbe di un pronunciamento su un aspetto specifico della legge e non sull’intero testo.</p>
<p class="p2">Si tenga anche presente che diversi tribunali amministrativi e la stessa Corte Costituzionale si sono già espressi in diverse occasioni sul tema del distanziometro, anche se a partire da situazioni differenti, confermando la possibilità per le regioni di poter intervenire sul tema anche attraverso la definizione di distanze da luoghi sensibili. <i></i><i> </i></p>
<p class="p2">Per quanto riguarda la legge piemontese colgo l’occasione per ricordare che si tratta di un testo approvato all’unanimità dall’assemblea di Palazzo Lascaris: una piena condivisione, molto rara in Consiglio, scaturita dalla consapevolezza che il gioco d’azzardo patologico rappresenta un vero e proprio dramma socio-sanitario, che colpisce prima di tutto le fasce più deboli della popolazione. A conferma di quest’ultima affermazione la scelta del Ministero della Salute di inserire, a partire dal 2017, il gioco d’azzardo patologico nei livelli essenziali di assistenza facendosi carico delle persone che cadono in una situazione di dipendenza a causa della diffusione incontrollata di tale fenomeno.</p>
<p class="p2">E’ chiaro a tutti, anche al legislatore regionale, che il fenomeno del gioco d’azzardo patologico è complesso e non può essere risolto solamente con alcuni divieti o limitazioni. Queste hanno l’obiettivo di allontanare il gioco, per quanto lecito, dai “luoghi della vita”, cercando di invertire una rotta che in questi anni ha reso l’offerta eccessivamente pervasiva, al punto da portare la raccolta su cifre esorbitanti e quindi aumentare le possibilità di “ammalarsi” di GAP. E’ evidente che, per raggiungere l’obiettivo della riduzione delle persone dipendenti da gioco, sia necessaria un’importante opera di sensibilizzazione e di formazione a diversi livelli, oltre che un innalzamento dei livelli di cura, che la legge prevede di fare attraverso il piano integrato di cui all’articolo 3.</p>
<p class="p2">Sono convinto che qualora emergesse un contrasto tra diversi interessi costituzionali la politica dovrà cercare una mediazione che metta al centro il bene comune, a partire dalla tutela dei più fragili.</p>
<p class="p2">La ringrazio per l’attenzione che mi ha concesso.</p>
<p class="p2">Domenico Rossi</p>
<p class="p2">Consigliere Regionale</p>
<p class="p2">Presidente della Commissione Sanità e Politiche Sociali della Regione Piemonte</p>
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		<title>Sveglia! Ogni giorno ha il suo nemico…</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Domenico]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Aug 2018 13:51:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[Sembra incredibile quanto sta accadendo in Italia in queste settimane. Si comprende meglio, anche se non è una consolazione, quello che per anni abbiamo studiato nei libri di storia chiedendoci alla fine: ma come è stato possibile? Perché la gente ha creduto e permesso tutto questo? Eppure sta accadendo sotto i nostri occhi.  Si crea [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-3044 alignleft" src="http://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2018/08/immagine-nemico-ombra.jpg" alt="" width="300" height="300" srcset="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2018/08/immagine-nemico-ombra.jpg 300w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2018/08/immagine-nemico-ombra-150x150.jpg 150w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2018/08/immagine-nemico-ombra-144x144.jpg 144w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Sembra incredibile quanto sta accadendo in Italia in queste settimane. Si comprende meglio, anche se non è una consolazione, quello che per anni abbiamo studiato nei libri di storia chiedendoci alla fine: ma come è stato possibile? Perché la gente ha creduto e permesso tutto questo?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Eppure sta accadendo sotto i nostri occhi.  Si crea un nemico che minaccia la nostra libertà, la nostra possibilità di crescita economica, il nostro presente e il nostro futuro. Si descrive questo paese come se fosse sotto attacco quotidiano da migranti, Europa, banche e poteri forti. Quando arriva una nave di migranti sono loro, il giorno dopo è l’Europa, e così via. L’importante è che tutti sentano ogni giorno la pressione del nemico, qualcuno di esterno, di altro su cui scaricare ogni paura ed emozione negativa. Poi si dipingono coloro che non accettano questa propaganda come nemici della patria che mettono in pericolo il paese, mondialisti complici dei poteri forti, degni di ricevere ogni tipo di offesa e nefandezza. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">E così, in pochi mesi, quasi senza accorgersene si passa da un paese ancorato alla parte benestante del mondo con i suoi problemi, ma anche con le sue opportunità a un paese che si sente assediato, all’interno del quale si lascia libero sfogo ai pensieri e alle pulsioni peggiori, guidate e orientate da chi, invece di provare a risolvere con difficoltà i problemi esistenti, invoca ogni giorno un nemico diverso su cui scaricare le responsabilità, ignorando sempre le proprie.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">(Andate a vedere che cosa è successo in Germania negli anni ‘30 del XX secolo o nell’ex-Jugoslavia pochi decenni fa. Guardate a quelle storie cercando di farvi raccontare qualcosa sull’oggi. Il popolo, tanto declamato, viene strumentalizzato)</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ogni vincolo che arriva dal bilanciamento dei poteri, base di ogni democrazia, è un ostacolo alla difesa del popolo. Il Parlamento diventa un luogo dove si ha tanto tempo per parlare (a partire dal suo presidente), mentre c’è chi governa che fa, si adopera per il popolo. I magistrati diventano immediatamente servi del sistema, asserviti alle logiche dei poteri forti o dei radical chic. Ma se c’è una cosa che la Storia ci ha insegnato è che il potere tende a debordare, ad abusare di se stesso. Le democrazie liberali si fondano sul tentativo di limitare questa tendenza e la nostra costituzione, che nasce dopo un periodo in cui il prezzo per quell’abuso è stato enorme, si fonda proprio su quel delicato equilibrio.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Non esistono </span><i><span style="font-weight: 400;">princeps legibus solutus</span></i><span style="font-weight: 400;">, oramai nemmeno più nelle monarchie esistenti. L’unica garanzia di uguaglianza e libertà è l’uguaglianza di fronte alla legge. Chi invoca una pretesa superiorità alle leggi in nome di un’investitura popolare consapevolmente mette in discussione le fondamenta democratiche del nostro vivere comune. Non c’è nessun mandato popolare che liberi il governo e i suoi rappresentanti dal rispetto della legge e dei principi costituzionali. Non è un caso che l’articolo 1 della nostra Costituzione ci dica che il potere appartiene al popolo </span><b>che lo esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione</b><span style="font-weight: 400;">. Insomma non esiste nessun potere legittimo fuori da quei limiti. Diventa poi ridicolo rivendicare una presunta volontà popolare a fronte di risultati elettorali che assegnano il 17% o anche il 30%&#8230; Questo è l’aspetto dirimente in democrazia. Ci ha provato Berlusconi negli anni ‘90 e ora ci prova la Lega, con l’appoggio del M5S che per non mettere in crisi l’esperienza di governo calpesta e rinnega i principi su cui ha fondato il suo consenso negli anni. Non credo sia un caso: sull’indagine che vede imputato Salvini anche molti dirigente di Forza Italia, a partire dal Silvio Berlusconi, si siano precipitati a parlare nuovamente di “giustizia ad orologeria” e abbiano comunicato solidarietà a Salvini. Ai molti che da sinistra guardano a un’alleanza ampia per contrapporsi ai sovranisti dico che su questo aspetto non esistono compromessi: in una democrazia liberale e costituzionale non esistono persone “sciolte dalle leggi”. All’hastag di questi giorni #iostoconsalvini occorre contrapporre </span><b>#iostoconlalegge</b><span style="font-weight: 400;">.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Correttamente molti dicono che i governi si giudicano dagli atti concreti. Bene, proviamo ad analizzare i fatti compiuti nei primi 100 giorni e magari a confrontarli con le promesse elettorali legate al tema del tanto caro agognato “cambiamento”: cosa è stato fatto? Nulla di nulla. La legge Fornero è ancora lì, così come le accise sulla benzina. Della flat tax non c’è nemmeno l’ombra così come del reddito di cittadinanza.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Intanto, però, abbiamo tanti “nemici” in più da cui difenderci e rischiamo di modificare anche la nostra posizione internazionale che, per anni, ci ha garantito prosperità e pace. Mentre uno dei vice-premier (Di Maio) dice che da adesso in poi (dal fallimento del vertice europeo dove avremmo dovuto spezzare le reni all’Europa e invece ci hanno rimandato indietro ancora più isolati) non esiste uno schema prestabilito e che, invece di interloquire con Bruxelles lo faremo con i singoli stati volta per volta, l’altro (Salvini) incontra Orban a Milano martedì prossimo. Orban che rappresenta il peggio dell’Europa di questi anni e che non aggiunge nulla alla tanto imperfetta Europa esistente: solo egoismo ad egoismo. Questo non potrà che portare a un’ulteriore disgregazione dell’Unione Europea se non a un fallimento del progetto, portato avanti faticosamente in questi anni. Se le elezioni europee dovessero andare come auspicano Di Maio e Salvini il rischio che non ci sia più nessuna Europa si concretizzerà pericolosamente. A quel punto non staremo meglio, perché sostituiremo un’unione imperfetta con una somma di singolarità fragili, autoritarie, chiuse su se stesse e incapaci di affrontare da soli le sfide che abbiamo di fronte. Pensate che saremo autosufficienti da un punto di vista militare? o da quello economico? Saremo solo più esposti alla dipendenze del potente di turno… altro che “prima gli italiani”.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Tutto questo è avvenuto senza una discussione in Parlamento o un confronto pubblico. Sono bastate piccole scelte e una propaganda continua.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Tutto questo è amplificato dalla diffusione massiva dell’uso dei social network che stanno sostituendo tutti i media tradizionali e gli storici luoghi di confronto vis-a-vis. Qui abbiamo due elementi che creano una miscela esplosiva: l’organizzazione di gruppi di persone che costruiscono notizie false o lanciano campagne di propaganda con l’obiettivo di mostrarle come vere e “spontanee” insieme alla diminuzione di empatia che scaturisce da una comunicazione mediata da uno schermo e una tastiera. Le bugie insieme all’assenza del corpo e del volto dell’altro che fanno da limite alla mia capacità/possibilità di ferire e infierire hanno creato dei luoghi dove le pulsioni negative e distruttive sono diventate l’unica grammatica possibile. Il tutto inserito in un contesto sociale dove milioni di persone vivono connesse per la maggior parte del tempo non riuscendo più a distinguere con chiarezza i confini tra offline ed online. Alla prova dei fatti il contesto più adatto alla propaganda mai esistito prima d’ora.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">So che molti rischiano di cedere alla tentazione del disimpegno di fronte alle tante cose che sembrano non andare. Ma </span><b>è nei momenti più difficili che dobbiamo richiamarci alle responsabilità che abbiamo di fronte alle generazioni future</b><span style="font-weight: 400;">. Oggi più che mai dobbiamo trovare la forza per rinnovare il nostro impegno per costruire un presente e un futuro di pace e benessere a partire dai bisogni dei più fragili. Servirà tanto coraggio per mettere in discussione le certezze culturali e politiche che ci hanno guidato fino ad ora e costruire la strada adatta al nuovo percorso che ci attende.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Resto convinto che ci siano degli ingredienti irrinunciabili: costruire e organizzare una resistenza consapevole e adeguata al mezzo sui social; costruire forze politiche trans-nazionali, ad esempio, perché i problemi che ci troviamo ad affrontare hanno quasi sempre una dimensione che supera di gran lunga i confini nazionali; trovare un modo per tornare a essere critici nei confronti del capitalismo e del sistema che genera ingiustizie. Solo così potremo spostare l’attenzione dagli effetti alle cause dei fenomeni che oggi ci spaventano, compresi i fenomeni migratori.</span></p>
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		<title>Il mio intervento come relatore per la Legge Regionale su bullismo e cyberbullismo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jan 2018 16:46:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interventi in aula]]></category>
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					<description><![CDATA[Buongiorno Presidente, oggi cominciamo la discussione di un provvedimento importantissimo perché affronta un tema molto sentito dai nostri cittadini. Il testo che arriva qui oggi si occupa di bullismo e cyber-bullismo, è figlio di due provvedimenti (la PDL 240 di cui sono primo firmatario e la PDL 269 di iniziativa dei componenti dell’Ufficio di presidenza [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">Buongiorno Presidente,</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">oggi cominciamo la discussione di un provvedimento importantissimo perché affronta un tema molto sentito dai nostri cittadini.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il testo che arriva qui oggi si occupa di bullismo e cyber-bullismo, è figlio di due provvedimenti (la PDL 240 di cui sono primo firmatario e la PDL 269 di iniziativa dei componenti dell’Ufficio di presidenza del Consiglio regionale che hanno inteso adottare il progetto di legge predisposto dagli alunni della classe II G dell’Istituto professionale statale “V. Mucci” di Bra (CN) nel corso dell’iniziativa “Ragazzi in Aula”) e ha visto al lavoro la IV e VI commissione in lavoro congiunto, con la costituzione di un gruppo di lavoro che ha visto la partecipazione anche di rappresentanti della Giunta (colgo l’occasione per ringraziare tutto il personale che ha collaborato).</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Quando nel marzo del 2017 presentammo la proposta di legge ancora il Parlamento non aveva legiferato in materia, cosa che poi ha fatto nel luglio del 2017 con l’importantissima legge n.71/2017 (prima in Europa sul tema) che già sta dando i suoi frutti e che fonda le sue radici proprio nel novarese. Perché novarese è la senatrice Ferrara, prima firmataria del provvedimento nazionale, ma soprattutto perché a Novara abbiamo vissuto due tra le tragedie più gravi che in questi anni ci hanno svelato l’importanza dei temi che oggi qui trattiamo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Mi riferisco a due giovani vite, scomparse per gli effetti negativi che il mondo della rete ha portato nella nostra società e che non avevamo previsto o avevamo sottovalutato: Tommaso (nel 2009) e Carolina (nel 2013). Da entrambe queste tragedie sono nati dei percorsi “positivi” con l’obiettivo di evitare altre tragedie. Percorsi educativi nelle scuole, ma anche percorsi normativi. Possiamo dire che la legge nazionale, ma anche questa nostra legge regionale affonda le sue radici nella tragedia che vide la giovane Carolina Picchio a soli 14 anni togliersi la vita, 5 anni fa, perché non più in grado di reggere al peso di ciò che le stava accadendo, vittima di cyber-bullismo. Carolina non andò via in silenzio. Lasciò un lungo messaggio. Nel suo commiato a un certo punto dice: “le parole fanno più male delle botte”. Perché le parole ci entrano dentro e continuano a parlarci, rivolgendosi alla parte più intima e più fragile di noi stessi. Perché nella rete le parole si moltiplicano, diventano un’eco infinita che può perseguitare. Le parole di Carolina, però, si sono trasformate in un testimone raccolto prima di tutto da suo papà “Paolo”, poi dalla senatrice Ferrara e poi dai tanti, compreso questo nostro Consiglio Regionale, che già tante attività e tante campagne ha messo in campo contro il bullismo e il cyber, dalle tante scuole, dalla Giunta.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La legge che discutiamo (e mi auguro approviamo oggi) è il coronamento di questo percorso.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Purtroppo i casi non si sono esauriti. Anzi, al contrario, vediamo molto spesso persone vittime di situazioni di violenza. Molte di queste persone si portano dietro delle ferite e dei disturbi per lungo tempo come diversi report scientifici raccontano. A tale proposito, uno studio del 2014 dei ricercatori del King’s College di Londra, pubblicato sull’American Journal of Psychiatry, condotto su un campione di persone nate nel 1958 e monitorate fino al compimento dei 50 anni, ha evidenziato che chi è stato vittima di bullismo ha, molto frequentemente, una salute sia fisica che psichica più compromessa, con un aumentato rischio di incorrere in depressione, disturbi d’ansia e suicidio. Inoltre, lo studio ha evidenziato come tali traumi vissuti nell’infanzia e nell’adolescenza possano influire negativamente anche sul livello di educazione e occupazione, nonché sulle relazioni sociali.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Alcuni, giovani e meno giovani, non reggono a tutto questo e arrivano a gesti estremi, come il suicidio. Lo abbiamo visto in Italia, in questi anni. Poche settimane fa ancora un’adolescente in Australia (Ammy Dolly Everett).</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Siamo di fronte a un fenomeno antico, il bullismo, che diventa particolarmente pericoloso e insidioso nelle forme che ha assunto nell’era dell’informazione e dei social network, diventando appunto cyber-bullismo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In ogni epoca questo è un tema che ha dovuto essere affrontato. Sempre ci sono state relazioni contraddistinte da violenza, sopraffazione di qualcuno nei confronti di altri in base alle differenze di censo, di sesso, di provenienza, di religione, ecc…</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Sebbene studi condotti dall’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico indichino come l’Italia sia uno dei Paesi dove si registra un minor numero di episodi di bullismo, le statistiche evidenziano una crescita del fenomeno.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In base al Report 2015 dell’Istat “Il bullismo in Italia: comportamenti offensivi e violenti tra i giovanissimi”, nel 2014 oltre il 50% degli 11-17enni ha subìto qualche episodio offensivo, non rispettoso e/o violento da parte di altri ragazzi o ragazze nei dodici mesi precedenti. Il 19,8% è vittima assidua di una delle tipiche azioni di bullismo, cioè le subisce più volte al mese, invece per il 9,1% gli atti di prepotenza si ripetono con cadenza settimanale.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Con riguardo al cyberbullismo, considerando che quella attuale è la prima generazione di adolescenti cresciuta in una società in cui l’essere connessi costituisce un’esperienza connaturata alla quotidianità, ben l’83% dei ragazzi tra gli 11 e i 17 anni utilizza la rete internet con un telefono cellulare e il 57% naviga nel web. Tra i ragazzi utilizzatori di cellulare e/o di internet, il 5,9% denuncia di avere subìto ripetutamente azioni vessatorie tramite sms, e-mail, chat o sui social network. Le ragazze sono più di frequente vittime di cyberbullismo (7,1% contro il 4,6% dei ragazzi).</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il fenomeno antico del bullismo assume, oggi, degli aspetti inediti, rispetto al passato, per le caratteristiche dell’epoca in cui viviamo: l’epoca di internet, dei social network, della connessione perenne.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Dobbiamo prenderci qualche minuto per approfondire le peculiarità di questa nostra epoca, altrimenti non potremmo comprendere l’importanza del provvedimento in discussione oggi.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Non crediamo a chi ci dice “è solo uno strumento, dipende da come lo usi”. Mi permetta, Presidente, è una stupidaggine. Magari detta in buona fede, ma sempre una stupidaggine. La tecnologia è diventata così pervasiva che è diventata l’ambiente in cui viviamo, orienta i nostri pensieri, i nostri fini, cambia la percezione di noi stessi.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Qualcosa di simile è avvenuto di fronte ad ogni grande cambiamento tecnologico che è intervenuto a modificare l’esperienza del tempo e dello spazio, che sono le due dimensioni fondamentali dell’esperienza umana. Oggi non abbiamo tempo, ma dobbiamo dirci qualcosa almeno sulle trasformazioni dell’era dell’informazione per comprendere il fenomeno e poter sperare di fare una legge che sia utile in qualche maniera.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Oggi, un filosofo italiano che insegna a Oxford, Luciano Floridi, parla della Quarta Rivoluzione (dopo quelle di Copernico, Darwin e Freud), sostenendo che gli sviluppi nel campo delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione stiano modificando le risposte a domande fondamentali a partire da quelle sull’identità dell’essere umano. I confini tra vita online ed offline diventano così labili, viviamo in una connessione perenne, senza soluzione di continuità, in un’unica INFOSFERA globale.</span></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">“Le tecnologie dell’informazione e della comunicazione stanno producendo cambiamenti sul nostro senso del sé, sulla maniera in cui ci relazioniamo gli uni con gli altri e sul come diamo forma al nostro mondo e interagiamo con esso”.</span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">I cambiamenti sono a ogni livello. Basti pensare che oggi le guerre si vincono o si perdono anche in base alla capacità di attaccare o difendere i sistemi informativi; alle elezioni sempre più dipendenti da ciò che succede in rete (non dimentichiamo quanto accaduto alle ultime elezioni statunitensi). Per comprendere tutto questo abbiamo bisogno di pensiero nuovo, di una nuova filosofia della storia, di una nuova psicologia, di una pedagogia adeguata e anche di nuove normative.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Si pensi ai nuovi disturbi da connessione, a vere e proprie nuove patologie, come la “Internet Addiction Disorder”, alle notti insonni passate a da giovani e meno giovani, perennemente connessi alla “luce bianca”.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Proviamo a inserire l’atto di bullismo in questa cornice. Quello che prima era un avvenimento riconducibile alla relazione tra due o più persone, in un contesto specifico, muta profondamente pelle.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Pensiamo al tempo: sul web l’evento si può ripetere all’infinito. Ogni volta che un </span><i><span style="font-weight: 400;">hater</span></i><span style="font-weight: 400;"> commenta o un video viene visto e/o condiviso</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Pensiamo allo spazio: sul web quello che prima avveniva in un cortile, in una strada, in pochi minuti può essere visto e amplificato in tutto il mondo da migliaia di persone</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Pensiamo ai corpi: una cosa è insultare, vessare qualcuno che ho di fronte, che mi guarda, un’altra è farlo davanti a una tastiera. Bella la citazione della scrittrice inglese Zadie Smith riportata nell’ultimo notiziario del Consiglio Regionale: “L’anonimato del web trasforma anche i deboli in carnefici. È quello che succedeva nell’antica Roma al Colosseo: una folla di persone anonime, frustrate, infierisce su chi è in difficoltà. La rete sta diventando un Colosseo globale”.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Tutto questo avviene in un momento storico che vede insieme, una generazione nata contestualmente a tutto questo, insieme a una generazione che subisce, più o meno consapevolmente, i cambiamenti. Abbiamo genitori e insegnanti a volte inconsapevoli, altre volte in difficoltà perché devono affrontare fenomeni educativi, di apprendimento, di crescita con caratteristiche di assoluta novità, su cui, molto spesso, si sentono impreparati e impotenti.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">E’ in questo contesto che si inserisce la legge di cui discutiamo oggi. Molti si chiederanno: e che cosa può fare la Regione? Tanto, tantissimo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Possiamo aiutare gli adulti a comprendere meglio quanto sta succedendo. Possiamo fornire loro gli strumenti per svolgere al meglio il loro ruolo educativo e formativo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Possiamo aiutare i ragazzi ad aumentare la consapevolezza su quanto sta accadendo. Per quanto riguarda bullismo e cyberbullismo non dobbiamo dimenticarci che sia le vittime sia gli autori degli atti di violenza sono minori: entrambi hanno bisogno di un sostegno: gli uni per affrontare il dolore, la sofferenza, l’emarginazione; gli altri per non essere condannati a diventare adulti che sbagliano, ma, al contrario, perché dall’errore possano apprendere il disvalore di alcune azioni e crescere avendo in mente modelli alternativi, positivi, costruttivi. E non dobbiamo dimenticarci degli spettatori: assistere senza fare nulla ci rende corresponsabili.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Possiamo chiedere ai nostri sistemi di salute e di welfare di farsi carico di nuove forme di sofferenza che necessitano di nuove competenze e di luoghi idonei a tutto questo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Bene, signor Presidente, con la legge che discutiamo oggi cerchiamo di fare tutto questo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Lo diciamo chiaramente nell’articolo 1 nelle finalità dove si dice chiaramente, che, anche in accordo con altri enti, la Regione si attiva per:</span></p>
<ol>
<li><span style="font-weight: 400;">a) tutelare e valorizzare la crescita educativa, psicologica e sociale dei minori, proteggendo, in particolare, i soggetti più fragili;</span></li>
<li><span style="font-weight: 400;">b) valorizzare il benessere tra pari;</span></li>
<li><span style="font-weight: 400;">c) prevenire il rischio nell&#8217;età dell&#8217;infanzia e dell&#8217;adolescenza;</span></li>
<li><span style="font-weight: 400;">d) supportare i soggetti che, a vario titolo, ricoprono un ruolo educativo con i minori.</span></li>
</ol>
<p><span style="font-weight: 400;">con l’articolo 2 si entra nel merito delle azioni concrete. Con l’approvazione di questa legge la Regione si doterà di un piano triennale di azioni di prevenzione e contrasto. Questo significa che i tanti interventi che già oggi vengono messi in campo saranno inseriti all’interno di una progettualità ampia, con valori e cornici di riferimento chiare e discusse anche in consiglio per gli aspetti di indirizzo. Il piano triennale prevede molte tipologie di azioni:  campagna di sensibilizzazione; sportelli di ascolto; corsi per insegnanti ed educatori; percorsi di responsabilizzazione per vittime e autori, supporto alle famiglie, corsi di formazione per l’uso consapevole di internet e dei social network.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">l’articolo 3 prova a dare una risposta al tema delle nuove sofferenze e della necessità di nuovi percorsi terapeutici. Con esso la Regione dovrà dotarsi di centri specializzati sui disturbi derivanti da bullismo e cyberbullismo, sulla scia di quanto sta accadendo in altri luoghi d’Italia</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">l’articolo 4 disciplina il bando annuale che dovrà regolare i finanziamenti necessari alle azioni di cui all’articolo 2</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">l’articolo 5 istituisce un tavolo tecnico di cui potrà avvalersi la giunta per progettare azioni così complesse</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">l’articolo 6, che verrà modificato da un emendamento, disciplina le iniziative che la Regione intraprenderà in occasione della giornata contro il bullismo e il cyberbullismo</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">abbiamo poi la clausola valutativa e la norma finanziaria che prevede 200.000 euro all’anno per un totale di 600.000 euro nel prossimo triennio. Risorse che si vanno ad affiancare alle altre che già la Regione in questi anni ha investito nei molti progetti portati avanti dall’assessorato.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Concludo, sig. Presidente, ringraziando lei e la conferenza dei capigruppo, per aver calendarizzato oggi questa norma. Ci permette di tenere fede alla parola data a Paolo Picchio, di cui ho parlato all’inizio del mio intervento, al quale avevamo promesso che avremmo approvato la legge entro la fine del 2017 o al massimo nei primi mesi del 2018. E’ il segnale di una politica credibile, ma soprattutto è il segnale di un’istituzione che prende parte a quel testimone, che ci vede tutti impegnati nella costruzione di una comunità dove ragazzi e ragazze sanno crescere insieme nel rispetto gli uni degli altri, con adulti attenti e preparati nel difficile compito educativo che ogni epoca storica porta con sé.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>La Regione Piemonte dice no a bullismo e cyberbullismo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Mar 2017 12:45:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Proposte di Legge]]></category>
		<category><![CDATA[Regione Piemonte]]></category>
		<category><![CDATA[bullismo]]></category>
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		<category><![CDATA[Elena Ferrara]]></category>
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		<category><![CDATA[paolo picchio]]></category>
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					<description><![CDATA[Una proposta di legge in Regione Piemonte per dire no bullismo e cyberbullismo Una Proposta di Legge Regionale per la promozione e il sostegno di azioni di prevenzione, gestione e contrasto del fenomeno del bullismo e del cyberbullismo. Un provvedimento che vuole intervenire su un’emergenza sociale che colpisce soprattutto i più giovani e merita la [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><strong>Una proposta di legge in Regione Piemonte per dire no bullismo e cyberbullismo</strong></p>
<p>Una Proposta di Legge Regionale per la promozione e il sostegno di azioni di prevenzione, gestione e contrasto del fenomeno del bullismo e del cyberbullismo. Un provvedimento che vuole intervenire su un’emergenza sociale che colpisce soprattutto i più giovani e merita la massima attenzione.</p>
<p><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-2408" src="http://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2017/03/IMG_5375-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2017/03/IMG_5375-300x200.jpg 300w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2017/03/IMG_5375-768x512.jpg 768w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2017/03/IMG_5375-700x467.jpg 700w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2017/03/IMG_5375-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>«Tanti, troppi gli episodi di cui veniamo a conoscenza dalle pagine dei giornali in Italia ed in Piemonte. Siamo di fronte a un fenomeno antico, che, però, assume forme nuove con la diffusione delle nuove tecnologie e in particolare dei social network. Serve un forte investimento in prevenzione attraverso percorsi educativi e formativi. Vittime e bulli devono essere aiutati e con l’approvazione di questa norma Regione Piemonte vuole fare la propria parte per stare accanto ai ragazzi». Così il consigliere Regionale <strong>Domenico Rossi</strong>, primo firmatario della Pdl, spiega le finalità del documento che finanzierà campagne di sensibilizzazione e di informazione, iniziative di carattere culturale, sociale, ricreativo e sportivo, corsi di formazione e programmi di assistenza e recupero e gruppi di supporto, finalizzati a diffondere la cultura della legalità, il rispetto della dignità personale, la valorizzazione di ogni forma di diversità, il contrasto di qualsiasi discriminazione, la tutela dell’integrità fisica e, soprattutto, psicologica dei bambini e degli adolescenti, anche attraverso la promozione di un utilizzo più consapevole della Rete e degli strumenti informatici in generale, in particolar modo nell’ambiente scolastico. «Siamo di fronte ad un fenomeno “perverso&#8221; &#8211; commenta il consigliere <strong>Andrea Appiano</strong>, firmatario con Rossi della Pdl &#8211; perché la marginalità sociale ne è al contempo la causa e l&#8217;effetto. Da una parte, infatti, l&#8217;aumento dei comportamenti aggressivi è spesso dovuto all&#8217;incremento del disagio e dell&#8217;emarginazione che oggi investe molti settori della nostra società. Dall&#8217;altro, come dimostrano gli studi più recenti, le vittime della prepotenza vedono a loro volta compromesse le possibilità per un pieno benessere psicofisico e finiscono in molti casi per ingrossare le fila dell&#8217;esclusione. Sono questi i problemi che abbiamo cercato di focalizzare e su cui strumenti e modalità di intervento previsti dalla legge sono interamente si focalizzano intervenendo sull’origine sociale e culturale del fenomeno».</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-2409" src="http://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2017/03/IMG_5382-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2017/03/IMG_5382-300x200.jpg 300w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2017/03/IMG_5382-768x512.jpg 768w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2017/03/IMG_5382-700x467.jpg 700w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2017/03/IMG_5382-272x182.jpg 272w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Proprio lo spirito educativo è centrale nell’approccio al problema, richiamando il senso del Disegno di Legge a tutela dei minori per la prevenzione ed il contrasto al cyberbullismo presentato dalla Senatrice <strong>Elena Ferrara</strong>, approvato in terza lettura al Senato e in attesa di discussione alla Camera. «Sostengo da sempre la necessità di intervenire a tutela dei minori continui casi di cronaca ci riportano la necessità di giungere al più presto alla conclusione dell&#8217;Iter legislativo nazionale. Una legge che, ancor prima della sua approvazione, ha avuto il merito di ispirare due leggi regionali con analoghe finalità. Non posso quindi che sostenere con forza la proposta di legge di Domenico Rossi a sostegno delle famiglie e dei ragazzi di tutto il Piemonte» spiega la Senatrice Democratica. «Negli ultimi due anni &#8211; conclude Ferrara &#8211; ho incontrato migliaia di ragazzi in più di 150 incontri in tutta Italia: sono loro a chiederci aiuto, così come le loro famiglie e gli insegnanti. La cura delle vittime e il recupero dei responsabili sono possibili solo attraverso una corretta educazione e alla formazione al buon utilizzo delle nuove tecnologie». Lo confermano i numeri. Nel 2016 la Polizia Postale ha reso noto che sono state 235 le denunce per reati di diffamazione on line (18%), ingiurie, minacce e molestie (37%), stalking (3%), furto identità sui sociale (30%), diffusione di materiale pedopornografico (13%) con dei minori come vittime. In 31 casi i denunciati erano essi stessi dei minori e il 6% degli adolescenti è vittima di cyberbullismo.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-2410" src="http://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2017/03/IMG_5363-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2017/03/IMG_5363-300x200.jpg 300w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2017/03/IMG_5363-768x512.jpg 768w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2017/03/IMG_5363-700x467.jpg 700w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2017/03/IMG_5363-272x182.jpg 272w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>«Le cifre &#8211; commenta il consigliere <strong>Domenico Rossi</strong> &#8211; evidenziano la portata del fenomeno e la necessità di un intervento delle istituzioni. Proprio per garantire un costante coinvolgimento e un coordinamento delle attività di prevenzione e contrasto la proposta di legge prevede anche la costituzione di una Consulta regionale sul bullismo e cyberbullismo presso la Giunta regionale». Un tavolo tecnico, che non comporterà oneri a carico del bilancio regionale, cui saranno chiamati a partecipare il Garante regionale per l’infanzia e l’adolescenza, il Co.Re.Com. e l’Osservatorio permanente sul fenomeno, istituito presso l’Ufficio scolastico regionale per il Piemonte.</p>
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		<title>Licenziata in commissione la nuova legge sulle cave: in aula alla prima data utile</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Oct 2016 13:15:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Cave]]></category>
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					<description><![CDATA[La legge sulle cave in aula nelle prossime settimane metterà ordine in un ambito regolato da una legge obsoleta e «sarà anche l&#8217;occasione per rivedere le piante organiche delle Province al fine di garantire la funzione dell&#8217;attività estrattiva e in particolare il servizio di vigilanza e controllo» come ha sottolineato l&#8217;assessore De Santis. Si è [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La legge sulle cave in aula nelle prossime settimane metterà ordine in un ambito regolato da una legge obsoleta e «sarà anche l&#8217;occasione per rivedere le piante organiche delle Province al fine di garantire la funzione dell&#8217;attività estrattiva e in particolare il servizio di vigilanza e controllo» come ha sottolineato l&#8217;assessore De Santis.</p>
<p>Si è concluso in questi giorni, con il via libera della commissione bilancio e il licenziamento definitivo in terza commissione, l&#8217;iter del PDL 165 “<em>Disciplina delle attività estrattive: disposizioni in materia di cave</em>”. Il testo, approvato all&#8217;unanimità dai gruppi consiliari presenti in terza commissione, approderà quindi in aula nelle prossime settimane per la discussione ed il voto. Un documento già condiviso i cui punti qualificanti restano, programmazione regionale, equilibrio tra attività estrattiva e ambiente, incentivo al riciclo degli inerti e, di contro, disincentivo al consumo di suolo, sanzioni serie e, infine, la certezza dei controlli.</p>
<p>Il nuovo testo consentirà alla Regione anche di tornare su una criticità emersa fortemente negli ultimi mesi: la dotazione organica delle Province, in particolare quella di Novara, che, nel riordino delle funzioni amministrative, risultano competenti in materia di attività estrattive e quindi riferimento per le autorizzazioni e vigilanza sulle cave. «Da mesi manteniamo alta l&#8217;attenzione su questo specifico aspetto e più in generale sul rapporto tra funzioni delegate e personale disponibile in pianta organica» spiega il consigliere Regionale Domenico Rossi che ieri, martedì 25 ottobre, ha interrogato l&#8217;assessore competente Giuseppina De Santis, ricordando anche le recenti perplessità espresse dalle organizzazioni sindacali. «Con il trasferimento delle competenze, avvenuto con la legge regionale 23 dell&#8217;ottobre 2015 &#8211; aggiunge Rossi &#8211; dobbiamo accertarci che gli Enti provinciali possano svolgere appieno il loro compito in particolare in ambiti tanto delicati e complessi come quelli legati all&#8217;attività estrattiva, in particolare nella fase di controllo, considerati i rischi ambientali legati anche al ciclo dei rifiuti. Non possiamo delegare le funzioni e non garantire la presenza di personale».</p>
<p>L&#8217;assessore De Santis, individuando nell&#8217;approvazione del PDL 165 l&#8217;occasione per fare il punto e rivedere le piante organiche delle province anche in materia di controlli delle attività estrattive: «A seguito delle concertazioni tra Regione e Province risalenti alla fine del 2015 sono stati trasferiti in Regione solo i funzionari che svolgevano prevalentemente funzione di polizia mineraria. Le stesse Province hanno provveduto alla comunicazioni di tali figure, 3 per la Provincia di Alessandria, 2 per Cuneo e 1 rispettivamente per Asti e Vercelli. Torino, Biella, Verbano e Novara hanno comunicato la mancanza di funzionari che svolgessero in via prevalente tale funzione». Sempre la provincia di Novara è anche «l&#8217;unica a non avere individuato personale con attività prevalente sulle funzioni in materia di attività estrattiva, né da distaccare in Provincia né da assegnare in Regione». Questo, spiegherebbe, secondo l&#8217;assessore Regionale, la situazione della provincia novarese. «Da tempo mi impegno per portare il tema della necessità dei controlli in cava all&#8217;interno del dibattito pubblico e delle istituzioni &#8211; conclude Rossi &#8211; e mi auguro che ci sia lo sforzo da parte di tutti i soggetti affinché non si lascino i territori, della Regione Piemonte in generale e del novarese in particolare, sguarniti su questo fronte. Da parte mia, con questa legge, ho fatto il possibile, prevedendo l&#8217;istituzione per ogni ambito territoriale ottimale di servizi di vigilanza obbligatori». (<a href="http://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2016/10/SKMBT_C25316102510530.pdf" target="_blank">Clicca QUI</a> per il testo della risposta dell&#8217;Assessore)</p>
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		<title>Approvata la Legge Regionale sul gioco d&#8217;azzardo patologico</title>
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		<dc:creator><![CDATA[beppe]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Apr 2016 14:58:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicato stampa]]></category>
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					<description><![CDATA[&#160; Una legge necessaria per far fronte ad un fenomeno sempre più preoccupante. Il gioco d&#8217;azzardo patologico. Nel 2013 sono stati trattati, presso i Servizi per la cura delle Dipendenze del Piemonte, 1.234 soggetti per gioco d’azzardo patologico di cui 265 donne e 969 uomini. Un numero in costante crescita a partire dal 2005, anno [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p align="JUSTIFY">Una legge necessaria per far fronte ad un fenomeno sempre più preoccupante. Il gioco d&#8217;azzardo patologico. Nel 2013 sono stati trattati, presso i Servizi per la cura delle Dipendenze del Piemonte, 1.234 soggetti per gioco d’azzardo patologico di cui 265 donne e 969 uomini. Un numero in costante crescita a partire dal 2005, anno della prima rilevazione specifica con un incremento del 643%, da 166 a 1235 utenti, nell&#8217;intervallo 2005-2013 (dati Asl). Oggi, a Palazzo Lascaris, è stato approvato il disegno di legge &#8220;<i>Norme per la prevenzione e il contrasto alla diffusione del gioco d&#8217;azzardo patologico</i>&#8221; frutto di un approfondito e articolato esame in sede congiunta delle Commissioni III e IV, di cui il Consigliere Regionale Domenico Rossi è stato relatore per il Partito Democratico. «Un testo &#8211; spiega Rossi &#8211; che impegna fortemente la Regione a partire dall&#8217;approvazione, entro novanta giorni dall&#8217;entrata in vigore della legge, di un piano integrato per il contrasto, la prevenzione e la riduzione del rischio della dipendenza dal gioco d&#8217;azzardo patologico». Una strategia di medio termine per intervenire su tutte le categorie coinvolte, dai giocatori agli operatori del settore, passando per le associazioni di categoria e il personale sanitario, fino alle categorie più a rischio in particolare i giovani. «Si tratta – aggiunge il consigliere democratico &#8211; di un fenomeno preoccupante di cui mi occupo da tempo, prima attraverso l&#8217;impegno nell&#8217;associazionismo E oggi dai banchi del consiglio regionale: i numeri sono in costante crescita, le amministrazioni comunali da tempo hanno lanciato l&#8217;allarme, e il sistema sanitario ha dovuto organizzare servizi specifici. Servono strumenti concreti, uniformi sul territorio, per arginare il fenomeno e lavorare per il futuro: questo disegno di legge vuole rispondere a tali esigenze, tutelare i più fragili e dare un sostegno concreto ai comuni».</p>
<p align="JUSTIFY">Nello specifico la legge regola il divieto di collocare macchinette per il gioco d’azzardo nei locali situati a meno di 500 metri da scuole, centri di aggregazione giovanile, ospedali e luoghi di culto, ma anche sportelli bancomat e negozi di pegni o compro oro, ma anche la disposizione di limitazioni temporali all’esercizio del gioco tramite slot machine per una durata non inferiore a tre ore nell’arco dell’orario di apertura previsto, all’interno delle sale da gioco, delle sale scommesse, degli esercizi pubblici e commerciali, dei circoli privati e di tutti i locali pubblici o aperti al pubblico. Nel documento sono previsti corsi di formazioni sulle ludopatie per tutti gli esercenti e i dipendenti delle sale da gioco e campagne annuali di informazione sui rischi e sui danni derivanti dalla dipendenza dal gioco. E’ inoltre prevista la predisposizione da parte della Giunta regionale dei contenuti grafici di un marchio regionale “Slot no grazie” che dovrà essere rilasciato dai comuni agli esercenti che scelgono di non installare o di disinstallare apparecchi per il gioco.</p>
<p align="JUSTIFY">«Una buona legge che certamente non elimina il problema – conclude Rossi &#8211; ma rappresenta un punto di partenza che evidenzia buone prassi e mette in campo azioni di prevenzione importanti».</p>
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<p><a href="https://www.youtube.com/watch?v=xWQRuNKsqi4" target="_blank">Clicca qui per vedere l&#8217;intervento in aula</a></p>
<p><a href="https://www.youtube.com/watch?v=_mE4OmqZSeI" target="_blank">Clicca qui per vedere la mia dichiarazione in merito all&#8217;approvazione della Legge</a></p>
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		<title>Promessa mantenuta:  presentata la proposta di legge sulle cave</title>
		<link>https://domenicorossi.eu/2015/10/22/promessa-mantenuta-presentata-la-proposta-di-legge-sulle-cave/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[beppe]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Oct 2015 10:52:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cave]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicato stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Regione Piemonte]]></category>
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					<description><![CDATA[Oggi sono soddisfatto, orgoglioso e determinato. Soddisfatto e orgoglioso perché dopo anni spesi a formarsi, a cercare di creare cultura su un tema difficile e complicato, a chiedere alle istituzioni la riforma di un settore caratterizzato da troppe criticità, dopo un anno di confronto e lavoro serrato, finalmente ho depositato la proposta di legge che [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2015/10/conf_stampa_3-1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-1355" src="http://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2015/10/conf_stampa_3-1-300x225.jpg" alt="conf_stampa_3" width="300" height="225" /></a>Oggi sono soddisfatto, orgoglioso e determinato.</p>
<p>Soddisfatto e orgoglioso perché dopo anni spesi a formarsi, a cercare di creare cultura su un tema difficile e complicato, a chiedere alle istituzioni la riforma di un settore caratterizzato da troppe criticità, dopo un anno di confronto e lavoro serrato, finalmente ho depositato la proposta di legge che riforma il settore delle cave in Regione. Determinato perché <strong>la partita si chiuderà solamente quando vedremo questa legge approvata</strong>.</p>
<p><strong>Dopo 37 anni, il Piemonte potrà avere una nuova legge sulle attività estrattive</strong>. Con il capogruppo del Partito Democratico, Davide Gariglio, e i colleghi consiglieri ho presentato questa mattina la Proposta di legge “<strong><a href="http://arianna.consiglioregionale.piemonte.it/ariaint/TESTO?LAYOUT=PRESENTAZIONE&amp;TIPODOC=TESTOPDL&amp;FASEITER=PRESENTAZIONE&amp;PDL=100165" target="_blank">Disciplina delle attività estrattive: disposizioni in materia di cave</a></strong>” che abrogherà la precedente legge regionale n°69 del 22 novembre 1978. Un testo che vuole porre <strong>il Piemonte in una posizione di avanguardia</strong> rispetto alla gestione di uno sei settori più complessi che la Regione e le amministrazioni locali si trovano a gestire.</p>
<p>La proposta di legge disegna un ammodernamento del settore dell’attività estrattiva, incentivando il <strong>riutilizzo degli inerti</strong> e <strong>armonizzando l&#8217;attività di coltivazione di cava con il rispetto dell’ambiente e della legalità</strong>. Aspetto quest&#8217;ultimo richiamato più volte dalla Direzione Nazionale Antimafia che ha invitato il legislatore ad intervenire sul tema del contrasto alle ecomafie fortemente interessate alle cave come futuri depositi di rifiuti, spesso abusivi e di materiali pericolosi. Soprattutto, <strong>una norma che consentirà alle imprese di programmare lo sviluppo all&#8217;interno di un quadro sostenibile e in un contesto il più possibile libero da ingerenze illecite</strong>.</p>
<p><a href="http://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2015/10/conf_stampa_1-2.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-1356" src="http://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2015/10/conf_stampa_1-2-300x225.jpg" alt="conf_stampa_1" width="300" height="225" /></a>Finalmente si potrà parlare di una programmazione unica regionale per garantire uniformità di regolamentazione su tutti i territori che incentivi per il riciclo degli inerti e diminuzione del consumo di suolo, preveda criteri oggettivi per il calcolo degli oneri, la tracciabilità dei rifiuti, l&#8217;istituzione di un nucleo ispettivo e un processo autorizzativo unico con clausole chiare di esclusione dallo stesso. Leggi la <strong><a href="http://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2015/10/relazione_DEF-2.pdf">relazione</a></strong> per tutti i dettagli.</p>
<p><strong>Si tratta di un impegno, per me da sempre prioritario</strong>, assunto con i cittadini durante la campagna elettorale, in linea con il mio impegno nella società civile organizzata: occuparmi di questo tema, portarlo al centro del dibattito e dell&#8217;attenzione dell&#8217;assemblea regionale, fino a una riforma delle leggi obsolete attualmente vigenti. Un primo importante passo è già stato fatto con l&#8217;<strong><a href="http://www.rossidomenico.it/cave-finalmente-inasprite-le-sanzioni/" target="_blank">inasprimento delle sanzioni</a></strong> proposte e approvate all&#8217;interno della legge regionale n.3 del 2015 mentre ora siamo finalmente nella condizione di proporre una riforma dell&#8217;intero settore. La proposta di legge è il risultato di un <strong>percorso di confronto</strong> che ci ha visto dialogare con il mondo dell&#8217;associazionismo, le parti sociali, le associazioni di categoria, i Sindaci dei territori, l&#8217;Università, il Corpo Forestale dello Stato e gli uffici dei diversi assessorati coinvolti.</p>
<p>Infine, è doveroso un sincero ringraziamento a tutti coloro che in questi anni hanno condiviso con me quest&#8217;obiettivo e a chi non si è arreso di fronte alle difficoltà.</p>
<p><strong>Guarda le slide di presentazione </strong></p>
<p><a href="http://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2015/10/1-2.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-1336" src="http://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2015/10/1-2-212x300.jpg" alt="1" width="212" height="300" /></a> <a href="http://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2015/10/2-2.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-1337" src="http://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2015/10/2-2-212x300.jpg" alt="2" width="212" height="300" /></a> <a href="http://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2015/10/3-2.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-1338" src="http://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2015/10/3-2-212x300.jpg" alt="3" width="212" height="300" /></a> <a href="http://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2015/10/4-1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-1339" src="http://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2015/10/4-1-212x300.jpg" alt="4" width="212" height="300" /></a> <a href="http://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2015/10/5-2.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-1340" src="http://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2015/10/5-2-212x300.jpg" alt="5" width="212" height="300" /></a> <a href="http://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2015/10/6-1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-1341" src="http://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2015/10/6-1-212x300.jpg" alt="6" width="212" height="300" /></a> <a href="http://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2015/10/7-1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-1342" src="http://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2015/10/7-1-212x300.jpg" alt="7" width="212" height="300" /></a> <a href="http://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2015/10/8-1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-1343" src="http://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2015/10/8-1-212x300.jpg" alt="8" width="212" height="300" /></a> <a href="http://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2015/10/9-1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-1344" src="http://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2015/10/9-1-212x300.jpg" alt="9" width="212" height="300" /></a> <a href="http://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2015/10/10-1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-1345" src="http://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2015/10/10-1-212x300.jpg" alt="10" width="212" height="300" /></a> <a href="http://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2015/10/11-1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-1346" src="http://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2015/10/11-1-212x300.jpg" alt="11" width="212" height="300" /></a> <a href="http://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2015/10/12-2.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-1347" src="http://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2015/10/12-2-212x300.jpg" alt="12" width="212" height="300" /></a> <a href="http://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2015/10/13-1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-1348" src="http://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2015/10/13-1-212x300.jpg" alt="13" width="212" height="300" /></a> <a href="http://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2015/10/14-2.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-1349" src="http://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2015/10/14-2-212x300.jpg" alt="14" width="212" height="300" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
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