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	<title>legalità &#8211; Domenico Rossi</title>
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	<description>Il futuro è nelle nostre mani</description>
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	<title>legalità &#8211; Domenico Rossi</title>
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		<title>Mafie al Nord: Su delibera del CSM condivido le preoccupazioni di Libera, non abbassiamo la guardia</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Jun 2026 16:11:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[“Condivido le preoccupazioni espresse da Libera in merito alla recente delibera del Consiglio Superiore della Magistratura che individua undici Procure distrettuali situate nelle aree considerate a più alta densità mafiosa, tutte concentrate al sud, per favorire la nomina di magistrati con specifica esperienza antimafia. Pur nel pieno rispetto dell’autonomia della magistratura c’è un rischio concreto [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft wp-image-7769 size-medium" src="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2026/06/mafienord-240x300.jpeg" alt="" width="240" height="300" srcset="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2026/06/mafienord-240x300.jpeg 240w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2026/06/mafienord-560x700.jpeg 560w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2026/06/mafienord-768x960.jpeg 768w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2026/06/mafienord.jpeg 1152w" sizes="(max-width: 240px) 100vw, 240px" />“Condivido le preoccupazioni espresse da Libera in merito alla recente delibera del Consiglio Superiore della Magistratura che individua undici Procure distrettuali situate nelle aree considerate a più alta densità mafiosa, tutte concentrate al sud, per favorire la nomina di magistrati con specifica esperienza antimafia. Pur nel pieno rispetto dell’autonomia della magistratura c’è un rischio concreto che passi un messaggio sbagliato: quello secondo cui le mafie sarebbero ancora oggi prevalentemente un problema del Sud del Paese”. Lo dichiara Domenico Rossi, presidente della Commissione Legalità del Consiglio regionale del Piemonte ricordando il presidio organizzato proprio da Libera davanti al Palazzo di Giustizia di Torino per tenere alta l&#8217;attenzione sulle mafie in Piemonte .<br />
“Da anni istituzioni, associazioni, magistratura e forze di polizia lavorano per superare un pregiudizio di natura culturale che per anni ha relegato le mafie al Sud: decine di inchieste e diversi studi hanno dimostrato che le organizzazioni mafiose non conoscono più confini geografici e rappresentano un problema dell’intero Paese oltre che un fenomeno ormai internazionale. Proprio per questo occorre prestare attenzione a ogni scelta che possa essere interpretata come un ridimensionamento della presenza mafiosa nelle regioni del Nord” spiega Rossi.<br />
“Il Piemonte &#8211; prosegue il presidente della commissione legalità &#8211; conosce bene questa realtà. Numerose indagini e sentenze hanno certificato nel tempo il radicamento delle organizzazioni mafiose sul nostro territorio, dimostrando come le mafie abbiano saputo infiltrarsi nell’economia e nel tessuto sociale ben lontano dalle aree tradizionalmente considerate di origine.”<br />
Ma il tema non riguarda soltanto la percezione del fenomeno. “Se dovesse affermarsi, anche indirettamente, l’idea che al Nord le mafie siano marginali o poco incisive, il rischio è che nel tempo possano indebolirsi anche l’attenzione istituzionale, gli organici e gli strumenti destinati al contrasto, sia sul versante della magistratura sia su quello delle forze dell’ordine. Sarebbe un errore grave che il nostro Paese non può permettersi” conclude Rossi.</p>
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		<title>Di legalità e giustizia: un commento sullo sgombero di Askatasuna</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Dec 2025 12:11:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Segreteria Regionale]]></category>
		<category><![CDATA[Askatasuna]]></category>
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					<description><![CDATA[Ricordate la risposta di Giovanni Falcone a chi chiedeva se in Sicilia servisse l’esercito? Eccola: &#8220;Sì, un esercito di insegnanti.&#8221; Vale ancora oggi. Avremmo dovuto imparare da chi ha dedicato la vita alla lotta contro le mafie che non c’è legalità senza giustizia. Non basta la repressione, non bastano, da sole, forze dell’ordine e magistratura. [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Ricordate la risposta di Giovanni Falcone a chi chiedeva se in Sicilia servisse l’esercito? Eccola: &#8220;Sì, un esercito di insegnanti.&#8221;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Vale ancora oggi. Avremmo dovuto imparare da chi ha dedicato la vita alla lotta contro le mafie che non c’è legalità senza giustizia. Non basta la repressione, non bastano, da sole, forze dell’ordine e magistratura. La legalità, quella portata avanti nello spirito della Costituzione, è strumento di giustizia, garantisce uguaglianza, libertà e mette al riparo dalla legge del più forte. Ci sono stati e ci sono regimi in cui la legalità è scollegata dalla giustizia, ma non sono un nostro modello e non devono diventarlo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La vicenda di Askatasuna a Torino è complessa e merita certamente più di un post, ma sullo sgombero avvenuto ieri mattina, alcune cose vale la pena sottolinearle.&nbsp; A destra si usa la &#8220;sicurezza&#8221; come pretesto per una campagna elettorale permanente, scaricando sui sindaci, specie se di colore politico diverso, i fallimenti di chi è al governo da più di tre anni e, anche su questo fronte, non ha portato un solo risultato.<br><br>Il patto di collaborazione con Askatasuna avviato dall’amministrazione di Stefano Lo Russo andava nella direzione di affrontare la complessità per governarla e non subirla, nel tentativo giusto di costruire legalità e sicurezza con il coinvolgimento di chi vive i territori, della rete sociale locale, ma, nello stesso tempo, allontanare i pochi che vedono nella violenza lo strumento di lotta politica.&nbsp; Il primo cittadino ha resistito in un contesto ostile e privo di leale collaborazione istituzionale, in un contesto dove altre istituzioni, come Regione e Governo, sono governate da una destra che ha solo a cuore la propaganda e hanno fatto di tutto per affossare il percorso. Lui e l’amministrazione ci hanno creduto davvero, mettendoci la faccia. Possono dire tutti lo stesso? Mi auguro di sì, perché quando la destra cresce e diventa così aggressiva diventa sempre più fondamentale trovare il modo di fare rete e superare le differenze per fare fronte comune.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Noi continueremo a costruire legalità e sicurezza. Convinti che non posano esistere se non si investe anche su scuola, sanità, lavoro, casa e rigenerazione urbana. Questa è la strada che stiamo percorrendo dove governiamo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A chi prova maldestramente a dare lezioni di legalità, rispondiamo che non le possiamo accettare da chi dimostra ogni giorno di avere una doppia morale non più sostenibile: il Ministro Zangrillo continua a dire che Casa Pound andrebbe sgomberata, ma i neo-fascisti, contigui anche a una parte importante di chi oggi governa il Paese, sono ancora lì. Che fa Zangrillo? Si dimette in contrasto con le scelte sbagliate di Piantedosi e di Meloni che tollerano una situazione del genere? La verità è che qui si condannano solo quelli che si ritengono avversari politici mentre si chiude più di un occhio per i violenti neo-fascisti.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non siete credibili. Noi continueremo a lavorare dove governiamo , come a Torino, per città capaci di coniugare sicurezza e inclusione, ma soprattutto per difendere l’idea che la legalità non sia solo azione repressiva, ma strumento per costruire giustizia.</p>
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		<title>Pieno di edilizia sanitaria: non sia un libro dei sogni. Servono progetti reali e finanziamenti certi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Jan 2022 18:09:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicato stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Sanità]]></category>
		<category><![CDATA[Città della salute di Novara]]></category>
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					<description><![CDATA[Ogni atto di programmazione è benvenuto, tanto più nell’ambito dell’edilizia sanitaria, nel quale il Piemonte sconta un alto livello di obsolescenza.&#160; Il piano approvato oggi dal Consiglio regionale presenta, però, tantissime criticità. Prima di tutto gli importi sono sottostimati in rapporto ai posti letto ipotizzati, soprattutto se paragonati ai nuovi fondi per la Città della [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ogni atto di programmazione è benvenuto, tanto più nell’ambito dell’edilizia sanitaria, nel quale il Piemonte sconta un alto livello di obsolescenza.<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span></p>
<p>Il piano approvato oggi dal Consiglio regionale presenta, però, tantissime criticità.</p>
<p>Prima di tutto gli importi sono sottostimati in rapporto ai posti letto ipotizzati, soprattutto se paragonati ai nuovi fondi per la Città della Salute e della Scienza di Novara dopo che la gara è andata deserta. Rileviamo, infatti, che mancano almeno 250 milioni di euro. In queste settimane, inoltre, l’assessore non ha sciolto il nodo dei 100 milioni previsti per la progettazione degli ospedali.<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span></p>
<p>Tutte questioni che, già evidenziate in Commissione, la Giunta e la maggioranza hanno deciso di ignorare. Ma senza i progetti INAIL non prende nemmeno in considerazione la fattibilità di quanto indicato.</p>
<p>Discutibile anche la scelta di puntare tutto su INAIL, mettendo in secondo piano altre forme di finanziamento a partire da quelle governative, che, in questo modo, andranno a finanziare i nosocomi di altre regioni.</p>
<p>Riteniamo grave, infine, che, dopo due anni e mezzo di legislatura, non si siano sciolti i nodi relativi al territorio del VCO. Abbandonata l’idea dell’ospedale unico, il territorio è rimasto vittima dei conflitti interni al centrodestra e, purtroppo, non si vedono ancora soluzioni all’orizzonte. Situazione analoga a quella dell’ASL TO5 sulla quale abbiamo presentato un emendamento, respinto dalla maggioranza.</p>
<p>Molto grave, infine, il voto contrario all’ordine del giorno, a prima firma Rossi, con il quale abbiamo voluto porre l’attenzione sul tema della legalità e della trasparenza. Questo nuovo piano, insieme a quello approvato nel 2018, mette in circolo lavori potenziali per quasi 3 miliardi di euro a cui aggiungere gli importi del PNRR. Un’opportunità per il sistema economico, ma anche una realtà da monitorare con attenzione per le possibili infiltrazioni mafiose e i fenomeni corruttivi. E’ fondamentale andare nella direzione di una centralizzazione delle competenze e dell’adozione di percorsi di trasparenza e partecipazione come i patti di integrità e protocolli con Prefettura e Forze dell’Ordine.<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span></p>
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		<title>GAP: scuse e alibi finiti. Dati sul lavoro non pervenuti e nessun legame tra legge regionale e fenomeni di illegalità.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Jun 2021 11:23:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Con le audizioni dei diversi soggetti sull’ultimo disegno di legge della Giunta relativo al GAP sono finiti tutti gli alibi della destra che vuole cambiare la legge in vigore. Il tema del lavoro, al centro della loro propaganda, è stato letteralmente ignorato, nonostante le opposizioni abbiano richiesto con forza le audizioni dell’assessorato competente e dell’osservatorio [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">Con le audizioni dei diversi soggetti sull’ultimo disegno di legge della Giunta relativo al GAP sono finiti tutti gli alibi della destra che vuole cambiare la legge in vigore.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il tema del lavoro, al centro della loro propaganda, è stato letteralmente ignorato, nonostante le opposizioni abbiano richiesto con forza le audizioni dell’assessorato competente e dell’osservatorio regionale sul mercato del lavoro. In 30 giorni l’assessora Chiorino non ha trovato un’ora di tempo per presentarsi in commissione e quindi non ci restano che i dati di IRES, che raccontano una storia molto diversa da quella che propongo il presidente Cirio e la Lega. Ci sarebbe da chiedersi come mai continuano a nascondere i dati ufficiali, ma ormai è chiaro che lo fanno perché sono dati che non sosterrebbero la loro tesi.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Anche l’accusa nei confronti della legge secondo cui favorirebbe la crescita del gioco illegale non ha retto alle audizioni. Sia la Procura della Repubblica di Torino sia la Guardia di Finanza, a domanda diretta, hanno escluso ogni correlazione tra la legislazione regionale e il gioco illegale. La GDF ha sottolineato che i risultati degli ultimi anni dipendono perlopiù dall’impiego di più personale e di strumenti più performanti. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Lo stesso ex- pm Rinaudo (intervenuto per Eurispes), a domanda diretta, ha dichiarato che non esiste nesso diretto tra la legge regionale in vigore e l’aumento di illegalità. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Confermato, invece, che il gioco legale purtroppo non è garanzia di esclusione dell’illegalità e che, anzi, al contrario, la criminalità organizzata è molto interessata a infiltrarsi nel settore legale che non sono non è garanzia di esclusione dell’illegalità, ma, al contrario, è uno dei terreni privilegiati per il riciclaggio e il controllo del territorio.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Restano poi agli atti di queste consultazioni i pareri autorevoli dell’Ordine dei Medici, degli Psicologi, degli assistenti sociali, del coordinamento dei SERD, delle fondazioni antiusura, dei movimenti antimafia, della Caritas che hanno ribadito con forza come la legge attuale non vada cambiata perché l’offerta genera domanda e patologia e che a pagare il prezzo di questo mercato sono soprattutto le fasce più fragili della popolazione. Tesi supportate da letteratura, dati e testimonianze che dovrebbero fermare questa modifica che non vuole davvero nessuno.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Mercoledì 16 giugno pomeriggio , inoltre, il CAL (Consiglio delle autonomie locali) ha dato parere negativo al DDL della Giunta: non era mai accaduto nella storia del Consiglio. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Di fronte a tutto questo ci aspettiamo un passo indietro da parte di Cirio e della Lega, che, però, purtroppo, vanno avanti imperterriti e insistono per rimettere le slot nelle tabaccherie, tenere le sale slot attuali e diminuire la distanza dai luoghi sensibili per i bar, oltre a diminuire il potere dei sindaci. Non è un caso che nella capigruppo la maggioranza ha deciso di interrompere le audizioni e richiamare in aula il provvedimento calendarizzando questo provvedimento come se fosse la priorità del Piemonte in questo momento. Noi non faremo mancare la nostra ferma opposizione in aula e nelle piazze.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Le maschere sono cadute. Non c’è alcun motivo per cambiare la legge esistente se non quello di favorire l’industria del gioco. Questo DDL è una resa alle loro richieste.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Bene il bando di gara per la Città della Salute di Novara, ma attenzione a legalità e temi ambientali</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Jun 2020 15:25:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[“La presentazione odierna del bando di gara è una buona notizia che ci fa ben sperare sui tempi di realizzazione e ci pone di fronte a nuove sfide, che dobbiamo affrontare con serietà e attenzione” commenta il vicepresidente della Commissione Sanità di Regione Piemonte, Domenico Rossi a margine della presentazione odierna della procedura di gara.   [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">“La presentazione odierna del bando di gara è una buona notizia che ci fa ben sperare sui tempi di realizzazione e ci pone di fronte a nuove sfide, che dobbiamo affrontare con serietà e attenzione” commenta il vicepresidente della Commissione Sanità di Regione Piemonte, Domenico Rossi a margine della presentazione odierna della procedura di gara.  </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“Ora occorre fare le cose per bene” aggiunge Rossi ricordando che “</span><span style="font-weight: 400;">l’importanza dell’opera impone, in primis, che siano predisposte tutte le necessarie contromisure con la consapevolezza che<strong> il ciclo del contratto pubblico è luogo privilegiato per mafie e corruzione</strong></span><span style="font-weight: 400;">. In tal senso accolgo positivamente il fatto che il Sindaco abbia fatto proprie parte delle nostre proposte come </span><span style="font-weight: 400;">la stipula di un apposito protocollo per il controllo puntuale dei cantieri e dei subappalti”.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nello stesso tempo è necessario porre la massima attenzione di fronte ai progetti di rigenerazione urbana sul sito attualmente occupato dall’Ospedale Maggiore e alle questioni ambientali legate alla viabilità cittadina: “Abbiamo una grande occasione &#8211; dichiara Rossi &#8211; che non possiamo sprecare: <strong>ridisegnare la città e l&#8217;ecosistema urbano con una sguardo rivolto al futuro</strong>, che deve inevitabilmente essere </span><i><span style="font-weight: 400;">green</span></i><span style="font-weight: 400;">.</span> <span style="font-weight: 400;">Non possiamo permetterci errori perché si tratta di processi che cambieranno Novara per i prossimi decenni”.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Sulla viabilità, in particolare, si sofferma il consigliere Dem. “Ho rilevato &#8211; spiega &#8211; che nel bando di gara si parla della realizzazione di 3.120 parcheggi collegati al nuovo ospedale, mentre nei progetti preliminari e nel masterplan originale il numero identificato è sempre stato quello di 1.700 circa. Faccio presente che per il Parco della Salute di Torino che prevede 1.040 posti letto, contro i 711 di Novara, lo studio di fattibilità ne prevede 2.300. <strong>Come mai siamo passati da 1.700 a 3.120?</strong> Su questo ho presentato proprio oggi un’interrogazione (leggi il testo <a href="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2020/06/Informativa-progetto-parcheggi-e-logistica-CSS.pdf">qui</a>) per poter approfondire una questione non marginale sul piano dell’impatto ambientale, della pianificazione dei trasporti, ma anche della sostenibilità del progetto”. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“Sono convinto &#8211; prosegue Rossi &#8211; che la sostenibilità ambientale non debba restare solo nei nostri discorsi. <strong>Dobbiamo mettere in campo la soluzione più ecologica possibile</strong>. Il piano della mobilità regionale, ad esempio, si pone obiettivi precisi per migliorare la qualità ambientale delle città e contribuire alla lotta ai cambiamenti climatici: la riduzione dell’utilizzo delle auto del 20% entro il 2030 e del 50% entro il 2050, o di elevare la mobilità con trasporti pubblici del 35% entro il 2030 e dell’80% entro il 2050 oltre a incrementare significativamente, la mobilità ciclo pedonale. Servono, insomma, soluzioni volte a decongestionare il traffico veicolare e a ridurre l’inquinamento”.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">A tal proposito il Comune di Novara dovrà ideare un progetto per il collegamento tra la Città della Salute e della Scienza, il centro cittadino e la stazione ferroviaria. “<strong>E’ tempo di proporre e pianificare</strong>: molti dipendenti arrivano da fuori città con i mezzi pubblici e trattandosi di un hub di quadrante dobbiamo fare in modo che sia raggiungibile attraverso il trasporto pubblico anche per gli utenti di altre province” conclude Rossi.  </span></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Unanimità del consiglio sulla Commissione Legalità, ora si pongano le condizioni per renderla il più possibile incisiva</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Aug 2019 16:37:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&#8220;Vogliamo un Piemonte libero dalle mafie! Non c’è tempo da perdere, come confermato ancora dalla cronaca degli ultimi mesi. Per questo è importante che il Consiglio Regionale abbia trovato piena condivisione su questo tema”. Questo il commento dei consiglieri Rossi, Sarno e Ravetti, a seguito del voto unanime dell’aula che impegna la Giunta ad istituire [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Vogliamo un Piemonte libero dalle mafie! Non c’è tempo da perdere, come confermato ancora dalla cronaca degli ultimi mesi. Per questo è importante che il Consiglio Regionale abbia trovato piena condivisione su questo tema”. Questo il commento dei consiglieri <b>Rossi</b>, <b>Sarno </b>e <b>Ravetti</b>, a seguito del voto unanime dell’aula che impegna la Giunta ad istituire in tempi stretti una Commissione per la legalità. “La lotta alle mafie non può e non deve essere delegata a Magistratura e Forze dell’ordine, tocca a ciascuno di noi fare la propria parte e, a maggior ragione, alla politica spetta porre le condizioni per rendere i territori inospitali alle mafie. Per questo raggiunto l’accordo unanime sulla necessità della Commissione dobbiamo renderla il più possibile incisiva stipulando protocolli con Prefetture e Forze dell’ordine e dotandola, qualora fosse necessario, di consulenti esterni per comprendere al meglio i fenomeni sul nostro territorio” aggiunge <b>Domenico Rossi</b> ricordando che<span class="Apple-converted-space">  </span>“le operazioni giudiziarie ci dicono come le mafie abbiano saputo instaurare solidi legami con la politica, condizionare il funzionamento delle istituzioni, interferire nelle attività economiche che si svolgono su un determinato territorio”.</p>
<p><i>Crimine, Minotauro, Albachiara, Maglio, San Michele, Colpo di Coda, Big Bang, Alchemia, Alto Piemonte, Barbarossa, Carminus </i>e<i> Krimisa</i> sono le operazioni che dal 2010 hanno interessato il Piemonte rendendo evidente che il territorio non solo non è estraneo all’interessamento della criminalità organizzata, ma in esso possiamo riscontrare un forte radicamento.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>&#8220;La commissione legalità deve avere l&#8217;obiettivo di mandare un chiaro segnale alle mafie: in Piemonte abbiamo gli anticorpi per impedire l&#8217;infiltrazione istituzionale. Per fare questo sono convinto che la Commissione debba intraprendere azioni concrete come, ad esempio, la formazione permanente del personale politico e amministrativo della Regione Piemonte per abituarci ad avere gli occhi ben aperti” evidenzia <b>Diego Sarno</b>.</p>
<p>“Una commissione &#8211; conclude il capogruppo <b>Domenico Ravetti </b>&#8211; ritenuta da tutte le forze politiche uno strumento estremamente utile nella promozione della legalità e in tal senso, anche per la valenza di verifica e controllo di tale organo, è significativo che la presidenza venga affidata alla minoranza. Voglio evidenziare come lotta alle mafie e corruzione da sempre siano battaglie del Partito Democratico e che anche in posizione di opposizione si impegna a stimolare Giunta e maggioranza su questi temi”.</p>
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		<title>Il programma di Cirio: “Nessuna visione sul Piemonte, più privati nella sanità e nessun riferimento alla lotta alle mafie”</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Jul 2019 14:18:55 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
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					<description><![CDATA[Oltre cinquanta minuti di microfono aperto nella seduta odierna del Consiglio Regionale. Un discorso per il Presidente Cirio utile a elencare una serie di problemi ma in cui non si intravede una visione complessiva sul Piemonte: una mancanza che porta con sé l’incapacità di programmare e la carenza di soluzioni di lungo respiro. Le politiche [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Oltre cinquanta minuti di microfono aperto nella seduta odierna del Consiglio Regionale. Un discorso per il Presidente Cirio utile a elencare una serie di problemi ma in cui non si intravede una visione complessiva sul Piemonte: una mancanza che porta con sé l’incapacità di programmare e la carenza di soluzioni di lungo respiro.<br />
<img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-3638" src="http://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2019/07/ROSSI-200x300.jpeg" alt="" width="200" height="300" srcset="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2019/07/ROSSI-200x300.jpeg 200w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2019/07/ROSSI.jpeg 681w" sizes="(max-width: 200px) 100vw, 200px" />Le <strong>politiche sulla salute</strong> ridotte alle problematiche ospedaliere con una soluzione davvero “innovativa”: aumentare la quota per il privato accreditato passando dal 3,5% al 7% come in Veneto. Nessun cenno alla prevenzione, all’invecchiamento della popolazione, al tema della cronicità, alla domiciliarità, alle nuove fragilità e ai nuovi bisogni di salute, facendo coincidere la strategia dell’assessorato più importante in termini economici con i soli interventi di edilizia sanitaria, peraltro già definiti dalla pianificazione predisposta dalla precedente amministrazione. Sperando che non si metta in discussione l’ospedale unico del VCO come ha già fatto l’assessore Rosso.<br />
Emblematiche anche le parole (non) spese sul <strong>trasporto pubblico locale</strong> con il Presidente che accenna vagamente all’uso dei fondi europei (Quali? Quanti?) ma non va oltre, non ci spiega come intende intervenire: nulla sul biglietto unico integrato, sull’interscambio ferro-gomma o sulle linee dismesse.<br />
E’ grave l’assenza di ogni accenno alla<strong> lotta alle mafie</strong> nelle parole del presidente Cirio, nonostante le notizie che anche negli ultimi giorni hanno riempito le pagine di giornali locali e nazionali: se non libereremo il Piemonte dalle mafie non avremo mai un’economia sana e un futuro. Non possiamo cavarcela ignorando il problema, la ‘Ndrangheta si è radicata sui nostri territori nel comparto dei rifiuti, del movimento terra, del contratto pubblico ce lo dicono le inchieste e le sentenze degli ultimi 10 anni: la Politica non può delegare, deve arrivare prima rendere l’ambiente ostile e inospitale alle mafie, a partire dall’impegno sui beni confiscati e in particolare sulla villa di San Giusto Canavese sequestrata a Nicola Assisi, considerato uno dei broker di cocaina più importanti per la ‘ndrangheta arrestato ieri in Brasile, e colpita nel giugno 2018 da un attentato incendiario. Il 19 luglio, invece di fare la giunta aperta sull’autonomia vada a san Giusto Canavese e chieda al governo di intervenire sulla villa per porre fine all’intimidazione. Se il governo dovesse continuare a latitare la Regione intervenga direttamente la giunta Chiamparino ha fatto con il Castello di Miasino.<br />
Guardando al futuro preoccupa l’atteggiamento sul fronte <strong>ambientale</strong>, Cirio vuole affidarsi al “buon senso”… Peccato sia una dichiarazione senza senso: siamo di fronte ad una crisi planetaria e senza consapevolezza di questo continueremo a dirigerci verso il precipizio. E’ chiaro a tutti che le risorse sono finite: servono strategie e processi condivisi, interventi di area vasta per salvaguardare il nostro domani, ma soprattutto una pianificazione per riconnettere società, economia ed ambiente ad esempio con un Piano Regionale per la bioeconomia, perché non c’è sviluppo possibile che non sia sostenibile.<br />
Un discorso non basta per “cambiare velocità” a maggior ragione se povero di indicazioni e proposte di prospettiva. Per di più se colorito con dei passaggi tutt’altro che condivisibili. Mi riferisco a quello sull’edilizia popolare con tanto di applausi a scena aperta. Una criticità complessa, che merita adeguati investimenti e di essere approfondita per garantire un aiuto concreto alle fasce più deboli, è stata ricondotta ad uno <strong>scontro tra poveri</strong>: “diamo le case popolari agli italiani”. Una pennellata di “verde Lega”, probabilmente in ossequio all’azionista di maggioranza del suo Governo, di cui francamente potevamo fare a meno.<br />
Ho concluso il mio intervento richiamando anche io l’esperienza della Repubblica Partigiana dell’Ossola, citata dal capogruppo della lega Preioni che l’ha richiamata per giustificare la richiesta di autonomia. Ho voluto sottolineare come si sia trattato di una testimonianza importante del più ampio movimento di liberazione che ha restituito dignità al Piemonte e all’Italia e che ha regalato al paese la Costituzione. La Lega dica con chiarezza da che parte sta: vanno certamente in un’altra direzione la partecipazione di consiglieri regionali lombardi e parlamentari europei della Lega alla festa nazionale di “Lealtà e azione”, associazione di estrema destra, che si è tenuta nei giorni scorsi a Oleggio in provincia di Novara. Non accetteremo nessun passo indietro sui valori dell’<strong>antifascismo</strong> e della <strong>Costituzione</strong>.</p>
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		<title>Insieme a metà strada: il nostro progetto di futuro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Mar 2017 10:14:00 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
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		<category><![CDATA[Insieme a metà strada]]></category>
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					<description><![CDATA[La politica che fa rete. Non è solo uno slogan da campagna elettorale, è un impegno che ho preso, quello di non cadere nella trappola di perdere il contatto con il territorio, le persone, le associazioni e tutte quelle risorse che hanno la forza e la volontà di pensare insieme ad un futuro migliore: più [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-2364" src="http://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2017/03/17098059_1150439851745273_3375742951799880965_o-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2017/03/17098059_1150439851745273_3375742951799880965_o-300x200.jpg 300w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2017/03/17098059_1150439851745273_3375742951799880965_o-768x512.jpg 768w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2017/03/17098059_1150439851745273_3375742951799880965_o-700x467.jpg 700w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2017/03/17098059_1150439851745273_3375742951799880965_o-272x182.jpg 272w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2017/03/17098059_1150439851745273_3375742951799880965_o.jpg 2048w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />La politica che fa rete. Non è solo uno slogan da campagna elettorale, è un impegno che ho preso, quello di non cadere nella trappola di perdere il contatto con il territorio, le persone, le associazioni e tutte quelle risorse che hanno la forza e la volontà di pensare insieme ad un futuro migliore: più equo, più giusto. Credo che proprio il coinvolgimento, la volontà di ascoltare e di proporre, di allenare il senso critico e di progettare insieme siano il miglior antidoto all’antipolitica. E’ importante ritornare ad abitare la politica, farlo con entusiasmo, impegno e voglia di fare. Quella che si è respirata lo scorso 4 marzo all&#8217;Auditorium del parco del welfare per l’evento di metà mandato &#8220;Insieme a metà strada”.</p>
<p>Qui la sintesi di una giornata intensa, un regalo che tante persone mi hanno fatto mettendo a disposizione della comunità proposte e idee. A loro dico grazie, come ai tanti che non hanno potuto esserci ma vorranno raccogliere gli stimoli di questo documento di restituzione e dare il loro contributo.</p>
<p>Davvero tanto materiale quello raccolto e analizzato al termine di una giornata dedicata al passato, con la restituzione del lavoro di questi due anni in Consiglio Regionale, e proiettata sul futuro per progettare insieme percorsi e attività da mettere in agenda nei prossimi due.</p>
<p>Sei i focus su cui i partecipanti, che ringrazio ancora una volta per aver dedicato tempo e passione a questo momento di partecipazione, si sono confrontati: Ambiente, Sanità, Welfare, Cultura e Istruzione, Legalità e Sviluppo economico.</p>
<p>In una prima fase ciascun tema è stato sottoposto a tutti i partecipanti per raccogliere pareri ed indicazioni sulle azioni messe in campo dalla Regione e, più nello specifico, nel mio ruolo di consigliere. Un elemento quantitativo che consente di valutare priorità, efficacia e percezione dei diversi interventi.</p>
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<p>I riscontri sul lavoro della Regione premiano per distacco un importante obiettivo raggiunto per il territorio novarese e per l’intero Piemonte Orientale: l’accordo di programma per la Città della Salute e della Scienza di Novara. Seguono con 8 preferenze il ripristino delle borse di studio e con 5 la lotta all’evasione fiscale, la Legge Regionale sulla prevenzione del caporalato e la Legge Regionale sul “Dopo di noi”.</p>
<p>Il mero dato quantitativo indica il gradimento del lavoro svolto dalla Regione e forse ancora di più l’urgenza avvertita rispetto ad alcune tematiche. Proprio per questo motivo a ciascun interlocutore è stato chiesto di lasciare una reazione rispetto al lavoro svolto per ciascuna tematica. Un dato questa volta qualitativo che contiene stimoli importanti.</p>
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<p>Il dialogo aperto con i cittadini ha consentito inoltre di individuare alcuni elementi critici. Sul progetto esplorativo di Eni a Carpigano, ad esempio, da un lato è emersa la richiesta di individuare percorsi e modelli di sviluppo alternativi, anche per salvaguardare l’occupazione, dall’altro sono emerse posizioni favorevoli allo sfruttamento di eventuali giacimenti.</p>
<p>Di seguito la riproduzione dei cartelloni dove troverete le preferenze espresse sull’operato della Regione e sul mio lavoro in consiglio (numeri in rosso), le domande e gli stimoli raccolti. A seguire le risposte ai quesiti divisi per argomento.</p>
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<p><script type="text/javascript" src="//e.issuu.com/embed.js" async="true"></script></p>
<p>Il lavoro puntuale su quanto fatto fino ad oggi dalla Regione e sul mio operato (leggi la brochure riassuntiva: <a href="http://bit.ly/2mRH2iP">http://bit.ly/2mRH2iP</a>) ha rappresentato il punto di partenza per sviluppare il lavoro dei gruppi tematici. Analisi, proposta e sintesi: queste le coordinate che ciascun tavolo ha seguito per arrivare ad una proposta da aggiungere alla mi agenda amministrativa per i prossimi due anni.</p>
<p>Le indicazioni emerse tracciano un percorso stimolante e non scontato.</p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">Ambiente: </span></strong></p>
<p>L’esigenza prioritaria risulta quella di avere coordinate precise rispetto allo smaltimento dell’amianto in termini di modalità e tempistiche. Sforzi di programmazione e progettazione, invece, devono concentrarsi sul tema dell’agricoltura di precisione e sulla ricerca di un modello di sviluppo alternativo alternativo per il territorio di Carpignano. Grande attenzione anche al tema dello spreco alimentare.</p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">Sanità:</span> </strong></p>
<p>Il gruppo di lavoro che affronta l’argomento più complesso mette al primo posto una delle questioni più calde, quello dei posti letto negli ospedali territoriali unito alla riduzione delle liste d’attesa. Sempre in tema di rete ospedaliera e assistenziale si richiede lo sviluppo in particolare dell’assistenza territoriale pediatrica e di approfondire i metodi di valutazione delle eccellenze da valorizzare. Altra stimolo quello dell’istituzione di centri specialistici su Autismo, SLA e Disabilità.</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Welfare: </strong></span></p>
<p>Il gruppo di lavoro restituisce due due considerazioni di metodo e due di merito. Nel primo caso alla regione si chiede uno sforzo per garantire maggiori risorse e garantire una regia che sappia favorire la massima sinergia tra tutti i soggetti che si occupano di sociale. Nel merito viene sollecitato un miglioramento dell’accesso ai servizi e l’attuazione al più presto dell’Hangar Sociale come elemento di coordinamento e connessione di tutti gli operatori del settore.</p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">Istruzione e cultura: </span></strong></p>
<p>Il tema chiave emerso dal tavolo è quello dell’orientamento al fine di ridurre la dispersione scolastica e in quest’ottica anche di favorire percorsi di alternanza scuola-lavoro che tengano conto delle ambizioni dei ragazzi e delle esigenze occupazionali dei territori. Altri elementi di rilievo il ripristino della formazione dei docenti e la semplificazione dell’accesso e l’aumento dei fondi per i voucher-buoni scuola.</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Legalità: </strong></span></p>
<p>Tre parole chiave per il gruppo di lavoro: Miasino, Corruzione e Gioco d’azzardo. Serve accelerare sul riuso del Castello di Miasino e sulle politiche per il contrasto al gioco d’azzardo che, emerge dal tavolo, devono essere una priorità a livello interregionale e nazionale. Il tema della corruzione, affrontato ad esempio con nuovi protocolli e codici per gli appalti, si lega strettamente con quello dell’educazione. Questo la sottile linea rossa che unisce ogni elemento emerso al tavolo legalità: senza il fondamento della cultura della legalità ogni azione non troverà terreno fertile per funzionare davvero.</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Sviluppo: </strong></span></p>
<p>Macrotema dalle molteplici declinazioni da cui emerge una parola chiave: bisogno. E’ necessaria, infatti, un’analisi approfondita delle necessità di mercato, ma anche di quelle occupazionali e di sostegno alle imprese per valutare il migliori modelli possibili. In evidenza, così come per il tavolo istruzione, l’importanza di collegare domanda e offerta occupazionale  attraverso percorsi di alternanza scuola lavoro ed appositi percorsi di formazione. La direttrice privilegiata di crescita sembra essere quella turistica, ma è necessaria una riflessione seria su un modello condiviso e sulla promozione.</p>
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<p>&nbsp;</p>
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		<title>Approvato assestamento bilancio: importanti interventi per fasce deboli, cultura legalità e territori colpiti da alluvioni</title>
		<link>https://domenicorossi.eu/2016/11/30/2215/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Nov 2016 11:04:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Beni confiscati]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicato stampa]]></category>
		<category><![CDATA[alluvione]]></category>
		<category><![CDATA[Andrea Appiano]]></category>
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		<category><![CDATA[bilancio]]></category>
		<category><![CDATA[Consiglio Regionale del Piemonte]]></category>
		<category><![CDATA[davide gariglio]]></category>
		<category><![CDATA[Domenico Rossi]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Consiglio regionale del Piemonte ha approvato nella giornata di ieri, martedì 29 novembre, l&#8217;assestamento del bilancio 2016 e le disposizioni legislative e variazioni al bilancio di previsione 2016-2018. «L&#8217;assestamento 2016 è particolare &#8211; ha commentato il capogruppo e segretario regionale del PD Davide Gariglio &#8211; innanzitutto perché si fa carico delle rate dei debiti [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-2216" src="http://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2016/11/bilancio-300x251.png" alt="_bilancio" width="300" height="251" srcset="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2016/11/bilancio-300x251.png 300w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2016/11/bilancio-768x644.png 768w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2016/11/bilancio-700x587.png 700w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2016/11/bilancio.png 940w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" />Il Consiglio regionale del Piemonte ha approvato nella giornata di ieri, martedì 29 novembre, l&#8217;<a href="http://www.cr.piemonte.it/web/comunicati-stampa/comunicati-stampa-2016/424-novembre-2016/6242-approvato-l-assestamento-al-bilancio-2016-2018">assestamento</a> del bilancio 2016 e le disposizioni legislative e variazioni al bilancio di previsione 2016-2018. «L&#8217;assestamento 2016 è particolare &#8211; ha commentato il capogruppo e segretario regionale del PD <strong>Davide Gariglio</strong> &#8211; innanzitutto perché si fa carico delle rate dei debiti per il 2017 e parte di quelle per il 2018, dando così sicurezza e solidità ai conti regionali. Abbiamo introdotto un nuovo modo di affrontare il bilancio più limpido e trasparente».</p>
<p>All&#8217;unanimità il Consiglio ha, peraltro, votato lo stanziamento di 10 milioni per la recente emergenza alluvione destinandole anche il 50% delle risorse derivanti dall&#8217;ecotassa e dagli introiti derivanti dal conferimento di rifiuti provenienti da fuori Regione. «La restante parte di tali introiti sarà finalizzata a un fondo per le bonifiche e per la prevenzione della produzione dei rifiuti e l’incentivazione della raccolta differenziata nei soggetti pubblici a partire dal 2017. Si tratta di un&#8217;occasione anche per il novarese per incentivare il passaggio alla tariffa puntuale» spiega il Consigliere regionale Dem, <strong>Domenico Rossi</strong>. «Esprimo grande soddisfazione, inoltre – prosegue Rossi &#8211; per il finanziamento della legge regionale 14/2007 sulla prevenzione della criminalità: 200.000 euro per il 2017 che serviranno per proseguire sul percorso di riuso dei beni confiscati e per sostenere percorsi di educazione alla legalità dopo anni in cui il capitolo del bilancio rimaneva pressoché a zero. Scelta accompagnata anche da un atto di indirizzo importante votato già dalla commissione legalità all’unanimità e approvato dal Consiglio come ordine del giorno collegato che prevede l’impegno da parte della Giunta di individuare all’interno del POR misure rivolte al riutilizzo dei beni confiscati».</p>
<p>Un segnale politico chiaro, non certo l&#8217;unico contenuto all&#8217;interno del documento finanziario. «Il gruppo del Partito Democratico &#8211; continua il relatore di maggioranza, <strong>Andrea Appiano</strong> &#8211; ha incrementato con propri emendamenti le risorse: 925.000 euro per il sistema dei beni culturali e museali, le biblioteche, il sistema teatrale; 1,5 milioni per l&#8217;abbattimento delle barriere architettoniche; oltre 2 milioni per le scuole materne paritarie e ai Comuni per gli scuolabus; con l&#8217;accordo di tutto il consiglio regionale si è poi votato un emendamento di 900.000 euro per i vigili del fuoco e l&#8217;emergenza terremoto; si sostiene anche il fondo antitratta e le vittime di discriminazione; sono aumentate le risorse all&#8217;Edisu di 4,54 milioni confermato il 100 per cento delle borse di studio e, infine, sono state stabilizzate le risorse necessarie per le politiche sociali».</p>
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		<title>Il castello di Miasino passa alla Regione Piemonte. Una vittoria della legalità.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[beppe]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Feb 2016 15:00:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Antimafia]]></category>
		<category><![CDATA[Beni confiscati]]></category>
		<category><![CDATA[Regione Piemonte]]></category>
		<category><![CDATA[antimafia]]></category>
		<category><![CDATA[beni confiscati]]></category>
		<category><![CDATA[camorra]]></category>
		<category><![CDATA[Davide Mattiello]]></category>
		<category><![CDATA[legalità]]></category>
		<category><![CDATA[miasino]]></category>
		<category><![CDATA[Rosy Bindi]]></category>
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					<description><![CDATA[Venerdì scorso, durante a cerimonia di consegna del Castello di Miasino alla Regione Piemonte da parte dell&#8217;Agenzia Nazionale dei Beni Sequestrati e Confiscati, la comunità novarese ha vissuto un momento intenso, ricco di emozioni positive, di speranza e di buona politica. Ingredienti di cui abbiamo bisogno, come istituzioni, come cittadini, per poter guardare al futuro.  [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-1582" src="http://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2016/02/IMG_2419-1-2.jpg" alt="aumento irap" width="196" height="300" /></p>
<div><em>Venerdì scorso, durante a cerimonia di consegna del Castello di Miasino alla Regione Piemonte da parte dell&#8217;Agenzia Nazionale dei Beni Sequestrati e Confiscati, la comunità novarese ha vissuto un momento intenso, ricco di emozioni positive, di speranza e di buona politica. Ingredienti di cui abbiamo bisogno, come istituzioni, come cittadini, per poter guardare al futuro. </em></div>
<div><em>La presidente Bindi, a un certo punto del suo discorso, ha ricordato che il Castello di Miasino figurava tra gli esempi negativi nella relazione della Commissione parlamentare antimafia per il Parlamento: &#8220;Ora, però, dovremo cambiarla&#8221;, ha aggiunto. Nel bene e nel male, il Castello, per la sua storia, la sua bellezza, le sue potenzialità, assume un significato nazionale: diventa un simbolo importante. E i simboli, nella costruzione della cultura democratica, del substrato culturale che sta alla base delle nostre vite quotidiane, sono importanti. Gustavo Zagrebelsky, in Simboli al potere, scrive che «il simbolo è tale se induce a un percorso, cioè se mette in movimento energie spirituali. Il simbolo non promuove conoscenza descrittiva, dunque passiva, ma fervore elaborativo, dunque attivo. Il simbolo si radica in ciò di cui si fa esperienza, dunque nel passato, ma si rivolge al futuro».  Il Castello ci ha già fatto fare tanta strada e ci mette davanti ancora un bel pezzo di cammino. L&#8217;ho ricordato nel mio intervento: dobbiamo prepararci alla volata finale, che consiste nel progetto di riutilizzo sociale del bene che, solo così, si trasformerà da &#8220;luogo della resa&#8221; a &#8220;luogo del riscatto&#8221; civile e morale della nostra comunità.</em></div>
<div></div>
<div><em>Con piacere condivido </em><em style="line-height: 1.5;">il testo integrale del mio intervento, le </em><em><a href="http://www.ilvenerdiditribuna.it/cronaca/miasino-castello-confiscato-camorra-tornato-alla-collettivita/" target="_blank">immagini</a> della giornata, </em><em><a href="https://www.youtube.com/playlist?list=PLjTzsjNHUMeVQmPrjQHSVyYO0tjKh3UpD" target="_blank">i video</a> che raccontano quanto accaduto e <a href="http://www.rossidomenico.it/wp-content/uploads/2016/02/interventi_miasino.pdf" target="_blank">le testimonianze di una giornata</a> che aspettavamo da tanti anni!</em></div>
<div></div>
<p><iframe loading="lazy" src="https://www.youtube.com/embed/b-2GqbSktiM" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>Buongiorno a tutti.</p>
<p>Non vi nascondo l&#8217;emozione nell&#8217;essere qui oggi, finalmente &#8220;dentro&#8221; il castello di fronte alle massime istituzioni del nostro Paese. Non è stato facile arrivare a questo momento. Per me si tratta di una strada imboccata tanti anni fa. Almeno dal 2009, quando ricevetti una mail nella quale venivo sollecitato ad occuparmi del castello di Miasino, bene confiscato, ma ancora gestito dai parenti del boss. Sono passati sette anni. Sette anni di approfondimenti, articoli, incontri, denunce, proposte… di un appassionante e faticoso lavoro collettivo che, partito da pochi, ha contagiato “molti”, come spesso accade per le battaglie giuste portate avanti con passione. Sette anni durante i quali abbiamo trovato tanti ostacoli, che però non ci hanno mai fatto desistere, anzi, al contrario ci hanno spinto a <em>resistere</em>&#8230; Soprattutto alla tentazione più forte, che è quella di arrendersi. Di accettare “che non si può fare”.</p>
<p>Noi abbiamo avuto la capacità di perseverare: tanti cittadini e associazioni che molto spesso in questo paese sanno essere PUNGOLO per le istituzioni.</p>
<p>Oggi intervengo come consigliere regionale, vice-predicente della Commissione regionale sulla legalità. Quando cominciò questo percorso, nel 2009 facevo parte di un gruppo di cittadini responsabili, volontari che semplicemente non accettavano una situazione ingiusta. Non ero consigliere io, non era parlamentare l&#8217;on. Davide Mattiello, che da sempre condivide con il territorio novarese questa battaglia di civiltà in tutti i suoi passaggi. Ci siamo battuti in quegli anni quando eravamo rispettivamente referente di Libera a Novara e referente di Libera in Piemonte, e continuiamo a farlo oggi, nelle istituzioni che, temporaneamente, ci ospitano.</p>
<p>Potrei raccontare, oggi, perché c&#8217;è voluto tanto tempo; quali sono state le cose che non hanno funzionato. Ma non voglio usare i pochi minuti che ho per fare questo. In troppe occasioni lo abbiamo fatto. Vorrei, invece, provare a raccontare gli aspetti positivi della storia. Come si è arrivati alla &#8220;conversione&#8221;, al cambiamento di sguardo e di direzione. Come siamo passati da esempio di una filiera che non funziona, che ha sempre un motivo per incepparsi, a esempio e testimonianza di una filiera che è virtuosa, che finalmente riprende a funzionare nella giusta direzione. E poi vorrei provare a dire quello che ancora resta da fare.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-1635" src="http://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2016/02/IMG_2430-1-300x200.jpg" alt="IMG_2430" width="300" height="200" />Eviterò, quindi, di raccontare cosa è accaduto dagli inizi degli anni &#8217;90 (quando il castello fu sequestrato) al 2009 (anno della confisca in via definitiva). E anche quello che è avvento dal 2009 al 2012. Partirò da questa data, da quattro anni fa, dal 2012, quando l&#8217;agenzia nazionale dei beni confiscati e sequestrati (nata nel 2010) invia una lettera agli enti locali (comuni, provincia e Regione) per chiedere loro una manifestazione di interesse, di farsi carico del percorso di riutilizzo sociale. A questa richiesta, per diverse ragioni, <u>nessuno rispose positivamente</u> e questo bloccò ulteriormente il percorso. Tanto che l&#8217;Agenzia arrivò a definire la vendita del bene.</p>
<p>Personalmente, devo dire, che proprio la situazione del castello di Miasino, insieme ad altre, mi portò, nel 2014 ad accettare l’idea di candidarmi. Questa situazione che non si sbloccava mi ha spinse a cercare di portare dentro le istituzioni i valori e le sfide che avevano animato il mio impegno e quello di tanti altri negli anni precedenti. Cominciai a sognare, insieme ai tanti compagni di strada, che quella lettera dell&#8217;ANBSC fosse aperta da un altro interlocutore. Un interlocutore capace di una risposta diversa.</p>
<p>Durante la campagna elettorale del 2014 venimmo qui a Miasino (con me c&#8217;erano l’on. Davide Mattiello e alcuni ragazzi).</p>
<p><a href="https://youtu.be/dt99SitRq8o" target="_blank">Girammo un video, “fuori” da qui</a>. Lo sottolineo, perché ancora nel 2014 questo posto era inaccessibile ai cittadini. Nel video dichiarai: «sogno una Regione coraggiosa, capace di farsi carico del Castello di Miasino e di trasformare un bene confiscato alle mafie in un&#8217;opportunità di riscossa culturale e morale e di sviluppo economico».</p>
<p>Venni eletto. Il 30 giugno 2014 entrai per la prima volta in Consiglio. Tre mesi dopo, il 30 settembre 2014 il Consiglio Regionale votava all&#8217;unanimità una mozione che impegnava la Giunta a rispondere positivamente a quella lettera. Cinque mesi dopo, la giunta deliberava in tal senso.</p>
<p>Bene. Oggi, con orgoglio, lo possiamo dire. La Regione Piemonte sta facendo la sua parte&#8230; coraggiosamente. Lo fa in un momento di enorme difficoltà di bilancio, dove i motivi per &#8220;non fare&#8221; sarebbero tanti. Lo abbiamo visto molte volte in questi anni: per bloccare qualcosa ci sono sempre mille motivi. Il problema, al contrario, è trovare un motivo per farle le cose, per portarle avanti.</p>
<p><u><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-1680" src="http://www.rossidomenico.it/wp-content/uploads/2016/02/io-parlo-300x300.jpg" alt="io parlo" width="300" height="300" srcset="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2016/02/io-parlo-300x300.jpg 300w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2016/02/io-parlo-150x150.jpg 150w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2016/02/io-parlo-768x768.jpg 768w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2016/02/io-parlo-700x700.jpg 700w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2016/02/io-parlo.jpg 973w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" />Lo ripeto, questa Regione, questa Giunta, stimolata dal Consiglio, non si è tirata indietro</u>. E di questo devo dire grazie a tutti i miei colleghi consiglieri che hanno creduto con me all’opportunità di procedere in questa direzione, al presidente Chiamparino, al vice-presidente Reschigna e agli assessori Parigi e Ferrari (da cui dipendono anche i prossimi passi) e a tutti i dipendenti della Regione che, nei diversi ruoli, hanno reso possibile questa giornata e che lavoreranno ai prossimi passi.. Il ringraziamento non può non estendersi anche al prefetto di Novara Francesco Paolo Castaldo, al direttore Umberto Postiglione, ai sindaci di Miasino e Ameno, Giorgio Cadei e Roberto Neri, a Davide Mattiello. Tutti insieme, al livello istituzionale, siamo stati capaci di raccogliere una sfida che nessuno prima aveva saputo cogliere.</p>
<p>Oggi finalmente siamo qui. Usando una metafora ciclistica penso a questa giornata come a una volata intermedia. Una tappa fondamentale del percorso cominciato tanti anni fa. Siamo riusciti a sbloccare un meccanismo che sembrava inceppato e finalmente possiamo dire che le Istituzioni stanno funzionando. Stanno facendo il loro dovere.</p>
<p>Non dobbiamo ingannarci, però. Il percorso non è arrivato al fine-corsa. Il rischio è alto, perché se non arriviamo in fondo tutta la fatica fatta potrebbe essere stata inutile, vana.</p>
<p>Sappiamo quanto i beni confiscati siano un simbolo. Possono essere un simbolo negativo o positivo.</p>
<p>Ci dice Gustavo Zagrebelsky, in <em>Simboli al potere</em>, «il simbolo è tale se induce a un percorso, cioè se mette in movimento energie spirituali. Il simbolo non promuove conoscenza descrittiva, dunque passiva, ma fervore elaborativo, dunque attivo. Il simbolo si radica in ciò di cui si fa esperienza, dunque nel passato, ma si rivolge al futuro».</p>
<p>Certamente un bene confiscato e non riutilizzato è un simbolo negativo.</p>
<p>Sappiamo quanto una confisca che toglie sulla carta ma lascia <em>&#8220;nelle mani di&#8221;</em> sia una beffa per lo stato, sia l’immagine di un’istituzione debole perché alle sue decisioni non segue nulla;</p>
<p>quanto una confisca a cui non segue il riutilizzo vanifichi tutto il lavoro fatto da magistratura e forze dell’ordine sul lato patrimoniale;</p>
<p>Insomma la confisca da sola è un&#8217;azione zoppa… non può camminare perché le manca una gamba.</p>
<p>Non devo certo essere io, qui, oggi, a ricordare quanto sia stata rivoluzionaria l&#8217;intuizione di Pio La-Torre proprio su questi temi e le gambe che, a quella intuizione, diede il milione di firme raccolto da Libera negli anni &#8217;90.</p>
<p>Un bene confiscato e non riutilizzato è un monito alla nostra inadeguatezza; è la cifra di tutto ciò che non ci possiamo permettere. Fa male, come una ferita che non guarisce mai.</p>
<p>Al contrario un bene confiscato e riutilizzato socialmente è un simbolo positivo.</p>
<p>È la materializzazione di quell’insegnamento che tutti conosciamo e che raccontiamo ai ragazzi nelle scuole: che la lotta alle mafie non è solo attività repressiva, ma necessita di una <em>pars construens</em> fatta di scuola, cultura, lavoro… di quel &#8220;fresco profumo di libertà…&#8221;. Un insegnamento che ci arriva da tutti coloro che hanno messo l’intera esistenza al servizio della lotta alle mafie. Tra questi grandi maestri c&#8217;è certamente, Giancarlo Caselli, che ringrazio di essere qui con noi.</p>
<p>Pensate al valore pedagogico che assume! Quale carburante democratico diventa un bene riutilizzato! In una società dove la fiducia verso le istituzioni è al minimo storico dovremmo strategicamente lavorare su tutte quelle situazioni che possono invertire la tendenza. Questa certamente lo è. E nel bene e nel male tutte queste cose diventano simboli ancora più importanti quando riguardano posti belli e importanti come questo. Non a caso, oggi, siamo qui con il Procuratore Nazionale Antimafia e la Presidente della Commissione Parlamentare Antimafia. Perché la situazione e il destino del Castello di Miasino riguardano l’Italia intera. L’eco di quello che succede e succederà qui va oltre i confini della nostra provincia.</p>
<p>Allora non possiamo fermarci. Oggi il sogno muta, si evolve. Posso dire (questa volta &#8220;dentro&#8221; e non fuori) che sogno una comunità capace di accettare la sfida che le istituzioni le lanciano. Dopo che la società le ha stimolate, ora la palla, la sfida torna indietro, in un cerchio che deve chiudersi virtuosamente: con un castello restituito alla collettività, riutilizzato socialmente. Eh sì, perché aveva ragione Calamandrei, quando ci insegnava che lo Stato siamo noi. Perché l’ultimo pezzo di questo viaggio ha bisogno proprio della “partecipazione collettiva e solidale del popolo”, dei cittadini. Solo così &#8220;un popolo può tornare padrone di sé&#8221;.</p>
<p>Quando questo accadrà&#8230; solo quando questo accadrà, potremo tirare un sospiro di sollievo.</p>
<p>Solo quando questo posto sarà tornato a generare economia “pulita”, quando sarà un luogo aperto alla comunità, quando potremo portarci le scolaresche, come già avviene in altri beni confiscati e riutilizzati, a dire ai ragazzi “qui lo stato ha vinto” saremo di fronte a una piccola epifania della costituzione, a una democrazia che funziona. E tutti noi qui, presenti in questa sala, sappiamo quanto bisogno c’è di questo nel nostro Paese oggi.</p>
<p>Ma la sfida futura non si esaurisce con il progetto di riutilizzo sociale. È duplice e porta con sé un altro aspetto: quello relativo al substrato culturale, in cui tutto questo è avvenuto e avviene. Un substrato culturale che per troppi anni (erroneamente) è stato ritenuto peculiare solo di alcune regioni italiane. Non certo delle nostre. Oggi sappiamo, con evidenza, che non è così. Ce lo hanno dimostrato tutte le inchieste di questi ultimi anni. Per quanto riguarda la nostra storia, però, non posso nascondervi un dato, che per me è stato significativo. Quando il castello è stato sgomberato, a febbraio del 2015, la maggior parte dei messaggi che ho ricevuto non è stata di congratulazioni. Al contrario: mi hanno scritto coppie di sposi che si lamentavano perché non potevano più sposarsi qui… qualcuno ha scritto (anonimamente) che stavamo facendo tutto questo per degli interessi personali… alcune ditte che lavoravano con la società che gestiva il castello si sono lamentate perché hanno perso un partner di lavoro. Tutti consapevoli di chi gestiva il castello.</p>
<p>Poche parole (se non tra gli addetti ai lavori) di contentezza, di liberazione.</p>
<p>Non vi nascondo l’amarezza che questo provocò in me!</p>
<p>A cosa può abituarsi una comunità?</p>
<p>Questo non lo possiamo accettare. Non può esistere assuefazione alle mafie. E su questo terreno, sulla crescita della coscienza civile delle nostre comunità dobbiamo lavorare tanto. È stata questa la grande conquista scaturita dalle stragi degli anni &#8217;90: compiere finalmente quel salto culturale e sociale che ha spostato la lotta alle mafie da compito di pochi e isolati individui (eroi) a sfida collettiva di un intero paese. Non possiamo e non dobbiamo accettare passi indietro su questo. Quello che stiamo facendo qui è che cercheremo di fare nei prossimi mesi e anni non riguarda pochi &#8220;esaltati&#8221; o chi ha compiti istituzionali particolari. Riguarda tutti. Tutti i cittadini.</p>
<p>So che questo secondo aspetto della sfida è il più complesso ed è quello che richiederà più tempo. Molto, però, in questo secondo aspetto della sfida dipenderà da come chiuderemo il primo aspetto: quello del riutilizzo sociale.</p>
<p>Chiudo restando fedele alla metafora ciclistica. Non facciamo l’errore, oggi, di pensare di essere arrivati. Dobbiamo ancora fare la volata finale: essa consiste in tutti i passi necessari al riutilizzo sociale di questo bellissimo posto. Il giorno che lo inaugureremo (spero già quest’anno) per la sua nuova vita avremo compiuto non una cosa &#8220;anti&#8221;, ma una cosa “per&#8221; e “con&#8221;; avremo un segno tangibile di quella comunità che si organizza in maniera alternativa alle mafie secondo lo spirito costituzionale.</p>
<p>Allora, e solo allora, avremo trasformato questo castello da &#8220;luogo della resa&#8221; a &#8220;luogo del riscatto” civile e morale della nostra comunità.<br />
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