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	<title>Lavoro &#8211; Domenico Rossi</title>
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	<description>Il futuro è nelle nostre mani</description>
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	<title>Lavoro &#8211; Domenico Rossi</title>
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		<title>L’indignazione per l’incidente di Brandizzo si trasformi in cambiamento</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Sep 2023 12:55:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[Brandizzo]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
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					<description><![CDATA[Era giusto essere presenti prima di tutto per esprimere profonda vicinanza e solidarietà alle famiglie dei lavoratori. La strage delle morti sul lavoro va fermata trasformando lo sgomento e l’indignazione di questi giorni in un cambiamento profondo perché l’Italia è una repubblica fondata sul lavoro, lo dice la Costituzione… ogni volta che qualcuno muore lavorando, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-top: 0px; margin-bottom: 0px; font-stretch: normal; font-size: 13px; line-height: normal; font-family: 'Avenir Next';">Era giusto essere presenti prima di tutto per esprimere profonda vicinanza e solidarietà alle famiglie dei lavoratori. La strage delle morti sul lavoro va fermata trasformando lo sgomento e l’indignazione di questi giorni in un cambiamento profondo perché l’Italia è una repubblica fondata sul lavoro, lo dice la Costituzione… ogni volta che qualcuno muore lavorando, muove anche un pezzo della nostra repubblica.</p>
<p style="margin-top: 0px; margin-bottom: 0px; font-stretch: normal; font-size: 13px; line-height: normal; font-family: 'Avenir Next';">E’ necessario cambiare la visione che antepone il profitto a qualsiasi altra cosa, ma anche dell’idea che anche se ci sono delle regole si possono ignorare: occorre elevare la cultura della salute e della sicurezza in ogni luogo di vita e di lavoro. E poi servono investimenti a partire dal personale necessario ai controlli all’interno delle aziende, per la formazione continua e per la prevenzione.  Occorre evitare la deregulation del sistema subappalti e ripristinare le somme del PNRR per la sicurezza ferroviaria che il Governo aveva recentemente deciso di eliminare.</p>
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		<title>Appalto per le pulizie nelle Asl del quadrante nord est del Piemonte. Basta tagli sul costo orario dei lavoratori</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Mar 2021 15:36:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicato stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Sanità]]></category>
		<category><![CDATA[appalti]]></category>
		<category><![CDATA[Domenico Rossi]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
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					<description><![CDATA[La notizia della controversa assegnazione al ribasso della gara per le pulizie e la santificazione negli ospedali delle province di Novara, Vco e Biella, per un totale di cinque strutture, riporta all’attenzione un problema annoso. Condivido la preoccupazione delle organizzazioni sindacali: vista la situazione di emergenza sanitaria dovuta al Covid non è il momento di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">La notizia della controversa assegnazione al ribasso della gara per le pulizie e la santificazione negli ospedali delle province di Novara, Vco e Biella, per un totale di cinque strutture, riporta all’attenzione un problema annoso.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Condivido la preoccupazione delle organizzazioni sindacali: vista la situazione di emergenza sanitaria dovuta al Covid non è il momento di risparmiare su queste funzioni. Il tema centrale è, però, quello del “lavoro povero”. Non può essere la pubblica amministrazione a risparmiare sul costo del lavoro.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Già nel 2015 con una Delibera di Consiglio Regionale, la 229 del 3 marzo, votata in Consiglio Regionale la Regione si impegnava a garantire l’applicazione dei contratti collettivi di maggior tutela per i lavoratori nei propri appalti oltre ad inserire come base imprescindibile del capitolato la giusta retribuzione. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Non solo, a seguito di un protocollo d’intesa sottoscritto dalla Giunta regionale con le organizzazioni sindacali nel maggio del 2016, il Consiglio regionale ha deliberato all’unanimità, nell’ottobre 2017 che le clausole sociali per la tutela dei lavoratori diventassero un obiettivo per i direttori di enti strumentali e partecipate della Regione nel predisporre gli appalti (leggi <a href="http://www.cr.piemonte.it/web/comunicati-stampa/comunicati-stampa-2017/446-ottobre-2017/7503-si-alle-clausole-sociali-negli-appalti">qui</a>).</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Non è, infatti, accettabile che lavoratori e lavoratrici impegnati nei nostri appalti guadagnino salari al di sotto della soglia di povertà e di dignità.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Per questo motivo presenterò nei prossimi giorni un’interrogazione per andare a fondo del caso che coinvolge il quadrante nord orientale del Piemonte e per capire se la gara per le pulizie rispetta la deliberazione del Consiglio Regionale. Spetta al pubblico, ad ogni livello, indirizzare il mercato verso buone pratiche e un’azione per tutelare i lavoratori ed escludere il costo del lavoro dai ribassi di gara è a mio parere proprietaria. </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Contratto pubblico ed economia circolare per rilanciare l’occupazione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jan 2020 12:19:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicato stampa]]></category>
		<category><![CDATA[bioeconomia]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[economia circolare]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
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					<description><![CDATA[Oggi a Palazzo Lascaris un Consiglio Regionale interamente dedicato alle politiche di sviluppo e del lavoro. Quali strategie? Come assicurare prospettive di crescita e supportare il sistema economico della nostra Regione? “Un fattore determinante per rilanciare economia ed occupazione in Piemonte è legato agli investimenti pubblici: Peccato che l’attuale Giunta abbia bloccato o rallentato il [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi a Palazzo Lascaris un Consiglio Regionale interamente dedicato alle politiche di sviluppo e del lavoro.<span class="Apple-converted-space"><br />
</span>Quali strategie? Come assicurare prospettive di crescita e supportare il sistema economico della nostra Regione?</p>
<p><span style="font-weight: 400;">“Un fattore determinante per rilanciare economia ed occupazione in Piemonte è legato agli investimenti</span><b> pubblici</b><span style="font-weight: 400;">: Peccato che l’attuale Giunta abbia bloccato o rallentato il </span><b>piano di edilizia Sanitaria</b><span style="font-weight: 400;"> già approvato che prevede investimenti da 1,5 miliardi di euro”. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“Di fronte ad una situazione difficile è fondamentale sviluppare strategie chiare e su comparti ad alto valore aggiunto. Ho voluto ribadire quindi la necessità di investire su </span><b>bioeconomia</b><span style="font-weight: 400;"> ed </span><b>Economia Circolare</b><span style="font-weight: 400;"> che rappresentano un’opportunità per coniugare economia, ambiente e società. Un comparto che, secondo il rapporto GreenItaly 2019, nel 2018 ha generato 100 mila nuovi posti di lavoro rispetto al 2017”. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“In tal senso ho presentato nei mesi scorsi una mozione per l’Adozione di un </span><i><span style="font-weight: 400;">Piano Regionale per la bioeconomia e l’economia circolare</span></i><span style="font-weight: 400;"> per definire le azioni da mettere in campo e lavorare al fine di intercettare gli ingenti finanziamenti previsti dall’Unione Europea (oltre 10 miliardi) dal 2021 al 2027. Si stima, infatti, un incremento del 15% delle attività e dei posti di lavoro entro il 2030. Il Piemonte non può perdere questa opportunità”. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“Regione Piemonte nel 2018 ha avviato </span><i><span style="font-weight: 400;">Piattaforma Bioeconomia</span></i><span style="font-weight: 400;"> stanziando 40 milioni di euro per sostenere progetti per chimica verde, cleantech e agroalimentare: continuare ad investire in percorsi come questo significa produrre dinamiche anticicliche per il nostro territorio che già rappresenta il riferimento di molte aziende verdi all’avanguardia”. </span></p>
<p><iframe title="Contratto pubblico ed economia circolare per rilanciare l’occupazione - intervento 07/01/2020" width="720" height="540" src="https://www.youtube.com/embed/xr6k5pLXB3s?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
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		<title>Crisi MercatoneUno: sostegno ai lavoratori con un tavolo regionale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Jun 2019 12:45:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicato stampa]]></category>
		<category><![CDATA[disoccupazione]]></category>
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					<description><![CDATA[“Oggi per i lavoratori di MercatoneUno presenti davanti al negozio di Trecate sarebbe stata una giornata particolare, una giornata di paga, che invece non arriverà”. Queste le parole del Consigliere Regionale Domenico Rossi al presidio organizzato dai Sindacati, di fronte al punto vendita chiuso dopo il fallimento della Shernon Holding Srl, per aggiornare i lavoratori [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-3601" src="http://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2019/06/MercatoneUno_Trecate1-300x225.jpeg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2019/06/MercatoneUno_Trecate1-300x225.jpeg 300w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2019/06/MercatoneUno_Trecate1-768x575.jpeg 768w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2019/06/MercatoneUno_Trecate1-700x524.jpeg 700w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2019/06/MercatoneUno_Trecate1.jpeg 981w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />“Oggi per i lavoratori di MercatoneUno presenti davanti al negozio di Trecate sarebbe stata una giornata particolare, una giornata di paga, che invece non arriverà”. Queste le parole del Consigliere Regionale Domenico Rossi al presidio organizzato dai Sindacati, di fronte al punto vendita chiuso dopo il fallimento della Shernon Holding Srl, per aggiornare i lavoratori e tenere alta l’attenzione sulla crisi aziendale.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>“Mi ha colpito la spilla appuntata sulla maglia di un ex dipendente: <i>licenziati con whatsapp</i>. Siamo al limite del grottesco… Ho voluto essere presente prima di tutto per portare la vicinanza del Consiglio Regionale ai lavoratori e ai sindacati, ma anche la solidarietà umana da parte di chi, anni fa, ha vissuto sulla propria pelle una situazione analoga. So bene quanto sia importante, soprattutto nei momenti di difficoltà, sapere di avere accanto le istituzioni e non sentirsi abbandonati” commenta il Consigliere Rossi.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-3602" src="http://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2019/06/MercatoneUno-Trecate3-300x300.jpeg" alt="" width="300" height="300" srcset="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2019/06/MercatoneUno-Trecate3-300x300.jpeg 300w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2019/06/MercatoneUno-Trecate3-150x150.jpeg 150w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2019/06/MercatoneUno-Trecate3-768x768.jpeg 768w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2019/06/MercatoneUno-Trecate3-700x700.jpeg 700w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2019/06/MercatoneUno-Trecate3-144x144.jpeg 144w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2019/06/MercatoneUno-Trecate3.jpeg 1600w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />“La crisi di MercatoneUno &#8211; prosegue Rossi &#8211; colpisce diverse regioni, tra cui il Piemonte e in particolare la nostra provincia, dove circa 130 persone rischiano di perdere il lavoro. Per fortuna il tribunale di Bologna<span class="Apple-converted-space">  </span>ha dato disponibilità a riaprire l’amministrazione straordinaria, mettendo i lavoratori nella condizione di poter tornare in cassa integrazione, ma è necessario che il MISE di muova immediatamente per espletare tutte le pratiche necessarie e non perdere un minuto in più, auspicando, in questa fase, più attenzione e maggiore controllo rispetto a quella precedente”.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Un’emergenza sociale ancora prima che occupazionale su cui ogni livello è chiamato a dare delle risposte. “So che i lavoratori hanno già incontrato il neo-presidente Cirio il quale si è impegnato a interagire con il governo. Da parte mia, non appena si sarà insediata la nuova legislatura, mi impegnerò affinché la Giunta attivi anche un tavolo regionale e tutto il Consiglio Regionale sia coinvolto nel percorso di sostegno e vicinanza ai lavoratori” conclude Rossi.</p>
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		<title>Bando Cantieri di Lavoro per disoccupati in condizione di disagio sociale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Nov 2018 12:16:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[bandi]]></category>
		<category><![CDATA[disoccupazione]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Regione Piemonte]]></category>
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					<description><![CDATA[È stato pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Piemonte il nuovo bando “Cantieri di lavoro per disoccupati in condizione di particolare disagio sociale”. La Regione ha stanziato 1.065.000 Euro con lo scopo di rafforzare l’occupabilità, in prospettiva del re-inserimento lavorativo e sociale, di persone senza occupazione che versino in condizioni di disagio sociale. Destinatari della Misura sono infatti soggetti [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>È stato pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Piemonte il nuovo bando “Cantieri di lavoro per disoccupati in condizione di particolare disagio sociale”.</p>
<p>La Regione ha stanziato <strong>1.065.000 Euro</strong> con lo scopo di rafforzare l’occupabilità, in prospettiva del re-inserimento lavorativo e sociale, di persone senza occupazione che versino in condizioni di disagio sociale.</p>
<p><strong>Destinatari</strong> della Misura sono infatti soggetti disoccupati:</p>
<p>– con età superiore o uguale a 45 anni;<br />
– con basso livello di istruzione e con condizioni sociali o familiari di particolare difficoltà/gravità;<br />
– provenienti dal cantiere precedente terminato nel corso dell’anno 2017/2018.</p>
<p>Possono presentare <strong>domanda</strong>, entro e non oltre le <strong>ore 12 del giorno 17 dicembre 2018</strong>, i Comuni, le Unioni di Comuni e altre forme associative aventi sede nel territorio della Regione Piemonte, secondo le modalità previste dalla procedura informatizzata disponibile all’indirizzo:</p>
<p><a href="http://www.sistemapiemonte.it/cms/privati/lavoro" target="_blank" rel="noopener noreferrer">http://www.sistemapiemonte.it/cms/privati/lavoro</a> – Servizio “Presentazione Domanda”.</p>
<p><a href="http://www.regione.piemonte.it/governo/bollettino/abbonati/2018/47/attach/dda1500001295_1040.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Qui </a>il testo integrale del bando con tutte le caratteristiche ed i requisiti per poter beneficiare del contributo.</p>
<div class="field field-name-body field-type-text-with-summary field-label-hidden">
<div class="field-items">
<div class="field-item even">
<p>Saranno finanziati solo i costi relativi all’indennità giornaliera nella misura del 60% delle spese sostenute, per i progetti che saranno trasmessi entro le ore 12.00 del 17.12.2018.</p>
</div>
</div>
</div>
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<div class="field-items col-xs-12 col-sm-8">
<div class="field-item even" style="text-align: center;"><strong>Soggetti beneficiari: </strong></div>
</div>
</div>
<div class="field field-name-field-soggetti-beneficiari field-type-text-long field-label-inline clearfix">
<div class="field-items col-xs-12 col-sm-8">
<div class="field-item even">
<p>Comuni, Unioni di Comuni o altre forme associative, organismi di diritto pubblico di cui all’art. 3, comma 1, lettera d) decreto legislativo 18.04.2016, n. 50, aventi sede nel territorio della Regione Piemonte</p>
</div>
</div>
</div>
<div class="field field-name-field-tipologia-finanziamento field-type-taxonomy-term-reference field-label-inline clearfix"></div>
<div class="field field-name-field-note-presentazione-domande field-type-text-long field-label-inline clearfix">
<div class="field-label col-xs-12 col-sm-4">Le domande di finanziamento dovranno essere presentate via PEC alla Regione Piemonte al seguente indirizzo: <a href="mailto:politichedellavoro@cert.regione.piemonte.it">politichedellavoro@cert.regione.piemonte.it</a> La modulistica potrà essere scaricata dal sito della Regione Piemonte, mentre per il modello 1 (modello di domanda) si dovrà accedere alla procedura informatica seguendo le istruzioni contenute nel bando.</div>
</div>
<div class="field field-name-field-importo-in- field-type-text field-label-inline clearfix">
<div class="field-label col-xs-12 col-sm-4">Importo in €:  1.065.000,00</div>
</div>
<div class="field field-name-field-contatti field-type-text-long field-label-inline clearfix">
<div></div>
<div class="field-label col-xs-12 col-sm-4" style="text-align: center;"><strong>Contatti: </strong></div>
<div class="field-items col-xs-12 col-sm-8">
<div class="field-item even">
<p>Settore Politiche del lavoro &#8211; Sergio Vacchina</p>
<p>tel. 011 4324865</p>
<p><a href="mailto:sergio.vacchina@regione.piemonte.it">sergio.vacchina@regione.piemonte.it</a></p>
</div>
</div>
</div>
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			</item>
		<item>
		<title>Emergenza educatori professionali: un Ordine del Giorno per non mettere a rischio migliaia di posti di lavoro</title>
		<link>https://domenicorossi.eu/2018/09/26/emergenza-educatori-professionali-un-ordine-del-giorno-per-non-mettere-a-rischio-migliaia-di-posti-di-lavoro/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Sep 2018 11:14:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicato stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Domenico Rossi]]></category>
		<category><![CDATA[educatori professionali]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Regione Piemonte]]></category>
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					<description><![CDATA[“Ci sono migliaia di persone che nonostante titoli di studio e anni di esperienza rischiano di dover  incrociare le braccia: sono educatori professionali che operano in scuole, case famiglia, centri psichiatrici, case di riposo e  tante altre realtà accanto a bambini, adolescenti e anziani. E’ una palese ingiustizia e con questo documento vogliamo contribuire a [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-702" src="http://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2014/11/1_consiglio-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2014/11/1_consiglio-300x225.jpg 300w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2014/11/1_consiglio-768x576.jpg 768w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2014/11/1_consiglio-700x525.jpg 700w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2014/11/1_consiglio.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" />“Ci sono migliaia di persone che nonostante titoli di studio e anni di esperienza rischiano di dover  incrociare le braccia: sono educatori professionali che operano in scuole, case famiglia, centri psichiatrici, case di riposo e  tante altre realtà accanto a bambini, adolescenti e anziani. E’ una palese ingiustizia e con questo documento vogliamo contribuire a porvi rimedio”. Domenico Rossi commenta così l’Ordine del Giorno che ha presentato, come primo firmatario, sull’equipollenza alla Laurea del titolo di studio di educatore professionale. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Sono circa 25mila le persone in Italia che rischiano il posto di lavoro. In Piemonte si stimano migliaia di educatori  che, a causa di un corto circuito normativo, dovuto al sovrapporsi di diverse norme emanate negli anni, non possono iscriversi all’albo professionale, istituito nel marzo 2018. “Gli educatori &#8211; spiega Rossi &#8211; hanno esperienza e competenze, oltre a titoli di studio. Siamo di fronte a una situazione kafkiana causata da un evidente vuoto normativo che rischia di generare una preoccupante crisi occupazionale, ma anche la dispersione di metodologie, conoscenze ed esperienza che difficilmente si potrebbe rimpiazzare”. Uno scenario critico per le ripercussioni che potrebbe avere sul sistema educativo, sociale e pedagogico. “Un quadro da scongiurare e per questo &#8211; conclude Rossi &#8211; con l’Ordine del Giorno impegniamo la Giunta ad intervenire con urgenza presso il Ministero richiedendo che venga riconosciuta l’equipollenza alla laurea del titolo rilasciato dalla Regione anche dopo il 1999. Inoltre, visto che la legge nazionale prevede la salvaguardia di tali figure professionali chiediamo che la Regione intervenga affinché in tutti i capitolati di appalto delle Asl e dei soggetti interessati  vengano inserite clausole di salvaguardia a tutela del personale che si trova in questa assurda situazione”. </span></p>
<p>Leggi l&#8217;ordine del giorno <a href="http://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2018/09/ODG-equipollenza-depositato.pdf" target="_blank" rel="noopener">qui</a></p>
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		<title>Crisi occupazione Borgolon di Varallo Pombia: massima attenzione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Mar 2017 13:47:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicato stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Regione Piemonte]]></category>
		<category><![CDATA[Domenico Rossi]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[occupazione]]></category>
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					<description><![CDATA[«Una situazione drammatica che si aggiunge alle tante che negli ultimi anni hanno colpito il Piemonte: sono vicino ai lavoratori così come la Regione che ha espresso massimo interesse ed impegno su questa difficile vertenza». Questo il commento del Consigliere Regionale Domenico Rossi a termine dell’incontro in Consiglio Regionale con una delegazione di sindacalisti e  [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-2403" src="http://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2017/03/borgolon-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" srcset="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2017/03/borgolon-300x169.jpg 300w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2017/03/borgolon-768x432.jpg 768w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2017/03/borgolon-700x394.jpg 700w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2017/03/borgolon.jpg 1000w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" />«Una situazione drammatica che si aggiunge alle tante che negli ultimi anni hanno colpito il Piemonte: sono vicino ai lavoratori così come la Regione che ha espresso massimo interesse ed impegno su questa difficile vertenza». Questo il commento del Consigliere Regionale Domenico Rossi a termine dell’incontro in Consiglio Regionale con una delegazione di sindacalisti e  lavoratori della Borgolon di Varallo Pombia in sciopero dallo scorso lunedì 13 marzo contro la chiusura dello stabilimento tessile la cui produzione verrà delocalizzata in Slovenia. «La situazione è resa ancora più grave dalle motivazioni di questa scelta, che, a quanto raccontato dai lavoratori, non risiedono in un momento di crisi dell&#8217;azienda, ma in una scelta legata alle sole logiche del mercato globalizzato» aggiunge Rossi. «Mi auguro &#8211; conclude Rossi &#8211; che i tavoli di crisi siano il luogo dove si possano trovare le mediazioni necessarie a tutela dei 42 dipendenti e delle loro famiglie».</p>
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		<title>Dalla parte dei ricercatori precari</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Jan 2017 15:55:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Regione Piemonte]]></category>
		<category><![CDATA[consiglio regionale]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[precari]]></category>
		<category><![CDATA[rettorato]]></category>
		<category><![CDATA[ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[unito]]></category>
		<category><![CDATA[università]]></category>
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					<description><![CDATA[Abbiamo organizzato questa mattina una conferenza stampa insieme ai rappresentanti del Coordinamento Ricercatori Non Strutturati Unito e ai colleghi Andrea Appiano, Silvana Accossato, Marco Grimaldi e al VicePresidente Nino Boeti. E&#8217; stato presentato l&#8217;Ordine del giorno con cui chiediamo all’UniTo di rivedere il piano di reclutamento del personale e di assumere un maggior numero di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Abbiamo organizzato questa mattina una conferenza stampa insieme ai rappresentanti del Coordinamento Ricercatori Non Strutturati Unito e ai colleghi Andrea Appiano, Silvana Accossato, Marco Grimaldi e al VicePresidente Nino Boeti.<br />
E&#8217; stato presentato<a href="http://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2017/01/Ordine_del_Giorno_n._926_-_100926_odg_pr.pdf" target="_blank"> l&#8217;Ordine del giorno </a>con cui chiediamo all’UniTo di rivedere il piano di reclutamento del personale e di assumere un maggior numero di ricercatori precari.<br />
Noi siamo dalla loro parte.</p>
<p>Qui il servizio che il Tg Regionale ha dedicato all&#8217;evento:</p>
<p style="text-align: center;"> <iframe loading="lazy" src="https://www.youtube.com/embed/b540NFLeNCM" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Di seguito, il lancio dell&#8217;Agenzia ANSA:</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Universita&#8217;: Pd, Regione intervenga contro precarieta&#8217; </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>TORINO, 31 GEN &#8211; L&#8217;Universita&#8217; di TORINO si avvale della collaborazione di oltre duemila ricercatori precari, a fronte di circa 1.900 unita&#8217; di personale docente strutturato. Per contrastare questa situazione, il Pd del Piemonte chiede alla Regione di intervenire sull&#8217;Ateneo affinche&#8217; riveda il proprio piano di reclutamento del personale. All&#8217;Universita&#8217; di TORINO, e&#8217; stato sottolineato oggi in una conferenza stampa convocata dal gruppo Pd in Consiglio regionale, il numero medio di studenti iscritti per ogni docente e&#8217; uno dei peggiori d&#8217;Italia: 34,5 contro la media nazionale di circa 30 e quella delle regioni del Nord di 28. E la situazione e&#8217; destinata a peggiorare, visto che quest&#8217;anno le immatricolazioni sono salite dell&#8217;8,3%. &#8220;Siamo orgogliosi della nostra Universita&#8217;, che e&#8217; una delle prime d&#8217;Italia e del mondo &#8211; hanno affermato i consiglieri Domenico Rossi, Andrea Appiano e Nino Boeti &#8211; ma proprio per questo non vogliamo rischiare uno scadimento della qualita&#8217; della ricerca e dell&#8217;insegnamento. L&#8217;ago della bilancia deve tornare a spostarsi verso i contratti di lavoro strutturati&#8221;. &#8220;Il problema &#8211; ha rimarcato il capogruppo di Sel, Marco Grimaldi &#8211; riguarda tutta Italia. Serve un piano di investimenti nazionali e c&#8217;e&#8217; una battaglia culturale da fare per riaffermare che i ricercatori sono lavoratori e non studenti a vita&#8221;. &#8220;L&#8217;Universita&#8217; &#8211; ha sottolineato la rappresentante del Coordinamento ricercatori precari, Marianna Filandri &#8211; intende reclutare a tempo determinato solo 80 ricercatori nel triennio 2016-2018: cosi&#8217; si rischia di interrompere la ricerca&#8221;.</p>
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		<title>Il discorso di papa Francesco al terzo incontro dei movimenti popolari</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Domenico]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 Nov 2016 20:56:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[amore]]></category>
		<category><![CDATA[casa]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[lotta]]></category>
		<category><![CDATA[papa Francesco]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>
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					<description><![CDATA[&#8220;Esprimiamo la stessa sete, la sete di giustizia, lo stesso grido: terra, casa e lavoro per tutti&#8221; Quasi 5.000 persone provenienti da tutto il mondo erano presenti sabato 5 novembre presso l’auditorium Paolo VI per concludere il terzo raduno internazionale dei movimenti popolari e per ascoltare le parole di Papa Francesco. Parole che sono arrivate [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<blockquote>
<p class="p1" style="text-align: right;"><span class="s1">&#8220;Esprimiamo la stessa sete, la sete di giustizia, lo stesso grido:<br />
terra, casa e lavoro per tutti&#8221;</span></p>
</blockquote>
<p class="p1"><em><span class="s1"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-2120 alignleft" src="http://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2016/11/IMG_6438-300x225.jpg" alt="img_6438" width="300" height="225" srcset="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2016/11/IMG_6438-300x225.jpg 300w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2016/11/IMG_6438-768x576.jpg 768w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2016/11/IMG_6438-700x525.jpg 700w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" />Quasi 5.000 persone provenienti da tutto il mondo erano presenti sabato 5 novembre presso l’auditorium Paolo VI per concludere il terzo raduno internazionale dei movimenti popolari e per ascoltare le parole di Papa Francesco. Parole che sono arrivate dure, come degli schiaffi per chi le ha ascoltate. Almeno, così è stato per me. Nonostante i titoli, le prime pagine di domenica dedicate ad alcune parti del suo discorso, non credo che sia passato il senso profondo del suo messaggio, che poi è alla base del suo intero pontificato.</span></em></p>
<p class="p1"><em><span class="s1">Il primo “shock” per me è quello del linguaggio, delle parole usate. L’Europa ne ha perse alcune, o le usa oramai di sfuggita. Da troppi anni ne mette al centro altre: spread, BCE, pareggio di bilancio, muri… Su questo è certamente catartico avere a capo della chiesa un non-europeo capace di parlare a tutto il mondo.<br />
Tre parole chiave erano al centro dell’evento di sabato: terra, casa, lavoro. Parole chiare, semplici, comprensibili a tutti. Perché in molte parti del mondo, nella maggior parte, di esso, queste parole sono ancora un problema per la stragrande maggioranza degli uomini e delle donne. In realtà lo sono anche a casa nostra, ma noi non siamo capaci di parlarne con la semplicità e la radicalità di Francesco e dei movimenti popolari del pianeta. </span></em></p>
<p class="p1"><em><span class="s1">Ritrovare parole come &#8220;ingiustizia&#8221;, &#8220;lotta&#8221;, &#8220;amore&#8221; usate senza pudore, come le uniche possibili, perché vere è già atto pedagogico verso ciascuno di noi.</span></em></p>
<p class="p1"><em><span class="s1">E sia chiaro: è vero che il papa ha parlato con forza del problema dei migranti, della vergogna di fronte a quello che accade nel mediterraneo. ma lo ha detto inserendo questo argomento, come altri, in un discorso più ampio, fatto con altrettanta chiarezza e radicalità: il nostro ordine è ingiusto a causa del paradigma dominante che mette al centro il profitto e il denaro e non l’uomo. E&#8217; un ordine che crea una crisi strutturale perenne che mette insieme povertà e crisi ecologica. Esso va cambiato. Altrimenti non supereremo l’ingiustizia. Serve un nuovo paradigma che riconcili l’uomo con l’uomo e l’uomo con l’ambiente. Non a caso ha istituito un dicastero nuovo: per lo sviluppo integrale dell’uomo.</span></em></p>
<p class="p1"><em><span class="s1">Qui sotto voglio riportare il discorso integrale. Perché vorrei che più persone possibili possano leggerlo per intero, con calma, lasciandosi provocare. Credo ci sia tutto quello di cui abbiamo bisogno per buttare via la tentazione della rassegnazione e immaginare un futuro diverso, con responsabilità e coraggio.</span></em></p>
<p class="p2"><span class="s1">Fratelli e sorelle buon pomeriggio! </span></p>
<p class="p2"><span class="s1">In questo nostro terzo incontro esprimiamo la stessa sete, la sete di giustizia, lo stesso grido: terra, casa e lavoro per tutti.<img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-2121 alignright" src="http://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2016/11/IMG_6431-300x225.jpg" alt="terra, domus, labor" width="300" height="225" srcset="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2016/11/IMG_6431-300x225.jpg 300w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2016/11/IMG_6431-768x576.jpg 768w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2016/11/IMG_6431-700x525.jpg 700w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></span></p>
<p class="p2"><span class="s1">Ringrazio i delegati che sono venuti dalle periferie urbane, rurali e industriali dei cinque continenti, più di 60 Paesi, per discutere ancora una volta su come difendere questi diritti che ci radunano. </span></p>
<p class="p2"><span class="s1">Grazie ai Vescovi che sono venuti ad accompagnarvi. Grazie alle migliaia di italiani ed europei che si sono uniti oggi al termine di questo incontro. Grazie agli osservatori e ai giovani impegnati nella vita pubblica che sono venuti con umiltà ad ascoltare ed imparare. Quanta speranza ho nei giovani! </span></p>
<p class="p2"><span class="s1">Ringrazio anche Lei, Signor Cardinale Turkson, per il lavoro che avete fatto nel Dicastero; e vorrei anche ricordare il contributo dell’ex Presidente uruguaiano José Mujica che è presente.</span></p>
<p class="p2"><span class="s1">Nel nostro ultimo incontro, in Bolivia, con maggioranza di latinoamericani, abbiamo parlato della necessità di un cambiamento perché la vita sia degna, un cambiamento di strutture; inoltre di come voi, i movimenti popolari, siete seminatori di quel cambiamento, promotori di un processo in cui convergono milioni di piccole e grandi azioni concatenate in modo creativo, come in una poesia; per questo ho voluto chiamarvi “poeti sociali”; e abbiamo anche elencato alcuni compiti imprescindibili per camminare verso un’alternativa umana di fronte alla globalizzazione dell’indifferenza: </span></p>
<p class="p2"><span class="s1">1. mettere l’economia al servizio dei popoli; </span></p>
<p class="p2"><span class="s1">2. costruire la pace e la giustizia; </span></p>
<p class="p2"><span class="s1">3. difendere la Madre Terra.</span></p>
<p class="p2"><span class="s1">Quel giorno, con la voce di una “cartonera” e di un contadino, vennero letti, alla conclusione, i dieci punti di Santa Cruz de la Sierra, dove la parola cambiamento era carica di gran contenuto, era legata alle cose fondamentali che voi rivendicate: lavoro dignitoso per quanti sono esclusi dal mercato del lavoro; terra per i contadini e le popolazioni indigene; abitazioni per le famiglie senza tetto; integrazione urbana per i quartieri popolari; eliminazione della discriminazione, della violenza contro le donne e delle nuove forme di schiavitù; la fine di tutte le guerre, del crimine organizzato e della repressione; libertà di espressione e di comunicazione democratica; scienza e tecnologia al servizio dei popoli.</span></p>
<p class="p2"><span class="s1"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-2122 alignleft" src="http://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2016/11/IMG_6457-300x225.jpg" alt="papa Francesco" width="300" height="225" srcset="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2016/11/IMG_6457-300x225.jpg 300w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2016/11/IMG_6457-768x576.jpg 768w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2016/11/IMG_6457-700x525.jpg 700w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" />Abbiamo ascoltato anche come vi siete impegnati ad abbracciare un progetto di vita che respinga il consumismo e recuperi la solidarietà, l’amore tra di noi e il rispetto per la natura come valori essenziali. È la felicità di “vivere bene” ciò che voi reclamate, la “vita buona”, e non quell’ideale egoista che ingannevolmente inverte le parole e propone la “bella vita”.</span></p>
<p class="p2"><span class="s1">Noi che oggi siamo qui, di origini, credenze e idee diverse, potremmo non essere d’accordo su tutto, sicuramente la pensiamo diversamente su molte cose, ma siamo d’accordo su questi punti.</span></p>
<p class="p2"><span class="s1">Ho saputo anche di incontri e laboratori tenuti in diversi Paesi, dove si sono moltiplicati i dibattiti alla luce della realtà di ogni comunità. Questo è molto importante perché le soluzioni reali alle problematiche attuali non verranno fuori da una, tre o mille conferenze: devono essere frutto di un discernimento collettivo che maturi nei territori insieme con i fratelli, un discernimento che diventa azione trasformatrice “secondo i luoghi, i tempi e le persone”, come diceva sant’Ignazio. Altrimenti, corriamo il rischio delle astrazioni, di «certi nominalismi dichiarazionisti (slogans) che sono belle frasi ma che non riescono a sostenere la vita delle nostre comunità» (Lettera al Presidente della Pontificia Commissione per l’America Latina, 19 marzo 2016). </span></p>
<p class="p2"><span class="s1">Il colonialismo ideologico globalizzante cerca di imporre ricette sovraculturali che non rispettano l’identità dei popoli. Voi andate su un’altra strada che è, allo stesso tempo, locale e universale. Una strada che mi ricorda come Gesù chiese di organizzare la folla in gruppi di cinquanta per distribuire il pane (cfr Omelia nella Solennità del Corpus Domini, Buenos Aires, 12 giugno 2004).</span></p>
<p class="p2"><span class="s1">Poco fa abbiamo potuto vedere il video che avete presentato come conclusione di questo terzo incontro. Abbiamo visto i vostri volti nelle discussioni su come affrontare “la disuguaglianza che genera violenza”. Tante proposte, tanta creatività, tanta speranza nella vostra voce che forse avrebbe più motivi per lamentarsi, rimanere bloccata nei conflitti, cadere nella tentazione del negativo. Eppure guardate avanti, pensate, discutete, proponete e agite. Mi congratulo con voi, vi accompagno, vi chiedo di continuare ad aprire strade e a lottare. Questo mi dà forza, ci dà forza. Credo che questo nostro dialogo, che si aggiunge agli sforzi di tanti milioni di persone che lavorano quotidianamente per la giustizia in tutto il mondo, sta mettendo radici. Vorrei toccare alcuni temi più specifici. Temi che ho ricevuto da voi e sui quali ho riflettuto e ora vorrei restituirli a voi.</span></p>
<p class="p2"><span class="s1"><b>Il terrore e i muri</b></span></p>
<p class="p2"><span class="s1">Tuttavia, questa germinazione, che è lenta, che ha i suoi tempi come tutte le gestazioni, è minacciata dalla velocità di un meccanismo distruttivo che opera in senso contrario. Ci sono forze potenti che possono neutralizzare questo processo di maturazione di un cambiamento che sia in grado di spostare il primato del denaro e mettere nuovamente al centro l’essere umano: uomo e donna. Quel “filo invisibile” di cui abbiamo parlato in Bolivia, quella struttura ingiusta che collega tutte le esclusioni che voi soffrite, può consolidarsi e trasformarsi in una frusta, una frusta esistenziale che, come nell’Egitto dell’Antico Testamento, rende schiavi, ruba la libertà, colpisce senza misericordia alcuni e minaccia costantemente altri, per abbattere tutti come bestiame fin dove vuole il denaro divinizzato.</span></p>
<p class="p2"><span class="s1">Chi governa allora? Il denaro. Come governa? Con la frusta della paura, della disuguaglianza, della violenza economica, sociale, culturale e militare che genera sempre più violenza in una spirale discendente che sembra non finire mai. Quanto dolore, quanta paura! C’è – l’ho detto di recente – c’è un terrorismo di base che deriva dal controllo globale del denaro sulla terra e minaccia l’intera umanità. Di questo terrorismo di base si alimentano i terrorismi derivati come il narco-terrorismo, il terrorismo di stato e quello che alcuni erroneamente chiamano terrorismo etnico o religioso. Nessun popolo, nessuna religione è terrorista. È vero, ci sono piccoli gruppi fondamentalisti da ogni parte. Ma il terrorismo inizia quando «hai cacciato via la meraviglia del creato, l’uomo e la donna, e hai messo lì il denaro» (Conferenza stampa nel volo di ritorno del Viaggio Apostolico in Polonia, 31 luglio 2016). Tale sistema è terroristico.</span></p>
<p class="p2"><span class="s1">Quasi cent’anni fa, Pio XI prevedeva l’affermarsi di una dittatura economica globale che chiamò «imperialismo internazionale del denaro» (Lett. enc. Quadragesimo anno, 15 maggio 1931, 109). L’aula in cui ora ci troviamo si chiama “Paolo VI”, e fu Paolo VI che denunciò quasi cinquant’anni fa, la «nuova forma abusiva di dominio economico sul piano sociale, culturale e anche politico» (Lett. enc. Octogesima adveniens, 14 maggio 1971, 44). Sono parole dure ma giuste dei miei predecessori che scrutarono il futuro. La Chiesa e i profeti dicono, da millenni, quello che tanto scandalizza che lo ripeta il Papa in questo tempo in cui tutto ciò raggiunge espressioni inedite. Tutta la dottrina sociale della Chiesa e il magistero dei miei predecessori si ribella contro l’idolo denaro che regna invece di servire, tiranneggia e terrorizza l’umanità.</span></p>
<p class="p2"><span class="s1">Nessuna tirannia si sostiene senza sfruttare le nostre paure. Questo è fondamentale. Da qui il fatto che ogni tirannia sia terroristica. E quando questo terrore, che è stato seminato nelle periferie con massacri, saccheggi, oppressione e ingiustizia, esplode nei centri con diverse forme di violenza, persino con attentati odiosi e vili, i cittadini che ancora conservano alcuni diritti sono tentati dalla falsa sicurezza dei muri fisici o sociali. Muri che rinchiudono alcuni ed esiliano altri. Cittadini murati, terrorizzati, da un lato; esclusi, esiliati, ancora più terrorizzati, dall’altro. È questa la vita che Dio nostro Padre vuole per i suoi figli?</span></p>
<p class="p2"><span class="s1">La paura viene alimentata, manipolata&#8230; Perché la paura, oltre ad essere un buon affare per i mercanti di armi e di morte, ci indebolisce, ci destabilizza, distrugge le nostre difese psicologiche e spirituali, ci anestetizza di fronte alla sofferenza degli altri e alla fine ci rende crudeli. Quando sentiamo che si festeggia la morte di un giovane che forse ha sbagliato strada, quando vediamo che si preferisce la guerra alla pace, quando vediamo che si diffonde la xenofobia, quando constatiamo che guadagnano terreno le proposte intolleranti; dietro questa crudeltà che sembra massificarsi c’è il freddo soffio della paura. Vi chiedo di pregare per tutti coloro che hanno paura, preghiamo che Dio dia loro coraggio e che in questo anno della misericordia possa ammorbidire i nostri cuori. La misericordia non è facile, non è facile&#8230; richiede coraggio. Per questo Gesù ci dice: «Non abbiate paura» (Mt 14,27), perché la misericordia è il miglior antidoto contro la paura. È molto meglio degli antidepressivi e degli ansiolitici. Molto più efficace dei muri, delle inferriate, degli allarmi e delle armi. Ed è gratis: è un dono di Dio.</span></p>
<p class="p2"><span class="s1">Cari fratelli e sorelle, tutti i muri cadono. Non lasciamoci ingannare. Come avete detto voi: «Continuiamo a lavorare per costruire ponti tra i popoli, ponti che ci permettano di abbattere i muri dell’esclusione e dello sfruttamento» (Documento Conclusivo del II Incontro mondiale dei movimenti popolari, 11 luglio 2015, Santa Cruz de la Sierra, Bolivia). Affrontiamo il terrore con l’amore.</span></p>
<p class="p2"><span class="s1">Ora il secondo punto che volevo affrontare.</span></p>
<p class="p2"><span class="s1"><b>L’Amore e i ponti</b></span></p>
<p class="p2"><span class="s1">Un giorno come questo, un sabato, Gesù fece due cose che, ci dice il Vangelo, affrettarono il complotto per ucciderlo. Passava con i suoi discepoli per un campo da semina. I discepoli avevano fame e mangiarono le spighe. Niente si dice del “padrone” di quel campo&#8230; soggiacente è la destinazione universale dei beni. Quello che è certo è che, di fronte alla fame, Gesù ha dato priorità alla dignità dei figli di Dio su un’interpretazione formalistica, accomodante e interessata della norma. Quando i dottori della legge lamentarono con indignazione ipocrita, Gesù ricordò loro che Dio vuole amore e non sacrifici, e spiegò che il sabato è fatto per l’uomo e non l’uomo per il sabato (cfr Mc 2,27). Affrontò il pensiero ipocrita e presuntuoso con l’intelligenza umile del cuore (cfr Omelia, I Congreso de Evangelización de la Cultura, Buenos Aires, 3 novembre 2006), che dà sempre la priorità all’uomo e non accetta che determinate logiche impediscano la sua libertà di vivere, amare e servire il prossimo.</span></p>
<p class="p2"><span class="s1">E dopo, in quello stesso giorno, Gesù fece qualcosa di “peggiore”, qualcosa che irritò ancora di più gli ipocriti e i superbi che lo stavano osservando perché cercavano una scusa per catturarlo. Guarì la mano atrofizzata di un uomo. La mano, questo segno tanto forte dell’operare, del lavoro. Gesù restituì a quell’uomo la capacità di lavorare e con quella gli restituì la dignità. Quante mani atrofizzate, quante persone private della dignità del lavoro! Perché gli ipocriti, per difendere sistemi ingiusti, si oppongono a che siano guariti. A volte penso che quando voi, i poveri organizzati, vi inventate il vostro lavoro, creando una cooperativa, recuperando una fabbrica fallita, riciclando gli scarti della società dei consumi, affrontando l’inclemenza del tempo per vendere in una piazza, rivendicando un pezzetto di terra da coltivare per nutrire chi ha fame, state imitando Gesù, perché cercate di risanare, anche se solo un pochino, anche se precariamente, questa atrofia del sistema socio-economico imperante che è la disoccupazione. Non mi stupisce che anche voi a volte siate sorvegliati o perseguitati, né mi stupisce che ai superbi non interessi quello che voi dite.</span></p>
<p class="p2"><span class="s1">Gesù che quel sabato rischiò la vita, perché, dopo che guarì quella mano, farisei ed erodiani (cfr Mc 3,6), due partiti opposti tra loro, che temevano il popolo e anche l’impero, fecero i loro calcoli e complottarono per ucciderlo. So che molti di voi rischiano la vita. So che alcuni non sono qui oggi perché si sono giocati la vita&#8230; Ma non c’è amore più grande che dare la vita. Questo ci insegna Gesù.</span></p>
<p class="p2"><span class="s1">Le 3-T, il vostro grido che faccio mio, ha qualcosa di quella intelligenza umile ma al tempo stesso forte e risanatrice. Un progetto-ponte dei popoli di fronte al progetto-muro del denaro. Un progetto che mira allo sviluppo umano integrale. Alcuni sanno che il nostro amico il Cardinale Turkson presiede adesso il Dicastero che porta questo nome: Sviluppo Umano Integrale. Il contrario dello sviluppo, si potrebbe dire, è l’atrofia, la paralisi. Dobbiamo aiutare a guarire il mondo dalla sua atrofia morale. Questo sistema atrofizzato è in grado di fornire alcune “protesi” cosmetiche che non sono vero sviluppo: crescita economica, progressi tecnologici, maggiore “efficienza” per produrre cose che si comprano, si usano e si buttano inglobandoci tutti in una vertiginosa dinamica dello scarto&#8230; Ma non consente lo sviluppo dell’essere umano nella sua integralità, lo sviluppo che non si riduce al consumo, che non si riduce al benessere di pochi, che include tutti i popoli e le persone nella pienezza della loro dignità, godendo fraternamente la meraviglia del creato. Questo è lo sviluppo di cui abbiamo bisogno: umano, integrale, rispettoso del creato, di questa casa comune.</span></p>
<p class="p2"><span class="s1">Un altro punto.</span></p>
<p class="p2"><span class="s1"><b>Bancarotta e salvataggio</b></span></p>
<p class="p2"><span class="s1">Cari fratelli, voglio condividere con voi alcune riflessioni su altri due temi che, insieme alle “3-T” e all’ecologia integrale, sono stati al centro dei vostri dibattiti degli ultimi giorni e sono centrali in questo periodo storico.</span></p>
<p class="p2"><span class="s1">So che avete dedicato una giornata al dramma dei migranti, dei rifugiati e degli sfollati. Cosa fare di fronte a questa tragedia? Nel Dicastero di cui è responsabile il Cardinale Turkson c’è una sezione che si occupa di queste situazioni. Ho deciso che, almeno per un certo tempo, quella sezione dipenda direttamente dal Pontefice, perché questa è una situazione obbrobriosa, che posso solo descrivere con una parola che mi venne fuori spontaneamente a Lampedusa: vergogna!</span></p>
<p class="p2"><span class="s1">Lì, come anche a Lesbo, ho potuto ascoltare da vicino la sofferenza di tante famiglie espulse dalla loro terra per motivi economici o violenze di ogni genere, folle esiliate – l’ho detto di fronte alle autorità di tutto il mondo – a causa di un sistema socio-economico ingiusto e di guerre che non hanno cercato, che non hanno creato coloro che oggi soffrono il doloroso sradicamento dalla loro patria, ma piuttosto molti di coloro che si rifiutano di riceverli.</span></p>
<p class="p2"><span class="s1">Faccio mie le parole di mio fratello l’Arcivescovo Hieronymos di Grecia: «Chi vede gli occhi dei bambini che incontriamo nei campi profughi è in grado di riconoscere immediatamente, nella sua interezza, la “bancarotta” dell’umanità» (Discorso nel Campo profughi di Moria, Lesbos, 16 aprile 2016). </span></p>
<p class="p2"><span class="s1">Cosa succede al mondo di oggi che, quando avviene la bancarotta di una banca, immediatamente appaiono somme scandalose per salvarla, ma quando avviene questa bancarotta dell’umanità non c’è quasi una millesima parte per salvare quei fratelli che soffrono tanto? E così il Mediterraneo è diventato un cimitero, e non solo il Mediterraneo&#8230; molti cimiteri vicino ai muri, muri macchiati di sangue innocente. Quanto sono morti nel Mediterraneo in questi giorni del vostro incontro?</span></p>
<p class="p2"><span class="s1">La paura indurisce il cuore e si trasforma in crudeltà cieca che si rifiuta di vedere il sangue, il dolore, il volto dell’altro. Lo ha detto il mio fratello il Patriarca Bartolomeo: «Chi ha paura di voi non vi ha guardato negli occhi. Chi ha paura di voi non ha visto i vostri volti. Chi ha paura non vede i vostri figli. Dimentica che la dignità e la libertà trascendono la paura e la divisione. Dimentica che la migrazione non è un problema del Medio Oriente e dell’Africa settentrionale, dell’Europa e della Grecia. È un problema del mondo» (Discorso nel Campo profughi di Moria, Lesbos, 16 aprile 2016).</span></p>
<p class="p2"><span class="s1">È veramente, un problema del mondo. Nessuno dovrebbe vedersi costretto a fuggire dalla propria patria. Ma il male è doppio quando, davanti a quelle terribili circostanze, il migrante si vede gettato nelle grinfie dei trafficanti di persone per attraversare le frontiere, ed è triplo se arrivando nella terra in cui si pensava di trovare un futuro migliore, si viene disprezzati, sfruttati e addirittura schiavizzati. Questo si può vedere in qualunque angolo di centinaia di città. A volte non ci permettono di vederlo.</span></p>
<p class="p2"><span class="s1">Chiedo a voi di fare tutto il possibile e di non dimenticare mai che anche Gesù, Maria e Giuseppe sperimentarono la condizione drammatica dei rifugiati. Vi chiedo di esercitare quella solidarietà così speciale che esiste tra coloro che hanno sofferto. Voi sapete recuperare fabbriche dai fallimenti, riciclare ciò che altri gettano, creare posti di lavoro, coltivare la terra, costruire abitazioni, integrare quartieri segregati e reclamare senza sosta come la vedova del Vangelo che chiede giustizia insistentemente (cfr Lc 18,1-8). Forse con il vostro esempio e la vostra insistenza, alcuni Stati e Organizzazioni internazionali apriranno gli occhi e adotteranno le misure adeguate per accogliere e integrare pienamente tutti coloro che, per un motivo o per un altro, cercano rifugio lontano da casa. E anche per affrontare le cause profonde per cui migliaia di uomini, donne e bambini vengono espulsi ogni giorno dalla loro terra natale.</span></p>
<p class="p2"><span class="s1">Dare l’esempio e reclamare è un modo di fare politica, e questo mi porta al secondo tema che avete dibattuto nel vostro incontro: il rapporto tra popolo e democrazia. Un rapporto che dovrebbe essere naturale e fluido, ma che corre il pericolo di offuscarsi fino a diventare irriconoscibile. Il divario tra i popoli e le nostre attuali forme di democrazia si allarga sempre più come conseguenza dell’enorme potere dei gruppi economici e mediatici che sembrano dominarle. I movimenti popolari, lo so, non sono partiti politici e lasciate che vi dica che, in gran parte, qui sta la vostra ricchezza, perché esprimete una forma diversa, dinamica e vitale di partecipazione sociale alla vita pubblica. Ma non abbiate paura di entrare nelle grandi discussioni, nella Politica con la maiuscola, e cito di nuovo Paolo VI: «La politica è una maniera esigente – ma non è la sola – di vivere l’impegno cristiano al servizio degli altri» (Lett. ap. Octogesima adveniens, 14 maggio 1971, 46). Una frase che ripeto spesso e non sempre ricordo bene di chi sia, Pio XII o Paolo VI: &#8220;La politica è la più alta forma della carità&#8221;.</span></p>
<p class="p2"><span class="s1">Movimenti popolari, politica e democrazia (sottotitolo della Redazione) </span></p>
<p class="p2"><span class="s1">Vorrei sottolineare due rischi che ruotano attorno al rapporto tra i movimenti popolari e politica: il rischio di lasciarsi incasellare e il rischio di lasciarsi corrompere.</span></p>
<p class="p2"><span class="s1">Primo, non lasciarsi imbrigliare, perché alcuni dicono: la cooperativa, la mensa, l’orto agroecologico, le microimprese, il progetto dei piani assistenziali&#8230; fin qui tutto bene. Finché vi mantenete nella casella delle “politiche sociali”, finché non mettete in discussione la politica economica o la politica con la maiuscola, vi si tollera. Quell’idea delle politiche sociali concepite come una politica verso i poveri, ma mai con i poveri, mai dei i poveri e tanto meno inserita in un progetto che riunisca i popoli, mi sembra a volte una specie di carro mascherato per contenere gli scarti del sistema. Quando voi, dal vostro attaccamento al territorio, dalla vostra realtà quotidiana, dal quartiere, dal locale, dalla organizzazione del lavoro comunitario, dai rapporti da persona a persona, osate mettere in discussione le “macrorelazioni”, quando strillate, quando gridate, quando pretendete di indicare al potere una impostazione più integrale, allora non ci si tollera più tanto perché state uscendo dalla casella, vi state mettendo sul terreno delle grandi decisioni che alcuni pretendono di monopolizzare in piccole caste. Così la democrazia si atrofizza, diventa un nominalismo, una formalità, perde rappresentatività, va disincarnandosi perché lascia fuori il popolo nella sua lotta quotidiana per la dignità, nella costruzione del suo destino.</span></p>
<p class="p2"><span class="s1">Voi, organizzazioni degli esclusi e tante organizzazioni di altri settori della società, siete chiamati a rivitalizzare, a rifondare le democrazie che stanno attraversando una vera crisi. Non cadete nella tentazione della casella che vi riduce ad attori secondari o, peggio, a meri amministratori della miseria esistente. In questi tempi di paralisi, disorientamento e proposte distruttive, la partecipazione da protagonisti dei popoli che cercano il bene comune può vincere, con l’aiuto di Dio, i falsi profeti che sfruttano la paura e la disperazione, che vendono formule magiche di odio e crudeltà o di un benessere egoistico e una sicurezza illusoria.</span></p>
<p class="p2"><span class="s1">Sappiamo che «finché non si risolveranno radicalmente i problemi dei poveri, rinunciando all’autonomia assoluta dei mercati e della speculazione finanziaria e aggredendo le cause strutturali della inequità, non si risolveranno i problemi del mondo e in definitiva nessun problema. L’inequità è la radice dei mali sociali» (Esort. ap. Evangelii gaudium, 202). Per questo, l’ho detto e lo ripeto, «il futuro dell’umanità non è solo nelle mani dei grandi leader, delle grandi potenze e delle élite. È soprattutto nelle mani dei popoli; nella loro capacità di organizzarsi ed anche nelle loro mani che irrigano, con umiltà e convinzione, questo processo di cambiamento» (Discorso al II incontro mondiale dei movimenti popolari, Santa Cruz de la Sierra, 9 luglio 2015). Anche la Chiesa può e deve, senza pretendere di avere il monopolio della verità, pronunciarsi e agire specialmente davanti a «situazioni in cui si toccano le piaghe e le sofferenze drammatiche, e nelle quali sono coinvolti i valori, l’etica, le scienze sociali e la fede» (Intervento al vertice di giudici e magistrati contro il traffico di persone e il crimine organizzato, Vaticano, 3 giugno 2016).</span></p>
<p class="p2"><span class="s1">Il secondo rischio, vi dicevo, è lasciarsi corrompere. Come la politica non è una questione dei “politici”, la corruzione non è un vizio esclusivo della politica. C’è corruzione nella politica, c’è corruzione nelle imprese, c’è corruzione nei mezzi di comunicazione, c’è corruzione nelle chiese e c’è corruzione anche nelle organizzazioni sociali e nei movimenti popolari. È giusto dire che c’è una corruzione radicata in alcuni ambiti della vita economica, in particolare nell’attività finanziaria, e che fa meno notizia della corruzione direttamente legata all’ambito politico e sociale. È giusto dire che tante volte si utilizzano i casi corruzione con cattive intenzioni. Ma è anche giusto chiarire che quanti hanno scelto una vita di servizio hanno un obbligo ulteriore che si aggiunge all’onestà con cui qualunque persona deve agire nella vita. La misura è molto alta: bisogna vivere la vocazione di servire con un forte senso di austerità e di umiltà. Questo vale per i politici ma vale anche per i dirigenti sociali e per noi pastori. </span></p>
<p class="p2"><span class="s1">(Il Papa precisa che non usa la parola austerità nel senso puramente economico, e cioè aggiustamento). </span></p>
<p class="p2"><span class="s1">A qualsiasi persona che sia troppo attaccata alle cose materiali o allo specchio, a chi ama il denaro, i banchetti esuberanti, le case sontuose, gli abiti raffinati, le auto di lusso, consiglierei di capire che cosa sta succedendo nel suo cuore e di pregare Dio di liberarlo da questi lacci. Ma, parafrasando l’ex-presidente latinoamericano che si trova qui, colui che sia affezionato a tutte queste cose, per favore, che non si metta in politica, non si metta in un’organizzazione sociale o in un movimento popolare, perché farebbe molto danno a sé stesso e al prossimo e sporcherebbe la nobile causa che ha intrapreso.</span></p>
<p class="p2"><span class="s1">Davanti alla tentazione della corruzione, non c’è miglior rimedio dell’austerità; e praticare l’austerità è, in più, predicare con l’esempio. Vi chiedo di non sottovalutare il valore dell’esempio perché ha più forza di mille parole, di mille volantini, di mille “mi piace”, di mille retweets, di mille video su youtube. L’esempio di una vita austera al servizio del prossimo è il modo migliore per promuovere il bene comune e il progetto-ponte delle “3-T”. Chiedo a voi dirigenti di non stancarvi di praticare l’austerità e chiedo a tutti di esigere dai dirigenti questa austerità, che – del resto – li farà molto felici.</span></p>
<p class="p2"><span class="s1">Care sorelle e cari fratelli,</span></p>
<p class="p2"><span class="s1">la corruzione, la superbia e l’esibizionismo dei dirigenti aumenta il discredito collettivo, la sensazione di abbandono e alimenta il meccanismo della paura che sostiene questo sistema iniquo.</span></p>
<p class="p2"><span class="s1">Vorrei, per concludere, chiedervi di continuare a contrastare la paura con una vita di servizio, solidarietà e umiltà in favore dei popoli e specialmente di quelli che soffrono. Potrete sbagliare tante volte, tutti sbagliamo, ma se perseveriamo in questo cammino, presto o tardi, vedremo i frutti. E insisto: contro il terrore, il miglior rimedio è l’amore. L’amore guarisce tutto. Alcuni sanno che dopo il Sinodo sulla famiglia ho scritto Amoris laetitia, un documento sull’amore nelle singole famiglie, ma anche in quell’altra famiglia che è il quartiere, la comunità, il popolo, l’umanità. Uno di voi mi ha chiesto di distribuire un fascicolo che contiene un frammento del capitolo quarto di questo documento. Penso che ve lo consegneranno all’uscita. E quindi con la mia benedizione. Lì ci sono alcuni “consigli utili” per praticare il più importante dei comandamenti di Gesù.</span></p>
<p class="p2"><span class="s1">In Amoris laetitia cito un compianto leader afroamericano, Martin Luther King, il quale sapeva sempre scegliere l’amore fraterno persino in mezzo alle peggiori persecuzioni e umiliazioni. Voglio ricordarlo oggi con voi. Diceva: «Quando ti elevi al livello dell’amore, della sua grande bellezza e potere, l’unica cosa che cerchi di sconfiggere sono i sistemi maligni. Le persone che sono intrappolate da quel sistema le ami, però cerchi di sconfiggere quel sistema […] Odio per odio intensifica solo l’esistenza dell’odio e del male nell’universo. Se io ti colpisco e tu mi colpisci, e ti restituisco il colpo e tu mi restituisci il colpo, e così di seguito, è evidente che si continua all’infinito. Semplicemente non finisce mai. Da qualche parte, qualcuno deve avere un po’ di buon senso, e quella è la persona forte. La persona forte è la persona che è capace di spezzare la catena dell’odio, la catena del male» (n. 118; Sermone nella chiesa Battista di Dexter Avenue, Montgomery, Alabama, 17 novembre 1957).</span></p>
<p class="p2"><span class="s1">Vi ringrazio nuovamente per la vostra presenza. Vi ringrazio per il vostro lavoro. Desidero chiedere a Dio nostro Padre che vi accompagni e vi benedica, che vi riempia del suo amore e vi difenda nel cammino dandovi in abbondanza la forza che ci mantiene in piedi e ci dà il coraggio per rompere la catena dell’odio: quella forza è la speranza. Vi chiedo per favore di pregare per me, e quelli che non possono pregare, lo sapete, pensatemi bene e mandatemi una buona onda. </span></p>
<p class="p2"><span class="s1">Grazie.</span></p>
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		<title>Pendolari Torino-Milano, un&#8217;interrogazione per migliorare il servizio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Oct 2016 10:44:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicato stampa]]></category>
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					<description><![CDATA[I consiglieri regionali del Partito democratico, Domenico Rossi e Gabriele Molinari hanno interrogato oggi in Aula l’assessore ai Trasporti Francesco Balocco sulla questione delle carrozze chiuse sui treni della tratta Torino-Milano. «Il contratto di servizio tra Regione Piemonte e Trenitalia prevede per quella tratta una configurazione dei convogli con almeno dieci carrozze. Di queste, tre [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>I consiglieri regionali del Partito democratico, Domenico Rossi e Gabriele Molinari hanno interrogato oggi in Aula l’assessore ai Trasporti Francesco Balocco sulla questione delle carrozze chiuse sui treni della tratta Torino-Milano.</p>
<p>«Il contratto di servizio tra Regione Piemonte e Trenitalia prevede per quella tratta una configurazione dei convogli con almeno dieci carrozze. Di queste, tre risultano però abitualmente chiuse e inaccessibili creando un ulteriore disagio che va a sommarsi al consueto sovraffollamento della linea».</p>
<p>«I pendolari della Torino-Milano sono <strong>sempre più penalizzati</strong> dalle decisioni di Trenitalia – aggiunge Molinari &#8211; con la ventilata eliminazione degli abbonamenti sui Frecciarossa e la soppressione, già in parte avvenuta, dei Frecciabianca, che inevitabilmente porteranno ad un ulteriore incremento dei passeggeri che si avvalgono dei regionali veloci. Alla luce di questa situazione e della decisione della Regione di sottoscrivere con Trenitalia un contratto ponte per proseguire il servizio ferroviario fino a che non saranno concluse le procedure di gara, mi auguro che si trovi al più presto una soluzione per sanare una situazione che sta diventando insostenibile per l’utenza».</p>
<p>L’assessore Balocco ha risposto che dai monitoraggi effettuati dall’Agenzia della mobilità piemontese risulta effettivamente che il 44 per cento dei treni sulla tratta ha una composizione inferiore a quella prevista per contratto: «Una situazione grave – precisa Balocco &#8211; dovuta alla carenza di personale addetto, che va quanto prima sanata. Nella fase di contratto ponte con Trenitalia, entro il 2017 andranno definite le condizioni per l’attuazione di un miglioramento e lo sviluppo dei servizi e questa è certamente una delle priorità da affrontare quanto prima».</p>
<p>«Bene le rassicurazioni dell&#8217;assessore &#8211; dicono i due Consiglieri &#8211; anche se la risposta più importante alle nostre richieste dovrà darla il gestore, garantendo a migliaia di pendolari piemontesi un servizio adeguato. Vigileremo e continueremo ad impegnarci perché ciò accada: i cittadini meritano fatti e concretezza».</p>
<p>«Ringrazio l&#8217;Assessore per la risposta dettagliata ed esaustiva» conclude Rossi evidenziando che «proprio i numeri riportati nella risposta all&#8217;interrogazione confermano il disagio dei tanti pendolari della linea Torino – Milano. Per questo motivo <strong>servono cambiamenti radicali nella gestione del trasporto pubblico locale e proprio la rinegoziazione dell&#8217;affidamento del servizio dovrà consentire alla Regione di incidere maggiormente su questa e su altre problematiche che si sono manifestate in questi mesi</strong>».</p>
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