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		<title>L&#8217;astensionismo? Una questione primaria</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Domenico]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Nov 2014 17:17:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[Dopo l’amarezza e la delusione scaturite dai risultati dell’ultima competizione elettorale, provo a mettere in fila alcuni ragionamenti che accompagnano gli stati d’animo. La tesi è molto semplice: l’astensionismo, nei sistemi di democrazia rappresentativa, è il problema primario. Partiamo da un paio di domande? A che cosa servono i governi e più in generale le [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-medium wp-image-723 alignleft" src="http://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2014/11/basta_non_voto_n-1-300x214.jpg" alt="" width="300" height="214" srcset="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2014/11/basta_non_voto_n-1-300x214.jpg 300w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2014/11/basta_non_voto_n-1.jpg 483w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Dopo l’amarezza e la delusione scaturite dai risultati dell’ultima competizione elettorale, provo a mettere in fila alcuni ragionamenti che accompagnano gli stati d’animo.</p>
<p>La tesi è molto semplice: l’astensionismo, nei sistemi di democrazia rappresentativa, è il problema primario.</p>
<p>Partiamo da un paio di domande? A che cosa servono i governi e più in generale le istituzioni? Perché siamo arrivati a questo tipo di organizzazione della convivenza sociale e politica? Cercando di dirlo nella maniera più semplice possibile, possiamo affermare che nella storia si è reso necessario, in ogni epoca e in ogni contesto, il superamento (anche temporaneo) del conflitto degli interessi dei diversi gruppi in gioco in una data comunità, in vista di un interesse condiviso o comune, che superi e medi tra i diversi interessi di parte, al fine di evitare il conflitto perenne e garantire la convivenza pacifica dei diversi attori e gruppi.</p>
<p>La nostra storia ci ha portato a individuare nel sistema della democrazia rappresentativa, il modello e il metodo migliore (almeno fino a oggi), con i quali costruire e gestire questo equilibrio. In altri momenti storici e in altri contesti (anche odierni) sono in vigore altri modelli.</p>
<p>Nel modello della democrazia rappresentativa i partiti, e in particolare i partiti di massa, hanno fatto sì che il suffragio universale, faticosamente conquistato, trovasse una strada concreta e storica di applicazione. Senza di essi sarebbe restato un diritto sulla carta e l’occidente avrebbe continuato a essere governato da oligarchie borghesi o aristocratiche. Solo con il faticoso processo che vide le masse finalmente <strong>partecipare</strong> al meccanismo di selezione della classe dirigente e alla elaborazione delle scelte politiche ai diversi livelli la democrazia rappresentativa è diventato il sistema che ha garantito libertà, crescita e coesione sociale.</p>
<p>Che cosa dà fondamento all’autorità? Alle istituzioni? Se in un sistema monarchico è la dinastia o il diritto divino e in quello oligarchico è l’appartenenza a un determinato gruppo, in democrazia è la rappresentatività del più alto numero di cittadini possibile. È questo l’elemento cruciale. Quale differenza c’è tra un’oligarchia e una democrazia rappresentativa (diversa dalla democrazia diretta)? Nella prima i pochi governano in quanto appartenenti a un gruppo, mentre nella seconda perché rappresentano un elevato numero di cittadini. Questo elemento è centrale perché il sentirsi rappresentati o meno, da parte dei cittadini, fa la differenza su quanta forza avrà quella determinata istituzione. In altre parole perché il cittadino deve adeguarsi alle decisioni prese dalle istituzioni? O meglio perché in alcuni paesi più facilmente i cittadini rispettano le leggi e le decisioni prese dalle istituzioni e in altri meno? Oltre ad alcuni aspetti culturali che fanno da sfondo è sicuramente determinante la coscienza di quanto i cittadini si sentono rappresentati da chi ha preso quella determinata decisione, quanto è diffusa la consapevolezza che quella specifica decisione o quell’insieme di provvedimenti sono stati adottati nell’ottica dell’interesse pubblico. Più i cittadini si sentiranno distanti dalle istituzioni meno sentiranno la “spinta” a comportarsi secondo quanto deciso.</p>
<p>L&#8217;esistenza di istituzioni politiche capaci di incarnare l&#8217;interesse pubblico è il discrimine tra le società politicamente sviluppate o meno.</p>
<p>Per Bertrand De Jouvenel costruire comunità significa “istituzionalizzare la fiducia” e la “funzione essenziale delle autorità pubbliche” è quella di “incrementare la fiducia reciproca, cioè l&#8217;elemento che costituisce il cuore dell&#8217;insieme sociale”. Questo riguarda il rapporto tra cultura della società e istituzioni politiche. L&#8217;assenza di fiducia nella cultura della società crea ostacoli alla creazione delle istituzioni pubbliche.</p>
<p>L’astensionismo, soprattutto quando raggiunge livelli significativi è da inquadrarsi in questo ragionamento. Non può assolutamente essere interpretato come secondario. Se aumentano sempre di più le persone che decidono di non andare a votare, se il rapporto tra i cittadini e chi si candida a fare da intermediario tra questi e le istituzioni (i partiti), si incrina al punto tale da arrivare quasi ad annullare la fiducia, siamo di fronte a un problema che riguarda i fondamenti del vivere comune in un sistema democratico. Si mette in discussione la base che sostiene le istituzioni. È come se dovessimo costantemente adeguarci a scelte imposte da “estranei”… non lo faremo volentieri, soprattutto se implicheranno sacrifici.</p>
<p>In un momento di crisi questa situazione può diventare pericolosa. Quando il livello di conflittualità sociale si alza e con istituzioni fragili la mediazione diventa difficile. Nella storia, quando questa è fallita, la convivenza tra le diversità è diventata più difficile, gli spazi democratici si sono affievoliti e si sono aperti scenari autoritari.</p>
<p>Chi si candida a rappresentare i cittadini ai diversi livelli di governo deve avere chiaro tutto questo e sentirsi responsabile di recuperare più fiducia possibile. Solo su una base solida c’è la possibilità di confronto tra diverse posizioni di merito e si può preservare la convivenza democratica.</p>
<p>Al netto della trasformazione che sta investendo la forma partito, &#8220;come aumentare la fiducia e la partecipazione dei cittadini&#8221; deve essere la sfida centrale per chiunque oggi voglia fare della buona politica, che non può che essere inclusiva e democratica.</p>
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<p>P.S.: mi scuserete se il ragionamento non ci sta in un tweet</p>
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