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	<title>Gruppo Partito Democratico Piemonte &#8211; Domenico Rossi</title>
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	<title>Gruppo Partito Democratico Piemonte &#8211; Domenico Rossi</title>
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		<title>Il tempo passa, la legislatura finisce e il Piemonte è fermo. Basta annunci, non ci sono più alibi</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Dec 2022 11:09:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[E’ trascorso il primo anno fuori dall’emergenza COVID grazie alla scienza e ai vaccini, anzi sono quasi 18 mesi che viviamo nella normalità, ma nessuno dei problemi del Piemonte è stato affrontato e men che meno risolto. Tra qualche giorno inizierà l’ultimo anno di legislatura regionale e tutte le grandi questioni sono ancora aperte. Quali [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>E’ trascorso il primo anno fuori dall’emergenza COVID grazie alla scienza e ai vaccini, anzi sono quasi 18 mesi che viviamo nella normalità, ma nessuno dei problemi del Piemonte è stato affrontato e men che meno risolto. Tra qualche giorno inizierà l’ultimo anno di legislatura regionale e tutte le grandi questioni sono ancora aperte. <strong>Quali grandi annunci ci riserverà la conferenza di inizio anno del Presidente Cirio?</strong> Non lo sappiamo, ma sfidiamo Cirio a risolvere almeno una delle grandi questioni aperte: dalla sanità al sociale dal consumo di suolo alle leggi annunciate e mai depositate! <strong>Il tempo passa i problemi non aspettano, la legislatura finisce e il Piemonte è fermo</strong>.<span class="Apple-converted-space">  </span>Oggi non ci sono più alibi.</p>
<p>“Il Partito Democratico oggi batte il tempo a Cirio – interviene il<b> Presidente del Gruppo Pd Raffaele Gallo – </b>Basta annunci, la legislatura volge al termine, ma i problemi non hanno avuto soluzione. Da più di un anno siamo fuori dall’emergenza imposta dalla pandemia da Covid-19, ma il Piemonte continua a vivere nell’immobilismo. Riteniamo importante fare un bilancio di che cosa è stato annunciato e mai realizzato e dei tanti problemi ancora irrisolti. Sfidiamo il Presidente Cirio a risolverne finalmente qualcuno nel nuovo anno, abbandonando la tradizione della politica degli annunci! Qualche esempio? Un anno fa ci avevano promesso di dotare il Piemonte di una nuova legge urbanistica: non è nemmeno stata adottata in Giunta o depositata in Consiglio. Era stata annunciata una “revisione della legge n.3/2010 sull’edilizia sociale, con nuove regole e nuovi criteri di premialità per chi risiede da più tempo in Piemonte e per le famiglie con un solo genitore che vive con figli minori&#8221;: non è mai arrivata in Consiglio. Sui temi sanitari i problemi si aggravano invece di risolversi”.</p>
<p>“Nel 2023 – prosegue<b> Gallo </b>–le sfide che il Piemonte non potrà permettersi di perdere saranno tante e riguarderanno il personale nella sanità, le liste d’attesa, i nuovi ospedali, le rsa ma anche l’approvazione di una nuova legge elettorale che dovrà prevedere la doppia preferenza di genere e essere inclusiva; daremo battaglia sulla soglia di sbarramento perché i partiti più piccoli non devo essere tagliati fuori dal Consiglio regionale. Sono forze che rappresentano una ricchezza e una pluralità di visioni che devono essere mantenute! La giunta di centrodestra, se è in grado, batta un colpo su almeno una di questi temi! Il Piemonte non può più aspettare”.<b><span class="Apple-converted-space"> </span></b></p>
<p>“Nel corso del 2022 – afferma la <b>Consigliera regionale Monica Canalis</b> – abbiamo più volte sottolineato le carenze di questa Giunta sul tema della non autosufficienza, con liste d’attesa di migliaia di persone finanziate in modo insufficiente dalla sanità e conseguenti ricadute sulle ospedalizzazioni inappropriate. Occorre con urgenza una revisione organica e strutturale del modello di cure per la post acuzie, che coinvolga tutta la sanità territoriale, dalle RSA alla domiciliarità agli ambulatori e case di comunità.<span class="Apple-converted-space">  </span>Invece la destra ha proposto misure ingannevoli e tampone, dalle dimissioni protette in RSA per soli 60 giorni al voucher sociale con scadenza 2024 all’aumento delle tariffe residenziali di cui i Comuni non riescono a farsi carico. Occorre aumentare e rendere obbligatoria la spesa sanitaria annuale per convenzioni residenziali, innalzare la quota sanitaria delle rette, formare più medici ed infermieri. Soprattutto, il Partito Democratico si è fatto e continuerà a farsi promotore di una riforma complessiva del modello di cura per le persone croniche non autosufficienti per individuare, insieme alle famiglie, formule nuove e più flessibili di cura ed assistenza, senza arretramenti della sanità. In una regione anziana come il Piemonte la cura della non autosufficienza è davvero la nuova frontiera della sanità”.</p>
<p>“La Giunta Cirio non ama l’ambiente – dichiara il <b>Consigliere regionale Alberto Avetta</b> &#8211; Lo denunciamo da tempo. In questi ormai 4 anni di governo abbiamo più volte rimarcato sia il disamore per l’ambiente sia azioni che lo danneggiano. A fronte di un Piemonte in cui il “consumo del suolo” marcia a ritmi eccessivi – è di pochi giorni fa l’allarme della Federazione Interregionale dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali del Piemonte e della Valle d’Aosta – la Giunta Cirio ha allentato le regole con tanti provvedimenti specifici che favoriscono la cementificazione. Al tempo stesso tutto tace sul fronte delle energie rinnovabili. Il Gruppo PD ha presentato una proposta di legge che rinnova la regolamentazione delle “comunità energetiche” da fonti rinnovabili e individua precisi strumenti d’incentivo. Si tratta di una grande opportunità anche sul fronte dei fondi PNRR per tanti piemontesi, in particolare per quelli che vivono nei comuni con meno di 5 mila abitanti.</p>
<p>Per questa ragione il Piemonte, terra di tanti piccoli comuni, dovrebbe assumere il ruolo di guida nazionale per le politiche energetiche. Al contrario, in questo settore come avviene anche sulla mobilità sostenibile, il Pimonte di Cirio si limita ad inseguire le altre regioni più virtuose. E’ davvero un peccato”.</p>
<p>“Dopo quasi 4 anni di governo della destra in Piemonte gli alibi sono finiti – dichiara il <b>Consigliere regionale Domenico Rossi </b>&#8211; L’edilizia sanitaria è bloccata ovunque, le liste di attesa sono infinite e aumenta il ricorso a privati e gettonisti. Un vero disastro al quale è necessario opporsi con forza. La pandemia ci ha mostrato l’importanza della nostra sanità e la necessità di continuare a investire su un sistema sanitario pubblico, universale e accessibile a tutti, che deve essere adeguato, tuttavia, alle nuove condizioni. Le risposte alle richieste che provengono dai cittadini devono essere date dalla sanità pubblica, sulla quale si deve investire per migliorarla e renderla più efficiente. I piemontesi meritano un’alternativa. E noi la stiamo costruendo”.</p>
<p>“Abbiamo illustrato i limiti di questi anni di governo della Giunta Cirio – conclude il <b>Vicepresidente del Consiglio regionale Daniele Valle</b> – durante i quali non si è vista in nessun settore l’altra velocità tanto sbandierata durante la campagna elettorale del 2019, ma tanti annunci a cui non sono seguiti i fatti. E questa, unita all&#8217;assenza di un disegno strategico e alla preferenza per tanti piccoli progettini con logiche clientelari, si è dimostrata la vera cifra della destra regionale. Abbiamo, però, voluto presentare anche le priorità del Partito Democratico attraverso proposte concrete, quelle proposte che caratterizzeranno il programma elettorale del 2024. Il Pd parte dall’ascolto dei territori, delle Associazioni, dei lavoratori, dei cittadini, da una volontà di rilancio dei territori del nostro Piemonte, parte dalla necessità di dare una voce a chi è dimenticato e ignorato dal centrodestra, a chi chiede attenzione e rappresentanza, dal bisogno di correggere le diseguaglianze alla radice. Politiche per l’infanzia in cui tutti abbiano le stesse possibilità, una scuola più aperta, inclusiva per costruire gli adulti di domani. Più rispetto per l’ambiente e il territorio. Più investimenti nella sanità, nel personale, nella prevenzione, nella ricerca. Quelli che ci lasciamo alle spalle sono stati anni difficili e per molti profondamente ingiusti. Non permetteremo che il divario tra le persone diventi più profondo, ma ci impegneremo per colmarlo”.</p>
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		<title>Per aiutare i territori colpiti dall&#8217;alluvione in Piemonte serve coesione e non sterili polemiche</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Oct 2020 14:30:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicato stampa]]></category>
		<category><![CDATA[alluvione]]></category>
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					<description><![CDATA[“Su una situazione grave come l’alluvione che ha da poco colpito il Piemonte servirebbero coesione e collaborazione istituzionale, e non polemiche strumentali. La polemica innescata dal capogruppo della Lega, Alberto Preioni, sui fondi liberati dal Governo per far fronte ai danni causati dalle alluvioni di inizio ottobre non solo è fuori luogo, ma senza alcun [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">“Su una situazione grave come l’alluvione che ha da poco colpito il Piemonte servirebbero coesione e collaborazione istituzionale, e non polemiche strumentali. La polemica innescata dal capogruppo della Lega, Alberto Preioni, sui fondi liberati dal Governo per far fronte ai danni causati dalle alluvioni di inizio ottobre non solo è fuori luogo, ma senza alcun fondamento” Il Capogruppo PD </span><b>Raffaele Gallo</b><span style="font-weight: 400;"> e il consigliere regionale</span><b> Domenico Rossi</b><span style="font-weight: 400;"> commentano così le dichiarazioni del capogruppo del carroccio sulla dichiarazione dello stato di emergenza.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">”Prima di lanciare invettive su un tema delicato su cui siamo tutti al lavoro da settimane, bisognerebbe leggere il decreto ministeriale che ufficializza lo stato di emergenze” aggiungono i consiglieri Dem sottolineando: “Noi lo abbiamo fatto e al punto tre del dispositivo si legge chiaramente che i 15 milioni sono destinati ai ‘</span><i><span style="font-weight: 400;">primi interventi</span></i><span style="font-weight: 400;">’: uno stanziamento, insomma, utile a dar seguito ai primi lavori cui seguiranno altre risorse”.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Non solo, nello stesso decreto si legge ‘</span><i><span style="font-weight: 400;">acquisita l’intesa delle regioni interessate</span></i><span style="font-weight: 400;">’. “Quindi la Regione Piemonte ha dato l’intesa al Governo. Preioni si confronta con il Presidente e con l’assessore competente, oppure all’interno della maggioranza di centrodestra la mano destra non sa cosa fa la sinistra?” commentano Rossi e Gallo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“Preioni &#8211; concludono gli esponenti del PD &#8211; farebbe meglio a sprecare meno energie nella sterile polemica e provare a dare una mano al Piemonte, magari chiedendo alla Giunta di procedere con una corretta e puntuale stima dei danni. Nel nostro gruppo la maggioranza troverà un solido appoggio affinché i nostri territori ricevano tutte le risorse necessarie per ripristinare i danni”.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Basta scaricabarile! Il centro-destra riconosca i problemi e si assuma le proprie responsabilità</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Apr 2020 08:15:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Per evitare di alimentare polemiche non ho commentato la conferenza stampa dell’unità di crisi di sabato scorso. Ma non si può tacere di fronte alle gravi parole pronunciate ieri dal capogruppo della Lega Preioni. Dichiarazioni che non stupiscono, poiché in linea con alcuni concetti chiave che il centro-destra ripete da giorni.  Sin dal primo giorno [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">Per evitare di alimentare polemiche non ho commentato la conferenza stampa dell’unità di crisi di sabato scorso. Ma non si può tacere di fronte alle gravi parole pronunciate ieri dal capogruppo della Lega Preioni. Dichiarazioni che non stupiscono, poiché in linea con alcuni concetti chiave che il centro-destra ripete da giorni. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Sin dal primo giorno abbiamo cercato di collaborare, ma diventa sempre più difficile Si usa spesso la metafora della guerra in questi giorni. Voi come giudichereste un generale che riconosce a se stesso i meriti delle poche vittorie scaricando sui sotto-ufficiali le tante sconfitte? Un “buon capo” agisce al contrario: assume su di sé le responsabilità dei problemi e riconosce ai sottoposti i meriti dei risultati raggiunti. In regione assistiamo al più classico degli scaricabarile. Chi è al governo prende i  meriti delle cose che funzionano e scarica le responsabilità di quelle che non vanno verso gli altri: i direttori delle ASL, i direttori sanitari delle RSA private, i medici di base o, il più classico dei classici, chi ha governato prima . </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Così è troppo facile! È ora di accettare che il consenso non serve solo a vincere le elezioni. È necessario assumersi le responsabilità delle scelte di governo e le loro conseguenze: tutte, non solo quelle che piacciono. Il centrodestra deve dimostrare di aver fatto il meglio con le risorse date, non altro. Noi sosteniamo che su molte questioni avrebbe potuto e dovuto fare meglio. E insieme a noi lo dicono in molti: ordine dei medici, sindacati dei medici ospedalieri, dei medici di medicina generale, sindacati degli infermieri, sindacati confederali, ordine degli assistenti sociali. Tutti hanno scritto elencando criticità e facendo proposte alternative. Lo stesso ho fatto io, dall’inizio di questa emergenza, e come tutti sono rimasto inascoltato. Ora, di fronte a tutte queste segnalazioni, non sarebbe più serio dire che accanto ad alcune scelte  che hanno funzionato, altre sono state sbagliate o sono arrivate in ritardo?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Non commento l’attacco volgare del capogruppo leghista ai medici di base a cui hanno cercato di porre rimedio diversi suoi colleghi di partito, ma basta raccontare bugie, come quella dei laboratori per processare i tamponi: la Giunta avrebbe potuto, in pochi giorni, attrezzare quelli di tutti gli ospedali hub e spoke. Non lo ha fatto perché ha deciso di fare pochi tamponi, soprattutto nella fase iniziale. Decisione che ha successivamente rivisto sotto la pressione dell’opinione pubblica e il crescere dei contagi, dopo aver, peraltro, ignorato per settimane i nostri suggerimenti e quelli dei medici. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Altra bugia  quella delle RSA “</span><i><span style="font-weight: 400;">che sono private</span></i><span style="font-weight: 400;">”. Certo che lo sono, ma molti posti sono convenzionati con la Regione, quindi rispondono a un fabbisogno pubblico, ma soprattutto i cittadini ospitati nelle strutture sono piemontesi a cui va garantito il diritto alla salute. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">D’accordo a riconoscere un premio di natura economica agli operatori sanitari. Lo hanno già fatto Toscana ed Emilia Romagna e come PD lo abbiamo già proposto giorni fa. Contenti che la Lega accolga il nostro suggerimento.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Su questo e su molto altro dovremo confrontarci a lungo e a fondo. Ecco perché man mano che il tempo passa resto convinto che sarà necessaria una commissione straordinaria che accerti, a bocce ferme, come sono andate le cose. Se fossi nella maggioranza e fossi convinto di aver operato per il meglio non avrei problemi a votare a favore dell’istituzione della commissione.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nessun timore a confrontarsi nemmeno sul passato della sanità piemontese, con massima trasparenza. Tutti ricordano che il Presidente Chiamparino ereditò  dal centro-destra una sanità regionale in piano di rientro, l’unica del nord: è riuscito insieme al lavoro della Giunta e della maggioranza a restituire dignità al Piemonte migliorando la gestione economica, ma soprattutto tornando a programmare e a organizzare meglio la sanità piemontese ospedaliera e territoriale. I risultati sono arrivati: la Regione  è uscita dal piano di rientro, è tornata ad assumere dopo anni di blocco del turn-over con un piano straordinario di assunzioni approvato a ottobre 2018, ha avviato le case della salute e approvato il piano cronicità. Azioni che hanno portato il Piemonte sul podio della griglia LEA, cosa mai avvenuta in passato. </span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;">Facendo uno sforzo mnemonico molto meno faticoso, tutti ricordano come &#8211; la prima proposta del centro-destra al governo del Piemonte, appena dopo le elezioni, non è stata quella di potenziare il territorio, ma quella di aumentare le attività in capo ai privati e per Preioni quella di privatizzare il Castelli di Verbania.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>#NoiNonStiamoAlGioco: Nessun passo indietro sulla legge a contrasto del gioco d’azzardo patologico</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Feb 2020 13:09:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicato stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Diego Sarno]]></category>
		<category><![CDATA[Domenico Ravetti]]></category>
		<category><![CDATA[Domenico Rossi]]></category>
		<category><![CDATA[gioco azzardo patologico]]></category>
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					<description><![CDATA[“La Legge Regionale n. 9/2016 si pone l’obiettivo di prevenire il gioco d’azzardo patologico (GAP), che rappresenta un vero e proprio dramma socio-sanitario al punto che il Ministero della Salute ha deciso di inserirlo nei LEA a partire dal 2017, facendosi carico delle persone che cadono in una situazione di tale dipendenza, senza contare i [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>“La Legge Regionale n. 9/2016 si pone l’obiettivo di prevenire il gioco d’azzardo patologico (GAP), che rappresenta un vero e proprio dramma socio-sanitario al punto che il Ministero della Salute ha deciso di inserirlo nei LEA a partire dal 2017, facendosi carico delle persone che cadono in una situazione di tale dipendenza, senza contare i fenomeni correlati come quello delle crisi familiari e del sovraindebitamento” spiega <strong>Domenico Rossi.</strong></p>
<p>“Una delle azioni più significative della legge &#8211; prosegue il vicepresidente della Commissione Sanità &#8211; è quella di rendere meno pervasivo il gioco d’azzardo, che negli ultimi decenni ha visto una crescita esponenziale a causa di un eccesso di offerta a livello globale, che non ha nemmeno risentito della crisi del 2008.  In Italia, da quando lo Stato ha deciso di “fare cassa” con il gioco d’azzardo &#8211; a partire dagli anni ’90 -, l’offerta è aumentata raggiungendo ogni luogo e spazio di vita dei cittadini: la diffusione delle macchinette è di una ogni 132 abitanti, solo Giappone e Australia fanno peggio, rispettivamente 28 e 122, nel mondo”.</p>
<p>“Oggi, grazie a un rapporto di IRES Piemonte sugli effetti della legge abbiamo i primi dati a disposizione: dal 2016 ad oggi assistiamo ad una riduzione del gioco fisico del 9,7%, a fronte di un aumento del 1,6% nel resto d’Italia, e delle perdite dei cittadini del 17,8% (nell’ordine 500mila euro). Tutto questo senza uno spostamento verso l’online che in Piemonte cresce meno che nel resto d’Italia. Invece di tornare indietro occorre applicare la legge anche sulle VLT e soprattutto far partire il piano di prevenzione pronto da aprile 2019” afferma Rossi.</p>
<p>“Ci sono i pareri e poi ci sono i dati, chi amministra dovrebbe tenere in considerazione questi ultimi. E&#8217; aumentato il gioco illegale: falso. E&#8217; aumentato il gioco online: meno che nelle altre regioni italiane” aggiunge <strong>Diego Sarno</strong>.</p>
<p>“Abbiamo il dovere di tutelare i Sindaci e gli amministratori locali coraggiosi &#8211; prosegue Sarno &#8211; quelli che con ordinanze hanno applicato la norma restrittiva: modificando la Legge Regionale del 2016 daremmo un segnale a questi amministratori, il segnale che da ora in poi saranno soli ad affrontare questa problematica sanitaria e di ordine pubblico”.</p>
<p>“Ci opporremo con tutte le nostre forze alla volontà del centrodestra di cambiare la legge che previene e contrasta il Gioco d’azzardo patologico, una legge che nel 2016 abbiamo voluto con forza per far fronte a un vero dramma sociosanitario che colpisce principalmente le fasce più deboli della popolazione. A distanza di tre anni dall’entrata in vigore del provvedimento sono i dati a certificarne l’efficacia e siamo convinti che i risultati potrebbero ancora migliorare. Cambiare una legge che funziona, spazzando via ogni argine all’eccesso di offerta di gioco potrebbe avere un impatto disastroso” conclude il<strong>P</strong>residente del Gruppo Pd in Consiglio regionale <strong>Domenico Ravetti.</strong></p>
<p>Scarica la cartella stampa con l&#8217;analisi dei dati<br />
<a href="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2020/02/Cartella-stampa-GAP-11.2.2020.pdf">qui</a></p>
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