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	<title>Governo &#8211; Domenico Rossi</title>
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	<description>Il futuro è nelle nostre mani</description>
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	<title>Governo &#8211; Domenico Rossi</title>
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		<title>Il 7,5% del PIL alla Sanità: una scelta necessaria e non più derogabile</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Nov 2023 22:09:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Fissare almeno al 7,5% del PIL il finanziamento del Sistema Sanitario Nazionale è la condizione necessaria per salvare la sanità pubblica e la dimostrerebbe che abbiamo imparato dalla pandemia. Diversamente significa andare consapevolmente, al di là delle dichiarazioni di principio, verso una privatizzazione del sistema, dove solo chi ha le risorse adeguate riesce a curarsi. [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Fissare almeno al 7,5% del PIL il finanziamento del Sistema Sanitario Nazionale è la condizione necessaria per salvare la sanità pubblica e la dimostrerebbe che abbiamo imparato dalla pandemia. Diversamente significa andare consapevolmente, al di là delle dichiarazioni di principio, verso una privatizzazione del sistema, dove solo chi ha le risorse adeguate riesce a curarsi. Gli altri rinunciano. Una discriminazione inaccettabile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E’ una condizione necessaria, ma non sufficiente, perché servono altri interventi, legati alla conoscenza, all’innovazione tecnologica e organizzativa e a un rinnovato patto con gli operatori del settore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per questo nei mesi scorsi abbiamo depositato come gruppo PD una proposta di legge al parlamento proprio su questo argomento e oggi abbiamo votato favorevolmente alla proposta della Giunta simile a quella che altre regioni hanno presentato dopo aver elaborato un testo comune in Conferenza Stato-Regioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Mi auguro che il governo, che ad oggi prevede un finanziamento pari al 6,1% nel 2026, recepisca la richiesta che arriva in maniera trasversale dalle regioni e cambi rotta mettendo al centro delle sue politiche il diritto alla salute.</p>
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		<title>L’Attacco al Governo è da irresponsabili. Cirio pensi a governare meglio la sanità piemontese</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Nov 2020 10:22:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicato stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Covid]]></category>
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					<description><![CDATA[Poco dopo la firma del DPCM che impone al Piemonte severe limitazioni, abbiamo assistito ad un deprecabile attacco coordinato al Governo da parte di chi amministra la nostra regione.  Il Presidente e la sua Giunta hanno toccato il fondo, proprio loro che da mesi invocano un’opposizione costruttiva nel contesto della drammatica emergenza che stiamo vivendo, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">Poco dopo la firma del DPCM che impone al Piemonte <strong>severe limitazioni</strong>, abbiamo assistito ad un <strong>deprecabile attacco</strong> coordinato al Governo da parte di chi amministra la nostra regione. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il <strong>Presidente</strong> e la sua <strong>Giunta</strong> hanno toccato il fondo, proprio loro che da mesi invocano un’opposizione costruttiva nel contesto della drammatica emergenza che stiamo vivendo, danno vita ad un vero e propria atto di <strong>sciacallaggio politico</strong> scaricando ogni responsabilità per quanto sta accadendo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"><strong>Sanno benissimo che il problema non solo le misure del Governo, ma i motivi che le rendono necessarie</strong>. Gli ospedali hanno raggiunto il livello di saturazione, si stanno chiudendo i reparti per far posto ai ricoverati Covid, le file di ambulanze che lasciano Torino alla ricerca di posti Covid in provincia sono drammatiche, il contact tracing è saltato, i medici chiedono un lockdown da settimane e <strong>la colpa di tutto questo sarebbe del Governo?</strong></span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Vergogna. Sfruttare questa situazione per accumulare <strong>consenso politico</strong> tra i cittadini e le categorie più fragili e in difficoltà è da irresponsabili. Ai piemontesi deve essere ben chiaro che sono due le cause della situazione in cui ci troviamo: la prima è il virus SARS-CoV-2, la seconda è l’incapacità organizzativa di chi ha gestisce la Sanità in Piemonte: la Giunta!</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’unico confronto che Cirio deve fare con le altre regioni è quello relativo alla situazione epidemiologica che viene verificata in base a 21 criteri e non solo tramite l’RT, comunque tra i più alti d’Italia. La nostra è peggiore perché abbiamo <strong>gestito peggio degli altri la pandemia</strong> e il Governo è costretto a intervenire per evitare la situazione degeneri ulteriormente. Il Governo potrà anche migliorare nella comunicazione delle sue scelte, ma questo non cambia la necessità, per la nostra regione, di misure forti.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"><strong>Il Presidente Cirio dice che non ha dormito questa notte, ma la verità è che ha dormito troppo nei mesi scorsi</strong>. Se il Piemonte ha una situazione epidemiologica peggiore di quella di altre regioni con caratteristiche simili, parte della responsabilità è anche sua. Invece di lamentarsi delle misure del Governo chieda scusa per tutte le cose che non sono state fatte o sono state fatte in ritardo. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La verità è che Il Piemonte chiede maggiore autonomia per poi nascondersi di fronte alle difficoltà. Forse tra le misure che il Governo dovrebbe mettere in campo la più utile sarebbe un <strong>commissariamento della sanità piemontese</strong>.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Per aiutare i territori colpiti dall&#8217;alluvione in Piemonte serve coesione e non sterili polemiche</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Oct 2020 14:30:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicato stampa]]></category>
		<category><![CDATA[alluvione]]></category>
		<category><![CDATA[dissesto idrogeologico]]></category>
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					<description><![CDATA[“Su una situazione grave come l’alluvione che ha da poco colpito il Piemonte servirebbero coesione e collaborazione istituzionale, e non polemiche strumentali. La polemica innescata dal capogruppo della Lega, Alberto Preioni, sui fondi liberati dal Governo per far fronte ai danni causati dalle alluvioni di inizio ottobre non solo è fuori luogo, ma senza alcun [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">“Su una situazione grave come l’alluvione che ha da poco colpito il Piemonte servirebbero coesione e collaborazione istituzionale, e non polemiche strumentali. La polemica innescata dal capogruppo della Lega, Alberto Preioni, sui fondi liberati dal Governo per far fronte ai danni causati dalle alluvioni di inizio ottobre non solo è fuori luogo, ma senza alcun fondamento” Il Capogruppo PD </span><b>Raffaele Gallo</b><span style="font-weight: 400;"> e il consigliere regionale</span><b> Domenico Rossi</b><span style="font-weight: 400;"> commentano così le dichiarazioni del capogruppo del carroccio sulla dichiarazione dello stato di emergenza.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">”Prima di lanciare invettive su un tema delicato su cui siamo tutti al lavoro da settimane, bisognerebbe leggere il decreto ministeriale che ufficializza lo stato di emergenze” aggiungono i consiglieri Dem sottolineando: “Noi lo abbiamo fatto e al punto tre del dispositivo si legge chiaramente che i 15 milioni sono destinati ai ‘</span><i><span style="font-weight: 400;">primi interventi</span></i><span style="font-weight: 400;">’: uno stanziamento, insomma, utile a dar seguito ai primi lavori cui seguiranno altre risorse”.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Non solo, nello stesso decreto si legge ‘</span><i><span style="font-weight: 400;">acquisita l’intesa delle regioni interessate</span></i><span style="font-weight: 400;">’. “Quindi la Regione Piemonte ha dato l’intesa al Governo. Preioni si confronta con il Presidente e con l’assessore competente, oppure all’interno della maggioranza di centrodestra la mano destra non sa cosa fa la sinistra?” commentano Rossi e Gallo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“Preioni &#8211; concludono gli esponenti del PD &#8211; farebbe meglio a sprecare meno energie nella sterile polemica e provare a dare una mano al Piemonte, magari chiedendo alla Giunta di procedere con una corretta e puntuale stima dei danni. Nel nostro gruppo la maggioranza troverà un solido appoggio affinché i nostri territori ricevano tutte le risorse necessarie per ripristinare i danni”.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>La scelta del Ministro della Salute fondamentale per il Piemonte</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Aug 2019 09:00:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ho seguito con attenzione la crisi di governo e il difficile  dialogo tra Partito Democratico e Movimento5Stelle. Ora che il Presidente Mattarella ha affidato l’incarico a Conte per la formazione di un nuovo esecutivo mi auguro che il Ministero della Salute venga nominato su indicazione del Partito Democratico. Si tratta di un elemento fondamentale per [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">Ho seguito con attenzione la crisi di governo e il difficile  dialogo tra Partito Democratico e Movimento5Stelle. Ora che il Presidente Mattarella ha affidato l’incarico a Conte per la formazione di un nuovo esecutivo mi auguro che il <strong>Ministero della Salute</strong> venga nominato su indicazione del <strong>Partito Democratico</strong>. Si tratta di un elemento fondamentale per l’Italia e in maniera particolare per il <strong>Piemonte</strong> che ha bisogno di superare lo stallo sul progetto della <strong>Città della Salute di Novara</strong> e i ritardi sul <strong>Parco della Salute di Torino</strong> derivanti dalle perplessità dell’ex Ministro Giulia Grillo e più in generale del Movimento 5Stelle sulle modalità di finanziamento dell’opera. Faccio un appello ai parlamentari e ai dirigenti nazionali piemontesi affinché arrivi questa richiesta al segretario Zingaretti e a coloro che dovranno definire i ruoli del prossimo governo</span></p>
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		<title>Un Ordine del Giorno per dire no alla messa all’asta dei beni confiscati</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Oct 2018 09:28:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Antimafia]]></category>
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					<description><![CDATA[“L’alienazione dei beni confiscati alla criminalità organizzata a soggetti privati deve essere una possibilità prevista solo in casi eccezionali” lo affermano i Consiglieri Regionali Andrea Appiano e Domenico Rossi che hanno presentato, come primi firmatari, nella mattinata di oggi, martedì 16 ottobre, un Ordine del Giorno che chiede una presa di posizione di Regione Piemonte [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>“L’alienazione dei beni confiscati alla criminalità organizzata a soggetti privati deve essere una possibilità prevista solo in casi eccezionali” lo affermano i Consiglieri Regionali Andrea Appiano e Domenico Rossi che hanno presentato, come primi firmatari, nella mattinata di oggi, martedì 16 ottobre, un Ordine del Giorno che chiede una presa di posizione di Regione Piemonte rispetto alle indicazioni del contenute nel Decreto Sicurezza licenziato lo scorso 24 settembre dal Governo.</p>
<p>“La messa all’asta dei beni se non riassegnati solleva forti perplessità” spiega il vice-presidente della commissione legalità <strong>Domenico Rossi</strong> evidenziando che “proprio la criminalità organizzata potrebbe rientrare in possesso direttamente o indirettamente degli immobili secondo dinamiche più volte riscontrate dalle procure, come accaduto anche nel caso del Castello di Miasino in cui, di fatto, la struttura veniva gestita dalla famiglia del boss a cui il bene era stato sottratto”.  Il rischio che vengano aggirati i dispositivi previsti per garantire una vendita controllata sono concreti senza dimenticare che, precisa Rossi, “l’impegno delle istituzioni non dovrebbe essere quello di fare cassa sui beni confiscati, bensì quello di investire su situazioni dall’alto valore pedagogico, culturale e sociale. I beni vanno restituiti alla società come simbolo del riscatto civile delle nostre comunità, a maggior ragione se vengono utilizzati per generare “economia pulita” sui territori, lavoro per i più giovani o per fornire sostegno agli ultimi e ai più fragili”.</p>
<p>“L&#8217;iniziativa del Governo desta grande preoccupazione” prosegue <strong>Andrea Appiano</strong>. “Le tante positive esperienze di questi decenni &#8211; prosegue &#8211; hanno definitivamente insegnato che la lotta alla criminalità organizzata è efficace solo se la repressione è accompagnata dall&#8217;impegno sociale. È qui, infatti, che germoglia la cultura di comunità indispensabile per sconfiggere le mafie. In questo senso, il reimpiego sociale dei beni confiscati è stato fino a oggi un importante punto di leva per l&#8217;effettiva promozione della legalità. Ritenere, come fa il Governo, che quei beni, qualora non trovino una destinazione sociale entro un anno, possano essere rimessi sul mercato, comporta il serio pericolo di destrutturare i percorsi di legalità compiuti in questi anni e di fornire un vantaggio indiretto alle organizzazioni criminali”.</p>
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		<title>Intervento in aula sulle dichiarazioni del Presidente Boeti e a difesa della Costituzione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Jun 2018 14:11:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interventi in aula]]></category>
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					<description><![CDATA[Di seguito il mio intervento in merito alle dichiarazioni a difesa del Presidente della Repubblica del Presidente Boeti ____________ Grazie, Presidente. Credo che non possiamo sottrarci dall’intervenire, visto che in Aula è stato portato un tema importantissimo e credo che il Paese davvero viva un momento drammatico. Ho ascoltato il suo discorso di ieri e, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Di seguito il mio intervento in merito alle dichiarazioni a difesa del Presidente della Repubblica del Presidente Boeti</p>
<p style="text-align: center;">
<iframe src="https://www.youtube.com/embed/wppU9a_UWJU" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe><br />
____________</p>
<p>Grazie, Presidente.</p>
<p>Credo che non possiamo sottrarci dall’intervenire, visto che in Aula è stato portato un tema importantissimo e credo che il Paese davvero viva un momento drammatico. Ho ascoltato il suo discorso di ieri e, in realtà, non ho trovato nulla di offensivo, signor Presidente. Credo anche che l’unica garanzia che un ruolo come il suo debba tutelare è la garanzia del funzionamento istituzionale, che quando viene messo sotto attacco è giusto difendere, altrimenti fuori da quell’equilibrio non ci sono garanzie per nessuno.</p>
<p>Pochissimi minuti, perché non voglio sottrarre tempo al lavoro di quest’Aula, però le cose che sono state dette sono tante e su alcune vi è, da parte mia, la mancanza assoluta di condivisione.</p>
<p>Non riesco a tacere questa mattina, Presidente, per cui mi sento il dovere d’intervenire.</p>
<p>Sono state dette alcune inesattezze, che qualcuno sui giornali ha definito “bugie”, perché relativamente a ciò che il Presidente della Repubblica ha fatto o non ha fatto, sembra che questo processo di formazione del Governo sia cominciato nel giorno in cui il Presidente del Consiglio incaricato ha portato la lista. Invece, questo processo è cominciato prima; è cominciato prima e gli eventi si leggono in una successione, no? È chiaro che poi ognuno mette il punto d’inizio dove preferisce in base all’utilità che ne ha nel suo atteggiamento retorico.</p>
<p>Allora, dire che il Presidente alla Repubblica non ha favorito la formazione del Governo e addirittura l’ha ostacolato, è semplicemente una bugia. È una bugia altrimenti non avrebbe concesso più di 80 giorni di tempo affinché due forze politiche, che è vero che hanno raccolto la maggioranza dei voti, ma che hanno fatto una campagna elettorale da punti di vista differenti dicendo cose differenti sulla maggior parte dei temi, si venissero incontro. Ha dato tutto il tempo necessario affinché si superasse questa mancanza, quindi questo è un elemento che assolutamente non può che essere visto come un atteggiamento di chi voleva favorire questo Governo.</p>
<p>Ha accettato un nome sconosciuto ai più, sconosciuto anche al Presidente della Repubblica, e ha accettato che una persona sconosciuta ai più, alla politica e allo stesso Presidente fosse esecutore di un contratto scritto da altri, e anche questo credo che si possa mettere nell’elenco delle cose fatte per agevolare il Governo. Ha poi accettato tutta la lista dei Ministri, tutta, ad eccezione di un nome sul quale, da subito, aveva posto dei dubbi e sul quale leggiamo oggi sulla stampa che il capo politico del Movimento 5 Stelle aveva pure chiesto scusa al Presidente della Repubblica, dicendo: &#8220;Chiedo scusa, perché è Salvini che si è impuntato, fosse per noi lo cambieremmo&#8221;.</p>
<p>Nonostante questo, Lega e Movimento 5 Stelle mi devono ancora spiegare perché, di fronte a questa disponibilità del Presidente della Repubblica, di fronte a un’accettazione totale praticamente di tutto, non sono riusciti a cambiare un nome che avrebbe comunque potuto eseguire un contratto scritto da altri, quindi qualsiasi altro nome, tanto più una personalità come Giorgetti, era in grado di farlo.</p>
<p>Dunque mi chiedo: siamo sicuri che il Presidente della Repubblica non abbia voluto il Governo, oppure qui stiamo buttando sul Presidente della Repubblica, sulla massima istituzione di questo Stato, il fallimento politico di Movimento 5 Stelle e Lega, che questo Governo non sono stati in grado di costruirlo? Allora guardate all’interno di quello che è stato un vostro fallimento.</p>
<p>Ma arrivo alla questione del <em>vulnus</em>, che il collega Bertola ha sollevato chiedendo al Presidente Chiamparino dov’è il <em>vulnus</em>. Qui arriva la parte seria, collega, perché io su questa questione sono davvero profondamente preoccupato e so che di queste questioni possiamo discutere serenamente. Insomma, la questione qual è? Qui è proprio la questione della visione che abbiamo della democrazia. Allora la dico così: il termine chiave delle nostre democrazie e della nostra democrazia occidentale liberale è uno, ed è il limite; se noi prendiamo anche l’articolo 1 della Costituzione, che in questi giorni è stato più volte citato parzialmente &#8211; la sovranità appartiene al popolo, è vero, che la esercita nei limiti previsti dalla Costituzione &#8211; non esiste nessun potere, neanche quello del popolo, slegato in maniera assoluta da altri poteri. Ci sono i limiti per il potere esecutivo, per il potere legislativo, per il Presidente della Repubblica, per il Parlamento e anche per il voto del popolo sovrano. Abbiamo visto nella storia che, quando il potere del popolo viene portato avanti senza limiti, ciò ha determinato delle tragedie nella storia, poiché noi sappiamo che tutti i poteri &#8211; tutti &#8211; tendono debordare e vanno limitati. Tutti. Ecco perché la Costituzione è importante e su questo è in equilibrio, e ancora in questo caso lo ha dimostrato.</p>
<p>Allora, qual è la questione, dov’è il <em>vulnus</em>? Il <em>vulnus</em> sta nel fatto che, di fronte a una crisi di questo tipo, è certo legittimo dire che il Presidente della Repubblica ha ecceduto nel suo ruolo; ma andare in piazza a dire che la reazione a tutto questo deve essere occupare le piazze, descrivere il Presidente come servo delle potenze straniere &#8211; poi diamo a vedere la sovranità nazionale, se significa per qualcuno renderci servi di Putin o di Orban, ma questo è un altro discorso &#8211; descrivere il Presidente della Repubblica come servo dei poteri stranieri della finanza internazionale, come traditore della Patria e incitare le persone a occupare le piazze, quando &#8211; attenzione, lo sottolineo, è cosa non da poco &#8211; nei giorni precedenti qualcuno aveva già minacciato il Presidente della Repubblica dicendo &#8220;attenzione a come ti comporti, perché altrimenti qui abbiamo il popolo contro di te&#8221;, ebbene, questo secondo me è un <em>vulnus</em> per la democrazia, questo significa non vedere che si sta mettendo a rischio una tenuta fragile dell’intero ordinamento. Su queste questioni non si scherza, perché poi con il fuoco ci si brucia.</p>
<p>Chiudo, Presidente, solo spiegando perché è importante questa questione del limite e delle istituzioni. Perché fuori da questo quadro restano solo i rapporti di forza e, se restano solo i rapporti di forza, il rischio è la violenza, che è sempre dietro l&#8217;angolo, e noi questo lo dobbiamo scongiurare. E chi ha responsabilità politiche e ricopre ruoli istituzionali di rappresentanza ha questa responsabilità e non può avvalersi della propria posizione per utilizzare le paure e i disagi delle persone per usarle contro Istituzioni che sono l’unica garanzia e l&#8217;argine alla violenza.</p>
<p>Grazie.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>L&#8217;edilizia scolastica fuori dal patto di stabilità</title>
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		<dc:creator><![CDATA[beppe]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Nov 2014 08:57:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Regione Piemonte]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><div id="attachment_735" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.rossidomenico.it/wp-content/uploads/2014/11/cartello-bimbi-scuola.jpg"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-735" class="wp-image-735 size-medium" src="http://www.rossidomenico.it/wp-content/uploads/2014/11/cartello-bimbi-scuola-300x123.jpg" alt="" width="300" height="123" srcset="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2014/11/cartello-bimbi-scuola-300x123.jpg 300w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2014/11/cartello-bimbi-scuola-768x315.jpg 768w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2014/11/cartello-bimbi-scuola-700x287.jpg 700w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2014/11/cartello-bimbi-scuola.jpg 960w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><p id="caption-attachment-735" class="wp-caption-text">(Foto: Flickr-CC/Patrik Tschudin)</p></div></p>
<p>Le risorse delle Province impegnate per investimenti sull&#8217;edilizia scolastica devono essere escluse dal patto di stabilità per consentire interventi sugli oltre 5.300 istituti sparsi in tutta Italia. E&#8217; stata approvata ieri con voto unanime del Consiglio Regionale la richiesta presentata con l&#8217;Ordine del Giorno che vede come primo firmatario Consigliere Domenico Rossi. «Nei prossimi giorni in Senato si discuterà la Legge di Stabilità, l&#8217;ultimo passaggio prima dell&#8217;approvazione», spiega il consigliere Democratico. «In quella sede &#8211; prosegue &#8211; verrà presentato un emendamento già sottoposto alla Camera dall&#8217;Onorevole Davide Mattiello e rinviato proprio a Palazzo Madama. La richiesta è chiara: svincolare gli investimenti degli Enti provinciali per interventi di edilizia scolastica e bonifica dall&#8217;amianto degli istituti». Un passaggio fondamentale per la sicurezza degli studenti, dei docenti e del personale. «La sola Provincia di Novara &#8211; prosegue il consigliere &#8211; potrebbe investire da subito, secondo quanto riferito dalla Consigliera delegata all&#8217;edilizia scolastica Emanuela Allegra, oltre un milione di euro sulle scuole del territorio».<br />
L&#8217;ordine del Giorno impegna, dunque, la Giunta ad attivarsi tempestivamente nei confronti di Senato e Governo. «Un intervento di modifica le cui finalità sono condivise anche dai rappresentanti Piemontesi a Palazzo Madama, tra cui la Novarese Elena Ferrara, componente della Commissione Istruzione. Un&#8217;indicazione politica chiara su cui il Sottosegretario all&#8217;Istruzione, Davide Faraone &#8211; ricorda Rossi &#8211; ha dato importanti rassicurazioni durante la sua <a href="https://www.youtube.com/watch?v=xFWSJ4yFZU4&amp;feature=youtu.be" target="_blank">visita a Rivoli</a> lo scorso 22 novembre». Una presenza del Governo là dove la tragica vicenda di Vito Scafidi ha drammaticamente riportato il tema della sicurezza nelle scuole all&#8217;attenzione dei più. Proprio alla giovane vittima del crollo al Liceo Darwin, Benvenuti in Italia ha dedicato la campagna <a href="http://benvenutiinitalia.it/8x1000-ed-edilizia-scolastica/" target="_blank">L&#8217;8&#215;1000 mandalo a scuola</a>, approdata in Parlamento e inserita nella Legge di stabilità 2014, grazie alla quale oggi è possibile alimentare un fondo per l&#8217;edilizia scolastica. «Non è ammissibile &#8211; conclude Rossi &#8211; come rivela il rapporto <a href="http://www.legambiente.it/contenuti/dossier/ecosistema-scuola-2014" target="_blank">Ecosistema Scuola</a> di Legambiente, che il Paese non investa a sufficienza sulla sua infrastruttura più importante: la scuola, il luogo dove i nostri ragazzi diventano adulti e passano gran parte del loro tempo».</p>
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