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	<title>familismo amorale &#8211; Domenico Rossi</title>
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	<description>Il futuro è nelle nostre mani</description>
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		<title>La paura dell&#8217;uomo nero</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Domenico]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Aug 2017 07:50:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&#xAB;Che cosa rester&#xE0; dell&apos;estate italiana che stiamo vivendo, e che ha trasformato la crisi dei migranti nel suo problema principale, ben prima del lavoro che non c&apos;&#xE8;, della crescita che arranca, del precariato permanente di un&apos;intera generazione?&#xBB; si chiede Ezio Mauro in un editoriale pubblicato il 9 agosto 2017 su Repubblica? &#xAB;Ci&#xF2; che resta &#x2014; [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&#xAB;Che cosa rester&#xE0; dell&apos;estate italiana che stiamo vivendo, e che ha trasformato la crisi dei migranti nel suo problema principale, ben prima del lavoro che non c&apos;&#xE8;, della crescita che arranca, del precariato permanente di un&apos;intera generazione?&#xBB; si chiede Ezio Mauro in un editoriale pubblicato il 9 agosto 2017 su Repubblica? &#xAB;Ci&#xF2; che resta &#x2014; e che peser&#xE0; in futuro &#x2014; &#xE8; una svolta nel senso comune dominante, dove per la prima volta il sentimento umanitario &#xE8; finito in minoranza, affondato dal realismo politico, dal sovranismo militante, da una declinazione egoista dell&apos;interesse nazionale&#xBB;.</p>
<p>Mauro ha ragione e coglie una dinamica in atto pericolosa nella nostra societ&#xE0;.</p>
<p>Basta sfogliare la cronaca di queste settimane o farsi un giro tra i social network; parlare al parco con il nonno che accompagna suo nipote a giocare o al bar con gli avventori presenti. Non si assumono ragazzi di colore in sala o si rifiuta il lavoro a una ragazza solo perch&#xE9; convive con un africano. Ma il fenomeno pi&#xF9; indicativo, a mio avviso, &#xE8; che ovunque arrivino dei richiedenti asilo c&#x2019;&#xE8; qualcuno che si sente in diritto di dire che &#x201C;che non li vuole&#x201D;, in un contesto istituzionale preoccupante: la maggior parte dei sindaci italiani non aderisce ai programmi volontari di accoglienza, per poi lamentarsi quando nelle loro citt&#xE0; si attivano centri di accoglienza gestiti da privati. Sindaci che invece di lavorare sulla coesione sociale all&#x2019;interno delle proprie comunit&#xE0;, soffiano sul fuoco delle paure e dei pregiudizi, mettendosi a capo di chi &#x201C;non li vuole&#x201D; a priori. Su questo la lega nord e la destra sovranista stanno costruendo le presenti e future campagne elettorali. L&#x2019;arrivo di 22 richiedenti asilo in una citt&#xE0; di 20.000 abitanti &#xE8; vista come un dramma da denunciare, come un attacco alla convivenza civile&#x2026; il tutto in maniera aprioristica. Costituiranno un problema solo perch&#xE9; &#x201C;migranti&#x201D;. O forse solo perch&#xE9; &#x201C;diversi&#x201D;. Ci sarebbe da ridere se non fossimo di fronte a qualcosa di drammatico.</p>
<p>&#xC8; tornato l&#x2019;uomo nero su cui scaricare tutte le nostre paure, ansie, insicurezze e incapacit&#xE0;.</p>
<p>I migranti (di qualsiasi natura) stanno diventando il capro espiatorio di questo particolare momento storico. Per loro non vale nulla di tutto ci&#xF2; che pretendiamo valga per noi: nessun diritto, nessuna presunzione di innocenza, nessuna <em>pietas</em>. Se arrivano &#xE8; un problema e basta: per i 35 euro, perch&#xE9; non parlano l&#x2019;italiano, perch&#xE9; non faranno la differenziata (sic!), perch&#xE9; rubano il lavoro, perch&#xE9; rubano, perch&#xE9; stuprano, ecc&#x2026; Chiaramente questo vale solo se sono poveri. Non vale per i ricchi ai quali stendiamo i tappeti rossi. E basterebbe solo questo a spiegarci che cosa sta succedendo davvero.</p>
<p>Il fenomeno &#xE8; preoccupante perch&#xE9; si sta insinuando nel senso comune, &#xAB;<em>un giudizio senz&#x2019;alcuna riflessione</em>,<em> comunemente sentito da tutto un ordine</em>,<em> da tutto un popolo</em>,<em> da tutta una nazione o da tutto il genere umano&#xBB; </em>(G. Vico).</p>
<p>Non dobbiamo pensare che sia esagerato confrontare quanto sta accadendo oggi con quanto gi&#xE0; avvenuto nei secoli scorsi, e, in particolare, nel XX secolo.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft size-medium" src="http://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2017/08/cartello-marcinelle-300x198.jpg" alt="" width="300" height="198">A Marcinelle, poche decine di anni fa, appendevano i cartelli con su scritto &#x201C;Vietato l&#x2019;accesso ai cani e agli italiani&#x201D;, nell&#x2019;indifferenza del Belgio benpensante.</p>
<p>In Germania prima, e in Italia poi, gli ebrei a un certo punto divennero un problema &#x201C;a priori&#x201D;, in quanto ebrei. Tutto questo senza che la maggior parte delle persone si ribellasse. Le leggi razziali stavano ratificando ci&#xF2; che il senso comune aveva gi&#xE0; stabilito aiutato e creato da una propaganda mirata.</p>
<p>Gli esempi che io, e che ognuno di noi potrebbe fare, sono molteplici. La storia, purtroppo, ci ha mostrato le peggiori nefandezze da questo punto di vista.</p>
<p>Cosa stiamo diventando? Che cosa si sta diffondendo, nemmeno troppo lentamente, tra di noi?</p>
<p>Siamo di fronte al tramonto dell&#x2019;Occidente, della sua identit&#xE0; tanto sbandierata, della sua pretesa superiorit&#xE0;, delle sue radici cristiane, della sua filosofia dei diritti umani. Di fronte alla prova della storia esso si rinnega da s&#xE9;, negando ci&#xF2; che vorrebbe difendere dall&#x2019;&#xAB;invasione&#xBB;. Niente pi&#xF9; cristianesimo, niente pi&#xF9; liberalismo, niente pi&#xF9; socialismo. Solo il proprio diritto, diventato privilegio, a essere lasciati &#x201C;in pace&#x201D; con i nostri simili: italiani, occidentali, ricchi&#x2026; Niente pi&#xF9; uguaglianza e diritti, ma identit&#xE0; razziale (nazionale) che vale solo contro i poveri e mai nei confronti dei ricchi.</p>
<p>Ezio Mauro ha parlato di inversione morale. Forse, siamo di fronte, a una nuova forma, pi&#xF9; allargata, di familismo amorale esteso al nostro micro-mondo da difendere, che i sovranisti fanno coincidere con la nazione. Se c&#x2019;&#xE8; un&#x2019;idea che ha esaurito la sua funzione storica &#xE8; proprio lo Stato-Nazione. L&#x2019;economia globalizzata, le innovazioni tecnologiche lo hanno resto impotente. Come ci racconta Slavoj Zizek &#x201C;&#xE8; fallito&#x201D;. Sembra di essere di fronte all&#x2019;ultimo tentativo di chi, incapace di affrontare le sfide che questa epoca storica ci pone di fronte, prova a rinchiudersi nel passato con l&#x2019;obiettivo di difendersi ad oltranza.</p>
<p>Di fronte a tutto questo, che fare?</p>
<p>La prima cosa &#xE8; cercare di comprendere. Studiare, conoscere. Cominciare a prendere atto che la globalizzazione che ci fa viaggiare con i low cost in tutto il mondo e che ci permette di acquistare tramite Amazon merci prodotte in qualsiasi parte del mondo, porta con s&#xE9; anche un altro tipo di vicinanza, quella dei problemi e delle ingiustizie. Ci&#xF2; che succede in qualsiasi parte del mondo ci riguarda e he delle conseguenze dirette a casa nostra. Il gruppo di migranti che la cooperativa ospita nell&#x2019;appartamento di fianco al nostro &#xE8; solo la punta di un iceberg molto pi&#xF9; grande. Il mondo &#xE8; inter-connesso in tutti i suoi aspetti e non possiamo immaginare di tenere solo ci&#xF2; che ci conviene. Si tratta di un&#x2019;aspirazione normale nell&#x2019;epoca del consumo, ma non &#xE8; possibile.</p>
<p>Comprendere che i flussi non si arresteranno per delle ragioni semplici che vanno oltre le nostre proteste. Nel 2010 su circa 7 miliardi di persone nel mondo, 4,1 erano asiatiche, 1 miliardo africane, 733 milioni europee e il resto tra Americhe e Oceania. Nel 2030 gli europei scenderanno a 723 milioni mentre tutti gli altri cresceranno visto che saremo in 8,3 miliardi: 4, 9 in Asia e1,5 miliardi in Africa. Nel 2050, su un totale di circa 9 miliardi, gli europei saranno 691 milioni, gli asiatici 5,2, gli africani circa 2 miliardi. Di fronte a questa dinamica demografica, la ricchezza, al contrario continua a concentrarsi in pochi paesi.</p>
<p>La seconda cosa &#xE8; resistere. Non abituarsi a tutto questo e reagire casa per casa, scuola per scuola, bus per bus, post per post. La nostra identit&#xE0; che in tanti hanno detto di voler difendere si fonda su tutt&#x2019;altro.</p>
<p>Su basi cristiane, ad esempio, che non vanno usate come una clava contro l&#x2019;islam, ma che devono aiutarci a vedere &#xAB;L&#x2019;altro come &#x201C;un dono da accogliere con rispetto, perch&#xE9; in lui, specialmente se &#xE8; debole e fragile, mi viene incontro Cristo&#xBB; (@pontifex_it).</p>
<p>Su basi liberali che prevedono che ogni essere umano abbia dei diritti universali al di l&#xE0; delle differenze di sesso, credo, provenienza, ecc&#x2026;</p>
<p>Su basi socialiste che ci chiedono un impegno forte per il miglioramento di vita di chi sta peggio, di chi &#xE8; ai margini della societ&#xE0;.</p>
<p>Su tutto questo saremo chiamati ogni giorno che passa a fare delle scelte sempre pi&#xF9; radicali, perch&#xE9; le contraddizioni sono destinate a crescere.</p>
<p>Serve un cambio di paradigma. Siamo nell&#x2019;era planetaria, come ci insegna Edgar Morin: la Terra &#xE8; una ed &#xE8; la casa comune, la patria unica di tutti gli esseri umani. Essa va custodita, cos&#xEC; come ci ha indicato Papa Francesco in <em>Laudato sii! </em>Facendosi carico del grido della terra e degli uomini, che sale all&#x2019;unisono in un sistema che crea ingiustizie giorno dopo giorno.</p>
<p>Non esistono divisioni nazionali. Per quanto mi riguarda, le parole pi&#xF9; chiare e pi&#xF9; nette su questo punto le ha dette don Lorenzo Milani 60 anni fa:</p>
<p>&#xAB;Se voi avete il diritto di dividere il mondo in italiani e stranieri, allora io dir&#xF2; che, nel vostro senso, io non ho Patria e reclamo il diritto di dividere il mondo in diseredati e oppressi da un lato, privilegiati e oppressori dall&#x2019;altro. Gli uni son la mia Patria, gli altri i miei stranieri&#xBB;.</p>
<p>Sono parole che dovrebbero guidare un nuovo umanesimo di cui abbiamo ancora bisogno. La sinistra, ma direi ogni uomo di buona volont&#xE0;, dovrebbe ripartire da qui.</p>
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