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	<title>eni &#8211; Domenico Rossi</title>
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	<description>Il futuro è nelle nostre mani</description>
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	<title>eni &#8211; Domenico Rossi</title>
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		<title>Sblocca Italia&#8230; le sentenze vanno lette e non solo citate</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Domenico]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Aug 2017 14:33:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
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					<description><![CDATA[Una recente sentenza della Corte Costituzionale ha riaperto il dibattito sul decreto legislativo n. 133/2014 (così detto Sblocca Italia) e, nel nostro territorio, sul progetto di trivellazioni a Carpignano Sesia. Come spesso accade le questioni particolari si intrecciano con quelle generali generando confusione comunicativa. Qualcuno, poi, approfitta di queste situazioni per cercare visibilità politica e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_2538" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><img fetchpriority="high" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-2538" class="size-medium wp-image-2538" src="http://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2017/08/pozzo-300x178.jpg" alt="" width="300" height="178" srcset="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2017/08/pozzo-300x178.jpg 300w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2017/08/pozzo-768x456.jpg 768w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2017/08/pozzo-700x416.jpg 700w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2017/08/pozzo.jpg 1536w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><p id="caption-attachment-2538" class="wp-caption-text">Una foto d&#8217;archivio di un pozzo petrolifero. ANSA</p></div>
<p>Una recente sentenza della Corte Costituzionale ha riaperto il dibattito sul decreto legislativo n. 133/2014 (così detto Sblocca Italia) e, nel nostro territorio, sul progetto di trivellazioni a Carpignano Sesia.</p>
<p>Come spesso accade le questioni particolari si intrecciano con quelle generali generando confusione comunicativa. Qualcuno, poi, approfitta di queste situazioni per cercare visibilità politica e strumentalizzare gli avvenimenti sperando di racimolare qualche voto.</p>
<p>Una cosa, però, è doverosa: le sentenze che si citano vanno lette. Purtroppo il M5Stelle, almeno in questo caso, pare non lo abbia fatto oppure lo ha fatto ma non ha compreso quanto la sentenza riporta. Escludo che i suoi esponenti si esprimano in malafede.</p>
<p>Il capo-gruppo del Movimento 5 Stelle in Regione Lombardia, il 17 luglio, commentò la sentenza con un post dal titolo “Avevamo ragione. La Corte Costituzionale ha fermato le trivelle di Renzi”. Il consigliere piemontese Andrissi, in una recente dichiarazione alla Stampa, ha ribadito che la Giunta Regionale aveva perso un’occasione rifiutandosi di presentare ricorso contro lo Sblocca Italia. Lo ricordo ancora quel dibattito in consiglio regionale. Da un lato c’era il Movimento 5 Stelle che chiedeva alla Giunta di impugnare il decreto perché lo riteneva incostituzionale. Dall’altro la maggioranza che diceva che il decreto non era incostituzionale e, in particolare, non lo era l’articolo 38 in quanto le autorizzazioni vengono concesse dal MISE “previa intesa” con la Regione interessata. Altre regioni decisero di ricorrere. Ora è arrivata la sentenza della Corte Costituzionale. Ma che cosa dice la sentenza che tutti citano e pochi leggono?</p>
<p>Respinge la maggior parte dei ricorsi e anche sull’articolo 38 si esprime in maniera chiara. Il decreto legge è costituzionale, così come anche l’articolo 38, ad eccezione dei commi 7 e 10. Ma andiamo per gradi. Perché la Corte respinge i ricorsi contro l’articolo 38 e in particolare contro il comma 6? Proviamo a leggere:</p>
<blockquote><p>13.3.– Le questioni di legittimità costituzionale dell’art. 38, comma 6, lettera <em>b</em>), del d.l. n.</p>
<p>133 del 2014, promosse dalle Regioni Abruzzo, Marche, Puglia e Veneto in riferimento agli artt. 117, terzo e quarto comma, e 118, primo comma, Cost., nonché al principio di leale collaborazione di cui all’art. 120 Cost., <strong>non sono fondate</strong>.</p>
<p>Le censure muovono dal presupposto che la norma realizzi una fattispecie di attrazione in sussidiarietà, la quale, per essere legittima, imporrebbe il modulo collaborativo dell’intesa con la Regione. Tale assunto contrasta con quanto recentemente affermato da questa Corte, ossia che, «[s]ebbene la disposizione sia astrattamente riconducibile alla materia concorrente “produzione, trasporto e distribuzione nazionale dell’energia”, occupandosi dei titoli che abilitano alle attività minerarie nel settore degli idrocarburi, non si ravvisano i presupposti per la chiamata in sussidiarietà, la quale implica, come detto, la sussistenza di una competenza regionale. Le regioni, infatti, non hanno alcuna competenza con riguardo alle attività di prospezione, ricerca e coltivazione degli idrocarburi in mare (di recente, sentenza n. 39 del 2017). Ne consegue l’infondatezza della pretesa delle ricorrenti di coinvolgimento regionale, attraverso l’intesa, nel rilascio dei titoli abilitativi a dette attività che ivi dovrebbero svolgersi» (sentenza n. 114 del 2017).</p>
<p>13.4.– Le questioni di legittimità costituzionale dell’art. 38, comma 6, lettera <em>b</em>), del d.l. n.133 del 2014, promosse dalle Regioni Marche e Puglia in riferimento all’art. 3 Cost., <strong>non sono fondate</strong>.</p>
<p>La discriminazione che la norma realizza tra attività minerarie sulla terraferma ed omologhe attività in mare – <strong>subordinando</strong> solo per le prime il rilascio del titolo concessorio unico all’intesa con la Regione – si giustifica in ragione del rilievo che nel secondo caso, diversamente dall’altro, non sussiste alcuna competenza regionale con riguardo alle attività di prospezione, ricerca e coltivazione degli idrocarburi, onde l’impossibilità di configurare una fattispecie di attrazione in sussidiarietà e la necessità dell’intesa che essa implica.</p>
<p>14.– La Regione Abruzzo impugna, in riferimento agli artt. 117, terzo comma, e 118, primo comma, Cost., i commi 6<em>bis </em>– secondo cui «I progetti di opere e di interventi relativi alle attività di ricerca e di coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi relativi a un titolo concessorio unico di cui al comma 5 sono sottoposti a valutazione di impatto ambientale nel rispetto della normativa dell’Unione europea. La valutazione di impatto ambientale è effettuata secondo le modalità e le competenze previste dalla parte seconda del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e successive modificazioni» – e 6<em>ter </em>– secondo cui «Il rilascio di nuove autorizzazioni per la ricerca e per la coltivazione di idrocarburi è vincolato a una verifica sull’esistenza di tutte le garanzie economiche da parte della società richiedente, per coprire i costi di un eventuale incidente durante le attività, commisurati a quelli derivanti dal più grave incidente nei diversi scenari ipotizzati in fase di studio ed analisi dei rischi» – dell’art. 38 del d.l. n. 133 del 2014.</p>
<p>Le norme estrometterebbero dal procedimento volto al rilascio del titolo concessorio unico relativamente alle attività minerarie in mare, oltre che gli enti locali, anche le Regioni, considerate alla stregua di tutte le altre amministrazioni che concorrono al processo decisionale.</p>
<p>La descritta questione di legittimità costituzionale è inammissibile.</p>
<p>Le censure sono rivolte cumulativamente ed indistintamente ai commi in questione, senza che emerga in maniera chiara in che modo si colleghino agli stessi, cosicché non risulta adeguatamente assolto l’onere motivazionale (sentenza n. 244 del 2016).</p></blockquote>
<p>La Corte dice che esiste una differenza tra le attività di ricerca di idrocarburi che si effettuano sulla terraferma e quelle che si effettuano in mare. Il comma 6, lettera <em>b</em> è in linea con quanto prevede la costituzione perché <strong>subordina </strong>la concessione del titolo nel caso delle ricerche su terraferma (SUBORDINA) dove le regioni esercitano materia concorrente, mentre non lo fa per quelle in mare in quanto le stesse sono di competenza esclusiva dello Stato.</p>
<p>È evidente che nel caso di Carpignano Sesia, trattandosi di ricerca su terra ferma, la concessione del titolo non potrà essere data senza intesa con la Regione Piemonte. Intesa, che, come ricordato ancora ieri dall’assessore Valmaggia, non ci sarà.</p>
<p>Questa sentenza, contrariamente a quanto sbandierato dai grillini, conferma che sull’articolo 38 dello Sblocca Italia aveva ragione chi, come la Regione Piemonte, dichiarava che non c’erano elementi di incostituzionalità tali da giustificare un ricorso, proprio in base al “previa intesa” contenuto nella lettear b del comma 6 dello stesso articolo. Per gli appassionati invito ad andare a rileggere i verbali delle sedute del Consiglio Regionale durante le quali abbiamo affrontato il tema del ricorso.</p>
<p>Gli unici due commi dichiarati incostituzionali sono il 7 e il 10. Tralasciamo il comma 10 che riguarda le trivellazioni in mare e soffermiamoci sul comma 7. Esso recita:</p>
<ol start="7">
<li>
<blockquote><p>Con disciplinare tipo, adottato con decreto del Ministero dello sviluppo economico, sono stabilite, entro centoottanta giorni dall&#8217;entrata in vigore del presente decreto, le modalità di conferimento del titolo concessorio unico di cui al comma 5, nonche&#8217; le modalita&#8217; di esercizio delle relative attività ai sensi del presente articolo.</p></blockquote>
</li>
</ol>
<p>Secondo la Corte tale comma risulta incostituzionale in quanto non coinvolge le Regioni su un tema di legislazione concorrente. In particolare la Corte si esprime nei seguenti termini:</p>
<blockquote><p>Il censurato comma incide dunque sulla materia di competenza concorrente «produzione, trasporto e distribuzione nazionale dell’energia», cui ricondurre le attività di prospezione, ricerca e coltivazione degli idrocarburi sulla terraferma. Rimettendo esclusivamente al Ministro dello sviluppo economico l’adozione del disciplinare tipo, realizza una chiamata in sussidiarietà senza alcun coinvolgimento delle Regioni, sebbene questa Corte abbia reiteratamente affermato l’esigenza della previsione «di procedure che assicurino la partecipazione dei livelli di governo coinvolti attraverso strumenti di leale collaborazione o, comunque, [&#8230; di] adeguati meccanismi di cooperazione per l’esercizio concreto delle funzioni amministrative allocate in capo agli organi centrali» (sentenza n. 7 del 2016).</p>
<p>D’altra parte, scrutinando una fattispecie normativa analoga a quella in considerazione, sempre afferente al settore energetico degli idrocarburi, questa Corte ha ravvisato «la parziale illegittimità costituzionale della disposizione censurata, per la mancata previsione di strumenti di leale collaborazione per la parte che si riferisce a materie di competenza legislativa ed amministrativa delle Regioni interessate» (sentenza n. 339 del 2009).</p>
<p>Si deve pertanto concludere che l’art. 38, comma 7, del d.l. n. 133 del 2014 è costituzionalmente illegittimo, nella parte in cui non prevede un adeguato coinvolgimento delle Regioni nel procedimento finalizzato all’adozione del decreto del Ministro dello sviluppo economico con cui sono stabilite le modalità di conferimento del titolo concessorio unico, nonché le modalità di esercizio delle relative attività.</p></blockquote>
<p>Secondo quanto deciso dalla sentenza non sarebbe pertanto competenza esclusiva dello stato emanare il &#8220;Disciplinare tipo per il rilascio e l’esercizio dei titoli minerari per la prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi in terraferma, nel mare territoriale e nella piattaforma continentale” contenuto nel decreto del ministero dello sviluppo economico del 7 dicembre 2016”, pubblicato in G.U. Il 03/04/2017.</p>
<p>Le regioni Abruzzo e Veneto hanno già ricorso contro il Disciplinare e, al di là della scelta fatta dalla Giunta di non intervenire nel ricorso, l’esito è già scontato, vista la sentenza della Corte.</p>
<p>In sintesi, possiamo provare a concludere così:</p>
<ol>
<li>la sentenza della Corte Costituzionale 170/2017 respinge la quasi totalità dei ricorsi presentati sul decreto legislativo 134/2014, ad eccezione dei commi 7 e 10. Il comma 10 riguarda le trivellazioni in mare e il comma 7 l’adozione del “Disciplinare tipo per il rilascio e l’esercizio dei titoli minerari”.</li>
<li>Per quanto riguarda il comma 6 (e in particolare la lettera b) emerge con chiarezza che per quanto riguarda le trivellazioni su terra ferma la concessione del titolo è subordinata all’intesa con la regione interessata. Questo conferma la linea da sempre tenuta dalla Regione Piemonte e conferma che senza l’intesa non può essere rilasciato alcun titolo. La conferma arrivata ieri dall’assessore Valmaggia sul fatto che la Regione Piemonte non concederà l’intesa al MISE sul progetto di Carpignano Sesia è l’unica rilevante (e positiva) per il nostro territorio, perché, sentenza alla mano, blocca di fatto l’autorizzazione.</li>
<li>Il mancato inserimento della Regione Piemonte nel ricorso contro il “Disciplinare tipo” è ininfluente in quanto Veneto e Abruzzo hanno già ricorso e l’esito, vista la sentenza della Corte Costituzionale, è scontato: andrà riscritto in accordo con le regioni.</li>
<li>Ben venga il ricorso dei Comuni contro il decreto di VIA del Ministero dell’Ambiente, perché ogni ente dovrà usare tutti gli strumenti a sua disposizione.</li>
</ol>
<p>Tutti i pezzi, insieme, costituiscono un puzzle che si erigerà a barriera nei confronti del progetto di ENI. Il resto è il tentativo, di natura elettorale, di guadagnare qualche voto, creando divisione dove invece tutti stanno cercando di raggiungere lo stesso obiettivo.</p>
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		<title>Trivellazioni a Carpignano Sesia: interrogazione all&#8217;assessore all&#8217;ambiente</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Feb 2017 15:35:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
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					<description><![CDATA[Continua il mio impegno sul tema del progetto del pozzo esplorativo di Eni a Carpignano Sesia. Venuto a conoscenza nel ritardo della nomina del rappresentante regionale nella Commissione tecnica di verifica dell’impatto ambientale del ministero dell’Ambiente, ho preparato un&#8217;interrogazione a risposta immediata rivolta all’assessore competente, Alberto Valmaggia, che si è svolta durante i lavori del Consiglio Regionale della giornata [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-1918" src="http://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2016/09/unnamed-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2016/09/unnamed-300x225.jpg 300w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2016/09/unnamed-768x576.jpg 768w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2016/09/unnamed-700x525.jpg 700w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2016/09/unnamed.jpg 976w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>Continua il mio impegno sul tema del progetto del pozzo esplorativo di Eni a Carpignano Sesia. Venuto a conoscenza nel ritardo della nomina del rappresentante regionale nella Commissione tecnica di verifica dell’impatto ambientale del ministero dell’Ambiente, ho preparato un&#8217;interrogazione a risposta immediata rivolta all’assessore competente, Alberto Valmaggia, che si è svolta durante i lavori del Consiglio Regionale della giornata odierna.<br />
L’assessore ha precisato che il ritardo nella nomina si è verificato a causa della prematura scomparsa, nell’aprile 2016 del direttore della Direzione regionale competente in materia ambientale che era anche stato scelto dall&#8217;ente per le precedenti designazioni, essendo stato, negli anni passati, Dirigente del Settore regionale competente in maniera di VIA. Il nuovo direttore, nominato nell’agosto 2016, ha messo in atto le azioni necessarie  all&#8217;individuazione del nuovo delegato. Dalla risposta dell&#8217;assessore si evince anche che, nonostante il grave ritardo, la posizione della Regione Piemonte in sede di istruttoria tecnica della Commissione ministeriale, infatti, è stata veicolata in primis dalla delibera di giunta in cui si esprime il parere contrario, ma anche dalla riunione preliminare di approfondimento in cui la Commissione di VIA ha convocato i rappresentanti dei Ministeri competenti, il proponente e la Regione.<br />
Tale riunione, che rientra nella normale prassi in tali procedure, si è tenuta il 15 settembre 2016 con la partecipazione dei rappresentanti della Direzione Ambiente, Governo e tutela del territorio, con competenze sulle valutazioni ambientali, e della Direzione Competitività del sistema regionale, più precisamente del Settore Polizia Mineraria, cave e miniere. In tale sede è stato possibile argomentare in modo esaustivo la contrarietà al progetto di Eni e supportare le ragioni alla base del parere negativo formalizzato con il <a href="http://www.regione.piemonte.it/governo/bollettino/abbonati/2016/03/attach/dgr_02728_1000_29122015.pdf">DGR 27-2728 del 2015</a>.</p>
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		<title>Versalis resta italiana, ora Eni investa nella chimica verde</title>
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		<dc:creator><![CDATA[beppe]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jun 2016 14:14:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[«Apprendo con gioia e soddisfazione la notizia che Versalis rimarrà italiana, anche sul piano occupazionale, su cui l&#8217;azienda non sembra intenzionata a intervenire». E&#8217; il commento del consigliere regionale democratico, Domenico Rossi, sull&#8217;operazione che vedeva coinvolti Eni e il fondo americano Sk. «Svendere la società chimica di Eni sarebbe stata una scelta sbagliata, come avevamo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-1844" src="http://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2016/06/rossi-versalis-300x225.jpg" alt="rossi versalis" width="300" height="225" srcset="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2016/06/rossi-versalis-300x225.jpg 300w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2016/06/rossi-versalis-768x576.jpg 768w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2016/06/rossi-versalis-700x525.jpg 700w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2016/06/rossi-versalis.jpg 960w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />«Apprendo con gioia e soddisfazione la notizia che Versalis rimarrà italiana, anche sul piano occupazionale, su cui l&#8217;azienda non sembra intenzionata a intervenire». E&#8217; il commento del consigliere regionale democratico, Domenico Rossi, sull&#8217;operazione che vedeva coinvolti Eni e il fondo americano Sk. «Svendere la società chimica di Eni sarebbe stata una scelta sbagliata, come avevamo condiviso con i sindacati, sin dall&#8217;inizio delle trattative con il fondo americano Sk, nell&#8217;incontro dello scorso febbraio a Novara (<em>nella foto</em>). Un tema su cui mi ero impegnato anche in Consiglio con il pieno appoggio di tutto il Partito democratico in Regione, presentando un ordine del giorno, approvato a marzo a Palazzo Lascaris. Alla luce di questo nuovo contesto – aggiunge Rossi – mi auguro che Eni investa sempre di più sul settore della chimica verde, che rappresenta il futuro per lo sviluppo del Paese, nonché per il territorio novarese, dove Versalis ha collocato il suo principale centro di ricerca nello storico centro di ricerche Istituto Donegani, che impiega circa 40 persone».</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Versalis: approvato l&#8217;Ordine del Giorno</title>
		<link>https://domenicorossi.eu/2016/03/08/versalis-approvato-lordine-del-giorno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[beppe]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Mar 2016 17:42:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
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		<category><![CDATA[Regione Piemonte]]></category>
		<category><![CDATA[chimica verde]]></category>
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					<description><![CDATA[E&#8217; stato approvato oggi in Consiglio Regionale (35 voti su 38)  l&#8217;ordine del giorno presentato dal Consigliere Domenico Rossi lo scorso dicembre. Nel documento si esprime preoccupazione per la scelta di ENI di cedere quote significative di Versalis spa. Preoccupazione che aumenta nel momento in cui il potenziale partner è un fondo di investimento privo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; stato approvato oggi in Consiglio Regionale (35 voti su 38)  l&#8217;ordine del giorno presentato dal Consigliere Domenico Rossi lo scorso dicembre. Nel documento si esprime preoccupazione per la scelta di ENI di cedere quote significative di Versalis spa. Preoccupazione che aumenta nel momento in cui il potenziale partner è un fondo di investimento privo di impianti distribuiti nei diversi paesi, <strong>non in grado di garantire il settore della chimica di base e lo sviluppo della chimica verde.</strong></p>
<p><em><strong>Con l&#8217;approvazione del documento il Consiglio impegna la Giunta ad intervenire presso il Governo affinché metta in campo nei confronti di Eni, di cui è socio rilevante, tutte le azioni necessarie per potenziare la ricerca e i processi produttivi innovativi ed ecologici affinché diventino elementi centrali all’interno delle strategie di sviluppo dell’azienda</strong></em>.</p>
<p>Un tema cui il consigliere Rossi e tutto il Partito democratico in Regione, così come ad ogni livello istituzionale, ha rivolto grande attenzione. «<strong>Sia la chimica di base sia la chimica verde sono ambiti strategici per il Paese. Non possono essere svendute. Lo abbiamo ribadito ai Sindacati nell&#8217;incontro dello scorso 15 febbraio con il Prefetto di Novara Francesco Paolo Castaldo: occorre investire nella chimica verde, non solo in termini economici,ma anche strategici e di programmazione</strong>» spiega Rossi. «La chimica è una straordinaria eccellenza del territorio: un asset su cui l&#8217;Italia, il Piemonte e Novara si giocano il proprio futuro. La crisi evidenziata dai sindacati e da altre Regioni rispetto al caso Versalis non solo deve portare Eni a scelte diverse da quelle annunciate fino a oggi, ma deve anche diventare l&#8217;occasione per una riflessione seria su come immaginiamo il Paese nei prossimi anni» precisa il consigliere democratico. «Versalis, nello specifico – presegue Rossi &#8211; ha collocato il suo principale centro di ricerca per la chimica verde nello storico centro di ricerche Istituto Donegani. Tradizione e innovazione che caratterizzano la vocazione di un territorio che va salvaguardata così come l&#8217;occupazione altamente qualificata di questo settore».  Il documento segna un altro tassello nel complesso quadro della trattativa. «I Sindacati – conclude Rossi &#8211; hanno chiesto chiarezza: in questo senso intendiamo dare forza e ulteriore peso all&#8217;interlocutore istituzionale che deve avere risposte certe e in tempi brevi. Per questo proseguiremo nel lavoro di dialogo e confronto con gli assessoricompetenti».</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Da Novara massima attenzione sul caso Versalis</title>
		<link>https://domenicorossi.eu/2016/02/15/da-novara-massima-attenzione-sul-caso-versalis/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[beppe]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Feb 2016 16:29:23 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2016/02/vers1.jpg" rel="attachment wp-att-1599"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-1599" src="http://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2016/02/vers1-300x181.jpg" alt="_vers1" width="300" height="181" /></a>Una mattinata, quella di oggi lunedì 15 febbraio, dedicata all&#8217;approfondimento ed al confronto sul caso Eni-Versalis. Dapprima l&#8217;incontro con i rappresentanti delle organizzazioni sindacali e gli Rsu di Eni e Versalis presso la sede del Partito Democratico a Novara, poi con gli stessi sindacati al tavolo convocato dal Prefetto Francesco Paolo Castaldo. Alla vigilia della discussione dell&#8217;Ordine del Giorno, in programma domani a Palazzo Lascaris, l&#8217;opportunità di fare chiarezza su un tema centrale per il futuro del nostro territorio. Un dialogo costruttivo con i delegati di Cgil, Cisl e Uil che avremo modo di riprendere e rilanciare anche in Regione Piemonte nelle prossime settimane: come evidenzio nel comunicato del Partito Democratico (per esteso di seguito), non possiamo perdere un patrimonio, che abbiamo ereditato grazie presenza storica dell&#8217;Istituto Donegani, che ha prodotto realtà come Novamont o Isagro e più in generale il polo chimico, punto di riferimento per tutto il Piemonte. La crisi evidenziata dai sindacati rispetto al caso Versalis deve diventare l&#8217;occasione per una riflessione seria su come immaginiamo il Paese nei prossimi anni. Favorire la ricerca di modelli di crescita in grado di conservare le risorse del pianeta e puntare sulla green economy sono scelte necessarie non solo in termini economici ed ambientali, ma anche strategici e di programmazione.</p>
<p>di seguito il testo del comunicato:</p>
<p><em>Nella mattinata di oggi, lunedì 15 febbraio, il Prefetto di Novara Francesco Paolo Castaldo ha riunito intorno ad un tavolo a Palazzo Natta le organizzazioni sindacali per un focus sul caso Eni – Versalis. Un&#8217;occasione per fare il punto della situazione sugli sviluppi della possibile cessione e condividere i percorsi attivati su più livelli istituzioni per salvaguardare occupazione e un asset strategico per il Paese. «La tematica &#8211; spiega il segretario Mauro Gavinelli &#8211; vede il Partito Democratico impegnato da tempo su più fronti, come testimonia la recente presenza del Sindaco Andrea Ballarè all&#8217;incontro romano promosso dalle segreterie nazionali dei sindacati confederali dei lavoratori chimici, oltre all&#8217;attenzione della Provincia di Novara e degli stessi Ecodem». Un impegno ribadito nella giornata di oggi, con la presenza al tavolo in Prefettura della Senatrice Elena Ferrara, dell&#8217;Onorevole Giovanni Falcone e del Consigliere Regionale Domenico Rossi.</em></p>
<p><em><a href="http://www.rossidomenico.it/wp-content/uploads/2016/02/vers.jpg" rel="attachment wp-att-1598"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-1598" src="http://www.rossidomenico.it/wp-content/uploads/2016/02/vers-300x205.jpg" alt="_vers" width="300" height="205" srcset="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2016/02/vers-300x205.jpg 300w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2016/02/vers-768x524.jpg 768w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2016/02/vers-700x478.jpg 700w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2016/02/vers.jpg 960w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>I Parlamentari Democratici hanno raccolto la richiesta di chiarezza dei rappresentanti sindacali, evidenziando come il tema sia già oggetto di approfondimento e al centro di un percorso legislativo finalizzato allo sviluppo della green economy, concretizzatosi nella recente approvazione del collegato ambiente . «In Senato &#8211; ricorda Ferrara &#8211; stiamo affrontando il caso Versalis con un&#8217;apposita indagine conoscitiva, in Commissione Industria, in cui sono stati ascoltati proprio Eni e parti sociali. Propongo di portare in questa sede anche la voce novarese: la tradizione, l&#8217;eccellenza e i risultati del comparto e della ricerca locale rappresentano un punto di vista che non può e non deve essere trascurato». Un interesse comune, dunque, che coinvolge istituzioni, università, realtà economiche e produttive verso un modello di sviluppo più sostenibile, equo e innovativo. Un approccio sempre più condiviso, anche al di fuori dei confini novaresi. Concetto rilanciato dal Consigliere Regionale Domenico Rossi che, sull&#8217;argomento, lo scorso dicembre ha presentato un ordine del giorno a Palazzo Lascaris. «La chimica &#8211; precisa Rossi &#8211; è una straordinaria eccellenza del territorio: un asset su cui l&#8217;Italia, il Piemonte e Novara si giocano il proprio futuro. Non possiamo perdere un patrimonio, che abbiamo ereditato grazie presenza storica dell&#8217;Istituto Donegani, che ha prodotto realtà come Novamont o Isagro e più in generale il polo chimico, punto di riferimento per tutto il Piemonte. La crisi evidenziata dai sindacati rispetto al caso Versalis deve diventare l&#8217;occasione per una riflessione seria su come immaginiamo il Paese nei prossimi anni. Favorire la ricerca di modelli di crescita in grado di conservare le risorse del pianeta e puntare sulla green economy sono scelte necessarie non solo in termini economici ed ambientali, ma anche strategici e di programmazione».</em></p>
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		<title>La Regione dice NO al pozzo di Carpignano</title>
		<link>https://domenicorossi.eu/2015/12/29/la-regione-dice-no-al-pozzo-di-carpignano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[beppe]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Dec 2015 17:20:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicato stampa]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2015/12/8fc63710daaf184be97933c71bc76c46.jpg" rel="attachment wp-att-1492"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-1492" src="http://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2015/12/8fc63710daaf184be97933c71bc76c46-300x200.jpg" alt="_8fc63710daaf184be97933c71bc76c46" width="300" height="200" /></a></p>
<p>Con una delibera di giunta votata oggi, la Regione Piemonte ha detto no al pozzo esplorativo di Carpignano Sesia, dando parere negativo al Ministero dello Sviluppo. «Una decisione che accolgo con grande soddisfazione» dichiara il consigliere regionale Domenico Rossi. «Questa delibera è la prova che sui problemi comuni si possono trovare soluzioni condivise» prosegue Rossi. «Una scelta che chiude un lavoro che da mesi mi ha visto impegnato in prima persona con tutto il gruppo del Pd in Consiglio Regionale. Un percorso cominciato sul territorio ascoltando proposte ed istanze, e chiusosi con la presentazione il 26 marzo 2015 di un Ordine del Giorno, approvato l&#8217;11 novembre – aggiunge il consigliere Democratico, primo firmatario &#8211; che rappresentava la sintesi di quanto emerso e che viene ripreso in molti contenuti della delibera, a partire dal riconoscimento della vocazione del territorio interessato dal progetto».</p>
<p>Un passo importante ed atteso dai cittadini e da tanti Comuni del territorio. «La posizione della Regione emerge chiaramente dalla delibera &#8211; precisa Rossi &#8211; ringrazio il Presidente Chiamparino e la Giunta per la serietà e l&#8217;attenzione rivolta al tema approfondito in ogni suo aspetto, dalla tutela e la salvaguardia delle risorse idriche, fino ai possibili scenari incidentali passando dalle emissioni in atmosfera e l&#8217;inquinamento acustico». Nulla è stato lasciato al caso. «La promessa fatta sul territorio – conclude Rossi &#8211; è stata mantenuta con buona pace di tutti coloro che speravano andasse diversamente».</p>
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		<title>Un ordine del giorno sul caso Versalis</title>
		<link>https://domenicorossi.eu/2015/12/28/un-ordine-del-giorno-sul-caso-versalis/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[beppe]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Dec 2015 15:23:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicato stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Regione Piemonte]]></category>
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					<description><![CDATA[Favorire la ricerca di modelli di sviluppo in grado di conservare le risorse del pianeta, consentendo il passaggio da un’economia di prodotto a una di sistema: una scelta necessaria oltre che strategica come confermano gli accordi raggiunti alla Conferenza di Parigi (COP21) e la discussione nel Parlamento italiano sul Disegno di legge n. 1676 “Disposizioni [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2015/12/Donegani-1.jpg" rel="attachment wp-att-1481"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-1481" src="http://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2015/12/Donegani-1-300x190.jpg" alt="_Donegani" width="300" height="190" /></a>Favorire la ricerca di modelli di sviluppo in grado di conservare le risorse del pianeta, consentendo il passaggio da un’economia di prodotto a una di sistema: una scelta necessaria oltre che strategica come confermano gli accordi raggiunti alla Conferenza di Parigi (COP21) e la discussione nel Parlamento italiano sul Disegno di legge n. 1676 “Disposizioni in materia ambientale per promuovere misure di green economy e per il contenimento dell&#8217;uso eccessivo di risorse naturali”. Una premessa doverosa all&#8217;ordine del giorno presentato oggi dal Consigliere Regionale Domenico Rossi a Palazzo Lascaris relativo alla possibile cessione di Versalis Spa da parte di ENI. (<a href="http://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2015/12/odg-versalis-2.pdf" target="_blank">CLICCA QUI</a> per scaricare il testo dell&#8217;Ordine del Giorno)</p>
<p>«Con i colleghi del Partito Democratico &#8211; spiega il Consigliere Domenico Rossi &#8211; rivolgiamo la massima attenzione al caso Versalis: la green economy è per il Paese e in particolare per la nostra Regione un asset strategico su cui è necessario investire, non solo in termini economici, ma anche strategici e di programmazione». In Piemonte, infatti, il settore è presente con esperienze di eccellenza riunite nel Polo d’innovazione della Chimica sostenibile nato nel 2009 con lo scopo di mettere in rete le competenze e le esperienze delle aziende chimiche più innovative sul territorio e stimolare attraverso un processo di animazione i diversi attori della filiera con l’obiettivo di innovare la chimica e renderla più compatibile con l’ambiente. «Versalis, nello specifico, ha collocato il suo principale centro di ricerca per la chimica verde nello storico centro di ricerche Istituto Donegani. Tradizione e innovazione che caratterizzano la vocazione di un territorio che va salvaguardata così come l&#8217;occupazione altamente qualificata di questo settore» precisa Domenico Rossi. «E&#8217; necessario – conclude il consigliere Democratico &#8211; che Regione Piemonte faccia sentire la propria voce presso il Governo affinché metta in campo nei confronti di Eni, di cui è socio rilevante, tutte le azioni necessarie per potenziare la ricerca e i processi produttivi innovativi ed ecologici affinché diventino elementi centrali all’interno delle strategie di sviluppo dell’azienda».</p>
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		<title>Pozzi a Carpignano: ENI e territori ascoltati in Consiglio Regionale</title>
		<link>https://domenicorossi.eu/2015/04/09/pozzi-a-carpignano-eni-al-confronto-con-la-regione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[beppe]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Apr 2015 16:46:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Regione Piemonte]]></category>
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					<description><![CDATA[Siamo quasi alla fine di un percorso che da sempre mi vede in prima linea per la difesa del territorio. Proprio nella riunione congiunta delle Commissioni Ambiente ed Attività produttive della Regione Piemonte, tenutasi oggi giovedì 9 aprile, i rappresentanti di Eni hanno dichiarato che se Regione Piemonte dovesse esprimere parere negativo recederanno rispetto al [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1033" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.rossidomenico.it/wp-content/uploads/2015/04/pozzi_0.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-1033" class="wp-image-1033 size-medium" src="http://www.rossidomenico.it/wp-content/uploads/2015/04/pozzi_0-300x155.jpg" alt="pozzi_0" width="300" height="155" /></a><p id="caption-attachment-1033" class="wp-caption-text">Nella foto un momento dell&#8217;incontro in Provincia di Novara</p></div>
<p>Siamo quasi alla fine di un percorso che da sempre mi vede in prima linea per la difesa del territorio. Proprio nella riunione congiunta delle Commissioni Ambiente ed Attività produttive della Regione Piemonte, tenutasi oggi giovedì 9 aprile, <strong>i rappresentanti di Eni hanno dichiarato che se Regione Piemonte dovesse esprimere parere negativo recederanno rispetto al progetto di trivellazione sul territorio di Carpignano</strong>.</p>
<p>Un punto fermo a chiusura di una due giorni dedicata all&#8217;approfondimento e all&#8217;ascolto, ma anche all&#8217;analisi del progetto di Eni per le trivellazioni sul territorio del Comune di Carpignano. Ieri, martedì 8 aprile, ho partecipato all’incontro organizzato nella sala consiliare di Palazzo Natta dove ho ascoltato con attenzione istanze, domande e valutazioni di cittadini, associazioni di categoria, agricoltori, imprenditori e amministratori locali. Un momento importante di confronto che ha visto la partecipazione della Regione Pimonte con gli assessori Valmaggia, De Santis e Ferrari, ma anche l&#8217;<strong>ingiustificabile presenza del soggetto proponente del progetto: ENI</strong>. Da tutti coloro che si sono riuniti in Provincia di Novara è emersa <strong>un&#8217;ampia convergenza su una posizione contraria alle perforazioni figlia di una una visione di sviluppo che punta sulle eccellenze, sui prodotti agricoli di qualità, sulla tutela del territorio e delle biodiversità</strong> che va oltre all&#8217;analisi di questo singolo progetto.</p>
<p>Una prospettiva che ho potuto riportare oggi alle commissioni congiunte III e V dove sono stati ascoltati i rappresentanti istituzionali, ENI e le associazioni. Sono tra coloro che ritengono che l’era dell’energia fondata su carbone, petrolio, gas naturale e uranio sta tramontando e che <strong>il nostro Paese dovrebbe accelerare il passaggio a un modello fondato sulle energie rinnovabili rispettoso del clima e dell’ambiente</strong>. Nel caso di Carpignano, però, non parliamo solo di questo. Non si tratta di dire si o no alle trivelle. Il problema è anche un altro e riguarda la politica. <strong>Chi governa ha il dovere costruire una visione sulle potenzialità e sulle vocazioni dei diversi territori.</strong></p>
<p>Per questo ho voluto chiedere anche delucidazioni e rassicurazioni sul <strong>futuro dell&#8217;Istituto Donegani</strong>. Il dottor Tannoia, responsabile Europa e Italia delle attività estrattive per ENI, alla presenza del dottor Salmasio, capo distretto centro-settentrionale, ha assicurato che l&#8217;Istituto di ricerca &#8220;Donegani&#8221; <strong>resterà a Novara</strong>, al di là dell&#8217;esito del progetto relativo a Carpignano Sesia. Non solo, lo storico centro di ricerca continuerà a lavorare nell&#8217;ambito della chimica verde. A tal proposito ho sollecitato i dirigenti di Eni rispetto ad una possibile riconversione del <strong>Centro Oli di Trecate</strong>, come già avvenuto a Gela, Porto Torres e Marghera. Un percorso non praticabile, ha spiegato Eni, per la natura dell&#8217;impianto, un centro oli e non una raffineria, pur lasciando aperta la <strong>prospettiva della geotermia</strong> su cui l&#8217;azienda si è resa disponibile un incontro di approfondimento proprio al Donegani. Un indirizzo volto non solo a tutelare il territorio, ma anche l&#8217;occupazione nell&#8217;impianto trecatese su cui peraltro ho chiesto dettagli specifici sul numero di impiegati diretti e nell&#8217;indotto, risposte che Eni ha rinviato a comunicazioni scritte successive così come per altre domande rivolte dai membri delle commissioni e dagli amministratori locali.</p>
<p><a href="http://www.rossidomenico.it/wp-content/uploads/2015/04/pozzi.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-1034" src="http://www.rossidomenico.it/wp-content/uploads/2015/04/pozzi-300x139.jpg" alt="pozzi" width="300" height="139" /></a>Il tema centrale, la domanda fondamentale, a mio avviso, resta comunque “<strong>qual è la vocazione del Piemonte?</strong> E, scendendo nel particolare dei territori novaresi, quella delle colline a est del fiume Sesia interessate dal progetto di trivellazione dell’ENI?”. Si tratta di uno dei rari casi in cui la risposta è chiara e condivisa: l’area presa in considerazione da ENI per il pozzo esplorativo è collinare e contraddistinta da una forte vocazione agricola e, nonostante le rassicurazioni dei dirigenti dell&#8217;azienda rispetto ai livelli di sicurezza ambientale e sanitaria degli impianti, la presenza di pozzi penalizzerebbe fortemente il brand del territorio. <strong>In questo territorio, infatti, vengono prodotte alcune delle eccellenze maggiori del territorio novarese e piemontese</strong>, tra cui il vino Ghemme DOCG, il Gattinara DOCG, il Fara DOC ed il vino Sizzano DOC. La zona, inoltre, è circondata da ampie coltivazioni di riso, prodotto di eccellenza della nostra regione ed è zona di produzione di miele di eccellente qualità. Non ultimo, a pochi chilometri di distanza dal potenziale sito estrattivo sono ubicati diversi Parchi e Riserve naturali, in particolare il Parco Naturale del Ticino, la Riserva Naturale delle Baragge e il Parco delle Lame del Sesia. <strong>La promozione della filiera agroalimentare e del turismo, connessi alla cultura e alla natura della zona circostante deve diventare la priorità politica</strong> quando si guarda a un territorio come quello sopra descritto. Un tassello di un progetto più ampio che tenda a far diventare il Piemonte una regione sempre più attrattiva dal punto di vista turistico.</p>
<p>Le decisioni politiche strategiche e di programmazione devono essere assunte non solamente sulla base di elementi tecnici, ma anche di considerazioni di natura politica che tengano conto debitamente del futuro di un determinato territorio e delle comunità in esso insediate. Proprio per questo <strong>non è possibile prescindere dal coinvolgimento reale delle Istituzioni locali ed il consenso dei cittadini direttamente coinvolti</strong>, così come previsto anche dall’art. 4 dello Statuto della Regione Piemonte. Statuto che richiama in maniera netta alla necessità di uno sviluppo sostenibile, rispettoso dell’ambiente e dei territori.</p>
<p>Ecco perché oltre a dire di no al progetto di trivellazione dell’ENI, <strong>la Regione dovrà trovare le modalità per investire nella direzione che valorizzi la filiera agroalimentare connessa a quella del turismo</strong>. Una strada possibile è quella indicata dal documento votato all’unanimità dall’assemblea provinciale del PD novarese che, richiamando l&#8217;articolo 54 del Disegno di legge n. 1676 “Disposizioni in materia ambientale per promuovere misure di green economy e per il contenimento dell&#8217;uso eccessivo di risorse naturali” – noto come Collegato Ambientale – approvato alla Camera il 13 novembre 2014 ed ora in corso di esame presso la 13° commissione del Senato che introduce il concetto di <em><strong>green economy</strong></em> nella legislazione italiana, ritiene che le <em><strong>oil free zones</strong></em> rappresentino allo stato attuale la più interessante opzione di programmazione volta a favorire uno sviluppo economico in chiave di sostenibilità del territorio in alternativa ad un modello basato sui combustibili fossili.</p>
<p>Proprio in linea con questa nuova visione di sviluppo ho voluto presentare un <strong>Ordine del giorno</strong>, come primo firmatario, che impegna la Giunta in questo senso.</p>
<p>Leggi <a href="http://www.consiglioregionale.piemonte.it/mzodgint/jsp/AttoSelezionato.jsp?ATTO=100264" target="_blank">il testo completo dell&#8217;Odg</a></p>
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		<title>Sblocca Italia e ambiente: il Novarese fa rete</title>
		<link>https://domenicorossi.eu/2014/10/08/sblocca-italia-e-ambiente-il-novarese-fa-rete/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[beppe]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Oct 2014 14:58:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Regione Piemonte]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
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		<category><![CDATA[trivellazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[Più voce ai territori nelle scelte strategiche per la comunità locale, a partire dalle politiche ambientali. Questa l&#8217;istanza rappresentata questa mattina dal Consigliere Regionale Domenico Rossi, il coordinatore per la provincia di Novara degli Ecodem, Fabrizio Barini, la Senatrice Elena Ferrara e una delegazione di amministratori novaresi agli Onorevoli Chiara Braga, relatrice alla Camera per [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Più voce ai territori nelle scelte strategiche per la comunità locale, a partire dalle politiche ambientali. Questa l&#8217;istanza rappresentata questa mattina dal Consigliere Regionale Domenico Rossi, il coordinatore per la provincia di Novara degli Ecodem, Fabrizio Barini, la Senatrice Elena Ferrara e una delegazione di amministratori novaresi agli Onorevoli Chiara Braga, relatrice alla Camera per il decreto Sblocca Italia, ed Enrico Borghi, membro Capogruppo Pd della Commissione Ambiente a Montecitorio. Sul tavolo alcuni temi chiave del decreto che da domani sarà in discussione, in particolare la richiesta di emendamento dell&#8217;articolo 38 relativo a sondaggi e trivellazioni per la ricerca di idrocarburi e risorse minerarie. «Temi che interessano da vicino il nostro territorio, in particolare il Comune di Carpignano e di Fara, e su cui verifichiamo l&#8217;interesse e l&#8217;impegno a tutti i livelli istituzionali. Chiediamo loro maggiore coinvolgimento e grande attenzione soprattutto nei casi in cui tali interventi incidono su territori a vocazione agricola e in presenza di falde acquifere», commentano l&#8217;assessore al Comune di Fara, Teresa Volpi Spagnolini, Michele Pescio e Alberto Benedetti, rispettivamente assessore e consigliere nell&#8217;Amministrazione di Carpignano Sesia.</p>
<p>Un incontro proficuo favorito dal lavoro di squadra tra tutti i novaresi, tra cui il Sottosegretario Franca Biondelli. «Facciamo rete per il territorio», spiega Domenico Rossi, evidenziando che «solo gli amministratori locali possano valutare pienamente le conseguenze ambientali e gli eventuali impatti negativi che tali attività possono avere». L&#8217;esito dell&#8217;incontro odierno segna un importante passo avanti. «Sia sul piano della concertazione tra soggetti istituzionali, sia su quello delle azioni che i Parlamentari Democratici intendono mettere in atto in sede di discussione del decreto», aggiunge Rossi.</p>
<p>Tra gli emendamenti sono previsti interventi proprio sugli articoli inerenti la ricerca e lo sfruttamento dei giacimenti. «Chiara Braga &#8211; riferisce Rossi &#8211; ha manifestato la volontà di emendare l&#8217;articolo 38 del decreto, favorendo così un maggior coinvolgimento delle Regioni e delle amministrazioni locali nelle procedure di Valutazioni di impatto ambientale e di autorizzazione». Un passaggio percepito come fondamentale dai territori, come pure il superamento del concetto di pubblica utilità per i sondaggi di ricerca, attualmente parificati allo sfruttamento dei giacimenti.</p>
<p>«Non sono passaggi scontati, anzi, abbiamo verificato la volontà e l&#8217;attenzione dei Deputati rispetto alle problematiche del Territorio», aggiunge il Consigliere Regionale, ricordando anche l&#8217;impegno del parlamentare del Vco, Enrico Borghi. «Tra gli emendamenti dell&#8217;Onorevole Borghi &#8211; conclude Rossi &#8211; anche quello dell&#8217;articolo 35 del decreto relativo ai termovalorizzatori. Anche in questo caso i Comuni devono poter dire la loro e incidere sulle scelte rispetto alla collocazione ed alla tecnologia da utilizzare».</p>
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