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	<title>economia circolare &#8211; Domenico Rossi</title>
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	<description>Il futuro è nelle nostre mani</description>
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	<title>economia circolare &#8211; Domenico Rossi</title>
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		<title>Novara e Piemonte eccellenza per l’economia circolare? La Regione colga la sfida e adotti un Piano per l’economia circolare</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Dec 2021 12:03:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[“La sfida lanciata da Catia Bastioli è centrale per il futuro del territorio novarese e per il Piemonte intero ed è per questo che, ad un anno dall’approvazione della mozione (puoi leggere il testo qui) di cui sono stato primo firmatario, torno a sollecitare la giunta sull’adozione di un Piano Regionale per la bioeconomia e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">“La sfida lanciata da Catia Bastioli è centrale per il futuro del territorio novarese e per il Piemonte intero ed è per questo che, ad un anno dall’approvazione della mozione (puoi leggere il testo <a href="https://bit.ly/2ZYBwAl">qui</a>) di cui sono stato primo firmatario, torno a sollecitare la giunta sull’adozione di un Piano Regionale per la bioeconomia e l&#8217;economia circolare” il consigliere Regionale Domenico Rossi torna sulle dichiarazioni dell’Ad di Novamont nel corso dell’incontro “Dialoghi con la scienza” organizzato dal Circolo dei Lettori.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“Economia circolare e sostenibilità non sono solo belle parole con cui riempirsi la bocca per operazioni di </span><i><span style="font-weight: 400;">green washing</span></i><span style="font-weight: 400;">. Mi auguro che tutte le istituzioni vogliano davvero percorrere questa strada parlando un po’ meno di logistica e di consumo di suolo, come anche ieri hanno auspicato molti dei presenti all’incontro: occorre valorizzare altre vocazioni, da sempre presenti, a partire dall’innovazione. Solo poche settimane fa è stata diffusa la notizia di un’altra azienda novarese, la Electronic System, che </span><span style="font-weight: 400;">sta portando avanti una rivoluzione green nel riciclo della gomma, a cominciare dagli pneumatici usati</span><span style="font-weight: 400;">” aggiunge il consigliere Dem che è portavoce per il PD nella commissione ambiente del Consiglio Regionale.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“Dodici mesi fa in Consiglio Regionale abbiamo approvato all’unanimità una mozione che impegnava la Giunta ad approvare un piano regionale per l’economia circolare, al fine di disegnare scenari e provare a declinare in obiettivi misurabili le scelte coerenti con questo modello” prosegue Rossi registrando che “da allora non è successo nulla e quell’impegno è rimasto scritto solo su un foglio di carta… peccato perché un piano </span><span style="font-weight: 400;">per la bioeconomia e l&#8217;economia circolare sarebbe stato uno strumento importante anche per la gestione dei fondi del PNRR destinati alla nostra Regione</span><span style="font-weight: 400;">”.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Uno stop inaccettabile per il consigliere democratico che fu primo firmatario della mozione del dicembre 2020. “Perché non si mettono attorno a un tavolo stakeholder imprenditoriali del settore, le università, i rappresentanti del mondo agricolo, le associazioni ambientaliste più rappresentative per scrivere insieme a loro il piano? Serve un tavolo inter-assessorile che metta insieme il settore ambiente, quello delle attività produttive e quello agricolo che deve lavorare sulle interconnessioni che caratterizzano la complessità. I 12 mesi che sono passati dall’approvazione hanno reso ancora più necessario il piano a fronte dei dati sul consumo di suolo piemontesi e delle richieste che ci arrivano dall’Europa per il PNRR? Con l’interrogazione che presenterò in questi giorni intendo fare il punto della situazione su quanto si è fatto e sui prossimi passi” spiega Rossi. “Mi aspetto &#8211; conclude il consigliere democratico &#8211; che l’assessore all’ambiente e all’innovazione Marnati, anch’egli novarese, abbia colto l’importanza della sfida e non manchi quindi una spinta a lavorare in tal senso a cominciare dalla costituzione del Tavolo Regionale sulla Bioeconomia così come richiesto dalla mozione”. </span></p>
<p>Leggi l&#8217;interrogazione <a href="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2021/12/Interr-Attuazione-Mozione-Economia-circolae.pdf">qui</a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Il Piemonte si doti di un piano per l&#8217;economia circolare</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Dec 2020 09:34:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicato stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Regione Piemonte]]></category>
		<category><![CDATA[bioeconomia]]></category>
		<category><![CDATA[Domenico Rossi]]></category>
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					<description><![CDATA[Dopo oltre un anno dalla sua presentazione, il Consiglio Regionale ha approvato ieri, all’unanimità, la mozione presentata dal Consigliere Domenico Rossi nel novembre 2019 con la quale si chiede che il Piemonte si doti di un Piano Regionale per la Bioeconomia e l’economia circolare “Un atto importante che non deve rimanere sulla carta, bensì aprire [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">Dopo oltre un anno dalla sua presentazione, il Consiglio Regionale ha approvato ieri, all’unanimità, la mozione presentata dal Consigliere Domenico Rossi nel novembre 2019 con la quale si chiede che il Piemonte si doti di un Piano Regionale per la Bioeconomia e l’economia circolare “Un atto importante che non deve rimanere sulla carta, bensì aprire un periodo di transizione e trasformazione. Per questo lavoreremo da oggi in poi” commenta il consigliere, portavoce del gruppo PD nella Commissione Ambiente.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“Si tratta di un atto fondamentale &#8211; prosegue </span><b>Domenico Rossi</b><span style="font-weight: 400;"> &#8211; che ci mette nella condizione di coniugare crescita economica e tutela ambientale. Il modello economico lineare, fondato sullo sfruttamento delle risorse naturali, non è più sostenibile. Abbiamo il dovere di promuovere un’economia giusta, che produca lavoro, crescita, ma minori emissioni di CO2, meno consumo di materia prima e rifiuti. Si tratta, inoltre, di un settore ad alto potenziale. L&#8217;</span><a href="https://www.alleanzaeconomiacircolare.it"><i><span style="font-weight: 400;">Alleanza per l’economia circolare </span></i></a><span style="font-weight: 400;">stima che al 2030 si possa raggiungere il 7% di maggiori investimenti con una diminuzione del 10% dei costi, del 17% di emissioni, ma con 700.000 mila posti di lavoro in più”. L’ultimo <a href="https://assobiotec.federchimica.it/attività/dati-e-analisi/bioeconomia">rapporto Intesa Sanpaolo-Assobiotec</a> stima il fatturato del settore in 328miliardi di euro e la </span><span style="font-weight: 400;">Strategia Nazionale sulla Bioeconomia si pone l’obiettivo di aumentare le performance del 15% entro il 2030</span><span style="font-weight: 400;">.&nbsp;</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“L’Europa e l’Italia &#8211; prosegue il primo firmatario &#8211; hanno avviato da tempo consistenti programmi di investimento nel settore, per questo motivo elaborare una strategia e livello regionale significa anche prepararsi per intercettare risorse importanti; basta pensare al </span><i><span style="font-weight: 400;">Green New Deal</span></i><span style="font-weight: 400;"> o al </span><i><span style="font-weight: 400;">Next Generation UE</span></i><span style="font-weight: 400;">. Significa, inoltre, valorizzare le tante eccellenze già presenti nella nostra regione che rappresentano punti di riferimento a livello internazionale, con le quali mi auguro la Regione vorrà costruire il piano piemontese. Le trasformazioni epocali di questo tipo non si improvvisano, ma vanno accompagnate”. Il rapporto OCSE </span><span style="font-weight: 400;">“</span><i><span style="font-weight: 400;">The Bioeconomy to 2030: designing a policy agenda”</span></i> <span style="font-weight: 400;">attribuisce alla bioeconomia la capacità di imprimere una vera e propria spinta propulsiva verso una nuova &#8220;rivoluzione industriale&#8221;.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“L’approvazione all’unanimità di questo atto di indirizzo &#8211; aggiunge il capogruppo del Partito Democratico </span><b>Raffaele Gallo</b><span style="font-weight: 400;"> &#8211; ha un importante significato politico. Questa giunta ha dimostrato in questo primo anno e mezzo di governo di avere significative carenze sul piano della programmazione riducendo spesso la sua azione ad interventi puntuali, fuori da una visione globale. Siamo contenti di poter essere d’aiuto in tal senso rispetto ad un tema su cui si gioca una parte importante del futuro della nostra regione”.&nbsp;</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Come mettere in atto gli impegni contenuti nella mozione? “Al settore pubblico e alla politica spetta il compito di guidare la transizione da un’economia lineare ad una circolare anche creando i presupposti per la crescita culturale necessaria allo sviluppo di questi nuovi paradigmi” spiegano i consiglieri Dem evidenziando che “per caratteristiche e vocazione, il Piemonte può essere un’ideale piattaforma per il comparto e quindi è necessario, in primis, partecipare attivamente al Tavolo Nazionale per la Bioeconomia. Su quel modello occorre, quindi, crearne uno a livello regionale dove le eccellenze del mondo dell’università e della ricerca, oltre alle aziende leader che hanno sede nel nostro territorio, possano contribuire a mettere nero su bianco un piano </span><span style="font-weight: 400;">regionale per la bioeconomia e l’economia circolare al fine di </span><span style="font-weight: 400;">facilitare la nascita di un ecosistema dove le diverse parti comunichino tra di loro per un obiettivo comune e con visione sistemica”.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Contratto pubblico ed economia circolare per rilanciare l’occupazione</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Jan 2020 12:19:06 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Economia]]></category>
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					<description><![CDATA[Oggi a Palazzo Lascaris un Consiglio Regionale interamente dedicato alle politiche di sviluppo e del lavoro. Quali strategie? Come assicurare prospettive di crescita e supportare il sistema economico della nostra Regione? “Un fattore determinante per rilanciare economia ed occupazione in Piemonte è legato agli investimenti pubblici: Peccato che l’attuale Giunta abbia bloccato o rallentato il [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi a Palazzo Lascaris un Consiglio Regionale interamente dedicato alle politiche di sviluppo e del lavoro.<span class="Apple-converted-space"><br />
</span>Quali strategie? Come assicurare prospettive di crescita e supportare il sistema economico della nostra Regione?</p>
<p><span style="font-weight: 400;">“Un fattore determinante per rilanciare economia ed occupazione in Piemonte è legato agli investimenti</span><b> pubblici</b><span style="font-weight: 400;">: Peccato che l’attuale Giunta abbia bloccato o rallentato il </span><b>piano di edilizia Sanitaria</b><span style="font-weight: 400;"> già approvato che prevede investimenti da 1,5 miliardi di euro”. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“Di fronte ad una situazione difficile è fondamentale sviluppare strategie chiare e su comparti ad alto valore aggiunto. Ho voluto ribadire quindi la necessità di investire su </span><b>bioeconomia</b><span style="font-weight: 400;"> ed </span><b>Economia Circolare</b><span style="font-weight: 400;"> che rappresentano un’opportunità per coniugare economia, ambiente e società. Un comparto che, secondo il rapporto GreenItaly 2019, nel 2018 ha generato 100 mila nuovi posti di lavoro rispetto al 2017”. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“In tal senso ho presentato nei mesi scorsi una mozione per l’Adozione di un </span><i><span style="font-weight: 400;">Piano Regionale per la bioeconomia e l’economia circolare</span></i><span style="font-weight: 400;"> per definire le azioni da mettere in campo e lavorare al fine di intercettare gli ingenti finanziamenti previsti dall’Unione Europea (oltre 10 miliardi) dal 2021 al 2027. Si stima, infatti, un incremento del 15% delle attività e dei posti di lavoro entro il 2030. Il Piemonte non può perdere questa opportunità”. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“Regione Piemonte nel 2018 ha avviato </span><i><span style="font-weight: 400;">Piattaforma Bioeconomia</span></i><span style="font-weight: 400;"> stanziando 40 milioni di euro per sostenere progetti per chimica verde, cleantech e agroalimentare: continuare ad investire in percorsi come questo significa produrre dinamiche anticicliche per il nostro territorio che già rappresenta il riferimento di molte aziende verdi all’avanguardia”. </span></p>
<p><iframe title="Contratto pubblico ed economia circolare per rilanciare l’occupazione - intervento 07/01/2020" width="720" height="540" src="https://www.youtube.com/embed/xr6k5pLXB3s?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
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		<title>Allarme riscaldamento globale: rivoluzione ecologica non più rinviabile</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Oct 2018 12:11:35 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[bioeconomia]]></category>
		<category><![CDATA[Domenico Rossi]]></category>
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					<description><![CDATA[In questi giorni è stato reso pubblico il rapporto speciale sul clima delle Nazioni Unite, Global Warming of 1.5 °C, che lancia un grido di allarme  sul riscaldamento globale evidenziando che i prossimi 12 anni (sì 12, non 120) saranno decisivi per evitare un aumento medio della temperatura superiore a 1,5°C, ritenuti la soglia di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-3165" src="http://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2018/10/ECO1-300x275.jpeg" alt="" width="300" height="275" srcset="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2018/10/ECO1-300x275.jpeg 300w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2018/10/ECO1-768x703.jpeg 768w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2018/10/ECO1-700x641.jpeg 700w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2018/10/ECO1.jpeg 1500w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />In questi giorni è stato reso pubblico il rapporto speciale sul clima delle Nazioni Unite, </span><a href="http://www.ipcc.ch/report/sr15/" target="_blank" rel="noopener"><i><span style="font-weight: 400;">Global Warming of 1.5 °C</span></i></a><span style="font-weight: 400;">, che lancia un grido di allarme  sul riscaldamento globale evidenziando che i prossimi 12 anni (sì 12, non 120) saranno decisivi per evitare un aumento medio della temperatura superiore a 1,5°C, ritenuti la soglia di sicurezza per ridurre i rischi di un aumento fino a 2°C (leggi l’articolo <a href="https://www.ilpost.it/2018/10/09/riscaldamento-globale-rapporto-ipcc/" target="_blank" rel="noopener">qui</a>). Mezzo grado soltanto farà la differenza per milioni di persone scongiurando siccità e inondazioni, per la salvaguardia degli ecosistemi marini e non solo.<br />
La scienza suona la sveglia, non ascoltarla avrebbe conseguenze drammatiche: è necessario un cambiamento di paradigma fondato su un nuovo rapporto tra uomo e natura, sul concetto di limite delle risorse e su un nuovo modello economico/produttivo che da lineare deve diventare circolare. Urge una eco-politica dal livello locale a quello planetario. Spetta, infatti, al settore pubblico e ai cittadini stimolare gli investimenti nel campo della bioeconomia in un’ottica di riconnessione tra economia, ambiente e società e dell’economia circolare: è necessario rendere più attrattivo il territorio per l’investimento dei privati, facilitando la rete tra ricerca e industria, così come è fondamentale accompagnare la crescita culturale necessaria allo sviluppo di questi nuovi paradigmi.<br />
</span><span style="font-weight: 400;">Non c’è tempo da perdere, coniugare crescita e futuro è una priorità a livello globale: la scienza ci dice che si può contenere il riscaldamento globale, tocca alla politica mettere in campo strumenti e norme necessarie per raggiungere l’obiettivo. Una responsabilità che chiunque si occupi di </span><i><span style="font-weight: 400;">res publica </span></i><span style="font-weight: 400;">deve fare propria. </span></p>
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		<title>Il futuro in un sacchetto</title>
		<link>https://domenicorossi.eu/2018/01/08/futuro-un-sacchetto/</link>
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		<pubDate>Mon, 08 Jan 2018 15:21:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[economia circolare]]></category>
		<category><![CDATA[novamont]]></category>
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					<description><![CDATA[Non ho voluto entrare nella sterile polemica che, in questi giorni, è scoppiata a seguito dell&#8217;introduzione della legge che regola l’uso ed il costo sui sacchetti ultraleggeri per l’ortofrutta. In un paese civile, trovato l&#8217;accordo sui fini &#8211; in questo caso diminuire il rifiuto a monte per non lasciare tutto il processo a valle &#8211; [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-2670" src="http://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2018/01/circolare1-300x184.jpeg" alt="" width="300" height="184" srcset="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2018/01/circolare1-300x184.jpeg 300w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2018/01/circolare1.jpeg 615w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Non ho voluto entrare nella sterile polemica che, in questi giorni, è scoppiata a seguito dell&#8217;introduzione della legge che regola l’uso ed il costo sui sacchetti ultraleggeri per l’ortofrutta.</p>
<p>In un paese civile, trovato l&#8217;accordo sui fini &#8211; in questo caso diminuire il rifiuto a monte per non lasciare tutto il processo a valle &#8211; si dovrebbe sempre poter discutere dei mezzi &#8211; in questo caso la legge &#8211; perché tutto è sempre migliorabile. Non così, però, non con i toni e le modalità di questi giorni, dove abbiamo visto all&#8217;opera un giornalismo approssimativo combinato con la parte peggiore dei social network.</p>
<p>Sento la necessità di commentare quanto accaduto, perché da un lato le <i>fake news</i> riguardano un&#8217;eccellenza del nostro territorio e dall&#8217;altro corriamo il rischio di soffermarci a guardare il dito perdendo di vista la luna.</p>
<p>Non lo farò entrando nel merito della questione dei sacchetti, su cui già tanti commentatori autorevoli hanno spiegato come stanno le cose, ma coglierò l&#8217;occasione per dire qualcosa sull&#8217;informazione, su Novamont e su ciò che essa rappresenta.</p>
<p>Viviamo in un’epoca dove le persone hanno a disposizione molte più informazioni di qualsiasi altro periodo storico, ma sono spesso prive degli strumenti per interpretarle, delle cornici di riferimento. Questa situazione combinata con rabbia e frustrazione crea una miscela esplosiva che si incanala facilmente nella rete, priva di qualsiasi filtro. Così quella che potrebbe essere un’opportunità si trasforma in un “non-luogo”, dove non si comunica nulla, non ci si informa, ma ci si presta solamente a fare da cassa di risonanza a qualche stupidaggine, di solito molto superficiale, quando non dannosa. Educarci ad un uso corretto e responsabile dei social network rappresenta certamente una delle sfide più grandi che abbiamo di fronte. Il cattivo giornalismo, invece, è un male antico.</p>
<p>L’aspetto positivo, però, è che si stanno moltiplicando gli articoli e le posizioni, anche autorevoli, di chi, oltre a spiegare come stanno le cose davvero, coglie l’occasione per spiegare che cos’è Novamont e chi è Catia Bastioli.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-2669" src="http://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2018/01/circolare-300x134.jpg" alt="" width="300" height="134" srcset="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2018/01/circolare-300x134.jpg 300w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2018/01/circolare.jpg 604w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" />Finalmente da qualche anno si parla un po&#8217; di più e con maggiore consapevolezza di economia circolare e di bioeconomia. Dopo decenni in cui l&#8217;alternativa sembrava essere tra uno “sviluppismo” cieco e una decrescita più o meno felice, è emerso un terzo modello che per comodità potremmo sintetizzare con la massima di Gunther Pauli, inventore della Blue Economy: &#8220;Non pretendiamo di più dalla Terra. Facciamo di più con ciò che la Terra ci offre&#8221;.</p>
<p>Ci lamentiamo se paghiamo la tassa sui rifiuti, ci opponiamo se propongono di costruire un inceneritore o una discarica, ci indigniamo quando ci fanno vedere le immagini degli oceani pieni di plastiche o la nascita di vere e proprie isole di rifiuti. E poi? Tutta la discussione si esaurisce nel costo del sacchetto… Solo rabbia e nessun accenno al  modello di economia, scenari futuri, costi/benefici complessivi.</p>
<p>Chi volesse approfondire la questione capirebbe molto in fretta che se oggi possiamo discutere di quanto sia corretta o meno questa legge, se sia corretto far pagare il sacchetto biodegradabile al consumatore oppure no, è solo grazie al risultato che Novamont ha reso possibile con una visione profetica diversi anni fa, quando di queste cose non parlava nessuno e lì si lavorava per ideare il Mater-bi. Oggi per noi è normale vedere posate biodegradabili, diminuire l’impatto ambientale di grandi eventi come le Olimpiadi di Londra, ma tutto questo non sarebbe stato possibile senza la visione, la ricerca e la capacità imprenditoriale di Catia Bastioli e dei suoi collaboratori. Personalmente sono convinto che Novamont rappresenti in Italia il modello di impresa di cui abbiamo bisogno; un modello in cui l’interesse privato convive insieme all’interesse generale, si producono ricchezza e lavoro e non speculazione finanziaria, si realizza rigenerazione territoriale e ambientale evitando di consumare nuove risorse, si usa la scienza per migliorare il mondo e non per sfruttarlo, ci sono ottime relazioni sindacali, si testimoniano le potenzialità della bioeconomia e si realizza l’economia circolare. Se oggi, perlopiù, assistiamo, per usare le parole di Papa Francesco, a “un’economia che uccide”, questo modello di impresa racconta un’altra economia possibile e aumenta le responsabilità di chi decide di non adottarlo.</p>
<p>Personalmente sono contento e un po’ orgoglioso che tutto questo abbia il suo cuore a Novara e in Italia, anche se sono convinto che continuerà a diffondersi nel mondo.</p>
<p>Il fango presto finirà. Resterà in piedi, invece, la sfida di Novamont che dimostra che è possibile usare ancora la conoscenza e l’intelligenza per dare un futuro al pianeta e non solo per sfruttarlo.</p>
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		<title>Bioeconomia: coniugare crescita e futuro</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Feb 2017 15:15:28 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Questa mattina, in Consiglio Regionale, si è svolto un<a href="http://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2017/02/INVITO_BIOECONOMIA-1.pdf" target="_blank"> importante seminario di approfondimento</a> sui temi dell’economia circolare e della Bioeconomia con relatori d’eccellenza in rappresentanza del mondo della ricerca, del sistema produttivo e del sistema economico. Un’occasione importante per la politica, presente con gli assessori De Santis e Ferrero e con molti consiglieri, che ha saputo ritagliarsi uno spazio per approfondire e riflettere. quello di fermarsi a riflettere e a studiare.  “E’ emerso con chiarezza – afferma Rossi, promotore dell’iniziativa – che non siamo solo di fronte all’analisi di un settore del nostro sistema produttivo. Siamo in un’epoca in cui “l’economia uccide”, come ci dice Papa Francesco, perché vige un modello che genera povertà e distrugge l’ambiente. È nostro compito, quindi, incentivare tutti quei modelli e quelle pratiche che invertono questa tendenza». «La bioeconomia – continua Rossi – rappresenta una grande opportunità in questa direzione e è già presente con diverse eccellenze nella nostra Regione».</p>
<p>Si tratta di incentivare un settore già importante, ma soprattutto di favorire le interconnessioni tra i diversi settori e processi. Si tratta di un settore che a livello nazionale ha un giro di affari di circa 250 miliardi di euro, ma con potenzialità importanti da sviluppare in un’ottica di riconnessione tra economia, ambiente e società. In pratica: più lavoro, recupero aree dismesse e rispetto dell’ambiente.</p>
<p>L’assessore De Santis ha sottolineato come il Piemonte sia già luogo di eccellenze in questo campo e come sia necessario incentivare un ruolo pubblico nel sostegno alla ricerca e al sistema produttivo attraverso i fondi FESR e attraverso un <em>procurement</em> diverso da parte dell’ente pubblico in qualità di creatore di domanda.</p>
<p>«Occorre passare da nicchia a norma – conclude Rossi -; far sì che questo modello diventi esempio e paradigma per un numero sempre maggiore di realtà. Sarà nostro compito capire se in base a quanto ascoltato oggi e a quanto previsto dal piano nazionale ci siano spazi per migliorare le condizioni di sviluppo della bioeconomia in Piemonte».</p>
<p>Volevamo creare un momento di alto livello, e direi che ci siamo riusciti anche grazie al moderatore <strong>Adriano Moraglio</strong>, giornalista ed esperto in Storia dell’Impresa e alla partecipazione di <strong>Fabio Fava</strong>, rappresentante italiano per la Bioeconomia in Horizon 2020, <strong>Guido Saracco</strong>,  Direttore centro per le tecnologie future sostenibili-Istituto Italiano di tecnologia, <strong>Luigi Bistagnino</strong>,  Fondatore e Presidente ‘Systemic approach foundation’, <strong>Serena Fumagalli</strong>,  economista direzione studi e ricerche intesa Sanpaolo, <strong>Giulia Gregori</strong>,  responsabile NovaMont pianificazione strategica, <strong>Sandro Cobror</strong>, responsabile Relazioni Istituzionali del Gruppo Mossi e Ghisolfi,<strong> Michele Bechis</strong>, presidente CAPAC Consorzio Agricolo piemontese per Agro-forniture e cereali.</p>
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