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	<title>disturbi alimentari &#8211; Domenico Rossi</title>
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		<title>Disturbi della nutrizione e dell’alimentazione: una legge e 1,8 milioni di euro a sostegno di oltre 200mila piemontesi</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Jul 2022 11:03:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[“Oggi è un buon giorno per il Piemonte. Anche la nostra regione ha finalmente una legge sui disturbi della nutrizione e dell’alimentazione, votata oggi all’unanimità dal Consiglio Regionale ”. Lo afferma il vicepresidente della Commissione sanità, Domenico Rossi, primo firmatario di una delle proposte di legge che hanno portato al risultato odierno e relatore in [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">“Oggi è un buon giorno per il Piemonte. Anche la nostra regione ha finalmente una legge sui disturbi della nutrizione e dell’alimentazione, votata oggi all’unanimità dal Consiglio Regionale ”. Lo afferma il vicepresidente della Commissione sanità, Domenico Rossi, primo firmatario di una delle proposte di legge che hanno portato al risultato odierno e relatore in aula per il Partito Democratico. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“L’emergenza Covid ha solo ulteriormente evidenziato il rapporto tra disagio psico-sociale e i disturbi alimentari che sempre di più si manifestano in tutta la loro drammaticità. Per questo si è resa necessaria una norma che potenziasse i servizi sul territorio a sostegno dei pazienti e delle loro famiglie” prosegue il consigliere Dem ricordando un recente report dell’International Journal of Eating Disorder che ha evidenziato un aumento del 36% dei sintomi associati a disturbi alimentari e boom di ricoveri, aumentati del 48%, in periodo di pandemia. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“Proprio ascoltando tutti i soggetti interessati in commissione e attraverso un lavoro condiviso tra le forze politiche e la Giunta abbiamo costruito un testo che vuole rispondere alle principali esigenze di chi quotidianamente si confronta con i DNA (Disturbi della Nutrizione e dell&#8217;Alimentazione): il potenziamento della rete di cura, il superamento della frammentarietà dei servizi, la presa in carico sul territorio per eliminare la difficoltà di accesso alle cure, una maggiore informazione e formazione sui disturbi alimentari, ma soprattutto il potenziamento dei servizi domiciliari. Il tutto reso possibile anche grazie ad uno stanziamento governativo di fondi che ci permette di incrementare le risorse per un valore pari a 1,8 milioni di euro in due anni” aggiunge Rossi. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“Troppo spesso le famiglie di chi si ammala hanno lamentato solitudine e abbandono. Questo non deve più accadere. Le istituzioni devono trovare il modo di dare risposte ai tanti ragazzi e non solo che soffrono di “fame di cibo e dell’anima” come la definisce, cogliendo l’aspetto più drammatico e profondo, il presidente della Società Italiana di Neuro Psico Farmacologia, e alle loro famiglie”, spiega Rossi.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“Il percorso che ci ha portato al risultato odierno ci racconta che è possibile fare  buona politica. Tutti i partiti &#8211; conclude il vicepresidente della Commissione Sanità &#8211; hanno saputo fare squadra per dare risposte a un problema doloroso che coinvolge più di 200.000 piemontesi, cresciuto ancora di più durante il lockdown e nell’attuale contesto caratterizzato da una profonda incertezza per il futuro a causa del perdurare della pandemia e della guerra”. </span></p>
<p><br style="font-weight: 400;" /></p>
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		<title>Disturbi alimentari: un’epidemia vissuta da famiglie, giovani donne e uomini che non possiamo più far finta di non vedere</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Mar 2021 14:00:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[A pochi giorni dalla X giornata nazionale del fiocchetto lilla contro i disturbi alimentari, il gruppo del Partito Democratico guarda con preoccupazione ai dati relativi all’incremento di anoressia, bulimia, binge negli adolescenti. Per questo i consiglieri Raffaele Gallo, Domenico Rossi e Maurizio Marello hanno incontrato le associazioni che si occupano di DCA sul territorio piemontese. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>A pochi giorni dalla X giornata nazionale del fiocchetto lilla contro i disturbi alimentari, il gruppo del Partito Democratico guarda con preoccupazione ai dati relativi all’incremento di anoressia, bulimia, binge negli adolescenti. Per questo i consiglieri Raffaele Gallo, Domenico Rossi e Maurizio Marello hanno incontrato le associazioni che si occupano di DCA sul territorio piemontese. Erano presenti Mi nutro di Vita, In punta di Cuore, Sei come sei, Afidati.</p>
<p>In Piemonte, il numero di ammalati è in crescita e l’età della prima insorgenza dei sintomi è in preoccupante diminuzione.</p>
<p>“Quella che è stata definita negli anni un’epidemia silenziosa ha bisogno di voce; tocca alla politica e alle istituzioni dare una risposta, cominciando da azioni concrete e ascoltando le associazioni del territorio, le uniche che possono dare una fotografia dettagliata di quanto l’epidemiologia e i report non possono nemmeno far immaginare – <b>dichiara Raffaele Gallo, capogruppo PD a Palazzo Lascaris</b>.</p>
<p>“Ci troviamo in assenza di tutto ciò che le famiglie chiedono: accesso alla cura, centri residenziali, ambulatori territoriali specializzati nell’accoglienza e assistenza di pazienti con DCA – prosegue il capogruppo dem – . Laddove esistono degli esempi virtuosi, questi sono saturi e con tempi d’attesa insopportabili per famiglie che sono obbligate a spostarsi, dal Piemonte, in altre regioni d’Italia o all’Estero, sostenendo costi pesanti”</p>
<p>“La presa in carico del paziente all’insorgenza della malattia è fondamentale perché meglio possa uscirne – sottolineano gli intervenuti all’incontro – ma il problema resta dove rivolgersi e a chi. In tutta la regione i centri multidisciplinari idonei a contrastare i DCA sono insufficienti. I percorsi di cura spesso non garantiscono continuità. In più ci si trova a combattere con luoghi comuni, con scarsa conoscenza. Gli stessi medici di famiglia, che dovrebbero essere i primi a individuare il problema, spesso non ne sono in grado o non sono in grado di suggerire percorsi di cura”.</p>
<p>Il <b>consigliere Maurizio Marello ha posto un’interrogazione</b> all’assessore Caucino per vederci chiaro. “Il Piemonte risulta carente per quanto riguarda le strutture deputate alla cura dei casi più acuti – <b>dice Marello</b> –  in un report condotto dall’Università di Urbino nel 2018 risultava che il Piemonte contasse in totale 6 strutture in grado di prendere in cura pazienti affetti da Disturbi dell’Alimentazione. Tra queste 4 ambulatori di primo livello, 4 Day Hospital per i ricoveri di secondo livello, 3 di terzo livello per ricoveri ospedalieri e 0 di quarto livello ovvero a regime residenziale. La Lombardia poteva contare su 20 strutture, 6 delle quali di quarto livello, ovvero a regime residenziale e il Veneto 10 strutture, di cui 2 a regime residenziale”.</p>
<p>La Lombardia ha approvato recentemente una legge alla legge che introduce strumenti, azioni e misure per prevenire e curare i disturbi della nutrizione e dell&#8217;alimentazione.</p>
<p>“Se una legge anche per Il Piemonte è indispensabile, è anche vero che i numeri e le esigenze delle famiglie ci impongono risposte e azioni immediate – <b>sottolinea il vicepresidente in commissione Sanità Domenico Rossi</b> – . &#8220;E’ necessario che la giunta lavori subito alla costruzione di una rete regionale capace di offrire una risposta seria e puntuale ai pazienti con DCA e alle loro famiglie.&#8221;.</p>
<p>“Se per approvare una legge ci possono volere anni – <b>conclude Gallo</b> – è dalle piccole azioni che dobbiamo cominciare: a partire dalla divulgazione, dall’informazione, dalla comunicazione nelle scuole e sul territorio. La formazione dei medici di famiglia è sostanziale, come sarà fondamentale mantenere un rapporto costante con le associazioni che da anni si confrontano e si battono per contrastare questo male che viene seppellito dai luoghi comuni. I Dca non sono la malattia delle modelle: colpiscono i nostri ragazzi, ancor più ora che a causa della pandemia sono in uno stato di isolamento innaturale e controproducente per la loro crescita emotiva. Per questo ci impegniamo a fare tutto il necessario per consentire l’accesso e il percorso di cura in ambienti adeguati. Contro i disturbi alimentari, la nostra regione non può permettersi di essere all’anno zero”.</p>
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