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	<title>discarica &#8211; Domenico Rossi</title>
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	<title>discarica &#8211; Domenico Rossi</title>
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		<title>Interrogazione su rifiuti e amianto nel novarese</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Oct 2025 15:34:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Regione Piemonte]]></category>
		<category><![CDATA[amianto]]></category>
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					<description><![CDATA[Dai lavori dell’idropolitana di Torino rifiuti non pericolosi contenenti amianto all’impianto di Maggiora Martedì 30 settembre 2025 ho presentato un&#8217;interrogazione in aula per fare un po’ di chiarezza su un tema delicato. Ho raccolto la forte preoccupazione del territorio rispetto alla notizia dello stoccaggio temporaneo nel novarese di rifiuti contenenti amianto&#160; derivanti dagli scavi per [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>Dai lavori dell’idropolitana di Torino rifiuti non pericolosi contenenti amianto all’impianto di Maggiora</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Martedì 30 settembre 2025 ho presentato un&#8217;interrogazione in aula per fare un po’ di chiarezza su un tema delicato. Ho raccolto la forte preoccupazione del territorio rispetto alla <a href="https://www.lastampa.it/torino/2025/09/19/news/amianto_italia_61_cantiere_idropolitana-15315473/">notizia</a> dello stoccaggio temporaneo nel novarese di rifiuti contenenti amianto&nbsp; derivanti dagli scavi per i lavori dell’idropolitana di Torino.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’assessore Marnati nella risposta ha dichiarato che i rifiuti contenenti amianto sono stati conferiti in discariche lombarde. Altri sono in un sito temporaneo (non meglio identificato), mentre è stato precisato che nell’impianto Savoini GMG srl di Maggiora, sono stati conferiti &#8220;rifiuti non pericolosi contenenti amianto&#8221;, ma non ha riferito rispetto ai tempi di permanenza. Continuerò monitorare la situazione e torneremo sul tema con un’interrogazione ordinaria per chiarire altri punti relativi alle procedure di sicurezza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Piemonte ha pagato un prezzo molto alto per l’amianto. Occorre la massima trasparenza e la massima attenzione possibile nei confronti dei cittadini e delle comunità locali quando si affrontano questi temi.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2025/10/ITR_2_Stazionamentodiamiantonelterritorionovarese.pdf">Leggi qui il testo della mia interrogazione</a></p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2025/10/risposta_amianto.pdf">Leggi qui il testo della risposta dell&#8217;assessore</a></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Impianti &#038; Rifiuti (prima parte)</title>
		<link>https://domenicorossi.eu/2020/09/22/impianti-rifiuti-prima-parte/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Sep 2020 12:26:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Barengo]]></category>
		<category><![CDATA[discarica]]></category>
		<category><![CDATA[Domenico Rossi]]></category>
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					<description><![CDATA[Leggo, sull&#8217;edizione odierna de La Stampa di Novara, non senza stupore, che il sindaco di Borgomanero candida il nostro territorio ad ospitare un “termovalorizzatore”, perché meno inquinante delle discariche.  Lo fa parlando della discarica di Ghemme, che è vero che rappresenta una “bomba ecologica”, ma non accoglie più rifiuti urbani da anni. Al massimo il tema [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Leggo, sull&#8217;edizione odierna de La Stampa di Novara, non senza stupore, che il sindaco di Borgomanero<span class="Apple-converted-space"> </span>candida il nostro territorio ad ospitare un “termovalorizzatore”, perché meno inquinante delle discariche.<span class="Apple-converted-space">  </span>Lo fa parlando della discarica di Ghemme, che è vero che rappresenta una “bomba ecologica”, ma non accoglie più rifiuti urbani da anni. Al massimo il tema andrebbe collegato alla chiusura del sito di Barengo e alla domanda: dove vanno i nostri rifiuti ora?</p>
<p>Lo stupore, lo dico da subito, è legato al fatto che non si capisce come mai dovremmo costruire un nuovo impianto nella provincia più virtuosa della Regione.<span class="Apple-converted-space">  </span>Perché poi parlare subito di “termovalorizzatore”, quando nemmeno l’assessore Marnati lo ha fatto? Esistono diverse soluzioni impiantistiche e in ogni caso andrebbe fatta un’analisi dei fabbisogni e delle soluzioni. Ma ripeto Novara è la provincia più virtuosa in regione, infatti, differenzia il 76% dei rifiuti che produce (dati 2018) contro il 53% di Alessandria e il 57% di Torino. Con quale logica dopo aver chiesto ai cittadini di fare la raccolta differenziata, oggi, ai più virtuosi diciamo (in realtà dicono), “vi facciamo anche il termovalorizzatore”, mentre a chi in questi anni è stato pigro lasciamo le cose come stanno?</p>
<p>Sulla gerarchia “inquinante” ha ragione il primo cittadino di Borgomanero: meglio gli impianti di incenerimento che le discariche, ma questo ce lo dice l’UE da diversi anni. Considerato, però, che lo scenario delineato dall’assessore all’ambiente Marnati e la reazione del sindaco di Borgomanero riaprono la discussione su un tema importante e delicato è bene cominciare ad entrare nel merito.</p>
<p>Qual è la situazione dei rifiuti urbani in Piemonte? Gli ultimi dati “ufficiali” della Regione Piemonte risalgono al 2018 e ci dicono che abbiamo prodotto 2,170 milioni di tonnellate di rifiuti, con una percentuale di differenziata di 61,2% (pari a 1,328 milioni di tonnellate) per un totale di 842 mila tonnellate di rifiuti indifferenziati. Questo è il dato regionale, ma se entriamo nel dettaglio delle province risulta che si sono territori virtuosi e territori meno virtuosi come evidenzia la tabella seguente.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft wp-image-4396 size-full" src="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2020/09/WhatsApp-Image-2020-09-22-at-14.22.57.jpeg" alt="" width="1600" height="711" srcset="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2020/09/WhatsApp-Image-2020-09-22-at-14.22.57.jpeg 1600w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2020/09/WhatsApp-Image-2020-09-22-at-14.22.57-300x133.jpeg 300w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2020/09/WhatsApp-Image-2020-09-22-at-14.22.57-700x311.jpeg 700w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2020/09/WhatsApp-Image-2020-09-22-at-14.22.57-768x341.jpeg 768w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2020/09/WhatsApp-Image-2020-09-22-at-14.22.57-1536x683.jpeg 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></p>
<p>Facciamo un passo avanti. Qual è la situazione “impiantistica” in Piemonte? Sarebbe troppo lungo entrare nel merito. Basti sapere che ci sono diverse discariche (molte in esaurimento) e un solo un impianto di incenerimento, quello del Gerbido a Torino che ha una capacità di trattamento pari a 421.000 tonnellate di rifiuti all’anno.<br />
Domanda semplice: quale percentuale di raccolta differenziata dovremmo raggiungere per fare in modo che il Gerbido garantisca l’autosufficienza regionale? Se stiamo al dato del 2018 basterebbe raggiungere l’81%. Obiettivo irraggiungibile? Considerato che Novara raggiunge quota 76% possiamo realisticamente rispondere di no.</p>
<p>Una Regione seria, come prima cosa, spingerebbe per raggiungere questo risultato e solo in un secondo momento metterebbe in campo soluzioni alternative.</p>
<p>Nel 2016 Regione Piemonte, inoltre, approvò un <a href="https://domenicorossi.eu/2016/04/19/approvato-il-piano-regionale-rifiuti/">piano rifiuti regionale</a>, all’interno del quale venivano fissati alcuni obiettivi per il 2020. Trovate qui la <a href="http://www.regione.piemonte.it/pinforma/images/DOCUMENTI/TABELLA_OBIETTIVI_PIANORIFIUTI2015_2020.pdf">tabella</a> degli obiettivi. Per quanto riguarda la differenziata si definiva di raggiungere almeno quota 65%, ma si affrontavano anche i tempi della capacità di riutilizzo del rifiuto differenziato e della produzione pro-capite. Considerato che siamo nel 2020 sarebbe utile fare una verifica e riprogrammare per i prossimi anni. Una cosa è evidente: ci sono territori che in questi anni hanno raggiunto gli obiettivi e li hanno anche largamente superati, mentre ce ne sono altri che hanno ancora tanta strada da fare.</p>
<p>Qualora si dovesse arrivare alla necessità di un secondo impianto perché dovremmo realizzarlo nel territorio più virtuoso? Non sarebbe più “giusto” realizzarli dove in questi anni è stato fatto di meno e dove la produzione di rifiuti indifferenziati è più alta?</p>
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		<title>Discarica Ghemme, un&#8217;emergenza non più rinviabile</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Oct 2016 14:28:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
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					<description><![CDATA[Nel pomeriggio di ieri, su invito del Prefetto di Novara, ho partecipato presso la Prefettura, ad una riunione dedicata alla chiusura della discarica di Ghemme e, in particolare, alla ricerca di una soluzione dei problemi che scaturiscono dalle inadempienze che si protraggono da parte del gestore Daneco e dalla inesigibilità della fideiussione che avrebbe dovuto [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel pomeriggio di ieri, su invito del Prefetto di Novara, ho partecipato presso la Prefettura, ad una riunione dedicata alla chiusura della discarica di Ghemme e, in particolare, alla ricerca di una soluzione dei problemi che scaturiscono dalle inadempienze che si protraggono da parte del gestore Daneco e dalla inesigibilità della fideiussione che avrebbe dovuto coprire i lavori legati alla gestione post-mortem. Alla riunione erano presenti i rappresentanti della Provincia, del Consorzio Medio Novarese, del Comune di Ghemme, di ASL, Corpo Forestale dello Stato e delle altre forze di polizia, insieme al parlamentare Crippa e il collega Andrissi del M5S. Già nello scorso mese di luglio avevo avuto modo, commentando l’ordinanza del Comune di Ghemme che seguiva la relazione di Arpa, ASL e Corpo Forestale relativa all’accertamento della fuoriuscita di percolato dalle vasche di contenimento della discarica, di esortare tutti i soggetti in campo a trasformare l&#8217;emergenza in opportunità per trovare una soluzione ad un&#8217;annosa vicenda che il territorio novarese si trascina da decenni oramai. Sempre la Prefettura aveva convocato una precedente riunione il 5 di agosto al termine della quale aveva invitato tutti i soggetti coinvolgi ad agire tempestivamente, soprattutto Provincia e Consorzio Medio Novarese: la prima come ente autorizzatore e deputata ai provvedimenti di diffida, sospensione e revoca, il secondo come titolare di Autorizzazione Integrata Ambientale per le operazioni di chiusura della discarica di Ghemme. Purtroppo, dall&#8217;incontro, emerge che nessuna soluzione è stata trovata e che, al momento, Provincia e Consorzio Rifiuti Medio Novarese non hanno ancora messo in campo tutte le azioni necessarie al superamento delle criticità: i lavori per bonificare il percolato e mettere in sicurezza le vasche non sono cominciati e nessuna azione risarcitorie è stata avanzata nei confronti di Daneco per quanto riguarda la mancata copertura della fideiussione a garanzia della gestione del sito post-mortem. Avendo l&#8217;azienda già incassato la quota relativa alla gestione all&#8217;interno della tariffa che i consorzi hanno pagato negli anni (e quindi pagata dai cittadini con la tassa sui rifiuti), nel momento in cui la garanzia presentata per quei lavori non è più valida allora occorre che Daneco restituisca il denaro incassato. Ma qualcuno deve chiederglielo perché questo avvenga. La buona notizia è che almeno per quanto riguarda la fideiussione legata ai lavori di chiusura e copertura della discarica, la provincia potrà incassare i soldi richiesti all&#8217;assicurazione e cominciare i lavori al posto del gestore.</p>
<p>La Provincia ha anche comunicato che nella giornata di oggi, martedì 25 ottobre, avrebbe fatto partire il provvedimento di revoca dell&#8217;autorizzazione nei confronti di Daneco per inadempienze. Questo è certamente un atto importante (oltre che dovuto), ma ancora non è chiaro quali scenari operativi apra: a chi andrà l&#8217;autorizzazione una volta che sarà tolta a Daneco? Il consorzio non può, infatti, subentrare direttamente poiché non iscritto all&#8217;albo gestori ambientali e dovrà quindi procedere ad una nuova gara che richiederà tempo. Resta, inoltre, da capire come un eventuale nuovo gestore possa entrare in un sito di proprietà privata del gestore attuale che resta proprietario dell&#8217;area.</p>
<p>Tanti, insomma, i nodi ancora da sciogliere, con una situazione che resta potenzialmente esplosiva sotto diversi profili e sulla quale è necessario agire celermente e con determinazione. Per questo motivo già lo scorso 27 luglio presentai un&#8217;interrogazione all&#8217;Assessore Alberto Valmaggia per sollecitare la Regione rispetto al problema. In quell&#8217;occasione l&#8217;assessore si espresse chiaramente: “Siamo di fronte ad evidenti inadempienze del gestore privato, poniamo la massima attenzione sulla situazione della discarica di Ghemme e siamo a disposizione e della Provincia e del Consorzio al fine di mettere in atto ogni atto necessario per costringere l’azienda a portare a termine i progetti di recupero e</p>
<p>messa in sicurezza, oltre a far fronte alla situazione di emergenza” (leggi il <u>testo integrale della risposta</u>). Una disponibilità piena da parte dell&#8217;Ente Regionale per non dar ricadere il problema, con annessi costi per la sua soluzione, sui cittadini di tutti i Comuni consorziati. Esorto, quindi, gli enti competenti affinché al più presto si proceda con   l&#8217;escussione della fideiussione di Daneco per la gestione della discarica nel periodo che segue alla chiusura del sito. E&#8217; il momento di mettere in campo tutti gli strumenti possibili, anche politici, e lavorare ad ogni livello istituzionale: da troppi anni la discarica mette a rischio la salute dei cittadini e provoca danni non più tollerabili a livello ambientale e rispetto alla vocazione agroalimentare dell’area.</p>
<p><a href="http://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2016/07/elementi-interrogazione-immediata-1176-risposta.pdf" target="_blank">Cliccate QUI</a> per vedere il testo dell&#8217;interrogazione</p>
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		<title>Discarica di Ghemme: &#8220;Gravi inadempienze del gestore privato: sosteniamo la Provincia e il Consorzio&#8221;</title>
		<link>https://domenicorossi.eu/2016/07/27/discarica-di-ghemme-gravi-inadempienze-del-gestore-privato-sosteniamo-la-provincia-e-il-consorzio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[beppe]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Jul 2016 22:06:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
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					<description><![CDATA[&#8220;Siamo di fronte ad evidenti inadempienze del gestore privato &#8211; ha dichiarato l&#8217;assessore  Valmaggia -, poniamo la massima attenzione sulla situazione della discarica di Ghemme e siamo a disposizione e della Provincia e del Consorzio al fine di mettere in atto ogni atto necessario per costringere l&#8217;azienda a portare a termine i progetti di recupero [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Siamo di fronte ad evidenti inadempienze del gestore privato &#8211; ha dichiarato l&#8217;assessore  Valmaggia -, poniamo la massima attenzione sulla situazione della discarica di Ghemme e siamo a disposizione e della Provincia e del Consorzio al fine di mettere in atto ogni atto necessario per costringere l&#8217;azienda a portare a termine i progetti di recupero e messa in sicurezza, oltre a far fronte alla situazione di emergenza&#8221;.</p>
<div></div>
<p>Così l&#8217;assessore Valmaggia ha risposto all&#8217;interrogazione presentata oggi dal Consigliere Regionale Domenico Rossi sulla preoccupante situazione della discarica di Ghemme. &#8220;La recente ordinanza del Comune di Ghemme che segue la relazione di Arpa, ASL e Corpo Forestale sulla fuoriuscita di percolato dalle vasche di contenimento deve rappresentare l&#8217;occasione di chiudere definitivamente la partita sulla discarica, che da troppi anni mette a rischio la salute dei cittadini e provoca danni non più tollerabili a livello ambientale e rispetto alla vocazione agroalimentare dell’area&#8221;, spiega il Consigliere Rossi. &#8220;Per questo motivo &#8211; aggiunge il Consigliere Democratico &#8211; ho interrogato l&#8217;Assessore al fine di valutare quale ruolo potrà avere la Regione&#8221;. Valmaggia, pur ricordando come &#8220;le competenze siano in capo alle Province, ha però evidenziato la piena disponibilità di Regione Piemonte a sostenere l&#8217;Ente provinciale e il Consorzio, in tutte le operazioni che si renderanno necessarie affinché il sito venga messo in sicurezza.</p>
<div></div>
<p>Un impegno ribadito sulla base delle informazioni raccolte dall&#8217;assessorato sul sito di Ghemme attraverso Arpa, Corpo Forestale dello Stato, Provincia e Consorzio di Bacino. L&#8217;Assessore regionale, nel ricostruire le ultime vicende relative al sito, ha infatti riferito di vasche di contenimento piene, di due estrattori non funzionanti, teli di copertura divelti su una delle vasche, l&#8217;assenza di un direttore tecnico e, infine, di conferimenti recenti. &#8220;Una fotografia della situazione &#8211; commenta Rossi &#8211; che conferma le preoccupazioni emerse nei giorni scorsi: è necessario fare fronte comune e mettere in campo tutti gli strumenti possibili affinché Daneco porti a termine il programma di capping e recupero dell&#8217;area&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2016/07/elementi-interrogazione-immediata-1176-risposta.pdf" target="_blank">Clicca QUI</a> per scaricare la risposta dell&#8217;AssessoreValmaggia</p>
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		<item>
		<title>Discarica di Ghemme, l&#8217;emergenza sia occasione di andare fino in fondo</title>
		<link>https://domenicorossi.eu/2016/07/22/discarica-di-ghemme-lemergenza-sia-occasione-di-andare-fino-in-fondo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[beppe]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Jul 2016 13:42:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-1875" src="http://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2016/07/Ghemme_discarica-300x176.jpg" alt="Ghemme_discarica" width="300" height="176" srcset="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2016/07/Ghemme_discarica-300x176.jpg 300w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2016/07/Ghemme_discarica.jpg 539w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>L&#8217;ordinanza del Comune di Ghemme che segue alla relazione di Arpa, ASL e Corpo Forestale relativa all&#8217;accertamento della fuoriuscita di percolato dalle vasche di contenimento della discarica di Ghemme riapre un&#8217;annosa vicenda che attende da troppo tempo una soluzione. «Questa ennesima crisi – spiega il consigliere Regionale Domenico Rossi – deve rappresentare l&#8217;occasione di andare fino in fondo ad una questione che da troppi anni mette a rischio la salute dei cittadini e provoca danni non più tollerabili a livello ambientale e rispetto alla vocazione agroalimentare dell&#8217;area». Le notizie riportate negli ultimi giorni dagli organi di informazione evidenziano anche lacune evidenti su cui è opportuno fare chiarezza.</p>
<p>«Prima di tutto – precisa Rossi – è necessario approfondire la notizia secondo cui la seconda fideiussione di Daneco per la gestione della discarica nel periodo che segue alla chiusura del sito non sia adeguatamente coperta. Sarebbe un fatto gravissimo che rischia di scaricare sulla collettività il costo dei danni ambientali». Un quesito, non il solo, che resta in sospeso. «Sulla chiusura del sito – aggiunge il consigliere Democratico &#8211; si sono susseguiti progetti e programmi, l&#8217;ultimo risale al maggio 2012 quando l&#8217;allora Presidente della Provincia e del Consorzio rifiuti medio novarese, Diego Sozzani, fissava in 28 mesi i temi di chiusura. Percorso che non ha avuto buon esito e ha portato nel 2014 ad una revisione del cronoprogramma da parte della Provincia: nulla da allora è cambiato, le procedure di capping restano un miraggio».</p>
<p>A fronte di una situazione complessa e in sostanziale stallo proprio la necessità di intervento emersa nelle ultime settimane può rappresentare un&#8217;opportunità. «Martedì presenterò un&#8217;interrogazione all&#8217;Assessore Valmaggia per capire quale ruolo la Regione potrà ricoprire nella gestione della messa in sicurezza del sito» dichiara Domenico Rossi. «Contestualmente – prosegue il consigliere &#8211; sto valutando con la presidente della Commissione regionale ambiente, Silvana Accossato, di procedere con un&#8217;audizione dei soggetti interessati dalle procedure di chiusura e bonifica. Dobbiamo mettere in campo tutti gli strumenti possibili e lavorare ad ogni livello istituzionale».</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<item>
		<title>Piano rifiuti: l&#8217;obiettivo deve essere aumentare il riciclo</title>
		<link>https://domenicorossi.eu/2015/10/15/piano-rifiuti-lobiettivo-deve-essere-aumentare-il-riciclo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[beppe]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Oct 2015 14:57:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Regione Piemonte]]></category>
		<category><![CDATA[Barengo]]></category>
		<category><![CDATA[discarica]]></category>
		<category><![CDATA[Domenico Rossi]]></category>
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					<description><![CDATA[Nella giornata odierna, in V commissione è continuata la discussione generale sul piano rifiuti adottato dalla Giunta Regionale a maggio di quest’anno. L’iter normativo prevede che esso venga discusso in commissione e poi votato in Consiglio regionale. Sono intervenuto per ribadire alcuni elementi che ritengo fondamentali. Prima di tutto occorre sottolineare l’importanza, dopo 20 anni, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2015/10/raccolta-differenziata-2.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-1314" src="http://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2015/10/raccolta-differenziata-2-300x236.jpg" alt="_raccolta-differenziata" width="300" height="236" /></a>Nella giornata odierna, in V commissione è continuata la discussione generale sul piano rifiuti adottato dalla Giunta Regionale a maggio di quest’anno. L’iter normativo prevede che esso venga discusso in commissione e poi votato in Consiglio regionale.</p>
<p>Sono intervenuto per ribadire alcuni elementi che ritengo fondamentali.</p>
<p>Prima di tutto occorre sottolineare l’importanza, dopo 20 anni, di arrivare finalmente ad avere un piano rifiuti. I territori ne hanno bisogno, perché solamente attraverso la programmazione e un attento monitoraggio della stessa possiamo uscire dalla disomogeneità territoriale e dall’incertezza sul futuro.</p>
<p>Nel merito di quanto contenuto nel piano risulta imprescindibile, a mio avviso, tenere conto della realtà di partenza, ma anche della necessità di superare l’attuale stato delle cose. Occorre aumentare l’obiettivo della percentuale di rifiuti riciclati, ma anche aumentare la qualità del riciclo. Questo sarà possibile se insieme agli obiettivi di riciclo il piano prevederà un sistema di incentivi e sanzioni sul tema della raccolta porta a porta e della tariffazione puntuale. Rispetto agli obiettivi, ho chiesto all’assessore che la percentuale del 65%, attualmente espressa solo sul livello regionale, venga aumentata e declinata nei singoli territori così che tutti debbano produrre un miglioramento. Se il 65%, infatti, potrebbe essere un obiettivo accettabile (anche se appena sufficiente) per il torinese e il cuneese che oggi riciclano circa il 50%, non può certamente esserlo per i territori più virtuosi come il novarese e il verbano-cusio-ossola. Gli obiettivi, inoltre, dovranno essere fissati come minimi, prevedendo “premi” per chi raggiunge risultati ancora migliori. Nel resto di Italia abbiamo esempi di realtà virtuose che ci dimostrano che è possibile raggiungere livelli altissimi di materiale riciclato, e, nella nostra stessa Regione, ci sono territori, come il novarese, a partire dalla città di Novara, che sono un modello virtuoso e devono fare da traino per i territori che, invece, sono a percentuali inaccettabili che si attestano sul 50%.</p>
<p><a href="http://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2015/10/riciclo-2.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-1316" src="http://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2015/10/riciclo-2-300x225.jpg" alt="_riciclo" width="300" height="225" /></a>Gli obiettivi minimi che il piano dovrà avere devono essere tali da rendere il Piemonte autosufficiente escludendo in maniera categorica il ricorso a discariche e a impianti di co-incenerimento. Così si metterà la parola fine alle discariche aperte sul nostro territorio, a partire da quella di Barengo, e al dibattito su nuovi impianti di incenerimento. Su questo punto l’assessore ha rassicurato la commissione chiarendo che in Piemonte non ci saranno nuovi impianti di incenerimento. Un inciso su Barengo: abbiamo letto sui giornali che già si paventano ipotesi di sopraelevazione o addirittura di ampliamento: mi sembra una fuga in avanti. Si esiga il trattamento dei rifiuti che finiscono in discarica e si spinga la differenziata  a livelli più alti.</p>
<p>Dovremo come regione mettere in campo occasioni formative che tolgano alibi sulla possibilità di poter fare o meno alcune cose, ma poi dovremo trovare il modo di sanzionare chi non fa bene il proprio lavoro.</p>
<p>C&#8217;è poi un&#8217;ultima cosa che mi preme sottolineare e che ritengo di primaria importanza e che afferisce alla governance. Non possiamo licenziare un piano rifiuti regionali senza una chiarificazione su chi fa che cosa nella gestione dei rifiuti urbani. Sappiamo tutti che la legge 7/2012 è ferma sulla carta e che attendeva gli sviluppi dei nuovi assetti territoriali per procedere. oggi, non appena sarà approvata la legge sul riordino delle province, appena approdata in consiglio, noi dovremo sciogliere questo nodo. Un piano rifiuti senza una chiara governance è inutile, rischierebbe di rimanere sulla carta.</p>
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