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	<title>cura &#8211; Domenico Rossi</title>
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	<description>Il futuro è nelle nostre mani</description>
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		<title>Via libera in Consiglio Regionale al Piano Cronicità</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Jul 2018 16:09:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Regione Piemonte]]></category>
		<category><![CDATA[Sanità]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nella giornata di oggi il Consiglio regionale ha approvato la proposta di deliberazione n. 286 &#8220;Piano nazionale cronicità. Recepimento Accordo Stato-Regioni 15.09.2016 e approvazione delle Linee di indirizzo regionali per le annualità 2018-2019&#8221; che, grazie all’integrazione tra le diverse professionalità, mette al centro la persona e il suo progetto di cura, ma soprattutto la presa in carico dei pazienti anziani, cronici, più fragili.</p>
<p>La cronicità rappresenta una delle sfide più importanti per il presente e il futuro della sanità e va affrontata consapevoli del fatto che è in gioco la sostenibilità del sistema stesso. Siamo di fronte a una tendenza demografica che porterà ad avere 152 milioni di ultrasessantacinquenni nel 2060 in Europa a fronte degli 88 milioni attuali. I nostri sistemi sanitari devono trasformarsi per essere in grado di dare risposte ai nuovi bisogni di salute, che vedono aumentare il numero di persone anziane con una o più patologie croniche.</p>
<p>La trasformazione deve passare da una nuova cultura, da un modello integrato ospedale/territorio, dalla necessità di una valutazione multidimensionale, dalla valorizzazione della domiciliarità e dalla necessaria umanizzazione e personalizzazione delle cure.</p>
<p>La sfida non è solo di natura sanitaria, ma comprende le grandi trasformazioni globali da un lato e i modelli di vita sociale che stiamo costruendo nelle nostre comunità, dove la solitudine è uno dei problemi maggiori e dove sono i poveri a pagare il prezzo più alto là dove il sistema non riesce a fornire le risposte adeguate.</p>
<p>In Piemonte partirà una sperimentazione in 4 ASL pilota, a partire dalla quale, se gli esiti saranno quelli attesi, il modello sarà esteso a tutta la Regione</p>
<p>Leggi il <a href="http://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2018/07/del306PDCR286.pdf">piano conicità</a> e i suoi allegati (<a href="http://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2018/07/Allegato-A.pdf">A</a> e <a href="http://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2018/07/Allegato-B-.pdf">B</a>)</p>
<p>________________________________</p>
<p>&#8220;<em>Arriva oggi a compimento un percorso estremamente importante, attraverso il quale la Regione Piemonte dà il via a un nuovo modello di assistenza e di presa in carico dei pazienti più fragili. L&#8217;attuazione di questo piano è un passaggio fondamentale non solo per rispondere alle nuove esigenze di salute dei piemontesi, ma anche per la futura sostenibilità del sistema sanitario regionale</em>&#8221;</p>
<p>Lo sottolinea l&#8217;assessore regionale alla Sanità Antonio Saitta commentando l&#8217;approvazione delle linee di indirizzo del Piano regionale della cronicità da parte del Consiglio regionale.</p>
<p>Obiettivo del Piano è affrontare e dare risposte appropriate all&#8217;aumento delle malattie croniche, un fenomeno che si sta verificando a livello nazionale ed europeo ed è strettamente correlato all&#8217;invecchiamento della popolazione. Si stima, ad esempio, che almeno il 40% dei piemontesi con più di 65 anni soffra di una malattia cronica grave e che a livello mondiale circa il 70-80% delle risorse sanitarie sia impiegato per la gestione delle malattie croniche.</p>
<p>&#8220;<em>Si tratta a tutti gli effetti di un modo diverso di strutturare la presa in carico dei malati cronici</em> &#8211; continua l&#8217;assessore Saitta -, <em>privilegiando il territorio e la domiciliarità e affidando invece agli ospedali la competenza sulle urgenze e sull&#8217;alta specializzazione. Si punterà in questo senso sull&#8217;interazione fra le diverse professionalità, sul ruolo centrale dei medici di famiglia, sui piani di cura personalizzati per i pazienti, su progetti già sperimentati come l&#8217;infermiere di comunità e la telemedicina</em>&#8220;.</p>
<p>Il Piano sarà attuato attraverso gli altri provvedimenti a cui ha lavorato e sta lavorando la Giunta regionale, come la rete delle Case della Salute, il piano per le liste d&#8217;attesa, le linee per la Sanità digitale a partire dal Fascicolo sanitario elettronico e il rafforzamento delle reti assistenziali.</p>
<p class="ox-9fd0b58e2f-normal">La fase sperimentale, che si concluderà nel 2019, è già partita dai primi mesi del 2018. In quattro aziende sanitarie piemontesi, Asl Città di Torino, Asl To3, Asl Cn1 e Asl Vco, sono state istituite altrettante comunità di pratica composte da esperti e specialisti, per elaborare e mettere a punto i modelli di cura che verranno poi utilizzati su tutto il territorio regionale.</p>
<p class="ox-9fd0b58e2f-normal">“<em>Si tratta di un atto importante, a cui da adesso dobbiamo dare piena attuazione con il coinvolgimento attivo di tutti gli attori territoriali. Le discussioni in commissione e in aula consiliare hanno permesso, con il contributo delle forze politiche, di migliorare e chiarire alcuni aspetti delicati e sensibili. In particolare il tema dell&#8217;integrazione socio-sanitaria, cruciale per delineare un efficace piano della cronicità, rappresenta uno dei punti-chiave per costruire concretamente una filiera  della cura, che metta davvero al centro la persona, i suoi bisogni e il suo ambiente di vita. Adesso abbiamo in mano uno strumento di programmazione, che traccia una visione e avvia un processo positivo. È una sfida culturale e politica, di cui dobbiamo farci carico fino in fondo.</em>”- ha affermato l’assessore alle Politiche sociali, Augusto Ferrari.</p>
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