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	<title>Covid19 &#8211; Domenico Rossi</title>
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	<description>Il futuro è nelle nostre mani</description>
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	<title>Covid19 &#8211; Domenico Rossi</title>
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		<title>Vaccini Covid-19: Il Piemonte blocca l&#8217;accesso libero alle prime dosi e penalizza gli studenti</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Jan 2022 09:20:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Con l’entrata in vigore dell’obbligo per gli over 50, considerato l’aumento della richiesta, la Regione ha deciso il blocco dell’accesso libero per la prima dose di vaccino, riservandolo ad alcune categorie. Si tratta di un errore grave che ricadrà soprattutto sugli studenti, proprio nei giorni in cui arriva anche l’allarme dei pediatri, sui danni fisici e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Con l’entrata in vigore dell’obbligo per gli over 50, considerato l’aumento della richiesta, la Regione ha deciso il blocco dell’accesso libero per la prima dose di vaccino, riservandolo ad alcune categorie. Si tratta di un errore grave che ricadrà soprattutto sugli studenti, proprio nei giorni in cui arriva anche l’allarme dei pediatri, sui danni fisici e psicologici per i più giovani. L&#8217;accesso diretto per i non vaccinati, con la comodità e l&#8217;immediatezza che comporta, è uno strumento molto allettante per rivolgersi alla platea di coloro che ancora non si sono vaccinati.</p>
<p><span class="Apple-converted-space"> <img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter wp-image-5143 size-large" src="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2022/01/vaccinazioni-12_19-anni-700x160.jpeg" alt="" width="700" height="160" srcset="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2022/01/vaccinazioni-12_19-anni-700x160.jpeg 700w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2022/01/vaccinazioni-12_19-anni-300x68.jpeg 300w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2022/01/vaccinazioni-12_19-anni-768x175.jpeg 768w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2022/01/vaccinazioni-12_19-anni.jpeg 895w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></span></p>
<p>Il Piemonte con il 72,9% della popolazione completamente vaccinata nella fascia tra i 12 e i 19 anni è 14mo tra le regioni italiane, sotto la media nazionale (75,3%). Sopra la media italiana, purtroppo, per la percentuale di chi deve ancora ricevere la prima dose nella stessa fascia di età: ben il 18,6% contro il 17,7%. Decimo per la somministrazione della terza dose.</p>
<p>Basta guardare alle dosi giornaliere per per capire il ritardo piemontese. Tra il 7 e il 10 gennaio il Piemonte ha somministrato 7.346 dosi in questa fascia contro le 11.698 del Veneto, le 10.632 dell’Emilia e le 14.745 del Lazio.</p>
<p>Da un lato il governo chiede il super-green pass per tutta una serie di attività, modifica le regole per la didattica in presenza incentivando la vaccinazione e dall’altro il Piemonte blocca l’accesso libero per la prima dose, scaricando proprio su questa fascia le difficoltà di organizzazione.</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-5142 size-large" src="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2022/01/vaccinazioni-5_11-anni-700x160.jpeg" alt="" width="700" height="160" srcset="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2022/01/vaccinazioni-5_11-anni-700x160.jpeg 700w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2022/01/vaccinazioni-5_11-anni-300x68.jpeg 300w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2022/01/vaccinazioni-5_11-anni-768x175.jpeg 768w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2022/01/vaccinazioni-5_11-anni.jpeg 895w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>Ma le cose vanno tragicamente peggio per la fascia 5-11. Da terzultimi ora siamo penultimi in Italia con ben il 91,1% di popolazione che deve ricevere la prima dose.<br />
Solo le Marche stanno facendo peggio di noi. Indicativi i numeri assoluti degli ultimi giorni: il Piemonte ne fa circa la metà di Toscana, Emilia, Veneto, Lazio.<br />
Serve una forte accelerazione sulla fascia 5-11 anni, sulla terza dose per la fascia di 12-19, ma soprattutto va ripristinato immediatamente l’accesso libero per le prime dosi di tutti, a partire dagli studenti che hanno il diritto di continuare a svolgere le attività per cui è richiesto il super-green pass e di frequentare la scuola in presenza.</p>
<p>Finalmente la Regione, dopo le nostre sollecitazioni, ha annunciato la possibilità di caricare in autonomia sulla piattaforma i tamponi positivi fatti in casa per i vaccinati e si è fatta carico del costo dei tamponi fatti in farmacia per liberarsi dalla quarantena. Assurdo, però, che ancora non ci sia la possibilità di prenotare direttamente l’appuntamento per il vaccino come in tutte le altre regioni. Solo in Piemonte ci si iscrive e poi si aspetta un sms, col risultato che un terzo degli appuntamenti va deserto, con una gravissima inefficienza del servizio, perché nel frattempo le persone fanno il covid, accedono a un accesso diretto o non prendono visione del messaggio.</p>
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		<title>Come funzionerà la campagna vaccinale in Piemonte?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Jan 2021 16:02:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In molti, in questa prima fase di avvio, si chiedono come funzionerà la campagna vaccinale in Piemonte. Io stesso ho sollecitato l’assessore per avere un’informativa in merito, che oggi è arrivata in Commissione Sanità. Alla fine di una lunga giornata posso dirvi quanto conosciamo sulla prima e sulla seconda fase. PRIMA FASE. In Piemonte si [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">In molti, in questa prima fase di avvio, si chiedono come funzionerà la campagna vaccinale in Piemonte.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Io stesso ho sollecitato l’assessore per avere un’informativa in merito, che oggi è arrivata in Commissione Sanità.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Alla fine di una lunga giornata posso dirvi quanto conosciamo sulla prima e sulla seconda fase.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">PRIMA FASE.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In Piemonte si dimostra tutto sommato un discreto andamento.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Tra oggi e domani si raggiungerà l’80% delle dosi ricevute. La Regione ha scelto inoltre di conservare, in via precauzionale, il 20% delle dosi, per la seconda somministrazione.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Restano grandi difficoltà in merito alle RSA, difficoltà che presentano una duplice natura: da un lato le difficoltà ad autorizzare la vaccinazione per le persone non autonome, non in grado di esprimere il consenso informato, ma prive di tutela giuridica; e dall’altro la scarsa adesione del personale, che al momento rimane molto bassa.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Rimangono infine aperti due problemi: la farmacovigilanza, necessaria per allargare il controllo dell&#8217;efficacia dei farmaci nel momento del loro uso su larga scala, dopo la loro scoperta o messa a punto; e il rischio di sprecare alcune dosi, criticità che in questa prima fase non è ancora monitorata con le dovute attenzioni. Il pericolo è quello di sprecare alcune dosi per disfunzioni organizzative o perché qualcuno non si presenta all’appuntamento.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Su entrambi questi aspetti l’assessore ha ammesso che occorre un approfondimento.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Così come non nasconde che si facciano ancora troppi pochi tamponi nella nostra regione, tale per cui le performance su vaccini e i tamponi sono stati inseriti negli obiettivi dati ai direttori generali.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">SECONDA FASE</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Questa fase si prospetta ancora molto incerta, e diverse sono le questioni da sciogliere:</span></p>
<ol>
<li style="font-weight: 400;"><span style="font-weight: 400;">La disponibilità dei vaccini: per ora possiamo usufruire solo del vaccino Pfizer e poche dosi di Moderna, mentre si sta aspettando l’autorizzazione di Astra-Zeneca, che potrebbe arrivare entro la fine del mese di Gennaio. Solo quando avremo la certezza delle dosi a disposizione si potrà programmare la seconda fase;</span></li>
<li style="font-weight: 400;"><span style="font-weight: 400;">Il target vaccinale: vale a dire le categorie interessate alla somministrazione, a seguito della copertura avvenuta per operatori sanitari e ospiti in RSA. Queste saranno definite da Roma. La Regione ne prenderà atto. Al momento nessuna novità in merito rispetto a quelle individuate nel primo piano del Governo (elenco), ma potrebbero essere modificate.</span></li>
<li style="font-weight: 400;"><span style="font-weight: 400;">La disponibilità del personale “vaccinatore”: serve un “esercito” ha detto l’assessore, ma per ora ancora non esiste. Da un lato è previsto il personale reclutato da Arcuri, non senza problemi legati alla figura degli infermieri. Dall’altro si sta chiudendo un accordo con MMG, PLS e farmacisti, ma che, ad oggi, non è ancora stabilito.</span></li>
<li style="font-weight: 400;"><span style="font-weight: 400;">In fase di definizione anche il sistema di prenotazione delle somministrazioni, che sarà più complesso di quello dei vaccini antinfluenzale perché dovrà prevedere due appuntamenti per ogni soggetto, ma su una popolazione molto ampia.</span></li>
</ol>
<p><span style="font-weight: 400;">Su questi aspetti occorrerà aspettare.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Vi darò aggiornamenti non appena arriveranno.</span></p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Variante inglese e vaccinazioni nelle RSA: due problemi da affrontare al più presto per scongiurare nuove emergenze</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Jan 2021 12:24:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[“Occorre fare tesoro dell’esperienza dei mesi scorsi e correre più in fretta del virus che, come segnalano gli esperti, sta mutando rapidamente” dichiara il consigliere regionale Domenico Rossi che ha presentato un’interrogazione (leggi il testo&#160;qui) in Commissione Sanità, dove siede in qualità di vice presidente, sull’adeguamento dei test rapidi per l’identificazione delle varianti del&#160; Sars-Cov2, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">“Occorre fare tesoro dell’esperienza dei mesi scorsi e correre più in fretta del virus che, come segnalano gli esperti, sta mutando rapidamente” dichiara il consigliere regionale Domenico Rossi che ha presentato un’interrogazione (leggi il testo&nbsp;<a href="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2021/01/Adeguamento-test-per-identificazione-variante-inglese.docx">qui</a>) in Commissione Sanità, dove siede in qualità di vice presidente, sull’<strong>adeguamento dei test rapidi per l’identificazione delle varianti del&nbsp; Sars-Cov2</strong>, a partire da quella “inglese”.&nbsp;</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“Secondo quanto riportato in numerosi studi scientifici tale mutazione, ormai riscontrata in molti Paesi tra cui l’Italia, sarebbe caratterizzata da una maggiore trasmissibilità, valutata in circa il 70% in più: non possiamo farci trovare ancora una volta impreparati” afferma Rossi sottolineando che “gli stessi esperti evidenziano una difficoltà di alcuni test, in particolare quelli antigenici, nell’identificare la nuova variante”. Anche il Ministero, pur aprendo all’uso dei test rapidi, con una specifica circolare emanata lo scorso 8 gennaio (leggi il documento <a href="http://www.quotidianosanita.it/allegati/allegato4716712.pdf">qui</a>), ribadisce che il migliore standard per il testing resta l’uso dei </span><span style="font-weight: 400;">tamponi molecolari e solo i test antigenici di ultima generazione, ovvero quelli in grado di rilevare anche la variante inglese, sono affidabili.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“L’interrogazione vuole fare chiarezza su questi aspetti, considerato che il Piemonte fa largamente ricorso ai tamponi antigenici: quali stiamo usando? Quelli di terza generazione, oppure quelli meno affidabili? Quanti casi sono stati accertati della variante inglese nella nostra regione? Ci aspettiamo risposte immediate su questi aspetti, mentre ci auguriamo che aumenti, comunque, la capacità del Piemonte di ricorrere a quelli molecolari” spiega il consigliere Dem.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Durante la commissione odierna, inoltre,&nbsp; Rossi ha richiesto un’Informativa Urgente in Commissione Sanità da parte dell&#8217;assessore Icardi sulla situazione epidemiologica del Covid-19 con un focus particolare sulla campagna vaccinale. “Come si sta preparando il Piemonte alle prossime fasi? Quali saranno i centri vaccinali, e soprattutto, con quale personale sarà portato avanti? Si tratta di domande fondamentali perché non mancano i problemi già in questa prima fase, che si occupa di una fascia di popolazione limitato” argomenta il vicepresidente della Commissione Sanità.&nbsp;</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“Da un lato &#8211; conclude Rossi &#8211;&nbsp; la campagna per il personale sanitario procede con risultati discreti, dall’altro <strong>nelle RSA qualcosa non funziona: solo un decimo degli ospiti è stato vaccinato </strong>(leggi l&#8217;articolo <a href="https://lospiffero.com/ls_article.php?id=56590">qui</a>)<strong>,</strong>&nbsp;con numeri che ci pongono in fondo alla classifica delle Regioni italiane. Se c’è un problema, di qualunque natura esso sia, occorre affrontarlo subito e risolverlo per evitare che si ripercuota sull’intero piano vaccinale, causando ritardi e favorendo una recrudescenza del virus”. </span></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Chiusura scuole medie: Cirio si sottrae al confronto.</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Dec 2020 17:13:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ancora una volta il Presidente Cirio ha disertato, sottraendosi al confronto, le comunicazioni in Consiglio Regionale nonostante l’accordo preso nel corso della conferenza dei capi-gruppo.  Avrebbe dovuto riferire sul passaggio del Piemonte in zona arancione, magari spiegando meglio la scelta sulle scuole medie.  Niente informativa in commissione ieri (mentre Icardi e Carosso facevano una conferenza [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">Ancora una volta il Presidente Cirio ha disertato, sottraendosi al confronto, le comunicazioni in Consiglio Regionale nonostante l’accordo preso nel corso della conferenza dei capi-gruppo.  Avrebbe dovuto riferire sul passaggio del Piemonte in zona arancione, magari spiegando meglio la scelta sulle scuole medie.  Niente informativa in commissione ieri (mentre Icardi e Carosso facevano una conferenza stampa di partito) e niente oggi in aula nonostante l’impegno preso nella capi-gruppo. Solo dopo le proteste dell’opposizione, a margine del Consiglio siamo riusciti a ottenere finalmente un’informativa del Presidente supportata anche da una veloce relazione del dott. Di Pietrantonj, che collabora con il gruppo di epidemiologi della Regione. Non c’è stato modo di approfondire, ma almeno è emerso che esiste una relazione di non conformità epidemiologica alla riapertura delle scuole mentre pare ci sia stato un parere positivo alla riapertura dei negozi. Ora cercheremo di recuperare queste relazioni per cercare di capire in base a che cosa questo venga sostenuto e soprattutto sarebbe importante capire cosa rende il Piemonte “diverso” dalle altre regioni che, invece, hanno consentito la riapertura. Sono tante le domande che aspettano una risposta. Certamente non ci arrendiamo e cercheremo tutte queste risposte ancora nei prossimi giorni.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Sono tra coloro che hanno sostenuto pubblicamente la scelta del Presidente di chiudere le scuole lo scorso 30 ottobre. Non penso che i problemi della scuola si risolvano tornando in presenza né che la DAD sia un problema in sé. Dobbiamo trovare un equilibrio, difficile in pandemia, tra diritto alla salute e diritto all’istruzione, e cercare di tirare fuori il meglio da ogni situazione, anche la più difficile.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ma questa volta è diverso. La scelta del Presidente è stata fatta frettolosamente, in un contesto caratterizzato da poca trasparenza sui dati, assenza di confronto e assenza di soluzioni che pure potevano essere messe in campo prima.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">1) Il criterio della “prudenza” è corretto, ma non si capisce perché debba valere solo per le scuole. Se dobbiamo essere prudenti a causa della situazione sanitaria piemontese al fine di consentire la discesa della curva dei contagi, allora occorre esserlo in tutti gli ambiti e non solo quando si parla di scuola. Al di là di ogni giustificazione  adottata, con le modalità messe in campo dalla Giunta passa un solo messaggio: la scuola in presenza è sacrificabile mentre il commercio no. La cultura sì e lo scì no. E quello che sto dicendo è confermato da quanto accaduto domenica pomeriggio nelle vie dello shopping di tante città. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">2) I dati in base ai quali prende le decisioni il Presidente continuano a non essere resi disponibili. Li chiedo da tempo, insieme ai colleghi di minoranza, anche con atti formali. Se esistono dati, relazioni… si rendano pubbliche, disponibili. Ieri pomeriggio è emerso con chiarezza che questi dati ci sono: la Regione ha a disposizione i numeri per fascia di età e province, ma non li mette a disposizione. La trasparenza genera fiducia, la reticenza sospetto; </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">3) la condizione critica dell’occupazione dei posti letto in Piemonte è causa degli errori e delle mancanze della Giunta e della maggioranza che la sostiene. Ancora ieri, nel Gruppo di indagine sul Covid19 abbiamo ascoltato come quest’estate non sia stata fatta formazione, come non si sia applicato pienamente il Decreto Calabria che consente di assumere gli specializzandi, come ancora negli ospedali non ci siano percorsi separati. I Covid Hotel in alcune zone partono solo questa settimana. Chi governa il Piemonte continua a dire che ha ereditato una sanità vittima di tagli degli ultimi decenni. Mai l’ammissione di una criticità: è sempre responsabilità di qualcun altro. E questo rende poco credibile chi governa: si ammettano piuttosto gli errori. Invece si continua a dire che i problemi dipendono da un passato che si dipinge tutto uguale. Ma non è così. La sanità presa in mano da Chiamparino nel 2014 era molto diversa da quella che, pur con tanti problemi, ha ereditato Cirio nel 2019. Ora tocca a lui risolvere i problemi, far progredire il Piemonte. Questo fa un Presidente; </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">4) Un esempio? il piano per entrate scaglionate e potenziamento del trasporto pubblico annunciato in questi giorni andava  fatto prima: noi lo chiediamo da giugno. Perché non è stato fatto questa estate? Perché nel periodo di chiusura delle scuole di queste ultime settimane non è stata predisposta una pianificazione, forse oggi le scuole potrebbero riaprire. A questo il Presidente non ha ancora risposto.</span></p>
<p>Qui puoi leggere la relazione fornita dal <strong><span style="font-weight: 400;">dott. Di Pietrantonj, che collabora con il gruppo di epidemiologi della Regione: <a href="https://bit.ly/2I3Audm">https://bit.ly/2I3Audm</a> .</span></strong></p>
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		<title>I tagli sulla Novara-Domodossola hanno peggiorato il servizio e favorito la diffusione del Covid19</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Nov 2020 11:30:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Spiace constatare che nonostante le continue interrogazioni che ho posto, relative alla tratta ferroviaria Novara-Domodossola, non cambia nulla: la situazione non solo non migliora minimamente, ma viene sempre più trascurata a danno dei tanti utenti che si rivolgono a quel servizio. A poco più di un mese di distanza dalla presentazione viviamo in un altro [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="background: white; margin: 0cm 0cm 12.0pt 0cm;"><span style="font-size: 10.0pt; font-family: 'Helvetica',sans-serif; color: black;">Spiace constatare che nonostante le continue interrogazioni che ho posto, relative alla tratta ferroviaria Novara-Domodossola, non cambia nulla: la situazione non solo non migliora minimamente, ma viene sempre più trascurata a danno dei tanti utenti che si rivolgono a quel servizio.</span></p>
<p style="background: white; margin: 0cm 0cm 12.0pt 0cm;"><span style="box-sizing: content-box;"><span style="font-size: 10.0pt; font-family: 'Helvetica',sans-serif; color: black;">A poco più di un mese di distanza dalla presentazione viviamo in un altro mondo, siamo in Zona Rossa, il carico dei mezzi pubblici è ridotto, ciò non toglie che la soppressione di due corse pomeridiane abbia aggravato una situazione di per sé difficile con i convogli che nella tratta tra Borgomanero-Novara risultavano costantemente sovraffollati. In alcuni casi, nella tratta da Novara a Domodossola, i pendolari hanno segnalato che il treno era composto da due convogli ma uno era chiuso e inutilizzabile. Oltre al danno la beffa.</span></span></p>
<p style="background: white; box-sizing: content-box; font-variant-ligatures: normal; font-variant-caps: normal; orphans: 2; text-align: start; widows: 2; -webkit-text-stroke-width: 0px; text-decoration-style: initial; text-decoration-color: initial; word-spacing: 0px; margin: 0cm 0cm 12.0pt 0cm;"><span style="box-sizing: content-box;"><span style="font-size: 10.0pt; font-family: 'Helvetica',sans-serif; color: black;">Una scelta quella di ridurre i collegamenti che ha avuto anche altre ricadute. </span></span></p>
<p style="background: white; box-sizing: content-box; font-variant-ligatures: normal; font-variant-caps: normal; orphans: 2; text-align: start; widows: 2; -webkit-text-stroke-width: 0px; text-decoration-style: initial; text-decoration-color: initial; word-spacing: 0px; margin: 0cm 0cm 12.0pt 0cm;"><span style="box-sizing: content-box;"><span style="font-size: 10.0pt; font-family: 'Helvetica',sans-serif; color: black;">Proprio l’assessore&nbsp; ha spiegato che il taglio delle corse tra settembre ottobre è stato deciso per questioni di efficientamento.</span></span></p>
<p style="background: white; box-sizing: content-box; font-variant-ligatures: normal; font-variant-caps: normal; orphans: 2; text-align: start; widows: 2; -webkit-text-stroke-width: 0px; text-decoration-style: initial; text-decoration-color: initial; word-spacing: 0px; margin: 0cm 0cm 12.0pt 0cm;"><span style="box-sizing: content-box;"><span style="font-size: 10.0pt; font-family: 'Helvetica',sans-serif; color: black;"> La scelta sbagliata nel momento sbagliato considerato che eravamo ancora in emergenza Covid-19 e che eravamo consapevoli che sarebbe arrivata la seconda ondata.&nbsp; Non era difficile prevedere che una riduzione dei treni avrebbe portato a maggiori assembramenti di persona sulle carrozze così come nelle stazioni. Non meravigliamoci se il virus ha dilagato… Era il momento di investire per potenziare il trasporto, ad esempio con servizi bus tra Novara e Borgomanero per distribuire il carico, e rafforzare uno dei fronti potenzialmente più pericolosi per la diffusione della pandemia.</span></span></p>
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		<title>Rete dei posti letto di terapia intensiva, la risposta del Piemonte Orientale</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Nov 2020 11:11:40 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Covid Piemonte]]></category>
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					<description><![CDATA[La seconda ondata ha colpito duramente il Piemonte. Siamo la seconda regione per numero di contagi, per numero di ricoverati e per numero di morti. Secondi solo alla Lombardia, che, però, ha una popolazione superiore al doppio della nostra. La capacità di risposta del sistema sanitario del quadrante orientale del Piemonte alla direttive regionali che [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">La seconda ondata ha colpito duramente il Piemonte. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Siamo la seconda regione per numero di contagi, per numero di ricoverati e per numero di morti. Secondi solo alla Lombardia, che, però, ha una popolazione superiore al doppio della nostra.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La capacità di risposta del sistema sanitario del quadrante orientale del Piemonte alla direttive regionali che chiedevano di creare nuovi posti di terapia intensiva è stata all’altezza della situazione di emergenza e superiore a quella degli altri territori regionali. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’incremento di posti in terapia intensiva è stato significativo, spicca il </span><b>367</b><span style="font-weight: 400;">% della struttura ospedaliera di Borgomanero, dato più alto in assoluto in tutto il Piemonte, ma anche il </span><b>65</b><span style="font-weight: 400;">% di del Maggiore di Novara, che, come hub, secondo la programmazione regionale, avrebbe dovuto garantire in maniera particolare le attività di alta complessità, ma che ha dovuto riconvertire molti reparti a causa dell’alto numero di ricoveri. Questa capacità di risposta ci consente oggi di garantire le cure più urgenti ai malati nonostante una situazione sempre più critica e costantemente al limite della saturazione, soprattutto per l’area covid.</span></p>
<p><img decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-4527" src="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2020/11/Evoluzione-TI-191120.jpeg" alt="" width="782" height="355" srcset="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2020/11/Evoluzione-TI-191120.jpeg 782w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2020/11/Evoluzione-TI-191120-300x136.jpeg 300w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2020/11/Evoluzione-TI-191120-700x318.jpeg 700w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2020/11/Evoluzione-TI-191120-768x349.jpeg 768w" sizes="(max-width: 782px) 100vw, 782px" /></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Uno sforzo logistico significativo ma soprattutto un risultato reso possibile dalla disponibilità e dal duro lavoro, sempre più impegnativo, di  medici, infermieri e tutti gli operatori  che garantiscono il servizio con un organico uguale a quello precedente l’emergenza Covid e, in molti casi, inferiore.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Non tutti i territori hanno avuto la stessa capacità di risposta e questo deve essere tenuto in considerazione dalla Regione sia per quanto riguarda il personale, che va potenziato dove c’è maggiore attività sia per quanto riguarda gli ulteriori potenziamenti, che si renderanno ancora necessari, considerata la crescita dei ricoveri. Non si può ora chiedere a tutti il medesimo potenziamento dei posti letto, facendo parti uguali tra disuguali. Si rischia di rimettere in piedi lo stesso meccanismo presente per la suddivisione del Fondo Sanitario Regionale che, invece di premiare i virtuosi assicura più risorse a chi storicamente si porta dietro del debito.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Va fatto di tutto per abbassare la pressione sugli ospedali, che, in Piemonte, ha raggiunto un livello tra i più alti di Italia. La regione assuma, attinga alle graduatorie del tempo indeterminato laddove esistenti e apra i bandi anche ai medici stranieri. E’ necessario per sostenere lo sforzo del nostro personale a cui va il nostro ringraziamento e il nostro sostegno, ma anche per garantire un livello adeguato di cure.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Va inoltre potenziata la capacità di presa in carico sul territorio: solo il 13 novembre è stato firmato il protocollo per la presa in carico a domicilio e mancano ancora le strutture come Covid-Hotel e RSA dedicate per ospitare chi non può fare la quarantena in casa o in struttura o è dimesso dall’ospedale, ma ha ancora bisogno di cure.</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft  wp-image-4528" src="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2020/11/Ricoveri-TI-191120.jpeg" alt="" width="516" height="278" srcset="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2020/11/Ricoveri-TI-191120.jpeg 940w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2020/11/Ricoveri-TI-191120-300x161.jpeg 300w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2020/11/Ricoveri-TI-191120-700x377.jpeg 700w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2020/11/Ricoveri-TI-191120-768x413.jpeg 768w" sizes="auto, (max-width: 516px) 100vw, 516px" /></p>
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		<title>I “tamponi più efficaci” sono un alibi: si lavori per aumentare il numero di test</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Oct 2020 13:29:45 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Covid]]></category>
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					<description><![CDATA[Ho ascoltato, non senza stupore, le parole dell’Assessore Marnati durante la conferenza stampa di inaugurazione del nuovo laboratorio presso il centro Ipazia di Novara che consentirà, e questa è una buona notizia, di aumentare il numero di tamponi processabili in Piemonte. Marnati ha dichiarato “Noi facciamo i tamponi che servono. Ogni Regione ha un suo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ho ascoltato, non senza stupore, le parole dell’Assessore Marnati durante la conferenza stampa di inaugurazione del nuovo laboratorio presso il centro Ipazia di Novara che consentirà, e questa è una buona notizia, di aumentare il numero di tamponi processabili in Piemonte.</p>
<p>Marnati ha dichiarato “Noi facciamo i tamponi che servono. Ogni Regione ha un suo metodo. I nostri sono, dal punto di vista della qualità, più efficaci secondo il mio parere” e ancora “Non li facciamo tanto per farli”. Le affermazioni dell’assessore avrebbero un senso se il Piemonte avesse una curva della crescita contagi più lenta o almeno uguale a quelle regioni che effettuano più tamponi, invece, è esattamente il contrario.</p>
<p>Basta confrontare i dati aggregati di Lombardia, Veneto, Toscana, Emilia Romagna Lazio e Piemonte della scorsa settimana: il Piemonte si piazza quarto con 1.185 casi in più. La Lombardia ne conta 1.861, con una popolazione più che doppia. Seguono Veneto e Lazio con circa 1.600 casi, mentre alle spalle troviamo Toscana con 1.013 e Emilia Romagna con 895. Meglio di altre Regioni verrebbe da dire ma il problema è proprio il rapporto con il numero dei tamponi. Il Piemonte ne ne effettua meno di tutti: 39.536, circa 5.500 al giorno, contro i 118.716 della Lombardia, i 98.099 del Veneto, i 76.030 del Lazio, i 64.010 dell’Emilia Romagna e i 51.100 della Toscana.</p>
<p>In sintesi più positivi con molti meno tamponi. I tamponi sono “neutri”, ma le strategie messe in campo possono essere più o meno efficaci: i dati ci dicono che quelle delle altre Regioni lo sono migliori delle nostre, purtroppo</p>
<p>La verità è che dall’inizio della pandemia la Giunta ha sempre risposto “noi facciamo i tamponi che servono”, solo dopo la tragedia delle RSA ha provato a scaricare la colpa sui pochi laboratori attrezzati a febbraio, ma ora i laboratori ci sono. A ogni inaugurazione ascoltiamo sempre le stesse parole “ora potremo processare fino a 10.000/15.000 tamponi al giorno”, ma nella realtà non superiamo mai la media di 5-6 mila, nonostante sia acclarato oramai che l’unico modo per affrontare questa pandemia, in attesa del vaccino e di cure adeguate, è quello di individuare più positivi possibili e porli in quarantena per limitare il contagio, consentendo così alle strutture ospedaliere di concentrarsi sui casi più gravi e sulle altre patologie.</p>
<p>Non si può essere superficiali con la salute dei cittadini e per questo riproponiamo una serie di quesiti che meritano risposte serie e all’altezza della criticità del momento: come mai in Piemonte fa meno tamponi rispetto ad altre Regioni? Cosa succederà con l’arrivo dei virus influenzali e para-influenzali?  Il nostro sistema è già alla massima capacità di lavoro nonostante le rassicurazioni delle dichiarazioni ufficiali? Quanti positivi in più scopriremmo se facessimo un numero di tamponi almeno comparabile con le regioni di eguali dimensioni?</p>
<p>Il dubbio, a questo punto, è che la Giunta non sappia come mai facciamo meno tamponi degli altri nonostante abbiamo aumentato la capacità del sistema. Ma questo sarebbe ancora più grave.</p>
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		<title>Il centrodestra in Regione boccia la commissione speciale sull’emergenza Covid</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2020 16:17:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicato stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Covid]]></category>
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					<description><![CDATA[Chiedono responsabilità alle opposizioni, ma si comportano da irresponsabili! Dopo giorni di finta disponibilità, alla fine arriva il no della maggioranza all’istituzione della commissione speciale sull’emergenza Covid19; un comportamento che apre una frattura difficilmente sanabile con le opposizioni. Al termine della seduta odierna dell’assemblea regionale infatti il centrodestra affossa definitivamente ogni possibilità di fare chiarezza [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Chiedono responsabilità alle opposizioni, ma si comportano da irresponsabili! Dopo giorni di finta disponibilità, alla fine arriva il no della maggioranza all’istituzione della commissione speciale sull’emergenza Covid19; un comportamento che apre una frattura difficilmente sanabile con le opposizioni.</p>
<p>Al termine della seduta odierna dell’assemblea regionale infatti il centrodestra affossa definitivamente ogni possibilità di fare chiarezza sulla gestione dell’emergenza Covid19 con una commissione speciale.</p>
<p>Avevano il solo obiettivo di istituire la commissione autonomia e accelerare le modifiche alla legge sulla caccia, che nulla hanno a che fare con gli interessi dei cittadini piemontesi, mentre sono indifferenti ad approfondire ciò che davvero è accaduto in questi mesi, nonostante le aperture del segretario della Lega in Piemonte. Continuano a giocare in difesa intimando l’alt all’unico strumento, la commissione speciale, che ci avrebbe consentito di approfondire problemi, criticità e possibili soluzioni alternative nella gestione della pandemia sul nostro territorio.</p>
<p>Una scelta sbagliata in cui i veri bisogni dei cittadini vengono ignorati: solo un’attenta analisi di quanto accaduto nei mesi scorsi può aiutarci ad affrontare situazioni analoghe che, per quanto ne sappiamo, potrebbero riproporsi già dal prossimo autunno.</p>
<p>Ancora una volta il dialogo con la maggioranza si rivela un vicolo cieco: nessuna mediazione, ma anzi un vero e proprio bluff sulla pelle della sanità piemontese.</p>
<p>Quanto accaduto conferma che la strada dell’approfondimento e dell’analisi è quella corretta: se una commissione speciale fa tanta paura, probabilmente è necessario andare ancora più a fondo e lo faremo con tutti gli strumenti istituzionali di cui disponiamo. Non sarà facile, ma non indietreggeremo di un passo perché lo dobbiamo ai tanti che sono morti o che si sono ammalati e a tutti coloro hanno lavorato in prima linea durante questi mesi. Il Piemonte è la seconda regione italiana per casi accertati di Covid19 e tutti hanno visto i problemi che ci sono stati con i DPI o nelle RSA.</p>
<p>L’assenza costante del Presidente della Regione che ha abbandonato il Consiglio a se stesso, o meglio, in balia degli umori dei capigruppo della sua maggioranza… dimostrando ancora una volta come per la destra il Consiglio Regionale sia visto come un fastidio, un ostacolo, e non il luogo dove mediare le diverse posizioni nell’interesse generale dei cittadini piemontesi.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Bonus Piemonte? Un pò di chiarezza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 03 May 2020 10:27:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicato stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Covid]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Regione Piemonte]]></category>
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					<description><![CDATA[In molti mi stanno chiedendo se è vero che la Regione stanzierà dei contributi a fondo perduto per i commercianti e le attività che hanno subito gravi perdite economiche a causa del lockdown. Provo a fare un po’ di chiarezza. &#160;Da giorni il presidente Cirio ha annunciato un provvedimento denominato “Riparti Piemonte”, per un valore [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: Calibri;">In molti mi stanno chiedendo se è vero che la Regione stanzierà dei contributi a fondo perduto per i commercianti e le attività che hanno subito gravi perdite economiche a causa del lockdown. </span></p>
<p><span style="font-family: Calibri;">Provo a fare un po’ di chiarezza.</span></p>
<p><span style="font-family: Calibri;">&nbsp;</span><span style="font-family: Calibri;">Da giorni il presidente Cirio ha annunciato un provvedimento denominato “Riparti Piemonte”, per un valore di 800 milioni di euro, che prevede una serie di iniziative a favore del mondo economico. Ieri, durante una conferenza stampa convocata ad hoc, ha anticipato da un punto di vista comunicativo il “Bonus Piemonte”, che rappresenta uno degli elementi di questo provvedimento più ampio, attraverso il quale si concederanno dei contributi a fondo perduto, fino a 2500 euro per attività.</span></p>
<p><span style="font-family: Calibri;">&nbsp;</span><span style="font-family: Calibri;">Per ora, però, siamo di fronte ad annunci giornalistici e non a un provvedimento vero e proprio.&nbsp;</span><span style="font-family: Calibri;">Non abbiamo un testo di legge da valutare. </span><span style="font-family: Calibri;">Forse andrà in giunta domani e arriverà in commissione già in settimana.</span></p>
<p><span style="font-family: Calibri;">Come opposizione ci siamo resi disponibili ad un’approvazione il più rapida possibile del disegno di legge perché siamo consapevoli della gravità della situazione è di quanto siano necessarie azioni di rilancio dell’economia a partire da quelle relative alla liquidità.&nbsp; </span><span style="font-family: Calibri;">Siamo disponibili e propositivi, tanto che mercoledì scorso abbiamo presentato una nostra proposta di legge, dal valore di 100 milioni di euro, che va in questa direzione e che ci auguriamo possa contribuire al risultato finale per i piemontesi.</span></p>
<p><span style="font-family: Calibri;">Certo che ogni ragionamento più approfondito non potrà che essere fatto dopo la lettura del testo di legge.&nbsp; </span><span style="font-family: Calibri;">Solo allora potremo uscire dalla logica degli annunci e capire meglio dove si vanno a prendere questi soldi, a chi vengono erogati, con quali modalità e con quali tempi. </span></p>
<p><span style="font-family: Calibri;">Fossi stato nei colleghi di maggioranza non avrei scritto “nei prossimi giorni arriverà una pec&#8230;” in quanto nei prossimi giorni il provvedimento dovrà essere approvato prima in giunta e poi in consiglio. Solo allora scatteranno tutti i passaggi amministrativi, ma credo che realisticamente servirà come minimo qualche settimana. </span></p>
<p><span style="font-family: Calibri;">Ho già avuto modo di dire, inascoltato, che in questa fase occorre evitare di fare annunci roboanti a cui non seguono fatti concreti. </span><span style="font-family: Calibri;">Meglio parlare quando si è nella condizione di agire immediatamente. </span></p>
<p><span style="font-family: Calibri;">Si rischia di creare aspettative su categorie che hanno già pagato un prezzo alto in questi mesi.</span></p>
<p><span style="font-family: Calibri;">&nbsp;</span><span style="font-family: Calibri;">Al netto di queste considerazioni, credo ci siano almeno due questioni fondamentali che dovremo chiarire nei prossimi giorni, testo alla mano: </span></p>
<ul>
<li><span style="font-family: Calibri;">come mai alcune categorie sono escluse dal contributo (stando a quanto annunciato?);</span></li>
<li><span style="font-family: Calibri;">come mai non è previsto nessun criterio di progressività e quindi si da lo stesso contributo al piccolo esercente così come al grande ristoratore?</span></li>
</ul>
<p><span style="font-family: Calibri;">&nbsp;</span><span style="font-family: Calibri;">Noi ci saremo e faremo la nostra parte perché arrivino le risorse necessarie per il Piemonte attraverso un provvedimento il più equo possibile .</span></p>
<p><span style="font-family: Calibri;">Chiudo con una nota politica.</span></p>
<p><span style="font-family: Calibri;">Ancora nella conferenza stampa di ieri e nelle diverse dichiarazioni della maggioranza si cerca di creare una contrapposizione tra Regione “buona” e Governo “cattivo”. </span></p>
<p><span style="font-family: Calibri;">Ma è chiaro a tutti che i milioni che riescono a mettere in campo le regioni hanno senso solo accanto ai miliardi messi in campo dal governo. </span></p>
<p><span style="font-family: Calibri;">E’ l’insieme di queste iniziative che ci permetterà di a</span><span style="color: #000000; font-family: Calibri;">ttraversare faticosamente questo momento drammatico.</span></p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Lettera al Presidente Cirio: per il Covid-19 si coinvolga un&#8217;eccellenza piemontese come il CRIMEDIM.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2020 11:40:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicato stampa]]></category>
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					<description><![CDATA[Egregio Presidente, in questi giorni sono state fatte diverse scelte che hanno rinnovato gli organi e il personale di cui si avvale la Giunta per assumere delicate decisioni utili a fronteggiare l’emergenza COVID-19 in ambito sanitario. Abbiamo assistito all’avvicendamento di alcune figure all’interno dell’Unità di crisi, lunedì scorso è stata costituita la nuova task force [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Egregio Presidente,<br />
in questi giorni sono state fatte diverse scelte che hanno rinnovato gli organi e il personale di cui si avvale la Giunta per assumere delicate decisioni utili a fronteggiare l’emergenza COVID-19 in ambito sanitario.<br />
Abbiamo assistito all’avvicendamento di alcune figure all’interno dell’Unità di crisi, lunedì scorso è stata costituita la nuova task force e ieri è stato affidato l’incarico al virologo di fama internazionale Vineis per la pianificazione strategica.<br />
Alla luce di tali scelte ritengo sia il momento giusto per riconsiderare una proposta che già feci a inizio emergenza. In Piemonte abbiamo un Centro di Ricerca che rappresenta un’eccellenza internazionale in tema di Medicina d’Emergenza e dei Disastri: si tratta del CRIMEDIM, che opera all’interno dell’Università del Piemonte Orientale come centro collaborativo dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e che da anni organizza un Master Internazionale su questi temi. Una realtà in cui alla conoscenza teorica si affianca l’esperienza di ricercatori con anni di esperienze dirette sul campo, non ultima quella maturata fronteggiando l’emergenza del virus Ebola.<br />
Si tratta di competenze che avrebbero potuto e che potrebbero ancora essere di aiuto al Piemonte in questa difficile situazione. Non sprechiamole!<br />
Presidente, accolga questa lettera per quello che è, un invito sincero: coinvolga il CRIMEDIM nella riorganizzazione in atto: il Piemonte gliene sarà grato.</p>
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