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	<title>città metropolitana &#8211; Domenico Rossi</title>
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		<title>Un grido di allarme per San Giusto</title>
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		<pubDate>Tue, 25 Sep 2018 13:23:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicato stampa]]></category>
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					<description><![CDATA[“E’ un grido d’allarme che non può rimanere inascoltato quello che lancia Libera questa mattina dalle pagine de La Stampa (Cliccate qui per leggere l&#8217;articolo) : non possiamo alzare bandiera bianca sul recupero della villa confiscata alla mafia di San Giusto Canavese”. Così il consigliere regionale e vicepresidente della commissione antimafia, Domenico Rossi, commenta la [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">“E’ un grido d’allarme che non può rimanere inascoltato quello che lancia Libera questa mattina dalle pagine de La Stampa (<a href="http://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2018/09/san-giusto-25_9_18.pdf" target="_blank" rel="noopener">Cliccate qui per leggere l&#8217;articolo</a>) : non possiamo alzare bandiera bianca sul recupero della villa confiscata alla mafia di San Giusto Canavese”. Così il consigliere regionale e vicepresidente della commissione antimafia, Domenico Rossi, commenta la sollecitazione di Maria Josè Fava, referente di Libera Piemonte. “Le istituzioni &#8211; aggiunge Rossi &#8211; non possono restare indifferenti di fronte a un messaggio di prepotenza e arroganza mafioso come certamente è l’incendio della villa. A maggior ragione di fronte all’impegno dell’associazionismo che ha presidiato il bene giorno e notte proprio per dare un messaggio contrario all’indifferenza che tanto fa comodo alle mafie”. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Proprio per manifestare vicinanza alla comunità di San Giusto una delegazione della Commissione </span><span style="font-weight: 400;">Legalità del Consiglio regionale del Piemonte ha visitato il bene lo scorso 20 luglio. “La nostra presenza voleva essere un messaggio chiaro ai cit</span><span style="font-weight: 400;">tadini, alle associazioni e alle istituzioni: il Consiglio Regionale c’è, condivide questa battaglia e loro non sono soli. </span><span style="font-weight: 400;">L’atto violento dello scorso 7 giugno evidenzia che l’azione delle istituzioni e della società civile sui beni confiscati è fondamentale: la strada del riuso sociale è quella giusta, mette in crisi i mafiosi”</span><span style="font-weight: 400;"> spiega Rossi </span><span style="font-weight: 400;">lanciando un appello: “</span><span style="font-weight: 400;">La città metropolitana si faccia carico del bene confiscato. Mi rivolgo alla Presidente Appendino affinché questo atto arrivi nel più breve tempo possibile insieme al messaggio che lo stato c’è ed è vicino ai sindaci e alle tante persone che si sono spese in prima persona”.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“I beni confiscati &#8211; conclude Rossi &#8211; devono diventare il segno della forza delle istituzioni che tornano in possesso di ciò che, con la forza, la violenza e il sopruso, è stato tolto alla comunità. Devono diventare il luogo in cui portare le scolaresche per raccontare la storia di un’Italia che resiste”.</span></p>
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