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	<title>Bruno Caccia &#8211; Domenico Rossi</title>
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		<title>Processo Bruno Caccia: la Regione si costituisce parte civile</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Jun 2016 15:04:05 +0000</pubDate>
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<p>«L&#8217;omicidio del giudice Caccia – dichiarano i Consiglieri PD – ci ricorda che la &#8216;ndrangheta già trent&#8217;anni fa aveva la forza di decidere e portare a termine l&#8217;omicidio di un giudice che ostacolava, con il proprio lavoro e con rigore, il tentativo di colonizzazione già in atto in quegli anni».</p>
<p>«La costituzione di parte civile – sottolineano Gariglio e Rossi &#8211; è un segnale importante che afferma in modo forte il contrasto con cui la Regione si pone contro le mafie. Auspichiamo, in tal senso, che venga fatta luce su quanto accaduto allora: che venga fatta giustizia e si sappia la verità».</p>
<p>«Ringraziamo il il Presidente Sergio Chiamparino e il vice Presidente Aldo Reschigna per aver condiviso la nostra richiesta» concludono i consiglieri Democratici. «Il processo ha un forte valore simbolico per Torino e per tutto il Piemonte, dobbiamo affermare che questa Regione è e sarà contro tutte le mafie».</p>
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		<title>Verità per Bruno Caccia: no alle mafie in Piemonte</title>
		<link>https://domenicorossi.eu/2016/06/17/verita-per-bruno-caccia-no-alle-mafie-in-piemonte/</link>
		
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		<pubDate>Fri, 17 Jun 2016 11:36:01 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-1357" src="http://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2015/10/conf_stampa_2-2-300x225.jpg" alt="conf_stampa_2" width="300" height="225" />Il capogruppo Pd in Consiglio regionale, Davide Gariglio, insieme al collega Domenico Rossi, ha scritto al presidente Sergio Chiamparino per chiedere che la Regione Piemonte si costituisca parte civile nel processo per l’omicidio del procuratore di Torino Bruno Caccia a carico di Rocco Schirripa, accusato di esserne l’autore materiale.</p>
<p>«Il processo, che si aprirà il 6 luglio davanti ai giudici della Corte d’Assise di Milano &#8211; scrivono Gariglio e Rossi nella lettera &#8211; ha un forte valore simbolico per Torino e per tutto il Piemonte: la ‘ndrangheta già trent’anni fa aveva la forza di decidere e portare a termine l’omicidio di un giudice che ostacolava, con il proprio lavoro e con rigore, il tentativo di colonizzazione già in atto in quegli anni».</p>
<p>«Non si trattò di un caso isolato &#8211; proseguono &#8211; come ci raccontano le cronache giudiziarie degli ultimi anni e i risultati raggiunti dalla DDA di Torino la nostra regione vede al suo interno il radicamento delle organizzazioni mafiose, in particolare della ‘ndrangheta. Auspichiamo, insieme ai familiari del giudice Caccia, che venga fatta luce su quanto accaduto allora, che si raggiunga la verità».</p>
<p>In chiusura il presidente Gariglio e il consigliere Rossi sottolineano la volontà di far arrivare «un messaggio chiaro a tutte le mafie: questa regione per loro è inospitale, non li vogliamo, le nostre porte sono chiuse».</p>
<p>Leggi il testo della <a href="http://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2016/06/Lettera-costituzione-parte-civile_2016_06_17.pdf">Lettera</a></p>
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