<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>borgomanero &#8211; Domenico Rossi</title>
	<atom:link href="https://domenicorossi.eu/tag/borgomanero/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://domenicorossi.eu</link>
	<description>Il futuro è nelle nostre mani</description>
	<lastBuildDate>Tue, 30 Nov 2021 15:05:33 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=7.0.6</generator>

<image>
	<url>https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2025/09/cropped-DR-icona-32x32.png</url>
	<title>borgomanero &#8211; Domenico Rossi</title>
	<link>https://domenicorossi.eu</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Potenziamento degli hub vaccinali in provincia di Novara, l’assessore non risponde all&#8217;interrogazione. Manca la gestione politica dell&#8217;emergenza</title>
		<link>https://domenicorossi.eu/2021/11/30/potenziamento-degli-hub-vaccinali-in-provincia-di-novara-lassessore-non-risponde-allinterrogazione-manca-la-gestione-politica-dellemergenza/</link>
					<comments>https://domenicorossi.eu/2021/11/30/potenziamento-degli-hub-vaccinali-in-provincia-di-novara-lassessore-non-risponde-allinterrogazione-manca-la-gestione-politica-dellemergenza/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 2021 15:05:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicato stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Covid]]></category>
		<category><![CDATA[borgomanero]]></category>
		<category><![CDATA[Domenico Rossi]]></category>
		<category><![CDATA[hub]]></category>
		<category><![CDATA[Novara]]></category>
		<category><![CDATA[vaccino]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://domenicorossi.eu/?p=5096</guid>

					<description><![CDATA[“Un elenco generico non è una risposta&#8230;” il vicepresidente della Commissione Sanità Domenico Rossi commenta così la risposta (puoi leggerla qui) evasiva dell’assessore alla Sanità, Luigi Icardi, su quali azioni la Regione intendesse mettere in campo per contribuire all’individuazione di nuovi hub vaccinali a Novara e provincia (leggi l&#8217;interrogazione qui).  “L’apertura di Super Hub, il [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">“Un elenco generico non è una risposta&#8230;” il vicepresidente della Commissione Sanità Domenico Rossi commenta così la risposta (puoi leggerla <a href="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2021/11/scan_drossi_2021-11-30-14-43-41.pdf">qui</a>) evasiva dell’assessore alla Sanità, Luigi Icardi, su quali azioni la Regione intendesse mettere in campo per contribuire all’individuazione di nuovi hub vaccinali a Novara e provincia (leggi l&#8217;interrogazione <a href="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2021/11/QT_Problemi-prenotazioni-dose-booster-vaccino-.pdf">qui</a>). </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“L’apertura di Super Hub, il maggiore coinvolgimento dei medici di base, il potenziamento delle farmacie, la riattivazione di centri vaccinali nel sanitario accreditato o nelle aziende così come l’organizzazione di open day sono tutte azioni condivisibili che salvano l’assessore dalla “scena muta” ma non rispondono alla domanda. Concretamente quali azioni sono in essere per il novarese, con quali modalità e tempi,  non è dato a sapersi…” replica Rossi. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“Ci aspettavamo di capire come la Regione intendesse sopperire alla chiusura di alcuni hub sul territorio come quello negli ex spazi Liolà a Borgomanero, o del centro Ipazia e della palestra di viale Verdi a Novara, magari affiancando il Comune che è già alla ricerca di soluzioni alternative. Niente di tutto questo…” precisa il Consigliere Dem.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“Per l’ennesima volta i problemi che si stanno verificando in queste settimane vengono attribuiti a scelte del Governo o del Commissario Figliuolo, mentre per le soluzioni si rimanda ai direttori delle Asl o al Dirmei… che ruolo gioca in tutto questo la politica? Il governo regionale ha firmato una delega in bianco ai tecnici rinunciando del tutto alla gestione politica dell’emergenza. Un atteggiamento inaccettabile” aggiunge Rossi.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“La somministrazione della dose booster &#8211; conclude il vicepresidente della Commissione Sanità &#8211; è un passaggio fondamentale nel percorso di contrasto alla diffusione del virus e per la salvaguardia del maggior numero di cittadini: non possiamo permetterci che la macchina operativa si inceppi proprio ora, a maggior ragione se pensiamo che i meccanismi dovrebbero essere ampiamente rodati dopo due anni di esperienza”. </span></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://domenicorossi.eu/2021/11/30/potenziamento-degli-hub-vaccinali-in-provincia-di-novara-lassessore-non-risponde-allinterrogazione-manca-la-gestione-politica-dellemergenza/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>I tagli sulla Novara-Domodossola hanno peggiorato il servizio e favorito la diffusione del Covid19</title>
		<link>https://domenicorossi.eu/2020/11/20/i-tagli-sulla-novara-domodossola-hanno-peggiorato-il-servizio-e-favorito-la-diffusione-del-covid19/</link>
					<comments>https://domenicorossi.eu/2020/11/20/i-tagli-sulla-novara-domodossola-hanno-peggiorato-il-servizio-e-favorito-la-diffusione-del-covid19/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Nov 2020 11:30:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[borgomanero]]></category>
		<category><![CDATA[Covid19]]></category>
		<category><![CDATA[domodossola novara]]></category>
		<category><![CDATA[Novara]]></category>
		<category><![CDATA[trasporto pubblico locale]]></category>
		<category><![CDATA[treni]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://domenicorossi.eu/?p=4531</guid>

					<description><![CDATA[Spiace constatare che nonostante le continue interrogazioni che ho posto, relative alla tratta ferroviaria Novara-Domodossola, non cambia nulla: la situazione non solo non migliora minimamente, ma viene sempre più trascurata a danno dei tanti utenti che si rivolgono a quel servizio. A poco più di un mese di distanza dalla presentazione viviamo in un altro [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="background: white; margin: 0cm 0cm 12.0pt 0cm;"><span style="font-size: 10.0pt; font-family: 'Helvetica',sans-serif; color: black;">Spiace constatare che nonostante le continue interrogazioni che ho posto, relative alla tratta ferroviaria Novara-Domodossola, non cambia nulla: la situazione non solo non migliora minimamente, ma viene sempre più trascurata a danno dei tanti utenti che si rivolgono a quel servizio.</span></p>
<p style="background: white; margin: 0cm 0cm 12.0pt 0cm;"><span style="box-sizing: content-box;"><span style="font-size: 10.0pt; font-family: 'Helvetica',sans-serif; color: black;">A poco più di un mese di distanza dalla presentazione viviamo in un altro mondo, siamo in Zona Rossa, il carico dei mezzi pubblici è ridotto, ciò non toglie che la soppressione di due corse pomeridiane abbia aggravato una situazione di per sé difficile con i convogli che nella tratta tra Borgomanero-Novara risultavano costantemente sovraffollati. In alcuni casi, nella tratta da Novara a Domodossola, i pendolari hanno segnalato che il treno era composto da due convogli ma uno era chiuso e inutilizzabile. Oltre al danno la beffa.</span></span></p>
<p style="background: white; box-sizing: content-box; font-variant-ligatures: normal; font-variant-caps: normal; orphans: 2; text-align: start; widows: 2; -webkit-text-stroke-width: 0px; text-decoration-style: initial; text-decoration-color: initial; word-spacing: 0px; margin: 0cm 0cm 12.0pt 0cm;"><span style="box-sizing: content-box;"><span style="font-size: 10.0pt; font-family: 'Helvetica',sans-serif; color: black;">Una scelta quella di ridurre i collegamenti che ha avuto anche altre ricadute. </span></span></p>
<p style="background: white; box-sizing: content-box; font-variant-ligatures: normal; font-variant-caps: normal; orphans: 2; text-align: start; widows: 2; -webkit-text-stroke-width: 0px; text-decoration-style: initial; text-decoration-color: initial; word-spacing: 0px; margin: 0cm 0cm 12.0pt 0cm;"><span style="box-sizing: content-box;"><span style="font-size: 10.0pt; font-family: 'Helvetica',sans-serif; color: black;">Proprio l’assessore&nbsp; ha spiegato che il taglio delle corse tra settembre ottobre è stato deciso per questioni di efficientamento.</span></span></p>
<p style="background: white; box-sizing: content-box; font-variant-ligatures: normal; font-variant-caps: normal; orphans: 2; text-align: start; widows: 2; -webkit-text-stroke-width: 0px; text-decoration-style: initial; text-decoration-color: initial; word-spacing: 0px; margin: 0cm 0cm 12.0pt 0cm;"><span style="box-sizing: content-box;"><span style="font-size: 10.0pt; font-family: 'Helvetica',sans-serif; color: black;"> La scelta sbagliata nel momento sbagliato considerato che eravamo ancora in emergenza Covid-19 e che eravamo consapevoli che sarebbe arrivata la seconda ondata.&nbsp; Non era difficile prevedere che una riduzione dei treni avrebbe portato a maggiori assembramenti di persona sulle carrozze così come nelle stazioni. Non meravigliamoci se il virus ha dilagato… Era il momento di investire per potenziare il trasporto, ad esempio con servizi bus tra Novara e Borgomanero per distribuire il carico, e rafforzare uno dei fronti potenzialmente più pericolosi per la diffusione della pandemia.</span></span></p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://domenicorossi.eu/2020/11/20/i-tagli-sulla-novara-domodossola-hanno-peggiorato-il-servizio-e-favorito-la-diffusione-del-covid19/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>150.000 euro per il riutilizzo dei beni confiscati in Piemonte</title>
		<link>https://domenicorossi.eu/2019/01/09/150-000-euro-per-il-riutilizzo-dei-beni-confiscati-in-piemonte/</link>
					<comments>https://domenicorossi.eu/2019/01/09/150-000-euro-per-il-riutilizzo-dei-beni-confiscati-in-piemonte/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Jan 2019 13:21:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[beni confiscati]]></category>
		<category><![CDATA[borgomanero]]></category>
		<category><![CDATA[torretta]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://domenicorossi.eu/?p=3312</guid>

					<description><![CDATA[Borgomanero è uno degli otto Comuni Piemontesi cui sono stati assegnati fondi per favorire il riutilizzo di beni immobili confiscati alla criminalità organizzata. Nello specifico saranno destinati 29.000 euro per recuperare la Torretta e destinarla ad attività di aggregazione e socializzazione. “Davvero una buona notizia. E’ fondamentale che questi beni, una volta confiscati, siano davvero [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-medium wp-image-3313 alignleft" src="http://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2019/01/torretta_borgo-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" srcset="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2019/01/torretta_borgo-300x199.jpg 300w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2019/01/torretta_borgo.jpg 601w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Borgomanero è uno degli otto Comuni Piemontesi cui sono stati assegnati fondi per favorire il riutilizzo di beni immobili confiscati alla criminalità organizzata. Nello specifico saranno destinati 29.000 euro per recuperare la Torretta e destinarla ad attività di aggregazione e socializzazione. “Davvero una buona notizia. E’ fondamentale che questi beni, una volta confiscati, siano davvero restituiti alla collettività rappresentando una testimonianza di legalità, giustizia e riscatto civile. La vendita, consentita dal governo con il Decreto Sicurezza, assume il sapore di una resa. Lo Stato, invece, deve riappropriarsi dei beni e restituirli alla collettività”, commenta il Consigliere Regionale Domanico Rossi. Oltre a Borgomanero, attraverso la partecipazione al bando emanato nel mese di settembre in attuazione della legge n.14/2007 “Interventi in favore della prevenzione della criminalità e istituzione della Giornata regionale della memoria e dell&#8217;impegno in ricordo delle vittime delle mafie”, riceveranno contributi i Comuni di Torino, San Sebastiano da Po, Coazze, Nichelino, Cuorgnè, Gifflenga e Gattinara. “Un impegno, quello di Regione Piemonte sul fronte dei beni confiscati, che si conferma con il<span class="Apple-converted-space">  </span>rifinanziamento dopo molti anni consecutivi della legge 14/2007 sia nel 2017 sia nel 2018, grazie all’intervento del gruppo consiliare del Partito Democratico” spiega Rossi. “Lo scorso mese di giugno &#8211; conclude Rossi &#8211; la notizia che l’Agenzia Nazionale dei Beni Sequestrati e Confiscati assegnava la torretta al Comune di Borgomanero, oggi il finanziamento per i lavori: per scrivere il lieto fine alla vicenda tormentata di quel bene manca davvero poco. Sono più di 10 anni che seguo questa situazione. Mi auguro al più presto di poter visitare quegli spazi definitivamente restituiti alla comunità.”.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://domenicorossi.eu/2019/01/09/150-000-euro-per-il-riutilizzo-dei-beni-confiscati-in-piemonte/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Borgomanero: Agenzia dei Beni Confiscati assegna la torretta al Comune</title>
		<link>https://domenicorossi.eu/2018/06/21/borgomanero-la-torretta-assegnata-allagenzia-dei-beni-confiscati/</link>
					<comments>https://domenicorossi.eu/2018/06/21/borgomanero-la-torretta-assegnata-allagenzia-dei-beni-confiscati/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Jun 2018 14:50:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Beni confiscati]]></category>
		<category><![CDATA[beni confiscati]]></category>
		<category><![CDATA[borgomanero]]></category>
		<category><![CDATA[torretta]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://domenicorossi.eu/?p=2989</guid>

					<description><![CDATA[Tutto è bene quello che finisce bene… è proprio il caso di dirlo rispetto alla torretta di Borgomanero che è stata assegnata dall’Agenzia Nazionale dei Beni Sequestrati e Confiscati al Comune dopo una storia tormentata come raccontato oggi sulla pagine de La Stampa Novara e Corriere di Novara. E’ certamente una decisione importante dal punto di vista simbolico [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Tutto è bene quello che finisce bene… è proprio il caso di dirlo rispetto alla torretta di Borgomanero che è stata assegnata dall’Agenzia Nazionale dei Beni Sequestrati e Confiscati al Comune dopo una storia tormentata come raccontato oggi sulla pagine de La Stampa Novara e Corriere di Novara. E’ certamente una decisione importante dal punto di vista simbolico anche alla luce dei recenti fatti di San Giusto Canavese con l’incendio, un vero e proprio atto intimidatorio, alla v<span class="text_exposed_show">illa sequestrata ad un narcotrafficante e destinata ad un’associazione antimafia per il recupero. E’ fondamentale che questi beni siano restituiti alla comunità e riutilizzati a scopi sociali ed educativi, poiché rappresentano una vittoria dello Stato sulle mafie: è questo un caso in cui non basta fare, ma bisogna fare bene. Perciò, dopo questo primo passo, bisogna continuare a camminare e mettere al più presto la torretta a disposizione dei cittadini, per non far prevalere il messaggio ‘o noi o nessuno’ lanciato dalla criminalità organizzata. Non a caso Regione Piemonte dopo molti anni ha rifinanziato per il secondo anno consecutivo la legge 14/2007 grazie all’intervento del gruppo consiliare del Partito Democratico. Fondi a disposizione di quei Comuni impegnati nella trasformazione dei beni confiscati in una testimonianza di legalità, giustizia e riscatto civile.</span></p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://domenicorossi.eu/2018/06/21/borgomanero-la-torretta-assegnata-allagenzia-dei-beni-confiscati/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il PD ha una sola strada possibile: il centro-sinistra</title>
		<link>https://domenicorossi.eu/2017/05/06/pd-sola-strada-possibile-centro-sinistra/</link>
					<comments>https://domenicorossi.eu/2017/05/06/pd-sola-strada-possibile-centro-sinistra/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Domenico]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 May 2017 10:15:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[borgomanero]]></category>
		<category><![CDATA[Novara]]></category>
		<category><![CDATA[partito democratico]]></category>
		<category><![CDATA[pd]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://domenicorossi.eu/?p=2463</guid>

					<description><![CDATA[Ieri sera, venerdì 5 maggio, il Partito Democratico novarese ha riunito il coordinamento provinciale. Tra i diversi punti all’ordine del giorno anche le prossime elezioni amministrative. Ho colto l’occasione per esprimere il mio pensiero su quello che, a mio parere, il PD dovrebbe fare nei territori e su alcune situazioni specifiche: in particolare su quella [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="size-full wp-image-2465 alignright" src="http://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2017/05/6D77A891-128E-4B2E-AF9D-D3BA51EE0364-4121-0000054536831BDE.png" alt="" width="225" height="225" srcset="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2017/05/6D77A891-128E-4B2E-AF9D-D3BA51EE0364-4121-0000054536831BDE.png 225w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2017/05/6D77A891-128E-4B2E-AF9D-D3BA51EE0364-4121-0000054536831BDE-150x150.png 150w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" />Ieri sera, venerdì 5 maggio, il Partito Democratico novarese ha riunito il coordinamento provinciale. Tra i diversi punti all’ordine del giorno anche le prossime elezioni amministrative. Ho colto l’occasione per esprimere il mio pensiero su quello che, a mio parere, il PD dovrebbe fare nei territori e su alcune situazioni specifiche: in particolare su quella di Borgomanero.<br />
Lo statuto, è doveroso ricordarlo, riconosce piena autonomia agli organi locali per quanto riguarda le scelte relative alle elezioni amministrative. Condivido tale logica e rispetto le decisioni che vengono prese, ma rivendico il diritto, e in certi casi il dovere, di sottolineare alcuni aspetti che non condivido e che ritengo non coerenti con le linee guida e i valori di fondo del partito, poiché quanto succede nei territori riguarda l’intera comunità dei Democratici. Una considerazione che vale in generale e, a maggior ragione, quando si considera la città di Borgomanero, la seconda della provincia di Novara, punto di riferimento per buona parte del nord della provincia.<br />
Per questo ho voluto esprimere nella sede più opportuna le mie perplessità sullo scenario che si sta configurando a Borgomanero. Due le considerazioni che ho sottoposto al coordinamento.<br />
Il primo è che il centro-sinistra si presenterà diviso, anzi, frammentato con ben tre candidati Sindaco. Una situazione che nonostante la qualità della lista del Partito Democratico rischia di consegnare la città al centro-destra che, invece, al di là delle diverse posizioni nazionali, si compatta su un unico candidato. Dopo dieci anni di governo di centrodestra il Circolo del Partito Democratico di Borgomanero ha tentato la strada della coalizione ampia di centrosinistra ma, come emerso nel corso del coordinamento, non si sono verificate le condizioni a causa di una serie di veti incrociati e di una situazione locale davvero complessa. Sono convinto che il tentativo di costruire una larga coalizione, in una logica ulivista, fosse la strada migliore per portare avanti una una proposta programmatica nuova, solida e di prospettiva per la città. Forse si sarebbero dovute porre le condizioni per un risultato diverso negli anni passati. Avremmo dovuto tutti, me compreso, lavorare per accorciare le distanze che in questi anni sono cresciute in quel territorio tra gruppi e persone che per tanto tempo hanno condiviso una cultura politica di centro-sinistra. Mi chiedo anche se le primarie di coalizione non avrebbero potuto essere uno strumento per superare alcuni veti incrociati, chiedendo agli elettori di centro-sinistra di esprimersi sul candidato ritenuto migliore. Per le cariche monocratiche credo restino lo strumento migliore in assenza di una scelta condivisa. Certo non aiuta a migliorare le cose la scelta di chi, in questi anni, ha decido di abbandonare il Partito Democratico, abdicando al tentativo di cambiare in meglio le cose anche dall&#8217;interno. La democrazia ha le sue regole fatte di cultura politica, ma anche di numeri.<br />
Una cosa è certa: il risultato finale che vede un centro-sinistra frammentato è un dato negativo che neanche il circolo di Borgomanero voleva come ho potuto apprendere durante l&#8217;incontro di ieri sera.<br />
Resta il rammarico per un&#8217;occasione sprecata e la convinzione che in quel territorio occorre fare di tutto per ricostruire spazi di condivisione, per re-imparare al mettere al centro le ragioni dell&#8217;unità.</p>
<p>L&#8217;altra considerazione, invece, riguarda la scelta del candidato sindaco. Il Partito Democratico ha deciso di appoggiare un candidato &#8220;esterno&#8221; per la carica di primo cittadino, un candidato che nelle amministrative del 2002 compariva nella lista di Alleanza Nazionale e che non ha avuto altre esperienze politiche e sociali in questi anni. Questo, molto semplicemente, è per me inaccettabile: non esistono ragioni che possano giustificare tale scelta. Non c’erano tra i nostri iscritti, tra i nostri elettori o nel mondo del sociale con cui condividiamo valori e principi di fondo, persone all’altezza della sfida? Mi chiedo: che cosa farà un elettore di centro-sinistra di fronte a questo quadro? Certamente quelli di centro-destra voteranno l&#8217;originale. Credo sia una decisione sbagliata che non fa bene al Partito Democratico, che tradisce se stesso tutte le volte che cerca le soluzioni politiche guardando a destra.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://domenicorossi.eu/2017/05/06/pd-sola-strada-possibile-centro-sinistra/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Via libera dalla Regione al progetto di ampliamento del DEA dell’Ospedale di Borgomanero</title>
		<link>https://domenicorossi.eu/2017/04/05/via-libera-dalla-regione-al-progetto-ampliamento-del-dea-dellospedale-borgomanero/</link>
					<comments>https://domenicorossi.eu/2017/04/05/via-libera-dalla-regione-al-progetto-ampliamento-del-dea-dellospedale-borgomanero/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Apr 2017 14:34:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio Saitta]]></category>
		<category><![CDATA[borgomanero]]></category>
		<category><![CDATA[Domenico Rossi]]></category>
		<category><![CDATA[Ospedale Borgomanero]]></category>
		<category><![CDATA[Regione Piemonte]]></category>
		<category><![CDATA[sanità]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://domenicorossi.eu/?p=2443</guid>

					<description><![CDATA[Potenziamento del Dea dell’ospedale di Borgomanero, con l’ampliamento dell’area di attesa e la creazione di un nuovo locale per l’ingresso e l’uscita dei mezzi di soccorso. È il progetto a cui stanno lavorando la Giunta regionale e l’Asl di Novara per rafforzare il presidio sanitario e migliorare l’accoglienza e l’umanizzazione delle cure. L’azienda sanitaria ha [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-817" src="http://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2014/12/osp_borgomanero-300x165.jpg" alt="" width="300" height="165" srcset="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2014/12/osp_borgomanero-300x165.jpg 300w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2014/12/osp_borgomanero.jpg 636w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Potenziamento del Dea dell’ospedale di Borgomanero, con l’ampliamento dell’area di attesa e la creazione di un nuovo locale per l’ingresso e l’uscita dei mezzi di soccorso. È il progetto a cui stanno lavorando la Giunta regionale e l’Asl di Novara per rafforzare il presidio sanitario e migliorare l’accoglienza e l’umanizzazione delle cure. L’azienda sanitaria ha già provveduto a elaborare uno studio di fattibilità: il costo stimato degli interventi ipotizzati ammonta a 450mila euro, la tempistica prevista è di 265 giorni dall’assegnazione dei fondi richiesti, includendo  progettazione, affidamento e realizzazione dei lavori.</p>
<p>“Nei giorni scorsi ho chiamato il direttore dell’Asl di Novara, Adriano Giacoletto, chiedendo la predisposizione di un progetto vero e proprio, in modo da avviare quanto prima le effettive procedure per la realizzazione degli interventi”, spiega l’assessore regionale alla Sanità Antonio Saitta rispondendo a un’interrogazione sul tema presentata a Palazzo Lascaris dal consigliere Pd Domenico Rossi. &#8220;Ringrazio l’assessore Saitta per la risposta all’interrogazione che ho presentato raccogliendo le sollecitazioni del Comitato Pro Ospedale di Borgomanero, e per l’interesse rivolto all’ospedale Santissima Trinità” sottolinea il consigliere Rossi. “Grazie al progetto presentato dall’Asl di Novara per i lavori e la razionalizzazione degli spazi del Dea &#8211; aggiunge Rossi &#8211; si potrà rispondere alle esigenze espresse dai cittadini e continuare a garantire l’eccellenza del servizio erogato dall’intera struttura apprezzata non solo nel Novarese, ma anche nel Verbano Cusio-Ossola e nella confinante Lombardia. Ora non resta che verificare i tempi per il via del cantiere affinché al più presto si risolvano le criticità evidenziate dagli utenti&#8221;.</p>
<p>L’attuale Dea rispetta tutte le norme di sicurezza e già oggi è facilmente accessibile sia dall’esterno che dalle altre aree dell’ospedale, ma, anche alla luce dell’aumento degli accessi registrato negli ultimi anni (nel 2016 il nosocomio ha erogato circa 45mila prestazioni all’anno mentre dieci anni prima erano 18mila), necessita di un ampliamento per garantire accoglienza e comfort a malati e familiari. La proposta progettuale prevede l’allargamento dell’area di attesa per i familiari che non accompagnano il paziente, con la creazione di servizi igienici e l’installazione di un distributore di bevande calde e di acqua, e l’ampliamento degli spazi per l’attesa post-triage, riservati a pazienti e accompagnatori. Il crono-programma dei cantieri verrà stilato in modo da garantire costantemente la continuazione dell’attività.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://domenicorossi.eu/2017/04/05/via-libera-dalla-regione-al-progetto-ampliamento-del-dea-dellospedale-borgomanero/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>25 aprile di impegno e Resistenza</title>
		<link>https://domenicorossi.eu/2016/04/25/1755-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[beppe]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Apr 2016 11:56:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Regione Piemonte]]></category>
		<category><![CDATA[25 aprile]]></category>
		<category><![CDATA[borgomanero]]></category>
		<category><![CDATA[Domenico Rossi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.rossidomenico.it/?p=1755</guid>

					<description><![CDATA[Ė stato un onore celebrare, nella mattinata di oggi, il 25 aprile a Borgomanero. Nella mia orazione ho voluto ricordare i valori dei tanti che scelsero di prendere in mano il proprio destino e lottare per la libertà. Gli stessi principi che ispirarono i padri costituenti e che spetta a noi testimoniare ogni giorno con [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-1758" src="http://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2016/04/image-2-300x169.jpg" alt="image" width="300" height="169" srcset="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2016/04/image-2-300x169.jpg 300w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2016/04/image-2-768x432.jpg 768w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2016/04/image-2-700x394.jpg 700w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" />Ė stato un onore celebrare, nella mattinata di oggi, il 25 aprile a Borgomanero. Nella mia orazione ho voluto ricordare i valori dei tanti che scelsero di prendere in mano il proprio destino e lottare per la libertà. Gli stessi principi che ispirarono i padri costituenti e che spetta a noi testimoniare ogni giorno con impegno e la capacità di interpretarli nel contesto attuale.</p>
<p>Qui di seguito il mio intervento integrale:<br />
<i>Oggi non siamo qui per una commemorazione, ma per una festa! Una comunità che non sa gioire è povera, è persa. Non dobbiamo perdere la capacità di gioire e di ri-trovarci per festeggiare le cose importanti. Oggi stiamo facendo questo.<br />
Vorrei cominciare questo mio breve intervento con un GRAZIE. Grazie a tutte le donne e gli uomini, perlopiù giovani, della Resistenza. Perché il primo sentimento che sento alla vigilia di ogni 25 aprile è quello della gratitudine. Oggi noi respiriamo la libertà come l’aria, non sappiamo cosa significhi stare senza, diamo per scontato la vita in un contesto democratico. Possiamo votare, esprimere le nostre opinioni, associarci con altri liberamente, iscriverci a un partito, fondarne uno nuovo… e ancora possiamo andare a scuola, curarci se ci ammaliamo. Per questo dico grazie alle donne e agli uomini che parteciparono alla Resistenza, contribuirono a sconfiggere il nazi-fascismo, consegnandoci un patrimonio culturale, politico e sociale prezioso e da custodire gelosamente.<br />
Non sta a me proporvi un’interpretazione esaustiva di quanto accaduto più di 70 anni fa. Non sono uno storico e ci sono persone e opere che possono farlo meglio del sottoscritto. Quando parliamo di Resistenza mettiamo insieme almeno due livelli: quello delle storie individuali delle donne e degli uomini (perlopiù giovani) che scelsero da che parte stare pagando prezzi altissimi e il livello simbolicodell’insieme di queste scelte, che ha influenzato e continua a influenzare l’identità collettiva dell’Italia nata dopo la seconda guerra mondiale. Oggi ricordiamo un momento di storia cruciale, che ha cambiato la nostra storia. Per dirla con le parole di Norberto Bobbio: «questa guerra e questo movimento stanno alla base dell’Italia contemporanea. Non posiamo capire quello che siamo oggi senza cercare di capire quello che è avvenuto in quegli anni. La Resistenza è stata una svolta che ha determinato un nuovo corso della nostra storia: se la Resistenza non fosse avvenuta la storia d’Italia sarebbe stata diversa, non sarebbe stata la storia di un popolo libero».<br />
Bene, io, oltre a condividere queste parole, credo che il senso di giornate come questa stia in questo legame tra il passato e il presente, tra ciò che accadde ieri e tra ciò che accade oggi, in vista di ciò che costruiamo per il futuro. In questo senso la memoria è fondamentale per l’identità personale e collettiva. Ed ha senso solo se affianco ad essa ne mettiamo un’altra: IMPEGNO. Perché con l’impegno, oggi rendiamo presente quel passato&#8230; non facciamo una rievocazione che appartiene al passato. Lo rendiamo presente “in una maniera nuova”, capaci di interpretare i problemi, le storture del nostro tempo, che prima di tutto non ci sono indifferenti. La nostra deve essere una memoria di uomini impegnati. Le domande cambiano, i tentativi di risposta anche. Ricordiamo per rifare le stesse cose? No. Ricordiamo per lasciarci interrogare su come quei valori, quelle visioni, l’anelito di libertà che mise in moto quegli uomini e quelle donne, oggi influenzano le risposte che noi diamo alle sfide dell’oggi.<br />
Nella giornata della memoria e dell’impegno in ricordo di tutte le vittime innocenti delle mafie (il 21 marzo), con Libera leggiamo i nomi di tutte le vittime. Perché? Essere chiamati per nome, significa essere “presenti”. Significa che noi rendiamo presenti le vite e le storie che gli altri, i mafiosi hanno voluto cancellare. Ricordando, chiamando di nuovo per nome, facciamo memoria selettiva… portiamo con noi le cose importanti. Quel sacrificio, quella morte, non vanno dimenticati, anzi, dobbiamo portarli con noi, perché in tutto questo ci riconosciamo, decidiamo chi vogliamo essere..<br />
Oggi mi sarebbe piaciuto leggere ad alta voce i nomi di tutti quei giovani, quegli uomini e quelle donne che pagarono un prezzo altissimo per la scelta di opporsi al nazi-fascismo. Furono incarcerati, torturati, uccisi. E chi è scampato a tutto questo ha visto morire o torturare i suoi affetti più cari. Non è possibile, oggi, purtroppo, chiamarli tutti. Ma non possiamo qui, a Borgomanero, non ricordare Ernesto Mora edEnzo Gibin, torturati e uccisi dai fascisti quando mancavano due mesi alla Liberazione (23 febbraio 1945).<br />
<img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-1790" src="http://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2016/04/IMG_2640-1-300x200.jpg" alt="IMG_2640" width="300" height="200" />E’ davvero inteso, commovente, leggere le lettere dei condannati a morte della Resistenza. Invito chi non lo avesse fatto a leggerle. Sono ricche dell’umanità migliore, di una verità disarmante. Due cose, però, mi colpiscono più di tutto. La prima è la capacità e la forza che quegli uomini e quelle donne ebbero di trovare unità nelle diversità. «Cattolici, comunisti, liberali, socialisti, azionisti, monarchici, anarchici, trovarono intesa ideale e organizzativa sotto il comune obiettivo della democrazia e della libertà». E’ uno degli insegnamenti più importanti e che andrebbe recuperato: ci sono valori per i quali occorre essere capaci di camminare insieme.<br />
La seconda è la semplicità, la profonda umanità che emerge da quelle lettere. Non ne viene fuori un dipinto di eroi, di super-uomini. Al contrario: persone normali, che in una forte situazione di oppressione seppero dire un “no”, che poi è diventato un forte “si”, un impegno forte per il cambiamento.<br />
Che siano da sprone per ognuno di noi a non piegare la testa di fronte alle difficoltà e alle ingiustizie; a non girarci dall’altra parte, a saper pagare prezzi alti per vedere realizzate le cose in cui crediamo. A non venderci, mai, ma anche a superare narcisismi e settarismi per imparare di nuovo a camminare insieme, almeno sui valori fondanti del nostro vivere insieme.</i></p>
<p>Sulla porta del municipio di Invorio c’è una frase bellissima, presa dall’epigrafe di Piero Calamandrei, scritta in risposta alle affermazioni del camerata Kesserling (nel 1952): «che volontari si adunarono per dignità e non per odio decisi a riscattare la vergogna e il terrore del mondo». I grandi progetti non sono mossi da sentimenti negativi. Possono anche partire da quelli, ma per stare in piedi, reggere nel tempo, devono avere una spinta positiva. Il movimento dei partigiani fu positivo: per dignità, per amore, consapevoli che sotto una certa soglia di la dignità del genere umanoera in pericolo. Non bisogna accettare che questo accada. Non solo per sé, per il proprio benessere, ma perché alcuni eventi sono vergona e terrore del mondo intero.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-1772" src="http://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2016/04/DSC_0446-300x200.jpg" alt="DSC_0446" width="300" height="200" />Questo ci porta al secondo aspetto di questa giornata. A quello simbolico, che ci fa guardare alla Resistenza come mito fondativo. Imiti servono non solo a illuminare il passato, a rispondere alla domanda da dove veniamo? ma anche a interrogare il presente e indicare la strada da percorrere per il futuro: chi siamo? Dove andiamo? Ce lo ricorda molto bene Gustavo Zagrebelsky:</p>
<p>«il mito fondativo è l’essenza di un’identità collettiva… il mito non può essere cristallizzato, non deve fossilizzarsi in vuota retorica celebrativa, in folklore. Deve essere costantemente rivitalizzato attraverso una dialettica tra l’arcaico e l’attuale».</p>
<p>C’è molto in quello che sta accadendo nel presente che va rivitalizzato attraverso il nostro mito fondativo, la Resistenza.<br />
Noi abbiamo una fortuna in più. Oltre ad avere un mito, abbiamo anche qualcosa di concreto, che da quegli anni scaturisce, che ci fa da cartina di tornasole sul rapporto tra arcaico ed attuale: è la Costituzione. Senza Resistenza non avremmo avuto questa bellissima Costituzione. E la distanza dai principi indicati nella Costituzione è la misura della nostra distanza dalla Resistenza.</p>
<p>Su questo solco non possiamo sottrarci, allora, alla domanda fondamentale di giornate come quella di oggi: Quanta liberazione ancora “da fare”? E questa tocca a noi!</p>
<p>Non abbiamo tempo, oggi, per entrare nel merito delle tante liberazioni necessarie. Proviamo a scorrere solo i titoli.<br />
Mafie e corruzione<br />
Non possiamo oggi elencare le molteplici inchieste che negli ultimi anni, ancora, hanno caratterizzato i nostri territori, portando all’arresto di centinaia di persone tra Piemonte e Lombardia. Dico, però, che fino a quando questo paese non si libererà delle mafie e della corruzione, non sarà un paese libero. E questo oggi ce lo dobbiamo dire. Perché le mafie sono sofferenza, morte, soprusi, legge del più forte contro uguaglianza di fronte alla legge. Questa lotta deve diventare una priorità a ogni livello possibile: dal singolo cittadino alle massime istituzioni. Ancora non è così. Dobbiamo fare di più per liberare i tanti oppressi dal giogo dell’oppressione mafiosa e per riappropriarci delle tante, tante risorse che vengono sottratte illecitamente alla collettività.</p>
<p>Disoccupazione<br />
Anche qui solo poche parole. L’articolo 1 della nostra Costituzione ci dice che la nostra Repubblica è fondata sul lavoro. Cosa vuol dire? Perché? Oggi non c’è il tempo… Però sappiamo tutti che senza lavoro non c’è inclusione nella cittadinanza. Non esistono diritti civili e politici senza i diritti sociali fondamentali. Non a caso, l’art. 3 è lo svolgimento del tema indicato nell’art. 1. Se le persone non sono libere dalla fame, dalla paura per sé e per i propri cari difficilmente saranno cittadini nel senso pieno del termine: membri di una comunità e responsabili del futuro di essa.<br />
Allora non possiamo accettare la disoccupazione (oggi al 12%) come fisiologica. Non possiamo accettare che si pongano le basi di un conflitto generazionale tra giovani che non entrano mai nel mondo del lavoro e persone anziane che non riescono a uscirne. E un dato, come quello relativo alla disoccupazione giovanile, che ci parla di oltre il 40% dei nostri ragazzi a casa, ci racconta di un paese che non sta crescendo cittadini liberi e responsabili.</p>
<p>Sperequazione e disuguaglianza.</p>
<p>Sempre meno persone possiedono la maggior parte delle risorse e delle ricchezze. Pochi individui hanno ricchezze pari a quelle di intere nazioni. E anche nelle nostre società, la forbice tra i pochi ricchi e i tanti poveri aumenta sempre di più.<br />
Dobbiamo invertire la rotta, cercare condizioni in cui ci sia il necessario per tutti. L’economia e la finanza devono tornare al servizio dell’uomo.</p>
<p>Crisi sociale ed ecologica<br />
Abbiamo bisogno di cambiare i paradigmi culturali di riferimento. La crisi ecologica che stiamo vivendo non è più un problema di ambientalismo. Mette in gioco la nostra stessa sopravvivenza e ha conseguenze sociali gravissime soprattutto nei paesi in via di sviluppo.</p>
<p>Le guerre<br />
Il pianeta è devastato da tantissimi conflitti. In più occasioni il Papa ha parlato della III guerra mondiale, denunciando i conflitti presenti nei diversi luoghi. Lungi dall’essere diventato un tabù, come avevamo sperato, la guerra resta lo strumento più utilizzato per la risoluzione dei conflitti.</p>
<p>La grave crisi sociale ed ecologica, le tante guerre creano oggi diseguaglianza, oppressione, fame, violenza, ingiustizia, morte. Di fronte a tutto questo, masse di oppressi si spostano, in fuga da povertà, miseria e morte. Lo vediamo, con il rischio di assuefarci, tranne qualche piccolo risveglio ogni tanto, tutti i giorni: in tv, sui social. Migliaia di persone, uomini, donne, bambini che in condizioni disumane si muovono per sfuggire all’oppressione spinti dalla speranza di un futuro migliore per se per i propri bambini.</p>
<p>Angus Deaton (nobel per l’economia nel 2015) la definisce la grande fuga.</p>
<p>La fuga più grande nella storia dell’umanità è la fuga dalla povertà e dalla morte. Per migliaia di anni le persone che, favorite dalla sorte, erano sfuggite alla morte nell’infanzia hanno dovuto affrontare un’esistenza nella più sconcertante miseria. Grazie al pensiero illuminista, alla rivoluzione industriale e alla messa a punto della teoria microbica delle malattie, le condizioni di vista sono straordinariamente migliorate, il numero di anni da vivere è più che raddoppiato e l’esistenza è diventata più ricca e gradevole…. La grande fuga ha cambiato radicalmente le cose per quelli di noi che sono diventati più ricchi, sani, alti, robusti e colti dei propri nonni. Ma ha inciso profondamente anche in un senso diverso e meno positivo: perché buona parte della popolazione mondiale è stata lasciata indietro, perché il pianeta è immensamente più disuguale di quanto fosse trecento anni fa.</p>
<p>Abbiamo accettato che il mare mediterraneo diventasse il più grande cimitero della storia umana. E di fronte a tutto questo, l’Europa nata dalla seconda guerra mondiale, che ha conosciuto l’orrore e ha gridato “Mai più!”, che fa?</p>
<p>Costruisce muri, chiude le frontiere, confonde il diritto di tutti con il privilegio di pochi e dimentica anche gli aspetti più elementari di umanità. Dimentica di essere stata umiliata, schiacciata, di avere avuto la guerra in casa, fame, povertà, morte. Dimentica che ogni uomo ha diritto a vivere dignitosamente.<br />
Noi questo non lo possiamo accettare. Un’Europa così non ci serve, è una somma di egoismi. E sappiamo, soprattutto, oggi che questo porta con sé solo tragedie. C’è bisogno, invece, oggi ancora di più, di tessere le trame di una convivenza possibile nelle diversità, di tornare a essere “costruttori di ponti e saltatori di muri” come ci ha insegnato Alexander Langer.</p>
<p>Dobbiamo trovare il modo, tutti insieme, di superare i muri dell’egoismo e dell’indifferenza. Eh si, l’indifferenza. Ce l’hanno insegnato in tanti: Gramsci, Calamandrei… Oggi prenderò in prestito le parole di don Lorenzo Milani.<br />
In lettera Lettera ai giudici a possiamo leggere:</p>
<p>Su una parete della nostra scuole c&#8217;è scritto grande &#8220;I care&#8221;. E&#8217; il motto dei giovani americani migliori. &#8220;Me ne importa, mi sta a cuore&#8221;. E&#8217; il contrario del motto fascista &#8220;me ne frego&#8221;.</p>
<p>&#8220;Mi sta a cuore&#8221;, &#8220;mi importa&#8221; è il fondamento di ciò di cui parliamo oggi. In opposizione a questo c&#8217;è il &#8220;me ne frego&#8221; fascista, il distratto, l&#8217;indifferente, che segue, consapevolmente o meno, il pensiero dominante, senza interrogarsi, senza alcuna criticità, preoccupato solo del proprio destino, dimentico che “noi siamo gli altri” e che il nostro destino è legato, sempre di più a quello dell’intera umanità. Se lasciamo che l’oppressione prenda piega, che il mondo diventi un luogo dove è normale la disumanizzazione, la mancanza di umanità, di solidarietà, di giustizia, ne siamo responsabili. Ma siamo anche sciocchi, perché noi non sappiamo dove sta il confine e chi lo mette. Un giorno, come ci ha insegnato Brecht, potrebbe toccare di nuovo a noi.</p>
<p>C&#8217;è un luogo comune dell&#8217;ideologia democratica molto forte, molto affermato: esso prevede che sia sufficiente diffondere i diritti di partecipazione, i diritti civili e in modo particolare il diritto di voto perché la democrazia si sviluppi. Questo luogo comune prevede che con la crescita della democrazia (più diritti, diritti per più persone) cresca automaticamente lo spirito democratico nelle persone. Spirito democratico che in essenza è quel I care di don Milani, in altre parole la dedizione agli altri, alla cosa pubblica, la disponibilità a mettere in comune energie e risorse.<br />
Ma è davanti agli occhi di tutti come non sia così. Prendiamo come esempio il diritto di voto: pur essendo esteso a tutti vota una percentuale sempre minore. Anche l’Italia, che si è sempre distinta per l’alta partecipazione, negli ultimi anni è in controtendenza. Per le ultime Amministrative ha votato il 64,92% degli elettori, mentre alle Regionali il 53,90% (dati 2015).<br />
L’estensione dei diritti politici non è sufficiente. La verità è che la democrazia, per sopravvivere in quanto tale, ha bisogno che ci si prenda cura dello spirito democratico, che esso si diffonda il più possibile, che cresca. Senza di esso si arriva a delle distorsioni della democrazia, dove viene mantenuta la forma democratica, ma la sostanza vede il potere nelle mani di pochi e la maggior parte degli individui esclusa da ogni forma di partecipazione, decisione, o potere.</p>
<p>La democrazia, quindi, per sopravvivere ha bisogno dello spirito democratico, ha bisogno di una pedagogia della democrazia che ha come perno la scuola e le politiche giovanili. Su queste due gambe costruiamo il futuro delle nostre comunità.<br />
La maggior parte dei resistenti era giovane, basta soffermarsi sulle lapidi delle nostre città e delle nostre montagne per rendersene conto. Dobbiamo trovare il modo per far dialogare quei giovani e i nostri giovani affinché la passione che animò le loro scelte, gli ideali che guidarono il loro cammino contaminino i ragazzi di tutte le generazioni future.<br />
Non solo dobbiamo custodire ciò che esiste (esempio gli Istituti Storici, all’ANPI), ma che promuovere (sempre di più) percorsi nelle scuole, per gli insegnanti e per gli studenti, percorsi extra-scolastici (pensate al progetto “Promemoria- Auschwitz, al Meridiano d’Europa) ed esperienze di incontro e confronto su questi temi che coinvolgano più persone possibili.<br />
In questo senso il lavoro dell’ANPI, dell’Istituto Storico, di tante istituzioni, di tante associazioni sui nostri territori è fondamentale. Non solo non deve venire meno, ma deve essere ancora più intenso. Potrei portare tanti esempi. Oggi qui cito solo il progetto “promemoria Auschwitz” che da anni porta decine di ragazzi…, o il progetto “Meridiano d’Europa”. Solo così i nostri giovani possono comprendere le parole di Piero Calamandrei: «Dietro ogni articolo della Costituzione, o giovani, voi dovete vedere giovani come voi che hanno dato la vita perché la libertà e la giustizia potessero essere scritte su questa Carta». Senza un’esperienza a cui collegare la riflessione il messaggio non passa. Noi dobbiamo sentire la responsabilità di costruire questi percorsi. Perché dobbiamo sconfiggere il pericolo più grande: l’INDIFFERENZA. C’è un solo modo per commemorare la liberazione: quello di impegnarsi. Siamo di fronte al diffondersi di una sfiducia crescente nei confronti delle istituzioni e in particolare della politica. Dobbiamo invertire la rotta, cominciare la risalita: i cittadini devono tornare a votare, ma soprattutto a impegnarsi direttamente per il bene comune nelle sue diverse forme, nelle associazioni e in politica (si, in politica. Non è una parolaccia): «In una democrazia – diceva Norberto Bobbio – non si possono tollerare gli assenti. O per lo meno, se un giorno gli assenti dovessero diventare maggioranza, la democrazia avrebbe cessato di esistere».<br />
E allora ancora una volta nel ricordare la Resistenza, dobbiamo ricordare a noi stessi che il “no” che seppero dire era un forte “si”: alla vita, alla solidarietà, alla compassione. Oggi sta a noi, saper dire quei sì rispondendo alle sfide odierne. Sta a noi trovare il modo di “liberarci insieme” da mafie, corruzione, diseguaglianza, ingiustizie, a sognare un’Europa unita, aperta, solidale, a cercare “nelle ragioni della lotta d’allora le ragioni della convivenza di oggi”.<br />
ORA E SEMPRE RESISTENZA!</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Riforma della Sanità: la Regione apre al confronto su Borgomanero e Novara</title>
		<link>https://domenicorossi.eu/2014/12/18/riforma-della-sanita-la-regione-apre-al-confronto-su-borgomanero/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[beppe]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Dec 2014 15:49:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Regione Piemonte]]></category>
		<category><![CDATA[Riforma sanità]]></category>
		<category><![CDATA[borgomanero]]></category>
		<category><![CDATA[ospedale]]></category>
		<category><![CDATA[Regione]]></category>
		<category><![CDATA[sanità]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.rossidomenico.it/?p=828</guid>

					<description><![CDATA[Il mantenimento di 250 posti letto effettivi, la necessità di mantenere un punto di riferimento importante nel nord della provincia di Novara, la crescita costante della produttività della struttura, 12mila ricoveri all’anno e 48mila utenti al Dea, la degenza media più bassa di tutto il Piemonte (4,74 giorni a fronte di una media di 5,49) [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.rossidomenico.it/wp-content/uploads/2014/12/osp_borgomanero.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-817 size-medium" src="http://www.rossidomenico.it/wp-content/uploads/2014/12/osp_borgomanero-300x164.jpg" alt="osp_borgomanero" width="300" height="164" /></a>Il mantenimento di 250 posti letto effettivi, la necessità di mantenere un punto di riferimento importante nel nord della provincia di Novara, la crescita costante della produttività della struttura, 12mila ricoveri all’anno e 48mila utenti al Dea, la degenza media più bassa di tutto il Piemonte (4,74 giorni a fronte di una media di 5,49) e la necessità di limitare a migrazione sanitaria verso altre regioni.<br />
Queste sono solo alcune delle considerazioni che il Consigliere Regionale Domenico Rossi ha sottoposto oggi nel corso del Question Time a Palazzo Lascaris all&#8217;Assessore alla Sanità, Antonio Saitta, interrogandolo sul futuro dell&#8217;ospedale “Santissima Trinità di Borgomanero”.<br />
«Alla luce di tali argomentazioni e raccogliendo le istanze dei Sindaci del territorio – ha spiegato il Consigliere novarese &#8211; ho chiesto se non si ritenga opportuno riconsiderare quanto disposto dalla delibera di riorganizzazione della rete ospedaliera, adottata nelle scorse settimane, che prevede, per quanto riguarda il territorio dell’ASL di Novara, il calcolo dei posti letto in base al parametro di riferimento l’anno 2012 in cui era ancora operante come ospedale la struttura di Arona». In caso contrario, infatti, la riduzione dei posti ammonterebbe al 42% e non al 29% come inteso dalla delibera.<br />
«Il riferimento al posto letto anziché alla modalità di prestazione – risponde l&#8217;assessore Antonio Saitta – rischia di diventare un riferimento di un impianto antico, ad un modello superato. Con le nuove tecniche di intervento e di cura il tempo di degenza è decisamente diminuito. Detto questo riconosco la qualità dei servizi offerti dalla struttura di Borgomanero e per questo ritengo opportuno ragionare in una logica di quadrante». Motivo per cui l&#8217;Assessore intende incontrare al più presto i Sindaci. «Sono disponibile – conclude Saitta – per una riflessione sui problemi specifici: il Piano Sanitario non è un dogma e per questo il confronto con i territori diventa fondamentale per migliorare la nostra pianificazione».<br />
Un tema centrale quello della riforma sanitaria regionale che Domenico Rossi porterà sul territorio domani, venerdì 19 dicembre, in un incontro organizzato dal Gruppo del Pd in Consiglio Regionale cui parteciperà proprio l&#8217;Assessore Antonio Saitta insieme al collega novarese, Augusto Ferrari. «Condivido pienamente il modello di riorganizzazione adottato dalla Giunta, ma come ogni modello va calibrato sulle specificità dei territori. Incontri come questo hanno proprio lo scopo di favorire tale processo. Non è intenzione della Giunta sottrarsi al confronto – chiarisce Rossi – tutt&#8217;altro proprio il dialogo con amministratori, addetti ai lavori e cittadini può portare ad un percorso condiviso».<br />
In tale ottica Domenico Rossi ha voluto affrontare il tema della riorganizzazione rispetto alle criticità che si riscontrano nell&#8217;ospedale di Novara e in particolare sul funzionamento del Dipartimento Materno-Infantile considerato che a oggi è prevista la soppressione del Strutture Complesse di Ortopedia Pediatrica e Chirurgia Pediatrica. «A margine della commissione sanità – spiega il Consigliere – ho ricordato che nel maggio 2014 a Novara è stata inaugurata la nuova sede di Terapia Intensiva Neonatale e Pediatrica che, oltre ad essere all&#8217;avanguardia, fa da riferimento per tutto il quadrante nord-est. Eliminare questo servizio oggi significherebbe gettare al vento l&#8217;investimento e spingere l&#8217;utenza verso la Lombardia». Una presa di coscienza su cui sarebbe opportuno aprire una riflessione. «Ritengo &#8211; conclude Rossi &#8211; ci sia lo spazio per l&#8217;inserimento di una terza chirurgia pediatrica in Piemonte, da assegnare a Novara, considerato che il Regolamento attuativo nazionale prevede un bacino minimo di 1,5 milioni per ogni Struttura Complessa con tale specializzazione».</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;Ospedale di Borgomanero al question time</title>
		<link>https://domenicorossi.eu/2014/12/11/lospedale-di-borgomanero-al-question-time/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[beppe]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Dec 2014 16:06:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[borgomanero]]></category>
		<category><![CDATA[sanità]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.rossidomenico.it/?p=816</guid>

					<description><![CDATA[Seguo da vicino e con interesse la vicenda dell&#8217;ospedale &#8220;Santissima Trinità di Borgomanero&#8221;. I Sindaci del territorio hanno avanzato delle proposte legittime, come quella del mantenimento di 250 posti letto, che vanno valutate nel contesto della riforma del Sistema Sanitario Regionale. Argomentazioni che si fondano sulla necessità di mantenere un presidio importante nel nord della [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: small;"><a href="http://www.rossidomenico.it/wp-content/uploads/2014/12/osp_borgomanero.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-817 size-medium" src="http://www.rossidomenico.it/wp-content/uploads/2014/12/osp_borgomanero-300x164.jpg" alt="osp_borgomanero" width="300" height="164" /></a>Seguo da vicino e con interesse la vicenda dell&#8217;ospedale &#8220;Santissima Trinità di Borgomanero&#8221;. I Sindaci del territorio hanno avanzato delle proposte legittime, come quella del mantenimento di 250 posti letto, che vanno valutate nel contesto della riforma del Sistema Sanitario Regionale. Argomentazioni che si fondano sulla necessità di mantenere un presidio importante nel nord della provincia, anche in considerazione del recente ridimensionamento dell&#8217;ospedale di Arona, sulla crescita costante della produttività della struttura, 12mila ricoveri all&#8217;anno e 48mila utenti al Dea, le buone perfomance dell&#8217;ASL NO (le migliori in termini di degenza media) e, infine, la necessità di limitare a migrazione sanitaria verso altre regioni, la Lombardia in particolare.<br />
Da settimane seguo con attenzione le reazioni alla delibera regionale di riorganizzazione della rete territoriale e incontro molti operatori del settore. Ancora ieri sera ho incontrato il consiglio direttivo dell&#8217;Ordine dei Medici di Novara proprio per fare il punto sui punti di forza e sulle criticità che la delibera regionale contiene.<br />
Proprio per aprire un confronto costruttivo sulle tematiche che interessano il sistema sanitario locale e regionale, ho invitato il prossimo venerdì 19 dicembre l&#8217;assessore regionale alla sanità, Antonio Saitta a Novara, con il quale presso l&#8217;auditorium dell&#8217;Istituto Magistrale Bellini, a partire dalle ore 14,30, incontreremo insieme con Augusto Ferrari cittadini, amministratori e operatori del settore. Un&#8217;occasione per sottoporre la questione e proporre soluzioni alternative. In tal senso la prossima settimana interpellerò direttamente l&#8217;assessore con una question time a Palazzo Lascaris.</span></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Trasporto pubblico locale: è necessario tornare alla progettualità</title>
		<link>https://domenicorossi.eu/2014/09/18/trasporto-pubblico-locale-e-necessario-tornare-alla-progettualita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[beppe]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Sep 2014 08:20:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[borgomanero]]></category>
		<category><![CDATA[Regione Piemonte]]></category>
		<category><![CDATA[rossi domenico]]></category>
		<category><![CDATA[tpl]]></category>
		<category><![CDATA[trasporto pubblico locale]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.rossidomenico.it/?p=608</guid>

					<description><![CDATA[Interessante e densa di contenuti la tavola rotonda sul traporto pubblico locale organizzata da Officina 32 al Circolo Santa Cruz a Borgomanero durante la settimana europea della mobilità. Un incontro al quale ho partecipato molto volentieri, desideroso di apprendere dagli esperti di settore (ed erano molto qualificato) tutte le problematiche che un sistema di trasporto [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.rossidomenico.it/wp-content/uploads/2014/09/mimmotpl.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-609" src="http://www.rossidomenico.it/wp-content/uploads/2014/09/mimmotpl-300x235.jpg" alt="mimmotpl" width="300" height="235" /></a>Interessante e densa di contenuti la tavola rotonda sul traporto pubblico locale organizzata da Officina 32 al Circolo Santa Cruz a Borgomanero durante la settimana europea della mobilità. Un incontro al quale ho partecipato molto volentieri, desideroso di apprendere dagli esperti di settore (ed erano molto qualificato) tutte le problematiche che un sistema di trasporto pubblico deve affrontare per diventare virtuoso, sostenibile e soprattutto apprezzato dalla gente. È evidente che nell’attuale situazione finanziaria della Regione alcune scelte possono essere dettate più dall’emergenza e dal “mettere in sicurezza i conti” che non dalla pianificazione: scelte che sono indubbiamente dolorose, che devono tenere conto della situazione drammatica in cui versano le casse regionali. Il mio ruolo di consigliere deve essere, e sarà, quello di ascoltare esperti di settore e territori (ma senza limitarsi alla pur doverosa difesa “del campanile”) e riportare il tutto in Regione, nel lavoro delle commissioni e nel rapporto con l&#8217;assessorato dove le scelte operative vengono prese. Il consiglio e la giunta lavoreranno con tempi serrati su questa materia: chiederò audizioni in aula così da recepire e fare nostro il parere degli esperti e di chi vive il trasporto pubblico tutti i giorni.</p>
<p>Ma è fondamentale che la politica, e in questo caso la Regione Piemonte, torni protagonista e regista di tutto il sistema del trasporto locale. Come hanno evidenziato i casi di successo in Lombardia, la scelta di tagliare i rami secchi porta ad una spirale negativa che può trascinare giù l’intero sistema di trasporto. Oggi il libro della progettualità va riscritto: anche in Piemonte abbiamo eccellenze in merito, penso al biglietto integrato a Torino e nel Cuneese. Da qui possiamo ripartire.</p>
<p>Perché in materia di trasporto pubblico piemontese la grande assente, da decenni ormai, è stata proprio la politica: va organizzato ciò che oggi è disorganizzato, con sovrapposizioni tra gomma e ferro e quasi totale mancanza di coordinamento tra il servizio offerto dai bus e quello offerto dai treni. Bisogna lavorare sulle coincidenze, sul numero delle corse e delle linee e sull’informazione all’utenza. La materia è complessa e articolata, certo, ma se non ci mettiamo mano rischiamo di arrivare al punto di non-ritorno. Oggi siamo nella condizione, spero, di invertire la rotta. Le risorse sono quelle che sono ma è importante che la Regione torni a fare programmazione. Al di là dei tecnicismi e delle precedure di assegnazione del servizio, questo è il punto cruciale di tutto il sistema. Senza progetti chiari, seri e lungimiranti il trasporto pubblico locale non diventerà mai efficace ed efficiente.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
