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	<title>bioeconomia &#8211; Domenico Rossi</title>
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	<description>Il futuro è nelle nostre mani</description>
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		<title>Il Piemonte si doti di un piano per l&#8217;economia circolare</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Dec 2020 09:34:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Dopo oltre un anno dalla sua presentazione, il Consiglio Regionale ha approvato ieri, all’unanimità, la mozione presentata dal Consigliere Domenico Rossi nel novembre 2019 con la quale si chiede che il Piemonte si doti di un Piano Regionale per la Bioeconomia e l’economia circolare “Un atto importante che non deve rimanere sulla carta, bensì aprire [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">Dopo oltre un anno dalla sua presentazione, il Consiglio Regionale ha approvato ieri, all’unanimità, la mozione presentata dal Consigliere Domenico Rossi nel novembre 2019 con la quale si chiede che il Piemonte si doti di un Piano Regionale per la Bioeconomia e l’economia circolare “Un atto importante che non deve rimanere sulla carta, bensì aprire un periodo di transizione e trasformazione. Per questo lavoreremo da oggi in poi” commenta il consigliere, portavoce del gruppo PD nella Commissione Ambiente.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“Si tratta di un atto fondamentale &#8211; prosegue </span><b>Domenico Rossi</b><span style="font-weight: 400;"> &#8211; che ci mette nella condizione di coniugare crescita economica e tutela ambientale. Il modello economico lineare, fondato sullo sfruttamento delle risorse naturali, non è più sostenibile. Abbiamo il dovere di promuovere un’economia giusta, che produca lavoro, crescita, ma minori emissioni di CO2, meno consumo di materia prima e rifiuti. Si tratta, inoltre, di un settore ad alto potenziale. L&#8217;</span><a href="https://www.alleanzaeconomiacircolare.it"><i><span style="font-weight: 400;">Alleanza per l’economia circolare </span></i></a><span style="font-weight: 400;">stima che al 2030 si possa raggiungere il 7% di maggiori investimenti con una diminuzione del 10% dei costi, del 17% di emissioni, ma con 700.000 mila posti di lavoro in più”. L’ultimo <a href="https://assobiotec.federchimica.it/attività/dati-e-analisi/bioeconomia">rapporto Intesa Sanpaolo-Assobiotec</a> stima il fatturato del settore in 328miliardi di euro e la </span><span style="font-weight: 400;">Strategia Nazionale sulla Bioeconomia si pone l’obiettivo di aumentare le performance del 15% entro il 2030</span><span style="font-weight: 400;">.&nbsp;</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“L’Europa e l’Italia &#8211; prosegue il primo firmatario &#8211; hanno avviato da tempo consistenti programmi di investimento nel settore, per questo motivo elaborare una strategia e livello regionale significa anche prepararsi per intercettare risorse importanti; basta pensare al </span><i><span style="font-weight: 400;">Green New Deal</span></i><span style="font-weight: 400;"> o al </span><i><span style="font-weight: 400;">Next Generation UE</span></i><span style="font-weight: 400;">. Significa, inoltre, valorizzare le tante eccellenze già presenti nella nostra regione che rappresentano punti di riferimento a livello internazionale, con le quali mi auguro la Regione vorrà costruire il piano piemontese. Le trasformazioni epocali di questo tipo non si improvvisano, ma vanno accompagnate”. Il rapporto OCSE </span><span style="font-weight: 400;">“</span><i><span style="font-weight: 400;">The Bioeconomy to 2030: designing a policy agenda”</span></i> <span style="font-weight: 400;">attribuisce alla bioeconomia la capacità di imprimere una vera e propria spinta propulsiva verso una nuova &#8220;rivoluzione industriale&#8221;.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“L’approvazione all’unanimità di questo atto di indirizzo &#8211; aggiunge il capogruppo del Partito Democratico </span><b>Raffaele Gallo</b><span style="font-weight: 400;"> &#8211; ha un importante significato politico. Questa giunta ha dimostrato in questo primo anno e mezzo di governo di avere significative carenze sul piano della programmazione riducendo spesso la sua azione ad interventi puntuali, fuori da una visione globale. Siamo contenti di poter essere d’aiuto in tal senso rispetto ad un tema su cui si gioca una parte importante del futuro della nostra regione”.&nbsp;</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Come mettere in atto gli impegni contenuti nella mozione? “Al settore pubblico e alla politica spetta il compito di guidare la transizione da un’economia lineare ad una circolare anche creando i presupposti per la crescita culturale necessaria allo sviluppo di questi nuovi paradigmi” spiegano i consiglieri Dem evidenziando che “per caratteristiche e vocazione, il Piemonte può essere un’ideale piattaforma per il comparto e quindi è necessario, in primis, partecipare attivamente al Tavolo Nazionale per la Bioeconomia. Su quel modello occorre, quindi, crearne uno a livello regionale dove le eccellenze del mondo dell’università e della ricerca, oltre alle aziende leader che hanno sede nel nostro territorio, possano contribuire a mettere nero su bianco un piano </span><span style="font-weight: 400;">regionale per la bioeconomia e l’economia circolare al fine di </span><span style="font-weight: 400;">facilitare la nascita di un ecosistema dove le diverse parti comunichino tra di loro per un obiettivo comune e con visione sistemica”.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Contratto pubblico ed economia circolare per rilanciare l’occupazione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jan 2020 12:19:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicato stampa]]></category>
		<category><![CDATA[bioeconomia]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
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					<description><![CDATA[Oggi a Palazzo Lascaris un Consiglio Regionale interamente dedicato alle politiche di sviluppo e del lavoro. Quali strategie? Come assicurare prospettive di crescita e supportare il sistema economico della nostra Regione? “Un fattore determinante per rilanciare economia ed occupazione in Piemonte è legato agli investimenti pubblici: Peccato che l’attuale Giunta abbia bloccato o rallentato il [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi a Palazzo Lascaris un Consiglio Regionale interamente dedicato alle politiche di sviluppo e del lavoro.<span class="Apple-converted-space"><br />
</span>Quali strategie? Come assicurare prospettive di crescita e supportare il sistema economico della nostra Regione?</p>
<p><span style="font-weight: 400;">“Un fattore determinante per rilanciare economia ed occupazione in Piemonte è legato agli investimenti</span><b> pubblici</b><span style="font-weight: 400;">: Peccato che l’attuale Giunta abbia bloccato o rallentato il </span><b>piano di edilizia Sanitaria</b><span style="font-weight: 400;"> già approvato che prevede investimenti da 1,5 miliardi di euro”. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“Di fronte ad una situazione difficile è fondamentale sviluppare strategie chiare e su comparti ad alto valore aggiunto. Ho voluto ribadire quindi la necessità di investire su </span><b>bioeconomia</b><span style="font-weight: 400;"> ed </span><b>Economia Circolare</b><span style="font-weight: 400;"> che rappresentano un’opportunità per coniugare economia, ambiente e società. Un comparto che, secondo il rapporto GreenItaly 2019, nel 2018 ha generato 100 mila nuovi posti di lavoro rispetto al 2017”. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“In tal senso ho presentato nei mesi scorsi una mozione per l’Adozione di un </span><i><span style="font-weight: 400;">Piano Regionale per la bioeconomia e l’economia circolare</span></i><span style="font-weight: 400;"> per definire le azioni da mettere in campo e lavorare al fine di intercettare gli ingenti finanziamenti previsti dall’Unione Europea (oltre 10 miliardi) dal 2021 al 2027. Si stima, infatti, un incremento del 15% delle attività e dei posti di lavoro entro il 2030. Il Piemonte non può perdere questa opportunità”. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“Regione Piemonte nel 2018 ha avviato </span><i><span style="font-weight: 400;">Piattaforma Bioeconomia</span></i><span style="font-weight: 400;"> stanziando 40 milioni di euro per sostenere progetti per chimica verde, cleantech e agroalimentare: continuare ad investire in percorsi come questo significa produrre dinamiche anticicliche per il nostro territorio che già rappresenta il riferimento di molte aziende verdi all’avanguardia”. </span></p>
<p><iframe title="Contratto pubblico ed economia circolare per rilanciare l’occupazione - intervento 07/01/2020" width="720" height="540" src="https://www.youtube.com/embed/xr6k5pLXB3s?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
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		<title>Allarme riscaldamento globale: rivoluzione ecologica non più rinviabile</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Oct 2018 12:11:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[bioeconomia]]></category>
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					<description><![CDATA[In questi giorni è stato reso pubblico il rapporto speciale sul clima delle Nazioni Unite, Global Warming of 1.5 °C, che lancia un grido di allarme  sul riscaldamento globale evidenziando che i prossimi 12 anni (sì 12, non 120) saranno decisivi per evitare un aumento medio della temperatura superiore a 1,5°C, ritenuti la soglia di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-3165" src="http://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2018/10/ECO1-300x275.jpeg" alt="" width="300" height="275" srcset="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2018/10/ECO1-300x275.jpeg 300w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2018/10/ECO1-768x703.jpeg 768w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2018/10/ECO1-700x641.jpeg 700w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2018/10/ECO1.jpeg 1500w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />In questi giorni è stato reso pubblico il rapporto speciale sul clima delle Nazioni Unite, </span><a href="http://www.ipcc.ch/report/sr15/" target="_blank" rel="noopener"><i><span style="font-weight: 400;">Global Warming of 1.5 °C</span></i></a><span style="font-weight: 400;">, che lancia un grido di allarme  sul riscaldamento globale evidenziando che i prossimi 12 anni (sì 12, non 120) saranno decisivi per evitare un aumento medio della temperatura superiore a 1,5°C, ritenuti la soglia di sicurezza per ridurre i rischi di un aumento fino a 2°C (leggi l’articolo <a href="https://www.ilpost.it/2018/10/09/riscaldamento-globale-rapporto-ipcc/" target="_blank" rel="noopener">qui</a>). Mezzo grado soltanto farà la differenza per milioni di persone scongiurando siccità e inondazioni, per la salvaguardia degli ecosistemi marini e non solo.<br />
La scienza suona la sveglia, non ascoltarla avrebbe conseguenze drammatiche: è necessario un cambiamento di paradigma fondato su un nuovo rapporto tra uomo e natura, sul concetto di limite delle risorse e su un nuovo modello economico/produttivo che da lineare deve diventare circolare. Urge una eco-politica dal livello locale a quello planetario. Spetta, infatti, al settore pubblico e ai cittadini stimolare gli investimenti nel campo della bioeconomia in un’ottica di riconnessione tra economia, ambiente e società e dell’economia circolare: è necessario rendere più attrattivo il territorio per l’investimento dei privati, facilitando la rete tra ricerca e industria, così come è fondamentale accompagnare la crescita culturale necessaria allo sviluppo di questi nuovi paradigmi.<br />
</span><span style="font-weight: 400;">Non c’è tempo da perdere, coniugare crescita e futuro è una priorità a livello globale: la scienza ci dice che si può contenere il riscaldamento globale, tocca alla politica mettere in campo strumenti e norme necessarie per raggiungere l’obiettivo. Una responsabilità che chiunque si occupi di </span><i><span style="font-weight: 400;">res publica </span></i><span style="font-weight: 400;">deve fare propria. </span></p>
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		<title>La Regione Piemonte stanzia 40 milioni per la bioeconomia</title>
		<link>https://domenicorossi.eu/2018/06/21/la-regione-stanzia-40-milioni-per-la-bioeconomia/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Jun 2018 13:58:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[bandi]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicato stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Regione Piemonte]]></category>
		<category><![CDATA[bioeconomia]]></category>
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					<description><![CDATA[“Con la pubblicazione di questo bando Regione Piemonte mette a disposizione 40 milioni di euro su tre ambiti chiave: Agroalimentare, Chimica verde ed Economia Circolare. Un bando che assolve all’importante ruolo che spetta alla pubblica amministrazione: stimolare gli investimenti nel campo della bioeconomia in un’ottica di riconnessione tra economia, ambiente e società. Non solo è [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>“Con la pubblicazione di questo bando Regione Piemonte mette a disposizione 40 milioni di euro su tre ambiti chiave: Agroalimentare, Chimica verde ed Economia Circolare.</em><br />
<em>Un bando che assolve all’importante ruolo che spetta alla pubblica amministrazione: stimolare gli investimenti nel campo della bioeconomia in un’ottica di riconnessione tra economia, ambiente e società. Non solo è necessario rendere più attrattivo il territorio per l’investimento dei privati, facilitando la rete tra ricerca e industria, ma è necessario accompagnare la crescita culturale necessaria allo sviluppo di questi nuovi paradigmi.</em><br />
<em>Se è vero, infatti, cha la bioeconomia rappresenta una grande opportunità e che in Piemonte sono molte le realtà all’avanguardia, occorre programmare in modo tale che l’eccellenza diventi norma e il modello sia da esempio per un numero sempre maggiore di realtà” (Domenico Rossi).</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><strong>PIATTAFORMA BIOECONOMIA: CONTRIBUTI E  </strong><strong>IMPEGNO PER NUOVE ASSUNZIONI</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong> </strong><em>La Regione sostiene progetti per chimica verde, cleantech e agroalimentare, </em><em>stanziando contributi per 40 milioni </em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: left;"> Contributi a fondo perduto finalizzati alla realizzazione di  progetti di ricerca industriale in Piemonte nei settori dell&#8217;agroalimentare, della chimica verde/cleantech e dell&#8217;economia circolare, con l&#8217;impegno da parte delle aziende di assumere giovani qualificati in alto apprendistato, in rapporto alla fascia di investimento prevista. Sono queste, in sintesi, le caratteristiche più significative della nuova piattaforma tecnologica sulla Bioeconomia, di cui da oggi è disponibile il bando.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dopo  “Fabbrica intelligente” (avviata nel 2015) e  “Salute e benessere” (lanciata lo scorso anno), la Regione vara questa nuova piattaforma su uno dei temi più strategici per l&#8217;attuale programmazione dei fondi europei, finanziando i relativi progetti con un contributo di 40 milioni di euro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nel territorio piemontese l&#8217;industria agrifood è costituita da circa 33 mila unità produttive e oltre 135 mila addetti, mentre sono quasi 3800 le imprese del settore chimica verde con circa 48 mila lavoratori. «Il Piemonte- sottolinea l&#8217;assessore Giuseppina De Santis &#8211; ha condiviso con le altre Regioni la strategia generale di posizionamento sul settore e questa piattaforma rappresenta la misura concreta per darne attuazione. Qui è inoltre presente un modello distintivo di collaborazione tra mondo agricolo e industriale, che rende auspicabile l’ulteriore incremento della cooperazione tra strutture di ricerca e imprese riferiti all’intera filiera agroalimentare. Contiamo infine che, come già accaduto con le altre misure avviate sulla ricerca, anche in questo caso si possano ottenere importanti risultati sul tema dell&#8217;occupazione qualificata di giovani ricercatori».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La piattaforma sulla Bioeconomia riunisce i settori della chimica verde/cleantech e dell’agroalimentare. In tali ambiti una delle sfide più attuali è costituita dal rafforzamento della ricerca e dell’innovazione volte allo sviluppo di tecnologie non solo nei rispettivi comparti, ma come risultato della loro simbiosi, che consenta la creazione di ecosistemi produttivi circolari. La bioeconomia si propone quindi di favorire la transizione verso un sistema economico più sostenibile e a minor impatto ambientale, che rigeneri gli ecosistemi naturali anziché impattarli e maggiormente efficiente dal punto di vista delle risorse nel più ampio contesto di sviluppo dell’economia circolare.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Lo strumento della piattaforma tecnologica è già collaudata da diverso tempo in Piemonte nell’ambito della politica di sviluppo regionale: si tratta di sostenere le iniziative di partenariati che si costituiscono ad hoc riunendo grandi e piccole imprese insieme ai centri di ricerca pubblici e privati. La piattaforma rappresenta quindi l’ideale forma di coordinamento e di raccordo tra i diversi attori &#8211; imprese, istituzioni, Università &#8211; che operano su scala regionale in uno specifico settore di innovazione attorno ad una visione strategica comune, con il fine di garantire un trasferimento tecnologico più immediato.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il contributo è a fondo perduto, con il limite massimo di 10 milioni di euro per progetto e 5 milioni di euro per singolo soggetto. Gli interventi finanziabili, presentati dal raggruppamenti che abbiano come minimo  il 30 per cento di “presenza” di piccole e medie imprese, dovranno riguardare la ricerca industriale o lo sviluppo sperimentale. Per ogni singola proposta progettuale le imprese del partenariato, assumono l’impegno ad attivare un numero minimo di assunzioni in alto apprendistato che varia tra 10 e 20, in rapporto alla fascia di investimento prevista.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La piattaforma sulla bioeconomia è destinata alle imprese industriali e di trasformazione agroalimentare, ma auspica la partecipazione di imprese del settore agricolo e primario, che potranno avvalersi delle opportunità offerte dal Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020, attraverso una misura di prossima emanazione che ha in programma una esplicita premialità per i soggetti che cooperano nell’ambito dei progetti finanziati dalla piattaforma bioeconomia del Fesr.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;">            Le candidature dovranno essere presentate, entro e il 17 settembre 2018.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;">Pagina dedicata all’agevolazione: <a href="https://www.finpiemonte.it/bandi/dettaglio-bando/piattaforma-tecnologica-bioeconomia">https://www.finpiemonte.it/bandi/dettaglio-bando/piattaforma-tecnologica-bioeconomia</a></p>
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		<title>40 milioni dalla Regione Piemonte per Bioeconomia ed economia circolare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jan 2018 16:33:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[bandi]]></category>
		<category><![CDATA[bioeconomia]]></category>
		<category><![CDATA[ecologia]]></category>
		<category><![CDATA[Regione Piemonte]]></category>
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					<description><![CDATA[Con provvedimento dirigenziale n. 6 del 10 gennaio 2018 la Regione Piemonte ha avviato le procedure che daranno corso all’attuazione di un programma di ricerca industriale e sviluppo sperimentale finalizzato alla realizzazione della PIATTAFORMA BIOECONOMIA, nei i settori della “Chimica Verde/Cleantech”, dell’“Agroalimentare” e della loro intersezione secondo l’approccio cosidetto di ’”Economia Circolare”. Tale iniziativa trae origine dal [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Con <a class="blank" title="provvedimento dirigenziale n. 6 del 10 gennaio 2018 [Questo link apre una nuova finestra del browser]" href="http://www.regione.piemonte.it/industria/dwd/piattaforma_bioeconomia/DD_6_1001_2018.pdf" target="_blank" rel="noopener">provvedimento dirigenziale n. 6 del 10 gennaio 2018</a> la Regione Piemonte ha avviato le procedure che daranno corso all’attuazione di un programma di ricerca industriale e sviluppo sperimentale finalizzato alla realizzazione della PIATTAFORMA BIOECONOMIA, nei i settori della “Chimica Verde/Cleantech”, dell’“Agroalimentare” e della loro intersezione secondo l’approccio cosidetto di ’”Economia Circolare”.<br />
Tale iniziativa trae origine dal POR FESR 2014/2020 – Asse I “Ricerca e Innovazione” e si pone in continuità con le precedenti Piattaforme tecnologiche nell’ambito della FABBRICA INTELLIGENTE e della SALUTE e BENESSERE.</p>
<p>Il presente avviso di preinformazione si propone di sollecitare i soggetti industriali interessati ad attivarsi e avviare per tempo la necessaria mobilitazione di interessi e soggetti utili alla costituzione di ampi partenariati di progetto attorno ai quali concentrare le strategie di sviluppo.<br />
Le risorse disponibili ammontano a 40 Milioni di Euro di contributo publlico, che si stima siano in grado di attivare un investimento complessivo di oltre 100 Meuro.<br />
La data di pubblicazione del Bando è prevista entro il mese di febbraio 2018, secondo le forme e i modi previste dal POR FESR 2014/2020, con conseguente.relativo termine per la consegna delle candidature entro aprile 2018.<br />
Elemento di novità è costituito da una procedura di presentazione non più basata sulla doppia fase (preliminare e definitivo) ma con unica fase di presentazione del progetto definitivo.</p>
<p><a class="blank" title="Vai all'avviso di preinformazione [Questo link apre una nuova finestra del browser]" href="http://www.regione.piemonte.it/bandipiemonte/cms/finanziamenti/avviso-di-preinformazione-non-vincolante-por-fesr-2014-2020-azione-i1b22-sulle" target="_blank" rel="noopener">Vai all&#8217;avviso di preinformazione</a></p>
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		<title>Bioeconomia: coniugare crescita e futuro</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Feb 2017 15:15:28 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Questa mattina, in Consiglio Regionale, si è svolto un<a href="http://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2017/02/INVITO_BIOECONOMIA-1.pdf" target="_blank"> importante seminario di approfondimento</a> sui temi dell’economia circolare e della Bioeconomia con relatori d’eccellenza in rappresentanza del mondo della ricerca, del sistema produttivo e del sistema economico. Un’occasione importante per la politica, presente con gli assessori De Santis e Ferrero e con molti consiglieri, che ha saputo ritagliarsi uno spazio per approfondire e riflettere. quello di fermarsi a riflettere e a studiare.  “E’ emerso con chiarezza – afferma Rossi, promotore dell’iniziativa – che non siamo solo di fronte all’analisi di un settore del nostro sistema produttivo. Siamo in un’epoca in cui “l’economia uccide”, come ci dice Papa Francesco, perché vige un modello che genera povertà e distrugge l’ambiente. È nostro compito, quindi, incentivare tutti quei modelli e quelle pratiche che invertono questa tendenza». «La bioeconomia – continua Rossi – rappresenta una grande opportunità in questa direzione e è già presente con diverse eccellenze nella nostra Regione».</p>
<p>Si tratta di incentivare un settore già importante, ma soprattutto di favorire le interconnessioni tra i diversi settori e processi. Si tratta di un settore che a livello nazionale ha un giro di affari di circa 250 miliardi di euro, ma con potenzialità importanti da sviluppare in un’ottica di riconnessione tra economia, ambiente e società. In pratica: più lavoro, recupero aree dismesse e rispetto dell’ambiente.</p>
<p>L’assessore De Santis ha sottolineato come il Piemonte sia già luogo di eccellenze in questo campo e come sia necessario incentivare un ruolo pubblico nel sostegno alla ricerca e al sistema produttivo attraverso i fondi FESR e attraverso un <em>procurement</em> diverso da parte dell’ente pubblico in qualità di creatore di domanda.</p>
<p>«Occorre passare da nicchia a norma – conclude Rossi -; far sì che questo modello diventi esempio e paradigma per un numero sempre maggiore di realtà. Sarà nostro compito capire se in base a quanto ascoltato oggi e a quanto previsto dal piano nazionale ci siano spazi per migliorare le condizioni di sviluppo della bioeconomia in Piemonte».</p>
<p>Volevamo creare un momento di alto livello, e direi che ci siamo riusciti anche grazie al moderatore <strong>Adriano Moraglio</strong>, giornalista ed esperto in Storia dell’Impresa e alla partecipazione di <strong>Fabio Fava</strong>, rappresentante italiano per la Bioeconomia in Horizon 2020, <strong>Guido Saracco</strong>,  Direttore centro per le tecnologie future sostenibili-Istituto Italiano di tecnologia, <strong>Luigi Bistagnino</strong>,  Fondatore e Presidente ‘Systemic approach foundation’, <strong>Serena Fumagalli</strong>,  economista direzione studi e ricerche intesa Sanpaolo, <strong>Giulia Gregori</strong>,  responsabile NovaMont pianificazione strategica, <strong>Sandro Cobror</strong>, responsabile Relazioni Istituzionali del Gruppo Mossi e Ghisolfi,<strong> Michele Bechis</strong>, presidente CAPAC Consorzio Agricolo piemontese per Agro-forniture e cereali.</p>
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		<title>A Bratislava per un&#8217;Europa della Bioeconomia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Oct 2016 10:12:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[bioeconomia]]></category>
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					<description><![CDATA[Oggi ho partecipato alla Bioeconomy Conference organizzata a Bratislava dalla Presidenza del Consiglio dell&#8217;Unione Europea (www.bioeconomybratislava2016.eu). I rappresentati degli Stati e delle diverse Regioni europee presenti hanno potuto confrontarsi sui progetti in essere e sulle prospettive future in questo ambito. Il senso dell&#8217;incontro è ben sintetizzato, a mio avviso, in una slide proiettata da John [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Helvetica, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-1994" src="http://www.rossidomenico.it/wp-content/uploads/2016/10/IMG_0285-300x135.jpg" alt="img_0285" width="300" height="135" />Oggi ho partecipato alla Bioeconomy Conference organizzata a Bratislava dalla Presidenza del Consiglio dell&#8217;Unione Europea (</span></span></span><a href="http://www.bioeconomybratislava2016.eu/"><span style="color: #386eff;"><span style="font-family: Helvetica, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><u>www.bioeconomybratislava2016.eu</u></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Helvetica, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">). I rappresentati degli Stati e delle diverse Regioni europee presenti hanno potuto confrontarsi sui progetti in essere e sulle prospettive future in questo ambito. Il senso dell&#8217;incontro è ben sintetizzato, a mio avviso, in una slide proiettata da John Bell, direttore per l&#8217;UE del settore Bioeconomia: &#8220;usare le risorse della terra e del mare per un&#8217;era post-petrolio&#8221;. Io aggiungo: &#8220;E con meno rifiuti da gestire&#8221;, poiché il modello prevede l&#8217;utilizzo delle risorse naturali o bio-based con l&#8217;attenzione particolare a utilizzare come materia prima ciò che è rifiuto di altri processi, naturali o produttivi (economia circolare).  In un&#8217;epoca in cui lo sviluppo di alcune tecnologie porta a un&#8217;evidente diminuzione di posti di lavoro, al contrario, qui assistiamo a uno scenario dove la ricerca e lo sviluppo portano lavoro e contestualmente salvaguardano e valorizzano i territori e le comunità. Siamo di fronte alla via maestra con cui guardare al futuro per i sistemi produttivi.</span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Helvetica, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-2000 alignright" src="http://www.rossidomenico.it/wp-content/uploads/2016/10/FullSizeRender-4-1-300x206.jpg" alt="fullsizerender-4" width="300" height="206" />Resto convinto che si tratti di un settore strategico sul quale investire in maniera sempre più decisa e significativa. Può e deve fare di più anche la Regione Piemonte, che già vede una presenza autorevole e credibile sul proprio territorio in questo ambito grazie all&#8217;iniziativa di privati davvero all&#8217;avanguardia. Non a caso era presente anche il corner del progetto First2run (</span></span></span><a href="http://www.first2run.eu/"><span style="color: #386eff;"><span style="font-family: Helvetica, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><u>www.first2run.eu</u></span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Helvetica, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">) che vede la novarese Novamont tra i partner strategici. L&#8217;Unione Europea sta investendo moltissimo in questo ambito e il rischio, per l&#8217;Italia, è quello di essere superata da altre regioni europee che bene hanno inteso quanto sia strategico lo sviluppo di questo settore e questo nuovo modo in pensare e strtturare i cicli produttivi e il rapporto con le risorse.</span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Helvetica, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-2003" src="http://www.rossidomenico.it/wp-content/uploads/2016/10/FullSizeRender-3-1-300x176.jpg" alt="fullsizerender-3" width="300" height="176" />Il settore pubblico ha un ruolo importantissimo: ha il compito di rendere più attrattivo il territorio per l&#8217;investimento dei privati, può facilitare i contatti tra i diversi attori (ad esempio ricerca con industria) e deve accompagnare anche la crescita culturale necessaria allo sviluppo di questi nuovi paradigmi. In una parola facilitare la nascita di un&#8217;ecosistema dove le diverse parti comunichino tra di loro per un obiettivo comune.</span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Helvetica, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Alcune Regioni, anche in Italia, si sono date l&#8217;obiettivo di costruire piani di sviluppo della bioeconomia. Credo sia arrivato il momento di farlo anche per il Piemonte.</span></span></span></p>
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