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	<title>beni sequestrati &#8211; Domenico Rossi</title>
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	<description>Il futuro è nelle nostre mani</description>
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	<title>beni sequestrati &#8211; Domenico Rossi</title>
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		<title>Via libera dalla Giunta: la Regione chiede il Castello di Miasino all&#8217;Agenzia nazionale</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Mar 2015 14:02:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Beni confiscati]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.rossidomenico.it/wp-content/uploads/2015/03/castello2.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-972" src="http://www.rossidomenico.it/wp-content/uploads/2015/03/castello2-300x169.jpg" alt="castello2" width="300" height="169" srcset="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2015/03/castello2-300x169.jpg 300w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2015/03/castello2.jpg 700w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>E&#8217; ufficiale con la delibera di Giunta approvata questa mattina la Regione Piemonte risponde alla richiesta dell&#8217;Agenzia nazionale per l&#8217;amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati manifestando il proprio interesse per il Castello di Miasino. «Un passo che si attendeva dall&#8217;estate del 2012 &#8211; spiega il Consigliere Regionale Domenico Rossi &#8211; quando l&#8217;Agenzia nazionale interpellò i Comuni di Miasino e Armeno, la Provincia di Novara e la Regione per attribuire il bene e che mette fine ad una vicenda inaccettabile e ingiusta. Una risposta concreta all&#8217;impegno preso dalla Giunta dopo l&#8217;approvazione all&#8217;unanimità di una mozione che ho presentato come primo firmatario lo scorso settembre: in quest&#8217;ottica voglio sottolineare come l&#8217;indirizzo del Consiglio sia stato rispettato e fatto proprio dall&#8217;esecutivo portando all&#8217;importante risultato di oggi».<br />
Regione Piemonte si farà carico del bene ma soprattutto del percorso di riutilizzo sociale del Castello. «Non ha senso confiscare un bene alla mafia per poi lasciarlo a se stesso. L&#8217;acquisizione rappresenta quindi una tappa intermedia verso il traguardo di una nuova gestione che sappia restituire valore sociale al territorio» evidenzia Rossi. «Per questo &#8211; prosegue il consigliere &#8211; da oggi l&#8217;impegno di tutti dovrà essere quello di riunire al più presto un tavolo di lavoro con tutti i soggetti istituzionali e della società civile interessati a trasformare il castello in un bene da restituire alla collettività».<br />
Un passaggio preso in considerazione dalla Giunta già nel passaggio odierno come conferma l&#8217;assessore Augusto Ferrari: «La delibera prevede di demandare alla Direzioni regionali Risorse finanziarie e patrimonio, Coesione sociale e Promozione della Cultura, del turismo e dello sport, l&#8217;adozione degli atti necessari per il trasferimento del bene, nonché le verifiche in ordine alla regolarità edilizia ed urbanistico-catastale, e la definizione del progetto di utilizzo con l&#8217;individuazione del soggetto gestore per il riutilizzo sociale».<br />
«Ho avuto modo &#8211; riprende il Consigliere regionale Domenico Rossi &#8211; di confrontarmi con gli assessori competenti Aldo Reschigna, Antonella Parigi e Augusto Ferrari. Ciascuno di loro ha confermato la volontà di trovare in tempi stretti una soluzione per la gestione definitiva del bene». Proprio per questo motivo l&#8217;assessore Parigi è in contatto con il direttore dell&#8217;agenzia nazionale, Prefetto Umberto Postiglione. «Non solo, in attesa della risposta dell&#8217;Agenzia nazionale e del successivo bando &#8211; conclude il consigliere Democratico &#8211; si stanno valutando tutte le soluzioni possibili, nell&#8217;alveo di quelle consentite dalla normativa, per assicurare fin da subito un riutilizzo».</p>
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		<title>Dirsi di sì nel Castello della legalità</title>
		<link>https://domenicorossi.eu/2015/02/27/dirsi-di-si-nel-castello-della-legalita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[beppe]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Feb 2015 14:18:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Beni confiscati]]></category>
		<category><![CDATA[Regione Piemonte]]></category>
		<category><![CDATA[beni sequestrati]]></category>
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					<description><![CDATA[In questi giorni ho ricevuto alcune lettere firmate da futuri sposi che loro malgrado avevano scelto come cornice per il ricevimento di nozze il Castello di Miasino. Le missive mi hanno suscitato alcune riflessioni, che forse rischiamo di dare per scontate. La lotta alle mafie, da sempre, per essere incisiva deve camminare su due gambe: una [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.rossidomenico.it/wp-content/uploads/2015/02/il-laureato.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-967" src="http://www.rossidomenico.it/wp-content/uploads/2015/02/il-laureato-300x217.jpg" alt="_il-laureato" width="300" height="217" srcset="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2015/02/il-laureato-300x217.jpg 300w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2015/02/il-laureato.jpg 625w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>In questi giorni ho ricevuto alcune lettere firmate da futuri sposi che loro malgrado avevano scelto come cornice per il ricevimento di nozze il Castello di Miasino. Le missive mi hanno suscitato alcune riflessioni, che forse rischiamo di dare per scontate.</p>
<p>La lotta alle mafie, da sempre, per essere incisiva deve camminare su due gambe: una è quella “repressiva” che appartiene a magistratura e a forze dell’ordine, alla legge; l’altra è la “pars construens” ed afferisce alla cultura, al lavoro e quindi alla cittadinanza, direi all’<em>ethos</em> di un popolo. L’una, senza l’altra, non può camminare. Se vogliamo vincere la partita dobbiamo farle funzionare entrambe.<br />
Lo sgombero del Castello appartiene alla prima gamba, si tratta dell’ultimo atto di un percorso cominciato negli anni ’90. Personalmente non conosco le motivazioni per cui l’Agenzia Nazionale dei Beni Sequestrati e Confiscati abbia deciso di effettuare lo sgombero in questi giorni e con queste modalità. Certamente chi guida l’Agenzia a livello nazionale ha valutato che fosse arrivato il momento più opportuno.</p>
<p>Personalmente, prima da semplice cittadino impegnato nel volontariato e poi da Consigliere Regionale, ho, da un lato, denunciato una situazione ritenuta inaccettabile e ingiusta e, dall’altro, proposto una soluzione di utilizzo differente. Si tratta di una denuncia pubblica apparsa su quotidiani locali e nazionali e di cui si è parlato anche in telegiornali e programmi televisivi, ricostruibile con una semplice ricerca sui motori di ricerca: in provincia di Novara avevamo uno dei beni confiscati alle mafie più importanti in Italia che, di fatto, era gestito da una società riconducibile alla famiglia della persona a cui era stato confiscato. Nel 2007 la Cassazione aveva confermato in via definitiva tutto questo e da qualche anno vigeva un’ordinanza di sgombero a cui nessuno dava seguito.<br />
A che cosa serve togliere un bene alla mafia se lo lasciamo andare in rovina o se peggio ancora lo lasciamo nelle mani di coloro ai quali lo confischiamo? La questione del riutilizzo sociale dei beni confiscati è uno dei temi più complessi, attualmente, in Italia. Tiene insieme diversi livelli istituzionali e porta con sé elementi simbolici e culturali fondamentali, dal mio punto di vista, per la coscienza collettiva del nostro Paese.<br />
Quanto accaduto lo scorso 17 febbraio ha messo fine a una situazione umiliante per i cittadini e le Istituzioni del nostro Paese. In Italia ci sono migliaia di beni confiscati che rappresentano un potenziale enorme per lo Stato. Il problema è che una vasta fetta di questo patrimonio non è riutilizzato. Un’opportunità che non siamo in grado di cogliere. Grazie all&#8217;impegno di molti la vicenda Castello di Miasino è giunta ad una svolta decisiva.</p>
<p>Ai futuri sposi mi sento di dire che per quanto mi riguarda non considero chiusa la partita e sto mettendo in campo tutte le iniziative possibili perché si arrivi al più presto a un riutilizzo sociale del Castello di Miasino affinché esso produca lavoro e utilità sociale per le nostre comunità. Un percorso condiviso con l&#8217;amministrazione regionale che lunedì 2 marzo porterà in giunta il provvedimento a firma degli assessori Reschigna, Ferrari e Parigi. Gli assessori hanno anche dato mandato agli uffici al fine di valutare le possibili soluzioni per assicurare fin da subito un riutilizzo, anche in attesa del bando. Non escludo ed anzi auspico che al più presto vengano comunicate novità in questo senso, sperando che la normativa le permetta.</p>
<p>Concludo ricordando una celebre frase di Giovanni Falcone: “La mafia non è affatto invincibile; è un fatto umano e come tutti i fatti umani ha un inizio e avrà anche una fine …&#8221;  ma poi aggiungeva “Piuttosto, bisogna rendersi conto che si può vincere non pretendendo l’eroismo da inermi cittadini, ma impegnando in questa battaglia tutte le forze migliori delle istituzioni”.</p>
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		<title>Beni sequestrati: ancora una buona notizia da Novara</title>
		<link>https://domenicorossi.eu/2015/02/19/beni-sequestrati-ancora-una-buona-notizia-da-novara/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[beppe]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Feb 2015 11:45:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[beni sequestrati]]></category>
		<category><![CDATA[comunicato stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Domenico Rossi]]></category>
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					<description><![CDATA[Ancora una buona notizia. Dopo lo sgombero del Castello di Miasino e l&#8217;impegno della Regione per la presa in carico del bene, arriva l&#8217;atto ufficiale della Giunta del Comune di Novara con cui l&#8217;amministrazione risponde positivamente alla manifestazione di interesse fatta dall&#8217;Agenzia nazionale per l&#8217;amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati. «Una settimana [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.rossidomenico.it/wp-content/uploads/2015/02/NEGOZIO-XXIII-MARZO-2.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-927" src="http://www.rossidomenico.it/wp-content/uploads/2015/02/NEGOZIO-XXIII-MARZO-2-300x237.jpg" alt="NEGOZIO XXIII MARZO 2" width="300" height="237" /></a>Ancora una buona notizia. Dopo lo sgombero del Castello di Miasino e l&#8217;impegno della Regione per la presa in carico del bene, arriva l&#8217;atto ufficiale della Giunta del Comune di Novara con cui l&#8217;amministrazione risponde positivamente alla manifestazione di interesse fatta dall&#8217;Agenzia nazionale per l&#8217;amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati. «Una settimana da ricordare» commenta il Consigliere Regionale Domenico Rossi. «Ho voluto congratularmi personalmente con il Sindaco Andrea Ballarè – aggiunge il consigliere Democratico – questa decisione indica come i temi della legalità siano prioritari nell&#8217;agenda dell&#8217;amministrazione». Non solo, dal Novarese arriva un segnale forte al Paese. «In Italia – spiega Rossi &#8211; ci sono migliaia</p>
<p>di beni confiscati che rappresentano un potenziale enorme per lo Stato. Un&#8217;opportunità, un dovere da perseguire con determinazione, coraggio e buone idee: il nostro territorio rappresenta ora un esempio da seguire. Proprio per questo ieri mattina mi sono confrontato con il Sindaco di Borgomanero affinché si attivi un percorso virtuoso anche per la torretta».</p>
<p>Passi importanti che rappresentano l&#8217;inizio di un percorso che si chiuderà solo con l&#8217;effettivo riutilizzo sociale dei beni. «Una volta sottratti i beni alla mafia – prosegue Rossi – è fondamentale trovare loro, in tempi brevi, una nuova destinazione che restituisca utilità sociale per i territori. Poi, finalmente, potremo organizzare visite di studenti ai quali poter dire: qui lo Stato ha vinto».</p>
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