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	<title>Segreteria Regionale &#8211; Domenico Rossi</title>
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	<description>Il futuro è nelle nostre mani</description>
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	<title>Segreteria Regionale &#8211; Domenico Rossi</title>
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		<title>Domenico Rossi (Pd): “Dal presidente Cirio annunci e proposte vuote. Il Piemonte sta sempre peggio”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Domenico]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Aug 2026 09:44:24 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Regione Piemonte]]></category>
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					<description><![CDATA[Intervista di Andrea Gatta pubblicata su Repubblica (ed. Torino) il 06 Agosto 2026 Se da un lato il presidente Alberto Cirio è «una persona che confeziona pacchetti belli a dei regali scadenti», l’opposizione dovrà «essere pronta al voto per le regionali, che sia 2028 o 2029: c’è una piattaforma comune e ci stiamo già lavorando». [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-7802" src="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2026/08/IMG_0867-213x300.jpg" alt="IntervistaRepubblicaAg2026" width="213" height="300" srcset="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2026/08/IMG_0867-213x300.jpg 213w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2026/08/IMG_0867-498x700.jpg 498w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2026/08/IMG_0867-768x1080.jpg 768w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2026/08/IMG_0867-1093x1536.jpg 1093w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2026/08/IMG_0867.jpg 1304w" sizes="(max-width: 213px) 100vw, 213px" />Intervista di Andrea Gatta pubblicata su Repubblica (ed. Torino) il 06 Agosto 2026</em></p>
<p>Se da un lato il presidente Alberto Cirio è «una persona che confeziona pacchetti belli a dei regali scadenti», l’opposizione dovrà «essere pronta al voto per le regionali, che sia 2028 o 2029: c’è una piattaforma comune e ci stiamo già lavorando». Così il segretario regionale Pd Domenico Rossi risponde a distanza al governatore, dopo l’<a href="https://torino.repubblica.it/cronaca/2026/08/05/news/alberto_cirio_intervista_piemonte_energia_investimenti_candidatura-425512433/">intervista a <em>Repubblica</em></a>, e prova a guardare oltre la legislatura.</p>
<p><strong>Cirio ieri ha parlato di conti in ordine, di una legge sull’energia, di investimenti per le case Atc.</strong></p>
<p>«L’immagine che ho di Cirio è di chi sa confezionare bei pacchetti a regali scadenti: l’involucro è bello ma dentro non c’è nulla di valore. La realtà è che dopo sette anni di governo della Regione i piemontesi stanno peggio di prima: la sanità è peggiorata, l’economia è ferma, il trasporto locale non ne parliamo».</p>
<p><strong>Sulla sanità però il governatore rivendica il lavoro fatto.</strong></p>
<p>«Lui gioca con le parole per non ammettere che la sanità è sottofinanziata dal governo Meloni. Se sale il costo delle bollette o del personale o quello per i farmaci, l’unica soluzione è aumentare il fondo nazionale. Noi continuiamo a dire che va commisurato in percentuale rispetto al Pil».</p>
<p><strong>È la vostra proposta?</strong></p>
<p>«Certo. Oggi in Italia il finanziamento del fondo vale il 6,2-6,3% del Pil. La media Ocse è del 7,1%, vuol dire che mancano 15 miliardi a livello nazionale, più o meno uno in Piemonte. Leggo che i bilanci preventivi dei direttori delle Asl vengono definiti <em>desiderata</em>. Ma la verità è che i direttori calcolano un fabbisogno che tiene conto delle necessità reali. Poi quello che avviene di fatto è un taglio, che nasce dagli stanziamenti insufficienti del governo».</p>
<p><strong>Cosa pensa del piano su idroelettrico ed energia low cost?</strong></p>
<p>«Penso che, come è stato finora, siano solo annunci. Sul campo le province vengono lasciate sole nella contrattazione dei canoni di concessione con i grandi player, il cui valore è inferiore a quello di altre regioni. Noi abbiamo già chiesto che la giunta le affianchi».</p>
<p><strong>E dei 30 milioni per ristrutturare le case Atc?</strong></p>
<p>«Va tutto bene, il problema è che sono passati sette anni ma ogni volta Cirio si comporta come se si fosse insediato l’altro ieri. C’è poi un passaggio che mi ha davvero deluso, su Vannacci. Dice che “in questo momento” le sue posizioni non sembrano compatibili con il centrodestra. Ma non è una preclusione. Non credo però che un liberale antifascista come lui possa accettare un giorno di stare in coalizione con Futuro Nazionale».</p>
<p><strong>Fin qui le critiche. Ma il centrosinistra che propone?</strong></p>
<p>«Solo per rimanere nell’ultimo bilancio, abbiamo chiesto per le cave e per i produttori di acqua minerale un adeguamento dei canoni a quello delle altre regioni del Nord: serve un contributo più equo da parte di chi guadagna sfruttando beni comuni. Poi abbiamo chiesto di intensificare il recupero dell’evasione e con quei soldi finanziare le borse di studio per i medici che si specializzano in medicina generale. Tutto respinto».</p>
<p><strong>Come procede il campo largo in Regione?</strong></p>
<p>«Al netto di alcune fibrillazioni legate alle politiche del 2027 che influenzeranno anche il livello locale, sulle questioni fondamentali ci siamo, da Italia Viva ai 5 Stelle: trasporti, sanità, rinnovabili, casa, azzardo, diritti. Abbiamo una piattaforma su cui stiamo lavorando e lavoreremo insieme».</p>
<p><strong>Quali sono i prossimi passi?</strong></p>
<p>«Molto dipenderà da quando si terranno le politiche, da cosa farà Cirio, se per la Regione si voterà nel 2028 o nel 2029. Ma in ogni caso dobbiamo essere coesi e pronti a presentare un’alternativa credibile».</p>
<p><strong>Si dice che potrebbe candidarsi a sindaco nella sua Novara</strong>, <strong>nel 2027.</strong></p>
<p>«Sono a disposizione della mia comunità politica. A Novara ci sono tante persone autorevoli e capaci. Decideremo con il partito e con la coalizione cercando di fare la scelta migliore per la città».</p>
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		<title>OdG di Cirio sulla grazia a Roggero, Rossi-Pentenero (PD): «Cirio Strumentalizza una vicenda delicata per inseguire la destra»</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Jul 2026 14:53:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Segreteria Regionale]]></category>
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					<description><![CDATA[«Siamo di fronte a una gravissima caduta di stile istituzionale da parte del Presidente della Giunta Regionale. Invece di usare il Consiglio Regionale per fare una gara di populismo con gli altri partiti della sua coalizione, il Presidente dovrebbe venire in aula a rispondere sullo stato della nostra sanità, sui trasporti e sulla crisi economica.». [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>«Siamo di fronte a una gravissima caduta di stile istituzionale da parte del Presidente della Giunta Regionale. Invece di usare il Consiglio Regionale per fare una gara di populismo con gli altri partiti della sua coalizione, il Presidente dovrebbe venire in aula a rispondere sullo stato della nostra sanità, sui trasporti e sulla crisi economica.». Affermano il Consigliere Regionale e Segretario del Partito Democratico del Piemonte, Domenico Rossi, e la capogruppo del PD in Consiglio Regionale, Gianna Pentenero, intervenendo in merito alla scelta del Presidente Alberto Cirio di portare in aula un Ordine del Giorno per chiedere la concessione della grazia per il gioielliere Mario Roggero.</p>
<p>«Non vediamo il Presidente in Consiglio Regionale da tempo e non ha mai presentato documenti sulle questioni cruciali che riguardano il futuro della nostra regione» proseguono i rappresentanti Dem, forti di un dato ufficiale che vede Cirio presente solo per il 17% delle sedute. «Oggi &#8211; proseguono &#8211; scopre che il Consiglio è importante, ma invece di portare documenti per la crisi economica, le liste d’attesa, i trasporti o qualsiasi altro tema di cui lui è responsabile annuncia un Ordine del Giorno su un tema che nulla ha a che vedere con le competenze della Regione e su cui potrebbe attivarsi in mille modi come Presidente della Regione. Scegliere di portare un documento in Aula significa strumentalizzare una situazione delicata quando invece servirebbero discrezione, razionalità e senso delle istituzioni, anche per rispetto nei confronti del Presidente della Repubblica».</p>
<p>Segretario e capogruppo sottolineano l&#8217;inutilità dell&#8217;atto dal punto di vista procedurale: «Cirio ha scelto la strada sbagliata, perché l’eventuale discussione in aula non ha nulla a che fare con il percorso reale per l&#8217;ottenimento della grazia, sul cui iter la Costituzione è molto chiara. Mi stupisce che Cirio, che si professa sempre liberale, moderato e pragmatico, abbia scelto di alimentare la peggior politica, quella che cavalca le emozioni più viscerali dell&#8217;opinione pubblica per puro tornaconto elettorale, decidendo di partecipare a una gara tra i partiti di destra. Siamo di fronte all’effetto Vannaci nella coalizione di centro-destra».</p>
<p>«Questa mossa – concludono Rossi e Pentenero – è l&#8217;ennesimo tentativo di distrazione di massa. Cirio butta la palla in tribuna in un contesto in cui, sistematicamente, si sottrae alle discussioni che davvero interessano ai cittadini piemontesi, perché non ha soluzioni da proporre dopo 7 anni di governo. Il Piemonte merita di più».</p>
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		<title>Piemonte al palo, il report di Banca d’Italia certifica il fallimento delle destre</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Jun 2026 16:09:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Regione Piemonte]]></category>
		<category><![CDATA[Segreteria Regionale]]></category>
		<category><![CDATA[banca d'Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Piemonte]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="alignleft wp-image-7766 size-medium" src="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2026/06/bankitalia-piemonte-240x300.jpeg" alt="" width="240" height="300" srcset="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2026/06/bankitalia-piemonte-240x300.jpeg 240w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2026/06/bankitalia-piemonte-560x700.jpeg 560w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2026/06/bankitalia-piemonte-768x960.jpeg 768w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2026/06/bankitalia-piemonte-1229x1536.jpeg 1229w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2026/06/bankitalia-piemonte.jpeg 1638w" sizes="(max-width: 240px) 100vw, 240px" />TORINO, 17 giugno 2026 – “Il Piemonte non è più la locomotiva del Nord, ma un vagone di coda che fatica a tenere il passo. I dati presentati ieri nel rapporto annuale della Banca d’Italia sull’economia piemontese spazzano via, in un colpo solo, anni di narrazione propagandistica della destra. Nessun ‘modello Piemonte’, la realtà che emerge è quella di una regione ferma, bloccata in una stagnazione strutturale che penalizza lavoratori, famiglie e imprese”. Lo afferma il Segretario Regionale del Partito Democratico del Piemonte, Domenico Rossi, commentando i dati macroeconomici regionali diffusi da Via Nazionale.<br />
“Con una crescita del PIL ferma a un misero +0,4% &#8211; osserva Rossi &#8211; facciamo peggio della media nazionale e del resto del Settentrione. Abbiamo le retribuzioni nominali diminuite del 5,1%, ma il dato più drammatico, il vero termometro della sofferenza del nostro sistema produttivo, è il balzo del 20% della Cassa Integrazione. Centinaia di famiglie piemontesi oggi vivono nell’incertezza perché il governo Meloni a Roma e la giunta Cirio a Torino hanno deciso di assistere passivamente al declino industriale del nostro territorio.”<br />
“Siamo di fronte &#8211; prosegue il segretario Dem &#8211; a una crisi profonda dell’automotive e del suo indotto che morde il cuore di Torino e delle nostre province. Le passerelle elettorali e i tavoli di facciata non creano sviluppo. Comparti emergenti come l’aerospazio sono importanti, ma a oggi non hanno la massa critica per compensare l’emorragia di valore e di posti di lavoro. Manca totalmente una politica industriale degna di questo nome”.<br />
Un quadro destinato a peggiorare avverte Rossi. “Fino a oggi, gli investimenti legati al PNRR, che FDI non voleva, hanno fatto da paracadute, alimentando l’economia locale. Con la fine imminente di quei fondi, senza riforme strutturali, politiche industriali e senza una visione a lungo termine, il Piemonte rischia di finire nella stagnazione. La destra al governo del Paese e della Regione non è stata in grado di mettere in campo politiche industriali serie e misure capaci di attrarre capitali e favorire investimenti, come invece sta accadendo in altre parti d’Europa, a partire dalla Spagna”<br />
“Serve un cambio di passo radicale. Il Partito Democratico continuerà a battersi per rimettere al centro l&#8217;innovazione, il sostegno reale ai salari erosi dall&#8217;inflazione, la transizione ecologica e misure concrete per il lavoro stabile e la capacità di attrarre investimenti. È tempo di costruire un’alternativa seria e visionaria per restituire al Piemonte il ruolo che merita”, conclude il Segretario dem.</p>
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		<title>Difendere la Costituzione, proteggere i cittadini: ecco perché il 22 e 23 marzo è importante votare NO</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Feb 2026 14:17:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Segreteria Regionale]]></category>
		<category><![CDATA[Referendum giustizia]]></category>
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					<description><![CDATA[Il prossimo referendum costituzionale non ci troveremo di fronte a una semplice scelta di natura tecnica. La riforma proposta dal governo Meloni modifica ben sette articoli della Costituzione, alterando, così, aspetti fondamentali delle nostre istituzioni democratiche. In gioco non c’è la &#8220;separazione delle carriere&#8221;, ma il delicato equilibrio tra i poteri dello Stato. Sostengo con [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il prossimo referendum costituzionale non ci troveremo di fronte a una semplice scelta di natura tecnica. La riforma proposta dal governo Meloni modifica ben sette articoli della Costituzione, alterando, così, aspetti fondamentali delle nostre istituzioni democratiche. <strong>In gioco non c’è la &#8220;separazione delle carriere&#8221;, ma il delicato equilibrio tra i poteri dello Stato</strong>. Sostengo con convinzione il NO perché questa riforma, non solo non risolve nessuno dei tanti problemi che affliggono la giustizia italiana, come gli stessi proponenti ammettono, ma rappresenta un tentativo di indebolire la magistratura a favore di un potere esecutivo che mal tollera l’esistenza di limiti al proprio agire.</p>
<p><!-- /wp:post-content --><!-- wp:heading --></p>
<h2><strong>Una riforma imposta dal governo e non condivisa</strong></h2>
<p><!-- /wp:heading --><!-- wp:paragraph --></p>
<p>Il metodo con cui è stata portata avanti questa proposta è uno dei motivi principali per votare NO. La Costituzione è un bene comune, appartiene a tutti, non alla maggioranza del momento. I padri e le madri costituenti scrissero le regole insieme, pur partendo da posizioni diverse. Non a caso l’articolo 138 prevede 4 passaggi, il voto della maggioranza assoluta nella seconda votazione per ogni Camera e i due terzi per evitare il referendum. Il messaggio è chiaro: serve condivisione per modificare la Carta. Questa riforma, invece, è stata approvata dal Parlamento, con i soli voti della maggioranza di governo, senza che nei quattro passaggi previsti fosse modificata una sola virgola rispetto al testo approvato dal Governo: un’umiliazione per il potere legislativo. È la prima volta nella storia repubblicana che accade. Possiamo accettare che chi guida il Governo riscriva da solo le regole del gioco? Credo sia un grave errore. Accettarlo oggi significa accettare questo metodo anche per il futuro.</p>
<p><!-- /wp:paragraph --><!-- wp:heading --></p>
<h2><strong>Il contesto</strong></h2>
<p><!-- /wp:heading --><!-- wp:paragraph --></p>
<p>Il diritto non è una scienza astratta: è figlio del tempo in cui prende forma. Questa riforma nasce in un contesto specifico. Quale? Ovunque nel mondo assistiamo a una tendenza che vede “l’esecutivo” espandersi a scapito degli altri poteri. Chi vince le elezioni pretende di decidere tutto e mal tollera i limiti e controlli da qualunque parte arrivino: giornalisti, parlamenti o giudici. Ma è proprio la presenza di reali limiti e contrappesi uno degli elementi distintivi delle democrazie mature: sono i regimi o le democrature a essere caratterizzate da un “eccesso” di potere esecutivo. </p>
<p><!-- /wp:paragraph --><!-- wp:paragraph --></p>
<p>Il secondo elemento di contesto è specificamente italiano. Di fronte alla domanda, fatta in Parlamento, sul perché la maggioranza non accettasse di aprire una discussione vera sulla riforma, il ministro Nordio ha risposto che il Governo aveva necessità di fare in fretta perché intenzionato a procedere velocemente con la riforma del cosiddetto “premierato” che prevederà l’elezione diretta del Presidente del Consiglio, oggi nominato, su indicazioni delle forze politiche, dal Presidente della Repubblica. Non entro ora nel merito di questa proposta, ma si tratta di un elemento importante per comprendere qual è la vera finalità di chi governa oggi in Italia: <strong>rafforzare ed espandere il potere esecutivo a scapito degli altri.</strong></p>
<p><!-- /wp:paragraph --><!-- wp:paragraph --></p>
<p>Lo schema di fondo del leader populista moderno, che mette insieme le destre di tutto il mondo è stato descritto bene da Antonio Scurati e si potrebbe sintetizzare così:</p>
<p><!-- /wp:paragraph --><!-- wp:paragraph --></p>
<p>Io sono il popolo, il popolo sono io. Chi non è con me è contro di me.</p>
<p><!-- /wp:paragraph --><!-- wp:paragraph --></p>
<p>Il Parlamento è inutile e fa perdere tempo.</p>
<p><!-- /wp:paragraph --><!-- wp:paragraph --></p>
<p>Occorre appellarsi alla paura, mai alla speranza.</p>
<p><!-- /wp:paragraph --><!-- wp:paragraph --></p>
<p>Meglio se si commuta la paura in odio.</p>
<p><!-- /wp:paragraph --><!-- wp:paragraph --></p>
<p>Occorre semplificare  la complessità della vita. Tutto è riconducibile a un unico problema: il nemico. E&#8217; sufficiente odiarlo lo straniero (o il dissidente politico).</p>
<p><!-- /wp:paragraph --><!-- wp:paragraph --></p>
<p>Non si sta muovendo secondo questo schema anche Trump negli USA, ad esempio?</p>
<p><!-- /wp:paragraph --><!-- wp:paragraph --></p>
<p>La nostra Costituzione nasce con tanti contrappesi, con la finalità di evitare la concentrazione del potere nelle mani di uno o di pochi, proprio perché fu scritta da chi sapeva quanto fossero importanti, soprattutto dopo i drammi provocati dalle dittature in Europa e in Italia. </p>
<p><!-- /wp:paragraph --><!-- wp:paragraph --></p>
<p>Le dichiarazioni della Presidente del Consiglio, del ministro Nordio in testa, e i post sui social di Fratelli d’Italia sono chiarissimi: l&#8217;obiettivo non è quello di portare avanti una riforma di merito che migliori l’efficienza della giustizia,  ma delegittimare un’intera categoria, quella dei giudici, dipingendoli come contrari alla sicurezza del popolo italiano ogni volta che una sentenza non aggrada Palazzo Chigi, con esempi che riguardano sempre i migranti o i dissidenti politici. </p>
<p><!-- /wp:paragraph --><!-- wp:paragraph --></p>
<p>La legalità e la sicurezza sono priorità irrinunciabili, obiettivi condivisi a cui non possiamo, però, sacrificare diritti, libertà e principi costituzionali.</p>
<p><!-- /wp:paragraph --><!-- wp:heading --></p>
<h2><strong>I problemi di merito</strong></h2>
<p><!-- /wp:heading --><!-- wp:paragraph --></p>
<p>Oltre alle motivazioni politiche, ci sono diverse criticità di merito.</p>
<p><!-- /wp:paragraph --><!-- wp:paragraph --></p>
<p>Lo sdoppiamento del CSM, con la creazione di un organismo composto da soli pubblici ministeri, allontana questi ultimi dalla cultura della giurisdizione e li spinge, di fatto, verso una condizione di “avvocati dell’accusa”. Davvero questo dovrebbe garantire di più il cittadino? Oggi i dati (CEPEJ-STAT) ci dicono che l’Italia è uno dei paesi con il più alto livello di assoluzioni. Sicuramente, per tutti coloro che si definiscono garantisti, questa è una buona notizia. Ma certamente questo dato smentisce chi sostiene che oggi il giudice sarebbe “schiacciato” sulle posizioni del PM perché appartengono alla stessa carriera. Se fosse così non dovrebbe forse dargli più spesso ragione? Ma soprattutto, se fosse vera la tesi di chi ritiene che in assenza di una separazione totale non ci sarebbe garanzia per il cittadino, allora dovremmo forse separare anche i giudici di primo grado da quelli del secondo e terzo grado di giudizio? </p>
<p><!-- /wp:paragraph --><!-- wp:paragraph --></p>
<p>Teniamo presente, inoltre, che la separazione delle funzioni esiste già. Con la riforma Cartabia del 2022 il passaggio tra le funzioni è possibile una sola volta in tutta la carriera e chi la compie deve cambiare regione. Da quando è entrata in vigore meno dell’1% ha esercitato questa opzione. Di fatto le carriere viaggiano già su binari paralleli. Si poteva inasprire ancora di più questo aspetto con legge ordinaria senza creare un secondo CSM.</p>
<p><!-- /wp:paragraph --><!-- wp:paragraph --></p>
<p>La duplicazione del secondo CSM, invece, si porta dietro potenziali rischi che non possono essere sottovalutati:  i pm, infatti,  si governeranno e decideranno delle proprie carriere da soli; avranno concorsi e percorsi di formazione separati, concentrati solo sul ruolo legato all’accusa e non alla cultura della giurisdizione; potranno decidere discrezionalmente quali processi avviare e quali tenere nell’armadio. La riforma rischia di creare un corpo molto potente con alle dipendenze la polizia giudiziaria e un potenziale uso della cronaca giudiziaria. </p>
<p><!-- /wp:paragraph --><!-- wp:paragraph --></p>
<p>Una critica a questa argomentazione è: questo non c’è scritto nella riforma. E’ vero, ma è anche vero che i sostenitori del Sì citano spesso gli altri paesi europei come esempi in cui la separazione esiste già e in cui la democrazia funziona. Ora, al di  là del fatto che i sistemi non possono essere comparati analizzando singoli aspetti, è giusto sapere che dove esiste la separazione delle carriere il PM risponde alle direttive del governo o è addirittura un funzionario del ministero. </p>
<p><!-- /wp:paragraph --><!-- wp:paragraph --></p>
<p>In un quadro come questo vanno inserite le dichiarazioni di autorevoli esponenti politici del governo, come ad esempio il vice-premier Tajani, il quale ha dichiarato che in futuro occorre valutare di togliere ai PM il coordinamento delle indagini di polizia. Attenzione perché questo, a proposito di garanzie, non è una cosa da poco. Oggi un carabiniere o poliziotto che indaga in qualità di ufficiale di polizia giudiziaria è tenuto a riferire solo al PM. Se dovesse passare la linea Tajani, invece, dovrebbe riferire ai suoi superiori e, quindi, al governo. A me non sembra più tutelante per i cittadini uno scenario di questo tipo. Non possiamo cancellare la storia d’Italia e dimenticare stragi di Stato, mafiose, segreti inviolabili, massonerie deviate, e molto altro ancora. Il coordinamento delle indagini sotto lo stretto controllo della magistratura, ad oggi, è stata fonte di garanzia per i cittadini. Solo per fare un esempio della storia recente: che cosa ne sarebbe stato delle indagini sul G8 di Genova?</p>
<p><!-- /wp:paragraph --><!-- wp:paragraph --></p>
<p>C’è il tema dei costi, che non vanno demonizzati se rappresentano investimenti o spese volti a risolvere dei problemi, ma non è il caso di questa riforma che, con lo sdoppiamento del CSM e la creazione dell’Alta Corte Disciplinare, costerà diversi milioni di euro in più senza benefici per i cittadini e senza velocizzare un solo processo.</p>
<p><!-- /wp:paragraph --><!-- wp:paragraph --></p>
<p>Ma arriviamo al punto che, dal mio punto di vista, è il perno della riforma: il sorteggio per i membri togati del CSM. Come funziona oggi? Su 33 membri 3 sono di diritto e 30 eletti. Due terzi sono eletti dai magistrati in servizio mentre un terzo, i “membri laici”, sono eletti dal Parlamento in seduta comune, scelti tra professori universitari o avvocati con almeno 15 anni di esperienza. La riforma prevede che i membri togati siano sorteggiati tra tutti i magistrati in servizio, mentre quelli laici, sorteggiati da una lista votata dal Parlamento. </p>
<p><!-- /wp:paragraph --><!-- wp:paragraph --></p>
<p>Chi propone la riforma dice che questo è l’unico modo per “spezzare” il potere delle correnti che, soprattutto con lo scandalo Palamara, hanno tentato di condizionare molto le nomine e i trasferimenti. Ma è un principio che non funziona per tanti motivi. Di fronte a degenerazioni o a scandali è giusto intervenire. Ma è il sorteggio la soluzione? Domani di fronte a uno scandalo che dovesse coinvolgere un consiglio comunale diremo che la soluzione è il sorteggio dei consiglieri? O dei parlamentari? </p>
<p><!-- /wp:paragraph --><!-- wp:paragraph --></p>
<p>Sorteggiare i membri del CSM significa negare il valore dell&#8217;organizzazione e della rappresentanza in democrazia e lasciare il magistrato solo. Un giudice meno organizzato o con un’organizzazione più debole alle spalle è un giudice più facile da intimidire e da esporre alla gogna mediatica. Quando si passa da una collaborazione istituzionale tra i poteri di uno Stato allo scontro, come quello attualmente in corso, questo è un elemento importantissimo.</p>
<p><!-- /wp:paragraph --><!-- wp:paragraph --></p>
<p>Significa che va bene la degenerazione del sistema correntizio? No, ma dobbiamo stare attenti: solo il 23% degli iscritti all’Associazione Nazionale Magistrati è iscritto anche a una corrente. Inoltre, al di là degli scandali recenti, le correnti hanno anche avuto un ruolo positivo nella storia della magistratura italiana, garantendo il pluralismo culturale e la diffusione di idee democratiche. Per evitare storture sui meccanismi elettorali del CSM non è necessaria una riforma costituzionale, ma è sufficiente intervenire con legge ordinaria. </p>
<p><!-- /wp:paragraph --><!-- wp:paragraph --></p>
<p>C’è poi il tema dell’Alta Corte Disciplinare. Oggi è il CSM a occuparsi dei provvedimenti disciplinari per i magistrati. Uno degli argomenti più forti dei sostenitori del SÌ è proprio su questo tema: i magistrati non risponderebbero dei loro errori e i colleghi tendono a non applicare sanzioni serie. Personalmente non lo ritengo un argomento tabù ed è corretto affrontarlo. Ma la soluzione disegnata in questa riforma ha troppi limiti ed evidenzia un carattere punitivo e di controllo di una categoria. Pur prevedendo una maggioranza di membri togati, ad esempio, non sono previste garanzie sul fatto che il collegio giudicante sia composto in maggioranza da giudici. Con legge ordinaria, per come è scritto oggi l’articolo, si potrebbe anche arrivare ad avere un collegio con maggioranza di membri laici, dando così alla politica il potere di giudicare i magistrati. Se a questo elemento si aggiunge che l’eventuale appello di fronte a una prima sentenza di condanna potrebbe essere presentato sempre di fronte alla medesima Alta Corte, si capisce l’intento punitivo. Se dovesse passare la proposta tutti i cittadini avrebbero diritto a un un organo diverso tra il primo e il secondo grado, ad eccezione dei magistrati, che non potrebbero nemmeno rivolgersi alla Cassazione.</p>
<p><!-- /wp:paragraph --><!-- wp:heading --></p>
<h2><strong>Conclusione</strong></h2>
<p><!-- /wp:heading --><!-- wp:paragraph --></p>
<p>Questa riforma non assume personale, non accorcia i tempi dei processi, non aiuta i cittadini. Serve solo a dire: &#8220;Abbiamo vinto noi, i giudici devono allinearsi&#8221;. Non è una riforma della giustizia, ma una riforma della magistratura e, in alcuni passaggi, contro la magistratura. Votare NO significa difendere l’equilibrio dei poteri sancito dai padri costituenti e lo spirito dell&#8217;articolo 101 della Costituzione: “la giustizia è amministrata in nome del popolo e i giudici sono soggetti soltanto alla <strong>legge</strong>”, non alle indicazioni del Governo di turno.</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>]]></content:encoded>
					
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		<title>La mia intervista su La Stampa: «Dobbiamo aprirci a tutti, dai centristi ai 5Stelle»</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Feb 2026 12:20:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Segreteria Regionale]]></category>
		<category><![CDATA[pd piemonte]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[Segretario, primo pensiero sul sondaggio di Swg?«I risultati del sondaggio premiamo il sindaco Stefano Lo Russo, la sua giunta e il centrosinistra per il lavoro serio e attento di questi anni.Viene riconosciuta la qualità del lavoro fatto nonostante gli attacchi della destra che da tempo ha cominciato la campagna elettorale sulla città di Torino». Come [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Segretario, primo pensiero sul sondaggio di Swg?<br></strong>«I risultati del sondaggio premiamo il sindaco Stefano Lo Russo, la sua giunta e il centrosinistra per il lavoro serio e attento di questi anni.<br>Viene riconosciuta la qualità del lavoro fatto nonostante gli attacchi della destra che da tempo ha cominciato la campagna elettorale sulla città di Torino».<br></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Come si risponde agli attacchi?<br></strong>«Il centrosinistra unito deve replicare alla propaganda lavorando per dare risposte ancora più puntuali ai cittadini. Per questo il Pd è al servizio di un progetto ampio e plurale, anche considerando la concomitanza delle amministrative con le Politiche del 2027».</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Dai centristi al Movimento 5 Stelle?<br></strong>«Sì, è nostra responsabilità fare sintesi tra le peculiarità locali e il quadro politico nazionale. Per questo ribadiamo la disponibilità ad allargare il perimetro dell&#8217;attuale maggioranza mettendo al centro del confronto le questioni che uniscono e non quelle che dividono. Guardiamo avanti e non indietro».</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Ei cattolici? Hanno rimandato l&#8217;invito al mittente…<br></strong>«Il Partito Democratico nasce dalla sintesi tra la cultura del riformismo progressista e il cristianesimo sociale. Tutti coloro che vogliono costruire una società capace di coniugare libertà, uguaglianza, solidarietà ei valori cari al cristianesimo troveranno sempre una casa nel nostro partito».</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Rossi (PD): &#8220;Violenza inaccettabile. Solidarietà a Forze dell’Ordine, giornalisti e alla città&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 Feb 2026 13:29:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Segreteria Regionale]]></category>
		<category><![CDATA[askatasuna; sicurezza; legalità]]></category>
		<category><![CDATA[torino]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Segretario Regionale del Partito Democratico, Domenico Rossi, interviene duramente sui gravi episodi di violenza che hanno interessato la città di Torino nella giornata odierna, trasformando le strade del centro in scenari di guerriglia urbana. &#8220;Anche oggi — dichiara Rossi — una minoranza organizzata di violenti ha messo in atto provocazioni e violenze inaccettabili. Torino [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Il Segretario Regionale del Partito Democratico, Domenico Rossi, interviene duramente sui gravi episodi di violenza che hanno interessato la città di Torino nella giornata odierna, trasformando le strade del centro in scenari di guerriglia urbana.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><br>&#8220;Anche oggi — dichiara Rossi — una minoranza organizzata di violenti ha messo in atto provocazioni e violenze inaccettabili. Torino ha vissuto momenti di tensione che la città davvero non merita e che nulla hanno a che vedere con l&#8217;esercizio democratico del dissenso.&#8221;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><br>Il Segretario dem si allinea fermamente alla posizione del primo cittadino: &#8220;Mi associo alle parole del Sindaco Stefano Lo Russo nel condannare con assoluta fermezza quanto accaduto. Il partito prende nettamente le distanze da chi sceglie la via della violenza ed esprime piena solidarietà alle Forze dell’Ordine e ai giornalisti coinvolti negli scontri, colpiti mentre svolgevano il proprio lavoro.&#8221;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><br>&#8220;Chi ha deciso di agire in questo modo danneggia anche gli altri manifestanti pacifici, i cui messaggi e istanze vengono inevitabilmente offuscati, anche oggi, dagli scontri. Violenti&#8221;, aggiunge il segretario dem.<br>&#8220;Così si fa solo un favore a chi vorrebbe alzare il livello della repressione nella nostra società. È una deriva di cui il nostro Paese non ha alcun bisogno”. conclude il Segretario</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Referendum giustizia: 3 incontri in provincia di Novara</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 Feb 2026 13:13:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Legalità]]></category>
		<category><![CDATA[Segreteria Regionale]]></category>
		<category><![CDATA[Referendum giustizia]]></category>
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					<description><![CDATA[Il tema della Giustizia è centrale per la tenuta democratica del nostro Paese. In vista del prossimo referendum sulla riforma della giustizia (separazione delle carriere), il Partito Democratico ha assunto una posizione chiara e netta:&#160;sosterrremo il NO. Non si tratta di difendere lo status quo – siamo i primi a volere una giustizia più efficiente [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Il tema della Giustizia è centrale per la tenuta democratica del nostro Paese. In vista del prossimo referendum sulla riforma della giustizia (separazione delle carriere), il Partito Democratico ha assunto una posizione chiara e netta:&nbsp;<strong>sosterrremo il NO</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non si tratta di difendere lo status quo – siamo i primi a volere una giustizia più efficiente e rapida – ma di opporci a una riforma sbagliata che rischia di indebolire l&#8217;autonomia della magistratura e di sottomettere il Pubblico Ministero al controllo dell&#8217;esecutivo, allontanandoci dal modello di giurisdizione disegnato dalla nostra Costituzione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È una materia complessa che merita di essere approfondita, lontana dagli slogan e dalla propaganda della destra. Per questo, abbiamo organizzato&nbsp;<strong>tre appuntamenti nella provincia di Novara</strong>&nbsp;con ospiti di eccezione: parlamentari, magistrati ed esperti costituzionalisti. Sarà l&#8217;occasione per entrare nel merito delle questioni e capire insieme le ragioni del nostro NO.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ecco il calendario degli incontri, vi invito a partecipare e a diffondere l&#8217;invito:</p>



<p class="wp-block-paragraph"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f4cd.png" alt="📍" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> <strong>TRECATE &#8211; Venerdì 13 Febbraio, ore 21:00</strong> <em>Sede: Via Girondella 23</em> Ne parliamo con <strong>Debora Serracchiani</strong>(Responsabile Giustizia Segreteria Nazionale PD) ed <strong>Edoardo Barelli Innocenti</strong> (Già Presidente della Corte d&#8217;Appello di Torino). Modera: Davide Mattiello.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f4cd.png" alt="📍" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" />&nbsp;<strong>ARONA &#8211; Lunedì 16 Febbraio, ore 20:45</strong>&nbsp;<em>Sede: Aula Magna del Palazzo Comunale, Via San Carlo 2</em>&nbsp;Intervengono&nbsp;<strong>Anna Rossomando</strong>&nbsp;(Vicepresidente del Senato) ed&nbsp;<strong>Edoardo Barelli Innocenti</strong>&nbsp;(Già Presidente Corte d&#8217;Appello Torino e membro Comitato ANM per il NO).</p>



<p class="wp-block-paragraph"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f4cd.png" alt="📍" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" />&nbsp;<strong>NOVARA &#8211; Sabato 28 Febbraio, ore 10:30</strong>&nbsp;<em>Sede: Centro Culturale Viaoxiliaquattro, Via Oxilia 4</em>&nbsp;Confronto con&nbsp;<strong>Andrea Giorgis</strong>&nbsp;(Senatore PD, capogruppo comm. Affari Costituzionali) e&nbsp;<strong>Flavia Panzano</strong>&nbsp;(Magistrata, Coordinatrice regionale Comitato ANM per il NO). Modera: Davide Occhipinti.</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Di legalità e giustizia: un commento sullo sgombero di Askatasuna</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Dec 2025 12:11:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Segreteria Regionale]]></category>
		<category><![CDATA[Askatasuna]]></category>
		<category><![CDATA[legalità]]></category>
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					<description><![CDATA[Ricordate la risposta di Giovanni Falcone a chi chiedeva se in Sicilia servisse l’esercito? Eccola: &#8220;Sì, un esercito di insegnanti.&#8221; Vale ancora oggi. Avremmo dovuto imparare da chi ha dedicato la vita alla lotta contro le mafie che non c’è legalità senza giustizia. Non basta la repressione, non bastano, da sole, forze dell’ordine e magistratura. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Ricordate la risposta di Giovanni Falcone a chi chiedeva se in Sicilia servisse l’esercito? Eccola: &#8220;Sì, un esercito di insegnanti.&#8221;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Vale ancora oggi. Avremmo dovuto imparare da chi ha dedicato la vita alla lotta contro le mafie che non c’è legalità senza giustizia. Non basta la repressione, non bastano, da sole, forze dell’ordine e magistratura. La legalità, quella portata avanti nello spirito della Costituzione, è strumento di giustizia, garantisce uguaglianza, libertà e mette al riparo dalla legge del più forte. Ci sono stati e ci sono regimi in cui la legalità è scollegata dalla giustizia, ma non sono un nostro modello e non devono diventarlo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La vicenda di Askatasuna a Torino è complessa e merita certamente più di un post, ma sullo sgombero avvenuto ieri mattina, alcune cose vale la pena sottolinearle.&nbsp; A destra si usa la &#8220;sicurezza&#8221; come pretesto per una campagna elettorale permanente, scaricando sui sindaci, specie se di colore politico diverso, i fallimenti di chi è al governo da più di tre anni e, anche su questo fronte, non ha portato un solo risultato.<br><br>Il patto di collaborazione con Askatasuna avviato dall’amministrazione di Stefano Lo Russo andava nella direzione di affrontare la complessità per governarla e non subirla, nel tentativo giusto di costruire legalità e sicurezza con il coinvolgimento di chi vive i territori, della rete sociale locale, ma, nello stesso tempo, allontanare i pochi che vedono nella violenza lo strumento di lotta politica.&nbsp; Il primo cittadino ha resistito in un contesto ostile e privo di leale collaborazione istituzionale, in un contesto dove altre istituzioni, come Regione e Governo, sono governate da una destra che ha solo a cuore la propaganda e hanno fatto di tutto per affossare il percorso. Lui e l’amministrazione ci hanno creduto davvero, mettendoci la faccia. Possono dire tutti lo stesso? Mi auguro di sì, perché quando la destra cresce e diventa così aggressiva diventa sempre più fondamentale trovare il modo di fare rete e superare le differenze per fare fronte comune.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Noi continueremo a costruire legalità e sicurezza. Convinti che non posano esistere se non si investe anche su scuola, sanità, lavoro, casa e rigenerazione urbana. Questa è la strada che stiamo percorrendo dove governiamo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A chi prova maldestramente a dare lezioni di legalità, rispondiamo che non le possiamo accettare da chi dimostra ogni giorno di avere una doppia morale non più sostenibile: il Ministro Zangrillo continua a dire che Casa Pound andrebbe sgomberata, ma i neo-fascisti, contigui anche a una parte importante di chi oggi governa il Paese, sono ancora lì. Che fa Zangrillo? Si dimette in contrasto con le scelte sbagliate di Piantedosi e di Meloni che tollerano una situazione del genere? La verità è che qui si condannano solo quelli che si ritengono avversari politici mentre si chiude più di un occhio per i violenti neo-fascisti.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non siete credibili. Noi continueremo a lavorare dove governiamo , come a Torino, per città capaci di coniugare sicurezza e inclusione, ma soprattutto per difendere l’idea che la legalità non sia solo azione repressiva, ma strumento per costruire giustizia.</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>La salute non aspetta. Al via la campagna del Partito Democratico Piemonte</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Feb 2025 08:09:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Regione Piemonte]]></category>
		<category><![CDATA[Sanità]]></category>
		<category><![CDATA[Segreteria Regionale]]></category>
		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[Piemonte]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[sanità]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;accesso alle cure è un diritto fondamentale: il PD Informa e accompagna i cittadini sul percorso di tutela che consente di ridurre i tempi di attesa e ricevere la prestazione anche in intramoenia o nel privato accreditato senza ulteriori spese rispetto al ticket eventualmente previsto per il cittadino La salute non aspetta. Non rinunciare a [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><em> L&#8217;accesso alle cure è un diritto fondamentale: il PD Informa e accompagna i cittadini sul percorso di tutela che consente di ridurre i tempi di attesa e ricevere la prestazione anche in intramoenia o nel privato accreditato senza ulteriori spese rispetto al ticket eventualmente previsto per il cittadino</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>La salute non aspetta</em></strong>. <strong><em>Non rinunciare a curarti.</em></strong> È lo slogan con cui il Partito Democratico del Piemonte rilancia la propria campagna per la riduzione delle liste di attesa che rappresenta sempre di più un&#8217;emergenza. In Piemonte, infatti, troppo spesso i cittadini non trovano disponibilità per visite ed esami oppure sono costretti o ad attendere tempi lunghissimi o ancora a spostarsi a centinaia di chilometri da casa. Chi non può attendere &#8211; si parla di almeno sei mesi anche per le prestazioni&nbsp; più basilari &#8211;&nbsp; si rivolge al privato, mentre in troppi, purtroppo, rinunciano alle cure. In Italia il numero è di circa 4,5 milioni di persone, mentre in Piemonte l&#8217;8,8% dei piemontesi ha rinunciato alle cure nell&#8217;ultimo anno. Un dato più alto della media nazionale che è al 7,6% e che è l&#8217;immagine di una situazione ingiusta e inaccettabile, perché la salute è un diritto fondamentale.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://www.stoplisteattesa.it/wp-content/uploads/2025/02/GRAFICA-PC-LISTE-ATTESA.png" alt=""/></figure>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Quando parliamo di liste d&#8217;attesa in sanità siamo di fronte a un&#8217;emergenza che continua a crescere e colpisce i piemontesi in uno degli aspetti più delicati della vita. La campagna Stop alle Liste d&#8217;Attesa sottoscritta da circa 20 mila piemontesi è stato il primo atto dell&#8217;attuale segreteria regionale, ma la situazione è peggiorata. Gli innumerevoli annunci e le promesse di Cirio non hanno portato nessun miglioramento. Anzi assistiamo a un disegno di smantellamento del Sistema Sanitario Nazionale, come dimostra il record in negativo di investimenti in sanità con l&#8217;ultima finanziaria del governo Meloni che ci fa scivolare sotto la soglia del 6%. La dimostrazione che non hanno imparato nulla dalla pandemia. Il PD chiede con forza maggiori risorse a livello nazionale, stipendi più alti per il personale, un piano straordinario di assunzioni e il potenziamento della medicina territoriale. Tutti interventi a medio e lungo raggio, ma fin da subito si può e si deve fare di più. La legge già prevede l&#8217;attivazione del percorso di tutela che consente di ridurre i tempi di attesa e ricevere la prestazione in intramoenia o nel privato accreditato senza ulteriori spese rispetto al ticket eventualmente previsto per il cittadino. Peccato che qui in Regione Piemonte il CUP non lo dice e la Regione complica il percorso così che in pochi possano accedere. Chiediamo una campagna pubblica che informi i cittadini e di uniformare e semplificare le procedure&#8221; spiega il segretario regionale del partito <strong>Domenico Rossi</strong> presentando l&#8217;iniziativa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Partito Democratico prende atto della situazione e con la campagna rilancia una procedura introdotta con il decreto legislativo n.124 del 29/04/1998, riaffermata con l&#8217;articolo 3 del Decreto Legge n. 73 del 7 giugno 2024 (Convertito nella legge 107/2024) e regolamentato dalla Regione Piemonte con due circolari del 2024. Sulla base della normativa vigente, ogni cittadino in possesso di una prescrizione di visita e/o esame specialistico in primo accesso in classe di priorità B (entro 10 giorni) – D (visite 30 giorni / esami 60 giorni) – P (120 giorni) che non sia riuscito a prenotare la prestazione sanitaria tramite il CUP nei tempi indicati&nbsp; dalla ricetta del medico, potrà presentare formale istanza per accedere al percorso di tutela ed essere avviato alla prestazione specialistica attraverso l&#8217;utilizzo dell&#8217;attività libero-professionale intramuraria, delle prestazioni del sistema privato accreditato, ma senza costi aggiuntivi rispetto al ticket poiché a carico della regione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;La campagna &#8211; conclude Rossi &#8211; prevede<strong> tre fasi</strong>: una prima in cui informeremo i cittadini di questa possibilità attraverso i canali social del partito e banchetti nelle piazze. La seconda durante la quale sperimenteremo un servizio di accompagnamento alla richiesta di attivazione del percorso di tutela. La terza in cui renderemo stabile questo servizio grazie al lavoro dei nostri circoli per dare una mano a chi è solo e fatica ad attivare le richieste&#8221;.</p>
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		<item>
		<title>Crisi Automotive &#8211; Le proposte del PD</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Feb 2025 15:21:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Regione Piemonte]]></category>
		<category><![CDATA[Segreteria Regionale]]></category>
		<category><![CDATA[automotive]]></category>
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					<description><![CDATA[Sabato 8 febbraio 2025, presso la sede del PD regionale, si è svolta una conferenza stampa dal titolo: “Quale futuro per il settore automotive?” Durante l’iniziativa è stato presentato il quaderno di lavoro della fondazione DEMO“PER UN FUTURO DELL’AUTOMOTIVE. LE SCELTE DA FARE IN ITALIA E IN EUROPA” e l’atto di indirizzo che il Gruppo [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Sabato 8 febbraio 2025, presso la sede del PD regionale, si è svolta una conferenza stampa dal titolo: “Quale futuro per il settore automotive?” Durante l’iniziativa è stato presentato il quaderno di lavoro della fondazione DEMO<br>“PER UN FUTURO DELL’AUTOMOTIVE. LE SCELTE DA FARE IN ITALIA E IN EUROPA” e l’atto di indirizzo che il Gruppo del Partito Democratico in Consiglio Regionale presenterà in occasione del Consiglio aperto del prossimo 11 febbraio.</p>


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<figure class="alignleft size-medium"><img decoding="async" width="300" height="171" src="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2023/10/rossisegretario-300x171.jpg" alt="" class="wp-image-6617" srcset="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2023/10/rossisegretario-300x171.jpg 300w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2023/10/rossisegretario-700x400.jpg 700w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2023/10/rossisegretario-768x438.jpg 768w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2023/10/rossisegretario.jpg 806w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></figure>
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<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://www.youtube.com/live/UYGTm_-lXjQ?si=w8TWIz_jsg92OY5M">Clicca qui</a>&nbsp;per rivedere la conferenza stampa</p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://www.pdpiemonte.it/wp/wp-content/uploads/2025/02/Automotive-Demo-Appunto-di-lavoro.pdf">Clicca qui</a>&nbsp;per scaricare il Quaderno di lavoro della Fondazione DEMO</p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://youtu.be/GrVLuePNAe0">Clicca qui&nbsp;</a>per vedere il servizio del TG3 Piemonte dedicato alla conferenza stampa</p>



<p class="wp-block-paragraph">Clicca qui per scaricare l’Ordine del giorno del Gruppo Consiliare regionale del PD</p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://www.pdpiemonte.it/wp/wp-content/uploads/2025/02/Le-nostre-proposte.pdf">Clicca qui</a>&nbsp;per scaricare il volantino “Le nostre Proposte”</p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://youtube.com/shorts/5I-dsd26V7Q?si=Ink62H5aDtipdpuL">Clicca qui</a> per vedere parte dell&#8217;intervento fatto in occasione del Consiglio Aperto che si è svolto l&#8217;11/02/2025</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Per il rilancio dell&#8217;automotive &#8211; ha detto il segretario del Pd del Piemonte, Domenico Rossi &#8211; non servono le cattive soluzioni della destra. È il momento di mettere in campo una proposta fondata su due pilastri: ingenti investimenti europei utili a far recuperare competitività alle nostre imprese e politiche finalizzate a salvaguardare l&#8217;occupazione&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;L&#8217;Italia e il Piemonte &#8211; ha affermato &#8211; hanno storia e competenze necessarie per tornare a essere protagonisti. Le abbiamo nell&#8217;impresa, nel mondo del lavoro e nelle università. Purtroppo è mancata una visione da parte del governo Meloni e della giunta Cirio, che hanno guardato alla crisi come un fatto inesorabile. E&#8217; il momento di invertire la rotta&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per Rossi, &#8220;il governo deve intervenire sui costi dell&#8217;energia&#8221; e &#8220;pretendere che Stellantis mantenga gli impegni di produzione&#8221;. John Elkann, ha affermato, &#8220;deve sapere che tutti chiudiamo con forza che anche in Italia arrivino gli investimenti che solo pochi giorni fa ha promesso negli Usa&#8221;. Inoltre &#8220;sarà necessario sostenere la domanda con incentivi&#8221;, per esempio seguendo &#8220;l&#8217;idea messa in campo in Francia con il leasing sociale&#8221;. (ANSA).</p>
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