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	<title>Regione Piemonte &#8211; Domenico Rossi</title>
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	<description>Il futuro è nelle nostre mani</description>
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	<title>Regione Piemonte &#8211; Domenico Rossi</title>
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		<title>Domenico Rossi (Pd): “Dal presidente Cirio annunci e proposte vuote. Il Piemonte sta sempre peggio”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Domenico]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Aug 2026 09:44:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Intervista di Andrea Gatta pubblicata su Repubblica (ed. Torino) il 06 Agosto 2026 Se da un lato il presidente Alberto Cirio è «una persona che confeziona pacchetti belli a dei regali scadenti», l’opposizione dovrà «essere pronta al voto per le regionali, che sia 2028 o 2029: c’è una piattaforma comune e ci stiamo già lavorando». [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-7802" src="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2026/08/IMG_0867-213x300.jpg" alt="IntervistaRepubblicaAg2026" width="213" height="300" srcset="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2026/08/IMG_0867-213x300.jpg 213w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2026/08/IMG_0867-498x700.jpg 498w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2026/08/IMG_0867-768x1080.jpg 768w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2026/08/IMG_0867-1093x1536.jpg 1093w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2026/08/IMG_0867.jpg 1304w" sizes="(max-width: 213px) 100vw, 213px" />Intervista di Andrea Gatta pubblicata su Repubblica (ed. Torino) il 06 Agosto 2026</em></p>
<p>Se da un lato il presidente Alberto Cirio è «una persona che confeziona pacchetti belli a dei regali scadenti», l’opposizione dovrà «essere pronta al voto per le regionali, che sia 2028 o 2029: c’è una piattaforma comune e ci stiamo già lavorando». Così il segretario regionale Pd Domenico Rossi risponde a distanza al governatore, dopo l’<a href="https://torino.repubblica.it/cronaca/2026/08/05/news/alberto_cirio_intervista_piemonte_energia_investimenti_candidatura-425512433/">intervista a <em>Repubblica</em></a>, e prova a guardare oltre la legislatura.</p>
<p><strong>Cirio ieri ha parlato di conti in ordine, di una legge sull’energia, di investimenti per le case Atc.</strong></p>
<p>«L’immagine che ho di Cirio è di chi sa confezionare bei pacchetti a regali scadenti: l’involucro è bello ma dentro non c’è nulla di valore. La realtà è che dopo sette anni di governo della Regione i piemontesi stanno peggio di prima: la sanità è peggiorata, l’economia è ferma, il trasporto locale non ne parliamo».</p>
<p><strong>Sulla sanità però il governatore rivendica il lavoro fatto.</strong></p>
<p>«Lui gioca con le parole per non ammettere che la sanità è sottofinanziata dal governo Meloni. Se sale il costo delle bollette o del personale o quello per i farmaci, l’unica soluzione è aumentare il fondo nazionale. Noi continuiamo a dire che va commisurato in percentuale rispetto al Pil».</p>
<p><strong>È la vostra proposta?</strong></p>
<p>«Certo. Oggi in Italia il finanziamento del fondo vale il 6,2-6,3% del Pil. La media Ocse è del 7,1%, vuol dire che mancano 15 miliardi a livello nazionale, più o meno uno in Piemonte. Leggo che i bilanci preventivi dei direttori delle Asl vengono definiti <em>desiderata</em>. Ma la verità è che i direttori calcolano un fabbisogno che tiene conto delle necessità reali. Poi quello che avviene di fatto è un taglio, che nasce dagli stanziamenti insufficienti del governo».</p>
<p><strong>Cosa pensa del piano su idroelettrico ed energia low cost?</strong></p>
<p>«Penso che, come è stato finora, siano solo annunci. Sul campo le province vengono lasciate sole nella contrattazione dei canoni di concessione con i grandi player, il cui valore è inferiore a quello di altre regioni. Noi abbiamo già chiesto che la giunta le affianchi».</p>
<p><strong>E dei 30 milioni per ristrutturare le case Atc?</strong></p>
<p>«Va tutto bene, il problema è che sono passati sette anni ma ogni volta Cirio si comporta come se si fosse insediato l’altro ieri. C’è poi un passaggio che mi ha davvero deluso, su Vannacci. Dice che “in questo momento” le sue posizioni non sembrano compatibili con il centrodestra. Ma non è una preclusione. Non credo però che un liberale antifascista come lui possa accettare un giorno di stare in coalizione con Futuro Nazionale».</p>
<p><strong>Fin qui le critiche. Ma il centrosinistra che propone?</strong></p>
<p>«Solo per rimanere nell’ultimo bilancio, abbiamo chiesto per le cave e per i produttori di acqua minerale un adeguamento dei canoni a quello delle altre regioni del Nord: serve un contributo più equo da parte di chi guadagna sfruttando beni comuni. Poi abbiamo chiesto di intensificare il recupero dell’evasione e con quei soldi finanziare le borse di studio per i medici che si specializzano in medicina generale. Tutto respinto».</p>
<p><strong>Come procede il campo largo in Regione?</strong></p>
<p>«Al netto di alcune fibrillazioni legate alle politiche del 2027 che influenzeranno anche il livello locale, sulle questioni fondamentali ci siamo, da Italia Viva ai 5 Stelle: trasporti, sanità, rinnovabili, casa, azzardo, diritti. Abbiamo una piattaforma su cui stiamo lavorando e lavoreremo insieme».</p>
<p><strong>Quali sono i prossimi passi?</strong></p>
<p>«Molto dipenderà da quando si terranno le politiche, da cosa farà Cirio, se per la Regione si voterà nel 2028 o nel 2029. Ma in ogni caso dobbiamo essere coesi e pronti a presentare un’alternativa credibile».</p>
<p><strong>Si dice che potrebbe candidarsi a sindaco nella sua Novara</strong>, <strong>nel 2027.</strong></p>
<p>«Sono a disposizione della mia comunità politica. A Novara ci sono tante persone autorevoli e capaci. Decideremo con il partito e con la coalizione cercando di fare la scelta migliore per la città».</p>
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		<title>Report IRES 2026, Rossi (PD): «Il Piemonte scivola sul piano inclinato della destra. Crescita ferma, lavoro povero e il 56% delle famiglie escluse dai voucher scolastici. Pronti alla battaglia in Consiglio»</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Jul 2026 14:56:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[Regione Piemonte]]></category>
		<category><![CDATA[automotive]]></category>
		<category><![CDATA[cassa integrazione]]></category>
		<category><![CDATA[diritto allo studio]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
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					<description><![CDATA[&#8220;I dati non mentono, ed evidenziano una realtà ben diversa da quella raccontata quotidianamente dai rappresentanti della Giunta regionale. In linea con l&#8217;ultimo report di Banca di Italia, anche il Report Annuale IRES Piemonte 2026, intitolato significativamente &#8216;Il tempo della trasformazione&#8217;, ci restituisce l&#8217;immagine di una regione strutturalmente bloccata, che rischia di scivolare definitivamente rispetto [&#8230;]]]></description>
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<p data-path-to-node="17">&#8220;I dati non mentono, ed evidenziano una realtà ben diversa da quella raccontata quotidianamente dai rappresentanti della Giunta regionale. In linea con l&#8217;ultimo report di Banca di Italia, anche il Report Annuale IRES Piemonte 2026, intitolato significativamente &#8216;Il tempo della trasformazione&#8217;, ci restituisce l&#8217;immagine di una regione strutturalmente bloccata, che rischia di scivolare definitivamente rispetto alle altre grandi locomotive del Nord&#8221;. A dichiararlo è il segretario regionale e consigliere del Partito Democratico, <b data-path-to-node="17" data-index-in-node="484">Rossi</b>, commentando gli esiti della relazione socioeconomica territoriale.</p>
<h3 data-path-to-node="18">L’economia arranca, il lavoro si impoverisce</h3>
<p data-path-to-node="19">I numeri macroeconomici certificano una brusca frenata: nel 2025 e nel 2026 il PIL piemontese si attesta su un anemico +0,4%, ben lontano dai trend degli anni passati. Ma il dato più preoccupante riguarda la qualità del nostro sistema produttivo. &#8220;Siamo di fronte a una progressiva polarizzazione verso la &#8216;via bassa&#8217; dello sviluppo – spiega Rossi –. L&#8217;80% della crescita dell&#8217;occupazione si concentra nei servizi a bassa produttività, nella ristorazione e nel commercio precario, mentre la manifattura soffre drammaticamente, con un aumento del 95% delle ore di Cassa Integrazione e l’automotive ai minimi storici. Questo si traduce in lavoratori più poveri: a causa dell&#8217;inflazione, i salari reali dei piemontesi hanno perso l&#8217;8,5% del loro valore dal 2019 ad oggi. Non è questa l&#8217;idea di futuro che vogliamo per i nostri giovani&#8221;.</p>
<h3 data-path-to-node="20">Lo scandalo del Diritto allo Studio: negato il supporto al 56% delle famiglie</h3>
<p data-path-to-node="21">Per il Partito Democratico una delle ferite più profonde inferta dalle attuali politiche regionali riguarda le nuove generazioni e il welfare scolastico. Dal report IRES emerge infatti che oltre la metà degli studenti piemontesi (il 56%) risultati idonei per motivi di reddito al Voucher di tipo B (destinato all&#8217;acquisto di libri di testo, materiale didattico e trasporti) non ha ricevuto il contributo per mancanza di copertura finanziaria da parte della Regione. &#8220;Questo è uno scandalo politico e sociale – attacca il Segretario dem –. Mentre si finanziano interventi spot, si lasciano migliaia di famiglie della classe media e popolare senza un aiuto fondamentale per garantire il diritto allo studio. E questo spiega come mai hanno voluto cambiare i criteri per la distribuzione dei voucher, abbassando l&#8217;ISEE e le somme erogate, così da poter dire, &#8216;abbiamo erogato più borse&#8217;, ma distribuendo solo briciole. E la situazione rischia di precipitare anche nelle Università: nel 2026 si esauriranno i fondi straordinari del PNRR per le borse di studio e gli alloggi universitari. Se la Regione non interverrà immediatamente con risorse proprie, tornerà la vergognosa figura dell&#8217;studente &#8216;idoneo non beneficiario&#8217; &#8220;.</p>
<h3 data-path-to-node="22">La trappola demografica dei piccoli comuni</h3>
<p data-path-to-node="23">L&#8217;analisi investe anche l&#8217;assetto territoriale: ben 2 comuni piemontesi su 3 (il 61%) si trovano in un declino demografico strutturale, una percentuale doppia rispetto a realtà vicine come la Lombardia e il Veneto. I piccoli enti locali sono stretti in una morsa finanziaria che l&#8217;IRES definisce &#8216;trappola allocativa&#8217;: con entrate fiscali ridotte al lumicino dal crollo del valore immobiliare, le amministrazioni comunali devono spendere l&#8217;intero bilancio disponibile per l&#8217;assistenza alla popolazione anziana, trovandosi nell&#8217;impossibilità di investire in asili nido, trasporti o infrastrutture capaci di attrarre nuove famiglie.</p>
</div>
<h3 data-path-to-node="23"><span data-path-to-node="10,5,0,0"><b data-path-to-node="10,5,0,0" data-index-in-node="0">Persistenza dei divari di genere</b></span></h3>
<p data-path-to-node="23"><span data-path-to-node="10,5,0,0">&#8220;Il report di IRES certifica anche il fallimento delle politiche sul tema dell&#8217;uguaglianza di genere&#8221;. A un anno dalla laurea, le donne guadagnano in media 210 euro netti in meno al mese rispetto agli uomini e hanno l&#8217;11% in meno di contratti stabili (tempo indeterminato al 36% contro il 47% degli uomini)</span><span data-path-to-node="10,5,0,2">.</span></p>
<h3 data-path-to-node="23"><span data-path-to-node="10,5,0,0"><b data-path-to-node="10,5,0,0" data-index-in-node="0">Il commento &#8220;incredibile&#8221; del Presidente Cirio</b></span></h3>
<p id="p-rc_ebd83304ded2f1e9-186" data-path-to-node="14"><span data-path-to-node="14,0">La reazione del Presidente Cirio ai dati di IRES 2026 è politicamente surreale e svela tutta la fragilità della propaganda della destra. Affermare, a commento del report, che <i data-path-to-node="14,0" data-index-in-node="206">&#8216;Senza automotive il Piemonte cresce più della Lombardia&#8217;</i> significa non conoscere la struttura economica della regione che si governa o, peggio, pensare che i piemontesi siano dei creduloni&#8221; dichiara Rossi</span></p>
<p data-path-to-node="15">&#8220;Verrebbe da rispondere: ma grazie, Presidente! Il problema centrale del Piemonte è esattamente questo. <span data-path-to-node="16,0,0,0"><b data-path-to-node="16,0,0,0" data-index-in-node="0">In Piemonte l&#8217;automotive c&#8217;è, ed è in crisi profonda.</b>  E voi, di fronte a questa crisi siete immobili. </span>Sono anni che come Partito Democratico, insieme alle parti sociali, chiediamo a gran voce un piano nazionale e regionale straordinario per il rilancio e la transizione del settore dell&#8217;auto. Dalla Regione sono arrivate solo passerelle, slogan e zero investimenti concreti per proteggere la catena del valore e favorire il turnover tecnologico.<span data-path-to-node="16,2,0,0"><b data-path-to-node="16,2,0,0" data-index-in-node="0">Senza una strategia, il Piemonte resterà strutturalmente indietro.</b> Se non si trova un modo per rilanciare la filiera manifatturiera o per trasformarla in un comparto economico altrettanto impattante in positivo, la nostra regione continuerà ad accumulare ritardi. Altro che Lombardia!&#8221; aggiunge il segretario dem.</span></p>
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<h3 data-path-to-node="24">Le proposte del Partito Democratico in Consiglio Regionale</h3>
<p data-path-to-node="25">&#8220;Di fronte a questa fotografia, il Partito Democratico eserciterà un&#8217;opposizione rigorosa, di merito e radicalmente alternativa nei contenuti – conclude Rossi –. Trasformeremo i punti di debolezza emersi dal report in battaglie sia in Aula sia sui territori.&#8221;</p>
</div>
<p data-path-to-node="25"><a href="https://www.ires.piemonte.it/relazione2026/RelazioneAnnuale2026.pdf">Scarica qui il Rapporto di IRES</a></p>
</div>
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		<title>Mafie al Nord: Su delibera del CSM condivido le preoccupazioni di Libera, non abbassiamo la guardia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Jun 2026 16:11:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Antimafia]]></category>
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		<category><![CDATA[Regione Piemonte]]></category>
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					<description><![CDATA[“Condivido le preoccupazioni espresse da Libera in merito alla recente delibera del Consiglio Superiore della Magistratura che individua undici Procure distrettuali situate nelle aree considerate a più alta densità mafiosa, tutte concentrate al sud, per favorire la nomina di magistrati con specifica esperienza antimafia. Pur nel pieno rispetto dell’autonomia della magistratura c’è un rischio concreto [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="alignleft wp-image-7769 size-medium" src="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2026/06/mafienord-240x300.jpeg" alt="" width="240" height="300" srcset="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2026/06/mafienord-240x300.jpeg 240w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2026/06/mafienord-560x700.jpeg 560w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2026/06/mafienord-768x960.jpeg 768w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2026/06/mafienord.jpeg 1152w" sizes="(max-width: 240px) 100vw, 240px" />“Condivido le preoccupazioni espresse da Libera in merito alla recente delibera del Consiglio Superiore della Magistratura che individua undici Procure distrettuali situate nelle aree considerate a più alta densità mafiosa, tutte concentrate al sud, per favorire la nomina di magistrati con specifica esperienza antimafia. Pur nel pieno rispetto dell’autonomia della magistratura c’è un rischio concreto che passi un messaggio sbagliato: quello secondo cui le mafie sarebbero ancora oggi prevalentemente un problema del Sud del Paese”. Lo dichiara Domenico Rossi, presidente della Commissione Legalità del Consiglio regionale del Piemonte ricordando il presidio organizzato proprio da Libera davanti al Palazzo di Giustizia di Torino per tenere alta l&#8217;attenzione sulle mafie in Piemonte .<br />
“Da anni istituzioni, associazioni, magistratura e forze di polizia lavorano per superare un pregiudizio di natura culturale che per anni ha relegato le mafie al Sud: decine di inchieste e diversi studi hanno dimostrato che le organizzazioni mafiose non conoscono più confini geografici e rappresentano un problema dell’intero Paese oltre che un fenomeno ormai internazionale. Proprio per questo occorre prestare attenzione a ogni scelta che possa essere interpretata come un ridimensionamento della presenza mafiosa nelle regioni del Nord” spiega Rossi.<br />
“Il Piemonte &#8211; prosegue il presidente della commissione legalità &#8211; conosce bene questa realtà. Numerose indagini e sentenze hanno certificato nel tempo il radicamento delle organizzazioni mafiose sul nostro territorio, dimostrando come le mafie abbiano saputo infiltrarsi nell’economia e nel tessuto sociale ben lontano dalle aree tradizionalmente considerate di origine.”<br />
Ma il tema non riguarda soltanto la percezione del fenomeno. “Se dovesse affermarsi, anche indirettamente, l’idea che al Nord le mafie siano marginali o poco incisive, il rischio è che nel tempo possano indebolirsi anche l’attenzione istituzionale, gli organici e gli strumenti destinati al contrasto, sia sul versante della magistratura sia su quello delle forze dell’ordine. Sarebbe un errore grave che il nostro Paese non può permettersi” conclude Rossi.</p>
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		<title>Piemonte al palo, il report di Banca d’Italia certifica il fallimento delle destre</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Jun 2026 16:09:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Regione Piemonte]]></category>
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		<category><![CDATA[banca d'Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
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					<description><![CDATA[TORINO, 17 giugno 2026 – “Il Piemonte non è più la locomotiva del Nord, ma un vagone di coda che fatica a tenere il passo. I dati presentati ieri nel rapporto annuale della Banca d’Italia sull’economia piemontese spazzano via, in un colpo solo, anni di narrazione propagandistica della destra. Nessun ‘modello Piemonte’, la realtà che [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="alignleft wp-image-7766 size-medium" src="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2026/06/bankitalia-piemonte-240x300.jpeg" alt="" width="240" height="300" srcset="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2026/06/bankitalia-piemonte-240x300.jpeg 240w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2026/06/bankitalia-piemonte-560x700.jpeg 560w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2026/06/bankitalia-piemonte-768x960.jpeg 768w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2026/06/bankitalia-piemonte-1229x1536.jpeg 1229w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2026/06/bankitalia-piemonte.jpeg 1638w" sizes="(max-width: 240px) 100vw, 240px" />TORINO, 17 giugno 2026 – “Il Piemonte non è più la locomotiva del Nord, ma un vagone di coda che fatica a tenere il passo. I dati presentati ieri nel rapporto annuale della Banca d’Italia sull’economia piemontese spazzano via, in un colpo solo, anni di narrazione propagandistica della destra. Nessun ‘modello Piemonte’, la realtà che emerge è quella di una regione ferma, bloccata in una stagnazione strutturale che penalizza lavoratori, famiglie e imprese”. Lo afferma il Segretario Regionale del Partito Democratico del Piemonte, Domenico Rossi, commentando i dati macroeconomici regionali diffusi da Via Nazionale.<br />
“Con una crescita del PIL ferma a un misero +0,4% &#8211; osserva Rossi &#8211; facciamo peggio della media nazionale e del resto del Settentrione. Abbiamo le retribuzioni nominali diminuite del 5,1%, ma il dato più drammatico, il vero termometro della sofferenza del nostro sistema produttivo, è il balzo del 20% della Cassa Integrazione. Centinaia di famiglie piemontesi oggi vivono nell’incertezza perché il governo Meloni a Roma e la giunta Cirio a Torino hanno deciso di assistere passivamente al declino industriale del nostro territorio.”<br />
“Siamo di fronte &#8211; prosegue il segretario Dem &#8211; a una crisi profonda dell’automotive e del suo indotto che morde il cuore di Torino e delle nostre province. Le passerelle elettorali e i tavoli di facciata non creano sviluppo. Comparti emergenti come l’aerospazio sono importanti, ma a oggi non hanno la massa critica per compensare l’emorragia di valore e di posti di lavoro. Manca totalmente una politica industriale degna di questo nome”.<br />
Un quadro destinato a peggiorare avverte Rossi. “Fino a oggi, gli investimenti legati al PNRR, che FDI non voleva, hanno fatto da paracadute, alimentando l’economia locale. Con la fine imminente di quei fondi, senza riforme strutturali, politiche industriali e senza una visione a lungo termine, il Piemonte rischia di finire nella stagnazione. La destra al governo del Paese e della Regione non è stata in grado di mettere in campo politiche industriali serie e misure capaci di attrarre capitali e favorire investimenti, come invece sta accadendo in altre parti d’Europa, a partire dalla Spagna”<br />
“Serve un cambio di passo radicale. Il Partito Democratico continuerà a battersi per rimettere al centro l&#8217;innovazione, il sostegno reale ai salari erosi dall&#8217;inflazione, la transizione ecologica e misure concrete per il lavoro stabile e la capacità di attrarre investimenti. È tempo di costruire un’alternativa seria e visionaria per restituire al Piemonte il ruolo che merita”, conclude il Segretario dem.</p>
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		<title>Una proposta di legge per regolare l&#8217;attività di lobbying</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 May 2026 22:17:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Legalità]]></category>
		<category><![CDATA[Proposte di Legge]]></category>
		<category><![CDATA[Regione Piemonte]]></category>
		<category><![CDATA[lobby]]></category>
		<category><![CDATA[portatori di interesse]]></category>
		<category><![CDATA[trasparenza]]></category>
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					<description><![CDATA[Ogni giorno in Consiglio, in Giunta e nelle direzioni vengono prese decisioni cruciali su infrastrutture, farmaci, politiche sociali e lavoro: scelte che possono migliorare la nostra quotidianità o compromettere il nostro futuro. Ma come vengono prese queste decisioni? E sulla base di quali dati? Con chi si confrontano i decisori politici? È per fare chiarezza [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">Ogni giorno in Consiglio, in Giunta e nelle direzioni vengono prese decisioni cruciali su infrastrutture, farmaci, politiche sociali e lavoro: scelte che possono migliorare la nostra quotidianità o compromettere il nostro futuro. Ma come vengono prese queste decisioni? E sulla base di quali dati? Con chi si confrontano i decisori politici? È per fare chiarezza su tutto questo che ho presentato la </span><a href="https://arianna.cr.piemonte.it/iterlegfo/datiiter.do?numAttoLungo=120033"><b>proposta di legge n. 33</b></a><span style="font-weight: 400;"> per la disciplina dell’attività di rappresentanza degli interessi particolari,</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Dalla scorsa legislatura chiediamo che il Piemonte si doti di una regolamentazione sulle lobby. Dopo i recenti fatti di cronaca che hanno scosso l’opinione pubblica nazionale, aumentare il livello di trasparenza della Regione non è più un’opzione, ma un dovere morale e politico<i>.</i></span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">I portatori di interesse, i cosiddetti lobbisti svolgono un compito legittimo portando dati e punti di vista di settori particolari ai decisori. Tuttavia, questo contributo deve avvenire alla luce del sole. I cittadini hanno il diritto di sapere sulla base di quali incontri si assumono le decisioni che incidono sulla loro vita. Senza una regolamentazione, il rischio è che il bene comune venga sacrificato sull&#8217;altare di interessi particolari. La trasparenza, inoltre, aiuta anche a prevenire fenomeni corruttivi.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La nostra priorità è costruire un quadro giuridico che renda trasparenti e tracciabili tutti i servizi e le collaborazioni con la Regione. Vogliamo che la trasparenza amministrativa diventi lo standard per chiunque entri in contatto con l&#8217;amministrazione regionale. Garantire i processi è il primo passo per ridare fiducia ai cittadini e definire un nuovo metodo di lavoro per la cosa pubblica.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Mentre l’Europa dispone di regole ferree e regioni come Lombardia, Emilia-Romagna e Calabria si sono già mosse, il Piemonte è fermo al palo. Per anni la maggioranza ha rinviato in attesa di una legge nazionale che non è mai arrivata. Anche in questa legislatura c’è il rischio che non si arrivi all&#8217;approvazione. È un alibi che non regge più. La maggioranza aveva promesso un proprio testo, ma non è mai stato depositato. Per evitare che anche questa legislatura passi invano, mettiamo a disposizione la nostra proposta per un lavoro condiviso. Il Presidente Cirio si renda disponibile al confronto e accetti la sfida: facciamo un passo avanti concreto verso una democrazia alla luce del sole.</span></p>
<p><b>Gli aspetti fondamentali della proposta di legge:</b></p>
<ol>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><b>Il Registro Pubblico:</b><span style="font-weight: 400;"> Obbligo di iscrizione per tutti i rappresentanti di interessi che intendono operare presso i decisori pubblici regionali.</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><b>Requisiti di Onorabilità:</b><span style="font-weight: 400;"> Accesso vietato a chi ha condanne penali.</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><b>L&#8217;Agenda Pubblica degli Incontri:</b><span style="font-weight: 400;"> Uno strumento per rendere pubblici gli incontri tra decisori politici e portatori di interessi con obbligo di rendicontazione annuale..</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><b>Codice Etico Vincolante:</b><span style="font-weight: 400;"> Regole di comportamento chiare per garantire che il confronto tra pubblico e privato sia sempre improntato alla correttezza.</span></li>
</ol>
<p><a href="https://arianna.cr.piemonte.it/iterlegfo/datiiter.do?numAttoLungo=120033">Leggi qui il testo di legge con la sua relazione.</a></p>
<p><a href="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2026/05/pdl-Lobby.pdf">Scarica qui le slide di presentazione</a></p>
<p>Rassegna Stampa:<br />
<a href="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2026/05/corriere-lobby-e1778192038327.png">Corriere della Sera &#8211; edizione Torino</a><br />
<a href="https://www.lospiffero.com/ls_article.php?id=98212">Lo Spiffero</a></p>
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		<title>Rossi (PD): «Preoccupanti i dati di Libera sul Gioco d’azzardo. Cirio e la maggioranza accettino di riaprire la discussione sulla legge regionale. Oggi i costi socio-sanitari ricadono sui cittadini»</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Nov 2025 07:57:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Antimafia]]></category>
		<category><![CDATA[Regione Piemonte]]></category>
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					<description><![CDATA[“Grazie a Libera che, ancora una volta, offre un servizio prezioso al Paese su un tema importante per la salute e la vita dei cittadini. Il quadro che emerge dal nuovo rapporto Azzardomafie è fortemente negativo per l’Italia e, in particolare, per il Piemonte”. È il commento di Domenico Rossi, presidente della Commissione Legalità e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">“Grazie a Libera che, ancora una volta, offre un servizio prezioso al Paese su un tema importante per la salute e la vita dei cittadini. Il quadro che emerge dal nuovo rapporto Azzardomafie è fortemente negativo per l’Italia e, in particolare, per il Piemonte”. È il commento di Domenico Rossi, presidente della Commissione Legalità e segretario regionale del Partito Democratico, dopo la pubblicazione del dossier che fotografa una situazione nazionale in cui il Piemonte risulta in forte difficoltà.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo il rapporto nella nostra regione si giocano 9 miliardi e mezzo di euro l’anno con una distribuzione che favorisce il gioco online rispetto a quello fisico (5,25 miliardi contro 4,25) rendendo più difficile il controllo e più alto il rischio di dipendenza. Solo a Torino la raccolta complessiva è stata di oltre 2 miliardi nel 2024, posizionando il capoluogo di regione tra le prime cinque città italiane.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Un quadro a cui dobbiamo aggiungere che, secondo quanto riportato nel rapporto, la nostra regione è la prima del Nord per presenza mafiosa nell’azzardo, con 9 clan attivi &#8211; ha aggiunto il presidente della Commissione legalità &#8211; In altre parole il Piemonte è una regione ad alta esposizione e a bassa protezione e questo si traduce in più giocatori patologici, più famiglie in difficoltà, un’esplosione del gioco online oltre a una criminalità che trova anche nel gioco legale un canale comodo e redditizio”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ad essere bocciata è anche la normativa piemontese che nella classifica di Libera è finita nelle ultime posizioni con soli 4 indicatori verdi su 8, contro gli 8 della Toscana o del Friuli Venezia Giulia. “Questo rapporto conferma quello che abbiamo denunciato per anni: lo smantellamento della legge regionale del 2016, voluto dalla maggioranza e dal Presidente Cirio, è stato un errore drammatico, così come lo è stato bocciare la proposta di legge popolare sul tema” sottolinea Rossi. “Il risultato è sotto gli occhi di tutti: un abbassamento delle tutele e un allentamento dei controlli a cui non sono seguiti adeguati investimenti su prevenzione e servizi a sostegno dei cittadini e di chi finisce vittima della piaga della dipendenza da gioco o del sovraindebitamento” afferma il consigliere Dem.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Piemonte, ricorda Rossi, “aveva una norma avanzata, frutto del lavoro con associazioni, Sindaci, scuole e realtà sociali. Ha prodotto risultati, ridotto le slot in luoghi sensibili, limitato l’accesso dei più vulnerabili. La Giunta Cirio ha scelto di smontarla per favorire interessi particolari, presentando quella scelta come una liberalizzazione innocua. Oggi i numeri raccontano che non è così e che la riforma voluta dalla destra è stata molto negativa”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il risultato, secondo il consigliere Rossi, è sotto gli occhi di tutti e richiede un’analisi attenta anche in sede istituzionale “Porteremo questi dati in Consiglio regionale a partire da una presentazione del rapporto in commissione legalità. Mi auguro &#8211; conclude &#8211; che la maggioranza accetti di riaprire la discussione sulla legge regionale e che possano scaturire proposte condivise che mettano al centro la salute dei cittadini e non gli interessi delle lobby dell’azzardo”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A questo link il rapporto completo: https://www.libera.it/documenti/schede/gioco_d_azzardo_web.pdf</p>
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		<title>Interrogazione su rifiuti e amianto nel novarese</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Oct 2025 15:34:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Regione Piemonte]]></category>
		<category><![CDATA[amianto]]></category>
		<category><![CDATA[discarica]]></category>
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					<description><![CDATA[Dai lavori dell’idropolitana di Torino rifiuti non pericolosi contenenti amianto all’impianto di Maggiora Martedì 30 settembre 2025 ho presentato un&#8217;interrogazione in aula per fare un po’ di chiarezza su un tema delicato. Ho raccolto la forte preoccupazione del territorio rispetto alla notizia dello stoccaggio temporaneo nel novarese di rifiuti contenenti amianto&#160; derivanti dagli scavi per [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Dai lavori dell’idropolitana di Torino rifiuti non pericolosi contenenti amianto all’impianto di Maggiora</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Martedì 30 settembre 2025 ho presentato un&#8217;interrogazione in aula per fare un po’ di chiarezza su un tema delicato. Ho raccolto la forte preoccupazione del territorio rispetto alla <a href="https://www.lastampa.it/torino/2025/09/19/news/amianto_italia_61_cantiere_idropolitana-15315473/">notizia</a> dello stoccaggio temporaneo nel novarese di rifiuti contenenti amianto&nbsp; derivanti dagli scavi per i lavori dell’idropolitana di Torino.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’assessore Marnati nella risposta ha dichiarato che i rifiuti contenenti amianto sono stati conferiti in discariche lombarde. Altri sono in un sito temporaneo (non meglio identificato), mentre è stato precisato che nell’impianto Savoini GMG srl di Maggiora, sono stati conferiti &#8220;rifiuti non pericolosi contenenti amianto&#8221;, ma non ha riferito rispetto ai tempi di permanenza. Continuerò monitorare la situazione e torneremo sul tema con un’interrogazione ordinaria per chiarire altri punti relativi alle procedure di sicurezza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Piemonte ha pagato un prezzo molto alto per l’amianto. Occorre la massima trasparenza e la massima attenzione possibile nei confronti dei cittadini e delle comunità locali quando si affrontano questi temi.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2025/10/ITR_2_Stazionamentodiamiantonelterritorionovarese.pdf">Leggi qui il testo della mia interrogazione</a></p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2025/10/risposta_amianto.pdf">Leggi qui il testo della risposta dell&#8217;assessore</a></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>L&#8217;equità non abita in Piemonte</title>
		<link>https://domenicorossi.eu/2025/08/02/lequita-non-abita-in-piemonte/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 Aug 2025 10:33:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cave]]></category>
		<category><![CDATA[Interventi in aula]]></category>
		<category><![CDATA[Regione Piemonte]]></category>
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					<description><![CDATA[Oggi, mentre il Governo aumenta l'IRPEF al ceto medio piemontese, ci si chiede: perché i sacrifici ricadono sempre sui lavoratori e le famiglie? In un contesto di crisi e di evasione fiscale, è fondamentale chiedere un contributo a chi ha fatto profitti. Con una giusta redistribuzione, potremmo migliorare i servizi per i più vulnerabili. La politica deve essere al servizio di chi lavora e paga le tasse, non dei forti. Scopri come possiamo costruire un Piemonte più equo e giusto, dove ogni cittadino contribuisce secondo le proprie possibilità.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><em>Questa mattina, durante il Consiglio Regionale convocato per la prima volta nel week-end grazie alla incisiva attività delle opposizioni, si è svolta la discussione generale sul bilancio di assestamento della Regione Piemonte, con il quale Cirio e la destra a trazione FDI, aumentano l&#8217;IRPEF al ceto medio Piemontese. Ma mentre si aumentano le imposte  per lavoratori e pensionati che guadagnano tra i 15.000 e i 50.000 euro, si tralascia la lotta all&#8217;evasione fiscale e si lasciano indisturbati i grandi colossi che generano profitti. Di seguito il testo e il video del mio intervento.</em></p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Cirio aumenta le tasse: il mio intervento in aula" width="720" height="405" src="https://www.youtube.com/embed/uVpN5PwU_MA?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Presidente, colleghe e colleghi,</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Facciamo un esperimento. Immagiamo di tornare indietro nel tempo, al 2015. Gli Stati Uniti, sotto la guida del Presidente Obama, decidono di colpire l’Europa con dazi unilaterali del 15%. Le imprese italiane vengono penalizzate. I distretti industriali del Piemonte entrano in crisi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Immaginiamo che, invece di alzare la voce per difendere le famiglie e le aziende, il Governo Renzi avesse detto: “È un buon accordo. Meglio non litigare con Obama.”</p>



<p class="wp-block-paragraph">E immaginiamo che in quel contesto il Presidente Chiamparino, qui in Piemonte, avesse risposto aumentando l’IRPEF al ceto medio. Proprio a chi guadagna 28.000 euro lordi l’anno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ora vi chiedo: che cosa avrebbe fatto il centrodestra all’opposizione?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Provo a fare un’ipotesi: urla, richieste di dimissioni a tutti i livelli, impeachment, social impazziti. Le sento le urla dei “paladini del popolo tartassato”, dei difensori della sovranità, dei nemici delle élite globali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma oggi?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Oggi accade esattamente questo. Con una differenza sostanziale: oggi governate voi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Negli Stati Uniti c’è Trump, che ha dichiarato una guerra commerciale unilaterale all’Europa. Solo con il crollo delle borse di questi giorni sono stati cruciati 269 miliardi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A Palazzo Chigi c’è Giorgia Meloni, che ha come preoccupazione principale quella di non infastidire Trump.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E qui in Piemonte c’è il Presidente Cirio, una maggioranza di centro-destra, a guida FDI, che fa finta che tutto questo non stia succedendo, che non si preoccupa della deindustrializzazione del Piemonte e che aumenta l’IRPEF al ceto medio piemontese, per rispondere a una riforma del governo Meloni. <strong>Lo fa ad Agosto, sperando che meno gente possibile se ne accorga.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Fate tutto questo alzando un muro contro le proposte delle opposizioni. Vi abbiamo chiesto una cosa semplice: <strong>non facciamo ricadere i sacrifici sempre sugli stessi, su quei lavoratori dipendenti e pensionati che già pagano la maggior parte delle tasse in Italia e in Piemonte.</strong> Vi abbiamo chiesto di lavorare meglio sull&#8217;<strong>evasione fiscale</strong>. Durante la discussione sul rendiconto, è emersa la <strong>cifra monstre sul bollo non riscosso</strong>: <strong>325 milioni di euro, 423 milioni per l’IRAP, 307 di addizionale IRPEF (solo dal 2021 al 2023)</strong>. Solo il bollo vale più di due volte il valore di questa manovra sull’IRPEF. Una cifra con cui risolveremmo il problema della non-autosufficienza e con la quale potremmo riaprire le linee soppresse e migliorare i servizi per i piemontesi. Invece l’assessore l’altro giorno ha detto che <strong>l’amministrazione regionale “dialoga con i cittadini che non pagano il bollo”, glielo chiede con gentilezza.</strong> Noi non siamo contrari alla gentilezza… anzi… ci piacerebbe, però, che fosse accompagnata da <strong>un maggiore rigore</strong>. Lo stesso che sentiamo richiamare sempre quando si parla di migranti o di detenuti. Lì la gentilezza non viene evocata. Qualcuno non vota e altri servono per prendere i voti. Allora si può essere meno gentili. <strong>Ma il tema qui è uno solo: se vogliamo che si paghino meno tasse, allora dobbiamo esigere che tutti facciano la propria parte. Tutti.</strong> Fino a quando pagheranno in pochi allora le tasse saranno alte.&nbsp; Vale soprattutto a livello nazionale &#8211; in Italia ci sono ancora 90 miliardi di evasione fiscale ogni anno &#8211; ma vale anche qui in regione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Io, a differenza della propaganda che mette in campo la destra, non sono tra coloro che pensa che le tasse siano sbagliate a prescindere: le tasse sono l’unico modo con cui uno stato riesce a garantire i servizi per tutti, a partire da sanità, scuola, strade. <strong>Sono anche tra coloro, però, </strong>che crede nel principio chiaro della progressività fiscale, presente nella nostra costituzione</p>



<p class="wp-block-paragraph">E’ un principio semplice e giusto: chi guadagna di più paga di più, chi guadagna di meno contribuisce di meno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E in regione? è così? Tutti contribuiscono “in ragione della loro capacità” o in ragione dei guadagni? Ho fatto delle verifiche e mi sono accorto di alcune cose che ci sono ampi margini di miglioramento, soprattutto di fronte a questa manovra.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Parliamo ad esempio degli oneri estrattivi che i cavatori devono pagare quando scavano e prelevano materiale. Il Piemonte è tra le regioni che ha gli oneri più bassi tra le regioni del Nord. Per la sabbia e ghiaia mentre in Piemonte le aziende pagano 0,51 euro al metro cubo in Lombardia pagano 0,80 centesimi. Per le pietre ornamentali (granito, ad esempio) da noi si pagano 0,85 centesimi mentre in Lombardia 6 euro e in Veneto 1,63 euro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se in Piemonte applicassimo le tariffe della Lombardia avremmo un gettito annuo superiore di 4,8 milioni di euro in più per il Piemonte.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo stesso vale per le acque minerali. Le aziende che hanno in concessione le sorgenti e imbottigliano l’acqua per poi venderla devono pagare un canone. Anche questo, in Piemonte, è tra i più bassi tra le regioni del Nord. Se applicassimo le tariffe del Veneto avremmo circa 2 milioni di euro di entrate in più.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E poi ci sono i grandi gruppi <strong>della logistica e dell’e-commerce</strong>. Su questo c’è un emendamento che condividiamo: aumentiamo l’IRAP regionale a queste tipologie di aziende. Parliamo ancora di diversi milioni possibili.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Come PD vi chiediamo di lavorare su questo prima di toccare ancora una volta le lavoratrici e lavoratori, prima di toccare le famiglie e il ceto medio. Ci sono settori che in questi anni hanno fatto profitti pagando meno dei loro concorrenti delle regioni limitrofe. Occorre prima chiedere loro un sacrificio. E questa volta non accetterò la solita risposta “voci ce l’avete con le aziende. Avete un pregiudizio anti-imprenditoriale&#8221;. Primo perché non è vero. Crediamo nell’impresa e chi genera lavoro. Ma nello stesso tempo crediamo che l’impresa debba contribuire a sostenere i bilanci pubblici, soprattutto quando usa beni comuni come il suolo e l’acqua.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo perché chi ci accusa di questo pensa davvero che Lombardia e Veneto ce l’abbiano con le imprese? Eppure sono governate dalla destra.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se vale questo punto di vista forse dovremmo noi pensare che siete voi ad avere un pregiudizio contro i lavoratori dipendenti?&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La verità è molto più semplice: il Piemonte chiede troppo poco a questi settori perché chi governa da noi, a differenza delle altre regioni, anche governate dalla destra, ha un atteggiamento di eccessiva disponibilità e accondiscendenza, ma non si fa problemi a chiedere altri sacrifici al ceto medio.</strong> Questo lo riteniamo sbagliato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per questo motivo vi chiediamo, con i nostri emendamenti, di alzare le richieste nei confronti di chi in questi anni ha guadagnato sfruttando beni comuni come il suolo e l’acqua o nei confronti dei grandi colossi della logistica e dell’e-commerce.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se non accetterete le nostre proposte <strong>questa manovra sarà ancora più iniqua.&nbsp;</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Colpisce il ceto medio: insegnanti, impiegati, tecnici, operai.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Persone che guadagnano tra i 1.100 e i 2.500 euro al mese.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sono quelli che pagano tutte le tasse. Quelli che non possono evadere.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel 2024 il reddito medio in Italia era di 23.940 euro lordi. In Piemonte 25.200 euro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E voi aumentate l’IRPEF proprio a loro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Parliamo di aumenti fino a 106 euro all’anno. Per una famiglia per chi paga un mutuo, per chi ha una figlia all’università, fanno la differenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ci dite che “siete obbligati”. Io vi credo. Ma da chi siete obbligati?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dalla Presidente&nbsp; Meloni, che con la riforma degli scaglioni IRPEF farà mancare al Piemonte 150 milioni all’anno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È una partita tutta interna alla destra: Trump dichiara la guerra commerciale, Meloni resta in silenzio, Cirio alza le tasse.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Dunque la domanda è semplice:</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Perché chiedere i sacrifici sempre e solo i lavoratori, le famiglie, i pensionati?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Perché non chiedere un contributo a chi ha fatto profitti, spesso maggiori che in Lombardia o Veneto, pur pagando meno?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con 10 o 15 milioni in più all’anno potremmo:</p>



<p class="wp-block-paragraph">– dare una risposta a migliaia di anziani non autosufficienti,</p>



<p class="wp-block-paragraph">– rafforzare l’assistenza domiciliare,</p>



<p class="wp-block-paragraph">– aprire ambulatori serali e nei weekend,</p>



<p class="wp-block-paragraph">– ridurre le liste d’attesa.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Non è solo una questione di numeri. È una questione di priorità.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Voi dite di essere con il popolo, ma poi difendete Trump, proteggete i giganti dell’economia e aumentate le tasse al ceto medio.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Noi stiamo da un’altra parte.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dalla parte di chi ogni giorno lavora, paga le tasse e manda avanti questa Regione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dalla parte di chi chiede equità, non privilegi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dalla parte della Costituzione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E finché avremo voce, la useremo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con responsabilità, ma con determinazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Perché il dovere delle istituzioni non è accontentare i forti, ma governare la società dando priorità a chi è più debole, a chi ha meno mezzi.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Diceva don Lorenzo Milani che “Conoscere i ragazzi dei poveri e amare la politica è tutt&#8217;uno. Non si può amare creature segnate da leggi ingiuste e non volere leggi migliori”.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>È per loro che serve la politica. Ed è per loro che continueremo a batterci.</strong></p>
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		<title>Un Piemonte libero dalle mafie</title>
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		<pubDate>Sat, 08 Mar 2025 11:54:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Antimafia]]></category>
		<category><![CDATA[Regione Piemonte]]></category>
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					<description><![CDATA[L’Auditorium della Città Metropolitana di Torino (corso Inghilterra 7) ospiterà,&#160;giovedì 13&#160;marzo&#160;alle ore 9.00, il convegno&#160;“Un Piemonte libero dalle mafie. Conoscere e contrastare il fenomeno mafioso”.L’appuntamento, voluto e organizzato dal Consiglio regionale con il patrocinio della Città Metropolitana di Torino, riunirà esperti, istituzioni e rappresentanti della società civile per un’analisi approfondita sul fenomeno mafioso in Piemonte [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">L’Auditorium della Città Metropolitana di Torino (corso Inghilterra 7) ospiterà,&nbsp;<strong>giovedì 13&nbsp;marzo&nbsp;alle ore 9.00</strong>, il convegno&nbsp;<strong>“Un Piemonte libero dalle mafie. Conoscere e contrastare il fenomeno mafioso”</strong>.<br>L’appuntamento, voluto e organizzato dal Consiglio regionale con il patrocinio della Città Metropolitana di Torino, riunirà esperti, istituzioni e rappresentanti della società civile per un’analisi approfondita sul fenomeno mafioso in Piemonte e sulle strategie di contrasto, e rappresenterà un momento di confronto e formazione essenziale per comprendere le infiltrazioni criminali nel tessuto economico e sociale del territorio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo i saluti istituzionali di&nbsp;<strong>Davide Nicco</strong>&nbsp;(presidente del Consiglio regionale del Piemonte),&nbsp;<strong>Alberto Cirio</strong>&nbsp;(presidente della Giunta regionale),&nbsp;<strong>Jacopo Suppo</strong>&nbsp;(vicesindaco metropolitano di Torino),<strong>Luca Asvisio</strong>&nbsp;(presidente Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Torino) e&nbsp;<strong>Simona Grabbi</strong>&nbsp;(presidente Ordine degli Avvocati di Torino), il convegno vedrà gli interventi di:<br><strong>Lucia Musti</strong>, Procuratore Generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Torino<br><strong>Giovanni Bombardieri</strong>, Procuratore Capo della Repubblica presso il Tribunale di Torino<br><strong>Giuseppe Legato</strong>, giornalista de “La Stampa”<br><strong>Laura Scomparin</strong>, Professoressa ordinaria di Diritto Processuale Penale dell’Università di Torino<br><strong>Roberto Montà</strong>, presidente dell’Associazione Avviso Pubblico<br><strong>Maria Josè Fava</strong>, rappresentante della Direzione Nazionale di Libera<br><strong>Rocco Sciarrone</strong>, Professore ordinario di Sociologia dei processi economici e del lavoro all’Università di Torino<br><strong>Tommaso Pastore</strong>, capocentro della Direzione Investigativa Antimafia di Torino<br><strong>Don Luigi Ciotti</strong>, presidente di Libera</p>



<p class="wp-block-paragraph">A moderare e concludere i lavori sarà&nbsp;<strong>Domenico Rossi</strong>, presidente della Commissione regionale per la promozione della cultura della legalità e il contrasto ai fenomeni mafiosi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il convegno è aperto al pubblico, la partecipazione consentirà l’accredito all’Ordine degli Avvocati di Torino e rientra nel programma formativo dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Torino per il riconoscimento dei crediti professionali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’ingresso è libero fino ad esaurimento posti. È necessario confermare la propria presenza inviando un’email a&nbsp;rel.esterne@cr.piemonte.it.</p>
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		<title>La salute non aspetta. Al via la campagna del Partito Democratico Piemonte</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Feb 2025 08:09:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Regione Piemonte]]></category>
		<category><![CDATA[Sanità]]></category>
		<category><![CDATA[Segreteria Regionale]]></category>
		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[Piemonte]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[sanità]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;accesso alle cure è un diritto fondamentale: il PD Informa e accompagna i cittadini sul percorso di tutela che consente di ridurre i tempi di attesa e ricevere la prestazione anche in intramoenia o nel privato accreditato senza ulteriori spese rispetto al ticket eventualmente previsto per il cittadino La salute non aspetta. Non rinunciare a [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph"><em> L&#8217;accesso alle cure è un diritto fondamentale: il PD Informa e accompagna i cittadini sul percorso di tutela che consente di ridurre i tempi di attesa e ricevere la prestazione anche in intramoenia o nel privato accreditato senza ulteriori spese rispetto al ticket eventualmente previsto per il cittadino</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>La salute non aspetta</em></strong>. <strong><em>Non rinunciare a curarti.</em></strong> È lo slogan con cui il Partito Democratico del Piemonte rilancia la propria campagna per la riduzione delle liste di attesa che rappresenta sempre di più un&#8217;emergenza. In Piemonte, infatti, troppo spesso i cittadini non trovano disponibilità per visite ed esami oppure sono costretti o ad attendere tempi lunghissimi o ancora a spostarsi a centinaia di chilometri da casa. Chi non può attendere &#8211; si parla di almeno sei mesi anche per le prestazioni&nbsp; più basilari &#8211;&nbsp; si rivolge al privato, mentre in troppi, purtroppo, rinunciano alle cure. In Italia il numero è di circa 4,5 milioni di persone, mentre in Piemonte l&#8217;8,8% dei piemontesi ha rinunciato alle cure nell&#8217;ultimo anno. Un dato più alto della media nazionale che è al 7,6% e che è l&#8217;immagine di una situazione ingiusta e inaccettabile, perché la salute è un diritto fondamentale.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://www.stoplisteattesa.it/wp-content/uploads/2025/02/GRAFICA-PC-LISTE-ATTESA.png" alt=""/></figure>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Quando parliamo di liste d&#8217;attesa in sanità siamo di fronte a un&#8217;emergenza che continua a crescere e colpisce i piemontesi in uno degli aspetti più delicati della vita. La campagna Stop alle Liste d&#8217;Attesa sottoscritta da circa 20 mila piemontesi è stato il primo atto dell&#8217;attuale segreteria regionale, ma la situazione è peggiorata. Gli innumerevoli annunci e le promesse di Cirio non hanno portato nessun miglioramento. Anzi assistiamo a un disegno di smantellamento del Sistema Sanitario Nazionale, come dimostra il record in negativo di investimenti in sanità con l&#8217;ultima finanziaria del governo Meloni che ci fa scivolare sotto la soglia del 6%. La dimostrazione che non hanno imparato nulla dalla pandemia. Il PD chiede con forza maggiori risorse a livello nazionale, stipendi più alti per il personale, un piano straordinario di assunzioni e il potenziamento della medicina territoriale. Tutti interventi a medio e lungo raggio, ma fin da subito si può e si deve fare di più. La legge già prevede l&#8217;attivazione del percorso di tutela che consente di ridurre i tempi di attesa e ricevere la prestazione in intramoenia o nel privato accreditato senza ulteriori spese rispetto al ticket eventualmente previsto per il cittadino. Peccato che qui in Regione Piemonte il CUP non lo dice e la Regione complica il percorso così che in pochi possano accedere. Chiediamo una campagna pubblica che informi i cittadini e di uniformare e semplificare le procedure&#8221; spiega il segretario regionale del partito <strong>Domenico Rossi</strong> presentando l&#8217;iniziativa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Partito Democratico prende atto della situazione e con la campagna rilancia una procedura introdotta con il decreto legislativo n.124 del 29/04/1998, riaffermata con l&#8217;articolo 3 del Decreto Legge n. 73 del 7 giugno 2024 (Convertito nella legge 107/2024) e regolamentato dalla Regione Piemonte con due circolari del 2024. Sulla base della normativa vigente, ogni cittadino in possesso di una prescrizione di visita e/o esame specialistico in primo accesso in classe di priorità B (entro 10 giorni) – D (visite 30 giorni / esami 60 giorni) – P (120 giorni) che non sia riuscito a prenotare la prestazione sanitaria tramite il CUP nei tempi indicati&nbsp; dalla ricetta del medico, potrà presentare formale istanza per accedere al percorso di tutela ed essere avviato alla prestazione specialistica attraverso l&#8217;utilizzo dell&#8217;attività libero-professionale intramuraria, delle prestazioni del sistema privato accreditato, ma senza costi aggiuntivi rispetto al ticket poiché a carico della regione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;La campagna &#8211; conclude Rossi &#8211; prevede<strong> tre fasi</strong>: una prima in cui informeremo i cittadini di questa possibilità attraverso i canali social del partito e banchetti nelle piazze. La seconda durante la quale sperimenteremo un servizio di accompagnamento alla richiesta di attivazione del percorso di tutela. La terza in cui renderemo stabile questo servizio grazie al lavoro dei nostri circoli per dare una mano a chi è solo e fatica ad attivare le richieste&#8221;.</p>
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