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	<title>Covid &#8211; Domenico Rossi</title>
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	<description>Il futuro è nelle nostre mani</description>
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	<title>Covid &#8211; Domenico Rossi</title>
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		<title>L&#8217;emergenza Covid finisce ma la CUP sono ancora sospese le prestazioni: cosa si aspetta a riaprire?</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Mar 2022 10:55:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il vice Presidente del Consiglio regionale del Piemonte Daniele Valle ed il vice Presidente della Commissione Sanità Domenico Rossi (Pd): “Cosa sta facendo concretamente la Regione per abbattere le liste d’attesa, visto che ci sono 4 milioni di euro ancora non spesi?” «La situazione pandemica sta migliorando, a fine mese cesserà lo stato di emergenza [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il vice Presidente del Consiglio regionale del Piemonte Daniele Valle ed il vice Presidente della Commissione Sanità Domenico Rossi (Pd): “Cosa sta facendo concretamente la Regione per abbattere le liste d’attesa, visto che ci sono 4 milioni di euro ancora non spesi?”</p>
<p>«La situazione pandemica sta migliorando, a fine mese cesserà lo stato di emergenza e l’Unità di crisi verrà smobilitata, eppure i cittadini, che oggi contattano il CUP (Centro Unico di Prenotazione) regionale, si sentono dire che “A causa dell’emergenza sanitaria la Regione Piemonte ha temporaneamente sospeso tutte le prestazioni in classe P (Programmata) e D (Differita)”. A fronte degli annunci quotidiani di Cirio ed Icardi, la realtà dei fatti è che non si riesce a far ripartire l’attività sanitaria ordinaria. Perché il CUP comunica ancora la sospensione delle prestazioni meno urgenti? Cosa si aspetta a riaprire questi servizi? Quali gli atti concreti che si ritengono di adottare per abbattere le liste d’attesa? Perché a fine del 2021 risultavano ancora non spesi 4 milioni di euro dei fondi per le liste d’attesa stanziati dal Governo nazionale già nel 2020? Su tutto questo chiederemo un’informativa in IV Commissione. Abbiamo di fronte a noi mesi preziosi, quelli della primavera e dell’estate, in cui bisognerà fare grandi sforzi per ripristinare nella sanità regionale una accettabile normalità, garantendo ai piemontesi l’accesso alle cure e alla prevenzione. Non farlo vorrebbe dire arrivare impreparati ad un’eventuale ripresa dei contagi in autunno, bloccando nuovamente le prestazioni ed aggiungendo ritardi a ritardi».</p>
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		<title>Tamponi: in Piemonte si coinvolgano le parafarmacie e tutte le professioni mediche</title>
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		<pubDate>Fri, 21 Jan 2022 12:06:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[L’esperienza di questi giorni ci dimostra che la nostra regione è in affanno a processare un numero adeguato di tamponi. Il Piemonte, rispetto alle altre regioni processa un numero molto basso di tamponi molecolari presso le strutture pubbliche e questo ha riversato sul settore privato, specie sulle farmacie, un’ampissima richiesta di tamponi rapidi. Ma anche [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L’esperienza di questi giorni ci dimostra che la nostra regione è in affanno a processare un numero adeguato di tamponi. Il Piemonte, rispetto alle altre regioni processa un numero molto basso di tamponi molecolari presso le strutture pubbliche e questo ha riversato sul settore privato, specie sulle farmacie, un’ampissima richiesta di tamponi rapidi.</p>
<p>Ma anche le farmacie non sono sufficienti a dare le risposte necessarie. Basta guardare a quanto sta succedendo con il mondo della scuola primaria, dove gli studenti vengono mandati in quarantena preventiva perché il sistema non riesce a garantire i tamponi.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Per questo abbiamo presentato una mozione per estendere anche alle parafarmacie le convenzioni in atto con le farmacie e consentire loro di erogare servizi di primario interesse per il cittadino quali l’esecuzione di tamponi antigenici, vaccinazioni anti covid e stampa del green pass.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>La nostra intenzione è di andare oltre e chiedere che anche gli infermieri liberi professionisti e tutte le professioni sanitarie che ad oggi svolgono l’attività di somministrazione del tampone in contesti predeterminati (studi medici, farmacie, RSA) possano operare sulla piattaforma covid di gestione dati.</p>
<p>Se non allarghiamo le maglie e rendiamo più flessibile il sistema, non riusciremo a rispondere alla crescente domanda di tamponi, condannando le persone ad attese e quarantene oramai insostenibili.</p>
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		<title>Solo in Piemonte quarantena nelle scuole primarie con un solo caso. Un grave errore a cui porre rimedio</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Jan 2022 10:32:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La Regione deve farsi carico del disagio che sta crescendo tra studenti, famiglie e operatori scolastici. Le ultime decisioni regionali mettono in difficoltà il sistema e scaricano sui più piccoli e i loro nuclei familiari i costi sociali della pandemia. Dopo due anni la sfida deve essere necessariamente quella di mettere insieme salute pubblica e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">La Regione deve farsi carico del disagio che sta crescendo tra studenti, famiglie e operatori scolastici. Le ultime decisioni regionali mettono in difficoltà il sistema e scaricano sui più piccoli e i loro nuclei familiari i costi sociali della pandemia.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-5165" src="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2022/01/WhatsApp-Image-2022-01-19-at-08.30.54-241x300.jpeg" alt="" width="241" height="300" srcset="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2022/01/WhatsApp-Image-2022-01-19-at-08.30.54-241x300.jpeg 241w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2022/01/WhatsApp-Image-2022-01-19-at-08.30.54.jpeg 684w" sizes="(max-width: 241px) 100vw, 241px" />Dopo due anni la sfida deve essere necessariamente quella di mettere insieme salute pubblica e il resto delle attività, a partire dalla scuola. La soluzione non può essere una quarantena preventiva: così riportiamo le lancette dell’orologio al febbraio 2020. Deve essere la Regione, attraverso i suoi organi politici e tecnici a cercare l’equilibrio tra i diversi aspetti.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La quarantena di 14 giorni, con un solo positivo in classe, rende la situazione della scuola primaria peggiore di quelle secondarie, poiché l’accudimento dei più piccoli è certamente più problematico da parte delle famiglie che, inevitabilmente, vanno in crisi anche per gli aspetti legati al lavoro.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Davvero non ci sono alternative alla quarantena? Considerato che con i contagi attuali le ASL non riescono a fare i tamponi, perché non cercare e permettere un accordo con le farmacie, ad esempio, per effettuare il tampone necessario? In provincia di Vercelli, ad esempio, ci risulta che alcuni sindaci stiano lavorando a una soluzione di questo tipo. Perché non estenderla? Nella vicina Lombardia gli studenti “contatti di caso” possono fare il tampone T0 in farmacia. Prima di mandare in quarantena decine di classi mettendo in ginocchio le famiglie sarebbe stato doveroso esplorare queste alternative.<br />
</span><span style="font-weight: 400;">In altre regioni, dove pure i contagi sono molto alti, il sistema sta reggendo. Basta guardare a Lombardia ed Emilia Romagna, ad esempio.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Le risposte ai problemi che pone la pandemia non possono essere solo quantitative, perché è chiaro che con l’impennata dei contagi il sistema non può reggere, ma con la campagna vaccinale, il green pass e l’esperienza accumulata occorre maggiore coordinamento e più attenzione agli aspetti comunicativi. E’ un errore grave mettere i cittadini nella condizione di ascoltare due messaggi contraddittori: mentre il Governo dice “facciamo di tutto per tenere aperte le scuole”, la Regione dice “quarantena di 14 giorni anche di fronte a un solo caso”. Se sono le istituzioni a creare confusione con messaggi contraddittori è difficile chiedere cooperazione alle famiglie, che sappiamo, però, essere necessaria per affrontare proprio i momenti più difficili.</span></p>
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		<title>Più coordinamento tra Governo e Regione. Il Piemonte riattivi l&#8217;accesso diretto al vaccino per la fascia 12-18 anni</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Jan 2022 14:14:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Evitare ogni forma di contraddizione e schizofrenia istituzionale è fondamentale per affrontare l’emergenza epidemiologica. L’ho ribadito questa mattina nel corso dell’informativa degli assessori Icardi e Chiorino nella riunione congiunta delle Commissioni IV, II e VI. Serve, infatti, un maggior coordinamento tra Governo e Regione, soprattutto per quanto riguarda i più giovani. Se il Governo chiede il [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Evitare ogni forma di contraddizione e schizofrenia istituzionale è fondamentale per affrontare l’emergenza epidemiologica.<span class="Apple-converted-space"> </span>L’ho ribadito questa mattina nel corso dell’informativa degli assessori Icardi e Chiorino nella riunione congiunta delle Commissioni IV, II e VI.</p>
<p>Serve, infatti, un maggior coordinamento tra Governo e Regione, soprattutto per quanto riguarda i più giovani. Se il Governo chiede il Green Pass rafforzato per la didattica in presenza e per accedere a molte attività sociali extrascolastiche è fondamentale che Regione Piemonte metta i ragazzi nelle condizioni di poter rispettare quanto richiesto. Nello specifico occorre rendere libero l&#8217;accesso per gli studenti che devono fare la terza dose, avendo fatto la seconda dose da più di 120 giorni, ma anche per chi deve fare la prima dose, come era fino alla settimana scorsa. Oggi siamo nella condizione per cui chi si è vaccinato per prima paga un prezzo sociale elevato perché non può accedere alla terza dose, ma anche chi decide di vaccinarsi di fatto non può ricevere il green pass prima di un mese e mezzo, considerati i tempi di attesa.</p>
<p>Gli appelli di psichiatri e psicologi che continuano a denunciare le ricadute sulla salute fisica e psicologica dei ragazzi vanno ascoltati, ma poi bisogna agire di conseguenza. In tal senso accogliamo positivamente l’apertura dell’assessore Icardi che ha accolto la nostra proposta di rivalutare l’accesso diretto al vaccino per la fascia 12-18 anni e di velocizzare la somministrazione delle terze dosi per chi ha già superato i 120 giorni dalla seconda. Ci aspettiamo risposte concrete in tempi brevi per il bene dei ragazzi.</p>
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		<title>Vaccini Covid-19: Il Piemonte blocca l&#8217;accesso libero alle prime dosi e penalizza gli studenti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Jan 2022 09:20:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Con l’entrata in vigore dell’obbligo per gli over 50, considerato l’aumento della richiesta, la Regione ha deciso il blocco dell’accesso libero per la prima dose di vaccino, riservandolo ad alcune categorie. Si tratta di un errore grave che ricadrà soprattutto sugli studenti, proprio nei giorni in cui arriva anche l’allarme dei pediatri, sui danni fisici e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Con l’entrata in vigore dell’obbligo per gli over 50, considerato l’aumento della richiesta, la Regione ha deciso il blocco dell’accesso libero per la prima dose di vaccino, riservandolo ad alcune categorie. Si tratta di un errore grave che ricadrà soprattutto sugli studenti, proprio nei giorni in cui arriva anche l’allarme dei pediatri, sui danni fisici e psicologici per i più giovani. L&#8217;accesso diretto per i non vaccinati, con la comodità e l&#8217;immediatezza che comporta, è uno strumento molto allettante per rivolgersi alla platea di coloro che ancora non si sono vaccinati.</p>
<p><span class="Apple-converted-space"> <img decoding="async" class="aligncenter wp-image-5143 size-large" src="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2022/01/vaccinazioni-12_19-anni-700x160.jpeg" alt="" width="700" height="160" srcset="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2022/01/vaccinazioni-12_19-anni-700x160.jpeg 700w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2022/01/vaccinazioni-12_19-anni-300x68.jpeg 300w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2022/01/vaccinazioni-12_19-anni-768x175.jpeg 768w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2022/01/vaccinazioni-12_19-anni.jpeg 895w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></span></p>
<p>Il Piemonte con il 72,9% della popolazione completamente vaccinata nella fascia tra i 12 e i 19 anni è 14mo tra le regioni italiane, sotto la media nazionale (75,3%). Sopra la media italiana, purtroppo, per la percentuale di chi deve ancora ricevere la prima dose nella stessa fascia di età: ben il 18,6% contro il 17,7%. Decimo per la somministrazione della terza dose.</p>
<p>Basta guardare alle dosi giornaliere per per capire il ritardo piemontese. Tra il 7 e il 10 gennaio il Piemonte ha somministrato 7.346 dosi in questa fascia contro le 11.698 del Veneto, le 10.632 dell’Emilia e le 14.745 del Lazio.</p>
<p>Da un lato il governo chiede il super-green pass per tutta una serie di attività, modifica le regole per la didattica in presenza incentivando la vaccinazione e dall’altro il Piemonte blocca l’accesso libero per la prima dose, scaricando proprio su questa fascia le difficoltà di organizzazione.</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-5142 size-large" src="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2022/01/vaccinazioni-5_11-anni-700x160.jpeg" alt="" width="700" height="160" srcset="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2022/01/vaccinazioni-5_11-anni-700x160.jpeg 700w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2022/01/vaccinazioni-5_11-anni-300x68.jpeg 300w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2022/01/vaccinazioni-5_11-anni-768x175.jpeg 768w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2022/01/vaccinazioni-5_11-anni.jpeg 895w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>Ma le cose vanno tragicamente peggio per la fascia 5-11. Da terzultimi ora siamo penultimi in Italia con ben il 91,1% di popolazione che deve ricevere la prima dose.<br />
Solo le Marche stanno facendo peggio di noi. Indicativi i numeri assoluti degli ultimi giorni: il Piemonte ne fa circa la metà di Toscana, Emilia, Veneto, Lazio.<br />
Serve una forte accelerazione sulla fascia 5-11 anni, sulla terza dose per la fascia di 12-19, ma soprattutto va ripristinato immediatamente l’accesso libero per le prime dosi di tutti, a partire dagli studenti che hanno il diritto di continuare a svolgere le attività per cui è richiesto il super-green pass e di frequentare la scuola in presenza.</p>
<p>Finalmente la Regione, dopo le nostre sollecitazioni, ha annunciato la possibilità di caricare in autonomia sulla piattaforma i tamponi positivi fatti in casa per i vaccinati e si è fatta carico del costo dei tamponi fatti in farmacia per liberarsi dalla quarantena. Assurdo, però, che ancora non ci sia la possibilità di prenotare direttamente l’appuntamento per il vaccino come in tutte le altre regioni. Solo in Piemonte ci si iscrive e poi si aspetta un sms, col risultato che un terzo degli appuntamenti va deserto, con una gravissima inefficienza del servizio, perché nel frattempo le persone fanno il covid, accedono a un accesso diretto o non prendono visione del messaggio.</p>
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		<title>Liste di attesa già troppo lunghe. Non si chieda agli ospedalieri di supplire alle carenze della campagna vaccinale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Dec 2021 10:03:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Uno dei rischi maggiori che corriamo in pandemia è quello di tralasciare tutte le altre patologie diverse dal Covid. Ma, nonostante gli allarmi che periodicamente arrivano dal mondo medico, a distanza di due anni, continuiamo a sacrificare liste di attesa, sempre più lunghe, e attività ordinarie. Spostare parte del personale ospedaliero per aumentare la capacità [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Uno dei rischi maggiori che corriamo in pandemia è quello di tralasciare tutte le altre patologie diverse dal Covid. Ma, nonostante gli allarmi che periodicamente arrivano dal mondo medico, a distanza di due anni, continuiamo a sacrificare liste di attesa, sempre più lunghe, e attività ordinarie. Spostare parte del personale ospedaliero per aumentare la capacità vaccinale metterà ulteriormente in ginocchio il servizio sanitario. Chi ha le risorse andrà dal privato, mentre gli altri aspetteranno, pagando un prezzo altissimo in termini di salute.</p>
<p>Ma davvero, dopo due anni, non ci sono soluzioni alternative? La giunta regionale renda nota la percentuale dei medici di base e dei farmacisti che stanno vaccinando. Perché, prima di bloccare gli ospedali, non si chiede uno sforzo maggiore a queste categorie? Perché non si pretende un contributo, sostanziale, dai privati, invece di chiedere loro di fare le visite al posto del pubblico? Perché non si è chiesto nuovamente una mano al personale medico dell’esercito o ai medici in pensione? Bloccare le attività ospedaliere deve essere l’ultimissima ratio. E invece è il modo più facile per coprire gli errori di sottovalutazione e di mancata programmazione di questi mesi.</p>
<p>Nella giornata di ieri, chi ha chiamato il sovracup al numero 800.000.500 e selezionato l’opzione uno si è trovato un’attesa dai 19 ai 30 minuti, a seconda dei diversi momenti della giornata. E quando è riuscito a interloquire con una voce, ha trovato agende bloccate, senza una sufficiente proiezione nel futuro, o con spazi disponibili a mesi e mesi di distanza o dall’altra parte del Piemonte. Davvero dopo mesi di segnalazioni non si riesce nemmeno a confinare all’interno del quadrante la possibilità di vista?</p>
<p>I risultati piemontesi nella campagna vaccinale sono mediocri e non giustificano la riduzione drastica dei servizi sanitari ai cittadini, da quelli legati al tracciamento, alle visite specialistiche nuovamente interrotte e ai presidi territoriali chiusi. In calce riportiamo alcuni dati, con le relative fonti, che ci dicono come sta andando la campagna vaccinale piemontese e dimostrano che privilegiare la campagna vaccinale su tutto il resto non solo è sbagliato, ma non ha prodotto grandi risultati.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em>Alcuni dati da fonti autonome sulle performance della campagna vaccinale</em></strong></p>
<p>Secondo <strong>Gimbe</strong>:</p>
<p>&#8211; Siamo la dodicesima regione per popolazione vaccinata con almeno una dose (81,1%), sotto la media italiana (81,3%);</p>
<p>&#8211; Con il 77,2% di popolazione che ha ricevuto la seconda dose, siamo nuovamente la dodicesima regione in Italia (media italiana 78,1%).</p>
<p>&#8211; Siamo ottavi in Italia per percentuale di popolazione over 50 che non ha ricevuto neanche una dose (8,2%), contro una media nazionale del 7%. Non è il caso di far notare che, in questo caso, sarebbe molto meglio stare sotto la media nazionale, ovviamente.</p>
<p>Secondo il <strong>Governo</strong>:</p>
<p>&#8211; Il Piemonte è decimo per percentuale di dosi somministrate rispetto a quelle consegnate col 97,1%.</p>
<p>Secondo i dati de <strong>Il Sole 24 ore</strong>:</p>
<p>&#8211;  Siamo decimi per % di platea vaccinata che ha ricevuto la terza dose, col 34,51%.</p>
<p>&#8211; Col 17% della popolazione non vaccinata, il Piemonte è sopra la media nazionale del 16,4%. Anche in questo caso, sarebbe auspicabile stare sotto la media nazionale.</p>
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		<title>Covid-19: Chiediamo ai medici di base uno sforzo maggiore e mettiamoli nella condizione di vaccinare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Dec 2021 11:48:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicato stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Covid]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Piemonte è di nuovo in difficoltà. Certo per la recrudescenza della pandemia, ma anche per le soluzioni insufficienti messe in campo dalla Giunta in questi anni. Se nel corso della prima ondata alcune situazioni erano accettabili, ora non lo sono più e serve un cambio di passo radicale. Sui tamponi molecolari restiamo le cenerentole [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Piemonte è di nuovo in difficoltà. Certo per la recrudescenza della pandemia, ma anche per le soluzioni insufficienti messe in campo dalla Giunta in questi anni. Se nel corso della prima ondata alcune situazioni erano accettabili, ora non lo sono più e serve un cambio di passo radicale.</p>
<p>Sui tamponi molecolari restiamo le cenerentole d’Italia. Ieri, 26 dicembre, in una giornata con basse prestazioni in tutte le regioni, il Piemonte ha processato 6.192 tamponi molecolari, a fronte dei 21.471 della Lombardia, dei 12.268 del Veneto, 12.384 dell&#8217;Emilia Romagna, 13.224 del Lazio. Togliendo la Lombardia, in media sempre sopra i 50.000 tamponi al giorno, le altre regioni hanno una capacita tra i 25.000 ed i 30.000 giornalieri. Il Piemonte non va mai oltre i 13.000. Chissà quanti sarebbero i contagi in Piemonte se facessimo un numero di tamponi in linea con le altre regioni.</p>
<p>Il sistema di prenotazione dei vaccini sconta gli stessi problemi dell’inizio della campagna vaccinale. Mentre in diverse regioni tutti possono prenotare sulla piattaforma data e luogo, in Piemonte bisogna ancora aspettare l’sms con disomogeneità di servizio nelle diverse ASL.</p>
<p>A tutto questo va aggiunto il problema del ritardo nella somministrazione della terza dose, con migliaia di piemontesi che rischiano di rimanere privi di protezione adeguata o addirittura senza green pass a partire da febbraio. Qui, ai problemi organizzativi si sommano quelli relativi alla mancanza di personale. Gli operatori delle ASL non si sono fermati nemmeno il giorno di Natale. Tra poco saremo di nuovo costretti a bloccare le attività ordinarie. E’ evidente che serve più personale medico, infermieristico e amministrativo ed è palese che occorre nuovamente rilanciare l’attività di medici di base, pediatri di libera scelta e farmacisti nella campagna vaccinale. In quale percentuale attualmente stanno aderendo? Il dato non è (più) pubblico. L’ultimo accordo con i MMG è del 10 dicembre del 2021. Serve un’adesione massiccia da parte dei profes</p>
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		<title>Potenziamento degli hub vaccinali in provincia di Novara, l’assessore non risponde all&#8217;interrogazione. Manca la gestione politica dell&#8217;emergenza</title>
		<link>https://domenicorossi.eu/2021/11/30/potenziamento-degli-hub-vaccinali-in-provincia-di-novara-lassessore-non-risponde-allinterrogazione-manca-la-gestione-politica-dellemergenza/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 2021 15:05:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicato stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Covid]]></category>
		<category><![CDATA[borgomanero]]></category>
		<category><![CDATA[Domenico Rossi]]></category>
		<category><![CDATA[hub]]></category>
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					<description><![CDATA[“Un elenco generico non è una risposta&#8230;” il vicepresidente della Commissione Sanità Domenico Rossi commenta così la risposta (puoi leggerla qui) evasiva dell’assessore alla Sanità, Luigi Icardi, su quali azioni la Regione intendesse mettere in campo per contribuire all’individuazione di nuovi hub vaccinali a Novara e provincia (leggi l&#8217;interrogazione qui).  “L’apertura di Super Hub, il [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">“Un elenco generico non è una risposta&#8230;” il vicepresidente della Commissione Sanità Domenico Rossi commenta così la risposta (puoi leggerla <a href="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2021/11/scan_drossi_2021-11-30-14-43-41.pdf">qui</a>) evasiva dell’assessore alla Sanità, Luigi Icardi, su quali azioni la Regione intendesse mettere in campo per contribuire all’individuazione di nuovi hub vaccinali a Novara e provincia (leggi l&#8217;interrogazione <a href="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2021/11/QT_Problemi-prenotazioni-dose-booster-vaccino-.pdf">qui</a>). </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“L’apertura di Super Hub, il maggiore coinvolgimento dei medici di base, il potenziamento delle farmacie, la riattivazione di centri vaccinali nel sanitario accreditato o nelle aziende così come l’organizzazione di open day sono tutte azioni condivisibili che salvano l’assessore dalla “scena muta” ma non rispondono alla domanda. Concretamente quali azioni sono in essere per il novarese, con quali modalità e tempi,  non è dato a sapersi…” replica Rossi. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“Ci aspettavamo di capire come la Regione intendesse sopperire alla chiusura di alcuni hub sul territorio come quello negli ex spazi Liolà a Borgomanero, o del centro Ipazia e della palestra di viale Verdi a Novara, magari affiancando il Comune che è già alla ricerca di soluzioni alternative. Niente di tutto questo…” precisa il Consigliere Dem.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“Per l’ennesima volta i problemi che si stanno verificando in queste settimane vengono attribuiti a scelte del Governo o del Commissario Figliuolo, mentre per le soluzioni si rimanda ai direttori delle Asl o al Dirmei… che ruolo gioca in tutto questo la politica? Il governo regionale ha firmato una delega in bianco ai tecnici rinunciando del tutto alla gestione politica dell’emergenza. Un atteggiamento inaccettabile” aggiunge Rossi.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“La somministrazione della dose booster &#8211; conclude il vicepresidente della Commissione Sanità &#8211; è un passaggio fondamentale nel percorso di contrasto alla diffusione del virus e per la salvaguardia del maggior numero di cittadini: non possiamo permetterci che la macchina operativa si inceppi proprio ora, a maggior ragione se pensiamo che i meccanismi dovrebbero essere ampiamente rodati dopo due anni di esperienza”. </span></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Dalla Giunta il solito schema: annunci e nessuna risposta concreta sui problemi reali, a partire dalla carenza di personale</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Nov 2021 10:21:53 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Covid]]></category>
		<category><![CDATA[Sanità]]></category>
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					<description><![CDATA[Come sempre, quando cominciano a emergere le difficoltà, la Giunta Cirio risponde con alcuni riflessi condizionati. Di natura propagandistica. Annuncia nuove misure organizzative, ma che partiranno tra qualche giorno. Mai che si riesca ad annunciare qualcosa che c’è, ma sempre che ci sarà. Ad esempio dal 1° dicembre dovrebbe essere garantito l’accesso diretto per i [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Come sempre, quando cominciano a emergere le difficoltà, la Giunta Cirio risponde con alcuni riflessi condizionati. Di natura propagandistica.</p>
<ul>
<li>Annuncia nuove misure organizzative, ma che partiranno tra qualche giorno. Mai che si riesca ad annunciare qualcosa che c’è, ma sempre che ci sarà. Ad esempio dal 1° dicembre dovrebbe essere garantito l’accesso diretto per i soggetti con obbligo vaccinale e per coloro che hanno il green pass in scadenza. Senza scadenza, prima o poi, si dice che riapriranno gli hub aziendali e nelle strutture sanitarie e socio assistenziali. Sarà davvero così alla data indicata? Stando all’esperienza, no. Ma non farà più notizia.</li>
<li>Nuovi impegni general generici: “maggior coinvolgimento dei medici di famiglia e delle farmacie”. In che modo e per far cosa? Non si sa. Intanto abbiamo capoluoghi di provincia dove non aderisce nessuna farmacia e i medici di base vaccinatori sono sempre meno.</li>
<li>Si cambia il nome a strutture già esistenti, possibilmente ricorrendo all’inglese (che fa sempre un certo effetto). “Attivazione SUPER HUB da 500 vaccini al giorno”. Meno della capacità che si attribuiva a giugno e luglio agli hub di Reale Mutua e Valentino, anche nei giorni in cui da HUB, diventavano OPEN HUB (non dimentichiamoli). Attendiamo fiduciosi i MEGA HUB e gli IPER HUB.</li>
<li>Parte, ovviamente, un nuovo gruppo di lavoro sulle cure domiciliari. Vorremmo ricordare tutti i gruppi di lavoro nati in questo anno e mezzo: Fazio e la medicina territoriale, Monchiero e la rete ospedaliera, Carosso e il monitoraggio della fase 2, il consulente strategico Presti e il gruppo epidemiologi, il gruppo di lavoro sulle categorie vaccinali e l’“area di programmazione epidemiologica a supporto della pianificazione strategica” guidata da Vineis. Un giorno, forse, sapremo cosa hanno prodotto questi gruppi oltre a qualche titolo di giornale. Speriamo non nello stesso giorno, per evitare affollamento.</li>
</ul>
<p>Ma al di là degli annunci, il tema vero è che la recrudescenza autunnale del virus, unita alla necessità di terze dosi per le coorti più numerose, sta mettendo sotto pressione un sistema dissanguato di personale perché, come l’anno scorso, scopriamo ora di aver bisogno di personale che ci si doveva preparare ad assumere la scorsa estate.<br />
Secondo uno studio FIASO, In Piemonte su 6.099 operatori sanitari reclutati nel corso dell’emergenza Covid sono 4.783 i precari.<br />
Per dare un termine di paragone, in Veneto su 5.025 operatori sanitari reclutati nel corso dell’emergenza Covid i precari sono complessivamente 1.780. In Emilia Romagna su 10.660 operatori sanitari reclutati nel corso dell’emergenza Covid i precari sono complessivamente 5.979. In Toscana su 7.468 operatori sanitari reclutati nel corso dell’emergenza Covid i precari sono complessivamente 2.541.</p>
<p>Nel frattempo assistiamo desolati allo scontro tra i direttori delle Aziende sanitarie e i responsabili di DIRMEI, settore regionale Covid e Unità di Crisi, figlio di una disorganizzazione e sovrapposizione di competenze tra una pletora di organismi che si sono moltiplicati durante l’emergenza e tra ruoli, anche solo consulenziali, decisamente mal definiti. Direttori e incarichi legati all’emergenza tutti scelti dall’attuale Giunta, per cui fa sorridere il tentativo, maldestro, di ritagliarsi un ruolo terzo nello scontro. Quando manca la politica, quando manca la visione di insieme e il coordinamento che questa dovrebbe garantire, scontri e confusioni sono all’ordine del giorno e le prime vittime sono i cittadini.</p>
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		<title>Terza dose: problemi organizzativi e disagi per i cittadini. Chiediamo un&#8217;informativa urgente al Presidente Cirio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Nov 2021 11:48:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicato stampa]]></category>
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					<description><![CDATA[“Che il Piemonte resti zona bianca è una buona notizia, ma non possiamo cavarcela con la politica degli annunci. La campagna vaccinale sta incontrando tantissimi problemi e siamo in assenza di un governo politico della situazione in un momento critico”.  Lo dichiarano il Capogruppo del Partito Democratico, Raffaele Gallo, e il vicepresidente della Commissione Sanità, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">“Che il Piemonte resti zona bianca è una buona notizia, ma non possiamo cavarcela con la politica degli annunci. La campagna vaccinale sta incontrando tantissimi problemi e siamo in assenza di un governo politico della situazione in un momento critico”.  Lo dichiarano il Capogruppo del Partito Democratico, Raffaele Gallo, e il vicepresidente della Commissione Sanità, Domenico Rossi,  che martedì mattina in apertura di Consiglio Regionale a Palazzo Lascaris chiederanno un’informativa urgente al Presidente della Regione, Alberto Cirio, sulla situazione piemontese.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Dai territori arrivano le segnalazioni di diverse criticità, uguali, se non peggiori, nonostante l’esperienza delle ondate precedenti. “In primis il numero carente di strutture disponibili per la somministrazione del vaccino, con la difficoltà di riattivare tutti gli hub operativi durante la terza ondata, e il personale insufficiente a coprire le richieste” spiegano Gallo e Rossi. “Per comprendere il livello di emergenza basta pensare, come rivelano oggi gli organi di stampa, che tutti i direttori di ASL e ASO piemontesi con una lettera indirizzata all’assessore alla Sanità hanno evidenziato il problema del carico di lavoro al limite del sostenibile. Una missiva rivelatrice anche della tensione tra organi tecnici che chiedono l’intervento della politica” sottolineano i rappresentanti democratici. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“Sono tante le difficoltà incontrate dai cittadini in questi primi giorni: c’è chi non riesce a portare a termine la procedura on line, o chi, pur essendo anziano o non autosufficiente privo di assistenza domiciliare è costretto a lunghi spostamenti per ricevere la dose booster” ricordano Gallo e Rossi. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">E’ inoltre necessario fare il punto anche sul numero e la distribuzione delle farmacie che aderiscono alla campagna vaccinale. “Ci sono capoluoghi di provincia dove non aderisce nessuno o altri dove aderiscono in pochissimi &#8211; denunciano i consiglieri &#8211; e anche i medici di base vaccinatori sono diminuiti”. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“La macchina non deve incepparsi proprio ora e va guidata da chi ha responsabilità di governo, senza una delega in bianco ai tecnici” affermano i consiglieri Democratici. “Ci aspettiamo &#8211; concludono &#8211; che il Presidente Cirio torni subito in Piemonte e si metta al lavoro per risolvere i tanti problemi denunciati dai cittadini. E ci aspettiamo che martedì aggiorni tutto il Consiglio Regionale sulla situazione epidemiologica piemontese e sulle strategie messe in campo per fronteggiare i problemi”. </span></p>
<p>&nbsp;</p>
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