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	<title>Antimafia &#8211; Domenico Rossi</title>
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	<description>Il futuro è nelle nostre mani</description>
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	<title>Antimafia &#8211; Domenico Rossi</title>
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		<title>Mafie al Nord: Su delibera del CSM condivido le preoccupazioni di Libera, non abbassiamo la guardia</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Jun 2026 16:11:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[“Condivido le preoccupazioni espresse da Libera in merito alla recente delibera del Consiglio Superiore della Magistratura che individua undici Procure distrettuali situate nelle aree considerate a più alta densità mafiosa, tutte concentrate al sud, per favorire la nomina di magistrati con specifica esperienza antimafia. Pur nel pieno rispetto dell’autonomia della magistratura c’è un rischio concreto [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft wp-image-7769 size-medium" src="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2026/06/mafienord-240x300.jpeg" alt="" width="240" height="300" srcset="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2026/06/mafienord-240x300.jpeg 240w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2026/06/mafienord-560x700.jpeg 560w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2026/06/mafienord-768x960.jpeg 768w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2026/06/mafienord.jpeg 1152w" sizes="(max-width: 240px) 100vw, 240px" />“Condivido le preoccupazioni espresse da Libera in merito alla recente delibera del Consiglio Superiore della Magistratura che individua undici Procure distrettuali situate nelle aree considerate a più alta densità mafiosa, tutte concentrate al sud, per favorire la nomina di magistrati con specifica esperienza antimafia. Pur nel pieno rispetto dell’autonomia della magistratura c’è un rischio concreto che passi un messaggio sbagliato: quello secondo cui le mafie sarebbero ancora oggi prevalentemente un problema del Sud del Paese”. Lo dichiara Domenico Rossi, presidente della Commissione Legalità del Consiglio regionale del Piemonte ricordando il presidio organizzato proprio da Libera davanti al Palazzo di Giustizia di Torino per tenere alta l&#8217;attenzione sulle mafie in Piemonte .<br />
“Da anni istituzioni, associazioni, magistratura e forze di polizia lavorano per superare un pregiudizio di natura culturale che per anni ha relegato le mafie al Sud: decine di inchieste e diversi studi hanno dimostrato che le organizzazioni mafiose non conoscono più confini geografici e rappresentano un problema dell’intero Paese oltre che un fenomeno ormai internazionale. Proprio per questo occorre prestare attenzione a ogni scelta che possa essere interpretata come un ridimensionamento della presenza mafiosa nelle regioni del Nord” spiega Rossi.<br />
“Il Piemonte &#8211; prosegue il presidente della commissione legalità &#8211; conosce bene questa realtà. Numerose indagini e sentenze hanno certificato nel tempo il radicamento delle organizzazioni mafiose sul nostro territorio, dimostrando come le mafie abbiano saputo infiltrarsi nell’economia e nel tessuto sociale ben lontano dalle aree tradizionalmente considerate di origine.”<br />
Ma il tema non riguarda soltanto la percezione del fenomeno. “Se dovesse affermarsi, anche indirettamente, l’idea che al Nord le mafie siano marginali o poco incisive, il rischio è che nel tempo possano indebolirsi anche l’attenzione istituzionale, gli organici e gli strumenti destinati al contrasto, sia sul versante della magistratura sia su quello delle forze dell’ordine. Sarebbe un errore grave che il nostro Paese non può permettersi” conclude Rossi.</p>
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		<title>Rossi (PD): «Preoccupanti i dati di Libera sul Gioco d’azzardo. Cirio e la maggioranza accettino di riaprire la discussione sulla legge regionale. Oggi i costi socio-sanitari ricadono sui cittadini»</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Nov 2025 07:57:35 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Regione Piemonte]]></category>
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					<description><![CDATA[“Grazie a Libera che, ancora una volta, offre un servizio prezioso al Paese su un tema importante per la salute e la vita dei cittadini. Il quadro che emerge dal nuovo rapporto Azzardomafie è fortemente negativo per l’Italia e, in particolare, per il Piemonte”. È il commento di Domenico Rossi, presidente della Commissione Legalità e [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">“Grazie a Libera che, ancora una volta, offre un servizio prezioso al Paese su un tema importante per la salute e la vita dei cittadini. Il quadro che emerge dal nuovo rapporto Azzardomafie è fortemente negativo per l’Italia e, in particolare, per il Piemonte”. È il commento di Domenico Rossi, presidente della Commissione Legalità e segretario regionale del Partito Democratico, dopo la pubblicazione del dossier che fotografa una situazione nazionale in cui il Piemonte risulta in forte difficoltà.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo il rapporto nella nostra regione si giocano 9 miliardi e mezzo di euro l’anno con una distribuzione che favorisce il gioco online rispetto a quello fisico (5,25 miliardi contro 4,25) rendendo più difficile il controllo e più alto il rischio di dipendenza. Solo a Torino la raccolta complessiva è stata di oltre 2 miliardi nel 2024, posizionando il capoluogo di regione tra le prime cinque città italiane.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Un quadro a cui dobbiamo aggiungere che, secondo quanto riportato nel rapporto, la nostra regione è la prima del Nord per presenza mafiosa nell’azzardo, con 9 clan attivi &#8211; ha aggiunto il presidente della Commissione legalità &#8211; In altre parole il Piemonte è una regione ad alta esposizione e a bassa protezione e questo si traduce in più giocatori patologici, più famiglie in difficoltà, un’esplosione del gioco online oltre a una criminalità che trova anche nel gioco legale un canale comodo e redditizio”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ad essere bocciata è anche la normativa piemontese che nella classifica di Libera è finita nelle ultime posizioni con soli 4 indicatori verdi su 8, contro gli 8 della Toscana o del Friuli Venezia Giulia. “Questo rapporto conferma quello che abbiamo denunciato per anni: lo smantellamento della legge regionale del 2016, voluto dalla maggioranza e dal Presidente Cirio, è stato un errore drammatico, così come lo è stato bocciare la proposta di legge popolare sul tema” sottolinea Rossi. “Il risultato è sotto gli occhi di tutti: un abbassamento delle tutele e un allentamento dei controlli a cui non sono seguiti adeguati investimenti su prevenzione e servizi a sostegno dei cittadini e di chi finisce vittima della piaga della dipendenza da gioco o del sovraindebitamento” afferma il consigliere Dem.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Piemonte, ricorda Rossi, “aveva una norma avanzata, frutto del lavoro con associazioni, Sindaci, scuole e realtà sociali. Ha prodotto risultati, ridotto le slot in luoghi sensibili, limitato l’accesso dei più vulnerabili. La Giunta Cirio ha scelto di smontarla per favorire interessi particolari, presentando quella scelta come una liberalizzazione innocua. Oggi i numeri raccontano che non è così e che la riforma voluta dalla destra è stata molto negativa”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il risultato, secondo il consigliere Rossi, è sotto gli occhi di tutti e richiede un’analisi attenta anche in sede istituzionale “Porteremo questi dati in Consiglio regionale a partire da una presentazione del rapporto in commissione legalità. Mi auguro &#8211; conclude &#8211; che la maggioranza accetti di riaprire la discussione sulla legge regionale e che possano scaturire proposte condivise che mettano al centro la salute dei cittadini e non gli interessi delle lobby dell’azzardo”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A questo link il rapporto completo: https://www.libera.it/documenti/schede/gioco_d_azzardo_web.pdf</p>
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		<title>Rossi: Il Piemonte sia fucina e laboratorio dell’antimafia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Mar 2025 13:19:58 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
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					<description><![CDATA[Per costruire un Piemonte libero dalle mafie serve l’impegno di ciascuno di noi. Occorre superare il principio della delega nei confronti di magistratura e Forze dell’Ordine. L’azione repressiva, per quanto fondamentale, non è sufficiente. È necessario un impegno collettivo, che parta dalla scuola, dalle associazioni, dalle imprese, dai singoli cittadini e che veda la politica [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Per costruire un Piemonte libero dalle mafie serve l’impegno di ciascuno di noi. Occorre superare il principio della delega nei confronti di magistratura e Forze dell’Ordine. L’azione repressiva, per quanto fondamentale, non è sufficiente. È necessario un impegno collettivo, che parta dalla scuola, dalle associazioni, dalle imprese, dai singoli cittadini e che veda la politica in prima linea. Se per anni nelle regioni del nord si è negata la presenza del fenomeno mafioso che, invece, trovava terreno fertile per le sue attività, oggi i rischi sono l’ignoranza del fenomeno e la sottovalutazione.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Iniziative come quella di questa mattina, insieme al lavoro che come Commissione Legalità continueremo a portare avanti per l’intera legislatura, hanno l’obiettivo di scongiurare questi due rischi e di contribuire alla costruzione di una classe dirigente consapevole, informata e all’altezza della sfida che abbiamo di fronte. Occorre rafforzare il coordinamento tra istituzioni, magistratura, forze dell’ordine, associazioni e cittadini. Significa pretendere massima attenzione, la giusta consapevolezza, la conoscenza dei territori dove ci si candida per fare politica e delle dinamiche criminali presenti, trasparenza nelle amministrazioni, nelle aziende, nella gestione degli appalti pubblici. Significa costruire una società in cui non ci sia posto per la cultura e i servizi delle mafie.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per questo come commissione ci impegneremo a portare in tutto il Piemonte quanto è emerso oggi, per fare sistema e rafforzare gli anticorpi, e per continuare a essere fucina e laboratorio dell’antimafia di questo paese. Chiudiamo questo convegno con un impegno collettivo: fare in modo che questa giornata non resti solo un momento di riflessione, ma si trasformi in azione concreta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se è vero, come è emerso questa mattina, che al nord le mafie hanno trovato le porte aperte, tocca a noi trovare il modo di chiuderle costruendo una società nella quale non ci sia posto per mafie, ma conforme ai dettami della nostra Costituzione.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">La galleria dell&#8217;iniziativa è disponibile qui: <a href="https://photos.app.goo.gl/RHui9NqSYEtVya8A7">https://photos.app.goo.gl/RHui9NqSYEtVya8A7</a><br>Il video del convegno sarà disponibile sul canale YouTube del Consiglio Regionale: <a href="https://www.youtube.com/youcrp">https://www.youtube.com/youcrp</a></p>
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		<title>Un Piemonte libero dalle mafie</title>
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		<pubDate>Sat, 08 Mar 2025 11:54:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[L’Auditorium della Città Metropolitana di Torino (corso Inghilterra 7) ospiterà,&#160;giovedì 13&#160;marzo&#160;alle ore 9.00, il convegno&#160;“Un Piemonte libero dalle mafie. Conoscere e contrastare il fenomeno mafioso”.L’appuntamento, voluto e organizzato dal Consiglio regionale con il patrocinio della Città Metropolitana di Torino, riunirà esperti, istituzioni e rappresentanti della società civile per un’analisi approfondita sul fenomeno mafioso in Piemonte [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">L’Auditorium della Città Metropolitana di Torino (corso Inghilterra 7) ospiterà,&nbsp;<strong>giovedì 13&nbsp;marzo&nbsp;alle ore 9.00</strong>, il convegno&nbsp;<strong>“Un Piemonte libero dalle mafie. Conoscere e contrastare il fenomeno mafioso”</strong>.<br>L’appuntamento, voluto e organizzato dal Consiglio regionale con il patrocinio della Città Metropolitana di Torino, riunirà esperti, istituzioni e rappresentanti della società civile per un’analisi approfondita sul fenomeno mafioso in Piemonte e sulle strategie di contrasto, e rappresenterà un momento di confronto e formazione essenziale per comprendere le infiltrazioni criminali nel tessuto economico e sociale del territorio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo i saluti istituzionali di&nbsp;<strong>Davide Nicco</strong>&nbsp;(presidente del Consiglio regionale del Piemonte),&nbsp;<strong>Alberto Cirio</strong>&nbsp;(presidente della Giunta regionale),&nbsp;<strong>Jacopo Suppo</strong>&nbsp;(vicesindaco metropolitano di Torino),<strong>Luca Asvisio</strong>&nbsp;(presidente Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Torino) e&nbsp;<strong>Simona Grabbi</strong>&nbsp;(presidente Ordine degli Avvocati di Torino), il convegno vedrà gli interventi di:<br><strong>Lucia Musti</strong>, Procuratore Generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Torino<br><strong>Giovanni Bombardieri</strong>, Procuratore Capo della Repubblica presso il Tribunale di Torino<br><strong>Giuseppe Legato</strong>, giornalista de “La Stampa”<br><strong>Laura Scomparin</strong>, Professoressa ordinaria di Diritto Processuale Penale dell’Università di Torino<br><strong>Roberto Montà</strong>, presidente dell’Associazione Avviso Pubblico<br><strong>Maria Josè Fava</strong>, rappresentante della Direzione Nazionale di Libera<br><strong>Rocco Sciarrone</strong>, Professore ordinario di Sociologia dei processi economici e del lavoro all’Università di Torino<br><strong>Tommaso Pastore</strong>, capocentro della Direzione Investigativa Antimafia di Torino<br><strong>Don Luigi Ciotti</strong>, presidente di Libera</p>



<p class="wp-block-paragraph">A moderare e concludere i lavori sarà&nbsp;<strong>Domenico Rossi</strong>, presidente della Commissione regionale per la promozione della cultura della legalità e il contrasto ai fenomeni mafiosi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il convegno è aperto al pubblico, la partecipazione consentirà l’accredito all’Ordine degli Avvocati di Torino e rientra nel programma formativo dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Torino per il riconoscimento dei crediti professionali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’ingresso è libero fino ad esaurimento posti. È necessario confermare la propria presenza inviando un’email a&nbsp;rel.esterne@cr.piemonte.it.</p>
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		<title>Conoscere le mafie per contrastarle. Continua il lavoro della commissione legalità</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Jan 2025 09:22:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[«Conoscere le mafie per poterle contrastare. È questo il senso del lavoro che stiamo impostando con la commissione legalità e che ci ha portato a richiedere l’audizione del capocentro della DIA piemontese, Tommaso Pastore. Un incontro molto proficuo che ha permesso ai commissari di ricostruire la storia del radicamento mafioso, ma anche di comprendere le [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">«Conoscere le mafie per poterle contrastare. È questo il senso del lavoro che stiamo impostando con la commissione legalità e che ci ha portato a richiedere l’audizione del capocentro della DIA piemontese, Tommaso Pastore. Un incontro molto proficuo che ha permesso ai commissari di ricostruire la storia del radicamento mafioso, ma anche di comprendere le dinamiche e i rischi attuali di un fenomeno che sempre più è radicato nella nostra regione, come dimostrano le indagini degli ultimi anni e l’attività continua della Direzione piemontese»</p>



<p class="wp-block-paragraph">«In Piemonte sono diverse le mafie presenti, italiane e straniere, ma è la ‘ndrangheta a giocare un ruolo predominante. Non possiamo delegare la lotta alle mafie all’egregio lavoro della magistratura e delle forze dell’ordine, serve intervenire sul tessuto sociale ed economico. La sola repressione non basta. Per sconfiggere la ‘ndrangheta che si dimostra essere resiliente e capace di diversificare il suo operato sul territorio, occorre mettere in campo azioni dal punto di vista educativo con politiche informative e formative dedicate ai giovani, agli imprenditori e agli amministratori pubblici. Su questi aspetti la Regione può fare molto e chiederemo che lo faccia a partire già dal bilancio in discussione in questi giorni. Sono sicuro ci sarà la piena collaborazione di tutte le forze politiche e della Giunta per continuare a tenere alta l’attenzione sul fenomeno mafioso. Alcuni esempi? Fondi adeguati per il riutilizzo sociale dei beni confiscati, a sostegno delle vittime di usura e sovraindebitamento e per un piano di formazione rivolto ad amministratori e dipendenti della pubblica amministrazione in Piemonte. Serve un sostegno ai progetti che portano nelle scuole percorsi di educazione alla legalità, ma anche campagne specifiche per imprenditori e commercianti. Interessanti anche gli stimoli sul tema della necessità di accentrare e specializzare i centri di spesa e le stazioni appaltanti nell’ambito del ciclo del contratto pubblico, molto di attualità per il Piemonte in edilizia sanitaria. Intanto la commissione continuerà a lavorare su questi temi cercando la massima collaborazione e convergenza di tutte le forze politiche affinché legalità democratica e lotta alle mafie siano sempre tra le priorità dell’azione politica».&nbsp;</p>



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		<title>Interrompere l’isolamento nei confronti del testimone di giustizia Pino Masciari. Va garantita piena sicurezza a lui e alla sua famiglia</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Nov 2024 09:23:07 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Domenico Rossi]]></category>
		<category><![CDATA[partito democratico]]></category>
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					<description><![CDATA[“Se un testimone di giustizia del valore di Pino Masciari arriva a descrivere la sua condizione e quella della sua famiglia con parole che parlano di svilimento, isolamento e paura siamo di fronte a un fallimento delle istituzioni a cui porre rimedio con urgenza. Chi denuncia coraggiosamente e si affida allo Stato ha diritto alla [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">“Se un testimone di giustizia del valore di Pino Masciari arriva a descrivere la sua condizione e quella della sua famiglia con parole che parlano di svilimento, isolamento e paura siamo di fronte a un fallimento delle istituzioni a cui porre rimedio con urgenza. Chi denuncia coraggiosamente e si affida allo Stato ha diritto alla piena sicurezza in percorsi caratterizzati dalla massima cura e umanizzazione. I testimoni di giustizia sono costruttori di democrazia e testimonianza esemplare per la lotta alle mafie”. Lo afferma Domenico Rossi, Presidente della Commissione permanente per la promozione della cultura della legalità e contrasto ai fenomeni mafiosi del Consiglio Regionale del Piemonte, dopo l’audizione odierna dedicata al testimone di giustizia Pino Masciari.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Pino ha avuto la forza e il coraggio di denunciare le maggiori famiglie di ‘ndrangheta. Dalle sue denunce sono scaturite condanne importanti per i vertici dell’organizzazione e di persone colluse all’interno delle istituzioni. Una scelta che risale a trent’anni fa ma si ripercuote ancora oggi sulla sua vita e quella dei suoi cari” spiega Rossi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Durante l’audizione è emerso che ci sono condizioni di pericolo attuali per Pino Masciari e la sua famiglia. Lo testimoniano le parole del collaboratore di giustizia Andrea Mantella, quanto emerso dalla recente inchiesta Factotum e la costituzione come parte civile di Pino Masciari in diversi processi nei confronti della ‘Ndrangheta” sottolinea il Presidente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Abbiamo ascoltato con preoccupazione la denuncia di Pino Masciari sul silenzio delle istituzioni da cui non riceve risposte e sulle modifiche subite dal suo sistema di tutela. La risposta dello Stato a Pino Masciari non riguarda solo il singolo caso, ma rappresenta un messaggio per tutti coloro che si trovano nella condizione di poter denunciare e troppo spesso non lo fanno. Anche per questo e al fine di interrompere l’isolamento e garantire la piena sicurezza, presenteremo un Ordine del Giorno a sostegno di Pino Masciari e di tutti i testimoni di giustizia. Chiederemo ai presidenti Nicco e Cirio di dare voce alle preoccupazioni della commissione in tutte le sedi preposte” conclude Rossi.</p>
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		<title>Al via i lavori della Commissione Legalità: lavoreremo per un Piemonte in prima fila nella lotta alle mafie.</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Sep 2024 08:16:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il primo atto un sopralluogo al Castello di Miasino Esprimo soddisfazione per la discussione che si è svolta questa mattina all’interno della prima seduta della Commissione Legalità del Consiglio Regionale. Prendo atto di una disponibilità a lavorare seriamente su diversi fronti: all’interno delle prerogative assegnate alla commissione faremo la nostra parte, in sinergia con tutte [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>Il primo atto un sopralluogo al Castello di Miasino</em></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Esprimo soddisfazione per la discussione che si è svolta questa mattina all’interno della prima seduta della <strong>Commissione Legalità del Consiglio Regionale</strong>. Prendo atto di una disponibilità a lavorare seriamente su diversi fronti: all’interno delle prerogative assegnate alla commissione faremo la nostra parte, in sinergia con tutte le istituzioni e le organizzazioni che promuovono la legalità democratica, per costruire <strong>un Piemonte libero dalle mafie</strong>, ben consapevoli della gravità della situazione come rimarcato sia dal Procuratore Generale Lucia Musti sia dal Procuratore Capo Giovanni Bombardieri.  E’ vero che la nostra regione è caratterizzata da un forte radicamento della ‘Ndrangheta, ma è anche vero che ha un’importante storia di antimafia. Penso a figure come Carlo Alberto Dalla Chiesa, Mauro Rostagno, Bruno Caccia, Giancarlo Caselli, don Luigi Ciotti, all’esperienza di Libera e all’impulso dell’Università. Occorre<strong> fare sistema e rafforzare gli anticorpi</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Serve maggiore consapevolezza su quanto accaduto in questi decenni in Piemonte, ma anche creare contesti in cui questa consapevolezza si diffonda. Lavoreremo su diversi ambiti: storia e dinamica del radicamento mafioso in Piemonte, caporalato, ciclo del contratto pubblico, usura e sovraindebitamento. Sono, inoltre, soddisfatto perché è già emersa la disponibilità di maggioranza e opposizione a lavorare su una legge di <strong>regolamentazione di rapporto con le lobby</strong>. Su questo tema ho presentato una proposta di legge già nella scorsa legislatura, già richiamata in quella attuale. Mi auguro possa contribuire alla discussione e al raggiungimento dell’obiettivo. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Sul tema dei <strong>beni confiscati </strong>intendiamo lanciare un segnale forte organizzando, come primo atto, un sopralluogo al <strong>Castello di Miasino</strong>: un bene acquisito dalla Regione che da troppo tempo attende di essere restituito alla collettività.</p>
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		<title>Rossi: «Un nuovo corso per la Commissione Legalità»</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Sep 2024 17:07:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[«Le parole del nuovo procuratore generale Lucia Musti, così come quelle del suo predecessore, Francesco Saluzzo sono un monito per ciascuno di noi. La lotta alle mafie non deve essere delegata a magistratura e forze dell’ordine. Si tratta di un insegnamento che dovrebbe essere oramai acquisito, ma che ancora non trova piena applicazione nella realtà» [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">«Le parole del nuovo procuratore generale Lucia Musti, così come quelle del suo predecessore, Francesco Saluzzo sono un monito per ciascuno di noi. La lotta alle mafie non deve essere delegata a magistratura e forze dell’ordine. Si tratta di un insegnamento che dovrebbe essere oramai acquisito, ma che ancora non trova piena applicazione nella realtà» la dichiarazione del nuovo <strong>Presidente della Commissione Legalità del Consiglio Regionale Domenico Rossi (PD) </strong>che aggiunge «tutti i settori della società, e in primis le istituzioni, devono farsi carico della soluzione al problema della mafie, che passa non solo dalla repressione, ma dalla costruzione di una società guidata dallo spirito della Costituzione: i diritti al posto dei favori, la giustizia al posto della prepotenza. Tutti devono fare la propria parte prima di tutto per evitare che il problema venga sottovalutato o delegato e poi per far crescere cultura e pratiche di legalità democratica in tutti i settori».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Rossi ricorda come «in Piemonte, come emerso anche ieri, c’è mafia, ma anche una forte tradizione antimafia: penso a figure come Carlo Alberto Dalla Chiesa, Mauro Rostagno, Bruno Caccia, Giancarlo Caselli, don Luigi Ciotti, all’esperienza di Libera e all’impulso dell’Università. Occorre fare sistema e rafforzare gli anticorpi» e rilancia «la Regione può aumentare il suo impegno e cercherò, come presidente della Commissione Legalità, di aiutare l’istituzione in questo senso. Serve maggiore consapevolezza su quanto accaduto in questi decenni in Piemonte, ma anche creare contesti in cui questa consapevolezza si diffonda. Penso alla collaborazione tra Regione Piemonte e Avviso Pubblico, ad esempio, che potrebbe generare momenti di formazione per gli amministratori e dipendenti della pubblica amministrazione. Così come credo la commissione potrà essere di aiuto per affrontare temi complessi come quelli del caporalato o della situazione delle carceri. Credo sia importante che dal nostro lavoro emergano indirizzi e proposte per la Giunta per rendere la nostra azione il più incisiva possibile. Ascolto, analisi e proposte: questo sarà il nostro metodo di lavoro.<br>Sono certo che non mancherà la collaborazione del Presidente Cirio e di tutte le forze politiche per un lavoro necessario e utile per i nostri cittadini».</p>
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		<title>Riutilizzo castello di Miasino: la Giunta non rispetta gli impegni e allunga i tempi</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Mar 2024 16:01:04 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Castello Miasino]]></category>
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					<description><![CDATA[“Siamo preoccupati. La risposta a una semplice interrogazione sul Castello di Miasino ci mette in allarme sui tempi di riutilizzo di un bene chiuso da troppo tempo che deve essere restituito alla comunità. Una confisca a cui non segue il riutilizzo sociale, infatti, vanifica tutto il lavoro fatto da magistratura, forze dell’ordine e istituzioni”. Lo [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">“Siamo preoccupati. La risposta a una semplice interrogazione sul Castello di Miasino ci mette in allarme sui tempi di riutilizzo di un bene chiuso da troppo tempo che deve essere restituito alla comunità. Una confisca a cui non segue il riutilizzo sociale, infatti, vanifica tutto il lavoro fatto da magistratura, forze dell’ordine e istituzioni”. Lo afferma il consigliere regionale Domenico Rossi che nel corso del consiglio regionale di ieri, 27 febbraio, ha interrogato la Giunta per sapere a che punto è l’iter per il bando di assegnazione per il riutilizzo sociale del castello.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Lo scorso 17 ottobre la giunta si era impegnata, sulla base di una mozione a mia prima firma votata all’unanimità dal consiglio, ad assegnare il bando per l’assegnazione per il riutilizzo sociale del Castello di Miasino il più possibile in concomitanza con il termine dei lavori per la ristrutturazione del bene che gli uffici regionali allora prevedevano entro il prossimo mese di giugno” spiega il rappresentante Dem.<br>La risposta dell’assessore Tronzano sembra, però, indicare un percorso che non rispetta le scadenze decise a ottobre. “Si legge di un’indagine conoscitiva entro luglio 2024 per la raccolta di manifestazioni di interesse, a seguire un ulteriore fase di approfondimento per definire i criteri del bando e solo allora l’avvio della fase di affidamento… i tempi si allungano sensibilmente” sottolinea Rossi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Mi rivolgo al Presidente Cirio affinché intervenga direttamente, nel rispetto dell’impegno preso con la mozione del 17 ottobre, per non far passare un messaggio pericoloso, ovvero, che quando c’è la mafia le cose funzionano mentre quando arriva lo Stato tutto si ferma. E’ inaccettabile” conclude il consigliere novarese.&nbsp;</p>
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		<title>Gioco d&#8217;Azzardo Patologico: l&#8217;impegno del PD in Piemonte</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Feb 2024 14:35:04 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Sanità]]></category>
		<category><![CDATA[Segreteria Regionale]]></category>
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					<description><![CDATA[La battaglia a difesa della legge regionale 9/2016 ‘Norme per la prevenzione e il contrasto alla diffusione del gioco d’azzardo patologico’ è stata una delle più dure di questa Legislatura. Una norma che ha prodotto effetti molto positivi per i cittadini come confermano tutti gli indicatori raccolti nei report diffusi dall’entrata in vigore nel 2016. [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">La battaglia a difesa della legge regionale 9/2016 ‘<em>Norme per la prevenzione e il contrasto alla diffusione del gioco d’azzardo patologico</em>’ è stata una delle più dure di questa Legislatura. Una norma che ha prodotto effetti molto positivi per i cittadini come confermano tutti gli indicatori raccolti nei report diffusi dall’entrata in vigore nel 2016. Ciononostante <strong>il centrodestra ha sostituito la norma senza alcuna mediazione e con una posizione completamente appiattita sulle richieste delle lobby dell’azzardo</strong>. È emersa una differenza sostanziale: da una parte chi crede che il profitto venga prima di ogni altra cosa e dall’altra chi, come il PD, ha cercato di tutelare la salute dei cittadini e l’interesse pubblico. Il <strong>Partito Democratico del Piemonte continuerà ad impegnarsi</strong> perché ci siano norme che regolino il fenomeno e mettano un argine al fenomeno. Il Gioco d’Azzardo Patologico <strong>è prima di tutto un problema di salute</strong> (inserito nei LEA), ma <strong>crea problemi di natura sociale ed economica soprattutto tra le fasce più fragili</strong> della popolazione.</p>

<p class="wp-block-paragraph">Leggi qui il <a href="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2024/02/Reportcompleto_finale_compressed.pdf" target="_blank" rel="noopener"><strong>report completo</strong></a></p>
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