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	<title>Ambiente &#8211; Domenico Rossi</title>
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	<description>Il futuro è nelle nostre mani</description>
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	<title>Ambiente &#8211; Domenico Rossi</title>
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		<title>Discarica di Maggiora, Rossi (PD): “Bene i controlli di ARPA. Serve massima trasparenza sui superamenti di manganese nelle acque sotterranee”</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Jun 2026 14:08:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[consiglio regionale]]></category>
		<category><![CDATA[Consiglio Regionale del Piemonte]]></category>
		<category><![CDATA[Domenico Rossi]]></category>
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					<description><![CDATA[&#8220;Sul superamento dei limiti di manganese  nelle zone interessate dalla discarica di Maggiora occorre fare piena chiarezza. Le notizie riportate sugli organi di stampa e le preoccupazioni che arrivano dal territorio impongono verifiche puntuali e la massima trasparenza a tutela della salute dei cittadini e dell’ambiente&#8221;. Lo afferma il consigliere regionale del Partito Democratico Domenico [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr">&#8220;Sul superamento dei limiti di manganese  nelle zone interessate dalla discarica di Maggiora occorre fare piena chiarezza. Le notizie riportate sugli organi di stampa e le preoccupazioni che arrivano dal territorio impongono verifiche puntuali e la massima trasparenza a tutela della salute dei cittadini e dell’ambiente&#8221;. Lo afferma il consigliere regionale del Partito Democratico Domenico Rossi, che ha presentato un&#8217;interrogazione all&#8217;Assessore regionale all&#8217;Ambiente in merito alle criticità emerse riguardo alla discarica Savoini GMG di Maggiora.</p>
<p dir="ltr">“Le informazioni emerse sollevano interrogativi che meritano un approfondimento puntuale sulle cause dei superamenti rilevati nelle acque sotterranee, le tempistiche con cui tali dati sono stati comunicati agli enti e alla popolazione, le eventuali misure adottate per prevenire la diffusione della contaminazione e le garanzie sulla tutela della risorsa idrica. Un tema particolarmente delicato considerando che, a valle della discarica, nel territorio di Cureggio, è presente il pozzo Bergallo, utilizzato per l&#8217;approvvigionamento dell&#8217;acquedotto gestito da Acqua Novara VCO” spiega il consigliere Dem.</p>
<p><b> </b></p>
<p dir="ltr">Dalla Giunta la rassicurazione che allo stato attuale sono da escludere effetti sulla salute e sull’ambiente ma anche la notizia che il superamento delle concentrazioni di manganese sono state diverse nel corso degli ultimi due anni ma potrebbero essere dovute a fluttuazioni dovute alla diversa solubilità dei metalli ed al valore del pH. “Non vogliamo alimentare allarmismi &#8211; aggiunge Rossi &#8211; ma è necessario accertare rapidamente le cause delle anomalie riscontrate, verificare che siano state rispettate tutte le procedure previste dalla normativa e garantire ai cittadini informazioni chiare e tempestive”. In tal senso è una buona notizia l’annuncio di un campionamento di Arpa nel periodo agosto-settembre.</p>
<p><b> </b></p>
<p dir="ltr">“Anche in vista dei prossimi rilevamenti continueremo a vigilare e a chiedere la massima trasparenza per i cittadini e per il territorio” conclude Rossi.</p>
<p dir="ltr">
<p dir="ltr"><a href="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2026/06/ITRRI_2_Superamento-dei-limiti-di-manganese-nelle-acque-sotterranee-e-gestione-dei-conferimenti-presso-la-discarica-di-Maggiora-NO-¿¿¿-Azioni-di-verifica-e-tutela-della-salute-pubblica.pdf">IL TESTO DELL&#8217;INTERROGAZIONE</a></p>
<p dir="ltr"><a href="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2026/06/risposta-interrogazione-manganese-Maggiora.pdf">LA RISPOSTA ALL&#8217;INTERROGAZIONE</a></p>
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		<title>Rifiuti contenenti amianto a Maggiora? La giunta non risponde</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Dec 2025 18:18:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
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					<description><![CDATA[Questa mattina, dopo due mesi, hanno finalmente risposto alla mia seconda interrogazione sui rifiuti contenenti amianto rinvenuti a Torino e al transito degli stessi nel novarese. Nel testo c’erano domande puntuali rispetto a una situazione che diversi cronisti avevano riportato e su cui l’assessore all’ambiente Marnati mi aveva già dato una risposta parziale. Quanto è [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Questa mattina, dopo due mesi, hanno finalmente risposto alla mia seconda interrogazione sui rifiuti contenenti amianto rinvenuti a Torino e al transito degli stessi nel novarese.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel testo c’erano domande puntuali rispetto a una situazione che diversi cronisti avevano riportato e su cui l’assessore all’ambiente Marnati mi aveva già dato una risposta parziale. Quanto è durato lo stoccaggio a Maggiora? Dove sono stati trasferiti i rifiuti? Esiste un piano regionale per il coordinamento tra enti quando si verificano situazioni simili?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo due mesi mi sarei aspettato risposte puntuali, invece, per l’ennesima volta, ho ricevuto una “non risposta”. È una mancanza grave non nei miei confronti ma nei confronti dei cittadini che hanno il diritto di essere informati soprattutto su tematiche così delicate. Ma non mi arrendo. Troveremo altri modi per avere informazioni trasparenti da fornire ai cittadini.</p>



<div data-wp-interactive="core/file" class="wp-block-file"><object data-wp-bind--hidden="!state.hasPdfPreview" hidden class="wp-block-file__embed" data="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2025/12/ITR_2_Ritrovamento-amianto-cantieri-SMAT-e-relativo-stoccaggio-e-smaltimento.pdf" type="application/pdf" style="width:100%;height:600px" aria-label="Incorporamento di ITR_2_Ritrovamento amianto cantieri SMAT e relativo stoccaggio e smaltimento."></object><a id="wp-block-file--media-52ca75d9-46ca-474f-a1b9-65142ea5a120" href="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2025/12/ITR_2_Ritrovamento-amianto-cantieri-SMAT-e-relativo-stoccaggio-e-smaltimento.pdf">ITR_2_Ritrovamento amianto cantieri SMAT e relativo stoccaggio e smaltimento</a><a href="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2025/12/ITR_2_Ritrovamento-amianto-cantieri-SMAT-e-relativo-stoccaggio-e-smaltimento.pdf" class="wp-block-file__button wp-element-button" download aria-describedby="wp-block-file--media-52ca75d9-46ca-474f-a1b9-65142ea5a120">Download</a></div>



<div data-wp-interactive="core/file" class="wp-block-file"><object data-wp-bind--hidden="!state.hasPdfPreview" hidden class="wp-block-file__embed" data="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2025/12/risposta_maggiora.pdf" type="application/pdf" style="width:100%;height:600px" aria-label="Incorporamento di risposta_maggiora."></object><a id="wp-block-file--media-192f7dad-6ad2-4c71-b07d-2b53fbe6e3cf" href="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2025/12/risposta_maggiora.pdf">risposta_maggiora</a><a href="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2025/12/risposta_maggiora.pdf" class="wp-block-file__button wp-element-button" download aria-describedby="wp-block-file--media-192f7dad-6ad2-4c71-b07d-2b53fbe6e3cf">Download</a></div>
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		<title>Interrogazione su rifiuti e amianto nel novarese</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Oct 2025 15:34:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Regione Piemonte]]></category>
		<category><![CDATA[amianto]]></category>
		<category><![CDATA[discarica]]></category>
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					<description><![CDATA[Dai lavori dell’idropolitana di Torino rifiuti non pericolosi contenenti amianto all’impianto di Maggiora Martedì 30 settembre 2025 ho presentato un&#8217;interrogazione in aula per fare un po’ di chiarezza su un tema delicato. Ho raccolto la forte preoccupazione del territorio rispetto alla notizia dello stoccaggio temporaneo nel novarese di rifiuti contenenti amianto&#160; derivanti dagli scavi per [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Dai lavori dell’idropolitana di Torino rifiuti non pericolosi contenenti amianto all’impianto di Maggiora</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Martedì 30 settembre 2025 ho presentato un&#8217;interrogazione in aula per fare un po’ di chiarezza su un tema delicato. Ho raccolto la forte preoccupazione del territorio rispetto alla <a href="https://www.lastampa.it/torino/2025/09/19/news/amianto_italia_61_cantiere_idropolitana-15315473/">notizia</a> dello stoccaggio temporaneo nel novarese di rifiuti contenenti amianto&nbsp; derivanti dagli scavi per i lavori dell’idropolitana di Torino.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’assessore Marnati nella risposta ha dichiarato che i rifiuti contenenti amianto sono stati conferiti in discariche lombarde. Altri sono in un sito temporaneo (non meglio identificato), mentre è stato precisato che nell’impianto Savoini GMG srl di Maggiora, sono stati conferiti &#8220;rifiuti non pericolosi contenenti amianto&#8221;, ma non ha riferito rispetto ai tempi di permanenza. Continuerò monitorare la situazione e torneremo sul tema con un’interrogazione ordinaria per chiarire altri punti relativi alle procedure di sicurezza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Piemonte ha pagato un prezzo molto alto per l’amianto. Occorre la massima trasparenza e la massima attenzione possibile nei confronti dei cittadini e delle comunità locali quando si affrontano questi temi.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2025/10/ITR_2_Stazionamentodiamiantonelterritorionovarese.pdf">Leggi qui il testo della mia interrogazione</a></p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2025/10/risposta_amianto.pdf">Leggi qui il testo della risposta dell&#8217;assessore</a></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Rapporto Ispra: In Piemonte non si arresta il consumo di suolo. A Novara va il primato della percentuale di territorio utilizzato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Dec 2024 12:20:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
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					<description><![CDATA[“Il report Ispra sul consumo di suolo 2023 in Italia conferma il Piemonte al quarto posto dietro Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna con 170.769 ettari di territorio consumati. Stiamo parlando della cementificazione di una superficie pari ad oltre 210mila campi da calcio in un solo anno: l’ennesima conferma di quanto sia necessario un cambiamento di [&#8230;]]]></description>
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<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="700" height="700" src="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2024/12/logistica4-700x700.png" alt="" class="wp-image-7370" srcset="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2024/12/logistica4-700x700.png 700w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2024/12/logistica4-300x300.png 300w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2024/12/logistica4-150x150.png 150w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2024/12/logistica4-768x768.png 768w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2024/12/logistica4.png 1080w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">“Il report Ispra sul consumo di suolo 2023 in Italia conferma il Piemonte al quarto posto dietro Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna con 170.769 ettari di territorio consumati. Stiamo parlando della cementificazione di una superficie pari ad oltre 210mila campi da calcio in un solo anno: l’ennesima conferma di quanto sia necessario un cambiamento di rotta culturale a partire da una rigorosa programmazione su questo tema”. Lo afferma il consigliere regionale e segretario del PD Piemonte Domenico Rossi commentando i dati del report dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale. “Non possiamo più rimandare di fronte ai nuovi dati dell’ISPRA” precisa il consigliere Dem, registrando che gli incrementi maggiori di consumo di suolo per l’ultimo anno si sono verificati in Veneto (+891 ettari), Emilia-Romagna (+815), Lombardia (+780), Campania (+643) e appunto Piemonte (+553). “Senza contare &#8211; precisa Rossi &#8211; che la perdita di capacità del terreno di assorbire e trattenere l’acqua e regolare il ciclo idrologico, secondo Ispra, costa al Paese oltre 400 milioni di euro all&#8217;anno che si sommano alla diminuzione della qualità dell&#8217;habitat, alla perdita della produzione agricola, allo stoccaggio di carbonio e alla regolazione del clima”.<br>&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Guardando al territorio regionale in termini assoluti la città metropolitana di Torino guida la classifica con 58.608 ettari consumati seguita dalle province di Cuneo (36.756) e Alessandria (25.414) ma è ancora una volta la provincia di Novara a primeggiare in termini percentuali con l’11% del proprio territorio (15.000 ha) ‘bruciati’ in un solo anno. “Una delle cause principali di consumo di suolo è legata agli insediamenti logistici. Solo nell’ultimo anno sono 504 gli ettari consumati con questa destinazione d’uso, quantità pressoché identica a quella dell’anno precedente (505 ha) che si aggiunge a un consumo cumulato dal 2006 di circa 5.606 ettari.” aggiunge Rossi. “In tal senso ritengo che la PDL ‘<em>Norme per la pianificazione degli insediamenti logistici di rilevanza sovracomunale</em>’ possa contribuire alla necessità di un&nbsp; pianificazione oggi inesistente che punti a governare i processi di insediamento da un lato e tutelare le aree agricole e il paesaggio dall’altro. Ma non solo, la programmazione serve anche a tutelare la manifattura che rischia di essere fagogitata”, precisa il consigliere.&nbsp;<br></p>



<p class="wp-block-paragraph">“L’alternativa alla programmazione, come abbiamo già visto in passato per altri settori, è la resa alle richieste del mercato senza un equilibrio con le altre esigenze del territorio, da quelle ambientali a quelle del settore manifatturiero. Mi auguro che il Presidente Cirio e la maggioranza vogliano entrare nel merito della discussione senza atteggiamenti pregiudiziali e che si lavori seriamente a un censimento delle aree dismesse al fine di renderle disponibili per nuovi insediamenti” commenta il consigliere Dem.<strong>“Serve una svolta prima di tutto culturale con risvolti concreti nelle nostre scelte amministrative. Se continuiamo a vivere come se il suolo fosse una risorsa rinnovabile o di cui possiamo fare a meno ipotechiamo il futuro delle giovani generazioni” conclude Rossi.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Un convegno sulla PDL 54 per la logistica sovracomunale</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Nov 2024 17:28:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
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					<description><![CDATA[Ci vediamo il&#160;22 novembre alle ore 17&#160;nell&#8217;aula magna del Convitto Carlo Alberto&#160;a Novara per parlare di logistica in Piemonte e nel novarese.&#160; Un confronto con tutte le realtà, dai sindacati agli imprenditori passando per gli amministratori e i cittadini, durante il quale presenteremo la Proposta di Legge n.54 che ho presentato in Consiglio regionale. Una [&#8230;]]]></description>
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<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="700" height="350" src="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2024/11/copertina-700x350.png" alt="" class="wp-image-7363" srcset="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2024/11/copertina-700x350.png 700w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2024/11/copertina-300x150.png 300w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2024/11/copertina-768x384.png 768w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2024/11/copertina-1536x768.png 1536w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2024/11/copertina-2048x1024.png 2048w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Ci vediamo il&nbsp;<strong>22 novembre alle ore 17</strong>&nbsp;nell&#8217;<strong>aula magna del Convitto Carlo Alberto&nbsp;</strong>a Novara per parlare di logistica in Piemonte e nel novarese.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un confronto con tutte le realtà, dai sindacati agli imprenditori passando per gli amministratori e i cittadini, durante il quale presenteremo la <a href="http://arianna.cr.piemonte.it/iterlegfo/datiiter.do?numAttoLungo=120054&amp;link_id=2&amp;can_id=da856a733bf5676b3c1f5f6a68d71ee1&amp;source=email-news-e-prossimi-appuntamenti-ti-aspetto&amp;email_referrer=email_2533086&amp;email_subject=ci-vediamo-venerd_">Proposta di Legge n.54</a> che ho presentato in Consiglio regionale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una legge che consenta di<strong>&nbsp;governare il proliferare di insediamenti logistici nella nostra regione è urgente</strong>&nbsp;perché, purtroppo, la Regione ha abdicato al suo ruolo di ente programmatore e le iniziative di insediamento crescono senza alcun governo da parte delle istituzioni e le criticità vengono tutte scaricate sui Comuni e gli enti locali.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con la presentazione della PDL <strong>comincia un percorso</strong>. Il testo si apre, infatti, al <strong>contributo di tutte le realtà che intendono lavorare per migliorare il testo</strong> e portare all’approvazione una norma che possa fare la differenza per i nostri territori. </p>
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		<title>LOGISTICA. ROSSI E PENTENERO (PD): “SERVE UNA LEGGE REGIONALE CHE PIANIFICHI GLI INSEDIAMENTI”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Oct 2024 09:40:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicato stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Proposte di Legge]]></category>
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					<description><![CDATA[“Una legge che consenta di governare il proliferare di insediamenti logistici nella nostra regione è urgente perché, purtroppo, la Regione ha abdicato al suo ruolo di ente programmatore e le iniziative di insediamento crescono senza alcun governo da parte delle istituzioni e le criticità vengono tutte scaricate sui Comuni e gli enti locali” afferma il [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">“Una legge che consenta di governare il proliferare di insediamenti logistici nella nostra regione è urgente perché, purtroppo, la Regione ha abdicato al suo ruolo di ente programmatore e le iniziative di insediamento crescono senza alcun governo da parte delle istituzioni e le criticità vengono tutte scaricate sui Comuni e gli enti locali” afferma il consigliere regionale <strong>Domenico Rossi</strong>, primo firmatario della PDL “<em>Norme per la pianificazione degli insediamenti logistici di rilevanza sovracomunale</em>” presentata ieri in consiglio regionale e sottoscritta da tutti i consiglieri del gruppo del Partito Democratico a Palazzo Lascaris.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Non possiamo rassegnarci all’inarrestabile processo di consumo di suolo così come alla prospettiva che la logistica sia l’unica vocazione del nostro territorio, anche a discapito del settore manifatturiero, e in particolare di province come il novarese e l’alessandrino. Oggi ci sono Comuni lasciati soli a confrontarsi con i grandi colossi della logistica senza un minimo di supporto e coordinamento” rilancia la capogruppo regionale <strong>Gianna Pentenero</strong>&nbsp; ricordando come la proposta si riferisca ad insediamenti superiori ai quattro ettari.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">“L’obiettivo della PDL è proprio quello di dotare Regione Piemonte di uno strumento di programmazione per gli insediamenti logistici di grandi dimensioni. Nel testo sono indicati i criteri per definire gli ambiti idonei per tale tipologia di insediamenti, le competenze assegnate alle Province in termini di individuazione di tali ambiti, i vincoli e le tipologie di accordi territoriali da sottoporre a studi di sostenibilità ambientale e territoriale” spiegano i rappresentati Dem. “Va ricordato &#8211; aggiungono &#8211; che nella scorsa legislatura ogni tentativo di intervento su una riforma della legge urbanistica ha dato esiti disastrosi e, in attesa di un provvedimento organico in tal senso, ci auguriamo che questa proposta sia da stimolo per affrontare in aula una discussione costruttiva su un tema tanto importante”.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Non si tratta di un duello muscolare tra tutela dell’ambiente e logistica bensì di un processo che tenga insieme sviluppo sostenibile ed efficienza dell’intero sistema logistico della nostra regione per trasformarla davvero in un polo centrale a livello europeo” chiariscono Rossi e Pentenero.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Con la presentazione della PDL comincia un percorso. Il testo si apre, infatti, al contributo di tutte le realtà che intendono lavorare per migliorare il testo e portare all’approvazione una norma che possa fare la differenza per i nostri territori” concludono i consiglieri democratici.&nbsp;</p>
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		<title>Sviluppo progetto Novara Ecologistica: un’interrogazione all’assessore per chiarire lo schema di accordo di pianificazione </title>
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		<dc:creator><![CDATA[Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Mar 2024 16:04:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicato stampa]]></category>
		<category><![CDATA[consumo suolo]]></category>
		<category><![CDATA[Domenico Rossi]]></category>
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					<description><![CDATA[“La preoccupazione del Comitato per Pernate è la preoccupazione di tutti coloro che hanno a cuore il territorio e la sicurezza dei cittadini. Non si tratta di contrapporre ambiente a lavoro o sviluppo ma di scegliere nuovi modelli, peraltro già esistenti, che tengano insieme cura del pianeta e cura dell’uomo incentivando visioni e pratiche circolari” [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">“La preoccupazione del Comitato per Pernate è la preoccupazione di tutti coloro che hanno a cuore il territorio e la sicurezza dei cittadini. Non si tratta di contrapporre ambiente a lavoro o sviluppo ma di scegliere nuovi modelli, peraltro già esistenti, che tengano insieme cura del pianeta e cura dell’uomo incentivando visioni e pratiche circolari” dichiara il Consigliere Regionale Domenico Rossi intervenendo sull’approvazione della delibera di Giunta Regionale n. 2-8249 approvata il 4 marzo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il documento darebbe il via libera allo schema di accordo di pianificazione da sottoscrivere insieme con la Provincia e i Comuni di Novara e Galliate per il nuovo insediamento <em>Novara Ecologistica</em> per un totale di circa 800 mila metri quadrati di sviluppo logistico. “Ci sono alcune questioni che vanno chiarite e per questo ho presentato un’interrogazione che chiede alla Giunta regionale di spiegare: se l’accordo di pianificazione sia coerente con il Piano Paesaggistico Regionale; su quali studi o progetti sia stata quantificata la somma 4,5 milioni di euro a carico anche del proponente per le opere necessarie alla tutela del sistema idraulico complessivo e alla sicurezza idraulica del torrente Terdoppio e della roggia Mora; come si intenda procedere qualora venga accolto il pendente ricorso al TAR, avanzato dai cittadini di Pernate sulla delibera n. 51 del 31.01.23 della Giunta Municipale del Comune di Novara” spiega il consigliere Novarese.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Sono questioni sostanziali a cui dare risposte puntuali perché la vocazione logistica del territorio non può e non deve coincidere con la disponibilità a costruire ovunque come, di fatto, sta avvenendo” prosegue Rossi tornando ad auspicare un cambio di passo della Regione. “E’ evidente &#8211; conclude &#8211; la necessità, non più rinviabile, di una programmazione su questo tema attraverso la quale la Regione possa assumere il ruolo di regista e che deve prendere in considerazione almeno il livello provinciale. Solo in questo modo si garantirebbe un equilibrio tra gli interessi di specifici settori e i beni comuni, evitando che siano le esigenze del mercato a modificare il paesaggio e le scelte delle istituzioni”.&nbsp;</p>
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		<title>Rossi: Il polo logistico di Pernate è uno scempio. Non c’è sviluppo possibile senza cura dell’ambiente.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Apr 2023 09:04:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicato stampa]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
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		<category><![CDATA[Piemonte]]></category>
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					<description><![CDATA[Più di 400 persone oggi nel corteo organizzato dal Comitato per Pernate contro la decisione della giunta Canelli di approvare la costruzione del polo logistico a ridosso della frazione.“La mobilitazione di oggi pomeriggio è un segnale che la giunta Canelli non può ignorare. I cittadini novaresi, le associazioni ambientaliste, i sindacati e i partiti di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">Più di 400 persone oggi nel corteo organizzato dal <strong>Comitato per Pernate</strong> contro la decisione della giunta Canelli di approvare la costruzione del polo logistico a ridosso della frazione.</span><span style="font-weight: 400;">“<em>La mobilitazione di oggi pomeriggio è un segnale che la giunta Canelli non può ignorare. I cittadini novaresi, le associazioni ambientaliste, i sindacati e i partiti di opposizione hanno dato un segnale chiaro: salviamo Pernate per salvare Novara</em>” il commento di Rossi.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“<em>Viviamo nell&#8217;epoca della crisi ecologica e parliamo di siccità già da febbraio. Non può esserci sviluppo senza cura dell’ambiente. Il Piemonte e Novara sono maglia nera per il consumo di suolo e la destra continua a ignorarlo. La vocazione logistica del nostro territorio non può diventare esclusiva</em>” e aggiunge il segretario  “<em>la politica deve rivendicare il suo primato nel governare i processi. Non possono decidere i privati come si trasforma il territorio</em>”</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il <strong>Partito Democratico</strong> si schiera compatto a fianco dei cittadini novaresi e il segretario lancia una sfida alla destra, anche in Regione: “<em>la Regione Piemonte e Cirio adottino una pianificazione sovracomunale che definisca dove va portato avanti lo sviluppo e dove, invece, l’ambiente non può essere sacrificato in nome degli interessi privati. Lo dobbiamo alle giovani generazioni alle quali non possiamo lasciare in eredità le conseguenze negative delle nostre scelte</em>”.</span></p>
<p><br style="font-weight: 400;" /><br style="font-weight: 400;" /></p>
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		<title>Piano cave: uno scempio ambientale e paesaggistico</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Jan 2023 14:44:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Cave]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicato stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Regione Piemonte]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[consumo di suolo]]></category>
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		<category><![CDATA[Prae]]></category>
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					<description><![CDATA[Con il Piano Regionale nei prossimi 10 anni si potranno estrarre 300 milioni di metri cubi di terreno, il triplo del decennio precedente]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;"><strong>ROSSI &#8211; GALLO: “Il Piano cave è uno scempio ambientale e paesaggistico. Nei prossimi 10 anni si potranno estrarre 300 milioni di metri cubi di terreno, il triplo del decennio precedente”</strong></span></p>
<p>Il 16 dicembre 2022 la Giunta regionale ha adottato il <strong>PRAE</strong>. Entro il 20 febbraio 2023 tutti possono presentare osservazioni. A seguire l&#8217;autorità competente per la VAS esprime il proprio parere motivato entro il termine di quarantacinque giorni dalla data del termine della presentazione delle osservazioni. A quel punto la Giunta approverà nuovamente il PRAE per poi portare in consiglio regionale il testo per l’approvazione definitiva.</p>
<p><span style="font-weight: 400;">“<em>Il <strong>Piano Regionale per le attività estrattive</strong> (PRAE) adottato dalla Giunta Regionale&nbsp; avrebbe dovuto avere il difficile compito di <strong>equilibrare attività estrattiva e rispetto dell’ambiente e del paesaggio, tutela della salute pubblica e norme urbanistiche</strong>. Invece, è stato tradito lo spirito che aveva ispirato la norma e <strong>il documento è diventato, un “via libera” per le imprese</strong> che nei prossimi 10 anni potranno estrarre materiali in quantità più di <strong>tre volte superiori</strong> a quelle degli ultimi 10 anni: doveva essere un passo avanti, ma se ne fanno tre indietro. In questo momento dove la crisi climatica, energetica e ambientale è sotto l&#8217;occhio di tutti, la regione Piemonte si muove come se fossimo nel secolo scorso</em>” dichiarano </span><b>Domenico Rossi</b><span style="font-weight: 400;">, primo firmatario della Legge regionale 23/2016, e </span><b>Raffaele Gallo</b><span style="font-weight: 400;">, capogruppo PD a Palazzo Lascaris.&nbsp;</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“<em>I volumi concessi allo stato attuale sono esorbitanti.&nbsp; Per quanto riguarda il comparto degli aggregati per le costruzioni e le infrastrutture (sabbia e ghiaia): se il fabbisogno calcolato su quanto estratto negli ultimi 10 anni è pari a 63 milioni di metri cubi, nei prossimi 10 (la vigenza del PRAE) saranno autorizzabili ben <strong>101 milioni di metri cubi</strong>, esclusi i volumi già autorizzati e non ancora scavati che ammontano a circa <strong>95 milioni di metri cubi,</strong> per un totale, quindi, di <strong>196 milioni</strong>. <strong>Il</strong> <strong>triplo degli ultimi 10 anni</strong>, durante i quali l’unico piano esistente era quello della Provincia di Novara. Ma anche per le pietre ornamentali e i materiali industriali la situazione è analoga, tanto che, se si sommano le diverse categorie, <strong>il totale di materiale estraibile è pari a 306 milioni di metri cubi</strong> contro un fabbisogno di 96</em> ” afferma Rossi.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“<em>Cosa può giustificare questi numeri? Forse un piano di opere pubbliche stratosferico? O la&nbsp; costruzione di intere nuove città? Nulla di tutto questo: il Piemonte registra un calo demografico e, in questa fase, l’attività edilizia è orientata alle ristrutturazioni. La verità è che si vuole vanificare la pianificazione, facendo in modo che ogni richiesta delle imprese sia accolta. <strong>Invece di limitare il consumo di una risorsa finita e agganciarla ai bisogni reali dell’economia si rinuncia a svolgere il ruolo di mediatori dei diversi interessi per assecondarne uno solo, quello privato</strong>. Con la situazione limite in cui tutte le risorse disponibili ammontano a circa 244 milioni di metri cubi, pertanto qualora nel prossimo decennio si arrivasse alla soglia massima, rischieremmo di esaurirle quasi del tutto</em>” aggiunge il consigliere Dem.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“<em><strong>Tutto questo ricadrà sulla testa dei sindaci</strong> che, oltre a essere stati poco coinvolti, non potranno decidere per il loro territorio e dovranno anche subire la salvaguardia per cui le schede con gli ampliamenti delle cave saranno sovraordinate rispetto ai piani regolatori anche nelle more dell’approvazione del piano. Un piano scritto con i cavatori per i cavatori e che ignora tutti gli altri interessi in gioco nel settore estrattivo</em>” commenta Gallo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“<em>Ma non è solo lo spirito della legge regionale ad essere tradito</em> &#8211; ricorda Rossi &#8211; <em>anche le promesse fatte ai cittadini dal Presidente Cirio. Ancora da parlamentare europeo, in più di un’occasione proprio Cirio si era detto favorevole al blocco della proliferazione delle cave soprattutto nella zona di <strong>Valledora tra Biella e Vercelli</strong>. Eppure anche per quell’area si parla di estensioni possibili da 1 milione a 3 milioni di metri quadri</em>”.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ovunque si assiste a un potenziale consumo di suolo allarmante: <strong>+60% per Novara, +45% per VCO, +132% per VC-BI, +241% AL-AT, +146% CN e +69% TO</strong>. “<em>In questa fase storica in cui si parla di transizione ecologica e di economia circolare la Giunta Cirio è rimasta agli anni ‘70 del boom economico. Basta guardare le poche paginette dedicate agli <strong>aggregati riciclati</strong>: nulla di concreto, nonostante, anche grazie al superbonus 110%, stanno aumentando i rifiuti inerti. Il PRAE piemontese si ferma alla constatazione che si tratta di un prodotto che non trova molto spazio nel mercato</em>” spiega Rossi.&nbsp;</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“<em>Chi guida questa regione lo sta facendo con gli occhi bendati … ma <strong>a pagare le conseguenze saranno i passeggeri/cittadini</strong>. Ci auguriamo che i sindaci e le associazioni di rappresentanza dei Comuni intervengano a tutela del territorio e dei cittadini. Con i colleghi del gruppo del Partito Democratico non faremo mancare una <strong>ferma opposizione</strong> al tentativo di ritorno al passato della Giunta Cirio</em>” concludono i consiglieri Democratici.</span></p>
<div style="position: relative; width: 100%; height: 0; padding-top: 56.2500%; padding-bottom: 0; box-shadow: 0 2px 8px 0 rgba(63,69,81,0.16); margin-top: 1.6em; margin-bottom: 0.9em; overflow: hidden; border-radius: 8px; will-change: transform;"><iframe style="position: absolute; width: 100%; height: 100%; top: 0; left: 0; border: none; padding: 0; margin: 0;" src="https://www.canva.com/design/DAFXKbIzah8/view?embed" allowfullscreen="allowfullscreen">&lt;br /&gt;<br />
</iframe></div>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Affrontare con urgenza la crisi ecologica: serve un cambio di passo della maggioranza e della Giunta.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Feb 2022 15:07:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicato stampa]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamenti climatici]]></category>
		<category><![CDATA[consiglio regionale]]></category>
		<category><![CDATA[Domenico Rossi]]></category>
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					<description><![CDATA[Si è tenuto oggi il Consiglio regionale aperto finalizzato a aprire un confronto con tutti i soggetti interessati su misure e interventi concreti sullo stato di emergenza eco-climatica e raggiungere l’obiettivo dell’Ue della riduzione del 55% delle emissioni climalteranti entro il 2030. “Il Consiglio aperto di oggi ha rappresentato una grande opportunità di ascolto e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">Si è tenuto oggi il Consiglio regionale aperto finalizzato a aprire un confronto con tutti i soggetti interessati su misure e interventi concreti sullo stato di emergenza eco-climatica e raggiungere l’obiettivo dell’Ue della riduzione del 55% delle emissioni climalteranti entro il 2030.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“Il Consiglio aperto di oggi ha rappresentato una grande opportunità di ascolto e di apprendimento per i decisori politici regionali </span><span style="font-weight: 400;">e spiace che una parte della maggioranza abbia ancora un approccio negazionista e relativista rispetto al problema</span><span style="font-weight: 400;">. Occorre, </span><span style="font-weight: 400;">invece</span><span style="font-weight: 400;">, superare il livello della propaganda e agire di conseguenza” afferma il consigliere Regionale </span><b>Domenico Rossi</b><span style="font-weight: 400;">. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“Nel corso della discussione è emerso con chiarezza &#8211; aggiunge il consigliere Dem &#8211; come l’emergenza non sia climatica, ma ecologica. La posta in gioco non è il rispetto dell’ambiente, ma la sopravvivenza della specie umana. Sono tante le cose da fare con urgenza, ma vanno inserite in una comprensione del fenomeno che deve partire dalla revisione del rapporto che abbiamo con l’ambiente circostante e con i nostri simili: non più contro, ma interdipendenti, come ci ha insegnato la pandemia. Ci si evolve e ci si salva solo insieme. Vale per l’ambiente, ma vale anche per la crisi sociale”.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Purtroppo però il Consiglio Regionale aperto ha registrato ancora una volta la più totale incoerenza della Giunta Cirio tra ciò che dice e ciò che fa. “Oggi discutiamo di emergenza ambientale e domani affronteremo una legge in materia urbanistica che apre ad un’edilizia selvaggia, con buona pace delle tante belle parole sul consumo del suolo. Oggi discutiamo di futuristici treni all’idrogeno e da domani torneremo a parlare, in Commissione Trasporti, di vecchie linee ferroviarie sospese. Siamo perfettamente al corrente e ce l’ha ripetuto più volte l’Assessore Gabusi, che la Giunta Cirio non ha previsto a bilancio nemmeno le risorse per garantire le linee oggi attive, altro che aprirne di nuove!” dichiara il Consigliere regionale del Partito Democratico </span><b>Alberto Avetta</b><span style="font-weight: 400;">. “Nel frattempo in Emilia Romagna l’età media dei treni è scesa a 1 anno e da noi resta vicina ai 20 anni. In queste condizioni come pensiamo di convincere i piemontesi a utilizzare il treno? Come pensiamo di convincerli a rispettare le regole di pianificazione urbanistica quando di fatto facciamo leggi di principio e poi, con la scusa della semplificazione, introduciamo deroghe edilizie anche per le zone alluvionabili? Tutto questo è davvero paradossale!” prosegue il rappresentante Dem.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“E’ giunto il tempo di un cambio di rotta radicale che metta al centro dell’azione della Regione la riduzione delle emissioni climalteranti, lo stop del consumo di suolo e la sua rigenerazione, la promozione di un passaggio all’economia circolare, la difesa della biodiversità e la lotta alle diseguaglianze” concludono </span><b>Rossi</b><span style="font-weight: 400;"> e </span><b>Avetta</b><span style="font-weight: 400;"> sottolineando che: “Le risorse del PNRR non devono essere utilizzate per svuotare i cassetti di vecchi progetti, ma aiutare il Piemonte ad essere all’altezza della sfida che abbiamo di fronte. Analogamente è necessario rendere strutturale l’ascolto e la partecipazione dei cittadini e proprio su quest’ultimo aspetto il gruppo del PD presenterà una proposta di legge nei prossimi giorni ispirata al principio delle assemblee deliberanti.</span></p>
<p><strong>ECCO UNO STRALCIO DEL MIO INTERVENTO IN AULA:</strong></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il Consiglio aperto sull’emergenza climatica di oggi, 21 febbraio 2022, ha rappresentato una grande opportunità di ascolto e di apprendimento per i decisori politici regionali. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Per questo, nel mio intervento, ho voluto ringraziare anche a nome di tutto il Gruppo del Partiti Democratico, tutti coloro che sono intervenuti a partire dai  militanti di</span> Extinction Rebellion Torino<span style="font-weight: 400;">, di Fridays for future e tutti gli altri che in meno di tre anni ci hanno letteralmente obbligati a fermarci per interrogarci sulla crisi più grande che abbiamo di fronte, che si intreccia profondamente con la pandemia Covid e che ha segnato profondamente le nostre vite negli ultimi due anni. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ho cercato di mettere a fuoco l’elemento di fondo di ciò che stiamo vivendo,.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La crisi non è climatica, non è sanitaria ma è ecologica. Il clima impazzito, così come la pandemia, sono sintomi diventati così grandi, così dolorosi che, semplicemente, non ci permettono più di rimandare o di non vedere. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ma che cosa vuole dire che la crisi è ecologica? Significa tante cose. Io vorrei cominciare a rispondere a questa domanda con una storia. La storia della “farfalla pane e burro” di Lews Carrol in &#8220;Alice nello Specchio&#8221; citata da Gregory Bateson:</span></p>
<p style="padding-left: 40px;"><i><span style="font-weight: 400;">“Eccola lì, che sta zampettando vicino ai tuoi piedi”, disse la Zanzara (Alice tirò indietro i piedi, un po’ allarmata) “la Farfalla-Pane-e-Burro. Le sue ali sono fettine sottilissime di pane spalmate col burro, il corpo è un pezzo di crosta e la testa è una zolletta di zucchero”.</span></i></p>
<p style="padding-left: 40px;"><i><span style="font-weight: 400;">“E di che cosa si nutre?”</span></i></p>
<p style="padding-left: 40px;"><i><span style="font-weight: 400;">“Di tè leggero con panna”.</span></i></p>
<p style="padding-left: 40px;"><i><span style="font-weight: 400;">Venne in mente ad Alice una difficoltà imprevista. “E se non lo trova?” chiese.</span></i></p>
<p style="padding-left: 40px;"><i><span style="font-weight: 400;">“Allora muore, naturalmente”.</span></i></p>
<p style="padding-left: 40px;"><i><span style="font-weight: 400;">“Ma è una cosa che le deve capitare spesso” osservò Alice, pensierosa.</span></i></p>
<p style="padding-left: 40px;"><i><span style="font-weight: 400;">“Le capita sempre” rispose la Zanzara.</span></i></p>
<p style="padding-left: 40px;"><i><span style="font-weight: 400;">Dopo di che, Alice restò zitta per un paio di minuti, soprappensiero…</span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La farfalla, possiamo commentare con Gregory Bateson, è morta di un doppio vincolo, dell’impossibilità di un adattamento contraddittorio. Se la farfalla dovesse trovare il cibo morirebbe, sciogliendosi in esso. Non le resta che non trovare cibo, e morire ugualmente. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Noi oggi ci troviamo in una situazione di rischio elevato perché ci stiamo mettendo nelle stesse condizioni della farfalla pane e burro. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">I motivi per cui siamo arrivati fino a qui sono tanti, ma quello che sta alla base di tutto è che c’è un modo sbagliato di pensare, di interpretare il nostro ruolo nell’universo. Rivedere  i nostri comportamenti e le nostre scelte politiche senza mettere in discussione l’errore di fondo non servirebbe a nulla.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’idea sbagliata è quella dell’uomo separato dall’ambiente che lo sfrutta e lo domina per i suoi fini. Un errore antico, ma legato in maniera particolare al pensiero dell’Occidente. Fino all’inizio del secolo scorso le retroazioni dell’ambiente sull’azione dell’uomo erano sufficienti a mantenere l’equilibrio e, cosa fondamentale, una certa flessibilità. Con la rivoluzione industriale, l’ascesa del capitalismo e la rivoluzione tecnologica, la capacità dell’uomo di incidere è aumentata esponenzialmente mentre diminuisce sempre di più la capacità dell’ambiente di ripristinare l’equilibrio e la flessibilità necessaria. La natura non riesce a ricreare ciò che viene distrutto, mentre prima la rigenerazione stava al passo. E’ per questo che paghiamo un prezzo altissimo in termini di biodiversità, ad esempio. Sono cose che qualcuno dice da decenni, inascoltato.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nel 1972 ,ad esempio, usciva il rapporto </span><i><span style="font-weight: 400;">I limiti dello </span></i><span style="font-weight: 400;">sviluppo, commissionato al MIT dal Club di Roma, nel quale si dice che se il tasso di crescita di popolazione, industrializzazione, inquinamento, produzione di cibo e sfruttamento delle risorse dovesse continuare a crescere in maniera inalterata, entro i cento anni (dal 1972) si raggiungerà il punto limite, che si tradurrà in un declino improvviso della popolazione e della capacità industriale, a causa della finitezza delle risorse. Viene indicata la linea dello “sviluppo sostenibile” come strada alternativa fondata sul concetto di limite e di risorse rinnovabili.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">C’è poi tutto il pensiero di Edgar Morin che dagli anni ’70 in avanti ci ha messo in guardia dalle storture della nostra cultura. Assieme a Morin tanti hanno contribuito a costruire una visione di sistema che ha trovato una recente autorevole sintesi nella </span><i><span style="font-weight: 400;">Laudato sii </span></i><span style="font-weight: 400;">di Papa Francesco.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Quanto suolo riusciva a consumare l’uomo nel XIX secolo? Quali mezzi aveva a disposizione? Quanti eravamo? Quanto consumavamo? E via di seguito… Oggi la curva si è impennata su tutto. La flessibilità si sta esaurendo, insieme alle risorse e l’equilibrio sta saltando.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Questa è la questione su cui porre la massima attenzione: la separazione e la riduzione di flessibilità e, se non vogliamo finire come la farfalla, occorre agire con urgenza. Significa farlo nella stessa maniera con cui ci si muove di fronte a una pandemia o a una guerra, con la consapevolezza che ogni giorno che passa ci facciamo carico della responsabilità di un disastro in termini di sofferenze e morti. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Noi oggi, invece, sappiamo che l’unità di sopravvivenza non è l’individuo o la specie, ma è l’</span><i><span style="font-weight: 400;">organismo nell’ambiente</span></i><span style="font-weight: 400;">, la relazione… si evolve un sistema. La pandemia lo ha svelato con chiarezza: siamo interdipendenti ed è un errore pensare di poter salvare solo una parte.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Attenzione! E’ in questo passaggio che si capisce perché la crisi ecologica è anche crisi sociale: perché l’errore di fondo è lo stesso (io contro gli altri) e gli esiti si assomigliano. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Serve un cambiamento radicale. A partire dalle nostre premesse culturali. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"> </span><span style="font-weight: 400;">Siamo nell’era planetaria. La Terra è una ed è la casa comune, la patria unica di tutti gli esseri umani. </span><span style="font-weight: 400;">Le ultime scoperte scientifiche ci aiutano in questo. Il grande e il piccolo, il vicino e il lontano, il noi e il voi cambia nelle diverse epoche. Quel grande corpo immenso che era la terra sta diventando sempre di più un punto nell’universo. La stessa globalizzazione deve spingerci in questa direzione.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ecco perché oggi non possiamo fare a meno di riconoscere che </span><i><span style="font-weight: 400;">un vero approccio ecologico diventa sempre un approccio sociale</span></i><span style="font-weight: 400;">, che deve integrare la giustizia nelle discussioni sull’ambiente, per ascoltare </span><i><span style="font-weight: 400;">tanto il grido della terra quanto il grido dei poveri. Lo ha ben sintetizzato nell’Enciclica Laudato si’ di Papa Francesco). </span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Allora dobbiamo mettere in campo tutto quello che abbiamo ascoltato e che abbiamo riportato anche nelle mozioni che abbiamo proposto nella giornata di oggi. Ma occorre convertire le premesse con cui pensiamo e viviamo a partire da un punto fondamentale che è quello dell’Inter-dipendenza. Rivoluzionare il punto di vista: non esiste alcun percorso di crescita, salvezza che mi riguarda come individuo, gruppo o nazione. Esiste solo un percorso che preservi la relazione, il sistema, l’Inter dipendenza. Questo significa: fraternità prima di tutto tra gli esseri umani insieme a </span><span style="font-weight: 400;">un cambio di atteggiamento verso il pianeta di cui siamo custodi e non dominatori</span><span style="font-weight: 400;">.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Allora mettiamo in campo, insieme a tutte le azioni necessarie per:</span></p>
<ul>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">contenere le emissioni</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">proteggere e rigenerare il suolo</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">difendere e promuovere la biodiversità</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">Tutelare il sistema dell’acqua</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">Convertire il sistema economico verso un modello circolare</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">Promuovere una maggiore equità sociale</span></li>
</ul>
<p><span style="font-weight: 400;">Così anche come una maggiore partecipazione dei cittadini. Su questo, condividendo quanto emerso durante la giornata di oggi, il PD già da mesi sta lavorando a una proposta di legge </span><span style="font-weight: 400;">ispirata al principio delle assemblee deliberanti</span><span style="font-weight: 400;"> che presenterà nei prossimi giorni. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Sono legittime le obiezioni, soprattutto dei comuni cittadini, meno quelle di chi è chiamato a scelte politiche e amministrative: chi paga? quanto costa? Non lo reggiamo… Ma la verità è che non reggiamo nemmeno la strada imboccata fino ad ora: non esiste un costo zero. Dobbiamo solo spostare lo sguardo dall’individuo, dalla nostra specie al sistema e restituirgli più flessibilità possibile così che chi viene dopo di noi possa almeno avere l’opportunità di scelta che è stata data a ciascuno di noi.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Lo dobbiamo a questi ragazzi che hanno spinto molto per un consiglio aperto, a loro, ai nostri figli, ai tanti studenti che in questi giorni stanno scendendo in piazza, ma anche a tutti gli altri, ancora di più nei giorni in cui anche la nostra Costituzione non solo inserisce l’ambiente tra i suoi principi fondamentali, ma la responsabilità verso le generazioni future.</span></p>
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