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	<title>beppe &#8211; Domenico Rossi</title>
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	<description>Il futuro è nelle nostre mani</description>
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	<title>beppe &#8211; Domenico Rossi</title>
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		<title>Salva la rete anti tratta del Piemonte</title>
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		<dc:creator><![CDATA[beppe]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Sep 2016 11:36:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interventi in aula]]></category>
		<category><![CDATA[associazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[Le associazioni che si occupano di tutela delle vittime della tratta non saranno lasciate sole. Lo ha ribadito nella mattinata di oggi l&#8217;assessore Monica Cerutti rispondendo in aula a Palazzo Lascaris ad un&#8217;interrogazione presentata dal Consigliere Regionale Domenico Rossi. «Preso atto che nella graduatoria stilata lo scorso 4 agosto dal Dipartimento per le Pari Opportunità [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Le associazioni che si occupano di tutela delle vittime della tratta non saranno lasciate sole. Lo ha ribadito nella mattinata di oggi l&#8217;assessore Monica Cerutti rispondendo in aula a Palazzo Lascaris ad un&#8217;<strong>interrogazione</strong> presentata dal Consigliere Regionale Domenico Rossi. «Preso atto che nella graduatoria stilata lo scorso 4 agosto dal Dipartimento per le Pari Opportunità del Ministero non figurava il Piemonte a causa di un errore nella presentazione della documentazione – spiega il Consigliere Rossi &#8211; mi sono subito messo in contatto con le associazioni, a partire da Liberazione e Speranza, e l&#8217;assessore Cerutti, che ringrazio per l&#8217;attenzione al problema, per individuare un percorso per salvaguardare l&#8217;attività della rete “Piemonte in rete contro la tratta”». Una mobilitazione che ha coinvolto tutti i livelli istituzionali «Un gioco di squadra &#8211; aggiunge Rossi &#8211; che ha garantito le coperture per l&#8217;attività fino al 31 dicembre 2016. L&#8217;assessore ha, infatti, annunciato, da un lato, lo stanziamento di 330mila euro in fase di assestamento di bilancio, dall&#8217;altro con l&#8217;impegno di reperire ulteriori risorse con la predisposizione di un atto di indirizzo per accedere ai finanziamenti POR 2014-2020 per circa un milione di euro, finalizzati al sostegno di progetti di inclusione attiva, orientamento, formazione e inserimento lavorativo, per le vittime di tratta». Non solo. «In una riunione di maggioranza tenutasi nella giornata di ieri, lunedì 5 settembre, sugli assestamenti di bilancio &#8211; precisa il consigliere democratico – mi è stato confermato che altri 400mila euro saranno disponibili per il 2017».</p>
<p>Una correzione in corso d&#8217;opera che consente a “Piemonte in rete contro la tratta” di proseguire un lavoro fondamentale per la tutela, il sostegno e il recupero delle vittime, ma è necessario andare oltre. «Ho presentato un <strong>Ordine del Giorno</strong> che impegna la giunta ad attivarsi nei confronti del Governo affinché il Sistema Nazionale anti tratta venga definitivamente messo a sistema &#8211; precisa Rossi &#8211; superando le attuali criticità a partire della logica di finanziamento attraverso bandi che rischia di non garantire l&#8217;attività in territori fortemente interessati dal fenomeno». Un passaggio fondamentale a livello di sistema come dimostra proprio l&#8217;esito del bando dello scorso 4 agosto: al di là del caso specifico Piemontese, infatti, altre regioni non hanno ricevuto finanziamenti nonostante avessero consegnato una documentazione completa. Risulta dunque necessario uno sforzo ulteriore per applicare tutte le misure previste dalle Convenzioni internazionali in materia, tra cui la Convenzione del Consiglio d’Europa sulla lotta contro la tratta del 2005 e la Direttiva europea 2011/36/UE, e in particolare di quelle finalizzate alla precoce identificazione delle vittime. «Alcuni livelli essenziali &#8211; conclude Rossi &#8211; devono essere sempre garantiti in tutte le regioni, prevedendo, eventualmente, un sistema premiale a favore dei progetti ritenuti maggiormente virtuosi».</p>
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		<title>Allarme Province: condivido l&#8217;allarme lanciato dai Sindacati</title>
		<link>https://domenicorossi.eu/2016/07/28/allarme-province-condivido-lallarme-lanciato-dai-sindacati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[beppe]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Jul 2016 09:03:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Regione Piemonte]]></category>
		<category><![CDATA[province]]></category>
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					<description><![CDATA[Con forte preoccupazione ho preso atto della posizione delle organizzazioni sindacali novaresi  che, in un documento unitario (potete leggerlo cliccando QUI), sollecitano la politica e ciascun rappresentante che opera nei diversi livelli istituzionali ad intervenire rispetto alla riforma delle Province&#8221;. Il consigliere regionale Domenico Rossi commenta così il comunicato stampa sottoscritto da CGIL Novara e Vco, CISL [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div>Con forte preoccupazione ho preso atto della posizione delle organizzazioni sindacali novaresi  che, in un documento unitario <a href="http://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2016/07/comunicato_stampa27__07_2016.doc" target="_blank">(potete leggerlo cliccando QUI</a>), sollecitano la politica e ciascun rappresentante che opera nei diversi livelli istituzionali ad intervenire rispetto alla riforma delle Province&#8221;. Il consigliere regionale Domenico Rossi commenta così il comunicato stampa sottoscritto da CGIL Novara e Vco, CISL PIEMONTE ORIENTALE e  UIL NOVARA. Nel testo si evidenzia come, ad alcuni mesi dall&#8217;entrata in vigore della legge regionale 23/2015 sul riordino delle funzioni amministrative conferite alle Province in attuazione della legge 56/2014, la riduzione dell&#8217;organico e dei finanziamenti rischiano di mettere in dubbio funzioni e servizi ai cittadini. &#8220;Analisi che condivido e criticità  che ho io stesso evidenziato nei mesi scorsi a Torino, a partire dalle preoccupazioni sul settore estrattivo in Provincia di Novara dove si è passati da una situazione che prevedeva l&#8217;impiego di più persone per il servizio estrattivo ad una pianta organica che prevede una sola persona, distaccata dalla Regione, che si occupa di cave&#8221; spiega Rossi. &#8220;Questo in una situazione che vede, sempre come conseguenza della legge regionale 23/2015, il passaggio della funzione delle attività estrattive dai comuni alle province e che quindi avrebbe dovuto prevedere un potenziamento della funzione. Come fa una persona ad autorizzare e controllare tutte le cave presenti sul nostro territorio? Nei fatti, credo, sia impossibile&#8221; aggiunge Rossi. Si tratta di considerazioni che, con le dovute differenze, si possono estendere anche alle altre Province del Piemonte e su cui Domenico Rossi intende tornare. &#8220;Il prossimo appuntamento referendario rappresenta lo spartiacque sul futuro delle province, ne sono consapevole, ma è altrettanto chiaro, al di là dello scenario che prevarrà alle urne, che la priorità deve essere una soltanto: salvaguardare i servizi&#8221; afferma il consigliere Democratico. &#8220;Nei mesi scorsi, come detto &#8211; conclude Rossi &#8211; ho posto il problema in Consiglio Regionale. Da settembre, con la ripresa delle attività in aula, tornerò a farlo proprio sulla base della legge 23 che, all&#8217;articolo 21, prevede una serie di azioni  per il monitoraggio dell&#8217;applicazione della stessa normativa. Una sorta di clausola di salvaguardia e verifica che, alla luce dei fatti, la Regione ha giustamente inserito</div>
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		<title>Discarica di Ghemme: &#8220;Gravi inadempienze del gestore privato: sosteniamo la Provincia e il Consorzio&#8221;</title>
		<link>https://domenicorossi.eu/2016/07/27/discarica-di-ghemme-gravi-inadempienze-del-gestore-privato-sosteniamo-la-provincia-e-il-consorzio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[beppe]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Jul 2016 22:06:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicato stampa]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[discarica]]></category>
		<category><![CDATA[Ghemme]]></category>
		<category><![CDATA[interrogazione]]></category>
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					<description><![CDATA[&#8220;Siamo di fronte ad evidenti inadempienze del gestore privato &#8211; ha dichiarato l&#8217;assessore  Valmaggia -, poniamo la massima attenzione sulla situazione della discarica di Ghemme e siamo a disposizione e della Provincia e del Consorzio al fine di mettere in atto ogni atto necessario per costringere l&#8217;azienda a portare a termine i progetti di recupero [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Siamo di fronte ad evidenti inadempienze del gestore privato &#8211; ha dichiarato l&#8217;assessore  Valmaggia -, poniamo la massima attenzione sulla situazione della discarica di Ghemme e siamo a disposizione e della Provincia e del Consorzio al fine di mettere in atto ogni atto necessario per costringere l&#8217;azienda a portare a termine i progetti di recupero e messa in sicurezza, oltre a far fronte alla situazione di emergenza&#8221;.</p>
<div></div>
<p>Così l&#8217;assessore Valmaggia ha risposto all&#8217;interrogazione presentata oggi dal Consigliere Regionale Domenico Rossi sulla preoccupante situazione della discarica di Ghemme. &#8220;La recente ordinanza del Comune di Ghemme che segue la relazione di Arpa, ASL e Corpo Forestale sulla fuoriuscita di percolato dalle vasche di contenimento deve rappresentare l&#8217;occasione di chiudere definitivamente la partita sulla discarica, che da troppi anni mette a rischio la salute dei cittadini e provoca danni non più tollerabili a livello ambientale e rispetto alla vocazione agroalimentare dell’area&#8221;, spiega il Consigliere Rossi. &#8220;Per questo motivo &#8211; aggiunge il Consigliere Democratico &#8211; ho interrogato l&#8217;Assessore al fine di valutare quale ruolo potrà avere la Regione&#8221;. Valmaggia, pur ricordando come &#8220;le competenze siano in capo alle Province, ha però evidenziato la piena disponibilità di Regione Piemonte a sostenere l&#8217;Ente provinciale e il Consorzio, in tutte le operazioni che si renderanno necessarie affinché il sito venga messo in sicurezza.</p>
<div></div>
<p>Un impegno ribadito sulla base delle informazioni raccolte dall&#8217;assessorato sul sito di Ghemme attraverso Arpa, Corpo Forestale dello Stato, Provincia e Consorzio di Bacino. L&#8217;Assessore regionale, nel ricostruire le ultime vicende relative al sito, ha infatti riferito di vasche di contenimento piene, di due estrattori non funzionanti, teli di copertura divelti su una delle vasche, l&#8217;assenza di un direttore tecnico e, infine, di conferimenti recenti. &#8220;Una fotografia della situazione &#8211; commenta Rossi &#8211; che conferma le preoccupazioni emerse nei giorni scorsi: è necessario fare fronte comune e mettere in campo tutti gli strumenti possibili affinché Daneco porti a termine il programma di capping e recupero dell&#8217;area&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2016/07/elementi-interrogazione-immediata-1176-risposta.pdf" target="_blank">Clicca QUI</a> per scaricare la risposta dell&#8217;AssessoreValmaggia</p>
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		<title>Trecate: Binatti metta da parte i pregiudizi politici e ci ripensi</title>
		<link>https://domenicorossi.eu/2016/07/26/trecate-binatti-metta-da-parte-i-pregiudizi-politici-e-ci-ripensi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[beppe]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Jul 2016 09:32:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[avviso pubblico]]></category>
		<category><![CDATA[resistenza]]></category>
		<category><![CDATA[trecate]]></category>
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					<description><![CDATA[Il neoeletto sindaco di Trecate, Federico Binatti, ha annunciato nei giorni scorsi che intende uscire dal consorzio di comuni che, insieme alle Province di Novara e Vco, sostiene l&#8217;attività dell&#8217;Istituto Storico della Resistenza. «Appare quantomeno strano che, con i tanti problemi, presunti o reali, che proprio il primo cittadino ha evidenziato a Trecate in campagna [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il neoeletto sindaco di Trecate, Federico Binatti, ha annunciato nei giorni scorsi che intende uscire dal consorzio di comuni che, insieme alle Province di Novara e Vco, sostiene l&#8217;attività dell&#8217;Istituto Storico della Resistenza. «Appare quantomeno strano che, con i tanti problemi, presunti o reali, che proprio il primo cittadino ha evidenziato a Trecate in campagna elettorale, il Sindaco annunci tra i suoi primi provvedimenti quello di voler lasciare l&#8217;Istituto Storico Piero Fornara», commenta il consigliere regionale Domenico Rossi. «Leggo sui giornali che si intendono utilizzare le risorse risparmiate per altre attività. Ma c&#8217;è qualcosa che vale più del custodire il fondamento della nostra democrazia? Quando mancherà la memoria di quei valori e degli uomini e delle donne che si sono battuti per la nostra libertà allora avremo compromesso la nostra identità», spiega Rossi.</p>
<p>«Mi permetto di rivolgermi al giovane primo cittadino di Trecate. Caro signor Sindaco &#8211; aggiunge Rossi &#8211; metta da parte i pregiudizi politici, si riconosca nel fondamento che permette anche a lei oggi di essere eletto. Le assicuro che quella quota annuale è un investimento sul futuro».</p>
<p>Analoga riflessione si può estendere alla volontà annunciata dallo stesso Binatti di recedere da Avviso Pubblico. «Se c’è un filo rosso che lega l’insegnamento di uomini quali il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino è proprio la consapevolezza secondo la quale, per liberarci dalle mafie, non è sufficiente la sola repressione ma sono necessari una politica autorevole, delle buone leggi, una scuola funzionante e politiche attive del lavoro. Tutto questo non può essere un compito relegabile alle sole Forze dell’ordine, ma spetta agli insegnanti, alle agenzie educative, agli imprenditori, ai cittadini, e prima di tutti alla politica», commenta Domenico Rossi. «Si tratta &#8211; aggiunge il consigliere democratico &#8211; di un compito che non si può portare avanti in isolamento: occorre “mettersi insieme”, unire le energie, perché le mafie sono organizzate, sono efficienti ed efficaci e se vogliamo avere qualche speranza di vincere dobbiamo essere capaci di “organizzare il coraggio”. Proprio l&#8217;obiettivo che persegue Avviso Pubblico. Non si comprende, inoltre, quale sia la ratio di un provvedimento come questo, in un momento storico in cui le numerose inchieste della DDA di Torino ci consegnano l&#8217;immagine di un Piemonte dove le mafie sono fortemente radicate. Servirebbe al contrario un impegno maggiore nella direzione opposta: rafforzare i legami e gli sforzi, soprattutto quelli collettivi, contro le mafie e mettere in campo tutte le politiche di prevenzione alla diffusione della cultura mafiosa e della corruzione», conclude Rossi.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Beni confiscati e il caso del testimone Mauro Esposito oggi in Commissione Legalità</title>
		<link>https://domenicorossi.eu/2016/07/25/beni-confiscati-e-il-caso-del-testimone-mauro-esposito-oggi-in-commissione-legalita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[beppe]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Jul 2016 16:31:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Antimafia]]></category>
		<category><![CDATA[Regione Piemonte]]></category>
		<category><![CDATA[antimafia]]></category>
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		<category><![CDATA[libera]]></category>
		<category><![CDATA[Mauro Esposito]]></category>
		<category><![CDATA[pino masciari]]></category>
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					<description><![CDATA[Doppio sessione, questa mattina, per la Commissione Legalità del Consiglio regionale. Nella prima parte della mattinata è continuato il confronto dei commissari con gli uffici della Giunta sul tema dei beni confiscati presenti in Regione Piemonte. I funzionari del Gabinetto della Presidenza e dell’ufficio Patrimonio hanno relazionato sullo stato dei beni assegnati o gestiti direttamente [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-medium wp-image-1620 alignleft" src="http://www.rossidomenico.it/wp-content/uploads/2016/02/7473209-kkaD-U10202464667525q3E-568x320@LaStampa.it_-300x169.jpg" alt="7473209-kkaD-U10202464667525q3E-568x320@LaStampa.it_" width="300" height="169" srcset="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2016/02/7473209-kkaD-U10202464667525q3E-568x320@LaStampa.it_-300x169.jpg 300w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2016/02/7473209-kkaD-U10202464667525q3E-568x320@LaStampa.it_.jpg 568w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Doppio sessione, questa mattina, per la Commissione Legalità del Consiglio regionale.<br />
Nella prima parte della mattinata è continuato il confronto dei commissari con gli uffici della Giunta sul tema dei beni confiscati presenti in Regione Piemonte. I funzionari del Gabinetto della Presidenza e dell’ufficio Patrimonio hanno relazionato sullo stato dei beni assegnati o gestiti direttamente dallo Stato e sull’iter relativo alla valorizzazione del Castello di Miasino. «E’ emerso come la maggior parte dei beni presenti sul nostro territorio siano ancora da assegnare – commenta il vice-presidente Rossi – e come, sempre di più in Piemonte, sia necessaria una struttura che faccia da raccordo tra l’Agenzia Nazionale e i comuni, considerato che il numero dei beni confiscati è in aumento in maniera significativa». Sul Castello di Miasino, invece, è stato riportato che la Giunta ha quasi pronto un documento tecnico che dovrebbe servire a indire il bando per la progettazione dei lavori, al quale seguirà, nei mesi successivi, quello per l’esecuzione dei lavori. «La Giunta sta procedendo come annunciato. – continua Rossi &#8211; Il problema, però sono i tempi: troppo lunghi rispetto a quelli annunciati nei mesi scorsi e che impongono la necessità di rivalutare l’ipotesi di utilizzare il parco anche in forma provvisoria, in attesa del riutilizzo definitivo del Castello. Il rischio, altrimenti, è quello di vedere l’apertura del Castello molto in là nel tempo con il risultato di dare un messaggio negativo alla comunità che da troppi anni chiede che il bene torni alla collettività».</p>
<p><img decoding="async" class="size-medium wp-image-1879 alignleft" src="http://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2016/07/esposito-mauro-300x179.jpg" alt="esposito mauro" width="300" height="179" srcset="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2016/07/esposito-mauro-300x179.jpg 300w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2016/07/esposito-mauro.jpg 500w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Nella seconda parte della mattinata si è svolta la drammatica audizione dell’architetto e titolare della società di progettazione Me Studio Mauro Esposito, accompagnato dal testimone di giustizia Pino Masciari e dall’avvocato Valentina Sandroni di Libera.</p>
<p>Esposito, testimone nel processo San Michele sulle infiltrazioni della ‘ndrangheta a Torino e in Valle di Susa in qualità di direttore del cantiere per la costruzione della Residenza San Carlo di Rivoli, ha avuto il coraggio di resistere a pressioni e di denunciare le pesanti intimidazioni di cui è stato vittima, ma la sua scelta coraggiosa, non solo lo ha portato a un doloroso isolamento, ma  ha anche innescato una serie di eventi che oggi rischiano di far fallire la sua attività e di lasciare senza lavoro i dipendenti della sua società.</p>
<p>In questa vicenda, infatti, affianco ai fatti penali s’innesca l’effetto di due sentenze civili che hanno confermato l’applicazione di una legge risalente all’epoca fascista che vietava alle società di capitali di ingegneria e architettura di lavorare per soggetti privati. In pratica per il lavoro svolto per la Edilrivoli 2006 la Me Studio non solo non ha incassato il dovuto, ma è stata condannata a restituire gli importi già incassati oltre agli interessi. Ad aggravare il tutto si aggiunge l’assurdo provocato dalla burocrazia: Agenzia delle Entrate e Inarcassa  non hanno accolto la richiesta di rateizzazione del debito.</p>
<p>«Si tratta di una situazione tragica e assurda – commenta il vice-presidente Domenico Rossi – che mai avremmo voluto ascoltare. Lo Stato non può permettere che accada tutto questo e  deve mettere in campo, con estrema urgenza, tutte le scelte necessarie per far sì che i testimoni non siano lasciati soli e che vengano accompagnati in tutti i delicati passaggi che  seguono alla denuncia. Deve inoltre tutelarli, perché sono i figli migliori della nostra Repubblica e affinché diventino simbolo positivo per tutti coloro che invece decidono di non denunciare». «Il Piemonte – aggiunge il consigliere – non può più pensare che questi problemi appartengano  solo alle regioni del sud del nostro paese. Le inchieste della DDA degli ultimi anni e la storia di Mauro Esposito ci raccontano di un’emergenza che bisogna affrontare con la massima priorità».</p>
<p>L’Ufficio di Presidenza si è quindi impegnato a sollecitare con estrema urgenza la convocazione di un tavolo tecnico con Agenzia delle Entrate e Inarcassa da parte della Giunta e ad approfondire tutti gli aspetti relativi al miglioramento dell’impianto normativo regionale su questi temi.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Discarica di Ghemme, l&#8217;emergenza sia occasione di andare fino in fondo</title>
		<link>https://domenicorossi.eu/2016/07/22/discarica-di-ghemme-lemergenza-sia-occasione-di-andare-fino-in-fondo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[beppe]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Jul 2016 13:42:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
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		<category><![CDATA[Regione Piemonte]]></category>
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		<category><![CDATA[Alberto Valmaggia]]></category>
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		<category><![CDATA[Domenico Rossi]]></category>
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		<category><![CDATA[Rifiuti]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;ordinanza del Comune di Ghemme che segue alla relazione di Arpa, ASL e Corpo Forestale relativa all&#8217;accertamento della fuoriuscita di percolato dalle vasche di contenimento della discarica di Ghemme riapre un&#8217;annosa vicenda che attende da troppo tempo una soluzione. «Questa ennesima crisi – spiega il consigliere Regionale Domenico Rossi – deve rappresentare l&#8217;occasione di andare [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-1875" src="http://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2016/07/Ghemme_discarica-300x176.jpg" alt="Ghemme_discarica" width="300" height="176" srcset="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2016/07/Ghemme_discarica-300x176.jpg 300w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2016/07/Ghemme_discarica.jpg 539w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>L&#8217;ordinanza del Comune di Ghemme che segue alla relazione di Arpa, ASL e Corpo Forestale relativa all&#8217;accertamento della fuoriuscita di percolato dalle vasche di contenimento della discarica di Ghemme riapre un&#8217;annosa vicenda che attende da troppo tempo una soluzione. «Questa ennesima crisi – spiega il consigliere Regionale Domenico Rossi – deve rappresentare l&#8217;occasione di andare fino in fondo ad una questione che da troppi anni mette a rischio la salute dei cittadini e provoca danni non più tollerabili a livello ambientale e rispetto alla vocazione agroalimentare dell&#8217;area». Le notizie riportate negli ultimi giorni dagli organi di informazione evidenziano anche lacune evidenti su cui è opportuno fare chiarezza.</p>
<p>«Prima di tutto – precisa Rossi – è necessario approfondire la notizia secondo cui la seconda fideiussione di Daneco per la gestione della discarica nel periodo che segue alla chiusura del sito non sia adeguatamente coperta. Sarebbe un fatto gravissimo che rischia di scaricare sulla collettività il costo dei danni ambientali». Un quesito, non il solo, che resta in sospeso. «Sulla chiusura del sito – aggiunge il consigliere Democratico &#8211; si sono susseguiti progetti e programmi, l&#8217;ultimo risale al maggio 2012 quando l&#8217;allora Presidente della Provincia e del Consorzio rifiuti medio novarese, Diego Sozzani, fissava in 28 mesi i temi di chiusura. Percorso che non ha avuto buon esito e ha portato nel 2014 ad una revisione del cronoprogramma da parte della Provincia: nulla da allora è cambiato, le procedure di capping restano un miraggio».</p>
<p>A fronte di una situazione complessa e in sostanziale stallo proprio la necessità di intervento emersa nelle ultime settimane può rappresentare un&#8217;opportunità. «Martedì presenterò un&#8217;interrogazione all&#8217;Assessore Valmaggia per capire quale ruolo la Regione potrà ricoprire nella gestione della messa in sicurezza del sito» dichiara Domenico Rossi. «Contestualmente – prosegue il consigliere &#8211; sto valutando con la presidente della Commissione regionale ambiente, Silvana Accossato, di procedere con un&#8217;audizione dei soggetti interessati dalle procedure di chiusura e bonifica. Dobbiamo mettere in campo tutti gli strumenti possibili e lavorare ad ogni livello istituzionale».</p>
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		<title>Soppressione Frecciabianca: la Regione intervenga per i pendolari</title>
		<link>https://domenicorossi.eu/2016/07/19/soppressione-frecciabianca-la-regione-intervenga-per-i-pendolari/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[beppe]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Jul 2016 13:58:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicato stampa]]></category>
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					<description><![CDATA[La decisione da parte di Trenitalia di spostare i treni Frecciabianca dalla linea storica Torino-Milano a quella dell’Alta Velocità, a partire dal prossimo mese di settembre, causerebbe gravi disagi ai viaggiatori di tutto il quadrante Nord Est della nostra regione e, in particolare, ai pendolari che quotidianamente usufruiscono dei treni Frecciabianca per raggiungere Torino o [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-1872" src="http://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2016/07/frecciabianca-300x191.jpg" alt="frecciabianca" width="300" height="191" srcset="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2016/07/frecciabianca-300x191.jpg 300w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2016/07/frecciabianca.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" />La decisione da parte di Trenitalia di spostare i treni Frecciabianca dalla linea storica Torino-Milano a quella dell’Alta Velocità, a partire dal prossimo mese di settembre, causerebbe gravi disagi ai viaggiatori di tutto il quadrante Nord Est della nostra regione e, in particolare, ai pendolari che quotidianamente usufruiscono dei treni Frecciabianca per raggiungere Torino o Milano. Per questo motivo il Consigliere Regionale Domenico Rossi ha interrogato oggi l&#8217;assessore Balocco sulla questione. «Se tale decisione dovesse essere confermata saranno soppresse le fermate di Novara e Vercelli con un conseguente peggioramento del servizio, ma anche ricadute sulle potenzialità turistiche dei territori» spiega Rossi. «Molti pendolari – aggiunge il consigliere Democratico &#8211; utilizzano i Frecciabianca in fasce orarie dove non vi sono altre alternative o per ovviare a situazioni di sovraccarico dei convogli negli orari di punta. Ho chiesto all&#8217;assessore di intervenire presso Trenitalia per garantire il miglior servizio ai cittadini».</p>
<p>L&#8217;assessore Balocco ha sottolineato che la scelta di Trenitalia investe una tratta commerciale non contribuita dalla Regione, su cui l&#8217;operatore, quindi, ha piena libertà decisionale e in quest&#8217;ottica sta procedendo nella direzione dello spostamento del servizio. Da parte sua la Regione sta predisponendo delle soluzioni alternative. «Per far fronte ad un&#8217;oggettiva penalizzazione – spiega l&#8217;Assessore &#8211; stiamo valutando un servizio di trasporto regionale veloce che, con sole tre fermate, che garantisca gli stessi tempi di percorrenza. Una opzione che, considerate le alte potenzialità di carico non dovrebbe gravare eccessivamente sulle casse della Regione». Un percorso che si affianca ad alcune precise richieste rivolte al Ministero dei Trasporti. «Abbiamo interpellato il MIT di intervenire presso Trenitalia affinché rivaluti la propria decisione e contestualmente abbiamo chiesto che le tracce ora dedicate ai Freccia Bianca vengano riservate, in caso di spostamento, al potenziamento dei treni regionali e contestualmente di aumentare i trasferimenti al fine di poter garantire il servizio» ha concluso Balocco.</p>
<p>«Una risposta – commenta Domenico Rossi &#8211; che conferma l&#8217;attenzione della Regione su un tema che incide fortemente sulla quotidianità dei cittadini piemontesi e su cui intendo vigilare attentamente nelle prossime settimane affinché la situazione si evolva il più positivamente possibile». Posizione condivisa anche dal Consigliere Gabriele Molinari. «Lo scenario che che si va profilando è inaccettabile per due ordini di ragioni: da un lato penalizza i pendolari, che più di ogni altro hanno l&#8217;esigenza di un sistema di trasporto dignitoso, dall&#8217;altro taglia completamente fuori le nostre città e i nostri territori dalle tratte a più lunga percorrenza: se oggi si può andare a Venezia direttamente da Vercelli o Novara, domani non sarà più così» spiega il Consigliere vercellese ed aggiunge: «Se si concretizzasse l&#8217;ipotesi di potenziare il regionale veloce eliminando alcune fermate, come ad esempio Santhià, la conseguenza sarebbe quella di isolare realtà come Biella. La conclusione è che Trenitalia dovrebbe ripensare le proprie scelte, perché per quanto in un regime di mercato, questa società deve garantire un servizio pubblico: con simili scelte di fatto smette di farlo».</p>
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		<title>Rapporto povertà Istat: occorre superare le disuguaglianze</title>
		<link>https://domenicorossi.eu/2016/07/14/rapporto-poverta-istat-occorre-superare-le-disuguaglianze/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[beppe]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Jul 2016 13:05:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Domenico Rossi]]></category>
		<category><![CDATA[istat]]></category>
		<category><![CDATA[povertà]]></category>
		<category><![CDATA[ricchezza]]></category>
		<category><![CDATA[sperequazione]]></category>
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					<description><![CDATA[È come un pugno in pieno volto il rapporto che l&#8217;ISTAT ha pubblicato questa mattina. Una fotografia impietosa di un paese sempre più povero, dove i milioni &#8211; sì, i milioni &#8211; di cittadini in povertà assoluta sono in aumento. Il dato peggiore dal 2005. Se ne discuterà molto nei prossimi giorni e anche io [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-1867" src="http://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2016/07/poveri2-300x225.jpg" alt="poveri2" width="300" height="225" srcset="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2016/07/poveri2-300x225.jpg 300w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2016/07/poveri2.jpg 500w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" />È come un pugno in pieno volto il <a href="http://www.istat.it/it/archivio/189188">rapporto</a> che l&#8217;ISTAT ha pubblicato questa mattina. Una fotografia impietosa di un paese sempre più povero, dove i milioni &#8211; sì, i milioni &#8211; di cittadini in povertà assoluta sono in aumento. Il dato peggiore dal 2005. Se ne discuterà molto nei prossimi giorni e anche io tornerò sul tema che ritengo in assoluto il più importante. Alcune cose, però, vanno dette subito.</p>
<p>Primo. Il dato sulle povertà (assoluta e relativa) non va letto da solo. Esso va accompagnato con la lettura dei dati sulla sperequazione, anch&#8217;essa in aumento. Quello che voglio dire è che la fotografia dell&#8217;ISTAT non ci restituisce l&#8217;immagine di un paese povero, ma diseguale. Anzi sempre più diseguale, dove aumenta il divario tra chi sta meglio e chi sta peggio. Anche le risposte, quindi, dal mio punto di vista, non possono essere solo di contrasto alla povertà, ma di contrasto alla diseguaglianza. Chiunque ha a cuore le sorti dei più deboli e dei più fragili non può non partire da qui. Per me si tratta della sfida più importante che abbiamo di fronte. Per una forza politica che usa la parola &#8220;sinistra&#8221; per definirsi deve diventare la cifra dell&#8217;impegno politico a tutti i livelli.</p>
<p>Secondo. Molti ci diranno che si tratta degli anni e dei risultati della più grande crisi degli ultimi 80 anni. È vero. È vero anche, però, che siamo di fronte a un modello di sviluppo che nei momenti di crescita distribuisce le ricchezze verso l&#8217;alto e le briciole sulla classe media e sui poveri, mentre nei momenti di stasi o di crisi il prezzo lo pagano solo classe media e ceti popolari in termini di situazione reddituale e di taglio di servizi. Urge un cambio di paradigma. Questo, semplicemente, non funziona per i molti, ma solo per pochi.</p>
<p>Terzo. La sfida non è più locale o nazionale. Gli effetti a cui assistiamo vedono la loro genealogia in processi planetari, come oramai sappiamo da decenni. Credo sia arrivato il momento per tutte le organizzazioni che si battono per il miglioramento delle condizioni di vita degli esseri umani di cominciare a lavorare seriamente globalizzando le proprie organizzazioni e le proprie azioni. Penso in prima battuta a partiti e sindacati. Dal punto di vista istituzionale una nuova concezione e una nuova fase degli &#8220;Stati Uniti d&#8217;Europa&#8221; (con più politica e meno vincoli finanziari) sono il minimo sindacale per fronteggiare le sfide che ci attendono.</p>
<p>Quarto. Nella revisione del nostro modello di welfare credo sia ineludibile farsi carico di temi che per troppo tempo abbiamo rinviato. Non possiamo pensare che il tema della povertà e della disoccupazione giovanile (così come quello dell&#8217;insostenibilità del sistema pensionistico) sia risolvibile solo con l&#8217;aumento di lavoro precario (quando c&#8217;è). Non sono più rinviabili ragionamenti e azioni strutturali su misure quali sostegno all&#8217;inclusione sociale o reddito di autonomia.</p>
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		<title>Riduzione organico docenti e personale ATA: riequilibriamo le disomogeneità territoriali</title>
		<link>https://domenicorossi.eu/2016/07/12/riduzione-organico-docenti-e-personale-ata-riequilibriamo-le-disomogeneita-territoriali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[beppe]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Jul 2016 14:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicato stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Interventi in aula]]></category>
		<category><![CDATA[Regione Piemonte]]></category>
		<category><![CDATA[pentenero]]></category>
		<category><![CDATA[personale ata]]></category>
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					<description><![CDATA[Con un&#8217;interrogazione all&#8217;assessore competente Gianna Pentenero, il consigliere Regionale Domenico Rossi ha chiesto alla Regione di intervenire al fine di riequilibrare gli organici dei docenti e del personale ATA assegnati per l’anno scolastico 2016-2017 alle scuole piemontesi. «Analizzando i dati – ha spiegato il consigliere Democratico – si evidenziano degli squilibri ed una situazione disomogenea [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-1862" src="http://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2016/07/grafica-scuola-300x251.jpg" alt="_grafica scuola" width="300" height="251" srcset="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2016/07/grafica-scuola-300x251.jpg 300w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2016/07/grafica-scuola.jpg 480w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" />Con un&#8217;interrogazione all&#8217;assessore competente Gianna Pentenero, il consigliere Regionale Domenico Rossi ha chiesto alla Regione di intervenire al fine di riequilibrare gli organici dei docenti e del personale ATA assegnati per l’anno scolastico 2016-2017 alle scuole piemontesi. «Analizzando i dati – ha spiegato il consigliere Democratico – si evidenziano degli squilibri ed una situazione disomogenea sul territorio regionale. In particolare la ridistribuzione dell&#8217;organico resasi necessaria per il calo di iscrizioni penalizza le province di Novara e del VCO ». Una situazione cui il consigliere Rossi ha chiesto di porre rimedio all&#8217;assessorato competente al fine di garantire «non solo adeguati livelli educativi, ma anche la copertura di tutte le attività e dei livelli minimi di sicurezza». L&#8217;assessore Pentenero, nella sua risposta, è entrata nel merito del problema che la Regione sta seguendo con grande attenzione. «Siamo al corrente della situazione e delle criticità emerse dai tavoli di confronto con l&#8217;Ufficio Scolastico Regionale del Piemonte e i Sindacati» ha spiegato Pentenero precisando che gli organici di diritto, calcolati sulla base dei dati riferiti all&#8217;anno scolastico precedente, saranno riequilibrati grazie alla fase di assegnazione degli organici di fatto che dipendono direttamente dal Ministero. «Una modalità che consente di verificare la necessità di personale ATA e docenti in base alla trasformazione delle singole realtà scolastiche» chiarisce l&#8217;Assessore. «Proprio sulle comunicazioni del Ministero, attese da qualche settimana – conclude Pentenero – c&#8217;è massima attenzione: solleciteremo ulteriormente gli uffici del Miur affinché gli organici di fatto vengano assegnati al più presto per garantire ai nostri ragazzi, ma anche agli insegnanti, le migliori condizioni possibile già dall&#8217;avvio del nuovo anno scolastico». Impegno condiviso dal consigliere Rossi. «Seguirò con attenzione lo sviluppo della vicenda. Non solo è importante che si chiuda positivamente, ma anche che ciò avvenga nel minor tempo possibile: assicurare ai ragazzi e agli insegnanti una scuola sicura, efficiente, che consenta loro di dare il meglio è un impegno da cui nessuno di noi può sottrarsi».</p>
<p>Leggi la <a href="http://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2016/07/interrogazione-a-risposta-immediata_Rossi-8-7-2016.pdf" target="_blank">risposta integrale</a> dell&#8217;assessore</p>
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		<title>I fondi europei per il riuso dei beni confiscati</title>
		<link>https://domenicorossi.eu/2016/07/11/i-fondi-europei-per-il-riuso-dei-beni-confiscati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[beppe]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Jul 2016 12:11:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Beni confiscati]]></category>
		<category><![CDATA[Agenzia Nazionale dei Beni Sequestrati e Confiscati]]></category>
		<category><![CDATA[beni confiscati]]></category>
		<category><![CDATA[castello di miasino]]></category>
		<category><![CDATA[commissione antimafia]]></category>
		<category><![CDATA[commissione legalità]]></category>
		<category><![CDATA[fondi POR]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-1680" src="http://www.rossidomenico.it/wp-content/uploads/2016/02/io-parlo-300x300.jpg" alt="io parlo" width="300" height="300" srcset="https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2016/02/io-parlo-300x300.jpg 300w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2016/02/io-parlo-150x150.jpg 150w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2016/02/io-parlo-768x768.jpg 768w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2016/02/io-parlo-700x700.jpg 700w, https://domenicorossi.eu/wp-content/uploads/2016/02/io-parlo.jpg 973w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" />Prosegue il lavoro in Regione Piemonte per il riuso dei beni confiscati a partire dal Castello di Miasino. In tal senso, nella mattinata di oggi, lunedì 11 luglio, la Commissione Legalità ha incontrato i rappresentanti dell&#8217;Agenzia per Coesione Territoriale e dell&#8217;Agenzia Nazionale dei beni Sequestrati e Confiscati, nonchè i direttori responsabili del POR. Obiettivo dell&#8217;audizione quello di approfondire il piano nazionale messo in campo dal Governo per l&#8217;utilizzo dei fondi europei per il riuso dei beni confiscati.</p>
<p>«Un momento di confronto che ho fortemente voluto – spiega il Consigliere Domenico Rossi, promotore dell&#8217;audizione – per predisporre i migliori percorsi possibili affinché i beni confiscati del nostro territorio siano al più presto riportati a nuova vita». Obiettivo raggiunto anche grazie alla presenza dell&#8217;Assessore De Santis che ha condiviso la necessità di approfondire tali modalità di finanziamento. «E&#8217; emersa, infatti, la possibilità di intervenire su alcune misure del POR utilizzando criteri di selezione premiali e di immaginare l&#8217;inserimento di misure specifiche nel 2018 quando si rivedrà il Piano Operativo Regionale» precisa Domenico Rossi. «In sintesi – conclude il consigliere Democratico &#8211; si tratta di utilizzare i fondi europei per valorizzare i beni confiscati affinché diventino opportunità di inclusione sociale, di promozione dell&#8217;imprenditorialità nell&#8217;ambito della cooperazione e dell&#8217;agricoltura».</p>
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