Il cortocircuito della flat tax

Il Ministro Matteo Salvini sul tema della flat tax sostiene che sia giusto che chi guadagna di più possa pagare di meno, così da rimettere in moto l’economia. Qualcuno riesce a scherzare o a fare satira su questo. Io no. E’ uno degli argomenti che mi fa arrabbiare di più. Lo ritengo profondamente ingiusto. E’ contrario a tutti i miei valori di fondo: quelli del cristianesimo e quelli della tradizione socialista. La flat tax, ogni forma immaginata, è ingiusta ed immorale.

C’è poi un piccolo problema, che si chiama Costituzione. Ma il neo ministro degli Interni, anche se vi ha giurato sopra, pare ignorarla. All’articolo 53 recita: “Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività”. Un principio semplice, chiaro, che mai avrei pensato di dover giustificare pubblicamente, in Italia, nel 2018.

Salvini propina una visione dell’economia a dir poco ingenua, che farebbe sorridere se non sostenesse le idee e le azioni del governo: dal suo punto di vista basta lasciare più soldi ai ricchi per far sì che l’economia torni a girare e perché si assumano più persone. Non si è accorto, forse (ma potrebbe farselo spiegare), che in questi anni, anche quando l’economia è cresciuta la ricchezza si è redistribuita verso l’alto (pochi grandi ricchi) e il lavoro si è sempre più impoverito. E anche quando il lavoro è aumentato in termini quantitativi, la sua retribuzione non ha mai seguito l’andamento dell’aumento della ricchezza. Per non parlare della finanziarizzazione dei processi che fa sì che molti guadagnino semplicemente con altri soldi e non perché producono lavoro.

Infine sostiene che l’importante è che tutti abbiano in tasca qualche “lira” in più da spendere. Eh sì, per i servizi che inevitabilmente diventeranno a pagamento, a partire dalla sanità, perché mancheranno le risorse perché lo Stato le finanzi. Ma intanto avremo aumentato i soldi nelle tasche dei ricchi.

Se questo è il governo del cambiamento che da destra e sinistra ci doveva far passare alla contrapposizione tra popolo ed élite, ci troviamo di fronte all’incarnazione degli interessi delle élite. La vecchia lotta di classe, ma unilaterale e al contrario.

Mala tempora currunt!

Gli elettori della lega, forse (sicuramente non tutti), condividono queste posizioni, anche se la maggior parte, non essendo super-ricca, uscirà depauperata da questa situazione, ma che cosa pensano quelli del M5S? La condividono? Sono certo che buona parte non la condivide, perché arriva da posizioni che rimproveravano al PD di essere troppo a destra. Questa che cos’è?

Poi ci sono quelli che sostengono che destra e sinistra non esistono più e che occorre superare le categorie del ‘900. Questa è una sciocchezza sui cui tornerò un’altra volta. Qui mi limito a dire che concordo sul fatto che le categorie del ‘900 non siano più adatte, perché siamo tornati all’800 e bisognerà ripartire dalle basi.

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