Un congresso per dare più forza al PD sul territorio

Dopo il rinnovo della segretaria nazionale, il Partito Democratico ha fissato la data per i congressi provinciali che si svolgeranno dal 6 al 15 ottobre. I tempi imposti dalla segreteria nazionale, purtroppo, non faciliteranno la partecipazione e il dibattito. Si è scelto, infatti, di aprire il tesseramento dal 17 luglio al 25 settembre: un tempo molto breve e in pieno periodo di vacanza.

Al netto di questa criticità, però, credo si presenti un’opportunità per il PD a livello locale, e saremo capaci di coglierla. Dipenderà dalle scelte che si metteranno in campo. Mi auguro che il congresso non sia solo un’occasione per “contare le tessere” tra le diverse correnti, ma che rappresenti il momento per rimettere al centro un’idea di partito. Ci sono domande a cui occorre rispondere insieme se vogliamo che il Partito Democratico torni a essere attore politico importante sui nostri territori: qual è il ruolo del partito? Come deve essere organizzato? Quale deve essere il rapporto tra partito ed eletti? Tra iscritti ed elettori? Come il partito si relaziona con le altre forze politiche? Con gli altri corpi intermedi e con i cittadini?

Dobbiamo fare lo sforzo di costruire delle risposte nuove a queste domande e avremo bisogno di persone autorevoli, che hanno a cuore la centralità del partito e la sua crescita. Abbiamo problemi grandi da affrontare, che avranno bisogno, sempre di più, di un gruppo dirigente capace, legittimato, in grado di costruire reti. Mi auguro anche che, nonostante il poco tempo a disposizione, ci sia l’occasione perché  tutti gli iscritti rinnovino la tessera e che nuove persone si avvicinino al partito anche con atteggiamento critico: per cambiare le cose occorre tornare ad abitare la politica in maniera diretta e attiva.

Il PD deve tornare a essere interlocutore credibile per i problemi del nostro territorio, a partire dalle diseguaglianze, le fragilità e la disoccupazione; deve proporre una visione di sviluppo ed essere riferimento per chi vuole fare politica.

Non possiamo ignorare l’astensionismo in forte crescita e, in questo quadro, la riduzione dei voti al Pd, così come degli iscritti al partito e dei partecipanti alle primarie. Si tratta di una ferita aperta da tempo che dobbiamo cominciare a rimarginare. Mi auguro che questo congresso possa essere un punto di partenza.

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